Fondamenti di economia e marketing
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![]() Fondamenti di economia e marketing Descripción: Fondamenti di economia e marketing |



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1. Una delle principali caratteristiche che distingue i partecipanti nelle imprese è la seguente: la loro funzione nel processo di trasformazione. Il tipo di prodotto creato. La quantità di capitale investito. Il settore economico di appartenenza. 2. Il "valore aggiunto" in un'impresa è rappresentato dal: valore rappresentato dal capitale investito dai proprietari. valore insito nel contributo dei dipendenti alla gestione. valore che l'impresa aggiunge agli input durante il processo di trasformazione. valore del costo totale dei fattori produttivi. 3. Per Task Environment in un'impresa si intende: l'ambiente sociale in cui l'impresa opera. il settore specifico in cui l'impresa compete direttamente con altri attori. l'insieme delle organizzazioni non economiche. il sistema generale di tutte le imprese sul mercato globale. 4. Il General Environment rispetto al Task Environment: comprende organizzazioni non specifiche di settori economici, come le amministrazioni pubbliche. è formato da organizzazioni con cui l'impresa compete direttamente. si limita ai rapporti con fornitori e distributori. include solo concorrenti diretti dell'impresa. 5. Quale di queste affermazioni è vera riguardo alle imprese "not for profit": si concentrano esclusivamente sul guadagno economico. hanno lo stesso obiettivo di profitto delle imprese for-profit. devono sempre realizzare un risultato economico positivo. non mirano a ottenere un sovrappiù di ricavi rispetto ai costi. 1. La razionalizzazione è un processo essenziale per fare impresa: perché elimina la necessità di input esterni. perché permette di pianificare e calcolare ogni attività dell'impresa. perché rende l'impresa indipendente dal mercato. perché si basa esclusivamente sull'intuito dei manager. 2. La divisione del lavoro all'interno dell'impresa è una parte cruciale della razionalizzazione: perché facilita l'integrazione delle funzioni in un sistema aziendale unitario. perché elimina la necessità di supervisione. perché riduce il numero di dipendenti. perché favorisce il monopolio sul mercato. 3. La quarta rivoluzione industriale è caratterizzata dall'uso della tecnologia avanzata: perché si basa esclusivamente sull'energia solare. perché si concentra solo sulla produzione manuale. perché elimina l'uso di internet. perché introduce l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata. 4. L'autore che scrive i scientific principles of management è: Weber. Taylor. Carroll. Barnard. 5. L'autore che introduce la piramide della CSR è: Weber. Taylor. Carroll. Barnard. 1. La strategia di un'impresa si basa sul seguente principio fondamentale: l'eliminazione di tutti i concorrenti. la riduzione dei costi operativi. la massimizzazione delle vendite. la ricerca di un vantaggio competitivo. 2. Quale delle seguenti aziende rappresenta un esempio di leadership nella differenziazione: Huawey. Meta. Apple. Ferrari. 3. Kodak ha affrontato il seguente cambiamento strategico: un cambiamento incrementale verso la digitalizzazione. un cambiamento radicale verso il digitale ma deciso troppo tardi. un cambiamento verso l'integrazione verticale. una fusione con un'altra azienda tecnologica. 4. La strategia di diversificazione correlata è caratterizzata da: l'impresa che espande la produzione in un mercato collegato a quello attuale. l'impresa che entra in mercati completamente nuovi senza collegamenti con il suo core business. l'impresa che riduce i costi operativi aumentando l'efficienza. l'impresa che si concentra sulla leadership di costo nel settore. 5. Per integrazione verticale si intende: l'impresa che espande la propria attività in settori diversi. l'impresa che cresce acquisendo concorrenti diretti. l'impresa che riduce i costi operativi migliorando l'efficienza interna. l'impresa che sviluppa il controllo a monte o a valle della propria produzione. 1. Il processo di pianificazione di marketing: ci aiuta a comprendere: 1) dove vorremmo essere; 2) dove siamo; 3) come ci arriviamo. ci aiuta a comprendere: 1) come ci arriviamo; 2) dove siamo; 3) dove vorremmo essere. ci aiuta a comprendere: 1) dove vorremmo essere; 2) dove siamo. ci aiuta a comprendere: 1) dove vorremmo essere; 2) dove siamo. 2. La visione/missione: è il primo step del processo di posizionamento. è l'ultimo step del processo di pianificazione. è il primo step del processo di pianificazione. è l'ultimo step del processo di posizionamento. 3. Nella SWOT, le variabili che si riferiscono all'analisi interna sono: la S (strenghts) e la T (threats). la S (strenghts) e la W (weaknesess). la O (opportunities) e la W (weaknesess). la O (opportunities) e la T (threats). 4. Il controllo verifica l'efficacia del piano rispetto a: i soldi spesi. il tempo speso. l'analisi dell'ambiente. gli obiettivi raggiunti. 5. Il media planning prevede: la pianificazione dei costi. la pianificazione della strategia. la pianificazione della comunicazione. la pianificazione dell'analisi. 2. I managers hanno tre funzioni, tutte riconducibili alla: gestione. analisi. strategia. azione. 3. Il management è una pratica che nasce dall'interazione tra: azione, competenza e scienza. arte, analisi e scienza. arte, competenze, scienza. analisi, arte e scienza. 4. L'acronimo VUCA sta per: Volatile, Incredibile, Complesso, Ambiguo. Volatile, Usurato, Complesso, Ambiguo. Volatile, Utile, Complesso, Ambiguo. Volatile, Incerto, Complesso, Ambiguo. 5. Negli anni '80. si assiste alla shareholder primacy (breve termine, profitto). si assiste all'avvento della sostenibilità. si assiste all'avvento della tecnologia. si assiste all'era della stakeholder theory (lungo termine). 6. I due mondi "VUCA" e "BANI" indicano l'aumento: degli stipendi manageriali. della facilità di gestire un'impresa. delle vendite di un'impresa. della complessità manageriale (di gestione). 7. La piramide gerarchica del management prevede: proprietà, management, shareholders. top management, middle management, operational management, shareholders. top management, middle management, operational management. top management, middle management, operational management, proprietà. 