PEDA GEN E SOC
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Título del Test:
![]() PEDA GEN E SOC Descripción: DALLA 22 ALLA 30 |



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*Quale ruolo attribuisce Freire al dialogo nel processo educativo?. È lo strumento centrale che permette a educatore ed educando di apprendere insieme e trasformare la realtà. È una tecnica comunicativa che serve a mantenere la disciplina in classe. È un mezzo accessorio utile solo per chiarire i contenuti trasmessi e replicare i modelli sociali esistenti. È un momento preliminare che precede la vera trasmissione del sapere. *Qual è il testo più noto di Paulo Freire, considerato il suo capolavoro?. Educazione e società (1972). Democrazia e educazione (1916). Pedagogia degli oppressi (1968). La scuola e la società (1899). *Quale differenza fondamentale distingue la “pedagogia bancaria” dalla “pedagogia problematizzante” di Freire?. La prima valorizza l’esperienza degli studenti, la seconda la ignora. La prima promuove la creatività, la seconda la disciplina. La prima si concentra sul lavoro collettivo, la seconda sull’individualismo. La prima deposita conoscenze in modo passivo, la seconda si fonda sul dialogo e sulla ricerca critica. *Che cosa significa “coscientizzazione” nel pensiero di Freire?. La capacità di memorizzare concetti complessi in modo sistematico adattandosi alle regole sociali esistenti. Le risposte sono tutte false. Il processo attraverso cui gli oppressi acquisiscono consapevolezza critica della loro condizione e delle sue cause. La formazione tecnica necessaria per inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. *Qual era l’obiettivo principale dell’impegno pedagogico di Paulo Freire?. La preparazione degli studenti a competenze professionali standardizzate. L’alfabetizzazione come strumento di liberazione e lotta contro l’oppressione. L’alfabetizzazione come semplice acquisizione tecnica di lettura e scrittura. La diffusione di un metodo di memorizzazione rapida per adulti. *Quale alternativa propone Freire al diffusionismo?. Un metodo dialogico e partecipativo, in cui l’adulto costruisce il proprio apprendimento a partire dalla realtà concreta. Un modello che punta a sostituire i saperi popolari con conoscenze accademiche. Un metodo basato su programmi ministeriali uniformi e standardizzati. Un approccio che privilegia la trasmissione di tecniche produttive moderne. *Quale innovazione concettuale emerge dalla II Conferenza latino-americana sull’estensione e diffusione culturale delle Università (Messico, 1972)?. L’estensione deve essere intesa come strumento di modernizzazione economica senza implicazioni sociali. L’estensione universitaria deve limitarsi a fornire servizi tecnici e consulenze. La diffusione deve diventare un processo di presa di coscienza e trasformazione sociale, non semplice trasmissione di modelli. La diffusione culturale deve concentrarsi sull’adozione di standard accademici internazionali. *Quale critica muove Freire al diffusionismo occidentale?. È un modello impositivo e verticale che non valorizza i saperi popolari. È un modello che si concentra solo sulla trasmissione orale senza strumenti scritti. È un approccio che favorisce eccessivamente la creatività spontanea. È un metodo che privilegia troppo la dimensione comunitaria rispetto a quella individuale. *Qual era la funzione attribuita all’“estensione universitaria” nel modello diffusionista criticato da Freire?. Favorire la valorizzazione dei saperi popolari attraverso la ricerca partecipata. Portare insegnamento e ricerca nelle comunità, trattandole però come oggetti passivi di un sapere imposto dall’esterno. Promuovere l’autonomia delle comunità rurali senza interventi esterni. Creare spazi di dialogo paritario tra università e comunità locali. *Che cosa caratterizzava la concezione di comunicazione nel diffusionismo?. Un processo meccanicistico di manipolazione, in cui i destinatari erano oggetti passivi. Un modello partecipativo che integrava i bisogni sociali. Una comunicazione basata sull’autonomia critica dei soggetti. Un processo dialogico che valorizzava le differenze culturali. *Quale ruolo attribuisce Freire all’azione culturale della libertà?. Trasmettere valori tradizionali senza metterli in discussione. Favorire l’adattamento passivo alle strutture sociali esistenti. Superare la cultura del silenzio e permettere la piena realizzazione dell’essere umano. Offrire un insieme di regole morali da seguire rigidamente. *Perché Freire critica le teorie di modernizzazione e diffusionismo in relazione all’istruzione superiore?. Perché fondate su un modello di apprendimento esclusivamente esperienziale. Perché basate su un etnocentrismo occidentale che ignora pluralismo culturale e condizioni locali. Perché troppo concentrate sull’autonomia delle università. Perché eccessivamente attente ai bisogni sociali delle comunità. *Che cosa intende Freire con il concetto di “cultura del silenzio”?. Una condizione storica in cui gli oppressi restano esclusi dalla