Salute mentale
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Título del Test:
![]() Salute mentale Descripción: examen parte 2 |



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61) INDICHI LA DEFINIZIONE CHE IDENTIFICA LA FASE DI ESCALATION DEL CICLO DELL’AGGRESSIVITÀ: 1. Elaborazione da parte del paziente dell’accaduto in maniera più lucida e critica. 2. Elaborazione da parte del paziente dell’accaduto. 3. Massimo eccitamento, agito violento. 4. Stato di attivazione/allerta. 5. Aumento dell’agitazione, minacce ad alta voce. 62) INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI TONO DELL’UMORE. 1. Reazione affettiva intensa ma di breve durata. 2. Reazione affettiva meno intensa ma più stabile e persistente. 3. Reazioni soggettive alle esperienze psichiche. 4. Reazione esasperata alle esperienze psichiche. 5. Reazione basale dell’affettività, in cui viviamo la realtà/le esperienze/gli avvenimenti. 63) IL DISTURBO BIPOLARE DI TIPO II È CARATTERIZZATO: 1. Dalla presenza di deliri megalomanici. 2. Dall’alternarsi di fasi depressivi e maniacali. 3. Dall’alternarsi di fasi depressivi e ipomaniacali. 4. Dall’alternarsi di la distimia e ipomania. 5. Da una maggior frequenza nel sesso maschili. 64) UN EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE: 1. E’ più frequente nel sesso maschile. 2. Ha una durata di circa 2 mesi. 3. E’ più frequente nei soggetti anziani. 4. Rappresenta una fase del disturbo bipolare. 5. E’ una delle manifestazioni della ciclotimia. 65) QUALE DEI SEGUENTI SINTOMI NON RIENTRA NEL QUADRO CLINICO DELLO STATO CONFUSIONALE?. 1. Ossessioni. 2. Delirio. 3. Disorientamento spazio-temporale. 4. Disturbi mnesici. 5. Peggioramento serale dei sintomi. 66) QUALE SOGGETTI SONO A MAGGIOR RISCHIO DI SVILUPPARE UNO STATO CONFUSIONALE?. 1. Donne dopo il parto. 2. Pazienti anziani ricoverati da pochi giorni. 3. Pazienti giovani dopo una settimana da un intervento chirurgico. 4. Etilisti dopo un mese di sospensione dell’assunzione di alcol. 5. Nessuna delle precedenti. 67) INDICHI GLI EFFETTI TERAPEUTICI DEGLI ANTIPSICOTICI. 1. Prevenzione dei disturbi bipolari. 2. Aumento del tono dell’umore, disinibente, ansiolitico, antifobico. 3. Riduzione attività motoria, ansiolitico, delirio litici, allucino litici, riduzione dell’anaffettività. 4. Ansiolitico, miorilassante, anticonvulsivante, ipnoinducente. 68) INDICHI GLI EFFETTI COLLATERALI DEI REGOLATORI DELL’UMORE: 1. poliuria, tremori, stenia, ipotiroidismo, aritmia, nausea, vomito, edemi, leucocitosi. 2. rigidità nucale, tremore, irrequietezza, acatisia, eccessiva sedazione, galattorrea, aumento ponderale, ipotensione. 3. secchezza delle fauci, stipsi, ritenzione urinaria, vertigini, tremore, ipotensione arteriosa, aritmie, confusione. 4. sonnolenza, rallentamento psicomotorio, difficoltà di concentrazione, sedazione. 69) COSA SI INTENDE PER DISAGIO PSICHICO?. 1. Condizione di intensa sofferenza psichica che permane nel tempo ed è accompagnata da sintomi psichiatrici specifici. 2. Condizione di disturbo protratto nel tempo e spesso complicato da “cure” improprie. 3. Condizione caratterizzata da un buon livello di soddisfazione dei bisogni, insieme a una soddisfacente qualità della vita. 4. Condizione di sofferenza psichica nei momenti evolutivi critici e nelle situazioni ambientali difficili senza sintomi specifici. 5. Nessuna delle precedenti. 70) IL DIPARTIMENTO ASSISTENZIALE INTEGRATO DI SALUTE MENTALE E DIPENDENZE PATOLOGICHE (DAISM/DP) DI PARMA SI COMPONE DELLE SEGUENTI AREE DISCIPLINARI: 1. Psichiatria Adulti e Dipendenze Patologiche. 2. Psichiatria Adulti e Neuropsichiatria Infantile. 3. Psichiatria Adulti, Neuropsichiatria Infantile e Dipendenze Patologiche. 4. Psichiatria Adulti, Neuropsichiatria Infantile, Dipendenze Patologiche, Programma di Psicologia Clinica e di Comunità. 5. Psichiatria Adulti, Dipendenze Patologiche, Programma di Psicologia Clinica e di Comunità. 71) QUAL È LA PROBABILITÀ DI SVILUPPARE UN SECONDO EPISODIO DEPRESSIVO?. 1. Molto bassa. 2. Bassa. 3. 10%. 4. 30%. 5. 50%. 72) LA PERCENTUALE DI MORTALITÀ IN CORSO DI AN È: 1. 