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PRINCIPI, LEGISLAZIONE E MANAGEMENT SCOLASTICO

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PRINCIPI, LEGISLAZIONE E MANAGEMENT SCOLASTICO

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DE SANTIS PT.1

Fecha de Creación: 2026/08/05

Categoría: Universidad

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Quando nasce la scuola italiana, dell'Italia quale stato nazionale unitario e indipendente?. Nel 1861. Nel 1923. Nel 1961. Nel 1947.

Il sistema medioevale di istruzione si fondava sul trivium. Che cosa era il trivium?. triade di discipline Grammatica, Retorica e Dialettica. La denominazione di un'aula. Un elenco di leggi. o spazio di insegnamento del priorato.

L' “illuminismo pedagogico” si sviluppa in: Germania. Olanda. Italia. Francia.

Dove nasce l'obbligo scolastico come diritto-dovere civico?. In Inghilterra. In Germania. A Venezia. A Milano.

Le radici della scuola italiana e della conseguente legislazione sono: Laiche. Religiose. Famigliari. Militari.

Le radici della scuola italiana e della conseguente legislazione sono: Militari. Religiose. Famigliari. Laiche.

«nel parallelismo tra iniziativa pubblica e iniziativa privata, allo Stato va riconosciuta una preminenza, che si concentra nel suo potere di ordinare con norme generali la materia dell'istruzione». Questa frase è di: Amintore Fanfani. Aldo Moro. Alcide De Gasperi. Matteo Renzi.

Elemento centrale e qualificante dell 'art. 21, però, è rappresentato dalla codificazione dei principi, in passato oggetto di aspre discussioni. Di autonomia comunale. Di autonomia regionale. Di autonomia di sperimentazione. Di autonomia organizzativa e didattica.

L'impianto normativo dell'art. 21 L. 59/1997 dispone che l'autonomia scolastica debba attuarsi innanzitutto attraverso. Il riconoscimento della personalità giuridica alle scuole medie. Il riconoscimento della personalità giuridica alle scuole superiori. L'esclusione della personalità giuridica. Il riconoscimento della personalità giuridica a tutte le scuole.

il Regolamento sull'Autonomia definisce le scuole: Autonomie di insegnamento. Autonomie finalizzate alla realizzazione di economie di scala. Autonomie funzionali alla definizione e all'organizzazione dell'offerta formativa. Autonomie controllate.

La ratio posta alla base delle norme che hanno poi regolato l'autonomia scolastica era quella di costruire una scuola: in linea con le direttive regionali. In linea con le direttive ministeriali. in presa diretta con il proprio territorio. In linea con le indicazioni delle famiglie.

L'attuazione dell'autonomia finanziaria,organizzativa e didattica costituisce nella dichiarazione d'intenti posta in apertura dell'art. 21 L. 59/1997: il percorso obbligato per effettuare economie di scala. Il percorso obbligato per una riforma finanziaria della scuola. Il percorso obbligato che il legislatore intende seguire verso una riforma della scuola in termini di modernità ed efficienza. Il percorso obbligato per modificare i programmi.

La possibilità di distribuire l'attività didattica in cinque giorni settimanali è espressione di: Autonomia finanziaria. Autonomia organizzativa. Autonomia di sperimentazione. Autonomia didattica.

dichiarazione d'intenti posta in apertura dell'art. 21 L. 59/1997: L'attuazione dell'autonomia finanziaria, organizzativa e didattica costituisce, nella. Il percorso obbligato che il legislatore intende seguire verso una riforma della scuola in termini di modernità ed efficienza. Il percorso obbligato per una riforma finanziaria della scuola. il percorso obbligato per effettuare economie di scala. Il percorso obbligato per modificare i programmi.

Con l'autonomia scolastica si opta per un sistema organizzativo: Piramidale e verticale. Centralistico. Piramidale e federalista Non piramidale ma di tipo orizzontale. Non piramidale ma di tipo orizzontale.

il Regolamento sull'Autonomia definisce le scuole: sistemi formativi. sistemi complessi. autonomie funzionali alla definizione e all'organizzazione dell'offerta formativa. enti di formazione.

