2.LINGUAGGI DEI NUOVI MEDIA SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
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![]() 2.LINGUAGGI DEI NUOVI MEDIA SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE Descripción: Docente: Iezzi Francesco |



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Qual è la definizione che dà Jenkins del fenomeno della convergenza?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Un processo di cambiamento sociale, culturale, industriale e tecnologico legato alle modalità di circolazione della nostra cultura. Un processo di cambiamento tecnologico e industriale, che porta le grandi aziende che operano nel settore dei media a fondersi e a proporci contenuti innovativi. Un processo di cambiamento prettamente tecnologico, che porta i vari media a convergere in uno solo. Perché Jenkins preferisce accompagnare la parola "convergenza" col termine "cultura"?. Perché ritiene che la convergenza non sia solo un fatto tecnico ed economico, ma che sia il frutto di un vero e proprio cambiamento culturale, in parte determinato dalla tecnologia e dall'economia, ma anche capace di influenzare queste ultime. Perché vuole sottolineare come la convergenza tecnologica e industriale influenzi la nostra cultura. Perché vuole studiare l'influsso della cultura contemporanea sul fenomeno della convergenza. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Che cos'è un "franchise", secondo Romagnoli?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il mondo di finzione costruito da un prodotto di comunicazione qualsiasi (un film, un videogioco, un libro, ecc.). Un brand che unifica, all'interno di un medesimo universo narrativo, tutti i contenuti autonomi sviluppati da chi lo ha creato o dal pubblico dei suoi destinatari. Un contenuto mediatico che può essere sviluppato da chiunque ne voglia approfondire alcune sfumature. Cos'è un attivatore culturale?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Un progetto di comunicazione transmediale originale e innovativo. Un progetto di comunicazione transmediale capace di innalzare il livello culturale del proprio pubblico di destinatari. Un progetto di comunicazione transmediale che pesca nell'immaginario dei temi più rilevanti per i propri destinatari. Quale delle tipologie di progetti transmediali individuate da Bernardo si avvicina di più al concetto di "transmedia storytelling" espresso da Giovagnoli?. Stepping stone. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Organic transmedia. Brand extension. Quale deve essere il collante dei progetti transmediali, affinché i loro destinatari vi si ritrovino?. L'aderenza alla realtà. La spettacolarità. Nessuna delle suddette risposte è corretta. La coerenza. Che cos'è un franchise fattuale?. Un franchise i cui contenuti sono di tipo giornalistico e forniscono informazioni. Un franchise basato sull'invenzione di un mondo narrativo di finzione che viene declinato su vari prodotti mediali. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Un franchise basato sul racconto di fatti reali, che hanno a che vedere con il mondo in cui viviamo. A cosa serve giocare coi punti di vista dei personaggi, nei progetti di transmedia storytelling?. Ad approfondire la storia, arricchendola. Nessuna delle suddette risposte è corretta. A motivare i destinatari a passare da un medium all'altro, per vedere la storia da angolazioni nuove. A creare le condizioni per lo sviluppo di subplot sui cantastorie mediali secondari. Come viene gestito l'arco di trasformazione del personaggio, nei progetti di transmedia storytelling?. Viene utilizzato per decidere quando passare da un medium a un altro. Viene utilizzato per costruire plot e subplot, indipendentemente dai media su cui questi ultimi vengono raccontati. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Viene utilizzato come strumento per aiutare i destinatari a orientarsi nello sviluppo della storia. Come vengono gestiti, di solito, i plot e i subplot, nei progetti di transmedia storytelling?. Vengono sviluppati indifferentemente sui cantastorie principale e secondari, a seconda delle strategie dei narratori. Il plot viene sviluppato sul cantastorie principale e i subplot su quelli secondari. I subplot vengono sviluppati sul cantastorie principale e il plot su quelli secondari. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Cos'è il "cantastorie mediale principale" di un progetto di transmedia storytelling?