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STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO 88 120

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STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO 88 120

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Fecha de Creación: 2026/09/13

Categoría: Universidad

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Il 30 novembre 1940 il Consiglio dei ministri italiano deliberò. Di mutuare dalla legislazione tedesca taluni principi comuni ai due paesi in materia sociale. di attribuire alla Carta del lavoro “autorità di principi generali dell’ordinamento e di premessa al Codice civile”. di fissare i principi fondamentali dell’ordinamento fascista in un nuovo testo. di riformare profondamente la Carta del lavoro del 1926.

All’indomani della Prima Guerra mondiale. Gli eventi bellici del 1915-18 non potevano non ripercuotersi su segmenti importanti del diritto quali quello di famiglia, specie in materia di assenza, morte presunta, status matrimoniale, figli illegittimi. Inoltre, vi fu l’annessione, nel 1918, di territori ex austroungarici (ove non vigeva l’autorizzazione maritale ma esisteva il divorzio e il regime trascrittivo della proprietà). Da ultimo, vi fu anche la ripresa dell’attività di riforma legislativa nell’immediato dopoguerra con l’abolizione dell’autorizzazione maritale. Le necessità ricostruttive del paese segnarono una battuta di arresto rispetto ad altre tematiche, prioritarie. L’annessione, nel 1918, di territori facenti parte dell’ex impero austroungarico (ove non vigeva l’autorizzazione maritale ma esisteva il divorzio e, in tema di trasferimento della proprietà, il regime trascrittivo) resero urgente un processo di riforma civilistica e adattamento del codice Pisanelli. L’esempio delle codificazioni civilistiche degli altri paesi europei rese evidente l’arretratezza e inadeguatezza di quella italiana, spingendo così per un processo di riforma.

Quanto alla riforma del codice Pisanelli verso un codice civile nuovo,. Avviene in modo settoriale e soprattutto molto lentamente. E si pensa di procedere, sin da subito, unificando diritto civile e commerciale. Avviene in tempi molto rapidi. Ma si vogliono separare diritto civile e commerciale. Avviene in modo settoriale e molto lentamente. Ma soprattutto, sino al 1940 non si pensa ad un impianto nuovo che possa ricomprendere in un solo testo la disciplina civilistica e quella commerciale. Avviene molto rapidamente. E si pensa di procedere, sin da subito, unificando diritto civile e commerciale in un solo codice.

Oggigiorno emergono con forza altre fonti del diritto, non necessariamente nazionali ma fortemente condizionanti le legislazioni statali: La Carta dell’ONU e la successiva legislazione in materia di diritti umani. Il WTO (=OMC) produce un’importante normativa in materia commerciale internazionale, che gli Stati non possono ignorare. La normativa in settori prodotta da Organizzazioni settoriali dell’ONU (OIL, OMS); nonché quella, pattizia, proveniente dal Consiglio di Europa in tema di educazione,cultura ecc. La legislazione sui diritti umani, ma soprattutto quella dell’UE, vincolante per gli Stati membri e innovativa in settori importantissimi del diritto civile (tutela dei consumatori, concorrenza, agricoltura, libertà di circolazione ecc.).

Già 1930, il giurista Vittorio Scialoja poté presentare al guardasigilli Alfredo Rocco. Un progetto di primo libro intitolato “Delle persone e della famiglia”, che sarebbe entrato in vigore il 1° luglio 1939 con quasi tre anni di anticipo rispetto alle restanti parti del codice. UN primo progetto della parte di codice dedicata a proprietà ed obbligazioni. Un primo progetto, completo, di Codice civile. Un primo progetto di Codice civile senza la parte dedicata alla normativa commerciale.

Oggigiorno, in materia codicistica,. I codici (civili ed altri) racchiudono ancora la quasi totalità della materia civilistica “classica”, ma non di quella commerciale e bancaria. I codici (civili ed altri) racchiudono ancora la quasi totalità della materia civilistica e commerciale. La materia civilistica è sempre più oggetto di disciplina giurisprudenziale, e come tale ha una maggioritaria sua presenza extra codicem. Notevoli segmenti di legislazione, pur sempre di produzione statale, si ritrovano fuori dai codici civili stessi (es. Legge cambiaria, legge sull’assegno, sul, fallimento ecc.).

Tutti gli altri libri del nuovo Codice civile del 1942, tranne il primo, sono presentati al re. d) Nel 1938 Nel 1938. Nel 1940. Nel 1942. Nel 1941.

In anni più vicini a noi, giuridicamente,. Fenomeni come la “Brexit” sono stati determinati da disaccordi tra Stati e UE anche in materia di legislazione europea di carattere commerciale, sentita come troppo invasiva. Si è rifiutata in blocco la legislazione europea nell’intento di ritornare a normative civilistiche esclusivamente nazionali. Si è assistito a tentativi di creare un “diritto comune europeo” in materia civile (ad esempio, il progetto della “Commissione Lando”). Si sono levate voci di protesta (es. nel Regno Unito) contro la supremazia della legge e della giurisprudenza della UE.

Forse non è sbagliato pensare che,. Lo strumento-codice ha avuto il suo apice nell’epoca delle “compilazioni” e “consolidazioni” del secolo XVIII, allorquando tali testi normativi si presentavano come omogenei e racchiudenti tutta la materia giuridica. Lo strumento-codice ha avuto il suo apice nell’epoca d’oro delle Rivoluzioni di fine secolo XVIII, per poi declinare per tutto il corso del XIX e XX secolo. Lo strumento-codice ha avuto il suo apice nell’epoca d’oro degli Stati nazionali (quell’epoca che fu di ‘eurocentrismo’ e che corrispose con il XIX secolo avanzato, con l’età della rivoluzione industriale e del colonialismo), per poi declinare insieme con il declino degli Stati nazionali medesimi. Lo strumento-codice, come strumento giuridico dello Stato nazionale, sta rivivendo un’epoca d’oro nel tempo presente, che coincide con la messa in crisi dei valori giuridici e politici extra-nazionali e sovranazionali.

L’idea del guardasigilli (dal 1939) Dino Grandi. Fu quella di “fondare” un codice unico, emblema dell’ideologia sociale fascista, di cui la Carta del Lavoro del 1926 era il simbolo. Accanto alla prosecuzione dei lavori sulle parti “classiche” dedicate alle obbligazioni, alla proprietà ecc. si inizia così a concepire, nel corpo stesso del codice in fieri, un libro autonomo sull’impresa e sul “lavoro”,. Fu quella di incorporare nel nuovo Codice civile un libro autonomo sull’impresa e sul “lavoro”, ma solo per ragioni di maggiore chiarezza tecnica e coerenza logica. Fu quella di accelerare ad ogni costo i tempi di approvazione di un nuovo codice civile. Fu quella di non porre l’acceleratore ad un nuovo codice, dato che i precetti della Carta del Lavoro del 1926 (corporativismo, assenza di conflitti di classe tra capitale e lavoro) erano sufficienti a fondare l’ideologia sociale fascista.

Il nuovo Codice civile del 1942 ha come caratteristica: il rifiuto del divorzio e l’accoglimento, accanto al matrimonio civile, di quello ‘concordatario’ (=celebrato in chiesa e con effetti civili). Inoltre, la non-parificazione tra figli legittimi e naturali in sede successoria;. La famiglia basata sulla completa parità tra i coniugi, di cui il divorzio è logico corollario,. L’accoglimento, dopo tanti decenni, dell’istituto del divorzio, logico corollario dell’abolizione dell’autorizzazione maritale nel 1919. L’accoglimento, dopo tanti decenni, dell’istituto del divorzio, logico corollario dell’abolizione dell’autorizzazione maritale nel 1919, nonché di quello della completa parificazione tra figli legittimi e naturali in sede successoria.

Il nuovo Codice civile del 1942 ha come primo dato: La creazione di una vera propria parte generale, “alla tedesca”. La creazione di una prima parte, di carattere generale, incentrata sulle fonti del diritto derivate all’ordinamento corporativo fascista. La creazione di una teoria innovativa, di carattere generale, sul contratto come mutuo accordo tra parti a carattere economico. La rinuncia a redigere una vera e propria “parte generale” sulla falsariga del BGB tedesco del 1900. Questo perché si ritenne più opportuno attenersi allo schema asciuttodel codice Pisanelli.

Il nuovo Codice civile del 1942 ha come caratteristica: Lo ‘scardinamento’ della tradizionale centralità “borghese” della proprietà, la cui disciplina si rinviene ora in un solo libro su sei (e gli altri libri hanno il nome degli istituti disciplinativi: successioni, contratti, obbligazioni ecc.). La centralità degli istituti della proprietà e del “lavoro”,. Il mantenimento della centralità dell’istituto della proprietà,. La cancellazione di gran parte della tradizionale normativa dedicata alla proprietà, tipica dei codici “borghesi”.

L’articolato del Codice civile del 1942, in 2969 articoli: Si presenta involuto, con articoli lunghi e redatti in linguaggio tecnico. Linguisticamente, è una “ricopiatura” del Codice civile del 1865, il quale a sua volta fu influenzato dal code civil francese. Diede importanza alla scorrevolezza del testo, tanto che un noto letterato come Ugo Ojetti fu chiamato a revisionarlo. Mutua il suo linguaggio dallo stile della giurisprudenza civile e commerciale.

Ora, entrando nel XIX secolo, cioè nell’età dei codici, il fatto nuovo del diritto commerciale fu. Che il diritto commerciale divenne un diritto “speciale” rispetto al diritto civile comune. Che il diritto commerciale divenne un diritto privato non più esclusivo per determinati ceti (i mercanti), ma foriero di libertà di iniziativa economica in campo commerciale/marittimo per tutti, dato che ideologicamente le codificazioni e le nuove leggi si volevano portatrici di diritti per tutti i cittadini. Che norme del diritto civile comune, es. in tema di contratti, “penetrarono” nella normativa commerciale, dato che ideologicamente le codificazioni e le nuove leggi si volevano portatrici di diritti per tutti i cittadini. Che esso divenne l’oggetto di una normativa molto più puntuale, dettagliata e specifica, nonché cogente.

L’introduzione del code de commerce francese del 1807 in tutte le parti dell’Impero francese fu un trauma per le borghesie commerciali e finanziarie?. Si, anche se le classi mercantili (storicamente riottose di fronte a regolamentazioni statali) poterono ricavarsi uno spazio proprio agendo, giuridicamente, tra le lacune della legge codicistica commerciale francese. No, poiché era un testo funzionale agli interessi della borghesia; le sue norme spesso rinviavano ad usi e consuetudini commerciali locali, e, come il code civil regolava la circolazione della proprietà immobiliare, quello di commercio faceva altrettanto per la ricchezza mobiliare e delle merci. Assolutamente sì, poiché significava perdere la propria autonomia normativa a favore di un codice statale dettagliato. Assolutamente sì, poiché il code de commerce era funzionale agli interessi della sola Francia, che oltretutto negli anni dell’impero napoleonico (1804-1814) aveva imposto il dannoso blocco alle merci provenienti dall’Inghilterra.

Il progressivo intervento statale in materia commerciale, che avvenne storicamente con norme ben precise,. Diede alle corporazioni di mercanti maggior forza contrattuale, in quanto protette dal potere politico. Favorì l’osmosi all’interno del ceto dei mercanti, agevolandone lo svecchiamento e il ricambio generazionale. Statualizzò il controllo sul diritto mercantile, che per secoli era stato gestito in proprio dal ceto dei mercanti (così come il ceto dei giuristi gestiva lo ius commune). Ridusse e semplificò enormemente il diritto commerciale.

Cos’era il Consolato del Mare?. Una branca tradizionale dello ius commune, vertente sul diritto marittimo. Una normativa di tipo marittimo e portuale delle repubbliche marinare italiane (Amalfi, Pisa, Genova, Venezia) del basso Medioevo, poi redatta per iscritto. Norme derivanti dagli statuti marittimi delle diverse regioni del Mediterraneo, che confluirono in una sola raccolta, edita nel XV secolo e che fu per secoli la fonte scritta di un comune diritto commerciale marittimo. Una normativa sovrana del regno di Spagna che disciplinava i porti del Mediterraneo.

Nato nel secolo XII (e cresciuto nei secoli successivi) dapprima in città italiane, poi in varie regioni della Catalogna, della Francia, ecc., la paternità del diritto commerciale. Deriva essenzialmente da categorie sociali ben specifiche, le quali per prime intrapresero un’attività finanziaria e monetaria che era l’indispensabile supporto a quella mercantile (es. comunità ebraiche). È da ascrivere alla borghesia commerciale e finanziaria, che non ebbe la necessità di una intermediazione da parte del potere politico, né di leggi speciali da questo emanate. Deriva dalla parte più intraprendente del ceto nobiliare di varie regioni d’Europa, che chiese al potere politico una legislazione speciale in materia. È da ascrivere alla borghesia fondiaria e possidente, non nobile.

Il diritto commerciale, come categoria autonoma, si fa normalmente risalire allo ius mercatorum dell’età del diritto comune. Che era. una secolare tradizione di consuetudini consacrate in forma scritta per i mercanti e dai mercanti stessi negli statuti mercantili. Un insieme di editti e decreti sovrani in materia commerciale. Una compilazione autonoma, scritta, separata dal diritto comune. Una branca del diritto comune stesso.

Il code de commerce francese del 1807. Si divideva in cinque libri: commercio in genere, commercio marittimo, fallimento/bancarotta, cambiale/assegno bancario, e giurisdizione di commercio. Si divideva in due libri, che includevano il primo le varie forme di commercio (e società commerciali) e il secondo la giurisdizione commerciale. Si divideva in quattro libri dedicati al commercio in genere, al commercio marittimo, al fallimento/bancarotta e alla giurisdizione di commercio. Si divideva in tre libri, quelli tradizionali del diritto civile di stampo romanistico.

Il regime giuridico del commerciante (tenuta scritture contabili ecc.). Non era disciplinato dal code de commerce del 1807, in quanto ricadeva nell’ambito del diritto civile comune, oggetto del code civil (come riflesso della più generale libertà di iniziativa privata). Era disciplinato prioritariamente nel Codice penale del 1810, in quanto rilevante ai fini di reati quale la frode commerciale, la truffa ecc. Non era oggetto di disciplina particolare, in quanto la codicistica rinviava ad usi e consuetudini in materia. Era disciplinato nel code de commerce del 1807.

Il code de commerce francese del 1807. Identificava la natura del commerciante (colui che teneva scrittura contabili ecc.) e su questa base si applicava al “commerciante” soggettivamente considerato. Era suscettibile di applicazione anche ai non commercianti per atti non commerciali. Faceva rinvio ad usi e consuetudini commerciali riferibili ai soli commercianti e quindi, pur essendo un codice, circoscriveva alla sola categoria dei commercianti la propria applicazione,. Non delimitava il suo raggio di applicazione in modo soggettivo (cioè circoscritto ai mercanti), ma oggettivo, cioè agli atti di commercio. In altre parole, ricadevano nella disciplina del code de commerce tutti gli atti di commercio, oggettivamente considerati e da chiunque compiuti.

Grazie al code civil del 1804 e al code de commerce del 1807, due testi normativi separati, ma per loro natura aventi carattere generale, la disciplina del diritto privato, intesa in senso lato,. Rimase circoscritta a categorie di persone ben definite (proprietari e/o commercianti) e solo ad essi. Trovava particolare applicazione nei riguardi dei soggetti contrattualmente più deboli, tutelati maggiormente. Non venne duplicata ma rimase unitaria. Veniva duplicata a seconda dell’oggetto degli atti giuridici e non più secondo la qualifica del soggetto autore di essi.