8. La gerarchia può portare: al dilemma tra shareholders e managers. all'asimmetria informativa. al potere dell'impresa. al potere dei managers. 9. Le critiche alla gerarchia portano: alla ridefinizione di alcuni principi di management. alla ridefinizione dei dividendi da distribuire. alla ridefinizione dei valori della cultura d'impresa. alla ridefinizione della missione d'impresa. 10. Il nuovo leader deve essere: gerarchico. inclusivo. supervisor. accattivante. 1. La parola management deriva dal: latino: managere. inglese: man+agent. latino: mani. inglese: management. 1. L'imprenditore: è sia proprietario sia manager. è solo proprietario. è solo manager. non fa mai parte del board. 2. L'imprenditore di solito: delega i managers del suo potere esecutivo, i quali hanno un alto potere discrezionale. non delega i managers del suo potere esecutivo, che non hanno potere discrezionale. delega i suoi poteri, come nel caso delle public companies. porta solo l'idea imprenditoriale. 3. Il top management: guida l'impresa nel raggiungimento degli obiettivi strategici. cerca di raggiungere più profitti possibili. può essere miopico e scordare il lungo termine. è alla base della piramide. 4. Il management operativo. guida l'impresa nel raggiungimento degli obiettivi strategici. cerca di raggiungere obiettivi a lungo termine. può essere miopico e scordare il lungo termine. è al centro della piramide. 5. L'affermazione: "Il potere del management si basa sulla posizione gerarchica assegnata, rafforzata da conoscenze e competenze superiori e da azioni efficaci": è sempre falsa perché il management nel terzo millennio è incompetente, non informato, invadente. è sempre vera perché il management ad oggi è sicuramente informato e competente. è parzialmente vera perché il management può essere incompetente, non informato, invadente. è fuorviante, perché il potere in realtà è nelle mani della proprietà. 6. Per superare i problemi legati alla gerarchia si è proposto di avere un approccio votato a: i profitti. concentrare la proprietà nelle mani di pochi. frammentare la proprietà. allineamento, co-creazione di valore, purpose-led managers. 7. Tra le competenze del manager purpose-led abbiamo quelle: societal: consentono a un leader di essere consapevole dell'impatto delle attività di un'organizzazione sull'ambiente e sulla società. profit-based: consentono a un leader di essere consapevole che deve ottenere profitti. image-based: consentono a un leader di essere consapevole che deve ottenere una buona immagine per avere uno stipendio più alto. action-based: consentono a un leader di essere veloce nel prendere decisioni. 8. Gli shareholders non possono: 1. votare sulle modifiche statutarie della società; 2. eleggere gli amministratori e sostituirli con un voto a maggioranza; 3. eleggere amministratori che devono supervisionare il comportamento dei manager, ma sono lontani dalle decisioni. 1. fissare i dividendi che verranno loro pagati; 2. decidere investimenti o acquisizioni; 3. essere responsabili delle assunzioni; 4. fissare gli stipendi dei manager. dare coerenza all'azienda, in modo che ogni persona e ogni attività sia allineata con lo scopo dell'azienda. usare l'opzione EXIT. 9. Gli shareholders possono: 1. votare sulle modifiche statutarie della società; 2. eleggere gli amministratori e sostituirli con un voto a maggioranza; 3. eleggere amministratori che devono supervisionare il comportamento dei manager, ma sono lontani dalle decisioni. 1. fissare i dividendi che verranno loro pagati; 2. decidere investimenti o acquisizioni; 3. essere responsabili delle assunzioni; 4. fissare gli stipendi dei manager. dare coerenza all'azienda, in modo che ogni persona e ogni attività sia allineata con lo scopo dell'azienda. mandare via il CEO senza consultarsi con il Board. 10. Il caso Danone aiuta a comprendere l'importanza de: gli investimenti. la sostenibilità. i profitti. l'immagine. 1. I managers hanno tre funzioni, tutte riconducibili alla: gestione. analisi. strategia. azione. 2. I managers hanno tre ruoli: gestire, vendere, comprare. informativo, interpersonale, action-based. gestire, informare, vendere. gestire, agire, interpersonale. 3. Le competenze trasversali sono anche chiamate: non lineari. complesse. soft. utili. 4. La comunicazione e la visione strategica sono competenze. specialistiche. trasversali. omnicomprensive. hard. 5. In questa lezione si sono proposti: 2 modelli di leadership. 1 modello di leadership. 6 modelli di leadership. 8 modelli di leadership. 6. Lo stile di leadership del tecnocrate del modello 1, è comparabile con lo stile del modello 2: Insegnante. Facilitatore. Supervisore. Eroe. 7. I seguenti punti di forza "affidabile, completo, solidale, paziente, saggio, collaborativo, connettivo" sono tipici dello stile: Insegnante. Facilitatore. Supervisore. Eroe. 8. Mike Parker è stato il CEO di: Dove. Axe. Unilever. Nike. 9. L'inserimento della corporate purpose come mission di Unilever la dobbiamo a: Parker. Jope. Polman. Schumacher. 10. L'inserimento della product brand purpose nella strategia di Unilever la dobbiamo a: Parker. Jope. Polman. Schumacher. 1. Quando la proprietà coincide con il management: abbiamo un parziale conflitto di interessi. non c'è conflitto di interessi. abbiamo un conflitto di interessi totale. abbiamo un parziale disallineamento. 2. Gli shareholders sono: i proprietari. i managers. gli stakeholders. sia managers e sia proprietari. 3. Il management e la proprietà sono disallineati: solo negli obiettivi. solo nel rischio. negli obiettivi e nel rischio. nelle percezioni. 4. In termini di obiettivi, i managers tendono a massimizzare: i dividendi. lo stock value. prestigio e potere. l'indebitamento. 5. L'entrenching investment relativo ai managers vuol dire che i managers stanno: usando il loro potere per comprarsi beni privati. investendo i loro soldi nell'impresa per cui lavorano. evitando progetti rischiosi. scegliendo progetti che premiano le loro competenze personali. 6. Esiste un approccio in cui gli obiettivi dei managers e della proprietà coincidono. Questo approccio considera: la sostenibilità nel lungo termine. i profitti raggiungibili nel lungo termine. i profitti raggiungibili nel breve termine. la sostenibilità nel breve termine. 