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Título del Test:
Master

Descripción:
Test 3 Pegaso

Fecha de Creación: 2026/01/01

Categoría: Universidad

Número Preguntas: 50

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1. Perché una misura sia attendibile: deve rilevare effettivamente l'oggetto di misurazione. deve dare gli stessi risultati anche ripetendo la misurazione con uno strumento simile. deve dare gli stessi risultati anche ripetendo la misurazione, con lo stesso strumento, a distanza di tempo. deve rilevare effettivamente ll'apprendimento degli allievi.

2. Se si volesse utilizzare una bilancia per misurare la lunghezza di un tavolo, la misura sarebbe: attendibile, ma non valida. non attendibile, ma valida. attendibile e valida. non attendibile e non valida.

3. Se si volesse utilizzare un metro fatto di corda elastica per misurare la lunghezza di un tavolo, la misura sarebbe: attendibile, ma non valida. non attendibile, ma valida. attendibile e valida. non attendibile e non valida.

4. In una misura la stimolazione, perché sia attendibile, deve rappresentare: l'apprendimento medio del gruppo. l'emotività degli allievi. i contenuti dell'insegnamento e i suoi repertori cognitivi. i contenuti dell'insegnamento e ciò che ha appreso l'allievo.

5. In una misura la stimolazione potrebbe non rispettare l'emotività degli allievi. Questo può dipendere: dalla tipologia dello strumento osservativo. dal comportamento del docente durante la misurazione. dl carattere dell'allievo. dalla storia personale dell'allievo.

6. La registrazione di una misura è più attendibile se è stata utilizzata: la prova più adeguata per ogni allievo. una prova orale. una prova orale, ma con un testimone. una prova scritta.

7. Perché una misura sia valida: deve dare gli stessi risultati anche ripetendo la misurazione a distanza di tempo. deve dare gli stessi risultati anche ripetendo la misurazione con uno strumento diverso. deve rilevare effettivamente l'oggetto di misurazione. deve aver dimostrato di essere costante.

8. L'utilizzo di una tassonomia degli obiettivi consente di valutare: se gli obiettivi di maggior interesse didattico sono stati ben definiti. se c'è un equilibrio nella scelta degli obiettivi. se sono stati effettivamente omessi gli obiettivi da scartare. se sono presenti sufficienti obiettivi secondari oltre quelli da verificare.

9. Secondo la Tassonomia di Bloom, l'obiettivo cognitivo dell'analisi: è funzionale per raggiungere l'obiettivo cognitivo della comprensione. si può raggiungere a prescindere dagli altri obiettivi cognitivi. è l'obiettivo cognitivo più complesso. si può raggiungere solo se si sono superati gli obiettivi cognitivi precedenti.

10. Caratteristiche importanti di una tassonomia sono che gli obiettivi: riguardino lo sviluppo di capacità generali e che siano organizzati in una scala ascendente di difficoltà. riguardino lo sviluppo di una capacità specifica e che siano organizzati in una scala ascendente di difficoltà. riguardino lo sviluppo di una capacità specifica e che siano organizzati in una scala decrescente di difficoltà. riguardino lo sviluppo di capacità generali e che siano organizzati in una scala decrescente di difficoltà.

1. La valutazione iniziale: ha una fondamentale valenza didattica in quanto si propone di accertare la validità dei metodi e dei precorsi utilizzati. consiste nell'accertamento continuo delle singole parti in cui si articola ogni unità didattica. ha una funzione diagnostica, in quanto consente di raccogliere informazioni, dati, elementi utili, per conoscere la situazione di partenza degli alunni. si prefigge di valutare l'insieme delle conoscenze e delle capacità acquisite dagli allievi, constatando, nel contempo, la validità e la funzionalità delle strategie operative adottate.

2. La valutazione finale o sommativa: ha una funzione diagnostica, in quanto consente di raccogliere informazioni, dati, elementi utili, per conoscere la situazione di partenza degli alunni. si prefigge di valutare l'insieme delle conoscenze e delle capacità acquisite dagli allievi, constatando, nel contempo, la validità e la funzionalità delle strategie operative adottate. ha una fondamentale valenza didattica in quanto si propone di accertare la validità dei metodi e dei precorsi utilizzati. consiste nell'accertamento continuo delle singole parti in cui si articola ogni unità didattica.

3. Svolge una funzione regolativa: la valutazione diagnostica. la valutazione sommativa. la valutazione iniziale. la valutazione intermedia.