L’Italia, per i codici di commercio preunitari,. Avrà una storia preunitaria sia di accoglimento di normative commerciali nei codici civili (come a Napoli o a Parma, 1820) che di creazione di codici commerciali separati. Avrà una storia preunitaria caratterizzata sempre dall’emanazione di codici civili e commerciali unici (come a Napoli o a Parma nel 1820). Avrà una storia preunitaria caratterizzata dal ritorno alla antiche consuetudini dello “ius mercatorum” extra codicem. Avrà una storia preunitaria caratterizzata sempre dall’emanazione autonoma di codici commerciali separati (come quello piemontese del 1842),.

Il regno Lombardo-Veneto, per i codici di commercio. Vedrà sempre la vigenza del codice austriaco del 1811, codice unico civile-commerciale. Conserverà per molto tempo ancora il code de commerce francese, pur dopo il ritorno degli austriaci (1814). Vedrà la sopravvivenza di consuetudini commerciali extra codicem, di vecchia tradizione. Vedrà la vigenza del codice unico austriaco del 1811. Poi, nel 1863, nel solo Veneto rimasto austriaco fu introdotto il “codice di commercio della confederazione germanica” del 1861. Codice che resterà poi nel Veneto divenuto italiano fino all’emanazione del codice di commercio italiano del 1882.

I primi esempi celebri di statualizzazione del diritto commerciale furono. Le Ordonnances di commercio e della marina francesi, ad opera di Colbert. Il codice della Repubblica di Venezia (Codice per la veneta mercantile marina, 1786). I codici settecenteschi del Regno di Napoli (codice marittimo, 1781). La normativa commerciale della Repubblica di Genova.

I mercanti medievali e di età moderna. Autoregolamentavano la loro attività non solo attraverso una propria normazione, ma attraverso propri organi e propri tribunali speciali, costituendo ordinamenti giuridici particolari. Agivano essenzialmente in modo individuale, per limitare al massimo pericoli di concorrenza sleale e di frode. Agivano in modo individuale, ma tessevano una serie di norme ed accordi amichevoli comuni. Agivano collettivamente e corporativamente, ma si rimettevano ai poteri politici locali (es. Venezia) per la regolamentazione delle loro attività.

Il nuovo codice di commercio dell’Italia unita,. Assoggettava a severi controlli amministrativi gli amministratori delle società commerciali. Assoggettava al semplice assenso del tribunale la creazione delle società commerciali. In virtù del principio di libertà, non poneva particolari oneri in capo agli amministratori delle società commerciali. Rendeva responsabile civilmente il solo amministratore delegato di una società.

Ben presto, nell’Italia unita, ci si rese conto della insufficienza e lacunosità del vecchio codice di commercio sabaudo del 30 dicembre 1842, modellato sul code de commerce francese del 1808 ed esteso a tutta la penisola con R.D. 25 giugno 1865: In materia societaria. In materia cambiaria e di disciplina dei titoli di credito. In materia di commercio marittimo. In materia di contratti commerciali.

Già nel 1872 fu pubblicato un progetto preliminare di nuovo codice di commercio italiano, frutto dell’assiduo lavoro triennale di una commissione governativa insediatasi nel 1869. Tale progetto preliminare (da cui scaturirà in seguito un nuovo codice) fu innanzitutto. Presentato alle camere per discussione. Presentato in via preventiva al re, per parere. Presentato al governo per il via libera al parlamento. Sottoposto al parere del mondo del diritto: corti di cassazione e di appello, ordini forensi, facoltà giuridiche, camere di commercio.

Il nuovo codice di commercio del regno d’Italia fu. Approvato dal parlamento nel 1880, entrato in vigore il 1° gennaio 1881. Approvato dal parlamento nel 1881, entrato in vigore il 1° gennaio 1882. Approvato dal parlamento nel 1882, entrato in vigore il 1° gennaio 1883. Approvato dal parlamento nel 1878, entrato in vigore il 1° gennaio 1880.

Il nuovo codice di commercio dell’Italia unita, negli anni Ottanta dell’Ottocento, era ispirato tra l’altro al principio di libertà in quanto: Proclamava il principio di libertà assoluta dell’individuo-imprenditore riguardo allo Stato. Consentiva la più piena libertà individuale in economia. Vi si ritrovano organismi societari imperniati sull’autonomia dei privati e senza controlli amministrativi. Consentiva la creazione di società commerciali senza capitali iniziali.

Il nuovo codice di commercio dell’Italia unita, negli anni Ottanta dell’Ottocento, faceva emergere anche elementi singolari, oltre al principio di libertà commerciale. Uno di questi era. La scorrevolezza linguistica. La volontà di garantire, anche con severi precetti, il principio della certezza del diritto nel commercio. La concisione dell’articolato. Il carattere particolarmente dettagliato e precettivo delle sue norme, inteso in senso protettivo dei traffici.

Il codice di commercio italiano del 1882, tra l’altro. Prescriveva la presenza fisica dei contraenti per l’accettazione contrattuale, per ragioni di garanzia. Dava forma alla pubblicità delle società commerciali mediante l’apposito Bollettino delle società per azioni. Prescriveva la presenza fisica dei contraenti per l’accettazione contrattuale, per ragioni di garanzia. La pubblicità delle società commerciali avveniva mediante apposito decreto prefettizio. Consentiva forza probante all’accettazione contrattuale per telegramma. Dava forma alla pubblicità delle società commerciali mediante l’apposito Bollettino delle società per azioni,. Consentiva l’accettazione dei contraenti, se del caso, mediante mandato/delega di persone di fiducia. La pubblicità delle società commerciali avveniva mediante apposita affissione all’albo della camera di commercio.

Nel nuovo codice di commercio dell’Italia unita, in realtà. L’avvio della procedura fallimentare era poi sottoposto a controllo dell’autorità giudiziaria, con sanzioni penali per atteggiamenti dolosi o criminosi. L’istituto del fallimento era oggetto di una normativa generale, e non di dettaglio, demandandosene la gestione concreta ai curatori. L’istituto del fallimento implicava, - vi era una norma specifica – la successiva interdizione del fallito da ogni attività commerciale per un quinquennio. L’avvio della procedura fallimentare non era controllato dall’autorità giudiziaria, contrariamente al code de commerce francese del 1807.

Il codice di commercio italiano del 1882. era un codice completo: nessun istituto del diritto commerciale (cambiale assicurazione navigazione fallimento) era privo di disciplina. era un codice che per sua natura non aveva pretesa assoluta di completezza, demandandosi la disciplina di dettaglio di taluni istituti (contratti commerciali e stipulazione)agli ‘usi commerciali’. era un codice che riprendeva da vicino l’articolato del codice di commercio sabaudo del 1842, con tutti gli istituti in esso previsti. era un codice che riprendeva da vicino l’articolato del code de commerce francese del 1807.

L’Italia unificata dal 1861 visse i suoi primi anni sotto l’impero del vecchio codice di commercio sabaudo del 30 dicembre 1842, modellato sul code de commerce francese del 1808 ed esteso a tutta la penisola con R.D. 25 giugno 1865 n. 2364 a far data dal 1° gennaio 1866. Questo codice rimarrà in vigore sino al secondo dopoguerra. Questo codice rimarrà in vigore sino al 1882. Questo codice verrà pesantemente emendato nei primi anni Venti (legge cambiaria, assegno). Questo codice rimarrà in vigore sino al 1942.

Il giurista Cesare Vivante, nella sua prolusione universitaria a Bologna del 1888. Considerò esaustiva l’elencazione delle fonti del diritto commerciale fatta dal codice di commercio. Vide favorevolmente l’applicazione degli ‘usi commerciali’, derivati dalle consuetudini locali. Criticò l’applicazione degli ‘usi commerciali’ anche nei contratti in cui una sola delle parti fosse un commerciante. Non considerò un rischio contrattuale il fatto che gli ‘usi commerciali’ si applicassero a non commercianti.

Per il giurista Cesare Vivante,. Il codice di commercio italiano consentiva un ricorso sussidiario alla normativa civilistica generale perché determinava ‘soggettivamente’ un atto come commerciale. Il codice di commercio italiano tutelava eccessivamente le esigenze dei non commercianti, a scapito della libertà di commercio. Il codice di commercio italiano costituiva una sorta di buon compromesso tra le esigenze dei commercianti e quelle di coloro che, non commercianti, con essi venissero in contatto. Il codice di commercio italiano favoriva eccessivamente il commerciante, per via della determinazione obbiettiva di un atto come commerciale.

Il giurista Cesare Vivante considerava, circa il codice di commercio italiano, che. Non si dovesse, per ragioni di tutela, introdurre una presunzione di commercialità’ per atti nei quali una sola delle parti avesse lo status di commerciante. Il fatto di introdurre una presunzione di commercialità’ per atti nei quali una sola delle parti avesse lo status di commerciante fosse una conseguenza normale dell’attività commerciale. Comunque, l’estensione della ‘presunzione di commercialità’ nel codice avesse portata limitata ad atti specifici e dunque poco invasiva quali una sola delle parti avesse lo status di commerciante. Occorresse introdurre anche nel codice italiano, come in quello tedesco del 1861, una ‘presunzione di commercialità’ per atti nei quali una sola delle parti avesse lo status di commerciante.

Il giurista Cesare Vivante, circa il codice di commercio italiano,. Sostenne per tutta la sua vita una netta separazione tra Codice civile e codice commerciale. Non aveva timori circa una commercializzazione del diritto privato”, dato che i codici erano separati. Sosteneva che andasse ‘civilizzato il diritto commerciale’, per ragioni di tutela del consumatore. Temeva la “commercializzazione del diritto privato”, vista l’invasività delle norme commerciali.

Nel XIX e XX secolo, per varare un nuovo codice (civile ma anche di commercio) si ricorse in Italia, per celerità, all’istituto. Della discussione in commissione parlamentare redigente. Della discussione e approvazione a camere riunite. Della legge-delega al governo. Del decreto-legge governativo.

Il giurista francese Albert Wahl si espresse dettagliatamente circa il codice di commercio italiano del 1882: Lo definiva “il più interessante”, degno di essere mutuato oltralpe per la sua innovatività: e segnatamente per aver demandato la materia commerciale ai tribunali civili veri propri. Lo considerò una imitazione, in meglio, del code de commerce francese, di cui biasimava talune scelte seguite anche in Italia (= giurisdizione affidata a dei professionali non togati). Fece una disamina comparata dei vari codici di commercio esistenti (francese, tedesco, austriaco, svizzero ecc.) e considerò che quello italiano era di fattura normativa inferiore a quello tedesco. Lo considerò incompleto, perché ispirato da una normativa troppo generica e priva della disciplina specifica degli ‘atti di commercio’.

Il diritto criminale dell’età moderna si caratterizzava per l’estrema crudeltà. Tortura giudiziaria, pene corporali, pena di morte e quant’altro. La “Constitutio criminalis carolina’, varata dall’imperatore Carlo V d’Asburgo alla dieta di Ratisbona nel 1532 con efficacia territoriale per tutti i sudditi dell'Impero. Andava in controtendenza, riducendo i casi di pena di morte. Andava in controtendenza rispetto alla ben più dura e crudele procedura penale dei tribunali ecclesiastici. Non lesinava supplizi crudeli (dalla tortura al marchio, dalla berlina ai ceppi) che peraltro erano già in uso da tempo, pressoché dappertutto, nella procedura penale dei tribunali laici ed ecclesiastici. Cercò di contemperare pene severe (morte, tortura…) con altre che servissero a rieducare il condannato (es. detenzione a tempo e non perpetua).

La tortura giudiziaria, in uso largamente in età moderna nelle procedure criminali,. Fu introdotta proprio dalla Constitutio Criminalis Carolina del 1532. Fu introdotta nei tribunali penali del regno di Spagna già ai tempi di Ferdinando e Isabella (1469-1492). Esisteva già sin dai tempi del processo penale in età romana. Fu prioritariamente introdotta nella procedura dinanzi ai tribunali ecclesiastici – si pensi all’Inquisizione – come strumento atto a condurre alla confessione, e pertanto in qualche modo al pentimento, dell’accusato).

Nella Francia del XVII secolo, il Ravaillac, assassino di re Enrico IV, nel 1610. Fu rinchiuso per il resto dei suoi giorni nelle celle buie della “Conciergerie” parigina, ove poi morì. Fu squartato vivo e il suo corpo tagliato a pezzi e disperso. Fu condannato alla decapitazione. Fu graziato per volontà del suo successore, il giovane re Luigi XIII.

Nel XVIII secolo nasce la speranza di un nuovo diritto penale, più umano. Senza tortura, e mettendo in discussione la pena di morte. Grazie a. Voltaire e il suo rivoluzionario “Prix de la justice et de l’humanité”, pubblicato a Ginevra nel 1778. J.J. Rousseau con il suo “Contratto sociale” del 1762 (lo Stato, cui l’uomo ha ceduto parte della sua libertà, non può togliergli la vita). C. Beccaria, con “Dei delitti e delle pene”, 1764. Montesquieu, con l’ «Esprit des Lois» del 1748.

Per Beccaria, in particolare, la pena doveva essere. Severa, servire da vero deterrente. Ma temporanea. Legale, proporzionata, umana. Giustificata legalmente e non arbitraria. Tendere unicamente alla rieducazione del colpevole per reinserirlo in società.

Giuseppe II d’Austria si accinse ad una riforma penale che razionalizzasse la Constitutio Criminalis Theresiana del 1769 (che a sua volta derivava e aveva parzialmente rimpiazzato la ‘Carolina’ del 1532). La riforma si sostanziò essenzialmente nell’abolire la pena di morte dalla “Theresiana”. Emanò un nuovo Codice penale valido per tutto l’impero d’Austria, denso di contenuti innovativi. L’opera riformatrice non riuscì e si interruppe. Fu adottato un nuovo codice, ma solo parzialmente (non abrogò se non in parte la “Theresiana”.

La pena di morte nel Codice penale giuseppino del 1787. è ancora prevista per molteplici reati (39 fattispecie). È irrogata solo per il reato di alto tradimento di ministri e alti gradi militari. rimane, ma per il solo reato di sedizione contro lo Stato. Viene abolita totalmente.

L’autore del codice giuseppino del 1787 fu. Lo stesso Beccaria, milanese e quindi suddito dell’impero d’Austria. Anselm Feuerbach. Il penalista tedesco J. Mittermayer. Joseph von Sonnenfels.

I lati positivi del codice giuseppino del 1787: Divieto di analogia in sede penale e trasparenza e pubblicità dei giudizi, obbligo del difensore in ogni grado di giudizio. Tassatività tipicità e determinatezza delle fattispecie di reato e delle corrispondenti sanzioni, divieto di analogia, divieto di etero-integrare il testo con norme esterne (spesso vetuste). Nessun reato punito più arbitrariamente, vale a dire senza processo e senza intervento del magistrato. Abolizione della pena di morte e della tortura giudiziaria, pene detentive più brevi.

I lati negativi del codice giuseppino del 1787. Incatenamento durante tutto il periodo di detenzione, in celle anguste e senza giaciglio (specie per i colpevoli di furto). Tortura giudiziaria praticata ancora troppo diffusamente. L’incatenazione, la detenzione per cento anni, le pene infamanti contro persone già morte o assenti e la confisca dei beni. Reati più gravi sono puniti con pena di morte per squartamento.

Il codice successivo a quello giuseppino, cioè il codice di Francesco I del 1803/1852. Fu applicato senza eccezioni nei riguardi di tutti, delinquenti comuni o politici. Fu applicato con durezza ai patrioti ungheresi nel 1849. Sarà ben conosciuto dai patrioti italiani, da Silvio Pellico in poi!. Sarà ben noto ai sovvertitori dell’ordine politico nell’Impero negli anni 1848-49!.