vita pubblica e ridotti al mutismo sociale. Una strategia didattica per favorire la concentrazione e l’attenzione. Una condizione psicologica individuale di timidezza e passività. Una fase educativa in cui l’allievo deve ascoltare prima di parlare. *Quali principi definiscono l’istruzione come bene pubblico secondo l’eredità freiriana?. Innovazione, tecnologia e privatizzazione. Competizione, eccellenza e selezione. Merito, disciplina e produttività. Uguaglianza, continuità e adattabilità. *Quali rischi individua Freire nel pensiero neoliberale del XXI secolo applicato all’istruzione?. L’eccessiva attenzione alla dimensione comunitaria a discapito dell’individuo e della sua identità. L’isolamento delle università rispetto al contesto internazionale. La trasformazione dell’istruzione in un servizio commerciale e la riproposizione di nuove forme di silenziamento. La riduzione del ruolo delle tecnologie digitali nei processi educativi. Qual è la specificità della relazione umana?. È un’esperienza che si limita alla trasmissione di informazioni. È una relazione che si fonda esclusivamente sulla reciprocità affettiva. È un percorso dinamico che porta al riconoscimento dell’Altro da Sé e arricchisce entrambi i soggetti. È un processo unilaterale in cui l’Io plasma l’Altro secondo i propri bisogni. *Quando ha luogo la relazione secondo la prospettiva presentata?. Quando i soggetti condividono lo stesso patrimonio culturale. Quando l’Io riconosce il Tu e viene riconosciuto da esso in uno scambio di ruoli. Quando l’Io si afferma sull’Altro senza bisogno di riconoscimento. Quando l’educatore trasmette conoscenze senza mediazione. *Che cosa si intende per “asimmetria educativa”?. La distanza affettiva che impedisce la costruzione di un legame educativo. La totale uguaglianza di ruoli e responsabilità tra educatore ed educando. La mancanza di rispetto reciproco tra i soggetti della relazione. La differenza di esperienze, conoscenze e patrimonio culturale tra educatore ed educando. *Quando l’asimmetria educativa diventa problematica?. Quando manca la parità di valore tra i soggetti e uno dei due diventa “oggetto” del sapere. Quando l’educando dipende dall’adulto per acquisire conoscenze. Quando l’educatore possiede più esperienza dell’educando. Quando la relazione si fonda su regole condivise e responsabilità reciproche. *Che cosa si intende con “relazione” secondo le slide?. Il legame tra due persone o tra una persona e un oggetto, fondamento di ogni conoscenza. Un rapporto esclusivamente affettivo tra individui. Una connessione che riguarda solo la sfera professionale. Un legame che si sviluppa unicamente in contesti educativi regolamentati e soggetti a valutazione. *Che cosa rende significativa una relazione educativa?. La presenza di regole rigide e standardizzate. L’assenza di coinvolgimento emotivo. La dimensione affettiva che le conferisce valore e senso. La sola trasmissione di contenuti cognitivi. *Secondo i principi fondamentali, quando l’essere umano diventa pienamente “Io”?. Quando acquisisce conoscenze senza mediazione sociale. Quando si distingue dagli altri senza bisogno di riconoscimento. Quando si afferma indipendentemente dagli altri. Quando riconosce il Tu e viene riconosciuto da esso in uno scambio di ruoli reciproci. *Che cosa significa, secondo Buber, riconoscere l’altro come persona?. Accettarne le differenze senza instaurare alcun legame. Considerarlo un oggetto di apprendimento e di osservazione. Essere responsabili nei suoi confronti e rispettarlo all’interno dello scambio relazionale. Concedergli autonomia senza alcuna forma di responsabilità reciproca. *Perché la relazione è definita “strumento privilegiato del fare educazione”?. Perché riduce l’educazione a un processo individuale. Perché si fonda esclusivamente sulla trasmissione di regole sociali riconosciute. Perché accoglie la differenza e riconosce i limiti del singolo nella ricchezza dell’altro. Perché elimina le differenze e uniforma i comportamenti e le possibilità. Quale elemento è imprescindibile nella relazione educativa?. La comunicazione, in particolare nella forma del dialogo. L’uso di strumenti tecnologici per trasmettere contenuti. La separazione netta tra educatore ed educando. La valutazione standardizzata delle competenze. *Qual è il canale privilegiato della relazione educativa secondo le slide?. L’osservazione silenziosa senza interazione. La trasmissione frontale di contenuti scolastici. L’uso di strumenti multimediali come supporto principale. Il dialogo, come forma più significativa di scambio verbale. *In che senso il dialogo educativo è più di un semplice scambio verbale?. È un mezzo per mantenere la disciplina in classe. È una tecnica per rendere più chiara la spiegazione dei contenuti. È una strategia per ridurre i conflitti senza approfondire le relazioni. È un richiamo all’altro e uno spazio di riconoscimento reciproco. Quale ruolo hanno implicito ed emozionalità nella relazione educativa?. Sono utili solo se eliminati dal contesto educativo. Sono elementi