4. Il D.P.R. n. 416/1974: riserva attenzione costante alla qualità dell'impegno e del Piano dell'offerta educativa, utilizzando metodologie rispondenti ai principi dell'efficienza e dell'efficacia e finalizzati al miglioramento continuo. attribuisce, per la prima volta, al Collegio dei docenti il compito di elaborare la programmazione dell'azione educativa di cui la valutazione rappresenta il filo conduttore. stabilisce che la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti è affidata è affidata ai docenti, che hanno il compito di verificare gli esiti di ciascun "periodo didattico", ai fini del passaggio al periodo successivo. introduce, nel secondo ciclo, in caso di carenze negli apprendimenti a conclusione dell'anno scolastico, il rinvio del giudizio.

5. La legge n. 53/2003: introduce, nel secondo ciclo, in caso di carenze negli apprendimenti a conclusione dell'anno scolastico, il rinvio del giudizio. riserva attenzione costante alla qualità dell'impegno e del Piano dell'offerta educativa, utilizzando metodologie rispondenti ai principi dell'efficienza e dell'efficacia e finalizzati al miglioramento continuo. attribuisce, per la prima volta, al Collegio dei docenti il compito di elaborare la programmazione dell'azione educativa di cui la valutazione rappresenta il filo conduttore. stabilisce che la valutazione, periodica e annual, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti, è affidata è affidata ai docenti che hanno il compito di verificare gli esiti di ciascun "periodo didattico", ai fini del passaggio al periodo successivo.

6. La norma che ha modificato la struttura degli esami di Stato è: il D. Lgs.vo n. 62/2017. la legge n. 53/2003. il DPR 416/1974. il DPR 275/1999.

7. I descrittori previsti dall'Ordinanza ministeriale n. 172/2020 relativi alla valutazione nella scuola primaria sono: iniziale - base - intermedio - elevato. in via di prima acquisizione - base - intermedio - avanzato. insufficiente - sufficiente - buono - ottimo. base - sufficiente - intermedio - avanzato.

8. Il DM 80/07 ha introdotto, nel secondo ciclo, in caso di carenze negli apprendimenti a conclusione dell'anno scolastico: una sessione di esami straordinaria. un giudizio temporaneo. una valutazione parziale. il rinvio del giudizio.

9. Gli oggetti della valutazione sono: I PREREQUISITI cognitivi e affettivi posseduti dagli alunni;Il PROCESSO FORMATIVO realizzato dal docente; LE PRESTAZIONI degli alunni. I PREREQUISITI cognitivi e affettivi posseduti dagli alunni;LE PRESTAZIONI degli alunni I PRODOTTI elaborati dagli studenti che rendono visibile. I PREREQUISITI cognitivi e affettivi posseduti dagli alunni;Il PROCESSO FORMATIVO realizzato dal docente; LE PRESTAZIONI degli alunni; I PRODOTTI elaborati dagli studenti che rendono visibile. I PREREQUISITI cognitivi e affettivi posseduti dagli alunni.L'AMBIENTE DI APPRENDIMENTO; IL PROCESSO FORMATIVO realizzato dal docente LE PRESTAZIONI degli alunni.

10. La valutazione "per l'apprendimento" consente di: attribuire un voto o un giudizio agli esiti dell'apprendimento. documentare il percorso di insegnamento/ apprendimento realizzato. promuovere il miglioramento degli esiti. monitorare il rendimento scolastico.

1. I voti sono punteggi: che non hanno un'unità di misura. di tipo qualitativo. di tipo quantitativo. che non esprimono un giudizio.

2. La scala nominale permette di creare insiemi: omogenei al loro interno e differenti tra loro. omogenei al loro interno ed anche tra loro. eterogenei al loro interno ed anche tra loro. eterogenei al loro interno ma simili tra loro.

3. Secondo la proprietà transitiva della scala nominale: se A e B fanno parte dello stesso insieme ed anche B e C appartengono allo stesso insieme, non è detto che A e C facciano parte dello stesso insieme. se A e B fanno parte dello stesso insieme ed anche B e C appartengono allo stesso insieme, anche A e C fanno parte dello stesso insieme. se A e B fanno parte di insiemi differenti ed anche B e C appartengono a insiemi differenti, allora A e C fanno parte dello stesso insieme. se A e B fanno parte di insiemi differenti ed anche B e C appartengono a insiemi differenti, allora anche A e C fanno parte di insiemi differenti.