L'Autonomia è un processo e pertanto si afferma solo se il responsabile della sua applicazione e attuazione elabora intimamente degli elementi d. contatti con il territorio. originali stili di comportamento. progetti. percorsi di formazione.

Il D.P.R. 8-3-1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) che definisce l'autonomia organizzativa e didattica delle scuole come: Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati alla tutela della famiglia. Garanzia di libertà di insegnamento e di differenziazione culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana. Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo delle istituzioni scolastiche. Garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e la concretizza nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana.

L'autonomia produce, inoltre, un profondo cambiamento delle competenze di docenti e dirigenti e modifiche del rapporto tra scuola, Enti e territorio. Come si è già detto cambia il sistema organizzativo, non più piramidale, ma di tipo orizzontale, nel quale la scuola cessa di essere il terminale passivo di norme, circolari e regolamenti, e diventa: un centro di correzione di servizi, un soggetto protagonista che progetta, programma percorsi didattici, elabora nuovi metodi e, infine, ottempera ai compiti di ricerca e sperimentazione. un centro di erogazione di servizi, un soggetto protagonista che riprende percorsi didattici ministeriali, elabora nuovi metodi e, infine, ottempera ai compiti di ricerca e sperimentazione. un centro di erogazione di servizi, un soggetto protagonista che progetta, programma percorsi didattici, elabora nuovi metodi e, infine, ottempera ai compiti di ricerca e sperimentazione. un centro di erogazione di servizi, un soggetto protagonista che progetta, programma percorsi didattici, riprende metodi e, infine, ottempera ai compiti di ricerca e sperimentazione.

L'impianto normativo dell'art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59, dispone che l'autonomia scolastica debba attuarsi innanzitutto attraverso: il riconoscimento della famiglia. il riconoscimento della personalità giuridica. il riconoscimento dell'inclusione. il riconoscimento finanziario.

In attuazione dei principi contenuti nell'art. 21 L. 59/1997 è stato emanato il D.P.R. 8-3-1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) che definisce l'autonomia organizzativa e didattica delle scuole come: sistema di collegamento con il territorio. garanzia di libertà di insegnamento. sistema normativo. modello organizzativo.

L'autonomia scolastica porta profonde e complesse trasformazioni nel mondo professionale della scuola. Si introducono significative novità nei diversi ambiti, procedure, programmi, ruoli e mansioni. Il mutamento maggiore risulta essere: il diverso rapporto tra Amministrazione pubblica e cittadino, passando da una filosofia politica basata su un programma istituzionale consolidato, e sul governo delle istituzioni a livello centrale, a una filosofia di governance basata su un uguale rapporto tra controllo centrale e decentramento, tra standard e autonomia. il diverso rapporto tra Amministrazione pubblica e cittadino, passando da una filosofia politica basata su un programma istituzionale consolidato, e sul governo delle istituzioni a livello centrale, a una filosofia di governance basata su un diverso rapporto tra controllo centrale e decentramento, tra standard e autonomia. il diverso rapporto tra Amministrazione pubblica e cittadino, passando da una filosofia politica basata su un programma istituzionale non consolidato, e sul governo delle istituzioni a livello periferico, a una filosofia di governance basata su un diverso rapporto tra controllo centrale e decentramento, tra standard e autonomia. il diverso rapporto tra Amministrazione pubblica e cittadino, confermando una filosofia politica basata su un programma istituzionale consolidato, e sul governo delle istituzioni a livello centrale, a una filosofia di governance basata su un diverso rapporto tra controllo centrale e decentramento, tra standard e autonomia.

Il nuovo Regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche: è stato approvato con Decreto 28 agosto 2021, n. 129. è stato approvato con Decreto 28 agosto 2018, n. 129. è stato approvato con Decreto 28 agosto 2020, n. 129. è stato approvato con Decreto 28 agosto 2017, n. 129.