7. Per ridurre il disallineamento del rischio tra proprietà e management, gli shareholders possono: dare ai managers dei benefici privati (case, etc.). offrire ai managers le stock options. licenziare i managers. decidere lo stipendio dei managers. 8. Il caso Danone ci ha fatto comprendere come gli shareholders possano: usare l'opzione stock options. usare l'opzione exit. usare l'opzione voice. usare i Non Solicitation Agreement. 9. Nel dilemma di Unilever, i managers di Unilever hanno deciso di: unirsi con Kraft Heinz per aumentare i profitti dell'impresa. unirsi con Kraft Heinz per creare una purpose condivisa. rifiutare l'offerta di Kraft Heinz, per aumentare i profitti. rifiutare l'offerta di Kraft Heinz, rimanendo fedeli alla propria purpose sostenibile. 10. Il caso Patagonia ci mostra: un imprenditore devoto alla sostenibilità. come gli shareholders possano avere potere più potere dei managers. come i managers possano avere potere più potere degli shareholders. un imprenditore devoto ai profitti. 1. L'impresa offre agli stakeholders: beni e servizi. beni, servizi, comunicazione. prodotti e informazioni. prodotti. 2. Gli stakeholders di un'impresa sono: interni ed esterni. i marketing managers. i consumatori. i fornitori. 3. La domanda è: quello che chiedono i consumatori. un bisogno dei consumatori per un prodotto specifico, supportato dalla capacità a pagare. quello che l'impresa dà ai consumatori. un desiderio dei consumatori per un prodotto specifico, supportato da una capacità a pagare. 4. L'offerta è: quello che offre l'impresa per soddisfare bisogni e desideri dei consumatori. quello che offrono i consumatori all'impresa. quello che offrono gli stakeholders all'impresa. quello che offre l'impresa per comunicare con i consumatori. 5. La domanda è latente quando: varia nel tempo. i consumatori sono disposti a pagare pur di evitare il prodotto offerto. un forte bisogno non è ancora conosciuto. soddisfa i consumatori. 6. Il marketing: crea valore. crea bisogni. crea desideri. crea beni. 7. Il mercato B2C è quello in cui: i consumatori si rivolgono alle imprese. le imprese si rivolgono ai consumatori. i consumatori dialogano tra loro. le imprese si rivolgono prima alle imprese, poi ai consumatori. 8. Il mercato C2C è quello in cui: i consumatori si rivolgono alle imprese. le imprese si rivolgono ai consumatori. i consumatori dialogano tra loro. le imprese si rivolgono prima alle imprese, poi ai consumatori. 9. Il caso Primark ci mostra: come comprare a basso prezzo. le strategie di marketing focalizzate su costo e prezzo. le strategie di marketing basate sulla fedeltà. le strategie di marketing basate sul mondo online. 10. Una delle sfide di Primark è: vendere a basso costo. vendere aumentando i prezzi. vendere a livello globale. vendere online. 1. Il valore del prodotto viene spesso misurato attraverso: la qualità e il prezzo del prodotto. la qualità, il prezzo del prodotto e l'immagine dell'impresa. la qualità, il prezzo e i servizi del prodotto. la qualità, il prezzo e l'affidabilità del prodotto. 2. La soddisfazione del cliente è calcolata in base a: aspettative e performance. qualità e performance. prezzo e performance. immagine e performance. 3. L'incoerenza della promessa genera: basse performance. soddisfazione del cliente. alti profitti. greenwashing e attivismo. 4. Il processo gestionale prevede tre stadi principali: analisi, strategia, azioni. strategia, analisi, azioni. azioni, strategia, analisi. strategia, azioni, analisi. 5. Nel processo gestionale di marketing, il posizionamento del brand si trova in uno stadio: analitico. operativo. strategico. primordiale. 6. Nel processo gestionale di marketing, lo studio dell'ambiente macro si trova in uno stadio: operativo. analitico. strategico. primordiale. 7. Il marketing mix viene anche detto: 4C. 4P. 4D. 4M. 8. Il concetto di fedeltà: si riferisce al prodotto. si riferisce agli impiegati. si riferisce ai managers. si riferisce al brand. 9. I concorrenti possono essere: solo diretti. solo interni. diretti e indiretti. diretti e interni. 10. Patagonia ha un marketing mix: votato alla sostenibilità. che si basa sul prezzo. che si basa sui costi alti. votato al greenwashing. 1. Nel nuovo contesto odierno, si assiste a tre macro fenomeni: tecnologia, Globalizzazione, CPV. tecnologia, Globalizzazione, CRM. tecnologia, Globalizzazione, CSR. tecnologia, Globalizzazione, CSM. 2. L'acronimo CSR sta per: corporate social responsibility. corporate social role. company social role. consumer social responsibility. 3. Nella nuova realtà competitiva: solo i consumatori acquisiscono nuove competenze. solo le imprese acquisiscono nuove competenze. consumatori e imprese acquisiscono nuove competenze. non ci sono nuove competenze. 4. Nel marketing mix evoluto sono presenti le seguenti P: product, price, placement, promotion. product, price, placement, promotion, processes, people. product, price, placement, promotion, people. product, price, placement, promotion, place. 5. Amazon è un brand che ha rivoluzionato il mercato della distribuzione perché: distribuisce online, permettendo la disintermediazione. distribuisce online, permettendo prezzi bassi sulla distribuzione. distribuisce online, permettendo prodotti di alta qualità. distribuisce online, impedendo la disintermediazione. 6. Il momento della verità Zero: si riferisce al fatto che i consumatori non comprano più alcuni prodotti. si riferisce alla ricerca dei prodotti nei negozi disponibili. si riferisce alla ricerca dei prodotti che non si trovano sul mercato. si riferisce alla ricerca dei prodotti tramite motori di ricerca e piattaforme digitali. 7. Nel customer funnell (imbuto): l'obiettivo è passare dal target market ai consumatori che spendono di più per prodotti di lusso. l'obiettivo è passare dal target market alla fedeltà dei consumatori. l'obiettivo è passare dal target market al posizionamento di mercato. l'obiettivo è passare dal target alla fine della relazione. 8. Cross-selling e up-selling: sono due strategie innovative per gestire la base clienti nel lungo termine. sono due strategie innovative per gestire la base clienti nel breve termine. sono due strategie tradizionali per gestire la base clienti nel breve termine. sono due strategie tradizionali per gestire la base clienti nel lungo termine. 