0,1%. 2. 10%. 3. 50%. 4. Variabile tra il 5 e il 20%. 5. Si riduce negli studi con più lunghi periodi di follow-up. 73) LA DIAGNOSI DI ANORESSIA NERVOSA (AN) SI RIFERISCE A: 1. Soggetti che rifiutano di mantenere il peso corporeo normale a causa di un’alterazione nell’esperienza del peso e della forma del corpo. 2. Soggetti sottopeso per motivi psicologici. 3. Soggetti sottopeso con amenorrea. 4. Soggetti che digiunano a causa di una intensa paura di ingrassare. 5. Soggetti sottopeso per un disturbo organico. 74) DAL PUNTO DI VISTA PSICOPATOLOGICO LE PAZIENTI CON BN SI CARATTERIZZANO PER: 1. Grave depressione. 2. Delirio circa l’immagine corporea. 3. Incapacità a controllare gli impulsi in maniera flessibile. 4. Rifiuto del cibo. 5. Ossessioni di contaminazione. 75) IL COMPORTAMENTO VERSO IL CIBO IN CORSO DI AN PUÒ CARATTERIZZARSI PER LA PRESENZA DI: 1. marcate restrizioni dell’apporto calorico. 2. abbuffate. 3. periodi di digiuno alternati a periodi di abbuffate. 4. tutte le precedenti. 5. nessuna delle precedenti. 76) LA TERAPIA DELLA AN SI BASA SU: 1. Psicofarmaco terapia. 2. Psicoterapia. 3. Terapia nutrizionale. 4. Tutte le precedenti. 5. 2 e 3. 77) L’APPROCCIO TERAPEUTICO PREFERIBILE PER LA BN È: 1. L’educazione alimentare. 2. Una presa in carico congiunta internistica e psichiatrica nell’ambito di una solida relazione Psicoterapeutica. 3. La psicofarmaco terapia. 4. Psicoterapia cognitivo-comportamentale. 5. Psicoterapia analitica. 78) QUALE TRA LE SEGUENTI DEFINIZIONI DESCRIVE L’EMPATIA: 1. Capacità di attuare le attività di counselling. 2. Capacità di instaurare una relazione d’aiuto. 3. Capacità di cogliere i sentimenti dell’altro. 4. 2+3. 5. 1+3. 79) I FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE MENTALE SI RIFERISCONO: 1. I momenti critici del ciclo vitale (i passaggi da un’età all’altra, in particolare l’adolescenza). 2. I momenti critici e di passaggio della vita familiare (fidanzamento, matrimonio, gravidanza, nascita dei figli, separazione, divorzio, allontanamento dai figli, presenza di anziani da sostenere, morte di uno dei coniugi). 3. Eventi di vita stressanti. 4. Disagio sociale (disoccupazione, emigrazione, difficoltà abitative, malfunzionamento dei sistemi scolastici, assenza o malfunzionamento del servizio sociale e sanitario). 5. Tutte le precedenti. 80) QUALI TRA QUESTE CARATTERISTICHE È RISCONTRABILE NELLA PSICOSI: 1. Origine psicogena. 2. Alterazione della personalità. 3. Alterazioni sensoriali. 4. 2+3. 5. 1+2. 81) QUALE DEI SEGUENTI DELIRI È CONGRUO ALL’UMORE DEPRESSO?. 1. Colpa. 2. Grandezza. 3. Persecuzione. 4. Mistico. 5. Nessuno di questi. 82) I SERVIZI CHE COMPONGONO L’AREA DISCIPLINARE DI PSICHIATRIA ADULTI SONO I SEGUENTI: 1. Il Centro di Salute Mentale (CSM), i Servizi Ospedalieri (SPDC, SPOI), le Residenze (RTI, RTE), le Semiresidenze (Day Hospital, Centro diurno), Strutture socio-sanitarie. 2. Il Centro di Salute Mentale (CSM) e le Residenze (RTI, RTE). 3. Il Centro di Salute Mentale (CSM), i Servizi Ospedalieri (SPDC, SPOI). 4. Le Semiresidenze (Day Hospital, Centro diurno), Strutture socio-sanitarie e Centri di Salute Mentale (CSM). 6. Le Residenze (RTI, RTE) e i Servizi Ospedalieri (SPDC, SPOI). 83) IN UN SOGGETTO DI GIOVANE ETÀ UNO STATO CONFUSIONALE È PIÙ FREQUENTEMENTE CAUSATO DA: 1. Uso di sostanze. 2. Schizofrenia. 3. Mania. 4. Grave trauma emotivo. 5. Lesione vascolare cerebrale. 84) INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI OSSESSIONE: 1. idee, anche se normali, che continuano a essere presenti nella mente del paziente. 2. idee bizzarre, con tematiche irreali che continuano ad essere presenti nella mente del paziente. 3. idee che continuano ad essere presenti nella mente del paziente. 4. idee patologiche che continuano ad essere presenti nella mente del paziente. 5. idee e azioni ripetitive. 85) I SERT PROVVEDONO A: 1. Certificare lo stato di tossicodipendenza ove richiesto dagli interessati o per finalità di......alla legge 162 del 1990. 2. Attuare gli interventi di prevenzione della diffusione delle infezioni da HIV e delle patologie correlate alla tossico dipendenza. 