Le risorse assegnate dallo Stato e costituenti la dotazione finanziaria di istituto sono utilizzate: senza vincolo di destinazione che quello prioritario per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie dell'Istituzione interessata, come previste ed organizzate nel Piano dell'offerta formativa. senza altro vincolo di destinazione che quello prioritario per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie dell'Istituzione interessata, come previste ed organizzate nel Piano dell'offerta formativa. senza altro vincolo di destinazione che quello prioritario per lo svolgimento delle attività previste dal MIUR. con vincolo di destinazione per le spese previste ed organizzate nel Piano dell'offerta formativa. con vincolo di destinazione per le spese indicate dal MIUR.

Con la legge 107/2015 sulla buona scuola la situazione: è parzialmente migliorata, in quanto i fondi per il funzionamento sono stati attribuiti alle scuole con notevole anticipo rispetto agli anni precedenti. è peggiorata, anche se i fondi per il funzionamento sono stati attribuiti alle scuole con notevole anticipo rispetto agli anni precedenti. è peggiorata, in quanto i fondi per il funzionamento sono stati attribuiti alle scuole con notevole ritardo rispetto agli anni precedenti. è parzialmente migliorata, anche se i fondi per il funzionamento sono stati attribuiti alle scuole con notevole ritardo rispetto agli anni precedenti.

Con la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 il legislatore ha previsto: l'assegnazione da parte dgli USR alle Istituzioni scolastiche delle risorse. l'assegnazione diretta alle Istituzioni scolastiche delle risorse. l'assegnazione da parte dei Comuni alle Istituzioni scolastiche delle risorse. l'assegnazione da parte delle Regioni alle Istituzioni scolastiche delle risorse.

Con il sistema dei «bandi» il Ministero finanzia i migliori progetti presentati dalle scuole su specifici argomenti. In tal modo: viene stimolata e premiata la progettualità, anche se, per ovvie ragioni di perequazione, bisognerebbe intervenire sulle scuole che per pochi punti siano rimaste fuori dalla graduatoria di merito e sulle scuole che, non rispondendo ai bandi, denotano un preoccupante immobilismo. viene compressa la progettualità, perchè bisognerebbe intervenire sulle scuole che per pochi punti siano rimaste fuori dalla graduatoria di merito e sulle scuole che, non rispondendo ai bandi, denotano un preoccupante immobilismo. viene stimolata e premiata la progettualità, perché vengono messe le scuole in confronto tra loro. viene stimolata e premiata la progettualità, anche ai fini della valutazione.

Con la Legge 27 dicembre 2006, n. 296 il legislatore ha previsto: L'assegnazione indiretta alle Istituzioni scolastiche delle risorse disponibili su Fondi istituiti nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, in apposita unità previsionale di base. l'assegnazione dalle Regioni alle Istituzioni scolastiche delle risorse disponibili su Fondi istituiti nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, in apposita unità previsionale di base. L'assegnazione tramite USR alle Istituzioni scolastiche delle risorse disponibili su Fondi istituiti nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, in apposita unità previsionale di base. l'assegnazione diretta alle Istituzioni scolastiche delle risorse disponibili su Fondi istituiti nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, in apposita unità previsionale di base.

Le nuove “Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”, precedentemente contenute nel D.I. 1° febbraio 2001, n. 44 sono state adottate: Con Decreto 28 agosto 2016, n. 129. Con Decreto 28 agosto 2021, n. 129. Con Decreto 28 agosto 2018, n. 129. Con Decreto 28 agosto 2020, n. 129.

il finanziamento statale si scinde: in una assegnazione ordinaria e in una assegnazione temporanea. in una assegnazione ordinaria e in una assegnazione personalizzata. in una assegnazione ordinaria e in una assegnazione perequativa. n una assegnazione ordinaria e in una assegnazione finalizzata.

