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PEDA GEN E SOC

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Título del Test:
PEDA GEN E SOC

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DALLA 12 ALLA 21

Fecha de Creación: 2026/09/03

Categoría: Universidad

Número Preguntas: 49

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*Quale obiettivo pedagogico Ferry attribuiva alla scuola repubblicana?. Rafforzare le disuguaglianze sociali. Limitarsi a fornire nozioni mnemoniche. Trasmettere dogmi religiosi. Formare cittadini liberi e autonomi attraverso l’esercizio della ragione.

*Quale fu la novità essenziale introdotta da Ferry nella concezione dell’insegnamento?. L’affermazione dell’insegnamento come “materia di Stato” e la separazione dalla Chiesa. Tutte le risposte sono vere. La riduzione dell’istruzione a privilegio delle élite. L’idea che l’insegnamento dovesse restare sotto il controllo religioso.

*In che cosa si riconosce l’influenza di Rousseau nel pensiero pedagogico di Ferry?. Nella centralità della disciplina rigida. Nella precoce imposizione di nozioni astratte. Nella valorizzazione della “lezione di cose” e dell’osservazione diretta. Nella subordinazione dell’educazione alla religione.

Quali principi introdussero le leggi scolastiche di Ferry del 1881-1882?. Istruzione gratuita e per tutti ma facoltativa. Gratuità, obbligatorietà e laicità dell’istruzione elementare. Obbligo scolastico fino ai 18 anni. Obbligo solo per i maschi e insegnamento religioso.

*Quale fu il principale contributo di Jules Ferry alla scuola francese?. La gestione della scuola solo da parte del clero. L’istruzione riservata solo ai maschi. L’istituzione di un sistema scolastico pubblico, gratuito e laico. L’abolizione dell’obbligo scolastico.

*Quali sono i tre stadi principali dello sviluppo cognitivo individuati da Piaget?. Sensomotorio, operatore concreto, operatorio formale. Sensoriale, linguistico, simbolico. Infantile, adolescenziale, adulto. Prelogico, intuitivo, astratto.

*Come deve essere inteso l’apprendimento secondo Piaget?. Come semplice adattamento imposto dall’insegnante. Come accumulo passivo di nozioni trasmesse dall’esterno. Come processo di costruzione e trasformazione di conoscenze già presenti. Come risultato esclusivo dell’interazione sociale.

*Quale ruolo attribuisce Piaget all’educatore nella pedagogia della scoperta?. Imporre rigidamente contenuti e tempi di apprendimento. Guidare e disciplinare il processo di scoperta senza sostituirsi al bambino. Eliminare qualsiasi forma di guida, lasciando il bambino da solo. Trasmettere nozioni già pronte senza valorizzare l’esperienza.

*Quale meccanismo spiega, secondo Piaget, il passaggio da uno stadio di sviluppo cognitivo all’altro?. La ripetizione di esperienze senza modificare schemi. L'accomodamento. L’assimilazione come unico processo sufficiente. L’imitazione sociale come principale motore.

*Quale principio pedagogico deriva dalla teoria degli stadi di Piaget?. Uniformare i curricula scolastici senza differenze individuali. Adattare contenuti e metodi al livello reale di sviluppo cognitivo. Anticipare sempre l’apprendimento per stimolare lo sviluppo. Proporre contenuti astratti indipendentemente dall’età.

*Quale critica riguarda la concezione del soggetto in Piaget?. Averlo visto come un soggetto che costruisce conoscenze esclusivamente tramite imitazione. Averlo descritto come un soggetto puramente cognitivo, trascurando la dimensione emotiva. Averlo interpretato come un soggetto che apprende solo attraverso relazioni sociali. Averlo ridotto a un essere passivo che riceve stimoli senza elaborarli.

*Quale paradigma pedagogico è stato fondato da Piaget e continua a influenzare l’educazione?. Il comportamentismo. Il trasmissivismo. Il costruttivismo. L’istruzionismo.

*Quale aspetto del “vincolo dello sviluppo” è stato messo in discussione dagli studi successivi?. L’ipotesi che l’insegnante possa favorire il passaggio di stadio con interventi mirati. La convinzione che lo sviluppo cognitivo sia influenzato anche da fattori sociali. La tesi che le emozioni abbiano un ruolo nel processo di apprendimento. L'idea che l'apprendimento sia rigidamente vincolato allo stadio di sviluppo raggiunto.

