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Master gruppo 2

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Título del Test:
Master gruppo 2

Descripción:
Test Pegaso 1

Fecha de Creación: 2026/01/02

Categoría: Universidad

Número Preguntas: 50

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1. La mediana indica: I valori centrali di una distribuzione ordinata di punteggi. La sommatoria dei singoli punteggi suddivisa dal numero dei punteggi stessi. Il punteggio che si evidenzia con maggior frequenza. L'intervallo medio che separa ogni singolo punteggio dalla media.

2. La moda indica: I valori centrali di una distribuzione ordinata di punteggi. La sommatoria dei singoli punteggi suddivisa dal numero dei punteggi stessi. Il punteggio che si evidenzia con maggior frequenza. L'intervallo medio che separa ogni singolo punteggio dalla media.

3. Se abbiamo due mode distanti fra loro il gruppo classe è: Omogeneo. Disomogeneo. Mediocre. Superiore alla media.

4. Le misure di tendenza centrale sono: Moda, media e scarto quadratico medio. Moda, mediana e scarto quadratico medio. Deviazione standard, intervallo di variazione e distribuzione pentenaria. Moda, media, mediana.

5. Nella serie ordinata di punteggi 3,5,7,8,9,10,11,14 indicare a quale punteggio corrisponde la mediana: 9,5. 10. 8. 8,5.

6. Calcola la media della seguente serie di punteggi 3, 4, 5, 7, 8, 9. 7. 6. 6.5. 5.5.

7. Nella serie ordinata di punteggi 3, 5, 5, 5, 7, 8, 8, 8, 8, 9, 9, 10, 11, 11, 14 indicare a quale punteggio corrisponde la moda: 9. 11. 5. 8.

8. Confrontando la media e la mediana se i due punteggi coincidono è presumibile un risultato didattico: Omogeneo. Disomogeneo. Superiore alla media. Mediocre.

9. I quartili, decili e centili sono riconducibili a concetti vicino alla: Media. Mediana. Moda. Deviazione standard.

10. Il secondo quartile corrisponde alla: Media. Mediana. Moda. Deviazione standard.

1. Il valore della deviazione standard (rispetto alla media) in caso di ''insuccesso'' didattico sarà: Alto. Basso. Relativo al valore della media. Relativo al tipo di attività didattica proposto.

2. Calcolare la deviazione standard di una serie di punteggi significa: Conoscere la distanza media dei punteggi dalla media. Conoscere la distanza dei singoli punteggi dalla media. Ricavare maggiori informazioni rispetto a quelle fornite dalle misure di tendenza centrale. Sapere di quanto ciascun punteggio si discosta mediamente dalla distribuzione pentenaria.

3. Le procedure statistiche, in ambito didattico: Sono indispensabili per migliorare la prassi didattica. Migliorano la gestione della prassi. Sono utili per la realizzazione di una ricerca. Permettono una conoscenza accurata delle variabili assegnate.

4. Se il valore della deviazione standard si aggira intorno al 60% rispetto al valore della media, vuol dire che i risultati ottenuti dalle prove strutturate sono: Positivi. Disomogenei. Sufficienti. Abbastanza uniformi.

5. Le misure di dispersione sono: Moda, media e scarto quadratico medio. Moda, mediana e scarto quadratico medio. Punti z e distribuzione pentenaria. Deviazione standard e intervallo di variazione.

6. Si intende per intervallo di variazione: La distanza che separa mediamente ogni singolo punteggio dalla media. Il gap apprenditivo tra il migliore e il peggiore studente. Il valore centrale di una distribuzione ordinata di punteggi. La sommatoria dei singoli punteggi suddivisa dai punteggi stessi.

7. Indicare sotto quale soglia percentuale dello scarto quadratico medio si auspica un'omogeneità dei risultati: 20 - 25 %. 10 - 12 %. 25 - 30 %. 5 - 10 %.

8. Calcola l'intervallo di variazione della seguente serie ordinata di punteggi 16, 17, 19, 21, 24, 26, 28, 29, 31, 33: 17. 16.5. 18. 16.

9. La deviazione standard in ambito didattico indica: L'omogeneità o la disomogeneità dei dati ottenuti. La classificazione dei punteggi ottenuti in 5 fasce ordinate. La padronanza delle abilità culturali perseguite. La distanza apprenditiva tra i discenti.

10. Per mettere a confronto le diverse misure di dispersione (σ) di più gruppi di discenti con medie differenti utilizzeremo: Il coefficiente di variazione. La distribuzione pentenaria. Lo scarto quadratico medio. L'intervallo di variazione.

1. La verifica dei prerequisiti consente all'insegnante di: individuare gli allievi che saranno in grado di conseguire la padronanza. stabilire quale dovrà essere il punto di partenza dell'istruzione. prestabilire il livello d'apprendimento conseguibile dagli allievi. ottenere una diagnosi precisa delle capacità di apprendimento degli allievi.