Nel 1775, il grande penalista austriaco Joseph von Sonnenfels: Tradusse in tedesco la celeberrima opera di Beccaria “Dei delitti e delle pene”. Intercesse personalmente presso l’imperatrice Maria Teresa per la grazia ad alcuni detenuti politici, condannati alla pena di morte. Pronunciò una pubblica prolusione contro la pena di morte all’università di Vienna. Pubblicò a Zurigo la sua opera “Sull’abolizione della tortura”.

Il codice austriaco del 1803/1852, anch’esso opera del Sonnenfels. Accoglieva la tripartizione dei reati in crimini, delitti e contravvenzioni. Era esplicitamente permessa la etero integrazione della normativa codicistica d) Accoglieva la tripartizione dei reati in crimini, delitti e contravvenzioni. Era esplicitamente permessa la etero integrazione della normativa codicistica. Accoglieva non la tripartizione, ma la semplice bipartizione dei reati in delitti e contravvenzioni (con relativa disciplina processuale). Accoglieva la bipartizione dei reati in crimini, delitti e contravvenzioni. La procedura era contenuta nello stesso codice). Accoglieva la tripartizione dei reati in crimini, delitti e contravvenzioni. La procedura era oggetto di un codice separato.

Il Codice penale del 1803/1852 di Sonnenfels era incentrato su innovazioni che dimostravano la sua buona volontà: Essenzialmente questo fatto: la semplice colposità non era più oggetto di severe pene, ma era invece riservata alle semplici contravvenzioni. Gli elementi di cui al punto (b) ed una Generale diminuzione ed addolcimento delle pene. Essenzialmente, principio di legalità (nullum crimen, nulla poena sine lege); divieto di ogni arbitrio del magistrato nelle pene;. Principio di legalità (nullum crimen, nulla poena sine lege); divieto di ogni arbitrio del magistrato nelle pene; graduazione della pena edittale tra un minimo ed un massimo;proporzionalità, personalità e pubblicità della pena; circostanze aggravanti ed attenuanti; elemento soggettivo nel reato, con sanzioni graduate in conseguenza.

Il Codice penale del 1803/1852 di Sonnenfels. Conteneva una tipologia sanzionatoria niente affatto moderna per la sua crudeltà e pesantezza. La penalistica non misurava il proprio ‘liberalismo’ in base alla mitezza delle pene. Non menzionava più la berlina, i colpi di verga o di bastone (accessori alla detenzione). Non conteneva (era una innovazione assoluta) il lavoro forzato per i detenuti di lunga durata. Moltiplicava i casi di pena di morte, per decapitazione.

La parte processuale del codice del 1803/1852,. Ispirava la procedura istruttoria alla parità delle parti in causa (con diritto immediato alla difesa e visione delle prove a carico), ma non prevedeva una successiva fase dibattimentale. Prevedeva processo inquisitorio, segretezza, prove legali precostituite niente libero convincimento del giudice, niente dibattimenti, scarsissima difesa dell’imputato. Prevedeva processo accusatorio, giurie, dibattimento. Prevedeva segretezza istruttoria, prove legali ma possibilità di dibattimento.

Anselm Feuerbach (1775-1833), alto magistrato bavarese e tra i redattori del Codice penale del regno di Baviera del 1813. Nel suo libro “Il vigente diritto penale tedesco” del 1801, Feuerbach sostenne che. Il giudice non poteva essere unicamente vincolato alla norma vigente, sotto pena di ridurne l’essenziale funzione giudicante. Erano l’assenza di arbitrio delle autorità e l’eguaglianza dinanzi alla legge penale a fungere da deterrente. Era l’esecuzione indefettibile della pena a fungere da deterrente. Non era solo l’esecuzione della pena, ma addirittura la minaccia a fungere da deterrente.

Nella procedura penale europea, soprattutto di antico regime (e di fatto, spesso, sino alla metà del XIX secolo: tranne in Francia a seguito della Rivoluzione). Si assisté ad una marcata distinzione di funzioni tra giudice e pubblico ministero. E si introdussero pubblicità e l’oralità dei processi (dibattimenti). Assenza della fase dibattimentale: il processo, segreto, si concludeva con un’istruttoria in cui era garantita la difesa dell’imputato. Doppio ruolo giudicante e inquisitorio del magistrato, ma temperato da una giuria;. Il giudice avrebbe conservato il suo doppio ruolo giudicante e inquisitorio; mancavano le giurie, come la pubblicità e l’oralità dei processi (dibattimenti).

Il Codice penale prussiano del 1826, poi riformato nel 1851. Avrebbe profondamente influenzato la codicistica penale italiana. Avrebbe costituito la base del coevo Codice penale austriaco. SI componeva di un insieme di norme tratte da molti altri codici penali degli Stati tedeschi c) SI componeva di un insieme di norme tratte da molti altri codici penali degli Stati tedeschi. Avrebbe costituito la base Codice penale tedesco del 1871.

Un fatto storico di grande importanza come la ‘rivoluzione’ del 1848 avrebbe finalmente reso possibile. L’abolizione generalizzata della tortura e della pena di morte. L’eliminazione delle pene accessorie alla detenzione (vergate, ceppi ecc.). L’abolizione generalizzata della tortura. L’introduzione delle giurie, dei dibattimenti pubblici e dell’oralità, nonché l’eliminazione di pene feroci come le vergate, i ferri a mani e piedi ecc.

Il fratello dell’imperatore Giuseppe II, Leopoldo, che gli sarebbe succeduto nel 1790, era in quegli anni granduca di una Toscana in cui. La costituzione “Leopoldina” del 1786 aveva abolito la pena di morte. La costituzione “Leopoldina” del 1786 aveva ridotto i casi di tortura giudiziaria. La costituzione “Leopoldina” del 1786 aveva introdotto notevoli mitigazioni di pena per la maggioranza dei reati, anche più gravi. La costituzione “Leopoldina” del 1786 aveva reintrodotto la pena di morte.

Il Codice penale del 1810 (entrato in vigore il 1° gennaio 1811), e quello di procedura penale del 1808. Irrogavano diffusamente la pena di morte, ma contenevano pene temporanee (non perpetue) e prescrivevano pene fisse. Mantenimento dei giurati e pubblicità istruttoria.Dibattimento orale e pubblico. Restringevano a pochi casi la pena di morte, contenevano pene temporanee e prescrivevano pene fisse. Mantengono i giurati e prescrivono pubblicità istruttoria.Dibattimento orale e pubblico. Irrogava generosamente la pena di morte e reintroduceva pene corporali prima bandite (marchio a fuoco, il taglio della mano destra). Ergastolo. Minimo ed un massimo di pena edittali, Segretezza istruttoria, ma pubblicità dei dibattimenti e giurati (solo di giudizio). Vi era l’ergastolo (abbinato ai lavori forzati a vita). In compenso, veniva introdotto un minimo ed un massimo di pena edittali. Ma la pena di morte vi era ridotta a poche fattispecie. Pubblicità dei giudizi. Scompaiono i giurati.

Napoleone varerà il Codice penale del 1810 (entrato in vigore il 1° gennaio 1811). Un codice ispirato. A intenti repressivi. A mitezza. Alla discrezionalità del giudice. Alla rieducazione del reo.

Il Codice penale francese del 1791. Bipartizione dei reati, pene fisse, temporanee e con concessione di attenuanti, pena di morte ridotta a reati gravi. Tripartizione dei reati (crimini, delitti, contravvenzioni), pene fisse, di applicazione automatica da parte del giudice, temporanee (massimo 25 anni). Pene pesanti, e morte prevista in 25 casi. Bipartizione dei reati, pene variabili tra minimo e massimo, pena di morte solo per reati gravi. Tripartizione dei reati (crimini, delitti, contravvenzioni), le pene variabili tra minimo e massimo, uguali per tutti, temporanee, di applicazione discrezionale da parte del giudice, pena di morte ridotta a reati gravi.

La legge francese del 16 settembre 1791. Prescriveva ai giurati regole generali cui attenersi, ma permetteva il libero convincimento del giudice nell’emanare il verdetto. Riaffermava, come foriero di maggiore tutela individuale, il sistema del verdetto sulla base di prove legali. Prescriveva unicamente regole e criteri generali cui attenersi per valutare le prove processuali. Permetteva il libero convincimento del giudice e dei giurati senza vincolarli a emettere il verdetto sulla base di prove legali.

L’istituzione di un “réferé législatif” in Francia nel dicembre 1790. Permetteva al legislatore francese di intervenire direttamente in caso di dubbi o lacune legislative. Vietava in modo tassativo al magistrato l’applicazione di una norma dubbia o bisognosa di interpretazione. Permetteva a qualsiasi tribunale di rivolgersi al legislatore in caso di dubbi o lacune. Permetteva al tribunale di cassazione di rivolgersi al legislatore affinché interpretasse il diritto dubbio o lacunoso.

La rivoluzionaria legge di riforma giudiziaria francese del 16-24 agosto 1790. Cambia radicalmente l’assetto della giustizia, introducendo un “Tribunal de cassation” al vertice della piramide e i tribunali di appello, sovraordinati gerarchicamente a quello di primo grado. Cambia radicalmente l’assetto della giustizia, introducendo il “giudice di pace” e, tra l’altro, anche le giurie popolari di accusa e di giudizio, mutuate dai modelli olandese ed inglese. Cambia radicalmente l’assetto della giustizia, introducendo il “giudice di pace”. Cambia radicalmente l’assetto della giustizia, introducendo un “Tribunal de cassation” al vertice della piramide, con facoltà di cassare gli errori di diritto.

La Declaration des Droits de l’Homme et du citoyen, dell’89,. Contiene 11 articoli su 17 dedicati alla giustizia penale e va incontro ai voti di una maggiore umanità, contro arbitrii e privilegi. Consacra solo gli articoli iniziali al tema penale, tra cui l’habeas corpus. È interamente dedicata, e ruota intorno alla tematica penale, come garanzia essenziale per l’individuo. Tace in materia penale.

In particolare, Muyart de Vouglans (1713-1791), avvocato al parlamento di Parigi dal 1764, sosteneva rispetto all’opera di Beccaria che. La pena di morte era nociva perché privava il reo della doverosa rieducazione sociale. La pena di morte era nociva perché privava il reo della doverosa rieducazione sociale. La pena di morte era la giusta “vendetta dello Stato”: il semplice ergastolo (come vorrebbe Beccaria) priva le parti lese della giusta riparazione, ostacola il ripetersi del crimine e non punisce il reo. La pena di morte era tollerabile in una legge penale, ma solo se applicata a crimini capitali, di estrema gravità (rivolta contro i poteri dello Stato, alto tradimento, attentato alla persona del re).

Muyart de Vouglans (1713-1791), avvocato al parlamento di Parigi dal 1764, aveva tentato, nel 1766. Di diffondere maggiormente in Francia l’opera di Beccaria, fino ad allora poco conosciuta. Di analizzare i pro e i contro dell’opera di Beccaria in chiave obbiettiva. Era favorevole all’abolizione della tortura, ma non a quella della pena di morte. La traduzione in francese dell’opera di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”. Una confutazione globale delle tesi di Beccaria, in un suo opuscolo del 1766.

Il codice “dei delitti e delle pene” francese, del 1795, era un codice soprattutto di procedura,. Dovuto all’opera di Antoine Merlin de Thionville (1762-1833), apre alla pubblicità istruttoria e a quella del dibattimento. Dovuto all’opera di Antoine Merlin de Thionville (1762-1833, apre alla pubblicità istruttoria ma prevede adozione separata del verdetto senza dibattimento. Dovuto all’opera di Philippe-Antoine Merlin de Douai (1754-1838), prevede istruttoria sommaria e breve e oralità e pubblicità dei giudizi nel dibattimento. Dovuto all’opera di Philippe-Antoine Merlin de Douai (1754-1838), non abbandona del tutto il modello della segretezza istruttoria. Attua il principio dell’oralità e pubblicità dei giudizi nel dibattimento.

La Francia di antico regime aveva. Una legislazione frammentaria per via di parlamenti regionali che agivano sulla base dei principi romanistici e con arbitrio equitativo. La procedura invece si basava sull'Ordonnance criminelle del 1670 di Luigi XIV. Una codificazione penale e di procedura penale ancora non organicamente strutturate e codificate, ma frammentarie e diversificate a seconda delle regioni e della giurisprudenza locale. Una legislazione penale già codificata grazie all'Ordonnance criminelle del 1670 di Luigi XIV, ma una procedura penale ancora disomogenea Una codificazione sia penale che di procedura penale già compiute ed omogenee, grazie all'Ordonnance criminelle del 1670 di Luigi XIV.

Prima dell’unità d’Italia, la Toscana si decise alla fine ad adottare un Codice penale: lo fece. Nel 1852, con Leopoldo II, e fu un codice severo, contrariamente alla tradizione toscana. Nel 1852, con Leopoldo II, e fu un codice molto mite per le pene detentiva, ma con mantenimento della pena di morte. Nel 1852, con Leopoldo II. Fu un codice severo derivato da quello austriaco del 1803/1851. Nel 1853, con Leopoldo II, e fu un codice molto mite, che presto avrebbe espunto la pena di morte.

Per la scuola classica del diritto penale (secolo XIX: Francesco Carrara, Giovanni Carmignani ecc.),. La pena è il riflesso delle condizioni sociali in cui versa l’imputato; spesso l’indigenza determina comportamenti criminosi e va comunque commisurata alla gravità del reato. La pena è il riflesso della libera scelta di delinquere, compiuta dall’individuo, capace di optare tra “bene” e “male”, delinque. Essa è individuale e proporzionata al reato. La pena ha e deve avere una funzione essenzialmente rieducativa del reo. Va quindi commisurata alla necessità del suo reinserimento nella società. La pena ha e deve avere una funzione di deterrenza e di “esempio” sociale: pertanto, non vede necessariamente commisurarsi alla gravità del singolo reato.

Il primo vero Codice penale dell’Italia unità. Sarà opera di Giuseppe Zanardelli ed entrerà in vigore nel 1890. Sarà opera di Pasquale Stanislao Mancini ed entrerà in vigore nel 1876. Sarà opera di Giuseppe Zanardelli ed entrerà in vigore nel 1882. Sarà opera di Pasquale Stanislao Mancini ed entrerà in vigore nel 1882.

La battaglia per l’abolizione della pena di morte in Italia, dopo l’unità. Attirò grandemente l’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa, ma molto meno quella dei giuristi. Non attirò in nessun modo l’attenzione del pubblico dei giuristi. Non fece registrare momenti di grande rilievo. Attirò l’attenzione grazie ai penalisti raccolti intorno alla nota “rivista penale”, fondata nel 1874 da Luigi Lucchini e destinata ad un’ampia notorietà.

Dal punto di vista della procedura penale, al momento dell’unità d’Italia (1861). La grave situazione dell’ordine pubblico in talune aree del paese non ne permise l’applicazione, cui fu preferita una legislazione d’urgenza ad hoc che prevedeva giudizi sommari. Si scelse sì di estendere il codice sardo del 1859, ma provvisto di una legge speciale che ne emendava la giuria per le regioni meridionali (all’epoca controllate dal brigantaggio). Si nominò una commissione legislativa congiunta volta a varare un nuovo codice. Si attuò l’unificazione mediante l’estensione alla penisola del codice sardo del 1859, con l’istituto della giuria popolare (esistente in Piemonte dal 1848).