*Quale limite viene attribuito a Piaget rispetto alla dimensione sociale dell’apprendimento?. Aver considerato l’ambiente sociale solo come fattore secondario e non costitutivo. Aver ridotto l’apprendimento a un processo esclusivamente emotivo. Aver sottovalutato il ruolo delle interazioni sociali e dei conflitti sociocognitivi. Aver privilegiato l’imitazione come unico meccanismo di crescita cognitiva.

*Quale carattere dell’opera piagetiana ne conferma la pertinenza per le scienze dell’educazione?. L'attenzione esclusiva alla psicologia sperimentale, senza aperture filosofiche. La scelta di concentrarsi solo sulla biologia, trascurando gli aspetti pedagogici. La riduzione a un'unica disciplina specialistica. L'interdisciplinarità e la capacità di integrare saperi diversi.

*Perché Vygotskij è considerato un autore centrale nella pedagogia del Novecento?. Per aver superato sia il comportamentismo sia l’impostazione puramente soggettiva, introducendo la dimensione storica e sociale dello sviluppo cognitivo. Per aver sostenuto che la coscienza si sviluppa senza alcuna influenza sociale. Per aver ridotto l’apprendimento a un insieme di riflessi condizionati. Per aver superato il ruolo della cultura nei processi cognitivi.

*Quali due tipi di processi distingue Vygotskij nello sviluppo cognitivo?. Processi elementari di origine biologica e funzioni psichiche superiori di origine socioculturale. Processi innati e processi imitativi. Processi emotivi e processi linguistici. Processi individuali e processi meccanici.

*Quale ruolo attribuisce Vygotskij al linguaggio e ai simboli nello sviluppo cognitivo?. Sono strumenti culturali che mediano le funzioni psichiche superiori. Sono abilità innate che si sviluppano indipendentemente dalla società. Sono elementi secondari rispetto ai processi biologici. Sono semplici mezzi di comunicazione senza valore cognitivo.

*Che cosa rappresenta la “zona prossimale di sviluppo” (ZSP) secondo Vygotskij?. Il livello massimo raggiungibile solo attraverso l’imitazione. Lo spazio tra le capacità innate e quelle che non si svilupperanno mai. La differenza tra abilità cognitive ed emotive. La distanza tra ciò che il bambino può fare da solo e ciò che può raggiungere con l’aiuto di altri.

*Qual è la prospettiva principale introdotta da Vygotskij nello studio dello sviluppo del bambino?. L’educazione come trasmissione meccanica di nozioni. L’apprendimento come processo esclusivamente biologico. La coscienza come fenomeno puramente individuale. Lo sviluppo sociale della coscienza individuale.

*Che cosa si intende per “condizionamento precoce” secondo Vygotskij?. La tendenza a ripetere comportamenti osservati negli adulti. L’acquisizione precoce di abilità linguistiche innate. L'apprendimento di regole sociali attraverso la punizione. La capacità di sottrarsi dall’immediato e regolare i propri impulsi.

*Quale ruolo attribuisce Vygotskij all’ambiente culturale nello sviluppo del pensiero del bambino?. È importante solo per lo sviluppo linguistico, solo occasionalmente per quello cognitivo. Ha un’influenza marginale rispetto ai processi biologici. Conta solo nei primi anni di vita, poi diventa accessorio. È un fattore decisivo che stimola lo sviluppo delle funzioni psichiche superiori.

*Quale funzione attribuisce Vygotskij al linguaggio e al discorso nell’educazione?. Servono solo a trasmettere contenuti già pronti. Hanno un ruolo secondario rispetto alle abilità motorie. Sono semplici mezzi di comunicazione senza valore cognitivo. Sono strumenti di orientamento e regolazione che misurano il livello di intellettualizzazione.

*Secondo Vygotskij, quale deve essere il ruolo dell’insegnante nella scuola contemporanea?. Controllore del comportamento degli studenti. Osservatore passivo dello sviluppo nel rispetto totale della libertà. Ripetitore di nozioni standardizzate. Mediatore di esperienze, non semplice trasmettitore di saperi.

*Quali pratiche educative trovano fondamento nella teoria vygotskiana?. Educazione centrata esclusivamente lezioni frontali e studio del libro di testo. Studio individuale senza interazioni sociali. Apprendimento cooperativo in gruppi superiori a dieci. Apprendimento cooperativo, tutoring tra pari e metodologie inclusive.