4. La scala ordinale consente di mettere in ordine delle classi in base: alla presenza/assenza di una certa caratteristica. a delle differenze qualitative di caratteristiche. alla quantità di una certa caratteristica posseduta dalla classe. alla quantità di una certa caratteristica superiore allo zero.

5. La graduatoria che si può stilare con una scala ordinale: ha delle grandezze-criterio per decidere se un elemento faccia parte di una classe o di un'altra. non dà informazioni sulle grandezze delle differenze tra le classi. dà informazioni approssimative sulle grandezze delle differenze tra le classi. dà informazioni precise sulle grandezze delle differenze tra le classi.

6. La scala a intervalli: misura gli intervalli di apprendimento (le lacune) degli allievi. non consente di indicare la distanza tra i punti presenti nell'asse. è dotata di un punto zero. non è dotata di un punto zero.

7. La scala a intervalli è utile dal punto di vista docimologico perché: permette di attribuire lo stesso "peso" ai punteggi delle prove oggettive. non permette di attribuire lo stesso "peso" ai punteggi delle prove oggettive. potrà essere utile alla rilevazione degli apprendimenti in termini di presenza/assenza. non consente di indicare la distanza tra i punti presenti nell'asse.

8. Con l'utilizzo di una scala di rapporti: non si possono avere informazioni precise sulle grandezze delle differenze tra due misure. si possono avere informazioni precise sulle grandezze delle differenze tra due misure solo se queste sono suddivise in classi. si possono avere informazioni precise sulle grandezze delle differenze tra due misure. non si può calcolare la media.

9. La scala di rapporti: ha uno zero arbitrario. ha uno zero assoluto. ha uno zero che cambia in base allo strumento utilizzato. è tale perché si rapporta con le altre scale in modo efficace.

10. Per ottenere dei dati obiettivi è importante: la misurazione, da applicare uniformemente a tutti gli allievi. la valutazione, da applicare uniformemente a tutti gli allievi. la misurazione da applicare in maniera specifica secondo le abilità di ogni allievo. la valutazione da applicare in maniera specifica secondo le abilità di ogni allievo.

1. Per un'interrogazione il docente spesso: prepara le domande poco prima o durante l'interrogazione stessa. prepara le domande con largo anticipo. utilizza stimoli rappresentativi dei contenuti e dei processi cognitivi dell'allievo. fa le stesse domande a tutti gli allievi.

2. Durante un'interrogazione, di solito, registrazione e lettura: avvengono in momenti ben distinti, poiché il voto, cioè la lettura della prestazione, viene espresso solo dopo l'interrogazione. avvengono in momenti ben distinti, poiché il voto, cioè la registrazione della prestazione, viene espresso solo dopo l'interrogazione. sono difficilmente separabili perché avvengono contemporaneamente. non avvengono, perché specifici delle prove scritte.

3. Durante un'interrogazione il docente deve avere un comportamento: nervoso ed impaziente, per stimolare con il timore le risposte dell'allievo. paziente e disponibile, per supportare l'allievo insicuro. conflittuale, per far emergere nuovi argomenti di dibattito. paziente e disponibile ma solo con gli allievi più preparati.

4. Nel tema, la registrazione è. fedele e valida. fedele ma non valida. poco fedele ma valida. poco fedele e non valida.

5. La lettura del tema è: discordante se effettuata da più docenti, concordante se effettuata dallo stesso docente in tempi diversi. concordante se effettuata da più docenti, discordante se effettuata dallo stesso docente in tempi diversi. discordante sia se effettuata da più docenti che se effettuata dallo stesso docente in diversi tempi. concordante sia se effettuata da più docenti che se effettuata dallo stesso docente in diversi tempi.

6. L'effetto della stereotipia si ha quando: la valutazione che attribuisce il docente è distorta da elementi affettivi. il docente è influenzato dalla sua prima valutazione dell'allievo durante le valutazioni successive. la valutazione che attribuisce il docente è distorta dalla sua valutazione dell'allievo precedente. il docente si crea uno stereotipo del carattere dell'allievo.

7. L'effetto alone si ha quando: la valutazione che attribuisce il docente è distorta da elementi affettivi. il docente è influenzato dalla sua prima valutazione dell'allievo per le valutazioni successive. la valutazione che attribuisce il docente è distorta dalla sua valutazione dell'allievo precedente. si verifica solo se il docente è poco disponibile ad ascoltare gli allievi.

8. Se la valutazione di un allievo è alterata dalla valutazione di un allievo precedente si è di fronte all'effetto: di ordine della correzione. di successione. della stereotipia. alone.