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il medium più utilizzato dai destinatari, tra tutti quelli che fanno parte del progetto complessivo. Il contenuto mediale e, dunque, il medium, su cui si appoggia lo sviluppo del plot principale. La voce narrante della storia che viene raccontata, passando da una piattaforma all'altra. Quale delle seguenti caratteristiche NON ha a che vedere con la tridimensionalità dei progetti di comunicazione transmediale?. La loro capacità di catalizzare l'attenzione e l'interesse dei destinatari. La loro capacità di consentire ai destinatari di interagire con lo storyworld. Nessuna delle suddette risposte è corretta. La loro capacità di consentire ai destinatari di orientarsi nello storyworld. Cosa si intende per "tridimensionalità" dei progetti di comunicazione transmediale?. La loro capacità di allestire degli spazi di interazione con i propri destinatari. La loro completezza narrativa. La loro capacità di apparire realistici e di interessare i propri destinatari. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Che cos'è il "primer" di un progetto di transmedia storytelling?. Il primo punto di ingresso nella storia. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il premio principale che si ottiene, entrando nella storia. Le ragioni per cui si dovrebbe entrare nella storia. Quale tra le seguenti tipologie di competenze riveste minore importanza, secondo Giovagnoli, al fine di imparare appieno a servirsi delle potenzialità comunicative ed educative del transmedia storytelling?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. La capacità di memorizzare molte nozioni. La capacità di fare network con gli altri. La capacità di servirsi dei meccanismi dell'intelligenza collettiva. A quale caratteristica tipica del paradigma dell'intermedialità fa pensare il concetto di "bridge" nei progetti di transmedia storytelling?. Al fatto che vengano meno i confini dei testi. All'importanza dei metatesti. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Alla fine della specializzazione dei media. Qual è la caratteristica del paradigma dell'intermedialità più rilevante, per spiegare il successo dei progetti di transmedia storytelling?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. L'importanza dei metatesti. La personalizzazione delle logiche di fruizione. La trasformazione dei media in spazi sociali. Quanti tipi di premi ci possono essere, per la partecipazione a un progetto transmediale, secondo Giovagnoli?. 4. 3. Nessuna delle suddette risposte è corretta. 2. Quali di queste tecniche non serve a creare le condizioni per approfondire il retroscena dei personaggi, nei progetti di transmedia storytelling?. Creare un fantasma interiore per ognuno dei personaggi. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Creare una ferita inconscia in ognuno dei personaggi. Allestire punti di vista differenti per guardare le storie dei personaggi. 07. Qual è la differenza principale tra narrazioni collaborative e partecipative?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Le prime consentono ai destinatari solo di sviluppare subplot secondari e le seconde consentono loro di sviluppare tutto il mondo narrato. Le prime richiedono che i destinatari siano anche autori del plot principale e le seconde no. Le prime sono interattive e le seconde no. 08. A quale delle nove caratteristiche dei progetti di comunicazione intermediale possono essere collegati i touchpoint che riutilizzano i medesimi contenuti su più piattaforme supportive o onnivore?. Alla fine della specializzazione dei media. Sensazione di fruizione contemporanea di diversi flussi informativi. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Produzione di testi ibridi. Che cos'è il "referral" di un progetto di transmedia storytelling?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. E' la ragione principale per cui si decide di entrare nel progetto stesso. E' una strategia pensata per consentire ai destinatari di poter vedere con chiarezza da dove si può accedere al progetto di transmedia storytelling e quali sono gli effetti delle proprie azioni al suo interno. E' il premio più importante che si ottiene partecipandovi. Che differenza c'è tra "threshold" ed "engagement" in un progetto transmediale, secondo Giovagnoli?. Il primo è il vero coinvolgimento all'interno di quest'ultimo, il secondo è il semplice ingresso. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il primo è il semplice ingresso all'interno di quest'ultimo e il secondo è il vero coinvolgimento. Il primo è il premio che si ottiene entrando in un progetto transmediale, il secondo è la ragione dell'interesse culturale di tale progetto. Che differenza c'è tra "bridge" e "touchpoint", in un progetto di transmedia storytelling?. I primi servono per passare da uno snodo all'altro della storia e i secondi sono il punto di ingresso, di contatto con la storia. I secondi sono intesi come strumenti per passare da uno snodo all'altro della narrazione, spostandosi di piattaforma, i primi, invece, sono utili per replicare i medesimi contenuti su piattaforme differenti e creare così il senso di immersività di un universo transmediale pervasivo. I primi sono intesi come strumenti per passare da uno snodo all'altro della narrazione, spostandosi di piattaforma, i secondi, invece, sono utili per replicare i medesimi contenuti su piattaforme differenti e creare così il senso di immersività di un universo transmediale pervasivo. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Cosa intende Giovagnoli, quando utilizza l'espressione "transmedia for good"?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Si riferisce ai progetti di transmedia storytelling che si appoggiano sugli Arg. Si riferisce ai migliori progetti di transmedia storytelling del mondo. Si riferisce ai progetti di transmedia storytelling con finalità sociali. Quale dei seguenti progetti di comunicazione non è intermediale?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il Grande Fratello, che mette un gruppo di persone in una casa e poi racconta le loro vicende con la televisione i giornali, il web e la radio. La campagna pubblicitaria di Adidas "I kiss football", in cui l'azienda seleziona il proprio testimonial cercando tra le pagine di Myspace dei tifosi di calcio e utilizzando le immagini che trova in quel contesto, per confezionare i propri spot e il proprio sito. Il merchandising di Star Wars, che grazie al successo del film crea giocattoli, magliette e una serie di altri gadget che distribuisce su piattaforme diverse da quella cinematografica. 02. Cosa si intende, quando si parla di intermedialità?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Ci si riferisce a tutti quei progetti di comunicazione che si appoggiano in maniera coordinata e consapevolmente progettata a due o più media, senza la cui integrazione il progetto stesso non potrebbe esistere o sarebbe completamente un'altra cosa. Ci si riferisce a forme narrative che coinvolgono diversi media ma restano identiche nelle loro declinazioni sulle diverse piattaforme. Ci si riferisce a storie che mutano in relazione ai diversi mezzi di comunicazione che le distribuiscono. Cosa vuol dire che nei progetti intermediali è necessario tenere conto della funzione che i media ricoprono nella comunicazione in generale?. Che bisogna capire come vengono di solito utilizzati al di fuori dei progetti intermediali, al fine di modificare le abitudini delle persone e innovare, proprio grazie all'intermedialità. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Che bisogna assegnare loro funzioni diverse e specifiche, all'interno del media mix del progetto. Che bisogna utilizzarli secondo le abitudini consolidate nella nostra società, pena il rischio del fallimento del progetto. Quanti sono i punti principali che costituiscono il paradigma dell'intermedialità?. 8. 7. 9. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Cosa si intende per "paradigma dell'intermedialità"?. Un insieme di modelli culturali che determinano il nostro modo di pensare al linguaggio e alle pratiche di comunicazione dei progetti di comunicazione intermediali, in modo da poterceli prefigurare e da sapere sia come devono essere fatti, sia come devono essere fruiti. Una sorta di manuale di istruzioni, che tutti i professionisti usano, per costruire progetti di comunicazione intermediali. Nessuna delle suddette risposte è corretta. La moda di costruire progetti di comunicazione intermediali, per differenziarsi dalle forme di comunicazione tipiche dei vecchi media. Cosa si intende per "media mix" di una campagna di comunicazione intermediale?. Le strategie di diffusione dei medesimi contenuti su media differenti, al fine di raggiungere il maggior numero di persone possibile. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il modo in cui si mescolano i linguaggi di media differenti, producendo contenuti ibridi. L'insieme dei media utilizzati per la campagna e delle funzioni comunicative progettate per questi ultimi, al fine di integrarli al meglio e di dare origine a un'esperienza comunicativa che non potrebbe esistere, senza questa integrazione. Cosa vuol dire che l'intermedialità conduce all'ibridazione dei media?. Che induce ogni singolo medium che fa parte del suo media mix a modificare sia il proprio linguaggio, sia le proprie pratiche di utilizzo, ibridandole con quelle di altri mezzi di comunicazione. Che dà origine a campagne di comunicazione miste, in cui si utilizzano più media. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Che dà origine a prodotti di comunicazione complessi, in cui convivono i contenuti di media differenti. Tra i programmi storici della televisione, quale può essere visto come il capostipite dei programmi intermediali?. Un giorno in pretura. Grande Fratello. Nessuna delle suddette risposte è corretta. X Factor. A quale tipo di "rivoluzione" si deve collegare l'intermedialità, secondo Ferraro?. Alla rivoluzione tecnologica. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Alla rivoluzione industriale. Alla rivoluzione multimediale. In che senso la campagna Adidas "I kiss football" è intermediale?. Perché si serve di più media per raccontare la storia di un personaggio fittizio. Perché i medesimi contenuti vengono diffusi su più media differenti. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Perché parla di un personaggio che utilizza vari media per comunicare con altri personaggi. Da dove nasce l'intermedialità?. Dall'esigenza delle major di Hollywood di utilizzare più canali di comunicazione per sviluppare i contenuti dei loro franchise. Dall'esigenza dei grandi investitori di diversificare i loro investimenti su media diversi. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Dall'esigenza dei grandi produttori di contenuti per l'intrattenimento di diversificare la loro offerta. Cosa si intende per "contenuti modulari", nel paradigma dell'intermedialità?. Contenuti confezionati in modo tale da poter essere fruiti su piattaforme differenti. Contenuti che si richiamano l'un l'altro, all'interno del media mix di un progetto intermediale. Contenuti differenti, progettati secondo il linguaggio e le logiche tipiche di media differenti, che svolgono la funzione di comunicare le medesime informazioni su tutte le piattaforme che compongono il media mix di un progetto intermediale. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Cosa si intende per "progressiva sparizione dei confini del testo", nel paradigma dell'intermedialità?. Che i testi diventano sempre più lunghi, al fine di mantenere il pubblico "incollato" ai progetti di comunicazione che gli vengono indirizzati. Che i testi che compongono un progetto di comunicazione intermediale si richiamano e si collegano tra di loro, completandosi in modo tale da dare l'impressione che il loro confine non sia facilmente identificabile. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Che chi progetta contenuti intermediali, poiché persegue l'immersività, non vuole dare l'impressione di comunicare attraverso testi, che in fondo sono contenuti mediatici e danno quindi una sensazione di ipermediazione. 03. Cosa si intende per "fine della specializzazione dei media", nel paradigma dell'intermedialità?. Il fatto che non ci sia un medium più importante degli altri, nel media mix di una campagna di comunicazione intermediale. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il fatto che tutti i media possano essere utilizzati per veicolare i medesimi contenuti di una campagna di comunicazione. Il fatto che ogni medium può rimediare gli altri, che un tempo avevano linguaggi e funzioni comunicative differenti, diventando come una sorta di "metamedium". 04. Quale delle nove caratteristiche del paradigma dell'intermedialità è la più pertinente per descrivere il significato del progetto del film di Greenaway, intitolato "Le valigie di Tulse Luper"?. La trasformazione dei media in spazi sociali. La fine della specializzazione dei singoli mezzi di comunicazione. La progressiva sparizione del concetto di testo dai confini chiaramente delimitati. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Perché Kill Bill Vol. 1 può essere considerato un film con alcune caratteristiche intermediali?. Perché la sua fruizione è pensata per avvenire in contemporanea con quella di altri testi. Perché ibrida i linguaggi di media diversi ed è costruito come assemblaggio di contenuti modulari. Perché è pensato per favorire una fruizione personalizzata da parte del suo spettatore. Nessuna delle suddette risposte è corretta. 02. Cosa si intende per "grado zero" dell'intermedialità, oggi?. Creare un sito web che pubblicizza i contenuti di un progetto di comunicazione costruito per un'altra piattaforma (Tv, cinema, eccetera). Nessuna delle suddette risposte è corretta. Creare un sito web che aggrega i commenti delle persone sui social network, a proposito di un progetto di comunicazione costruito per un'altra piattaforma (Tv, cinema, eccetera). Creare un sito web che consente di fruire i contenuti di un progetto di comunicazione costruito per un'altra piattaforma (Tv, cinema, eccetera) e di commentarli attraverso i social. Tra i nove tratti distintivi del paradigma dell'intermedialità, qual è quello che ha più a che fare con la funzione svolta dai siti web nel media mix dei progetti di comunicazione intermediali?