*Quale influenza ebbe Darwin sul pensiero pedagogico di Dewey?. La visione dell’apprendimento come esclusiva trasmissione di nozioni. La convinzione che lo sviluppo umano sia predeterminato e immutabile. L’idea che l’uomo sia in mutua relazione con l’ambiente e si adatti nel tempo. L’idea che l’educazione debba essere separata dai processi naturali.

*Quale caratteristica distingue la pedagogia progressista di Dewey dalla concezione tradizionale della scuola?. L’attenzione al contesto sociale e all’apprendimento attivo. La trasmissione di conoscenze senza collegamento con l’esperienza. La centralità dei test di intelligenza per selezionare gli studenti. La preparazione passiva a un impiego già definito.

*Quale metodo educativo propone Dewey per preparare i bambini al futuro?. Problem solving. Apprendimento attivo,. Sviluppo di adattamento. Tutte le risposte sono vere.

*Come descrive Dewey il ruolo dell’insegnante nella pedagogia progressista?. Un artigiano che reagisce con discernimento alle situazioni educative. Un trasmettitore passivo di contenuti. Un controllore che impone regole rigide. Un osservatore esterno che non interviene nel processo.

*Secondo Dewey, quale deve essere il ruolo delle scuole nella società?. Istituzioni sociali in cui i bambini interagiscono con persone, programmi e mondo. Ambienti destinati a riprodurre fedelmente la cultura dominante. Strutture finalizzate solo a fornire competenze spendibili. Luoghi neutri, separati dal contesto sociale.

*Qual è il cuore della concezione educativa di Dewey?. La crescita come fine in sé, intesa come processo continuo di esperienze che generano nuove esperienze. La crescita come accumulo lineare di conoscenze standardizzate. La crescita come preparazione a un obiettivo professionale già definito. La crescita come adattamento passivo alle regole sociali esistenti.

*Come interpreta Dewey il ruolo delle abitudini nel processo educativo?. Come comportamenti automatici che si attivano solo in risposta a stimoli esterni. Come routine passive che ostacolano la creatività e il cambiamento. Come inclinazioni attive che plasmano pensiero e azione, cercando occasioni per realizzarsi. Come schemi rigidi da eliminare per favorire l’apprendimento autentico.

Quale funzione attribuisce Dewey all’indagine scientifica nella scuola?. Limitarsi a verificare la correttezza delle risposte degli studenti. Fornire un metodo neutrale per trasmettere nozioni già consolidate. Sostituire completamente l'esperienza personale con procedure standard. Guidare la formazione delle abitudini e stimolare la costruzione autonoma della conoscenza.

*Secondo Dewey, quale deve essere il ruolo dell’insegnante?. Facilitare la crescita predisponendo contesti di apprendimento e guidando l'indagine. Controllare la disciplina senza occuparsi dei processi cognitivi. Lasciare che gli studenti apprendano naturalmente riducendo il numero degli interventi. Trasmettere contenuti in modo uniforme e uguale per tutti.

*In che senso Dewey collega la crescita educativa alla democrazia?. La crescita prepara a rispettare con diligenza le istituzioni esistenti. La crescita sviluppa capacità di adattamento e cooperazione, necessarie per vivere come cittadini democratici. La crescita coincide con l’acquisizione di competenze utili per l’ingresso nel mondo del lavoro. La crescita è un processo individuale che non ha legami con la dimensione sociale.

*Quale obiettivo attribuisce Dewey all’educazione, in contrasto con l’enfasi sui risultati individuali?. Il bene comune e la partecipazione democratica. La formazione di competenze utili alla vita professionale. L’acquisizione di conoscenze condivise per l’integrazione sociale. Lo sviluppo di abilità personali per l’autorealizzazione.

*Quale pratica educativa contemporanea si ispira direttamente alle idee di Dewey sulla crescita e sull’esperienza?. L'apprendimento laboratoriale basato su simulazioni digitali. La pedagogia esperienziale e l’Outdoor Education. L’istruzione frontale arricchita da esempi concreti. Le attività di memorizzazione guidata con supporto visivo.

*Quale rischio Dewey individua nell’eccessiva funzione occupazionale dell’educazione?. La riduzione della scuola a un luogo di selezione sociale. L'eccessiva attenzione alle competenze tecniche a scapito di quelle critiche. La perdita di interesse degli studenti verso la dimensione culturale. La standardizzazione dell’apprendimento e la svalutazione del lavoro degli insegnanti.