9. Per migliorare la registrazione dell'interrogazione: si può utilizzare la presenza di un testimone. si può utilizzare un registratore vocale. si possono annotare le principali informazioni espresse dall'allievo. si possono utilizzare delle griglie dove segnare le performance degli allievi.

10. Per migliorare la stimolazione del tema questa deve riguardare: valutazioni personali e ipotesi. i contenuti. i repertori culturali. le strategie di lavoro.

1. Le linee guida per la DDI prevedono l'integrazione/modifica: del curricolo d'Istituto. degli strumenti regolamentari fondamentali della scuola. delle discipline. dei progetti di arricchimento extracurricolare.

2. Il Regolamento d'Istituto che richiede un'opportuna integrazione concernente: specifiche disposizioni in merito alla modifica del Piano triennale dell'Offerta formativa. specifiche disposizioni in merito alle norme di comportamento da tenere durante i collegamenti a distanza da parte di tutte le componenti della comunità scolastica. le necessarie modifiche dell'organico di Istituto. i nuovi compiti amministrativi e le nuove norme contrattuali dei docenti.

3. Il "principio di minimizzazione" prevede che qualsiasi forma di condivisione debba riguardare solo dati personali: importanti e collettivi necessari alle finalità per le quali sono trattati. generici e illimitati rispetto a quanto strettamente necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati. pertinenti, adeguati e limitati a quanto strettamente necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati. astratti, efficaci e rispondenti a quanto strettamente necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati.

4. La partecipazione in modalità telematica alle riunioni degli Organi collegiali presuppone la disponibilità di strumenti digitali idonei a garantire: la possibilità di partecipare al dibattito in tempo reale, mediante un'adeguata conduzione delle riunioni che consenta interventi "a rotazione" e dibattiti dei partecipanti. l'assenza di identificazione dei partecipanti o di riconoscimento audio/video. l'impossibilità di effettuare lo scambio di documenti e la visione degli atti della riunione. la diffusione a terzi dei dati e delle informazioni (audio-video e testo) e dei contenuti di esse.

5. In caso di adozione di Didattica Digitale Integrata, il Regolamento di disciplina va rimodulato per: introdurre nuove discipline trasversali. adottare modalità condivise di valutazione degli apprendimenti. favorire la scelta delle attività extracurricolari cui partecipare. introdurre regole di comportamento specifiche.

6. La Legge n. 71/2017 concerne: le disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. le Linee guida per la Didattica digitale integrata. l'introduzione dell'Educazione civica nelle scuole del primo e del secondo ciclo. l'introduzione della Didattica a distanza nelle scuole di ogni ordine e grado.

7. Le azioni delle scuole devono essere volte: alla delega ai genitori delle responsabilità rispetto all'uso della rete iternet. all'adozione di strategie didattiche tradizionali, volte a limitare il più possibile l'uso della rete internet. all'individuazione di figure di sistema interne o esterne alla scuola cui attribuire funzioni di controllo circa l'uso della rete internet da parte degli studenti. all'uso consapevole della rete internet e all'educazione ai diritti e ai doveri legati all'utilizzo delle tecnologie informatiche.

8. Il Patto educativo di corresponsabilità, con la legge n. 92 del 1° agosto 2019: è stato esteso anche alla scuola dell'infanzia. è stato esteso anche alla scuola secondaria di 1° grado. è stato esteso anche alla scuola primaria. è stato esteso anche alla scuola secondaria di 2° grado.

9. L'integrazione del Patto educativo di corresponsabilità scuola - famiglia, a seguito di adozione di DDI; consente di: far conoscere ai genitori e agli studenti le modalità i tempi e gli strumenti che saranno adottati nella didattica a distanza. condividere modalità, tempi, strumenti da adottare nella didattica a distanza. selezionare proposte formative da realizzare a scuola e a casa. promuovere attività di rete per la realizzazione di progetti di educazione alla cittadinanza.

10. La scuola con il Patto educativo di corresponsabilità si impegna a: garantire la massima trasparenza negli atti amministrativi, chiarezza e tempestività nelle comunicazioni, anche attraverso l'utilizzo del registro elettronico e del sito web d'istituto. realizzare attività extracurricolari obbligatorie per gli studenti. adottare un procedimento di verifica amministrativa in caso di violazione del Regolamento di disciplina. promuovere la formazione di genitori e alunni sulla Didattica Digitale Integrata.

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