9. La co-creazione di valore: è una strategia innovativa per gestire la base clienti nel lungo termine. è una strategia innovativa per gestire la base clienti nel breve termine. è una strategia tradizionale per gestire la base clienti nel breve termine. è una strategia tradizionale per gestire la base clienti nel lungo termine. 10. La co-creazione di valore: aumenta le distanze tra consumatori e imprese. diminuisce le distanze tra consumatori e imprese. aumenta la vicinanza tra sole imprese. aumenta la vicinanza tra soli consumatori. 1. L'acronimo MIS sta per: Marketing Intelligence Satisfaction. Marketing Information Satisfaction. Marketing Information System. Marketing Intelligence System. 2. L'obiettivo del MIS è: collezionare informazioni e prevedere la domanda. collezionare informazioni e cercare di ottenere prezzi bassi. collezionare informazioni per vendere a prezzi alti. collezionare informazioni per rivenderle ad aziende terze. 3. Il sistema di record interno: registra le informazioni relative a dati sui prezzi. registra le informazioni relative a dati "finiti" sui consumatori. registra le informazioni relative a dati "happening" sui consumatori e sul mercato. registra le informazioni relative ai costi. 4. I dati del sistema di record interno: vengono registrati nei database dell'impresa. vengono registrati per poi essere venduti ad aziende terze. vengono registrati, poi alcuni dati vengono cancellati. vengono registrati in un registro specifico. 5. L'acronimo CRM sta per: Customer Research Management. Customer Research Marketing. Customer Request Marketing. Customer Relationship Management. 6. Il sistema di marketing intelligence: registra le informazioni relative a dati sui prezzi. registra le informazioni relative a dati "finiti" sui consumatori. registra le informazioni relative a dati "happening" sui consumatori e sul mercato. registra le informazioni relative ai costi. 7. La raccolta di informazioni tramite Internet: avviene nel sistema interno. avviene nel sistema di marketing intelligence. non è possibile per la privacy. viene eseguita solo da aziende terze. 8. Il caso H&M mostra come: non si possano vendere prodotti di bassa qualità. non si possano comprare prodotti di alta qualità. non si possano raccogliere dati online. sia possibile raccogliere dati online. 9. Il caso H&M mostra come: le imprese possano usare i dati sui consumatori. i consumatori non vogliono comprare a prezzi troppo alti. i consumatori amano comprare prodotti di bassa qualità. le imprese non possono usare i dati sui consumatori. 10. Il caso H&M mostra il ruolo chiave dei cookies, i quali sono: dei biscotti venduti recentemente da H&M. informazioni online sul comportamento dei consumatori. informazioni online sul comportamento delle imprese. informazioni presenti in un registro dell'impresa. 1. L'analisi del macroambiente viene condotta: dal sistema di record interno. dalle ricerche di mercato. dalla marketing intelligence. dagli impiegati. 2. Le fads rappresentano: trend dal ridotto carattere temporale con elevate conseguenze sociali. trend dall'elevato carattere temporale con elevate conseguenze sociali. trend dall'elevato carattere temporale con nessuna conseguenza sociale. trend dal ridotto carattere temporale con nessuna conseguenza sociale. 3. I mega trends rappresentano: trend dal ridotto carattere temporale con elevate conseguenze sociali. trend dall'elevato carattere temporale con elevate conseguenze sociali. trend dall'elevato carattere temporale con nessuna conseguenza sociale. trend dal ridotto carattere temporale con nessuna conseguenza sociale. 4. Il macroambiente considera: i consumatori e i concorrenti che impattano sull'impresa. i consumatori che impattano sull'impresa. le forze demografiche, politico-legali, socio-culturali, tecnologiche, naturali ed economiche che impattano sull'impresa. i consumatori, i concorrenti, gli intermediari e i fornitori che impattano sull'impresa. 5. Trend come la crescita della popolazione mondiale ed età media popolazione mondiale si riferiscono alla forza: demografica. socio-culturale. tecnologica. naturale. 6. Il greenwashing è: una pratica scorretta delle imprese. un lavaggio a freddo. una pratica filantropica delle imprese. il rispetto delle norme legali in termini di sostenibilità. 7. L'ambiente socio-culturale analizza: le variabili demografiche. le variabili ascrivibili alla visione e ai valori degli individui. le variabili ascrivibili ai social media. le variabili naturali. 8. Il caso KitKat Killer ha mostrato: due specifici trend: tecnologia e sostenibilità. due specifici trend: salute e nutrizione. due specifici trend: salute e sostenibilità. due specifici trend: potere dei consumatori e sostenibilità. 9. La questione dell'olio di palma è scaturita dal seguente trend: l'olio di palma fa male. l'estrazione dell'olio di palma costa troppo. l'estrazione dell'olio di palma non è sostenibile. l'olio di palma andrebbe mangiato più spesso. 10. Il potere dei consumatori scaturisce dal seguente trend: presenza social media. presenza persone di spicco. assenza social media. presenza intelligenza artificiale. 1. Le ricerche di mercato: si trovano nel MIS. si trovano nel CRM. si trovano nel CPV. si trovano solo nell'UVP. 2. Le ricerche di mercato: analizzano il macro e microambiente. analizzano solo il macroambiente. analizzano solo il microambiente. non analizzano né il micro e né il macroambiente. 3. Le ricerche di mercato: collezionano informazioni per rivederle al mercato. collegano l'impresa e il consumatore attraverso le informazioni. cercano il mercato giusto per vendere i prodotti. cercano gli impiegati migliori per vendere i prodotti. 4. Nelle piccole imprese, si occupano di ricerche di mercato: nessuno. solo il fondatore. solo gli impiegati. tutti, dal fondatore agli impiegati. 5. Non è tanto importante avere informazioni, quanto: venderle ad aziende terze. interpretarle bene. usarle per vendere di più i prodotti. usarle tutti i giorni. 6. Nel processo gestionale per le ricerche di marketing, l'obiettivo deve essere: il più ampio possibile. il più piccolo/stretto possibile. né ampio, né stretto. ampio e stretto allo stesso tempo. 7. I dati primari: sono creati ad hoc per la ricerca di mercato considerata. possono essere venduti solo da aziende di consulenza. sono dati già esistenti, è importante la loro affidabilità. sono dati speciali perché sono affidabili. 