3. Rilevare i dati statistici ed epidemiologici relativi alla propria attività e al territorio di copertura. 4. Attuare interventi d’informazione e prevenzione in particolare sulle fasce giovani, attuare interventi di primo sostegno e orientamento ai tossico dipendenti e alle loro famiglie, definizione, realizzazione e valutazione dei programmi terapeutici e socio riabilitativi individuali per i tossicodipendenti. 5. Tutte le precedenti. 86) OSSESSIONI E COMPULSIONI: 1. sono presenti esclusivamente nel disturbo ossessivo-compulsivo. 2. non sono necessariamente presenti nel disturbo ossessivo-compulsivo. 3. sono caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo ma non esclusive di questo. 4. sono da considerare disturbi del contenuto del pensiero come i deliri. 5. non sono disturbi del pensiero ma della volontà. 87) QUALI DI QUESTE CARATTERISTICHE NON APPARTENGONO ALLE OSSESSIONI: 1. il paziente non riesce a liberarsene. 2. sono ego distoniche. 3. hanno spesso contenuto assurdo. 4. il paziente non le riconosce come prodotto della propria mente. 5. si associano spesso alle compulsioni. 88) RISPETTO LA PRATICA DELLA CONTENZIONE IL CODICE DEONTOLOGICO DELL’INFERMIERE SOSTIENE: 1. Lo ritiene lo strumento fondamentale in ambito psichiatrico e deve essere utilizzata ogni qual volta il pz è agitato e/o aggressivo. 2. L’infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione fisica e farmacologica sia evento straordinario e motivato e non metodica abituale di accudimento. Considera la contenzione una scelta condivisibile quando si configuri l’interesse della persona e inaccettabile quando sia una implicita risposta alle necessità istituzionali. 3. L’infermiere la deve utilizzare a salvaguardia del sistema organizzativo e della carenza di personale. 4. Chiunque abusa di mezzi di contenzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, cura o vigilanza....è punibile dal fatti deriva il pericolo di una malattia nel corpo o ella mente. 5. Nessuna delle precedenti. 89) DURANTE LA FASE DI ACCERTAMENTO COSA E’ IMPORTANTE OSSERVARE?. 1. L’osservazione non è importante, fondamentale è ciò che il pz dice. 2. L’osservazione non è importante, fondamentale è l’analisi dei dati oggettivi ( cartella clinica, test diagnostici...). 3. L’osservazione è una fase fondamentale dell’accertamento durante la quale è necessario porre l’attenzione al comportamento del pz e al contesto (modo di presentarsi, espressione, consapevolezza......). 4. L’osservazione è importante perché permette di comprendere il grado di consapevolezza del pz di essere affetto da sintomi di ordine psichiatrico. 5. Nessuna è corretta. 90) IL COLLOQUIO CON IL PZ E’ UTILE NELLA FASE DI ACCERTAMENTO PER: 1. Valutare le interazioni del pz con il contesto abituale di vita. 2. Raccogliere dati circa il rapporto con i familiari. 3. Valutare lo stato mentale e le alterazioni comportamentali del pz. 4. Raccoglieri dati oggettivi. 5. Nessuna delle precedenti. 91) L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PZ DEPRESSO DOVREBBE PREVEDERE: 1. Non permette al pz di esagerare con le richieste di attenzione e di monopolizzare l’attenzione dei suoi familiari e dei suoi curanti. 2. Riportare al pz il dato di realtà rispetto al fatto che non è una vittima predestinata e di considerare che esistono situazioni peggiori della sua. 3. Occorre concedere un tempo breve e ben preciso e circoscritto nel tempo al pz, per impedirgli di aggravare la situazione. 4. Minimizzare le ideazioni suicidarie e autolesionistiche, riportando le cose positive e piacevoli che circondano il pz nella sua dimensione. 5. Nessuna delle precedenti. 92) L’ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO IN SALUTE MENTALE È: 1. L’obiettivo di questa attività è stabilito di volta in volta dal progetto terapeutico o dal programma assistenziale. E’ importante in questa funzione mantenere un atteggiamento spontaneo ma sempre professionale, ricordando le finalità dell’intervento. 