Il Codice penale albertino del 1839 fu rivisto e promulgato in una nuova versione il 20 novembre 1859, entrando in vigore il 1º maggio 1860, insieme al nuovo Codice di procedura penale. Esso fu esteso (con talune modifiche) ai territori italiani che entrarono a far parte del regno sabaudo nel 1859-1860,. Ma non fu esteso all’ex regno delle Due Sicilie, ove restò ancora in vigore il codice napoletano del 1820. Fu esteso anche alla Toscana, sostituendo il codice di Leopoldo II del 1853. Non fu però esteso alla Toscana, ove rimase in vigore il Codice toscano del 1853 (senza più la pena di morte). L’Italia avrebbe vissuto ancora decenni con due codici penali distinti. Fu esteso anche al regno delle Due Sicilie, ove il testo piemontese fu oggetto di ulteriori adattamenti.

. Nel 1839 entrò in vigore in Piemonte un Codice penale che prese il nome di “codice albertino” da re Carlo Alberto. Il testo, molto fedele all’archetipo del Codice penale napoleonico del 1810,. Era il più severo in assoluto tra i codici penali italiani della Restaurazione. Era un codice molto severo: puniva il reato tentato come quello consumato. Era un codice a cui quello toscano si sarebbe ispirato per la sua mitezza delle pene. Era un codice più severo di quello toscano. La pena di morte vi era ancora prevista per molte fattispecie criminose.

La scuola positiva del diritto penale. È di matrice tedesca (Franz von Liszt) e considera le circostanze socioeconomiche del reato. Ha dimensione medico-antropologica grazie a Lombroso (1835-1909) e quella socio-ambientale grazie al Ferri (1856-1929). L’attenzione si sposta dalla pena alle fattezze dell’uomo-delinquente. Deriva dagli studi dei francesi A. Lacassagne (1843-1924) e A. M. Guerry (1802-1866) che studiano sia fenomeni di atavismo che statistiche criminali e ne ricavano leggi deterministiche sulle pulsioni alla delinquenza. Costituisce una variante della scuola classica: l’uomo è libero e la pena è proporzionata al reato: ma va tenuto conto di circostanze sociali ed economiche.

Con la Restaurazione, il regno Lombardo-Veneto. Ebbe una legislazione penale ad hoc, sostitutiva di quella francese-napoleonica. Vide l’applicazione del Codice penale austriaco del 1803, poi rinnovato nel 1851. Ma con profondi adeguamenti alla realtà locale. Vide il mantenimento provvisorio, per un decennio, del Codice penale francese del 1810. Vide l’applicazione del Codice penale austriaco del 1803, poi rinnovato nel 1851.

Il codice Zanardelli del 1890. Si divideva in tre libri, di cui il primo era la parte generale. Quella speciale conteneva istanze garantiste dei diritti individuali. Suddivideva le due parti all’interno di un unico libro e includeva, verso la fine, istanze garantiste dei diritti individuali. si divideva in due libri, di cui il primo era la parte generale. Si divideva in tre libri. Il primo era la parte generale. Quella speciale conteneva istanze garantiste, ma lo sciopero continuava ad essere punito.

Il codice Zanardelli del 1890, non repressivo ad ogni costo, vuole favorire invece l’emenda del colpevole,. Attraverso forti misure di sconto di pena. Attraverso l’istituto della riabilitazione. Attraverso la libertà condizionale sotto sorveglianza di polizia, a certe condizioni. Attraverso la sospensione condizionale della pena.

La legge del 1926 “Per la difesa dello Stato”, infatti, avrebbe reintrodotto, dopo più di 50 anni di non-applicazione, la pena di morte,. Per reati comuni di particolare gravità ed efferatezza. Per reati comuni di particolare gravità ed efferatezza, e senza possibilità di ricorso in appello. Per una vasta casistica di delitti politici. Per reati comuni e per una vasta casistica di reati politici.

Nel 1919 il penalista socialista, allievo di Lombroso, Enrico Ferri fu incaricato di presiedere una commissione incaricata di “aggiornare” il codice Zanardelli,. Ferri presentò un suo progetto che seguiva dettami della scuola positiva (misure di sicurezza ecc.). Ma il “Progetto Ferri” fu bocciato dalle camere nel 1921. Ferri presentò un suo progetto che seguiva dettami della scuola positiva (misure di sicurezza ecc.). Ma il “Progetto Ferri” fu bocciato in commissione nel 1921. Tuttavia, la commissione si sciolse anticipatamente senza particolari risultati. Ferri presentò un suo progetto di compromesso tra i dettami della scuola classica e quelli della scuola positiva. Ma il “Progetto Ferri” fu bocciato in commissione nel 1921.

Il codice Zanardelli del 1890. Non graduava la pena nel reato tentato o consumato. Ma lo faceva in caso di concorso di persone nel reato. Graduava nettamente la pena nel reato tentato o consumato. Ma non lo faceva in caso di concorso di persone in uno stesso reato. Non graduava la pena né nel reato tentato o consumato, né nel concorso di persone nel reato. Graduava nettamente la pena sia nel reato tentato o consumato che nel concorso di persone in uno stesso reato.

Nel codice Zanardelli del 1890. Il reato tentato era punibile in modo egualmente severo che quello consumato. La figura del tentativo scompare del tutto dal codice. Perché il reato tentato fosse punibile il codice richiedeva un inizio di consumazione;. Il reato tentato era sempre punibile, in ogni caso.

Oltre alla legge del 1926 “Per la difesa dello Stato”, il fascismo Oltre alla legge del 1926 “Per la difesa dello Stato”, il fascismo. Non dispose particolari misure repressive extra codicem per i soggetti “pericolosi” o politicamente nocivi. Si accinse ad elaborare un nuovo codice penale che includesse misure di sicurezza per soggetti “pericolosi” o politicamente nocivi. Intraprese una riforma del codice Zanardelli che prevedesse la detenzione per soggetti “pericolosi” o politicamente nocivi. Dispose l’applicazione di misure di sicurezza amministrative (confino di polizia) per soggetti “pericolosi” o politicamente nocivi.

Il codice Zanardelli del 1890. Accoglie, seguendo la falsariga del codice penale francese del 1808, una tripartizione dei reati, divisi in base alla gravità della pena irrogata. Accoglie una bipartizione dei reati in “delitti” e “contravvenzioni”, più “italiana” (codice toscano del 1853). I reati sono diversificati secondo le pene irrogate. Accoglie una bipartizione dei reati in “delitti” e “contravvenzioni”, più “italiana” (codice toscano del 1853). I reati sono diversificati secondo la loro natura. Accoglie, seguendo la falsariga del codice penale francese del 1808, una tripartizione dei reati, diversificati base alla loro natura e non già in base alle pene irrogate.

Nella sua relazione alle camere sul progetto definitivo del codice penale, Zanardelli evoca gli Stati che all’epoca avevano già abolito la pena di morte. La Francia e il Belgio. La Germania, unificatasi nel 1870. Il Portogallo e i Paesi Bassi, dopo un’abolizione di fatto che durava da dieci anni;. USA e Inghilterra.

Il codice del guardasigilli (poi primo ministro) Giuseppe Zanardelli era di pregevole fattura e. Rappresentava un compromesso tra i precetti delle scuola classica e positiva. Accoglieva le istanze deterministiche di stampo francese. Si ispirava fortemente ai precetti della scuola positiva. si ispirava totalmente ai precetti della scuola classica.

La Germania, rispetto all’Italia. Unificò tardivamente il suo diritto penale e quello civile. Unificò rapidamente il suo diritto penale. Non viveva infatti la peculiarità italiana di due codici penali coesistenti. Unificò rapidamente il diritto penale E quello civile. Unificò tardivamente il suo diritto penale.

Nel Codice penale prussiano, poi tedesco, del 14 aprile 1851. Presentava pene severe. Tripartizione dei reati. La pena capitale, per decapitazione, era prevista per svariate ipotesi criminose. Presentava pene relativamente miti. Bipartizione dei reati, all’italiana. La pena capitale, per impiccagione, era prevista per svariate ipotesi criminose. Presentava pene relativamente miti. Tripartizione dei reati. La pena capitale, per decapitazione, era prevista in un numero di casi ridotto. Presentava pene relativamente miti. Bipartizione dei reati, all’italiana. La pena capitale, per decapitazione, era prevista solo per crimini politici.

Lo storico Alberto Acquarone scrisse che l’agire del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Non scoraggiò l’opposizione antifascista dal compiere azioni, anche audaci. Si trovò spesso ostacolato da conflitti di competenza con la magistratura ordinaria. Incusse timore nei potenziali oppositori, distogliendoli da azioni pratiche. Si trovò spesso ostacolato dall’azione non coordinata delle autorità di polizia.

La legge del 1926 “Per la difesa dello Stato”, avrebbe decretato l’applicazione. Dell’espulsione immediata dall’Italia per membri di partiti ed associazioni non fasciste. Del divieto di ricostituzione di partiti ed associazioni non fasciste. Di severe pene detentive per membri di partiti ed associazioni non fasciste. Di severe misure di sorveglianza per partiti ed associazioni non fasciste.

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, organo essenziale del fascismo, Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, organo essenziale del fascismo,. Pronunciò condanne severe nei confronti di individui ritenuti pericolosi per la sicurezza del regime. Irrogò condanne a morte, che però vennero annullate su ricorso in cassazione. Seppe agire con indulgenza anche nei confronti di individui ritenuti pericolosi per la sicurezza del regime. Pronunciò 31 condanne a morte (nessuna eseguita). Pronunciò severissime condanne nei confronti di individui ritenuti pericolosi per la sicurezza del regime. Pronunciò 42 condanne a morte (31 eseguite). Pronunciò condanne severe nei confronti di individui ritenuti pericolosi per la sicurezza del regime. Ma non irrogò mai condanne a morte.

Il codice Rocco è stato profondamente modificato, epurato delle disposizioni più marcatamente fasciste,. Mediante intervento del legislatore e della Corte costituzionale. Mediante intervento esclusivo del legislatore. Mediante intervento del legislatore e trasposizione della normativa europea e internazionale. Mediante esclusivi interventi, mirati, della Corte costituzionale.

Il codice Rocco, tra l’altro,. Non menzionava la pena capitale ma aumentava i casi di ergastolo e inaspriva le pene detentive principali e accessorie. Non menzionava la pena capitale, diminuiva i casi di ergastolo e manteneva inalterate le pene detentive rispetto al passato codice. Re-introduceva la pena di morte, aumentava i casi di ergastolo, inaspriva le pene detentive e le misure di sicurezza. Non menzionava la pena capitale, diminuiva i casi di ergastolo ma inaspriva pene detentive e misure di sicurezza.

Una legge specifica, che incise nel tessuto codicistico, fu la legge 11 aprile 1974 n. 99, recante “provvedimenti urgenti sulla giustizia penale”: Non incise in modo significativo nel tessuto del codice Rocco, contrariamente alle attese. Implicò una rivisitazione generale di tutta la seconda parte, quella “speciale” del codice Rocco. Fu una rivoluzione in campo penale (in tema di custodia preventiva, liberazione condizionale, limitazione dei tetti di pena ecc.). Non incise in modo significativo nel tessuto del codice, salvo che per reato aggravato e reato continuato, con tetti ai relativi aggravamenti di pena.

Nel riformare il diritto penale nel dopoguerra si operò anche extra codicem: La legislazione extra codicem di cui al punto (a) fu però oggetto a sua volta di frequenti modifiche. Il codice cessò di essere l’unica fonte di diritto e si crearono svariate normative parallele (come per reati economici, falso in bilancio ecc.). La legislazione extra codicem del punto (a) fu considerata come derogatoria alle norme del codice. Si cercò tuttavia di evitare normative parallele, coordinando tali leggi ad hoc e il codice Rocco.

Il codice Rocco manteneva la bipartizione dei reati e la struttura in tre libri, pur aumentando grandemente gli articoli (da 498 a 734). La parte generale (libro primo) conteneva tra l’altro. La riaffermazione di istituti del vecchio codice (graduazione di pene, limitazione dei casi di responsabilità oggettiva ecc.). Un nesso ideologico netto e conclamato con il regime fascista, ai cui principi ci si ispirava. Una svolta repressiva (parificazione della pena nel concorso di persone, estensione dei casi di responsabilità oggettiva, l’addizione di pene per concorso di reati). L’elencazione delle tipologie punitive, con esclusione di quella capitale.

Caduto il regime fascista nel 1945, a seguito della fine della Seconda guerra mondiale e della democrazia,. Si ritenne che, con dovuti adattamenti, l’impianto del Codice Rocco potesse sopravvivere. SI avvertì la necessità di riformare il diritto penale e ritornare al liberalismo del Codice Zanardelli. Non fu avvertita la necessità di ritornare al codice Zanardelli, né di riformare il codice Rocco. Si ritenne di dover creare un codice penale nuovo, moderno, alternativo al Rocco e allo Zanardelli.

Il codice Rocco, nella sua parte speciale, compiva una svolta autoritaria rispetto al passato,. Fra i delitti contro lo Stato comparivano figure di reato come i delitti contro l’economia pubblica, la pubblica fede, la sanità della stirpe. Fra i delitti contro lo Stato comparivano figure di reato come i reati di tipo sessuale, contro la moralità pubblica e contro il buon costume. Fra i delitti contro lo Stato compariva ora, tra l’altro, anche lo sciopero, che era punibile sempre. Fra i delitti contro lo Stato comparivano figure di reato come “attività antinazionale del cittadino”, “associazione sovversiva”, “propaganda e apologia sovversiva.

Nel codice Rocco,. Il furto era largamente depenalizzato. La pena edittale per il reato di furto era di per sé più severa che nel passato codice Zanardelli. Tra i delitti contro il patrimonio emergeva la severa pena per il furto, quasi sempre accompagnato da inevitabili circostanze aggravanti. La previsione del reato di furto non si accompagnava ipso facto a circostanze aggravanti.

La “Legge Pica” del 15 agosto 1863, per far fronte al fenomeno del brigantaggio nel sud Italia. Sospendeva le garanzie previste dallo Statuto albertino (1848) e imponeva la competenza ad hoc di tribunali militari con ampi poteri repressivi. Dava facoltà di punire senza processo, su semplice intervento prefettizio, il reato di insurrezione armata contro i poteri dello stato,. Induriva le pene previste nell’allora codice penale per il reato di insurrezione armata contro i poteri dello stato. Creava tribunali militari “volanti”, celeri nella procedura, ma giudicanti secondo il codice penale.

Caduto il regime fascista nel 1945 e ritornata la democrazia,. La scienza penale rifletté criticamente sul suo coinvolgimento nella politica del regime fascista. La scienza penale si pose il problema della necessità di una epurazione al suo interno. La scienza penale ritenne il diritto penale uno strumento neutro e “tecnico” rispetto alla politica. La scienza penale ritenne evidente e contaminante il nesso tra diritto penale e fascismo.

Mario Sbriccoli, un noto studioso, ha chiamato il “duplice binario della legalità” un particolare assetto dei poteri punitivi nell’Italia dall'unità al fascismo (1861-1922) ed oltre,. Codici penali alternativi, più severi, destinati a rimanere il vigore temporaneamente, ma derogatori a quello ufficiale. Strumenti repressivi alternativi, fatti di leggi eccezionali e di provvedimenti amministrativi che vanificavano l’efficacia garantista del diritto penale “ufficiale” dei codici. Totale discrezionalità prefettizia nel reprimere, extra legem, sulla base di esigenze di ordine pubblico. Un controllo parlamentare più puntuale sull’attività punitiva demandata alle autorità di pubblica sicurezza.