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. L'ibridazione del linguaggio di diversi media. L'organizzazione modulare dei contenuti. L'importanza di produrre dei metatesti che permettano di orientarsi all'interno del media mix del progetto intermediale. Qual è, tra quelli che riconosciamo come "nuovi media", quello che punta maggiormente a dare l'impressione della contemporaneità di diversi flussi informativi?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il cinema che si serve degli Arg per rendere più immersiva l'esperienza dei film. I giornali, che nelle loro versioni per tablet e smartphone, collegano file audiovisivi agli articoli che riportano le notizie. Le applicazioni di realtà aumentata per gli smartmedia, che fanno convergere sugli schermi dei nostri device vari contenuti mediali legati ai luoghi in cui ci troviamo. Cosa si intende per "personalizzazione dei contenuti", nel paradigma dell'intermedialità?. Il fatto di moltiplicare il più possibile l'offerta di contenuti, affinché chiunque possa trovare qualcosa di suo gradimento. Il fatto che chi progetta questi contenuti faccia delle ricerche di mercato, per stabilire come confezionarli, in modo tale che il proprio pubblico possa trovarli di suo gradimento. Il fatto che i destinatari di questi progetti di comunicazione non debbano fruire passivamente i loro contenuti, ma possano sentirsi coinvolti attivamente nella scelta di come interagirvi. Nessuna delle suddette risposte è corretta. In che senso i progetti di comunicazione intermediale privilegiano uno sguardo soggettivante sul mondo di cui parlano?. Sono pensati per una fruizione personalizzata, che possa soddisfare l'interesse soggettivo di chiunque. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Sono interattivi e, dunque, privilegiano lo sguardo soggettivo dei loro utenti. Vengono costruiti per filtrare il racconto dei mondi di cui parlano, dal punto di vista soggettivo dei personaggi e dei soggetti che li popolano, in modo da favorire l'immedesimazione, altrettanto soggettiva, dei loro destinatari. Perché è così importante il ruolo dei metatesti nelle campagne di comunicazione intermediale?. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Perché i metatesti sono forme di testualità molto moderne. Perché i metatesti sono forme di testualità complesse, che rispecchiano la forma mentis dei destinatari dei progetti intermediali. Perché i metatesti servono per tenere insieme le diverse forme di testualità presenti nel progetto complessivo e di orientarsi all'interno di quest'ultimo. 03. In che senso i progetti di comunicazione intermediale trasformano i media in spazi sociali?. Consentono alle persone di fare società direttamente al loro interno, in spazi più o meno virtuali progettati per far stare insieme i loro destinatari. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Producono contenuti di cui la gente ama discutere nei luoghi e negli spazi della propria vita quotidiana. Producono contenuti che influenzano la vita sociale delle persone, le quali li utilizzano per parlare di sé e dei propri gusti personali con gli altri. 04. Qual è la funzione dei brand intermediali nella costruzione della socialità dei loro destinatari?. Sono il frutto di grandi investimenti e dunque i loro contenuti sono migliori e più interessanti di altri. Sono molto visibili e attirano dunque molta gente al loro interno. Sono costruiti attorno a sistemi di valori e visioni del mondo molto chiari e riconoscibili, che accomunano le persone che li condividono, creando i presupposti per la socialità al loro interno. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Quali problemi legati ai progetti di comunicazione intermediale ha portato alla luce la serie Tv "Mad Men"?. Il fatto che le persone non si sentono rappresentate dai personaggi di finzione e, dunque, non socializzano negli spazi virtuali a essi dedicati. Nessuna delle suddette risposte è corretta. Il fatto che il successo inaspettato può mettere a nudo l'inadeguatezza degli spazi sociali approntati per un numero esiguo di persone. Il fatto che non sempre la gente vuole essere convogliata negli spazi sociali approntati dai progettisti intermediali, ma che è importante lasciare che la socialità legata a questo genere di contenuti nasca dove lo desiderano i loro destinatari. |





