Master
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Título del Test:
![]() Master Descripción: Test 4 Pegaso |



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1. La docimologia ha lavorato molto per rendere la valutazione. prassi organica dell'educativo. una prassi sistematica del fare scuola. utile per i docenti. utile per i genitori. 2. La funzione della valutazione è quella di. reperire informazioni di tipo psicologico/didattico. seguire l'intero percorso di educazione scolastica ed extrascolastica. reperire informazioni da fornire ai genitori. seguire l'intero percorso di insegnamento-apprendimento. 3. Per poter utilizzare in maniera più efficace le potenzialità della valutazione è necessario. un impegno collegiale. un impegno collegiale che tuttavia non si limiti ai momenti formali. conoscere le specificità docimologiche della valutazione. conoscere la psicologia dell'età evolutiva. 4. Uno dei problemi della scuola di oggi è il seguente. i termini propri del linguaggio educativo assumono significati troppo vicini al sapere psicologico. i docenti della spessa disciplina non sono d'accordo su come gestire la quotidianità del fare scuola. i termini propri del linguaggio educativo assumono significati diversi, a volte antitetici. i docenti della spessa disciplina non sono d'accordo su come gestire le strategie didattiche. 5. La "libertà di insegnamento". può essere visto dai dirigenti scolastici come un ostacolo. facilità la gestione della prassi didattica. può essere un ostacolo al sapere professionale dei docenti. facilità i rapporti tra la scuola e le famiglie. 6. La valutazione diagnostico-iniziale è utile per. diagnosticare i bisogni dei discenti. diagnosticare la motivazione dell'allievo. raccogliere informazioni per conoscere la realtà della scuola. raccogliere informazioni necessarie per predisporre l'itinerario didattico. 7. La valutazione diagnostico-iniziale è una prassi necessaria in quanto. è prevista dalle Indicazioni Nazionali. è previsto dal Piano dell'ofefrat formativa. prima di preparare un percorso di istruzione si devono conoscere le abilità degli allievi con i quali si dovrà lavorare. prima di preparare un percorso di istruzione si devono conoscere gli allievi con i quali si dovrà lavorare. 8. Rispetto alla pratica medica, nella scuola la diagnosi iniziale. viene presa in considerazione solo dai docenti della scuola primaria. sembra essere preso in considerazione maggiormente. sembra abbastanza trascurata. viene presa in considerazione solo all'inizio del percorso formativo. 9. Gli strumenti utili per conoscere il profilo d'ingresso degli allievi sono: provare oggettive e griglie di osservazione per rilevare i prerequisiti. provare oggettive per rilevare le competenze. dimostrarsi oggettivo per rilevare la motivazione. dimostrarsi semistruttrate per rilevare gli atteggiamenti affettivo-motivazionali. 10. Per definire con precisione la prassi della valutazione diagnostico-iniziale è necessaria. conoscere le specificità del paradigma costruttivista. conoscere il paradigma didattico di riferimento. conoscere le specificità del paradigma cognitivista. conoscere le specificità del paradigma comportamentista. 1. La valutazione nei sistemi formativi ha una logica di tipo: Processuale. Misurativa. Dinamica. Sommativa. 2. Il processo valutativo non può fare a meno: Della somministrazione di un test o di una prova. Della presenza di un valutatore esterno. Dell'attribuzione di un voto. Della raccolta di dati. 3. L'assessment è una valutazione di: Soli contenuti. Sistema aziendale. Qualità del sistema. Apprendimenti degli studenti. 4. La valutazione è una forma di azione didattica perché: Ha un andamento dinamico. Contribuisce a strutturare l'apprendimento. Deve sempre concludere l'azione didattica o formativa. Fa parte della progettazione. 5. Lo scopo dell'azione è una trasformazione perché: Implica la modifica della progettazione. Cambia la percezione di sé del formando. Permette il miglioramento della pratica. Individua e corregge gli errori. 6. Le fasi della valutazione sono: Valutazione dei programmi, valutazione dei progetti, valutazione degli interventi. Valutazione formativa, valutazione sommativa, valutazione dinamica. Valutazione in azione e valutazione dopo l'azione. Valutazione ex-ante, valutazione in itinere, valutazione ex-post. 7. Il comitato della valutazione è: L'ente titolare del sistema formativo. Il responsabile dell'intervento formativo. Il team che ha elaborato il progetto formativo. Il docente o il formatore. 8. La differenza tra accertamento e verifica consiste: Nel misurare o valutare. Nel fare riferimento o meno agli obiettivi. Nel giudizio espresso al termine. Nel momento in cui andranno effettuate le due operazioni. 9. La metavalutazione è un processo di tipo: Istruzionista. Formativo. Intuitivo. Riflessivo. 