Una seconda fase, relativamente più recente, di riforme al codice Rocco riguardò poi: Quasi esclusivamente i reati di vilipendio. I reati sessuali, i delitti contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione e altri. I reati di discriminazione in materia razziale e religiosa. Lo stalking, il mobbing e i reati connessi all’ambiente di lavoro.

Una prima fase di riforme “defascistizzanti” del codice Rocco riguardò le tipologie criminali seguenti: Abolizione delle discriminazioni sessuali. Introduzione del reato di stalking. Abolizione di pena capitale e reato di attentato al capo del governo. Ripristino delle attenuanti generiche,. I reati a sfondo politico,. I reati di stampo sociale ed economico (sciopero).

Nella prima età moderna europea, termini come “Constitution du Royaume”, o “Constitucion del Reyno” stavano ormai chiaramente a significare. norme di lunga tradizione (ad esempio sulla successione al trono, o sull’esistenza e il modus operanti dei Parlamenti o degli Stati generali) che costituivano l’essenza politica dello Stato. l’assetto specifico dei poteri dello Stato assoluto. Le più importanti norme consuetudinarie, civili e penali, dello Stato. Le prerogative regie in materia politica.

La nascita del controllo di costituzionalità avvenne storicamente, negli USA. AI primi dell’Ottocento, per via giurisprudenziale (Corte suprema). Ai primi del Novecento, per impulso presidenziale e del Congresso. Ai primi del Novecento, per via legislativa (Congresso). Ai primi dell’Ottocento, per impulso presidenziale.

Contrariamente alle costituzioni italiane del 1848, quella romana del 1849 è. Una costituzione dallo spiccato carattere sociale (diritti sociali dell’individuo). Una costituzione monarchica. Una costituzione “ottriata” (=concessa). Una costituzione democratico-repubblicana.

Per Montesquieu, nel suo “Esprit des Lois” (Spirito delle leggi), “La costituzione inglese” è Per Montesquieu, nel suo “Esprit des Lois” (Spirito delle leggi),“La costituzione inglese” è. Il concreto funzionamento dei poteri del parlamento britannico. Le norme costituzionali consuetudinarie britanniche. Il miglior assetto dei poteri (legislativo ed esecutivo) che egli ritiene esistente ai suoi tempi. L’insieme delle norme costituzionali scritte del regno d’Inghilterra.

Alexis de Tocqueville (1805-1859), all’inizio del XIX secolo, usa anch’egli il termine costituzione,. Intendendo le origini del potere politico liberal-democratico di matrice USA. Nel senso, generale e astratto, di assetto dei poteri politici statali. Intendendo con esso la “prassi costituzionale” francese di dopo il 1814. Nel senso giuridico di “testo costituzionale” scritto.

La “Magna Charta” inglese del 1215, la “Bolla Aurea” ungherese del 1222, la “Gioiosa Entrata” dei duchi di Brabante (1356) e la “Bolla d’Oro” del Sacro romano impero germanico, sempre del 1356. Stabiliscono tutte l’elettività del sovrano, salvo la Magna Charta. Fissano per iscritto norme sull’esercizio del potere e ai rapporti tra governanti e governati (“diritti” e “libertà” da osservare). Limitano tutte i poteri regi, tranne la Magna Charta. Sono testi profondamente diversi che non hanno niente in comune.

La “Carta de Logu” sarda fu varata da. Ugolino della Gherardesca nel 1323. Eleonora di Arborea nel 1392. Pasquale Paoli nel 1764. Re Carlo Felice nel 1821.

La "legge della pace" è. Una sorta di costituzione primitiva delle popolazioni subsahariane. Un accordo di pace tra le popolazioni indiane d’America e i colonizzatori britannici. Una costituzione politica del popolo irochese (Canada). Una normativa costituzionale arcaica del popolo precolombiano degli Incas.

Le “Chartered colonies” (sec. XVII-XVIII secolo). Determinavano per iscritto i rapporti tra le colonie americane e quelli del vicereame della Nuova Spagna. Fissavano per iscritto i rapporti tra gli abitanti del Canada ormai britannico e il governo di Londra. Fissavano per iscritto i rapporti tra gli abitanti del Québec e la madrepatria francese. Fissavano per iscritto i diritti e doveri degli abitanti delle tredici colonie americane e le loro istituzioni politiche.

La “prima fase” della storia costituzionale, europea e americana, ha ad oggetto. Costituzioni di tipo democratico-repubblicano, pongono l’accento sui diritti e doveri dei cittadini. Costituzioni elargite dal sovrano, che però mantiene poteri assoluti. Costituzioni di tipo sociale, attente alle problematiche sociali e con suffragio universale. Costituzioni di tipo liberale-moderato: diritti dei cittadini, e divisione dei poteri politici.

Le costituzioni austriaca del 1867 e tedesca del 1871 ebbero una caratteristica in comune, che ormai non si ritrovava più, ad esempio, in Francia (costituzione del 1875) o nella prassi costituzionale italiana: Mancava una esatta definizione delle prerogative del capo dello Stato (l’imperatore, in quei casi). Il parlamento non poteva di influenzare il governo (mancava il rapporto fiduciario),. Mancava una esaustiva strutturazione dei rapporti tra i vari poteri dello Stato. Mancava un elenco dei diritti e doveri dei cittadini.

Le costituzioni successive al primo conflitto mondiale (Weimar del 1919, Spagna del 1931 e altre): Manca una puntuale elencazione dei diritti sociali. Ma vi è sempre il suffragio universale. Contengono tutte previsioni di un sindacato di costituzionalità delle leggi. Spiccati accenti di carattere sociale, suffragio universale ampiamente proclamato. Sono costituzioni repubblicane. Spiccati accenti di carattere sociale, suffragio universale ampiamente proclamato. Sono costituzioni monarchiche ma di carattere democratico-rappresentativo.

Dopo la Seconda guerra mondiale,. Avviene un fenomeno accentuato di “decostituzionalizzazione” politica, a vantaggio della prassi. Nasce e si sviluppa il fenomeno delle grandi Dichiarazioni di diritti ad opera di entità sovranazionali (ONU, Consiglio d’Europa). Gli stati ritornano alla loro tradizionale prassi costituzionale, senza traumi particolari. Tutti gli Stati europei, da est a ovest, si dotano di costituzioni democratiche.

Le prime costituzioni tedesche post-congresso di Vienna erano monarchiche moderate. Quella dell’Hannover del 1833. Istituiva per la prima volta, sul modello inglese, il rapporto fiduciario governo-parlamento. Prevedeva una magistratura indipendente e inamovibile. Toglieva al sovrano l’iniziativa legislativa. Limitava i poteri del sovrano.

Tra il 1814 e il 1840, in Germania, furono emanate ben 19 testi costituzionali. La Germania, divisa in 39 Stati, ora si chiamava. Impero tedesco. Confederazione germanica, grazia all’atto del 9 giugno 1815,. Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Confederazione del Reno.

Nel meccanismo legislativo della costituzione del 1800,. Solo il Consiglio di Stato poteva approvare definitivamente e globalmente le leggi. Ogni camera discuteva e votava le leggi, ma solo dopo previo parere del Consiglio di Stato. Ogni camera discuteva e votava le leggi autonomamente. Una camera discuteva i progetti di legge senza votarli, l’altra li votava senza discuterli.

Con il congresso di Vienna e dopo Waterloo (1815), i sovrani restaurati sui loro troni. Non erano intenzionati a concedere costituzioni che limitassero il loro potere. Non volevano concedere costituzioni, ma avrebbero coinvolto la borghesia nella gestione politica. Erano intenzionati ad ispirarsi al modello politico e di potere napoleonico. Erano intenzionati a concedere costituzioni.

La costituzione del regno di Vestfalia del 1807 previde anche, oltre ad un sistema amministrativo “alla francese”. Un governo composto da quattordici ministri. Diritti di eguaglianza dinanzi la legge, riduzione dei privilegi nobiliari e abolizione di quelli feudali. Una magistratura indipendente. Un Consiglio di Stato con funzioni legislative.

Alcuni storici hanno ritenuto che, in termini di eguaglianza giuridica e libertà, per la classe dei notabili e per la borghesia fondiaria del periodo napoleonico la reale costituzione sia stata. La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino dell’agosto 1789. Il Codice civile del 1804. La costituzione del 1795. La costituzione del 1791.

Metternich propose esplicitamente l’esempio di una “monarchia consultiva” prendendo come modello. Il passato sistema napoleonico. Il granducato di Toscana. Il Lombardo-Veneto, territorio austriaco con le sue “Congregazioni centrali”,. Gli organi di governo di Vienna.

Colui che consigliò ai vari sovrani restaurati sui troni di coinvolgere i ceti proprietari nel potere (monarchia consultiva) fu. Il primo ministro britannico Castlereagh. Il cancelliere austriaco Metternich. Il primo ministro francese Talleyrand. Papa Pio VII.

Con la Restaurazione, vi fu chi, in modo lungimirante, consigliò ai vari sovrani restaurati sui troni. Di concedere, se non costituzioni, almeno “carte dei diritti” fondamentali e codici. Di concedere costituzioni,. Di creare organi consultivi, coinvolgendo i ceti proprietari all’amministrazione degli enti locali. Di rifiutare ogni coinvolgimento dei ceti borghesi nel potere.

Durante il ventennio napoleonico, in ogni caso, i notabili di varie parti d’Europa. Erano stati coinvolti di buon grado nella razionale gestione amministrativa di stampo francese. A seconda della situazione locale, vi fu un grado differenziato di collaborazione. Avevano generalmente rifiutato di collaborare con il potere imperiale e Bonaparte. Solo una piccola parte di giuristi e amministratori aveva accettato di collaborare.

Ben presto, nella prima metà del XIX secolo, scoppiarono in Europa “moti” politici di carattere politico che ebbero il loro apice…. Nel 1833. Nel biennio 1848-49. Nel 1830-31. Nel 1820-21.

Nel corso della prima metà del XIX secolo, l’estromissione della borghesia europea dalla partecipazione al potere, con la Restaurazione, la porterà sempre più a chiedere. Forme di coinvolgimento politico. Una ‘costituzione’ come garanzia di diritti, del ‘patto col regnante’ e di partecipazione politica. Garanzie di carattere socioeconomico (codici, leggi) per la propria attività economica. L’ottenimento di forme di partecipazione locale (“monarchia consultiva”).

La costituzione dell’anno VIII (1800) vede una funzione legislativa. Concentrata in due camere, come nel periodo direttoriale. Concentrata in una sola camera (monocameralismo). Frazionata in più organi, ognuno dei quali titolare di propria iniziativa legislativa. Ridotta, senza iniziativa legislativa e frazionata in più organi.

La costituzione dell’anno VIII (1800) alla base dell’impero napoleonico e base per le successive costituzioni francesi del 1802 e 1804, quest’ultima fondativa dell’impero francese,. Innova in senso più democratico rispetto alle costituzioni della Rivoluzione francese. Crea una monarchia costituzionale ereditaria. Fonda una struttura politica e amministrativa sostanzialmente accentrata nella figura del console, poi imperatore. Prosegue nella falsariga delle costituzioni della Rivoluzione francese.

La costituzione bavarese del 1808, pregevole per l’ampiezza dei diritti individuali,. era lacunosa sul piano della funzione legislativa. non garantiva alcun potere giudiziario indipendente. non garantiva però alcuna forma di rappresentanza politica. poteva essere revocata in ogni momento con ordinanza.

La costituzione della Sassonia, del 4 settembre 1831, pone ovviamente anch’essa vasti poteri in capo al sovrano. Ma presenta una novità notevole: La costituzione menzionava il sovrano come “re di tutti i Sassoni”, e non più come “re di Sassonia”. I ministri, ai sensi dell’articolo 41, erano responsabili sia di fronte al re che di fronte alle camere. E ogni atto regio era invalido senza controfirma del ministro competente. La magistratura era finalmente indipendente ed inamovibile, senza più condizionamenti. Il sovrano aveva solennemente giurato fedeltà alla costituzione, legittimandone così l’inviolabilità.

La costituzione bavarese del 1818 La costituzione bavarese del 1818. Resterà in vigore sino al 1848-49. Resterà in vigore sino al 1918. Resterà in vigore sino al 1900 (BGB). Resterà in vigore sino al 1870 (Impero tedesco).

La costituzione bavarese del 1818 accentrava anch’essa il potere esecutivo, la nomina dei ministri (a lui solo responsabili), l’esercito e l’iniziativa legislativa nel sovrano. Ma garantiva, per la prima volta, l’inviolabilità della persona e dei beni. Ma consentiva la fiducia del governo di fronte al parlamento. Ma consentiva una rappresentanza politica, pur se censitaria e corporativa. Ma garantiva un potere giudiziario indipendente.

Lo sviluppo costituzionale tedesco dei primi trenta anni dell’Ottocento, se comparato con quello di altri paesi europei. Fa emergere une tendenza più lineare e meno convulsa e sofferta rispetto allo sviluppo francese e soprattutto italiano. Fa emergere una tendenza abbastanza convulsa e condizionata pesantemente dall’esterno. Fa emergere profonde contraddittorietà ed involuzioni reazionarie. Fa emergere una sostanziale arretratezza rispetto al modello politico austriaco e prussiano.

Quale fu lo scopo della costituzione bavarese del 1808, che non consentiva alcuna concreta rappresentanza politica?. Lo scopo fu quello, politico, di uniformare legislativamente ed amministrativamente un territorio bavarese frammentato. Consentire una forma di partecipazione collettiva in forma puramente amministrativa. Fu di politica estera: presentare una Baviera forte e ben strutturata agli occhi dell’alleato napoleonico. Formare, attraverso la partecipazione all’amministrazione pubblica garantita dalla costituzione, una nuova classe di amministratori.

La costituzione di Nassau fu abbastanza articolata nella sua parte sui “diritti” individuali. Ma a ciò fece da contraltare, soprattutto in area rurale poco dopo il 1814. Una legge comunale del 1816 restrittiva degli usi civici collettivi e dell’autogoverno locale. Una legge restrittiva della compravendita di proprietà immobiliari già ecclesiastiche. Una prassi giudiziaria restrittiva sulle possibilità di ampliamento dei fondi rustici. L’insoddisfazione generale delle classi contadine contro il latifondo.

La costituzione di Nassau conteneva un meccanismo ancor oggi usato nella prassi politica tedesca: ll parere obbligatorio dei corpi giudiziari sulle leggi controverse, non ancora approvate. La rimessione delle leggi controverse al sovrano per una decisione finale sul testo. La “navetta” di una legge sino all’approvazione nello stesso testo in ogni camera. Un “comitato di mediazione” incaricato di un compromesso su leggi oggetto di conflitto tra camere.

Il primo Stato tedesco che redasse una costituzione dopo la fine dell’epoca napoleonica fu il piccolo principato di Nassau (1814). Fu una costituzione “ottriata“. Era un testo. con una rappresentanza politica larga, anche se eletta su base corporativa e censitaria. Incentrato sulla divisione dei poteri, potere il legislativo con autonoma iniziativa legislativa. incentrato sul sovrano, ma con organo legislativo monocamerale. incentrato sul sovrano, titolare di esecutivo, politica estera e affari militari: numero ristrettissimo di deputati, eletti su base corporativa e censitaria.

Anche per la Germania dl primo Ottocento l’appuntamento con la forte rivoluzione borghese e liberale del 1848 sarà ineludibile. Vi erano forti tensioni tra il ceto borghese e quello aristocratico, appoggiato dai sovrani tedeschi. I ceti borghesi erano scontenti dei loro singoli sovrani, troppo reazionari, anche nei piccoli Stati. Il pericolo esterno rappresentato dalla Francia di Luigi Filippo, insofferente ad ogni governo costituzionale. I due più importanti Stati della Confederazione (Austria e Prussia) avversavano il costituzionalismo e potevano intervenire anche militarmente contro costituzioni troppo ‘liberali’.