8. I dati secondari: sono creati ad hoc per la ricerca di mercato considerata. possono essere venduti solo da aziende di consulenza. sono dati già esistenti, è importante la loro affidabilità. sono dati speciali perché sono affidabili. 9. La ricerca qualitativa: risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come il neuromarketing. risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come il questionario. risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come l'intervista in profondità e il focus group. risponde alla domanda "come" e utilizza metodi come l'intervista in profondità e il focus group. 10. La ricerca quantitativa: risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come il neuromarketing. risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come il questionario. risponde alla domanda "cosa e quanto" e utilizza metodi come l'intervista in profondità e il focus group. risponde alla domanda "come" e utilizza metodi come l'intervista in profondità e il focus group. 1. La segmentazione: una fase analitica del processo STP che individua i segmenti del mercato. una fase strategica del processo STP che individua i segmenti del mercati. una fase operativa del processo STP che individua i segmenti del mercati. una fase del progetto STP sia analitica, sia strategica e sia operativa. 2. Il segmento è: un gruppo di persone che condivide le stesse emozioni. un gruppo di persone che condivide gli stessi bisogni e desideri. una parte di retta compresa tra i suoi due punti, detti estremi. un gruppo di persone che ama uscire insieme. 3. I criteri per una segmentazione efficace sono i seguenti: profittevole, misurabile, differenziabile. profittevole, misurabile, differenziabile, accessibile, azionabile. rilevante, misurabile, differenziabile, profittevole, azionabile. rilevante, misurabile, differenziabile, accessibile, azionabile. 4. Nel terzo millennio, le variabili demografiche che hanno subito cambiamenti sono: genere sessuale, età, razza e cultura. generazioni, età, genere sessuale. genere sessuale, stadio ciclo di vita. stadio ciclo di vita, età, genere sessuale, razza e cultura. 5. Lo stadio del ciclo di vita di un consumatore: si trova nella segmentazione geografica. si trova nella segmentazione comportamentale. si trova nella segmentazione demografica. si trova nella segmentazione psicografica. 6. Il genere sessuale: si trova nella segmentazione geografica. si trova nella segmentazione comportamentale. si trova nella segmentazione demografica. si trova nella segmentazione psicografica. 7. Le generazioni che più si assomigliano sono: Gen Z e Baby Boomers. Gen Y e Baby Boomers. Gen X e Gen Z. Gen Z e Gen Alpha. 8. La segmentazione comportamentale: si divide in cinque principali tipologie. si divide in tre principali tipologie. si divide in quattro principali tipologie. si divide in sei principali tipologie. 9. Un consumatore overwhelmed: è entusiasta quando fa shopping. quando fa shopping predilige le offerte. si sente confuso quando fa shopping. quando fa shopping predilige i brand di lusso. 10. Un'impresa preferirà avere nel suo portafoglio clienti il seguente segmento: hard core loyal. switcher. shifting loyal. split loyal. 1. Il processo STP sta per: Selezione-Targeting-Processo. Strenghts-Targeting-Point of weaknesses. Segmentazione-Targeting-Posizionamento. Segmentazione-Targeting-Posizionamento. 2. Il targeting viene: dopo la segmentazione. prima della segmentazione. insieme alla segmentazione. dopo il posizionamento. 3. Le economie di scala sono tipiche della strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 4. La cannibalizzazione può avvenire a seguito della strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 5. I brand di lusso spesso utilizzano una strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 6. La tecnologia ha un ruolo chiave nella strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 7. Il caso OneDay (ScuolaZoo; WeRoad e ZooCom) è un tipico esempio di strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 8. Il caso CocaCola ci fa capire come il brand sia passato da una strategia di targeting indifferenziato ad una strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 9. La sfida di Victoria's Secret è: vendere di più al suo target mirato. vendere al suo target mirato ad un prezzo più alto. comunicare al suo target mirato la positive beauty. passare ad un target mirato maschile. 10. Il caso Axe è un tipico esempio di strategia di targeting: indifferenziato. differenziato. mirato. personalizzato. 1. Il comportamento del consumatore: studia come gli individui, i gruppi e le organizzazioni selezionano, acquistano, utilizzano e dispongono di beni, servizi, idee o esperienze per soddisfare i loro bisogni e desideri. studia come le imprese interagiscono con i consumatori. studia come le imprese possono far pagare i loro prodotti ad un prezzo maggiorato. studia come gli individui, i gruppi e le organizzazioni cercano soluzioni per pagare un prodotto ad un prezzo più basso. 2. Il comportamento del consumatore dipende da: solo le caratteristiche del consumatore. caratteristiche e psicologia del consumatore. solo la psicologia del consumatore. stimoli di marketing. 3. Gli stimoli possono avere un'origine: solo interna. solo esterna. sia interna sia esterna. motivazionale. 4. Il comportamento del consumatore studia: fattori motivazionali, di percezione, di memoria. fattori culturali, sociali e personali. soli i fattori motivazionali. soli i fattori culturali. 5. I gruppi di referenza aspirazionali si riferiscono a: il gruppo familiare. gruppi a cui vorremmo appartenere. gruppi dai quali vorremmo dissociarci. la famiglia di procreazione. 6. I fattori demografici sono considerati: nei fattori culturali. nelle sub-culture. nei fattori sociali. nei fattori personali. 7. La psicologia del consumatore studia: fattori motivazionali, di percezione, di memoria. fattori culturali, sociali e personali. soli i fattori motivazionali. soli i fattori culturali. 8. La Piramide di Maslow viene considerata tra i fattori: di percezione. di memoria. motivazionali. culturali. 9. La "battaglia tra CocaCola e Pepsi" è stata considerata ne: le percezioni. le motivazioni. la memoria. la cultura. 