2. Ascolto interessato. Stabilire un’alleanza con il paziente, riuscire a farsi riconoscere un ruolo, dimostrare competenza, aiuta l’assistito ad esprimere i propri disagi. 3. Aiutare il paziente nelle funzioni vitali, rispondendo a quelli che sono considerati bisogni primar. 4. Processo scientifico che si pone l’obiettivo di determinare lo stato funzionale e di salute, attuale e passato del paziente. Questa operazione permette l’individuazione delle risorse e delle difficoltà della persona e quindi alla definizione degli obiettivi assistenziali. 5. Nessuna delle precedenti. 93) L’ACCERTAMENTO IN AMBITO PSICHIATRICO VA EFFETTUATO SOSTENZIALMENTE: 1. Al primo contatto con l’utente. 2. Al primo contatto con l’utente e in ogni altro momento di interazione con lui. 3. Attraverso il colloquio. 4. Con il supporto dello psichiatra. 5. Nessuna delle precedenti. 94) LA VALUTAZIONE DELLE FUNZIONI DELLA MENTE È UNA DELLE ... NURSING PSICHIATRICO E SI PONE IL PARTICOLARE OBIETTIVO DI: 1. Formulare una diagnosi psichiatrica. 2. Formulare una diagnosi infermieristica. 3. Individuare le modalità di conoscenza del mondo esterno e di relazione con esso adottate dall’individuo. 4. Individuare il livello di disagio psichico sofferto dal paziente. 5. Nessuna risposta è corretta. 95) NON È CARATTERISTICO DELLA MANIA: 1. Il delirio megalomane. 2. L’iperattività. 3. I tentativi di suicidio. 4. La distraibilità. 5. L’insonnia. 96) QUALE PARADIGMA TEORICO RISULTA ESSERE FONDANTE PER SPIEGARE L’ETIOPATOGENESI E LE CONSEGUENZE DEL DISTURBO MENTALE E UTILIZZATO, ALTRESÌ, COME MODELLO ATTUATIVO D’INTERVENTO E VALUTAZIONE?. 1. Il modello biologico che si basa sulla nozione che la malattia è dovuta ad una alterazione specifica di un organo, viene quindi identificata una causa, un’alterazione anatomica che dà origine a segni rilevabili e a sintomi specifici. 2. Il modello bio-psico-sociale, la cui assunzione fondamentale è che ogni condizione di salute o malattia è la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali che interagiscono e si influenzano reciprocamente. Quindi le condizioni di salute e malattia sono meglio comprese se si considerano specifici fattori in ciascuno dei tre principali domini e come questi fattori si integrano tra loro e influenzano il nostro benessere. 3. Il modello psicologico che concentra il suo interesse sui meccanismi di crescita dell’individuo, sull’apprendimento, sul dipanarsi delle sue relazioni, sullo svolgersi della sua intima e privata, sul ricorrere degli eventi significativi. 4. Il modello sociologico che chiama in causa soprattutto il contesto, l’ambiente, gli squilibri e le disarmonie che accadono e talvolta irrompono nella vita di ogni individuo in conseguenza di grandi e piccoli fenomeni sociali. 5. Il modello psicologico e il modello sociologico. 97) IL PROGETTO TERAPEUTICO ASSISTENZIALE CONSENTE DI: 1. Reinserire il paziente in famiglia. 2. Inserire il paziente in una struttura intermedia. 3. Evitare il ricovero ospedaliero. 4. Fornire risposte articolate, coerenti e finalizzate ai bisogni dell’utente. 5. Raggiungere una compliance farmacologica. 98) UNA RELAZIONE SI PUÒ DEFINIRE TERAPEUTICA QUANDO: 1. L’infermiere definisce priorità e obiettivi avvalendosi del processo di nursing. 2. L’infermiere permette al paziente di stabilire la direzione delle interazioni. 3. L’infermiere e il paziente soddisfano i reciproci bisogni. 4. L’infermiere pianifica le interazioni orientandole alla soddisfazione dei bisogni del paziente. 5. Il paziente assume serenamente la terapia. 99) LA PERDITA REVERSIBILE DI ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE E MEMORIA (PSEUDO DEMENZA) IN UN PAZIENTE SESSANTENNE PUÒ DEPORRE PER: 1. Una fase evolutiva della schizofrenia. 2. Un esordio di demenza. 3. Una vascolopatia cerebrale. 4. Uno scompenso diabetico. 5. Un episodio depressivo. 100) INDICHI LA DEFINIZIONE DI PENSIERO RALLENTATO/DISSOCIATO: 1. Idee senza legami, casuali, linguaggio conservato. 2. Frammentario, caotico, sconclusionato, linguaggio incomprensibile. 3. Monotono, povero, ripetitivo, pause frequenti. 4. Idee rapide, salti di argomento, linguaggio prolisso, giochi di parole. 101) QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA CON UN PAZIENTE CON DISTURBO BIPOLARE (PIÙ RISPOSTE)?. 1. Prescrizione della terapia farmacologica e monitoraggio dell’assunzione, funzione direttiva rispetto all’osservanza delle regole, vicinanza emotiva di tipo “amicale” che consente l’instaurarsi di una maggiore fiducia nella relazione di cura. 2. Portare il paziente a riconoscere i dati di realtà, sia con un atteggiamento “competitivo” che permette di far capire al paziente i suoi limiti e quindi accettarli, sia con un atteggiamento di “sostituzione” utile a sopperire alla sua mancanza di gestire la quotidianità. 3. Sul territorio, supporto ai familiari rispetto all’importanza della corretta e continua assunzione della terapia, del riconoscimento di segni e sintomi che preludono a momenti di crisi ipomaniacale, all’importanza di garantire ritmi regolari nella quotidianità per quanto riguarda alimentazione, sonno-veglia, impegni, igiene personale. 4. Favorire, insieme al medico, la permanenza in ambito ospedaliero del paziente, perché solo un lungo periodo di ricovero risulta utile alla compliance del paziente rispetto alla terapia farmacologica e si può esercitare un maggiore controllo sulle dinamiche patologiche del comportamento. 5. L’ascolto e il rispetto dei tempi del paziente sono fondamentali, evitare le ambiguità su tempi e modalità di interazione, favorire un atteggiamento vicendevolmente empatico e cercare di contenere le dinamiche dilaganti sul piano relazionale del paziente. 102) IL LINGUAGGIO NON VERBALE: 1. E’ la modalità principale attraverso cui vengono prese le decisioni in comune. 2. Riguarda il contenuto del processo comunicativo tra esseri umani. 3. E’ considerato una delle componenti marginali del processo comunicativo tra esseri umani. 4. E’ considerato una delle componenti essenziali del processo comunicativo ed è il principale canale di trasmissione di stati d’animo, sentimenti ed emozioni. 6. nessuna delle precedenti. 103) IL SENTIMENTO DELLA MANCANZA DEL SENTIMENTO È: 1. Una condizione di indifferenza emotiva. 2. Una condizione di angoscia espressa per la perdita della capacità di provare esperienze emotive. 3. Un sintomo tipico della depressione nell’anziano. 4. Un sintomo scarsamente riscontrabile nelle sindromi depressive. 5. Tutte le risposte precedenti sono vere. 104) SECONDO LE PRVISIONI DEL PROGETTO OBIETTIVO TUTELA DELLA SALUTE MENTALE 1998- 2000 IL CENTRO DI SALUTE MENTALE E’: 1. La sede dei trattamenti ambulatoriali e sede degli operatori che agiscono sul territorio. 2. La sede organizzativa dell’equipe degli operatori e la sede del coordinamento degli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale, nel territorio di competenza. 3. Una struttura semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e terapeutico-riabilitative, sede degli operatori. 4. Una struttura extra-ospedaliera sede degli interventi di prevenzione e reinserimento sociale. 5. Un luogo dove prevalentemente sono erogate cure farmacologiche. 105) INDICHI LA CARATTERISTICA CHE DEFINISCE LA FUNZIONE SOCIALIZZANTE: 1. L’obiettivo di questa attività è stabilito di volta in volta dal progetto terapeutico o dal programma assistenziale. E’ importante in questa funzione mantenere un atteggiamento spontaneo ma sempre professionale, ricordando le finalità dell’intervento. 2. Consiste nel fornire al paziente e ai famigliari una corretta informazione sul servizio e sulle problematiche generali, sociali e ambientali della patologia stessa. 3. Si attua aiutando il paziente nelle funzioni vitali, rispondendo a quelli che sono considerati bisogni primari. 4. L’infermiere è l’operatore più a contatto con il paziente, quindi eventuali alterazioni nelle attività di vita devono essere registrate, come segnalati i primi segni di riacutizzazioni o miglioramenti della patologia. 5. Ascolto interessato. Stabilire un’alleanza con il paziente, riuscire a farsi riconoscere un ruolo, dimostrare competenza, aiuta l’assistito ad esprimere i propri disagi. 