Un sentimento nazionale identitario tedesco della prima metà del XIX secolo cui lo stesso giurista Savigny non era estraneo, fu alimentato. Dal bonapartismo napoleonico. Dall’illuminismo. Dal romanticismo. Dall’ideologia liberale di stampo anglosassone.

La Prussia, dopo il biennio 1848-49. Avrebbe revisionato in modo reazionario la costituzione del 1848, ma solo nel 1866. Avrebbe revisionato in modo reazionario e retrogrado la costituzione del 1848, nel 1850. Avrebbe conservato, della costituzione del 1848, la sola parte dei diritti dei cittadini. Avrebbe revocato la costituzione del 1848.

La costituzione austriaca del 1867 crea una “doppia monarchia” austro-ungarica. E istituzionalmente. Viene finalmente introdotto il rapporto fiduciario governo-parlamento. La figura dell’imperatore (Kaiser) si ritrova molto ridotta come poteri. Le camere del parlamento non godono del rapporto fiduciario con il governo. L’elenco delle libertà e dei diritti individuali è estremamente sommario.

Il suffragio elettorale in Prussia, facente parte della Germania dopo il 1871, secondo la costituzione. Era universale maschile. Era allargato ma strutturato ancora corporativamente (le “tre classi”). Era molto ristretto (aristocrazia-alta borghesia). Era universale maschile e femminile.

La costituzione del Reich tedesco del 1871 presentava una caratteristica istituzionale precisa. Suffragio universale maschile e femminile. Assenza di ogni rapporto fiduciario governo-parlamento. Suffragio universale e non più corporativo. Rapporto fiduciario governo-parlamento.

La costituzione prussiana del 1850 divenne la costituzione del Reich tedesco del 14 aprile 1871. Ma con alcune varianti. La quasi-scomparsa dei poteri del sovrano di fronte a quelli di Bismarck. Il rapporto fiduciario governo-parlamento. L’abolizione di ogni forma di rappresentanza politica. La figura preminente del cancelliere (Bismarck fu il primo)e una “camera alta” federale, di membri degli Stati tedeschi.

La costituzione prussiana, poi tedesca del 1871. Aboliva l’inamovibilità dei magistrati. Si incentrava largamente sulla figura della rappresentanza parlamentare. Affermava il suffragio ristretto e non corporativo per l’elezione della camera bassa (deputati). Si incentrava sulla figura politica del sovrano, titolare anche dell’iniziativa legislativa.

La costituzione prussiana del 1850. Sarebbe rimasta in vigore solo in Prussia, e il resto della Germania con proprie costituzioni locali. Sarebbe stata abrogata nel 1871 per far posto ad una nuova. Sarebbe stata estesa e copiata anche nell’impero d’Austria. sarebbe diventata la costituzione del Reich tedesco dal 1871 al 1918.

La costituzione prussiana del 1850 conteneva, nella parte dei “diritti”, una particolarità: quella della. Separazione Stato-chiesa e il rendere indipendenti credenza religiosa e diritti politici. Affermazione costituzionale della “religione della maggioranza dei cittadini” (protestante). Religione di Stato (cattolica e protestante). Posizione di particolare favore per la confessione protestante, maggioritaria.

La costituzione prussiana del 1850 conteneva una particolarità circa la parte dei diritti dei cittadini. Era particolarmente estesa ed articolata. I singoli diritti potevano essere revocati in ogni momento con semplice legge ordinaria. Proclamava religioni di Stato: la cattolica e la protestante. Era assai contenuta e ridotta.

La Hambacher Fest del 1832 fu. Un incontro franco-tedesco di esponenti politici liberali e costituzionali. Una manifestazione popolare e democratica animata “dal basso”. Un incontro al vertice di ministri austro-prussiani in funzione antiliberale. La creazione di un movimento di tipo antiliberale ad opera di elementi dell’aristocrazia prussiana.

La Zollverein (unione doganale tedesca) fu creata. Nel 1833. Nel 1815, dopo la sconfitta napoleonica. Nel 1848-49, dopo il biennio rivoluzionario. Nel 1806, sotto l’egida dai Napoleone.

La sorveglianza su “pericolose derive liberali” e costituzionali nella Confederazione tedesca legittimava un intervento austro-prussiano. Sulla base dei deliberati di Karlsbad del 1819. Secondo l’atto finale della Conferenza di Vienna del 1820. Sulla base del congresso di Vienna (184-1815). Secondo i dettami della Dieta tedesca di Francoforte.

La sorveglianza su “pericolose derive liberali” e costituzionali nella Confederazione tedesca legittimava un intervento austro-prussiano, ma storicamente. Avrebbe acuito le tensioni e differenze sociali in vaste aree della Germania per interi decenni. Avrebbe portato a numerosi episodi insurrezionali. Avrebbe creato uno stato di rivolta permanente negli Stati tedeschi. Avrebbe portato alle insurrezioni del 1848-49.

La scintilla dell’insurrezione scoppiò a Parigi nel febbraio del 1848,. Ove re Luigi Filippo d’Orleans fu costretto a concedere una costituzione e il suffragio universale. Ove in nome di libertà, democrazia, suffragio universale la repubblica fu proclamata. Ove però settimane di barricate e sommosse portarono ad una severa repressione antipopolare. Ove si formò subito un’assemblea costituente che avrebbe deciso di lì a poco una nuova costituzione.

Il primo moto rivoluzionario del 1848 si ebbe, in ordine cronologico,. A Roma, sull’onda dell’entusiasmo per PIO IX, visto come “papa liberale”. A Napoli, ove re Ferdinando II concesse una costituzione. In Sicilia ancora nel gennaio del 1848, e portò ad una costituzione siciliana indipendente. A Torino, ma non si ebbe alcuna concessione di costituzione in Piemonte.

L’esempio francese del 1848 si diffuse in tutta Europa, dalla Germania all’Italia all’Ungheria alla Polonia e oltre. A Berlino scoppiarono gravi disordini, come del resto a Vienna,. In Prussia il re concesse una costituzione. Si ebbero elezioni a suffragio universale in tutti gli Stati tedeschi. Ma il cancelliere Metternich riuscì a mantenersi al potere a Vienna. Solo una parte degli Stati tedeschi seguì però il moto costituzionale del 1848. I moti del 1848 furono però rapidamente repressi in tutta l’area austro-tedesca.

In esito alle elezioni a suffragio universale in tutti gli Stati tedeschi, si riunì una grande assembla a Francoforte. L’obbiettivo era dare una forma di governo costituzionale, liberale e parlamentare alla Germania. Con il fine di proclamare solennemente il principio di libertà e quello di nazionalità tedesca. Con l’obbiettivo di decidere a chi conferire la corona di imperatore tedesco. Con l’obbiettivo di stilare una “carta tedesca dei diritti fondamentali”.

I deputati di Francoforte, in un anno di lavori dell’assemblea (giugno 1848-maggio 1849). Dovettero far fronte a frequenti tentativi di sciogliere l’assemblea con la forza. Furono percorsi anche da forti fremiti nazionalisti e si divisero tra “piccoli” e “grandi” tedeschi. Non approdarono a nessun risultato politico e costituzionale concreto. Furono paralizzati nella loro attività dall’azione degli elementi socialmente più radicali.

I deputati della “chiesa di San Paolo” di Francoforte, alla fine. Si recarono dal re di Prussia offrendogli la corona di imperatore tedesco. Non riuscirono ad uscire dallo stallo tra i sostenitori di una “grande Prussia” e quelli di una “grande Austria”. Redassero una costituzione parlamentare e federale e decisero di offrire la corona di imperatore tedesco al re di Prussia Federico Guglielmo IV. Si recarono dall’imperatore d’Austria offrendogli la corona di imperatore tedesco.

La vicenda, per molti aspetti interessante, dell’Assemblea costituente di Francoforte La vicenda, per molti aspetti interessante, dell’Assemblea costituente di Francoforte La vicenda, per molti aspetti interessante, dell’Assemblea costituente di Francoforte. Finì nel maggio 1849 a Stoccarda, dopo il rifiuto del re prussiano ad accettare la corona di imperatore. Finì nel maggio 1849, quando i restanti deputati resistettero con la forza all’intimazione di disperdersi. Segnò un trionfo politico del liberalismo tedesco. Sfociò in un movimento politico insurrezionale di matrice socialista, nel maggio del 1849.

L’atto di nascita della Confederazione germanica avviene. Nel 1848. Nel 1815. nel 1086. Nel 1870.

Alla Prussia fortemente condizionata dall’aristocrazia terriera-militare (Juncker) corrispondeva una Germania. Borghese, percorsa da fremiti democratici e da forti legami intra-tedeschi (Zollverein). Dominata da conflitti sociali e costituzionali interni insanabili. Anch’essa dominata dall’aristocrazia e costituzionalmente ferma al 1814. Dominata dalla classe borghese ma di sentimenti reazionari e antiunitari.

La costituzione francese del 1830. Era una costituzione nettamente avanzata: la prima che contemplava diritti "sociali", pur rimanendo in un ambito monarchico. Era di stampo progressista: frutto della “rivoluzione di luglio” contro re Carlo X, che si era avvalso di autoritari decreti d’urgenza per governare. Era di stampo moderato, ma era il frutto della rivolta popolare, della “rivoluzione di luglio” contro re Carlo X, che si era avvalso di autoritari decreti d’urgenza per governare. Era di stampo progressista e monocamerale: frutto della “rivoluzione di luglio” e concessa sempre da re Carlo X.

La costituzione francese del 1814 risentiva del clima della Restaurazione. Che ne fu della materia dei diritti individuali?. fu redatto un preambolo apposito. fu ripresa la Dichiarazione dell’89. Fu redatto un paragrafo "dei diritti e dei doveri". furono relegati in un paragrafo sul “diritto pubblico dei francesi.

Nella costituzione francese del 1830. scompare la decretazione di urgenza. scompaiono la decretazione di urgenza e i regolamenti dovevano essere aderenti alla legge. scompare l'iniziativa legislativa sovrana sulle leggi. scompare il veto sovrano sulle leggi.

La costituzione belga del 1831. è votata da un congresso belga e ratificata dal sovrano dei Paesi Bassi. nasce per concessione del sovrano dei Paesi Bassi nel 1830. nasce a seguito dell'indipendenza del paese nel 1830. è votata da un congresso misto belgo-olandese nel 1831.

La costituzione belga del 1831. votata da un congresso ristretto, confinava il potere regio alle sole funzioni rappresentative. votata da un congresso ristretto, riservava l'iniziativa legislativa al solo sovrano. votata da un’assemblea, disegnava una monarchia parlamentare pura. votata da un’assemblea, disegnava una monarchia costituzionale pura.

La costituzione spagnola del 1812 è sicuramente democratica. prevede suffragio universale maschile e monocameralismo. prevede suffragio universale maschile. prevede parità di diritti elettorali uomo-donna. Ha un forte contenuto sociale.

La costituzione spagnola del 1812 ebbe una nascita singolare: fu varata durante la guerra antifrancese del 1808-1814. fu concessa dal sovrano Ferdinando IV in partenza per le Americhe. fu esportata in Spagna dal vicino Portogallo. Fu redatta sotto lo forte influenza britannica, come quella siciliana.

Nei primi decenni dell’Ottocento, I sostenitori di regimi monarchici costituzionali moderati faranno riferimento al modello. della costituzione francese del 1814. della costituzione siciliana del 1812. della costituzione spagnola di Cadice del 1812. della costituzione belga del 1831.

La costituzione belga del 1831: scaturita da una classe politica schiettamente liberale, fondava un regime monarchico parlamentare, senza privilegi di casta nella camera alta e limitava il potere regio alla sola funzione esecutiva e giudiziaria. scaturita da una classe politica schiettamente liberale, fondava un regime monarchico costituzionale moderato, senza privilegi di casta nella camera alta, limitava il potere regio alla sola funzione esecutiva e conteneva una vasta gamma di diritti individuali. scaturita da una classe politica schiettamente liberale, fondava un regime parlamentare, senza privilegi di casta nella camera alta, limitava il potere regio alla sola funzione esecutiva e conteneva una vasta gamma di diritti individuali. scaturita da una classe politica schiettamente liberale, fondava un regime monarchico, limitava il potere regio alla sola funzione esecutiva e all'iniziativa legislativa e conteneva una vasta gamma di diritti individuali.

Per il costituzionalista britannico Dicey. La costituzione belga si avvicina al modello inglese. La costituzione belga è imperfetta rispetto al modello parlamentare britannico. La costituzione belga costituisce un passo importante verso il parlamentarismo. La costituzione belga si avvicina al modello francese del 1830.

L'articolo 63 della costituzione belga recitava che. il potere esecutivo spetta al sovrano, coadiuvato dai ministri. i ministri sono responsabili. la funzione giurisdizionale è indipendente. l'iniziativa legislativa spetta al solo parlamento.

La costituzione francese del 1830. stabilisce una soglia censitaria dell'elettorato (attivo e passivo) dimezzata rispetto a prima per favorire una maggiore partecipazione politica. ritocca la soglia censitaria rispetto alla "Charte" del 1814, ma in modo poco incisivo. mantiene inalterato il livello censitario per votare rispetto alla "Charte" del 1814. stabilisce il suffragio elettorale maschile.

Nella costituzione francese del 1830. è riaffermata la "religione di Stato" (cattolica). si afferma l'indipendenza tra culto religioso ed esercizio dei diritti civili e politici. è stabilito il principio della "religione della maggioranza". scompare ogni riferimento al culto religioso.

Nella costituzione francese del 1814. Il re poteva sospendere per decreto i diritti costituzionali dei cittadini, sentito il parere non vincolante del Consiglio di Stato. il re disponeva di un potere di decretazione d’urgenza discrezionale (art.14), suscettibile di vanificare le libertà costituzionali. il re disponeva di un potere di decretazione d’urgenza discrezionale (art.14), suscettibile di modificare l'assetto politico dei poteri. il re possedeva un diritto di veto sospensivo sui diritti dei cittadini.

Lo Statuto albertino era un tipo di costituzione. scarna, che solo la prassi costituzionale poteva integrare (si pensi all'inizialmente assente rapporto fiduciario). articolata, che la prassi avrebbe integrato solo parzialmente. puntuale. Che la prassi non avrebbe scalfito. puntuale. La prassi avrebbe inciso marginalmente (solo nella creazione del rapporto fiduciario governo-camere).

Nello Statuto albertino. La Camera era elettiva (si demandava il sistema elettorale a leggi ordinarie; il suffragio fu censitario, poi reso universale nel 1882). La Camera era elettiva (si stabiliva il tipo di suffragio per legge costituzionale; il suffragio fu censitario, poi progressivamente allargato nel 1882 e reso universale maschile nel 1912. La Camera era elettiva (si demandava il sistema elettorale a leggi ordinarie; il suffragio fu censitario, poi progressivamente allargato nel 1882 e reso universale maschile nel 1912. La Camera era elettiva (si demandava il sistema elettorale a leggi costituzionali; il suffragio fu censitario, poi progressivamente allargato nel 1882 e nel 1912 e reso universale maschile nel 1946).

Nello Statuto albertino. mancava una disciplina relativa al presidente del consiglio. mancava una disciplina dell'organo "governo". il governo e i ministri erano già oggetto di una normativa di fondo, rimasta intatta sino alla costituzione repubblicana. era delineata per sommi capi una disciplina dell'attività ministeriale.