Il D.I. 44/2001, modificato con Decreto 28 agosto 2018, n. 129, prevede il riconoscimento di autonomia negoziale alle scuole per il raggiungimento dei propri fini istituzionali. Nell'ambito di tale autonomia negoziale, le Istituzioni scolastiche: possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione di quelli a carattere aleatorio e, in genere, delle operazioni finanziarie speculative e della partecipazione a società di persone e società di capitali, fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società a responsabilità limitata. possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione di quelli a carattere aleatorio ma non le operazioni finanziarie speculative e della partecipazione a società di persone e società di capitali, fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società a responsabilità limitata. possono stipulare convenzioni e contratti, compresi quelli a carattere aleatorio e, in genere, delle operazioni finanziarie speculative e della partecipazione a società di persone e società di capitali, fatta salva la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società a responsabilità limitata. possono stipulare convenzioni e contratti, con esclusione di quelli a carattere aleatorio e, in genere, delle operazioni finanziarie speculative e della partecipazione a società di persone e società di capitali compresa la costituzione e partecipazione a consorzi costituiti nella forma della società a responsabilità limitata.

Le scuole, sia singolarmente che collegate in rete: possono stipulare convenzioni con Università statali o private, con esclusione di istituzioni, enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi. possono stipulare convenzioni con Università statali o private e con istituzioni con esclusione di enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio. possono stipulare convenzioni con Università statali o private, ovvero con istituzioni, enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi. possono stipulare convenzioni solo con Università statali o private.

Le reti di scuole hanno due diversi tipi di funzione: dal punto di vista culturale, fanno crescere il senso di identità e di appartenenza che individua in modo riconoscibile la “cultura” di una singola scuola; dal punto di vista strutturale e funzionale consentono economie di scala. Le reti di scuole si connotano, pertanto, come "entità polifunzionali", potenzialmente capaci di assolvere i compiti relativi ad una quantità indeterminata e non numerabile di bisogni. dal punto di vista culturale, fanno crescere il senso di identità e di appartenenza che individua in modo riconoscibile la “cultura” di una singola scuola; dal punto di vista strutturale e funzionale, forniscono aiuti e sostegni facendo fronte ai bisogni professionali, ma anche personali, dei singoli insegnanti e delle singole scuole. Le reti di scuole si connotano, pertanto, come "entità polifunzionali", potenzialmente capaci di assolvere i compiti relativi ad una quantità indeterminata e non numerabile di bisogni. dal punto di vista culturale, fanno crescere il senso di identità e di appartenenza che individua in modo riconoscibile la “cultura” di una singola scuola; dal punto di vista strutturale e funzionale, forniscono aiuti e sostegni facendo fronte ai bisogni professionali, ma anche personali, dei singoli insegnanti e delle singole scuole. Le reti di scuole si connotano, pertanto, come "entità monofunzionali", potenzialmente capaci di assolvere i compiti relativi ad una quantità indeterminata e non numerabile di bisogni. dal punto di vista culturale, fanno crescere il senso di identità e di appartenenza al MIUR; dal punto di vista strutturale e funzionale, forniscono aiuti e sostegni facendo fronte ai bisogni professionali, ma anche personali, dei singoli insegnanti e delle singole scuole. Le reti di scuole si connotano, pertanto, come "entità polifunzionali", potenzialmente capaci di assolvere i compiti relativi ad una quantità indeterminata e non numerabile di bisogni.

i poteri di gestione negoziale spettano: al Vicario. al Dirigente Scolastico. al Collegio dei docenti. al DSGA.

l'accordo di rete: è depositato presso la Regione, ove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia. è depositato presso l'USR, ove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia. è depositato presso le segreterie delle scuole, ove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia. è depositato presso la scuola capofila, ove gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia.

Nell'ambito delle reti di scuole, possono essere istituiti laboratori finalizzati tra l'altro a: la documentazione, secondo procedure definite a livello nazionale per la più ampia circolazione, anche attraverso rete telematica, di ricerche, esperienze, documenti e informazioni;la formazione in servizio del personale scolastico;. la ricerca didattica e la sperimentazione; la documentazione, secondo procedure definite a livello nazionale per la più ampia circolazione, anche attraverso rete telematica, di ricerche, esperienze, documenti e informazioni; la formazione in servizio del personale scolastico; l'orientamento scolastico e professionale. la ricerca didattica e la sperimentazione; la documentazione, secondo procedure definite a livello nazionale per la più ampia circolazione, anche attraverso rete telematica, di ricerche, esperienze, documenti e informazioni; l'orientamento scolastico e professionale. la ricerca didattica e la sperimentazione; la formazione in servizio del personale scolastico; l'orientamento scolastico e professionale.