10. La valutazione messa in atto dal formatore può avere uno scopo: Confermativo. Logistico. Diagnostico. Certificato. 1. In ambito didattico-docimologico è presente la convinzione che. il successo scolastico sia legato all'ambiente di riferimento. è necessario evitare l'accumularsi degli insuccessi. è necessario evitare l'accumularsi dei compiti. il successo scolastico sia legato all'intelligenza. 2. Per evitare che tra gli allievi si accumulino gli insuccessi è necessario. promuovere una vera e propria educazione alla salute. adottare procedure personalizzate. promuovere il benessere a scuola. adottare procedure individualizzate. 3. In ambito docimologico s'è potuto constatare un limite della valutazione formativa: quale. di non essere efficaci se le prove sono a rischio di diversificare. di non essere efficaci se gli insuccessi rischiano di accumularsi. non raccoglie le informazioni necessarie se si utilizzano prove semistrutturate. non raccoglie le informazioni necessarie se si utilizzano risultano strutturate. 4. Uno dei problemi della scuola di oggi è il seguente. i termini propri del linguaggio educativo assumono significati troppo vicini al sapere psicologico. i docenti della spessa disciplina non sono d'accordo su come gestire la quotidianità del fare scuola. i termini propri del linguaggio educativo assumono significati diversi, a volte antitetici. i docenti della spessa disciplina non sono d'accordo su come gestire le strategie didattiche. 5. La "libertà di insegnamento". può essere visto dai dirigenti scolastici come un ostacolo. facilità la gestione della prassi didattica. può essere un ostacolo al sapere professionale dei docenti. facilità i rapporti tra la scuola e le famiglie. 6. La valutazione diagnostico-iniziale è utile per. diagnosticare i bisogni dei discenti. diagnosticare la motivazione dell'allievo. raccogliere informazioni per conoscere la realtà della scuola. raccogliere informazioni necessarie per predisporre l'itinerario didattico. 7. La valutazione diagnostico-iniziale è una prassi necessaria in quanto. è prevista dalle Indicazioni Nazionali. è previsto dal Piano dell'ofefrat formativa. prima di preparare un percorso di istruzione si devono conoscere le abilità degli allievi con i quali si dovrà lavorare. prima di preparare un percorso di istruzione si devono conoscere gli allievi con i quali si dovrà lavorare. 8. Rispetto alla pratica medica, nella scuola la diagnosi iniziale. viene presa in considerazione solo dai docenti della scuola primaria. sembra essere preso in considerazione maggiormente. sembra abbastanza trascurata. viene presa in considerazione solo all'inizio del percorso formativo. 9. Gli strumenti utili per conoscere il profilo d'ingresso degli allievi sono: provare oggettive e griglie di osservazione per rilevare i prerequisiti. provare oggettive per rilevare le competenze. dimostrarsi oggettivo per rilevare la motivazione. dimostrarsi semistruttrate per rilevare gli atteggiamenti affettivo-motivazionali. 10. Per definire con precisione la prassi della valutazione diagnostico-iniziale è necessaria. conoscere le specificità del paradigma costruttivista. conoscere il paradigma didattico di riferimento. conoscere le specificità del paradigma cognitivista. conoscere le specificità del paradigma comportamentista. 1. Il dibattito scientifico sulla valutazione in Italia si è originato. dopo il primo conflitto mondiale. in seguito alla scolarizzazione di massa. quando la scuola era frequentata da pochi allievi. nel periodo in cui alla dispersione palese è seguita quella occulta. 2. Il volume “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani ha inteso. sottolineare le difficoltà organizzative della scuola. mettere il rilievo l'impreparazione psicologica dei docenti. evidenziare il carattere selettivo dell'istituzione scolastica. parlare dei pregi e dei difetti della selezione scolastica. 3. L'opinione pubblica ha iniziato a interessarsi del prodotto scolastico. quando la scuola non accoglieva gli allievi con problemi psicologici. nel momento in cui i bambini handicappati hanno frequentato assiduamente la scuola. quando la scuola è diventata un diritto per tutta la popolazione. quando la scuola di massa ha dimostrato di necessitare di cambiamenti strutturali. 4. Il volume di Marzio Barbagli e di Marcello Dei ha inteso. evidenziare il disagio dei docenti di fronte ai nuovi allievi. spostare l'attenzione dell'opinione pubblica su ciò che avveniva nelle scuole. studiare, dal punto di vista sociologico, la vita dell'istituzione scolastica. puntare il dito nei confronti di quegli allievi che non erano idonei ad affrontare gli studi. 5. La riforma del 1962 ha inteso. rimuove le disuguaglianze di fronte all'istruzione. migliorare le condizioni economiche degli insegnanti. offrire un percorso didattico adatto a tutti gli allievi. Consentire a tutti gli allievi di fruire di una scuola attenta alla loro personalità. 