In che ordine furono concesse le costituzioni del 1848 negli Stati italiani?. Sicilia-Napoli-Toscana-Piemonte-Roma. Roma-Napoli-Toscana- Sicilia-Piemonte. Sicilia-Napoli-Roma-Piemonte-Toscana. Toscana-Roma-Napoli-Sicilia-Piemonte.

Secondo lo Statuto albertino. era necessario approvare entro ogni legislatura i disegni di legge da tutte e due le camere, altrimenti decadevano (come avviene ancora oggi). E sino alla approvazione dello stesso identico testo un disegno di legge faceva la ‘spola’ tra una camera e l’altra (come avviene oggi). I disegni di legge non approvati da tutte e due le camere venivano rimandati alla legislatura seguente. E della approvazione dello stesso identico testo di un disegno di legge si occupava un apposito "comitato di mediazione". era necessario approvare entro ogni legislatura i disegni di legge da tutte e due le camere, altrimenti decadevano. E sino alla approvazione dello stesso identico testo un disegno di legge faceva la ‘spola’ tra una camera e l’altra (come avviene oggi). era necessario approvare entro ogni legislatura i disegni di legge da tutte e due le camere, altrimenti decadevano (come avviene ancora oggi). Alla approvazione dello stesso identico testo di un disegno di legge era addetto uno speciale "comitato di mediazione" misto di deputati e senatori.

Nello Statuto albertino le norme di fondo sulla giustizia. si trovavano agli artt. 58-61. si trovavano agli artt. 78-81. si trovavano agli artt. 24-32. si trovavano agli artt. 68-71.

nello Statuto albertino. i diritti individuali erano enunciati solo agli artt. 24-32. i diritti individuali erano enunciati nella primissima parte. i diritti individuali erano enunciati già nel preambolo. i diritti individuali erano enunciati unicamente tramite rinvio alle "leggi fondamentali del regno".

Lo Statuto albertino ere un tipo di costituzione. flessibile, salvo, per opinione espressa di Cavour, i principi di base, irrevocabili. flessibile sia nella parte fondamentale che in quella sull'assetto costituzionale del Piemonte. rigida sia nella parte prima che nella seconda, e ciò anche senza una espressa previsione di una revisione costituzionale. rigida, poiché prevedeva un meccanismo di revisione costituzionale.

Lo statuto albertino fondava una monarchia "moderata" in cui. Il sovrano era capo dell’esecutivo, nonché partecipe col Parlamento del potere legislativo. Il sovrano era capo dell’esecutivo e della magistratura, nonché partecipe col Parlamento del potere legislativo. Il sovrano era capo dell’esecutivo e della magistratura. Il sovrano era capo dell’esecutivo e della magistratura, nonché partecipe col Parlamento del potere legislativo e titolare di un diritto assoluto di veto sulle leggi.

Vittorio Emanuele II conservò lo Statuto nel 1849: tale fatto fece del Piemonte. L'unico regime democratico d'Italia. L'unica monarchia progressista e democratica d'Italia. L'unico Stato costituzionale d'Italia. L'unico regime monarchico legittimo d'Italia.

Le costituzioni italiane del 1848, di brevissima durata tranne quella piemontese, avevano stabilito. regimi monarchici a carattere democratico. avevano riaffermato la predominanza dei poteri dei sovrani, temperati solo da assemblee ristrette. regimi monarchici limitati dal principio rappresentativo tramite elezioni (censitarie), e diritti individuali. regimi parlamentari puri.

Quale fu, tra le costituzioni italiane del 1848, l’unica non “ottriata”?. Quella siciliana. Quella toscana. Quella romana. Quella piemontese.

Nello Statuto albertino il Senato regio. Fungeva da ‘corte di giustizia’ per i delitti di tradimento e di attentato allo Stato, nonché per i ministri imputati di reati comuni. Inoltre, giudicava in sede penale i propri membri. I senatori godevano dell’habeas corpus. Fungeva da ‘corte di giustizia’ per i delitti di tradimento e di attentato allo Stato, nonché per i ministri messi in Stato di accusa dalla Camera. Inoltre, giudicava in sede penale i propri membri. Fungeva da ‘corte di giustizia’ per i delitti di tradimento e di attentato allo Stato, nonché per i ministri imputati di reati comuni e politici. Inoltre, giudicava in sede penale i propri membri. Fungeva da ‘corte di giustizia’ per i delitti di tradimento e di attentato allo Stato, nonché per i ministri messi in Stato di accusa dalla Camera. Inoltre, giudicava in sede penale i propri membri. I senatori godevano dell’habeas corpus.

Cosa fu, nella Francia del post 1848, il Bonapartismo?. il regime imperiale di Napoleone III, plebiscitario e democratico. il regime di Napoleone III, dapprima in chiave autoritaria ma poi diventato, di fatto, un regime costituzionale puro. il regime imperiale di Napoleone III, dalle tinte autoritarie e plebiscitarie in chiave antiprogressista e antiliberale. il regime repubblicano di Luigi Napoleone, dalle tinte autoritarie e plebiscitarie in chiave antiprogressista e antiliberale.

Il 1848 fu un sommovimento politico generale. Tuttavia, non tutti gli Stati ne furono toccati,. Solo il liberale regno di Danimarca la Spagna di Isabella II e la progressista Svezia della dinastia Bernadotte non ne furono toccate. Solo la Spagna, in cui regnava la volitiva regina Isabella II, la liberale Svezia della dinastia Bernadotte e la Russia (in cui all'opposto erano praticamente assente sia una classe borghese che una opposta classe proletaria) non ne furono toccate. Solo la Gran Bretagna vittoriana, in un periodo di stabilità politica ed economica (ma soprattutto grazie alle riforme elettorali del 1832 che aprirono la politica alla classe borghese e scatenarono il cartismo) e la Svezia liberale (in cui regnava la saggia dinastia monarchica dei Bernadotte) non ne furono toccate. Solo la Gran Bretagna vittoriana, in un periodo di stabilità politica ed economica (ma soprattutto grazie alle riforme elettorali del 1832 che aprirono la politica alla classe borghese e scatenarono il cartismo) e la Russia (in cui all'opposto erano praticamente assente sia una classe borghese che una opposta classe proletaria) non ne furono toccate.

Uno Assemblea costituente romana. varerà la Costituzione dopo soli quindici gironi di discussione, il 23 marzo 1849. varerà una Costituzione incompleta, preceduta dalla caduta della repubblica il 3 luglio 1849. varerà la Costituzione già il 30 aprile 1849. varerà la Costituzione solo al momento della caduta della repubblica, il 3 luglio 1849.

Premessa giuridica della repubblica romana del 1849 fu. un Decreto fondamentale di 4 articoli. L'abdicazione ufficiale di Papa Pio IX. lo scioglimento formale del consiglio di concistoro. una Decreto fondamentale di dodici articoli.

La costituzione della repubblica romana del 1849. non prevedeva alcun senato. prevedeva un senato eletto a suffragio universale in cui potevano sedere solo gli "anziani" di più di 40 anni di età. prevedeva un’assemblea legislativa, ma ristretta. prevedeva il bicameralismo.

La costituzione della repubblica romana del 1849 dovette misurarsi, nella Roma dei papi, con il principio di libertà religiosa. lo fece in modo neutro, scindendo religione e diritti civili e politici. proclamò apertamente la libertà di culto. scelse una soluzione giurisdizionalista, affermando il controllo statale sull'attività ecclesiastica. non affrontò il problema, preferendo una soluzione agnostica.

Secondo la costituzione francese del 1875,. La Camera dei deputati, il Senato e i presidenti dei dipartimenti, tutti riuniti in Assemblea nazionale, eleggevano ogni cinque anni il presidente della Repubblica. Il popolo, a suffragio universale maschile, eleggeva ogni sette anni il presidente della Repubblica. Il popolo, a suffragio universale maschile, eleggeva ogni cinque anni il presidente della Repubblica. La Camera dei deputati e il Senato, riunite in Assemblea nazionale, eleggevano ogni sette anni il presidente della Repubblica.

La costituzione della repubblica romana del 1849. fu ignorata. non ebbe particolare valore giuridico. Lacunosa, era inadatta a fungere da modello per i posteri. funse da modello ispiratore per i costituenti italiani del 1946-1947.

La costituzione romana del 1849 era breve, 69 articoli. Ma si divideva in. otto titoli. dodici titoli. quattro titoli. sei titoli.

la costituzione francese del 1875. era una costituzione unica, ma senza carattere rigido. non era unitaria, ma si componeva di tre leggi distinte. era un testo unico molto articolato e dettagliato. era una costituzione unica, rigida e modificabile solo mediante apposita procedura di revisione.

Secondo la Costituzione francese del 1875,. Al Senato come alta corte di giustizia sono chiamati a rispondere degli eventuali atti criminosi il presidente della Repubblica e i ministri, ma anche chiunque sia responsabile di atti contro la sicurezza dello Stato. Al Senato come alta corte di giustizia sono chiamati a rispondere degli eventuali atti criminosi il presidente della Repubblica e i ministri. Al Senato come alta corte di giustizia sono chiamati a rispondere degli eventuali atti criminosi i ministri e anche chiunque sia responsabile di atti contro la sicurezza dello Stato. Al Senato come alta corte di giustizia è chiamato a rispondere di alto tradimento il presidente della Repubblica.

La costituzione repubblicana francese del 1848. prevedeva un collegio esecutivo a rotazione, eletto dal popolo. prevedeva, sul modello americano, la figura di un "presidente" eletto dal popolo. prevedeva un presidente, ma eletto dalla assemblea nazionale. prevedeva, come quella del 1793, un organo esecutivo collegiale eletto dall'assemblea nazionale.

Nella Common Law è determinante, e fa norma: Il precedente giudiziale. unicamente la decisione delle courts of equity. Lo statute. la giurisprudenza della suprema corte d'Inghilterra.

Cosa erano i writs?. decisioni di giudici regi. sentenze di giudici feudali. Ordini regi di amministrare la giustizia. ordini del gran cancelliere ai membri del King's bench.

L'equity è volta a: fungere la fonte sussidiaria di diritto. temperare e correggere l'applicazione della common law. sostituire la common law in via generale. introdurre principi generali tratti dal diritto comune.

Il sistema di common Law trasse origine: dalla necessità politica dei re normanni (stranieri) di controllare la giustizia. dalle rivalità tra i nobili anglosassoni e i re normanni. Dalla necessità politica dei re normanni di controllare la chiesa, ostile. dalle frequenti rivolte contadine e delle città contro il potere regio.

Il diritto comune in Inghilterra: attecchì profondamente nelle università e nella chiesa. fu considerato oscuro e incomprensibile. sostituì gradatamente il diritto di produzione giudiziale. Non attecchì perché si trovò di fronte già un sistema giudiziario autosufficiente.

Nella Common Law la certezza del diritto è data: dalla decisione giudiziaria. dalla legge scritta. dalla consuetudine. dalla decisione delle corti supreme d'Inghilterra.

Cosa si intende con l'espressione itinerant judges. Giudici regi inviati a dire giustizia nelle provincie del regno d'Inghilterra. Giudici itineranti dipendenti dai vescovadi inglesi. giudici delle giurisdizioni di equità. giudici feudali che amministravano la giustizia nei vari territori del signore feudale.

La formazione degli avvocati inglesi avviene: nei collegi nobiliari. nelle corporazioni, o Inns. nelle università. nelle diocesi ecclesiastiche.

Negli USA, paese di common law,. i giudici integrano le loro decisioni ricorrendo all'ausilio di codici dei vari Stati federati. i giudici si rifanno spesso, per similitudine, a decisioni giudiziarie di altri paesi di Common law. i giudici ignorano volutamente il sistema di common law dei paesi stranieri. i giudici raramente si rifanno a decisioni giudiziarie di altri paesi di Common law.

Quasi tutti gli stati, ognuno dei quali ha una sua costituzione e propri codici, si basano sul Common Law di origine britannica, salvo: Il Texas, molto influenzato dalla legislazione messicana e spagnola. La California, che conserva una legislazione codicistica di derivazione ispanica. Gli Stati del nord est, influenzati dalla common law di origine canadese. la Louisiana, molto influenzata dal Codice napoleonico del 1804.

Un organo giudiziario di common law: non è vincolato ai precedenti. può emettere opinioni dissenzienti rispetto a precedenti giudiziari. deve seguire i precedenti. può discostarsi dai precedenti, motivando.

Gli USA sono caratterizzati: dalla prevalenza del diritto degli Stati su quello federale. dalla prevalenza del diritto federale su quello degli Stati, perché di rango inferiore. dall'eguale rango del diritto federale e statale. dalla presenza di diritto federale e diritto degli Stati.

Cinquanta stati della federazione sono sovrani e mantengono il potere di creare diritto su tutto quanto non è regolato dalla Costituzione o dalle leggi federali. Cinquanta stati della federazione sono sovrani ma hanno poteri legislativi molto limitati e settoriali. Cinquanta stati della federazione sono sovrani e mantengono il potere di creare diritto anche su materie federali. Cinquanta stati della federazione sono sovrani e mantengono il potere di creare diritto sempre che sia conforme con la Costituzione federale. Nessuna delle precedenti.

Le legge del 1865 sulla abolizione del contenzioso amministrativo, che aboliva tutte le giurisdizioni amministrative degli Stati preunitari, provocò: tutela dei diritti soggettivi. mancanza di tutela giudiziaria per gli interessi legittimi. riforma della giurisdizione ordinaria. maggiore tutela per gli interessi legittimi.

A fine Ottocento, e malgrado le crisi di fine secolo, il sistema parlamentare in Italia. era messo a repentaglio da spinte conservatrici. era sottoposto a forte involuzione. era ormai compiuto. era ancora estremamente fragile.

La legge Coppino del 1877 riguardava. l'espropriazione dei beni ecclesiastici. la riforma del contenzioso amministrativo. la riforma della scuola elementare. la materia elettorale.

Cone le riforme di fine Ottocento i sindaci. erano di nomina regia. divennero elettivi (da parte dei consigli comunali). furono nominati dal ministro dell'interno. divennero elettivi (da parte del corpo elettorale).

Le donne ottennero il diritto di voto amministrativo. Nel 1919. Nel 1912. Nel 1906. Nel 1946.

La "Legge Zanardelli" del 1901 concerneva. la materia elettorale (allargamento del suffragio). l'ordinamento giudiziario. l'ordinamento della presidenza del consiglio dei ministri. la riforma del Senato regio.

Dagli anni Cinquanta dell'Ottocento, il regime costituzionale del Piemonte: dovette subire un'involuzione in senso conservatore. ebbe uno sviluppo assai lineare. consolidò la propria natura di monarchia limitata. ebbe un'evoluzione in senso parlamentare.

Le leggi Siccardi riguardavano. il matrimonio civile. la riforma dello Statuto. la riforma della magistratura. La politica anticlericale piemontese (e poi italiana).

L'artefice della nuova vita costituzionale piemontese negli anni Cinquanta dell'Ottocento fu. Cavour. D'Azeglio. Rattazzi. Ricasoli.

La costituzione austriaca del 1920 è opera di un grande giurista: Karl Renner. Karl Schmitt. Hugo Sinzheimer. Hans Kelsen.

La costituzione austriaca del 1920 presenta una notevole novità: un parlamento monocamerale. una giustizia amministrativa regionale. un sistema federale su base paritaria. Una corte costituzionale.

La prima costituzione sovietica, del 1918. accordava la totalità del potere politico alla classe operaia. scioglieva formalmente i soviet operai e contadini. bandiva la nobiltà dal territorio russo. negava ogni partecipazione politica alla borghesia.