10. La sequenza nel processo decisionale di acquisto a stadi è: 1. ricerca informazioni; 2. riconoscimento problema; 3. valutazione alternative; 4. decisione di acquisto; 5. comportamento post-acquisto. 1. riconoscimento problema; 2. ricerca informazioni; 3. valutazione alternative; 4. decisione di acquisto; 5. comportamento post-acquisto. 1. ricerca informazioni; 2. riconoscimento problema; 3. decisione di acquisto; 4. valutazione alternative; 5. comportamento post-acquisto. 1. riconoscimento problema; 2. valutazione alternative; 3. ricerca informazioni; 4. decisione di acquisto; 5. comportamento post-acquisto. 1. Il brand crea valore: solo per le imprese. solo per consumatori. sia per le imprese e sia per i consumatori. per gli shareholders. 2. Il corporate brand si può anche definire: il brand di prodotto. il brand d'impresa. il product brand. il brand dei consumatori. 3. Il brand di prodotto e il brand d'impresa hanno, rispettivamente, un'importanza: operativa e strategica. strategica e operativa. strategica per entrambi. operativa per entrambi. 4. Unilever è: un corporate brand che utilizza una strategia di Branded House. un brand di prodotto che utilizza una strategia di Branded House. un brand di prodotto che utilizza una strategia di House of brands. un corporate brand che utilizza una strategia di House of brands. 5. La classifica Interbrand misura: il valore monetario del brand. il valore simbolico del brand. il valore delle vendite del brand. il valore dei costi del brand. 6. Nella classifica Interbrand, il brand X domina il podio da 10 anni. Il brand X a cui ci riferiamo è: CocaCola. Amazon. Nike. Apple. 7. I primi tre brand al mondo, appartengono al settore: agroalimentare. tecnologico. di lusso. automotive. 8. Tra i vantaggi di un brand di successo troviamo: maggiore fedeltà. possibilità di aprirsi delle pagine social. maggiore engagement da parte delle generazioni più giovani. maggiore possibilità di vendere sui social. 9. Quando ci troviamo di fronte ad un brand di successo: la domanda è maggiormente inelastica rispetto ad un aumento di prezzo. la domanda è maggiormente elastica rispetto ad un aumento di prezzo. la domanda supera l'offerta. l'offerta supera la domanda. 10. Se consideriamo la partnership CocaCola-Karl Lagerfeld, ci troviamo di fronte: ad una strategia di estensione di categoria. ad una strategia di estensione di linea. ad una strategia di brand licensing. ad una strategia di co-branding. 1. I benefici funzionali, esperienziali e simbolici del brand sono de: le imprese. i consumatori. i fornitori. i distributori. 2. Il brand è chiave per la gestione ordinaria e straordinaria, che deve essere portata avanti da: le imprese. i consumatori. i fornitori. i distributori. 3. La brand equity rappresenta: una strategia di branding per le pari opportunità. una strategia di branding per la gender diversity. uno strumento per calcolare il valore del brand. uno strumento per calcolare l'equità nell'impresa. 4. Le componenti strutturali del brand sono: identità; notorietà; immagine. equity; notorietà; immagine. identità, equity; immagine. identità; notorietà; equity. 5. L'identità del brand: è una componente strutturale esterna. è una componente strutturale interna ed esterna. è una componente trasversale. è una componente strutturale interna. 6. L'identità del brand d'impresa secondo de Chernatorny: include valori, visione e persone. include cultura, visione e persone. include cultura, visione e personalità. include missione, visione e personalità. 7. Il brand McDonald's: è un brand di prodotto. è un brand top of mind. è un brand non sincero. è un brand conosciuto. 8. L'immagine del brand: è una componente strutturale esterna. è una componente strutturale interna ed esterna. è una componente trasversale. è una componente strutturale interna. 9. L'immagine del brand: rappresenta un valore oggettivo. rappresenta un valore monetario. rappresenta un valore soggettivo. rappresenta un valore finanziario. 10. Deve esserci coerenza tra: identità e notorietà. identità e immagine. notorietà e immagine. equity e notorietà. 1. Il posizionamento strategico si riferisce al: prodotto. brand. target. segmentazione. 2. L'acronimo STP si riferisce a: Segmentazione, Target, Posizionamento. Salute, Tecnologia, Persone. Segmentazione, Tecnologia, Posizionamento. Salute, Target, Persone. 3. Il posizionamento strategico è un momento: operativo. analitico. strategico. analitico, strategico, operativo. 4. La sequenza del processo di posizionamento strategico è la seguente: 1. definizione del quadro di riferimento; 2. identificazione e selezione dei POD e POP; 3. creazione di una mappa di posizionamento. 1. creazione di una mappa di posizionamento; 2. identificazione e selezione dei POD e POP; 3. definizione quadro di riferimento. 1. definizione del quadro di riferimento; 2. creazione di una mappa di posizionamento; 3. identificazione e selezione dei POD e POP. 1. creazione di una mappa di posizionamento; 2. definizione quadro di riferimento; 3. identificazione e selezione dei POD e POP. 5. Se consideriamo i concorrenti diretti, stiamo parlando di un approccio: largo. lungo. a zig zag. stretto. 6. Il quadro di riferimento considera: solo i concorrenti diretti. solo i concorrenti indiretti. sia i concorrenti diretti e sia quelli indiretti. una particolare forma d'arte per i brand. 7. L'acronimo POP sta per: Punti di Personificazione. Punti di Parità. Punti del Posizionamento. Punti delle Partnership. 8. L'acronimo POD sta per. Punti di Differenza. Punti di Distribuzione. Punti di Design. Punti di Disegno. 9. Il brand mantra è creato per essere diffuso: trasversalmente. sia a livello esterno e sia a livello interno. a livello esterno. a livello interno. 10. Il claim è: un altro modo per definire il brand mantra. la dichiarazione di posizionamento del brand a livello esterno. la dichiarazione di posizionamento del brand a livello interno. un particolare brand. 2. La visione: è il primo step del processo di pianificazione. è l'ultimo step del processo di pianificazione. è il primo step del processo di posizionamento. è l'ultimo step del processo di posizionamento. 3. Il macroambiente si analizza grazie al: marketing intelligence, record interno e ricerche di mercato. marketing intelligence. record interno. ricerche di mercato. 