106) B. VIENE RICOVERATO PER UN TENTATO SUICIDIO, È FORTEMENTE DEPRESSO E LAMENTA SENTIMENTI DI COLPA E VERGOGNA. QUALE INTERVENTO PRIORITARIO DEVE ESSERE ATTUATO?. 1. Ridurre il rischio di suicidio con una coercizione fisica. 2. Stretta osservazione del paziente. 3. Instaurare una relazione tesa a migliorare l’autostima. 4. Rassicurare il paziente sul fatto che si trova in un luogo sicuro. 5. Ridurre il livello di ansia. 107) IL MODELLO VULNERABILITÀ-STRESS PARTE DALLA PREMESSA CHE: 1. Tutti gli individui sono a rischio di reazioni aspecifiche del corpo a qualsiasi esigenza gli venga imposta. 2. Tutti gli individui sono a rischio di disagio/disturbo e che ogni esperienza umana individuale e unica. Più che ricercare una causa che determina il disturbo si pensa che le persone abbiano diverse probabilità di sviluppare un disturbo mentale nel corso della vita. La vulnerabilità dipende dalla dotazione di risorse, difese che ciascuno ha per fronteggiare le differenti difficoltà (stess). 3. Tutti gli individui sono in grado di sviluppare strategie di coping funzionali per fronteggiare le differenti difficoltà (stress). 4. Il comportamento del singolo soggetto è il risultato di relazioni all’interno di un gruppo, in un determinato tempo e contesto. 5. Nessuna risposta è corretta. 108) LA MANIA È: 1. Una fase della depressione maggiore ricorrente. 2. Un disturbo dell'umore caratterizzato da euforia/ disforia. 3. Una polarizzazione su un particolare pensiero. 4. Uno disturbo delirante. 5. E’ una delle manifestazioni della ciclotimia. 109) LA CONDIZIONE DI "DISAGIO PSICHICO" LA POTREMMO DEFINIRE COME: 1. Stato di disturbo protratto nel tempo e spesso complicato da "cure" improprie. 2. Soddisfazione dei bisogni e buona qualità di vita. 3. Intensa sofferenza psichica che permane nel psichiatrici specifici. 4. Sofferenza psichica nei momenti evolutivi critici e nelle situazioni ambientali difficili senza Sintomi specifici. 5. Nessuna delle definizioni precedenti. 110) LO STRUMENTO OPERATIVO CARATTERIZZANTE IL NURSING PSICHIATRICO È: 1. La padronanza delle tecniche sanitarie. 2. La relazione terapeutica. 3. La leadership e il lavoro di equipe. 4. La capacità di introspezione. 5. Il saper "fare". 111) LA COMPROMISSIONE DEL FUNZIONAMENTO SOCIALE È ASSOCIATO: 1. Ai sintomi negativi e al deficit cognitivo. 2. Ai sintomi positivi. 3. All'ambiente sociale. 4. Agli effetti della terapia sé indipendente. 5. A tutte le altre manifestazioni della patologia. 112) INDICHI GLI EFFETTI TERAPEUTICI DELLE BENZODIAZEPINE: 1. Prevenzione dei disturbi bipolari. 2. Aumento del tono dell’umore disinibente, ansiolitico, antifobico. 3. Riduzione attività motoria, ansiolitico, deliriolitici, allucinolitici, riduzione dell’anaffettivita. 4. Ansiolitico, miorilassante, anticonvulsivante, ipnoinducente. 113) INDICHI GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE BENZODIAZEPINE: 1. Poliuria, tremori, astenia, ipotiroidismo, aritmia, nausea, vomito, edemi, leucocitosi. 2. Rigidità nucale, tremore, irrequietezza, acatisia, eccessiva sedazione, galattorrea, aumento ponderale, ipotensione. 3. Secchezza delle fauci, stipsi, ritenzione urinaria, vertigini, tremore, ipotensione arteriosa, aritmie, confusione. 4. Sonnolenza, rallentamento psicomotorio, difficolta di concentrazione, sedazione. 114) INDICHI GLI EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIPSICOTICI: 1. Poliuria, tremori, astenia, ipotiroidismo, aritmia, nausea, vomito, edemi, leucocitosi. 2. Rigidità nucale, tremore, irrequietezza, acatisia, eccessiva sedazione, galattorrea, aumento ponderale, ipotensione. 3. Secchezza delle fauci, stipsi, ritenzione urinaria, vertigini, tremore, ipotensione arteriosa aritmie, confusione. 4. Sonnolenza, rallentamento psicomotorio, difficoltà di concentrazione, sedazione. 115) LA FOBIA SOCIALE SI CARATTERIZZA PER: 1. Il timore di commettere un'azione in pubblico per la quale si è biasimati, criticati, derisi. 2. Commettere un'azione sbagliata in pubblico. 3. Vergognarsi di esibirsi in pubblico. 4. Temere di essere coinvolto in azioni imbarazzanti. 5. Difficoltà ad uscire in gruppo. 116) INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI IRREQUIETEZZA PSICOMOTORIA: 1. Diminuzione dell'attività motoria, azioni lente, senza interesse. 2. Inibizione dell'attività motoria, immobilità prolungata, a-reattività. 3. Eccessiva e inadeguata att motoria, gesti ripetuti e a-finalistici. 4. Aumento della attività motoria, difficoltà a mantenere a lungo la stessa posizione. 117) INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI RALLENTAMENTO PSICOMOTORIO: 1. Diminuzione dell'attività motoria, azioni lente, senza interesse. 2. Inibizione della attività motoria, immobilità prolungata, a-reattivitá. 3. Eccessiva e inadeguata att motoria, gesti ripetuti e a-finalistici. 4. Aumento dell'att motoria, difficoltà a mantenere a lungo la stessa posizione. 118) INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI PSICOSI REATTIVE: 1. sono cosi denominate perché non è riscontrabile una causa scatenante l'evento patologico. 2. sono caratterizzate da un quadro sintomatico secondario a una causa che agisce sul corpo Possono essere di natura infettiva. 3. Insorgono in seguito a un grave trauma di carattere psichico e non organico, provocato da eventi esterni come le psicosi gravidiche, da lutto, da shock. 119) LA TERAPIA DELLA SCHIZOFRENIA CONSISTE DI: 1. Farmaci antipsicotici somministrati solo nelle fasi acute. 2. Farmaci antipsicotici somministrati il più a lungo possibile. 3. Farmaci stabilizzatori dell'umore somministrati cronicamente. 4. La schizofrenia è una patologia cronica e pertanto non esiste una terapia. 5. Nessuna delle precedenti. 120) SE LA CONTENZIONE DIVENTA L’UNICA SCELTA PERCORRIBILE È FONDAMENTALE NORMARE?. 1. La prescrizione e la sorveglianza. 2. La prescrizione e le modalità di corretta gestione. 3. La prescrizione, la sorveglianza, le modalità di corretta gestione, la registrazione corretta delle informazioni. 4. La prescrizione e la registrazione corretta delle informazioni. 121) IL CICLO DELL’AGGRESSIVITÀ?. 1. Fase depressiva-escalation-fattore scatenante-fase critica-fase di recupero. 2. Fattore scatenante-fase critica-fase depressoria-escalation-fase di recupero. 3. Fattore scatenante-escalation-fase critica-fase di recupero-fase depressiva. 4. Fase critica-fattore scatenante-escalation-fase di recupero-fase depressiva. 5. Escalation-fase critica-escalation-fase depressiva- fase di recupero. 122) CLASSIFICAZIONE DELLE DROGHE: QUALI SONO LE COSÌ DETTE DROGHE UP?. 1. Cannabis. 2. Cocaina, crack, anfetamine, ecstasy. 3. Lsd, chetamina, alcool. 4. Tutte le precedenti. 5. Nessuna delle precedenti. 123) L’ACCERTAMENTO INFERMIERISTICO IN SALUTE MENTALE È?. 1. L’obiettivo di questa attività è stabilito di volta in volta dal progetto tp o dal programma assistenziale. È importante in questa funzione mantenere un atteggiamento spontaneo ma sempre professionale, ricordando le finalità dell’intervento. 2. Ascolto interessato. Stabilire un’alleanza con il pz, riuscire a farsi riconoscere un ruolo, dimostrare competenza, aiutare l’assistito ad esprimere i propri disagi. 3. Aiutare il pz nelle funzioni vitali, rispondendo a quelli che sono considerati bisogni primari. 4. Processo scientifico di identificazione dei problemi psico-sociali, dei punti di forza e delle apprensioni del pz. 124) I PUNTI QUALIFICANTI DELLA LEGGE 180/1978?. 1. Aver definito linee di intervento centrate sul territorio, mirate alla riabilitazione ed al reinserimento basate sull’EMB. 2. Aver definito tipologie e standard dei servizi per l’assistenza. 3. Aver abrogato l’obbligo di annotazione sul casellario giudiziario. 4. Aver equiparato il malato psichiatrico ai malati con altre patologie, aver sancito che gli atteggiamenti e atteggiamenti e trattamenti sanitari sono, di norma, volontari, privilegiare l’intervento territoriale. 5. Aver istituito il ricovero volontario. 125) QUAL È IL FATTORE DI RISCHIO AMBIENTALE SU CUI SI DEVE INTERVENIRE PER RIDURRE IL RISCHIO DI AGGRESSIONE?. 1. Presenze di più persone. 2. Lontananza dei familiari. 3. Revisione del progetto terapeutico. 4. Provocazione. 