*Quale caratteristica rende ancora oggi attuali le idee di Dewey?. L’attenzione al ruolo dell’esperienza concreta nell’apprendimento. L’idea che la scuola debba promuovere relazioni positive tra insegnanti e alunni. La valorizzazione della curiosità naturale dei bambini. La capacità di integrare pedagogia, filosofia, psicologia e teoria politica in una visione unitaria.

*Qual è il significato dei “periodi sensitivi” secondo Montessori?. Periodi in cui l’apprendimento è possibile solo attraverso esercizi ripetitivi, reiterati in ambienti rigidi. Fasi di sviluppo in cui il bambino è più vulnerabile agli stimoli negativi e deve quindi essere tutelato riducendo il numero degli stimoli stessi. Intervalli temporali in cui l’insegnante deve imporre contenuti specifici. Momenti in cui il bambino manifesta una sensibilità speciale verso determinati aspetti della realtà, che rendono l’apprendimento naturale e spontaneo.

*Quali sono alcuni dei principali periodi sensitivi individuati da Montessori?. Lettura, scrittura, calcolo, logica, musica. Emozioni, affettività, gioco, creatività, fantasia. Disciplina, obbedienza, memoria, attenzione, volontà. Ordine, movimento, linguaggio, piccoli oggetti, relazioni sociali, amore per l’ambiente.

*Che cosa si intende per “mente assorbente” nel pensiero montessoriano?. La tendenza a ripetere meccanicamente gesti e parole senza comprenderli. La predisposizione innata a memorizzare nozioni trasmesse dall’adulto. Tutte le risposte sono vere. La capacità del bambino di assimilare inconsciamente elementi dell’ambiente, passando dall’inconsapevolezza alla consapevolezza.

*Quale ruolo attribuisce Montessori all’insegnante nel processo educativo?. Osservare, accompagnare e predisporre ambienti e materiali che favoriscano l’autoeducazione del bambino. Limitarsi a controllare la disciplina senza influire sul percorso di apprendimento. Trasmettere contenuti in modo uniforme e standardizzato. Intervenire costantemente per correggere errori e guidare ogni azione.

*Quale caratteristica distingue l’approccio educativo di Maria Montessori rispetto al modello pedagogico dominante del suo tempo?. L’attenzione esclusiva alla disciplina e all’obbedienza. L’idea di una pedagogia scientifica “attrezzata” e puerocentrica, basata sull’autoeducazione. La centralità del programma ministeriale come guida unica. L’uso di premi e punizioni come strumenti principali di apprendimento.

*Come definisce Maria Montessori l'ambiente educativo?. Un “maestro silenzioso”, preparato scientificamente per favorire autonomia e responsabilità. Un ambiente libero da regole, in cui il bambino agisce senza vincoli. Un insieme di spazi funzionali destinati solo a contenere materiali didattici. Uno sfondo neutro che accompagna senza influire sullo sviluppo.

*Quale caratteristica distingue i materiali montessoriani?. Sono strumenti estetici, ma privi di funzione didattica specifica. Permettono autocorrezione e mostrano una sola qualità alla volta. Sono giochi creativi che stimolano fantasia senza regole. Sono materiali complessi che richiedono sempre l’intervento dell’adulto.

*Quali critiche sono state rivolte alla pedagogia montessoriana?. Approccio esclusivamente teorico senza applicazioni pratiche. Eccessiva attenzione alla socializzazione a scapito dell'individuo. Materiali percepiti come troppo artificiali e metodi talvolta rigidi. Mancanza di strumenti concreti per l’apprendimento.

*Quali sono alcune aree tematiche dei materiali montessoriani?. Lettura, scrittura, calcolo, musica, sport. Emozioni, gioco, fantasia, affettività, socialità. Disciplina, memoria, attenzione, volontà, creatività. Vita pratica, sensoriali, linguaggio, matematica, educazione cosmica.

Quale ruolo attribuisce Montessori all’adulto nel processo educativo?. Limitarsi a garantire disciplina e ordine esterno. Trasmettere contenuti in modo diretto e uniforme. Intervenire costantemente per correggere errori e guidare ogni attività. Preparare l'ambiente, osservare e accompagnare il bambino senza sostituirsi a lui.

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