4. Il controllo verifica l'efficacia del piano rispetto a: i soldi spesi. il tempo speso. gli obiettivi raggiunti. le analisi dell'ambiente. 5. I modelli analitici visti nella lezione sono i seguenti: Mantra; BCG, SWOT. Mantra, Pyramid, SWOT. Pyramid, SWOT, Ansoff. SWOT, BCG, Ansoff. 6. Nella SWOT, le variabili che si riferiscono all'analisi interna sono: la S (strenghts) e la T (threats). la S (strenghts) e la W (weaknesess). la O (opportunities) e la W (weaknesess). la O (opportunities) e la T (threats). 7. Nel modello BCG, se abbiamo un'alta quota di mercato e un alto tasso di crescita del mercato, vuol dire che siamo: un'impresa "star". un'impresa "dog". un'impresa "cah caw". un'impresa "question mark". 8. Il modello di Ansoff mette in relazione: quota di mercato e tasso di crescita del mercato. prezzo e qualità. tempistiche e costi. prodotti e mercati. 9. L'executive summary è: un libro sul piano di marketing. un modello manageriale del piano di marketing. un riassunto all'inizio del piano di marketing. un riassunto alla fine del piano di marketing. 10. Il media planning prevede: la pianificazione dei costi. la pianificazione della strategia. la pianificazione della comunicazione. la pianificazione dell'analisi. 1. Il prodotto: è una variabile del marketing mix. è una variabile del posizionamento. è una variabile della distribuzione. è una variabile del targeting. 2. Il prodotto può essere: solo tangibile. tangibile, intangibile, durevole e non durevole. solo durevole. tangibile, intangibile, durevole. 3. Il livello base del prodotto si chiama: aumentato. potenziale. core. aspettato. 4. Un prodotto può essere differenziato in base a: distribuzione. target. concorrenti diretti. forma, prezzo, dimensione. 5. Il caso Patagonia è famoso (anche) per la sua differenziazione in base a: dimensione. riparabilità. forma. prezzo. 6. Le caratteristiche del prodotto sono le seguenti: design, packaging, labelling, garanzie. design e packaging. design e labelling. design e garanzie. 7. Il caso IKEA è famoso per il suo: packaging. labelling. design. garanzie. 8. Il caso Tiffany è famoso per il suo: packaging. labelling. design. garanzie. 9. Il ciclo di vita del prodotto: prevede 8 fasi di vita del prodotto. prevede 4 fasi di vita del prodotto. prevede 6 fasi di vita del prodotto. prevede 3 fasi di vita del prodotto. 10. Nella fase di maturità del prodotto, l'obiettivo del brand è: notorietà. immagine. fedeltà. sfruttamento. 1. Il prezzo fa parte del: targeting. marketing mix. posizionamento. segmentazione. 2. Il prezzo si applica a: beni fisici, servizi, esperienze, eventi, persone, luoghi, proprietà, organizzazioni, informazioni e idee. solo beni fisici. solo beni durevoli. beni fisici e durevoli. 3. Tra le nuove possibilità a disposizione delle imprese, abbiamo che queste - nell'era digitale - possono: controllare i prezzi al momento dell'acquisto. assegnare un nome al loro prezzo e farlo rispettare. ricevere prodotti gratuitamente. personalizzare le offerte. 4. La coorte generazionale che sta cambiando il modo di concepire il possesso è: la Gen Z. la Gen X. i Baby Boomers. la Gen Y. 5. Airbnb è un tipico esempio di: bartening. positioning. renting. targeting. 6. Il prezzo di referenza: si riferisce a quando i prezzi finiscono con il numero 9. indica la referenza del target. è usato per le tecniche di bartening. indica la referenza rispetto a diversi parametri (giusto, tipico, etc.). 7. Il price-ending: si riferisce a quando i prezzi finiscono con il numero 10. indica la referenza del target. è usato per le tecniche di bartening. indica la referenza rispetto a diversi parametri (giusto, tipico, etc.). 8. L'elasticità della domanda in base al prezzo: rappresenta la variazione della quantità offerta rispetto ad una variazione di prezzo. rappresenta la variazione della quantità domandata rispetto ad una variazione di prezzo. rappresenta la variazione della quantità domandata solo quando il prezzo aumenta. rappresenta la variazione della quantità domandata solo quando il prezzo diminuisce. 9. Nella determinazione del prezzo, si prendono in considerazione: solo i costi fissi dell'impresa. solo i costi variabili dell'impresa. i costi fissi e variabili dell'impresa. i costi fissi e variabili sostenuti dai consumatori. 10. Il markup è: un metodo per determinare il prezzo. un prezzo di referenza. un esempio di bartening. una rivista. 1. La distribuzione fa parte del: targeting. marketing mix. posizionamento. segmentazione. 2. Gli attori della distribuzione sono: i dettaglianti, i grossisti, gli agenti. solo i dettaglianti. solo i grossisti. solo gli agenti. 3. La CocaCola applica una strategia di distribuzione: unica. esclusiva. selettiva. intensiva. 4. Le tipologie di canali sono: 2. 4. 5. 6. 5. Internet ha contribuito alla crescita del canale di distribuzione: a tre livelli. a due livelli. a livello zero. a un livello. 6. Il Km zero della distribuzione agricola, è tipico del canale di distribuzione: a tre livelli. a due livelli. a livello zero. a un livello. 7. I dettaglianti sono stati nominati nel/i canale di distribuzione: a tre livelli. a due livelli. a un livello. a un livello, a due livelli, a tre livelli. 8. Il marketing mix della distribuzione, è stato nominato in occasione de: gli agenti. i grossisti. i dettaglianti. i fornitori. 9. Le nuove frontiere indicano: che i consumatori vogliono spendere meno. che comprare su Internet costa meno. che l'esperienza del consumatore è chiave. che i consumatori vogliono comprare solo online. 10. La gestione olistica dei canali della distribuzione è tipica della strategia: omnichannel. multicanale. a canale zero. a tre livelli. 1. La comunicazione: è una variabile del marketing mix. è una variabile del posizionamento. è una variabile della distribuzione. è una variabile del targeting. 2. Nel processo di comunicazione, il rumore rappresenta: qualcosa che cade per terra, impedendo la ricezione chiara del messaggio. le sbagliate interpretazioni dei managers, che possono impedire la ricezione del messaggio. l'overload comunicativo, che può impedire la ricezione del messaggio. i concorrenti, che possono impedire la ricezione del messaggio. 3. Nella comunicazione, è importante che vi sia coerenza per: essere unici. vendere di più. essere credibili. fare greenwashing. 4. Nella lezione di è parlato di comunicazione: nel breve termine. integrata. nel lungo termine. di vendita. 