2. La verifica dell'apprendimento, in un contesto didattico avanzato, ha soprattutto lo scopo di: individuare il livello complessivo di competenza raggiunto da ciascuno. compilare documenti che riflettono esattamente il profilo conseguito dagli allievi. seguire i percorsi individuali per consentire le rettifiche opportune. confermare gli insegnanti circa la correttezza degli intenti formativi che perseguono.

3. La valutazione, in una società a scolarizzazione diffusa, dovrebbe: esprimere giudizi sui singoli allievi. fornire l'informazione necessaria per migliorare il processo d'istruzione. regolare il lavoro dell'insegnante sulla base, prevalentemente, dell'intuizione e dell'esperienza soggettiva. rilevare le differenze di abilità tra i soggetti più svantaggiati e i soggetti meno svantaggiati.

4. L'aspetto più significativo della funzione formativa nella valutazione è il seguente: la valutazione avviene al termine del processo di insegnamento/apprendimento. la valutazione avviene durante il processo di insegnamento/apprendimento. esprimere giudizi di valutazione sui prerequisiti in possesso degli allievi. esprimere un giudizio sul processo educativo compiuto dall'allievo.

5. La valutazione è diagnostico - iniziale in quanto: verifica la validità finale del processo formativo. verifica il raggiungimento delle mete raggiunte sino ad ora dall'allievo. mira a trovare la natura esatta delle difficoltà apprenditive dell'allievo. consente la selezione dei ragazzi meno dotati.

6. I prerequisiti dell'apprendimento sono: le abilità mentali indispensabili per apprendere un determinato contenuto. le capacità cognitive necessarie per raggiungere un traguardo di apprendimento. le prime fasi di una procedura di apprendimento che hanno carattere introduttivo. le attitudini ad apprendere che ciascun allievo dimostra nell'esperienza scolastica.

7. La valutazione sommativa: favorisce l'analisi delle motivazioni degli allievi. contribuisce a definire il profilo psicologico dell'attitudine individuale. serve a differenziare gli itinerari di apprendimento. identifica il livello di apprendimento raggiunto.

8. La tempestività dell'intervento di recupero rispetto al verificarsi di una difficoltà ha lo scopo di: prevenire le difficoltà che ciascuno potrebbe incontrare. non incorrere nel rischio di genericità. fornire agli insegnanti dati analitici sul profitto degli allievi. evitare l'insorgere di un deficit cumulativo.

9. La verifica dell'apprendimento alla fine di ogni unità d'insegnamento-apprendimento consente: di selezionare gli allievi che possono affrontare l'unità successiva. di attribuire un punteggio preciso alle diverse prestazioni degli allievi. di individuare gli allievi che possono raggiungere in breve tempo la padronanza. di individuare e colmare eventuali lacune d'apprendimento prima di passare all'unità successiva.

10. La valutazione formativa é: un controllo delle prestazioni cui segue una ristrutturazione del piano di lavoro. un controllo delle prestazioni effettuato allo scopo di predisporre un modello della distribuzione statistica. un accertamento delle prestazioni che tiene conto dell'insieme del livello di uscita e di quello di entrata del programma. una ristrutturazione del programma sulla base di indicazioni fornite dalla strategia didattica.

1. Una decisione è certa se: corrisponde a una scelta che è stata effettuata senza esitazioni. sono noti tutti i fattori che possono incidere sul corso degli eventi. tutte le persone che partecipano all'attività si impegnano nella stessa misura;. è stata assunta con precisione e competenza.

2. L'interpretazione autenticamente democratica del principio dell'uguaglianza delle opportunità formative si oppone a quella formale perché: suppone trattamenti didattici differenziati e il raggiungimento di risultati terminali omogenei. nega l'esistenza di differenze tra gli allievi e perciò propone un trattamento uguale per tutti. afferma l'eguale diritto di tutti gli allievi di accedere ai vari livelli di istruzione. sostiene che ciascuno deve essere giudicato secondo le sue capacità indipendentemente dai risultati conseguiti.

3. 'Focalizzare il problema' nell'ambito di una decisione vuol dire: avere a disposizione gli elementi fisici che caratterizzano il contesto. conoscere le condizioni per il raggiungimento di un traguardo. possedere le competenze necessarie per collaborare al progetto formativo. possedere le informazioni necessarie sullo scenario entro il quale si vuole agire.

4. Nell'ambito di una decisione, un 'problema' è correttamente formulato se: è avvertito come tale da almeno due persone. presenta almeno due ipotesi di risoluzione. determina in chi lo avverte uno stato di disagio. consente di modificare comportamenti errati.

5. Le doti personali dell'insegnante: sono l'unica garanzia per una didattica veramente efficace. sono utili quando egli possiede anche una preparazione didattica adeguata. sono utili, in modo particolare, quando egli deve affrontare i problemi degli alunni portatori di handicap. servono soprattutto per accogliere e seguire gli allievi con deficit cognitivi.

6. L'uguaglianza di opportunità è preferibile a quella di trattamento in quanto. l'uguaglianza di trattamento finirebbe per consolidare le disuguaglianze. l'uguaglianza delle opportunità è l'unica realizzabile nella scuola. l'uguaglianza delle opportunità è più efficace di quella di trattamento. l'uguaglianza delle opportunità presuppone esiti finali eterogenei.

