Logica e filosofia della scienza
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Título del Test:
![]() Logica e filosofia della scienza Descripción: Magistrale ecampus |



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01. Quale tra questi autori viene considerato all'unisono il fondatore della "logica classica"?. Aristotele. Parmenide. Platone. Democrito. 02. Quale tra queste NON è una caratteristica della "logica arcaica"?. Distinzione tra i piani del pensiero, della realtà e del linguaggio. Carattere eminentemente verbale dell'«errore». Coincidenza di parole e cose. Unità di pensiero, realtà e linguaggio. Quale tra queste affermazioni rispecchia la cosiddetta «unità indifferenziata di parole e cose», caratteristica della "logica arcaica"?. Nessuna delle precedenti Tra parole e cose c'è una relazione intrinseca. Tra parole e cose non c'è una relazione convenzionale I nomi sono una semplice "etichetta" aderente alle cose da essi designate. 04. Come si spiega la «natura eminenentemente verbale dell'errore» nella "logica arcaica"?. L'errore è dovuto alla trasgressione del "principio di non contraddizione" e del "terzo escluso" L'errore è dovuto a una mancata adeguazione di discorsi a stati di fatto. L'errore è dovuto a una mancata adeguazione del pensiero al linguaggio L'errore è dovuto alla semplice espressione verbale scorretta. 1) Tri-unità di pensiero, linguaggio e realtà: non c’è distinzione fattuale tra ambito del pensiero, struttura del linguaggio e mondo materiale. Il che vuol dire che, per questi autori, ciò che è linguisticamente espresso in modo «corretto» deve essere «vero» con riguardo al pensiero, e al contempo «reale» in riferimento al mondo esterno. Nella “logica arcaica” i tre momenti epistemologici della logica, dell’ontologia (= discorso sullo specifico grado di realtà delle singole cose) e della gnoseologia (= discorso sulle strutture e le modalità della conoscenza umana) permangono ancora indistinti. 2) Unità indifferenziata di parole e cose: i nomi non sono una semplice “etichetta” che aderisce accidentalmente alla cosa designata per rendere possibile la comunicazione tra uomini. Tra parola e cosa c’è una relazione intrinseca: le cose sono strutturate verbalmente, come se fossero le parole da cui vengono designate; le parole, d’altro canto, hanno la medesima capacità di produrre effetti e la medesima tangibilità delle cose che designano. Le parole sono la “voce” delle cose. Non a caso nella “logica arcaica” si parla a rigore di «cose-nomi». Caratteri generali della “logica arcaica” 1/2 Corso Di Laurea: Insegnamento: Lezione N°: Titolo: Attività N°: Scienze Pedagogiche - Curr. Pedagogia E Scienze Umane Logica E Filosofia Della Scienza 2/S2 Il «Problema Logico» Prima Di Aristotele. Parte I. I Caratteri Generali Della “Logica Arcaica” 1 3) Natura eminentemente verbale dell’«errore»: nella “logica arcaica” l’errore non è dovuto a una mancata adeguazione di discorsi a stati di fatto, non essendo in generale problematica l’adeguazione del pensiero verbale alle cose. Tantomeno in questo contesto «errore» è trasgressione di determinate “leggi logiche”. «Errare» per la “logica arcaica” è semplicemente «parlar male». Poiché l’espressione verbale non si distingue dal suo contenuto, ciò che infrange i criteri dell’espressione verbale è di conseguenza «falso». D’altro canto, tutto ciò che è esprimibile in modo corretto, per quanto paradossale possa apparire, è «vero» e «reale». 4) Scaturigine dei problemi a partire dalle forme linguistiche: nella “logica arcaica” è ravvisabile una certa tendenza a tradurre continuamente contingenze linguistiche in problemi. Osservando questa tendenza dalla prospettiva moderna, ha luogo, ad es., un’indebita trasposizione dell’affermazione e della negazione verbali sul piano delle cose; uno scambiare semplici “mezzi semantici” per realtà, ecc. Quelli che però potrebbero sembrare meri “giochi di parole” in quel contesto vengono avvertiti come problemi drammatici o entusiasmanti scoperte. Questioni linguistiche in quanto tali sono problemi reali. E non esistono questioni reali che non siano in ultima istanza riconducibili a questioni linguistiche. 05. Quale relazione sussiste tra parole e cose nella "logica arcaica"?. Differenza specifica tra parole e cose Unità indifferenziata di parole e cose. Indifferenza delle cose nei confronti delle parole Indifferenza delle parole nei confronti delle cose. 1) Tri-unità di pensiero, linguaggio e realtà: non c’è distinzione fattuale tra ambito del pensiero, struttura del linguaggio e mondo materiale. Il che vuol dire che, per questi autori, ciò che è linguisticamente espresso in modo «corretto» deve essere «vero» con riguardo al pensiero, e al contempo «reale» in riferimento al mondo esterno. Nella “logica arcaica” i tre momenti epistemologici della logica, dell’ontologia (= discorso sullo specifico grado di realtà delle singole cose) e della gnoseologia (= discorso sulle strutture e le modalità della conoscenza umana) permangono ancora indistinti. 2) Unità indifferenziata di parole e cose: i nomi non sono una semplice “etichetta” che aderisce accidentalmente alla cosa designata per rendere possibile la comunicazione tra uomini. Tra parola e cosa c’è una relazione intrinseca: le cose sono strutturate verbalmente, come se fossero le parole da cui vengono designate; le parole, d’altro canto, hanno la medesima capacità di produrre effetti e la medesima tangibilità delle cose che designano. Le parole sono la “voce” delle cose. Non a caso nella “logica arcaica” si parla a rigore di «cose-nomi». Caratteri generali della “logica arcaica” 1/2 Corso Di Laurea: Insegnamento: Lezione N°: Titolo: Attività N°: Scienze Pedagogiche - Curr. Pedagogia E Scienze Umane Logica E Filosofia Della Scienza 2/S2 Il «Problema Logico» Prima Di Aristotele. Parte I. I Caratteri Generali Della “Logica Arcaica” 1 3) Natura eminentemente verbale dell’«errore»: nella “logica arcaica” l’errore non è dovuto a una mancata adeguazione di discorsi a stati di fatto, non essendo in generale problematica l’adeguazione del pensiero verbale alle cose. Tantomeno in questo contesto «errore» è trasgressione di determinate “leggi logiche”. «Errare» per la “logica arcaica” è semplicemente «parlar male». Poiché l’espressione verbale non si distingue dal suo contenuto, ciò che infrange i criteri dell’espressione verbale è di conseguenza «falso». D’altro canto, tutto ciò che è esprimibile in modo corretto, per quanto paradossale possa apparire, è «vero» e «reale». 4) Scaturigine dei problemi a partire dalle forme linguistiche: nella “logica arcaica” è ravvisabile una certa tendenza a tradurre continuamente contingenze linguistiche in problemi. Osservando questa tendenza dalla prospettiva moderna, ha luogo, ad es., un’indebita trasposizione dell’affermazione e della negazione verbali sul piano delle cose; uno scambiare semplici “mezzi semantici” per realtà, ecc. Quelli che però potrebbero sembrare meri “giochi di parole” in quel contesto vengono avvertiti come problemi drammatici o entusiasmanti scoperte. Questioni linguistiche in quanto tali sono problemi reali. E non esistono questioni reali che non siano in ultima istanza riconducibili a questioni linguistiche. |