5. La pubblicità: è sinonimo di comunicazione. è sinonimo di comunicazione e promozione. è sinonimo di promozione ma non comunicazione. è un concetto affine ma non sinonimo, per quanto riguarda sia la comunicazione e sia la promozione. 6. Le promozioni: sono principalmente uno strumento a breve termine. sono principalmente uno strumento a lungo termine. sono uno strumento sostenibile. sono uno strumento della pubblicità. 7. Le pubbliche relazioni includono: solo ufficio stampa con i media. ufficio stampa, sponsorizzazioni, eventi. solo sponsorizzazioni. ufficio stampa e sponsorizzazioni. 8. Nella comunicazione personale, è emerso un concetto chiave, il cui acronimo è: WOM. STP. CRM. 4P. 9. Il marketing diretto avviene tramite: solo e-mail. solo mobile marketing. solo posta e telemarketing. posta, e-mail, telemarketing, mobile marketing. 10. Il marketing digitale: è uno strumento della comunicazione personale. è uno strumento della comunicazione personale che però utilizza sia modalità personali e sia di massa. è uno strumento della comunicazione di massa. è uno strumento di vendita. 1. La campagna di comunicazione integrata può essere contestualizzata nel: marketing mix. posizionamento. distribuzione. targeting. 2. L'acronimo CIM sta per: comunicazione integrata di management. campagna integrata di marketing. comunicazione integrata di marketing. comunicazione integrata di management. 3. Nella comunicazione integrata, è importante che vi sia coerenza per: essere unici. vendere di più. essere credibili e autentici. fare greenwashing. 4. La pianificazione di una CIM prevede un numero di fasi pari a: 3. 7. 8. 5. 5. Tra gli obiettivi di una CIM, non è presente il seguente: ricordare le offerte. immagine del brand. notorietà del brand. accusare i concorrenti di concorrenza sleale. 6. La forma di budgeting più efficace (ma non sempre praticabile) è rappresentata dal metodo per: obiettivi. percentuale vendita. accessibilità. parità competitiva. 7. Il messaggio della CIM, deve rispecchiare: CRM. UVP. STP. 4P. 8. Nonostante i messaggi della CocaCola siano cambiati nel tempo, questi comunicano sempre: amore per il cibo. amore per la famiglia. felicità e condivisione. felicità e individualismo. 9. La strategia push utilizza: un supporto fisico per spingere i consumatori. strumenti di comunicazione come la televisione. strumenti di comunicazione come il sito corporate. strumenti di comunicazione come la forza vendita. 10. L'out of home rappresenta il seguente media: la radio. la televisione. la cartellonistica. la stampa. 1. La pubblicità: è una variabile del marketing mix. rappresenta la comunicazione. è uno degli strumenti della comunicazione personale. è uno degli strumenti della comunicazione non personale. 2. La pubblicità è uno strumento: non a pagamento. a pagamento. con formula mista (parte a pagamento parte non a pagamento). promozionale. 3. Gli strumenti della comunicazione di massa sono: pubblicità, promozioni e pubbliche relazioni. pubblicità, promozioni e CRM. pubblicità e marketing digitale. pubblicità e CRM. 4. Quando si citano trend e previsioni, lo facciamo in merito a: marketing mix. communication mix. media mix. meteo mix. 5. La televisione: fa emergere la personalità del brand. è flessibile. è importante a livello locale. presenta un alto tasso di conversione. 6. La stampa: fa emergere la personalità del brand. è flessibile. è importante a livello locale. presenta un alto tasso di conversione. 7. La cartellonistica: fa emergere la personalità del brand. è flessibile. è importante a livello locale. presenta un alto tasso di conversione. 8. La radio: fa emergere la personalità del brand. è flessibile. è importante a livello locale. presenta un alto tasso di conversione. 9. I banner: fanno parte della display advertising. fanno parte del native advertising. fanno parte della social advertising. fanno parte della search advertising. 10. Grazie all'utilizzo frequente dei motori di ricerca da parte degli utenti, è nata una nuova forma di pubblicità online: display advertising. native advertising. social advertising. search advertising. 1. Le promozioni: sono una variabile del marketing mix. rappresentano la comunicazione. sono uno degli strumenti della comunicazione personale. sono uno degli strumenti della comunicazione non personale. 2. Le pubbliche relazioni: sono una variabile del marketing mix. sono uno degli strumenti della comunicazione non personale. sono uno degli strumenti della comunicazione personale. rappresentano la comunicazione. 3. Le promozioni: hanno effetti positivi solo nel breve termine. hanno effetti positivi solo nel lungo termine. hanno effetti positivi nel breve e nel lungo termine. Nel lungo però, abbiamo anche effetti positivi, neutri, negativi. hanno effetti positivi nel breve e nel lungo termine. Nel breve però abbiamo anche effetti positivi, neutri, negativi. 4. Il Black Friday: è una promozione nera. è una promozione votata all'incremento delle vendite. è una promozione che incoraggia l'acquisto diconfezioni più grandi/un nr. maggiore di confezioni. è una promozione che incoraggia la sperimentazione. 5. Il campione gratuito: è una promozione votata all'incremento delle vendite. è un campione sportivo. è una promozione che incoraggia l'acquisto diconfezioni più grandi/un nr. maggiore di confezioni. è una promozione che incoraggia la sperimentazione. 6. Le offerte 2X3 rappresentano: una promozione che incoraggia la sperimentazione. una promozione votata all'incremento delle vendite. una promozione che incoraggia l'acquisto diconfezioni più grandi/un nr. maggiore di confezioni. una promozione che vende 6 prodotti. 7. Le pubbliche relazioni: includono solo l'ufficio stampa. Includono l'ufficio stampa e gli eventi. includono l'ufficio stampa, le sponsorizzazioni e gli eventi. includono gli eventi e le sponsorizzazioni. 8. La credibilità del messaggio - stante la sua importanza trasversale - è stata citata in merito a: ufficio stampa. eventi. sponsorizzazioni. promozioni. 9. Le sponsorizzazioni possono essere: sportive e culturali. sportive, culturali e cause-based. sportive e cause-based. culturali e cause-based. 10. Devono essere high-tech e high-touch: le sponsorizzazioni. l'ufficio stampa. le pubbliche relazioni. gli eventi. |