7. L'uguaglianza complessa è preferibile a quella semplice perchè. L'uguaglianza semplice è la più efficace nella scuola. L'uguaglianza complessa garantisce il raggiungimento delle competenze di base e l'approfondimento dei propri interessi. L'uguaglianza complessa offre la possibilità a tutti gli allievi di conseguire obiettivi legati alle loro attitudini. L'uguaglianza complessa consolida le diseguaglianze nella scuola.

8. Possiamo parlare di professionalità docente quando: il docente avverte che il suo compito è una vera e propria 'vocazione'. il docente possiede una preparazione didattica costantemente aggiornata. il docente frequenta, almeno una volta all'anno, un corso di aggiornamento. il docente vive il suo compito quotidiano come un 'arte'.

9. La differenza tra il concetto di valutazione emerso dalla ricerca docimologica e quello più desueto è la seguente: il primo intende capire i problemi psicologici degli allievi mentre il secondo li trascura. il primo è attento ai bisogni degli allievi mentre il secondo presta attenzione solo ad una parte di essi. il primo intende la valutazione come un processo di ottimizzazione, mentre il secondo come semplice giudizio. il primo vede la valutazione come un processo di ottimizzazione, mentre il secondo come un'attività volta ad assumere decisioni.

10. Capitalizzare competenze nella scuola vuol dire: consentire a tutti gli allievi di fruire di materiali didattici di tipo tecnologico. evitare che si disperdano le risorse. raccogliere le esperienze e archiviarle. raccogliere le esperienze, ottimizzarle ed archiviarle.

1. Strumenti della valutazione, docimologicamente strutturati, sono utili in quanto: Consentono di analizzare il "clima" relazionale ed affettivo all'interno del gruppo classe. Permettono all'insegnante di valutare la personalità degli allievi. Garantiscono una parità di trattamento degli allievi, superando l'effetto alone. Permettono agli insegnanti di misurare la loro influenza sul gruppo classe.

2. Definiamo attendibile una prova di valutazione quando: Sollecita gli allievi ad impegnarsi con serietà nella soluzione dei vari problemi proposti. Ha un contenuto ben definito e prevede precisi criteri per l'attribuzione di punteggi. Fornisce gli stessi risultati se viene corretta da più docenti. Consente di identificare con esattezza un'area di espressione di abilità.

3. Una prova è da ritenersi valida quando: Sollecita gli allievi ad impegnarsi con serietà nella risoluzione dei problemi proposti. Ha un contenuto ben definito e prevede precisi criteri per l'acquisizione di un punteggio. Fornisce gli stessi risultati se viene corretta da più docenti o da uno stesso docente in tempi diversi. Rileva le abilità proprie degli obiettivi di riferimento.

4. Per 'prova di valutazione' intendiamo: Un artificio didattico mirante a gestire la proposta formativa nel modo più efficace. Un artificio didattico utile per ricavare informazioni sull'apprendimento degli allievi. Determina in chi lo avverte uno stato di disagio uno strumento che il docente adopera per conoscere gli atteggiamenti motivazionali degli allievi. Uno strumento da adoperare per ricavare informazioni.

5. Chiamiamo 'prove a stimolo aperto e risposta aperta': Gli strumenti di valutazione che lasciano molto spazio all'autonomia espositiva del discente. Gli strumenti di valutazione che limitano l'autonomia del discente. Il tema e le prove semistrutturate. L'interrogazione e le prove semistrutturate.

6. La ricerca docimologia distingue la misurazione dalla valutazione in quanto: La prima serve per raccogliere informazioni mentre la seconda per comprendere la condotta. La prima serve per raccogliere informazioni mentre a seconda per esprimere giudizi. E' necessario, innanzitutto, conoscere la personalità dell'allievo, poi valutarla. E' necessario capire il carattere dell'allievo, poi esprimere un giudizio.

7. La misurazione è composta dai seguenti momenti: Stimolazione, registrazione e valutazione. Stimolazione registrazione e verifica. Stimolazione, registrazione e lettura. Stimolazione, valutazione e verifica.

8. La registrazione serve per: Incitare gli allievi a manifestare abilità ben precise. Ordinare i dati raccolti. Ottenere le informazioni circa l'apprendimento dell'allievo. Misurare efficacemente l'apprendimento.

9. Servirsi del 'criterio assoluto' significa: Stabilire un criterio preciso per l'analisi dei dati. Stabilire una soglia al di sotto della quale gli apprendimenti manifestati non sono accettabili. Tener conto della media del gruppo, prima di esprimere un giudizio. Correggere le performances, seguendo un criterio preciso dal punto di vista docimologico.

10. Le prove di valutazione sono a stimolo chiuso e risposta aperta in quanto: Lo stimolo è strutturato, mentre la risposta è del tutto aperta. Presentano lo stimolo scarsamente strutturato. Lo stimolo è strutturato mentre la risposta è parzialmente aperta. Presentano la risposta scarsamente strutturata.

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