Un ulteriore elemento di forza delle reti è legato alla loro possibilità: di essere interlocutori più forti del MIUR. di essere interlocutori più forti degli enti locali. di essere interlocutori più forti delle altre scuole. di essere interlocutori più forti dell'USR.

Gli uffici scolastici regionali promuovono: senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti nazionali. senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche di diversi ambiti territoriali. la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale.

la Flipped Classroom è: una metodologia didattica innovativa che prevede la lezione frontale a scuola. una metodologia didattica innovativa che prevede un' inversione dei momenti classici delle didattica: la lezione frontale a scuola e lo studio individuale a casa. una metodologia didattica innovativa che prevede solo la lezione individuale a casa. una metodologia didattica innovativa che prevede la didattica individuale.

L'esercizio dell'autonomia didattica da parte delle Istituzioni scolastiche può comportare: l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità, senza il superamento del gruppo classe. l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità, come il superamento del gruppo classe. l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità, come spese fuori bilancio. l'adozione di alcune tipiche forme di flessibilità, come l'assunzione diretta di personale.

Giorgio Manacorda ha recentemente sostenuto che: le tecnologie devono facilitare l'approfondimento, togliendo al docente la funzione maieutica. le tecnologie non facilitano l'approfondimento. le tecnologie devono facilitare l'approfondimento, lasciando al docente una insostituibile funzione maieutica. le tecnologie devono facilitare l'approfondimento, lasciando al docente solo il controllo degli apprendimenti.

Con il DPR n. 235/2007, è stato introdotto: il Patto di Corresponsabilità Educativa, entrato in vigore il 2 gennaio 2008 che rappresenta uno strumento normativo con lo scopo di determinare le priorità educative rendendo più evidenti i compiti e doveri che ogni soggetto che entra in relazione con il discente deve avere. Patto di Corresponsabilità Formativa, entrato in vigore il 2 gennaio 2008 che rappresenta uno strumento normativo con lo scopo di determinare le priorità educative rendendo più evidenti i compiti e doveri che ogni soggetto che entra in relazione con il discente deve avere. Patto di Corresponsabilità Internazionale, entrato in vigore il 2 gennaio 2008 che rappresenta uno strumento normativo con lo scopo di determinare le priorità educative rendendo più evidenti i compiti e doveri che ogni soggetto che entra in relazione con il discente deve avere. Patto di Corresponsabilità Educativa, entrato in vigore il 2 gennaio 2020 che rappresenta uno strumento normativo con lo scopo di determinare le priorità educative rendendo più evidenti i compiti e doveri che ogni soggetto che entra in relazione con il discente deve avere. Patto di Corresponsabilità Educativa, entrato in vigore il 2 gennaio 2008 che rappresenta uno strumento normativo con lo scopo di determinare le priorità educative rendendo più evidenti i compiti e doveri che ogni soggetto che entra in relazione con il discente deve avere.

La flessibilità didattica e organizzativa costituisce: l'aspetto meno qualificante di una Scuola che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell'utenza e, in generale, del territorio. l'aspetto maggiormente qualificante di una Scuola che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell'utenza e, in generale, del territorio. l'aspetto maggiormente qualificante di una Scuola che vuole essere veramente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell'utenza e, in generale, del territorio. l'aspetto maggiormente qualificante di una Scuola che vuole essere didatticamente autonoma e rispondente ai bisogni formativi dell'utenza e, in generale, del territorio.

L'autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione e si esercita nel rispetto delle tre libertà richiamate dalla legge n. 59/1997: la libertà d'insegnamento; 2. la libertà di scelta educativa delle famiglie; 3. il diritto di intervento delle reti di scuole. la libertà d'insegnamento; 2. la libertà di scelta educativa delle famiglie; 3. il diritto ad apprendere degli alunni. la libertà d'insegnamento; 2. la libertà di scelta educativa delle famiglie; 3. il diritto di intervento del MIUR. la libertà d'insegnamento; 2. la libertà di scelta educativa delle famiglie; 3. il diritto di intervento delle Regioni.