5. Dimissione del pz. 126) I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO DELL’AGGRESSIVITÀ DI UN PZ SONO DA RICONDURRE?. 1. Alle caratteristiche di personalità del soggetto. 2. Alla patologia psichiatrica. 3. Alle caratteristiche di personalità del soggetto e alla patologia psichiatrica. 4. All’interazione persona/ambiente. 5. Alle caratteristiche di personalità del soggetto, alla patologia psichiatrica, all’interazione persona/ambiente. 127) ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PZ SCHIZOFRENICO DOVREBBE PREVEDERE?. 1. Rassicurare il pz sulla possibilità di una rapida guarigione legata all’assunzione della tp. 2. Garantire al pz la possibilità di riprendere il prima possibile autonomie, funzionalità relazionale ideazioni deliranti, porsi come un elemento mediatore tra delirio e realtà, non essere svalutativi nei confronti dell’importanza che il pensiero delirante ha per il pz. 3. Favorire al pz il più la permanenza in strutture di ricovero ospedaliero, riabilitative e comunitarie, in quanto diventa estremamente difficile e spesso dannosa la convivenza con i suoi familiar. 4. Mantenere il pz all’oscuro rispetto la sua patologia, minimizzare le dinamiche deliranti cercando il più possibile di orientare il pensiero del pz al dato di realtà, avere un atteggiamento direttivo e, se occorre, coercitivo per supplire all’incapacità dell’igiene, dell’alimentazione, del ritmo sonno-veglia. 5. Tutte le precedenti. 128) SECONDO LA TEORIA DELLA MULTIFATTORIETÀ SULLA GENESI DEI DISTURBI MENTALI ESSI SAREBBERO CAUSATI DA?. 1. Fattori esperienziali interpersonali. 2. Fattori esperienziali socio-culturali ed esperienziali. 3. Predisposizione genetico costituzionale. 4. Da una combinazione di predisposizione genetico costituzionale, fattori esperienziali interpersonali e fattori esperienziali socio culturali ed ambientali. 5. Nessuna delle precedenti. 129) QUALI SONO I DANNI DERIVATI DALL’USO DELL’EROINA?. 1. Forte di pendenza con assuefazione (bisogno di incrementare sempre le dosi per ottenere lo stesso effetto). 2. Sintomi di astinenza se si interrompe. 3. Forte desiderio psicologico della droga. 4. Utilizzata per via iniettiva può bloccare i centri cerebrali del respiro inducendo la morte immediata. 5. Tutte le precedenti. 130) LA RELAZIONE TERAPEUTICA?. 1. Si instaura tra operatore e utente in momenti particolarmente critici. 2. Crea un legame significativo che coinvolge entrambi. 3. Si attiva un rapporto di scambio verbale e non verbale in un clima di fiducia e di rispetto indispensabile al pz per soddisfare i suoi bisogni e per rapportarsi meglio alla sua realtà. 4. Una riduzione che deve essere percepita in un ottica di crescita e non solo si risoluzione del problema. 5. Tutte le precedenti. 131) NON È UN FATTORE DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI UN EPISODIO DI DEPRESSIONE MAGGIORE?. 1. Il sesso femminile. 2. Il puerperio. 3. L’aver sofferto di disturbi ansiosi. 4. Avere una personalità di tipo dipendente-insicura. 5. Nascita prematura. 132) È CARATTERISTICA DELLA DISTIMIA?. 1. Il delirio. 2. L’ipomania. 3. Le frequenti lamentele di non essere compresa e aiutata dagli altri. 4. L’inibizione psicomotoria. 5. La durata di circa un anno. 133) LA PAURA TIPICA DELL’AGORAFOBIA È?. 1. Il timore di essere umiliati in pubblico. 2. Il timore di avere un attacco di panico o sintomi tipo panico. 3. Il timore di essere mal giudicati e/o perseguitati. 4. Il timore di essere abbandonati e lasciati soli. 5. Tutte le precedenti. 134) I TRATTI PRE-MORBOSI PIÙ COMUNI TRA COLORO CHE SVILUPPANO UN DISTURBO SCHIZOFRENICO SONO?. 1. Irritabilità e aggressività verso i coetanei. 2. Estroversione e facilità ad avere relazioni sociali. 3. Introversione e difficoltà ad avere relazioni sociali. 4. Nessuna delle risposte precedenti è vera. 5. La prima e la terza risposta sono vere. 135) IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI D’ANSIA SI AVVALE DELLA?. 1. Tp farmacologica con serotoninergici. 2. Psicotp cognitivo-comportamentale. 3. 1°+2° nei casi più gravi. 4. Tutte le precedenti. 5. Tp ansiolitica al bisogno. |