6. Conoscere il prodotto scolastico era diventata un'esigenza molto sentita perché. la preparazione degli allievi era spesso molto scarsa. la preparazione degli allievi era troppo teorica. l'opinione pubblica desiderava modificare i programmi scolastici. la scuola desiderava rendere pubblico ciò che “produceva”. 7. Quale motivo richiedeva alla scuola di mutare il proprio “fare didattico”?. il cambiamento strutturale della società. l'avvento di forme diversificate di benessere. la formazione “gentiliana” dei docenti. le caratteristiche eterogenee della popolazione scolastica. 8. Abbiamo definito la formazione dei docenti di tipo “gentiliano” in quanto si riteneva che. per essere un bravo docente, bastasse una solida preparazione culturale. per essere un bravo docente, fosse necessaria una formazione universitaria. per essere docenti servisse una buona preparazione di tipo pedagogico-didattico. per essere docenti servisse intuito e competenze psicologico-relazionali. 9. Nella scuola del passato la selezione era vista come. un momento utile, soprattutto, per la formazione del carattere dell'allievo. indice di serietà della scuola. necessaria per tutti gli allievi dotati di scarsa motivazione. un momento necessario per consentire alla scuola di valorizzare le esigenze dei singoli. 10. “Lettera ad una professoressa” richiede ai docenti. di prestare attenzione a coloro che, per cause esterne alla scuola, risultano svantaggiati. di prestare attenzione a coloro che, dimostrano di essere dotati, ma provengono da famiglie con scarse risorse finanziarie. di valorizzare i ragazzi che si impegnano e credono nel valore della scuola. di incentivare gli stipendi dei docenti che risultavano molto scarsi. 1. La valutazione fa parte del processo didattico perché: Ha valore riflessivo e trasformativo rispetto all'apprendimento. E' oggettiva, validata e attendibile. Si compie sempre al termine del processo didattico vero e proprio. E' una forma di azione organizzata dal docente. 2. La differenza tra valutazione dell'apprendimento e valutazione per l'apprendimento consiste: Nel posizionare la valutazione durante invece che alla fine del percorso didattico. Nel non attribuire giudizi di valore al termine del processo valutativo. Nel considerare la valutazione come un processo finalizzato all'apprendimento e non come una misurazione. Nel considerare la valutazione come rilevazione delle performance degli studenti. 3. Valutazione equilibrata significa: Un processo valutativo che integri sia strumenti misurativi che strumenti riflessivi. Un processo valutativo sostenibile per gli studenti coinvolti. Una valutazione centrata sul contesto di apprendimento. Una valutazione bilanciata tra prove strutturate e prove non strutturate. 4. La predisposizione di compiti autentici rende la valutazione più efficace perché: E' una valutazione che prevede il lavoro di gruppo. E' un tipo di valutazione oggettiva. E' più facile da correggere per il docente. E' più motivante per lo studente. 5. Una valutazione è oggettiva se: E' alla portata di tutti gli studenti coinvolti. Permette di raggiungere gli stessi risultati a prescindere da colui che la somministra. E' costituito da test a risposta chiusa. Viene somministrata in un ambiente protetto. 6. Un problema non è uno strumento valido per valutare la capacità di compiere le quattro operazioni perché: Può presentare più di una procedura di risoluzione. Non è una prova oggettiva. Può essere invalidato da problemi di comprensione del testo. Non può contenere tutte le operazioni. 7. Un test valido è attendibile ma un test attendibile non è detto che sia valido perché: Può dare gli stessi risultati nel tempo ma tali risultati non servono a valutare gli obiettivi fissati. Può dare nel tempo risultati diversi in base alla preparazione degli studenti. Se un test è attendibile deve essere anche valido. I risultati possono cambiare nel corso del tempo anche se gli obiettivi da valutare restano gli stessi. 8. La definizione degli obiettivi è la fase iniziale della valutazione perché: Gli studenti devono essere a conoscenza degli elementi sui quali verranno valutati. Non è possibile costruire una prova se non si valutare prima cosa si vuole valutare. Non è possibile valutare una prova che non sia basata su obiettivi specifici. Gli obiettivi rappresentano comportamenti osservabili in situazione. 9. Un testo a completamento tipo cloze è una prova: Uno stimolo chiuso e una risposta chiusa. Uno stimolo aperto e una risposta chiusa. Uno stimolo chiuso e una risposta aperta. Uno stimolo aperto e una risposta aperta. 10. Uno degli elementi chiave della valutazione autentica è: La misurazione tramite voto numerico. L'oggettività delle prove. Il lavoro in solitaria. Il feedback. |