marginali che rischiano di confondere il messaggio. Rafforzano la relazione se integrati nel dialogo e nell’ascolto. Sono secondari rispetto alla trasmissione di nozioni. *Che cosa caratterizza l’ascolto empatico nella prospettiva esistenzialista?. È un esercizio di memoria volto a ricordare le parole altrui. È condizione che permette di conoscersi attraverso l’altro. È una tecnica di concentrazione individuale. È un metodo per ridurre l’influenza dell’altro sulla propria identità. Quale funzione educativa assume la narrazione secondo Bruner?. È un modo per trasmettere informazioni in maniera più coinvolgente. È un’attività accessoria che arricchisce ma non incide sulla formazione. È un racconto unidirezionale che sostituisce il dialogo. È un processo di costruzione del sé attraverso rappresentazioni culturali e autobiografiche. *Che cosa afferma l’idea conclusiva riportata nelle slide?. La qualità della persona dipende esclusivamente dalle competenze acquisite. La persona si realizza solo attraverso l’autonomia individuale. La crescita personale è indipendente dalle relazioni con gli altri. Un essere umano è tanto più persona quanto più ricche sono le sue relazioni. *Quale criticità viene evidenziata nella società attuale riguardo alla famiglia?. La totale assenza di relazioni affettive. L’eccessiva rigidità dei ruoli genitoriali. L’indebolimento dell’autorità educativa familiare. L’aumento del tempo trascorso insieme tra genitori e figli. Quale compito deve assumere l’educazione di fronte al decadimento dei rapporti interpersonali?. Limitarsi a trasmettere contenuti scolastici. Favorire l’omologazione dei comportamenti. Sostituire completamente il ruolo della famiglia. Riscoprire la responsabilità del fare relazione e ridare senso al rapporto con l’altro. *Quale ruolo deve avere il contesto familiare secondo le slide?. Essere luogo di scelta responsabile e di relazioni significative. Essere spazio neutro senza influenze educative. Essere un contesto che delega l’educazione solo alla scuola. Essere un ambiente esclusivamente affettivo senza regole. *Qual è il compito dell’insegnante rispetto all’apprendimento?. Essere la causa diretta e unica dell’apprendimento. Limitarsi a trasmettere nozioni da memorizzare. Controllare rigidamente il comportamento degli studenti. Essere animatore che agevola e organizza occasioni di apprendimento. Che cosa viene richiesto oggi all’educatore oltre alla trasmissione dei saperi?. Competenze emotive, comunicative e relazionali. Una preparazione esclusivamente disciplinare. L’uso costante di strumenti tecnologici. La capacità di mantenere un rapporto unidirezionale con gli studenti. *Come si è evoluta storicamente la concezione della relazione educativa?. Da una fase di collaborazione reciproca a una di trasmissione unidirezionale. Da una fase di apprendimento esperienziale a una di sola memorizzazione. Da una fase di centralità dell’educando a una di esclusiva autorità del docente. Da una fase centrata sull’abilità del maestro a una fase puerocentrica che riconosce i bisogni dell’educando. *Perché la relazione educativa è sempre stata asimmetrica?. Per la maggiore maturità e responsabilità dell’educatore rispetto all’educando. Per la mancanza di pari dignità tra i ruoli. Per la rigidità dei programmi scolastici. Per l’assenza di collaborazione tra le generazioni. Quale caratteristica distingue la scuola-comunità?. L’attenzione alla qualità delle relazioni oltre che ai risultati. L’assenza di collaborazione tra studenti e docenti. La riduzione della relazione educativa a un rapporto tecnico. La centralità esclusiva delle valutazioni numeriche. Su quali principi deve fondarsi la relazione insegnante-allievo?. Autorità rigida e distanza emotiva. Neutralità affettiva e distacco. Stima e rispetto reciproci. Trasmissione unidirezionale di affetto. *Quali sono le quattro aree della comunicazione che sostengono l’apprendimento?. Espressiva, mnemonica, simbolica, analogica. Senso-motoria, cognitiva, emotivo-affettiva, socio-relazionale. Tecnologica, disciplinare, normativa, valutativa. Individuale, collettiva, istituzionale, politica. *Perché gli errori non devono essere vissuti come motivo di mortificazione?. Perché non hanno alcuna influenza sul percorso educativo. Perché rappresentano occasioni di riflessione e miglioramento. Perché devono essere ignorati per non rallentare l’apprendimento. Perché servono solo a valutare la disciplina dello studente. *Quale ruolo assume oggi l’insegnante rispetto al sapere?. Controllore che limita l’accesso alle informazioni. Custode esclusivo delle conoscenze da trasmettere rigidamente. Figura che sostituisce lo studente nella ricerca di contenuti. Non più unico detentore, ma facilitatore che fornisce strumenti per l’autonomia. *Quali caratteristiche personali deve mostrare l’insegnante nella relazione con l’alunno?. Neutralità assoluta e impersonale. Autenticità, trasparenza e coerenza. Distacco emotivo e rigidità metodologica. Capacità di mantenere un ruolo che simuli l’affetto genitoriale. |