L'autonomia didattica è: la capacità di progettare e realizzare interventi educativi di formazione e istruzione finalizzati allo studio individuale. la capacità di progettare e realizzare lezioni autonome. la capacità di progettare e realizzare interventi educativi di formazione e istruzione finalizzati allo studio di gruppo. la capacità di progettare e realizzare interventi educativi di formazione e istruzione finalizzati allo sviluppo e alla crescita della persona umana.

Le indicazioni nazionali individuano: i programmi di ciascuna disciplina e, pertanto rappresentano un riferimento per l'insegnante, ma gli lasciano un ampio margine di autonomia, a livello personale e professionale, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità. le direttive ministeriali di ciascuna disciplina e, pertanto rappresentano un riferimento per l'insegnante, ma gli lasciano un ampio margine di autonomia, a livello personale e professionale, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità. alcuni nuclei fondamentali di ciascuna disciplina e, pertanto rappresentano un riferimento per l'insegnante, ma gli lasciano un ampio margine di autonomia, a livello personale e professionale, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità. le linee prescrittive del percorso di studi e, pertanto rappresentano un riferimento per l'insegnante, ma gli lasciano un ampio margine di autonomia, a livello personale e professionale, per poter progettare percorsi scolastici innovativi e di qualità.

La riforma Gelmini introduce le indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento. Essi: definiscono le linee guida delle conoscenze fondamentali che lo studente dovrebbe possedere al termine del proprio percorso di studi. definiscono le linee guida delle abilità fondamentali che lo studente dovrebbe possedere al termine del proprio percorso di studi. definiscono gli apprendimenti fondamentali che lo studente dovrebbe possedere al termine del proprio percorso di studi. definiscono le linee guida delle conoscenze fondamentali che lo studente dovrebbe possedere all'inizio del proprio percorso di studi.

La prima definizione dei curricoli nei termini individuati dall'art. 8 D.P.R. 275/1999 si è avuta con il D.M. 26-6-2000, n. 234 (Regolamento recante norme in. la quota oraria obbligatoria dei curricoli riservata alle singole istituzioni scolastiche nella percentuale del 10% del monte ore annuale. la quota oraria obbligatoria dei curricoli riservata alle singole istituzioni scolastiche nella percentuale del 30% del monte ore annuale. la quota oraria obbligatoria dei curricoli riservata alle singole istituzioni scolastiche nella percentuale del 20% del monte ore annuale. la quota oraria obbligatoria dei curricoli riservata alle singole istituzioni scolastiche nella percentuale del 40% del monte ore annuale.

La prima definizione dei curricoli nei termini individuati dall'art. 8 D.P.R. 275/1999 si è avuta con il D.M. 26-6-2000, n. 234 (Regolamento recante norme in materia di curricoli nell'autonomia delle istituzioni scolastiche) che, all'art. 3, definisce: la quota oraria nazionale obbligatoria dei curricoli nella percentuale dell' 90% del monte ore annuale delle singole discipline di insegnamento comprese negli attuali ordinamenti e nelle relative sperimentazioni;. la quota oraria nazionale obbligatoria dei curricoli nella percentuale dell' 70% del monte ore annuale delle singole discipline di insegnamento comprese negli attuali ordinamenti e nelle relative sperimentazioni;. la quota oraria nazionale obbligatoria dei curricoli nella percentuale dell' 80% del monte ore annuale delle singole discipline di insegnamento comprese negli attuali ordinamenti e nelle relative sperimentazioni;. la quota oraria nazionale obbligatoria dei curricoli nella percentuale dell' 60% del monte ore annuale delle singole discipline di insegnamento comprese negli attuali ordinamenti e nelle relative sperimentazioni;.

La definizione dei curricoli nel rispetto degli obiettivi generali e specifici di apprendimento delle discipline e attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e del loro monte ore: Spetta all'USR. Spetta al MIUR. Spetta alle istituzioni scolastiche. Spetta alle Regioni.

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