La prima costituzione sovietica, del 1918, fece seguito: alla fine della guerra civile interna. alla presa del potere bolscevico. alla presa del potere da parte di Stalin. alla morte di Lenin.

la legge costituzionale austriaca del 1929: crea una magistratura indipendente. rende elettivo dal popolo il presidente della repubblica. amplia la composizione della corte costituzionale. introduce una riforma di tipo federale.

Taluni giuristi individuarono la debolezza del sistema costituzionale austriaco del primo dopoguerra: nel forte ruolo del capo dello Stato. nell'onnipotenza parlamentare. nella debole figura del cancelliere. nello squilibrio di poteri tra esecutivo e legislativo.

il consiglio federale nella costituzione austriaca. è eletta a suffragio popolare a doppio turno. può solo potte veto sospensivo a tutte le leggi nazionali. era (ed è) la camera delle regioni federate. è nominata dal consiglio nazionale.

Nella costituzione sovietica del 1924, l'organo statale più di rilevo era. soviet supremo dell'URSS. Partito comunista dell'URSS. Presidium dei Soviet. Congresso dei Soviet.

L'ultimo capo dello Stato della repubblica di Weimar fu. Kurt von Schleicher. Friedrich Ebert. Heinrich Bruening. Paul von Hindenburg.

Della costituzione di Weimar restarono in vita, dopo la guerra,. gli articoli sulla magistratura. la parte sulle attribuzioni del cancelliere. la parte riguardante i poteri del capo dello Stato. gli articoli sulla libertà religiosa e di associazione.

L'articolo 48 della costituzione di Weimar consentiva al capo dello Stato di. revocare il cancelliere. sciogliere le camere. prendere le misure necessarie al ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. ricorrere alla misura dell'arresto preventivo.

ciò che permise al capo dello Stato di influire incisivamente nella politica di Weimar fu. l'uso dei "pieni poteri". sciogliere le camere. il "terzetto" degli articoli 25 48 e 53 della costituzione. il ricorso alle forze armate.

A Weimar, la figura politica che presto si impose in modo preminente fu. il cancelliere. il presidente della Repubblica. il Reichstag. i politici provenienti dai ranghi dell'esercito.

Si disse che la costituzione di Weimar, per il suo assetto, fosse stata. Una costituzione troppo "democratica". un costituzione mal scritta e difficilmente applicabile. un compromesso tra principi "imperiali" e democratici. una costituzione monarchica "ottriata".

L'elemento, tratto dalla costituzione del 1931, che più gettò nella crisi politica e nella divisione degli animi la Spagna fu. la forma repubblicana di governo. la maggioranza parlamentare di sinistra. la politica anticlericale. il federalismo, troppo "spinto".

nel ritracciare una nuova costituzione, la Germania federale dopo il 1945 era intenzionata. a ricreare l'attenzione per i "diritti sociali" propria dello statuto di Weimar. a non ricadere nel baratro del passato. a ridare al parlamento tedesco competenze centrali. a bloccare ogni deriva autoritaria o comunista.

la nuova costituzione della Germania federale, forte della passata esperienza,. riduce ad un ruolo puramente coordinativo i poteri del cancelliere. riduce ad un ruolo puramente rappresentativo i poteri del presidente della repubblica. crea una "onnipotenza parlamentare". riduce la portata del federalismo.

Quello di Weimar fu un federalismo. perfetto e paritario. programmatico, da attuare gradatamente. imperfetto e zoppicante, con poteri ineguali dei Laender. moderato, con prevalenti competenze dello Stato centrale.

La Carta del Lavoro del 1927. rappresentava il nucleo del pensiero fascista in termini di corporativismo economico, sostenendo non il conflitto (come nelle società liberali), ma la collaborazione e l'armonia di tutte le classi sociali nell'interesse nazionale. rappresentava il nucleo del pensiero fascista, sostenendo la competizione di tutte le classi sociali nell'interesse nazionale. rappresentò unicamente la prima fase del pensiero fascista in termini di corporativismo economico, sostenendo non il conflitto (come nelle società liberali), ma la collaborazione e l'armonia di tutte le classi sociali nell'interesse nazionale. rappresentava il nucleo del pensiero fascista, ricollegandosi al vecchio Stato liberale in termini di antagonismo di tutte le classi sociali nell'interesse nazionale.

L'articolo 1 della Carta del Lavoro del 1927 esalta. il fascismo, che "riconosce i bisogni reali che hanno dato origine al socialismo e al sindacalismo". il "Duce" come regolatore supremo della vita sociale ed economica italiana. Il contratto collettivo di lavoro come "espressione concreta della solidarietà dei produttori mediante la conciliazione degli interessi opposti dei datori di lavoro e dei lavoratori". La Nazione italiana come un organismo "avente fini, vita e mezzi di azione superiori a quelli degli individui, singolarmente o in gruppi".

La Carta del Lavoro del 1927. fu inserita tra le fonti del diritto nel codice civile del 1942 e tale rimase fino agli anni '70. fu inserita tra le fonti del diritto nel codice civile del 1942, poi espunta nel dopoguerra. fu inserita tra le fonti del diritto nel codice penale del 1930. fu inserita tra le fonti del diritto nel codice civile del 1942 e tale rimane ancor oggi.

Legge n. 2029 del 1925: tutte le associazioni di cittadini devono sottoporsi a un controllo di polizia. è vietato lo sciopero. viene creato un sindacato fascista unico. obbligo di iscriversi al partito unico fascista.

Magistrati e giuristi italiani. collaborarono, sotto diverse forme, col regime fascista. si schiararono in maggioranza all'opposizione del regime fascista. tennero un atteggiamento attendista verso il regime fascista. diedero mano alla creazione stessa del regime fascista.

Regio Decreto n. 1848 dell'8 novembre 1926: viene stabilita una lista di partito unica di 409 candidati alle elezioni stilata dal partito fascista. il “Gran Consiglio del Fascismo”, presieduto da Mussolini e composto da tutti i notabili di spicco del regime, è dichiarato “organo supremo” del partito e dello Stato;. scioglimento di tutti i partiti e le organizzazioni che agiscono contro lo Stato. Sopravvive solo il partito fascista. viene creata la polizia segreta OVRA.

Legge n. 2263 del 24 dicembre 1925: si vieta qualsiasi forma di sciopero. è creato un Tribunale speciale. la stampa è sottoposta a rigidi controlli. il presidente del Consiglio diventa “Capo del governo”, superiore ai ministri da lui revocabili.

Le "leggi fascistissime" furono emanate. tra il 1922 e il 1924. Nel 1938, con le leggi razziali. tra il 1930 e il 1932. tra il 1925 e il 1926.

Una considerevole crisi politica il fascismo al potere ebbe a subirla…. Nel 1924, a seguito delle contestate elezioni e del delitto Matteotti. Nel 1922, immediatamente dopo la "marcia su Roma". Nel 1938, a seguito dell'alleanza con la Germania hitleriana. Nel 1929, a seguito dei "Patti Lateranensi" con la chiesa cattolica.

Le "leggi fascistissime". istituirono il "culto della personalità" di Mussolini. istituirono un apparato statale autoritario e dittatoriale. crearono un regime totalitario di massa. abolirono il parlamento del vecchio Stato liberale.

Per il ministro della giustizia della RSI, Piero Pisenti, il Tribunale speciale ricostituito doveva innanzitutto. tornare ad occuparsi dei fenomeni di ribellismo politico. affiancare la giustizia ordinaria nei crimini, anche gravi, di guerra. coadiuvare la giustizia dei tribunali militari tedeschi. affiancare la giustizia militare.

Il rinato tribunale speciale per la difesa dello stato di Salò, tra ilo 1943 e il 1945. avrà sede a Milano - e avrà sezioni regionali. avrà sede a Mantova, poi a Parma, poi a Bergamo - e avrà sezioni regionali. avrà sede dall'inizio a Bergamo - e avrà sezioni regionali. avrà sede a Mantova, poi a Parma, poi a Bergamo.

Perché, alla fine, il Tribunale speciale deciderà di insediarsi a Parma e non a Mantova?. per l'ostilità della popolazione. per la contrarietà delle autorità tedesche di occupazione. per mancanza di locali e di un carcere adeguato per detenuti politici. per mancanza di alloggi per il personale.

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato fu costituito nel 1926 con lo scopo di. individuare le cellule dei movimenti antifascisti in Italia. proteggere la vita e l'integrità del capo del governo e della famiglia reale. reprimere l'opposizione al fascismo. pronunciare internamenti e misure di confino contro antifascisti.

I tribunali militari, pur restii a prestare collaborazione alla voglia di giustizia sommaria dei dirigenti fascisti repubblicani, svolgevano però opera di repressione nei confronti di reati militari. E condannavano a morte per diserzione e renitenza alla leva. Quando talune sentenze di morte furono eseguite in pubblico. l'effetto deflagrante, negativo, nella popolazione fu vastissimo. Il pubblico non assisté affatto. L'effetto fu dissuasivo nei confronti della commissione di ulteriori reati dello stesso genere. vi furono sommosse e rivolte, a stento represse.

Perché, alla fine, il Tribunale speciale deciderà di traslocare a Bergamo nell'estate 1944?. per l'incertezza dovuta alla minaccia della guerra partigiana. a seguito dello sbarco alleato ad Anzio, gennaio 1944. a causa dell'avanza alleata verso nord a seguito della liberazione di Roma (4 giugno 1944). a causa del volgere al peggio della guerra per l'alleato tedesco.

Perché un uomo come Mario Griffini alla presidenza del Tribunale speciale di Salò?. per l'affidabilità nei confronti dell'alleato tedesco. per l'amicizia personale con Mussolini. Per la sua lunga esperienza precedente e l'altro grado rivestito nella Milizia. per la forte rete di conoscenze influenti di cui disponeva.

Per il ministro della giustizia della RSI, Piero Pisenti, il Tribunale speciale ricostituito. era un organo troppo pletorico e poco efficiente. era un organo autorevole se affiancato alla giustizia ordinaria. era un organo che aveva dato prova di sé in modo negativo. era l'organo "legale" competente per la repressione dell'antifascismo.

Durante tutto il periodo della RSI, il ministro della giustizia Pisenti e lo stesso tribunale speciale dovettero fronteggiare. il prevalere di una giustizia sommaria, che implicava l'esecuzione di antifascisti od oppositori senza processo o con processi-farsa. il prevalere della diffidente giustizia ordinaria. il prevalere della giustizia militare tedesca. l'occhiuta sorveglianza dell'esercito e delle SS tedesche.

L’avversione del fascismo militante di Salò, dell'estremismo della "base" e delle formazioni armate verso le procedure giudiziarie, anche del Tribunale speciale diventerà sempre più accesa: si desiderava il ricorso ad una giustizia rapida gestita dai capi provincia locali. si desiderava il ricorso ad una giustizia rapida gestita dal partito fascista. si desiderava il ricorso ad una giustizia sommaria: o esecuzioni immediate di resistenti, o tramite tribunali militari o pseudo-militari farsa. si desiderava il ricorso ad una giustizia rapida gestita dall'occupante tedesco.

L’intransigentismo militante della RSI, con i suoi variegati corpi armati e le brigate nere - veste militare assunta dal PFR a partire dal 1° luglio 1944. non credeva più che si potesse ricorrere ad un barlume anche tenue di "legalità” fascista nei confronti di nemici giurati. Non era raro che chi venisse catturato a seguito di rastrellamenti (spesso condotti insieme a forze tedesche) o sorpreso con armi addosso, o in attività “sovversive” e di sabotaggio, fosse consegnato ai tedeschi per essere o ucciso sul posto o deportato in campi di sterminio. non credeva più che si potesse ricorrere ad un barlume anche tenue di "legalità” fascista nei confronti di nemici giurati. Non era raro che chi venisse catturato a seguito di rastrellamenti (spesso condotti insieme a forze tedesche) o sorpreso con armi addosso, o in attività “sovversive” e di sabotaggio, fosse processato sul posto. non credeva più che si potesse ricorrere ad un barlume anche tenue di "legalità” fascista nei confronti di nemici giurati. Occorreva deferirli ai tedeschi per deportazione in campi di concentramento. non credeva più che si potesse ricorrere ad un barlume anche tenue di "legalità” fascista nei confronti di nemici giurati. Non era raro che chi venisse catturato a seguito di rastrellamenti (spesso condotti insieme a forze tedesche) o sorpreso con armi addosso, o in attività “sovversive” e di sabotaggio, fosse passato per le armi o sul posto o poco dopo.

La diverse concezioni della repressione di quello che nella RSI prese il nome di “ribellismo” (era il fenomeno resistenziale) rispetto ai vari centri di potere della RSI: quella della vendetta pura e semplice, e, all’opposto, la tendenza legalitaria e al rispetto delle procedure sostenuta dal ministro Pisenti e dal suo entourage. Ma c’era anche una terza concezione: deportazioni in massa in campi di sterminio. quella della vendetta pura e semplice, e, all’opposto, la tendenza legalitaria e al rispetto delle procedure sostenuta dal ministro Pisenti e dal suo entourage. quella della vendetta pura e semplice, e, all’opposto, la tendenza legalitaria e al rispetto delle procedure sostenuta dal ministro Pisenti e dal suo entourage. Ma c’era anche una terza concezione: quella, cara a settori duri del fascismo, di ricorrere a processi-farsa. quella della vendetta pura e semplice, e, all’opposto, la tendenza legalitaria e al rispetto delle procedure sostenuta dal ministro Pisenti e dal suo entourage. Ma c’era anche una terza concezione: quella di ricorrere ai tedeschi.

Il favore dell'estremismo fascista "di base" per un tipo di giustizia rapida da attuarsi tramite pseudo-tribunali militari, farsa,. Fu considerato addirittura un "abominio" da parte dei vertici militari. Ebbe il consenso da parte dei vertici militari, concorsi coi fascisti intransigenti. Incontrò preoccupazione da parte dei vertici militari, mal disposti, per ragioni politiche, a servire da "ancelle" del fascismo più militante. Suscitò preoccupazioni tra gli alleati tedeschi.

Sia sotto il profilo della (delle) polizia (e) che sotto quello della giustizia, la RSI, seppure presieduta da Benito Mussolini,. presentava una situazione di endemici, feroci conflitti e insanabili rivalità di vertice e di dirigenze. conservava un buon grado di coesione e coordinamento, ma doveva sottostare ai "Diktat" e alle istruzioni dell'occupante tedesco. era un insieme policentrico di gruppi slegati tra loro. Potentati e gruppi locali agivano isolatamente, spesso ignorando leggi e procedure. conservava nonostante tutto un notevole grado di coesione e coordinamento.

Il rinato tribunale speciale per la difesa dello stato verrà ora messo alle dipendenze. del ministero delle forze armate della RSI. del ministro degli interni. dell'autorità occupante tedesca. del ministro della giustizia.

A partire dall'autunno 1944, i tribunali militari si dimostrarono più inclini ad assecondare elementi fascisti nella costituzione di tribunali straordinari antipartigiani. Ciò fu dovuto essenzialmente. Alle intromissioni dell'occupante tedesco. All'intervento diretto dello stesso Mussolini. Al cambio della guardia allo stato maggiore dell'esercito, ove aveva preso funzione il generale della Milizia Archimede Mischi, ardente fascista. all'intervento del ministro della giustizia Pisenti.

Meglio disposti a formare tribunali straordinari antipartigiani di quanto non fosse successo prima dell'autunno 1944, i militari. usarono durezza, più di quanto avrebbero potuto fare tribunali di guerra tedeschi. ebbero però le mani legate dal timore di rappresaglie da parte della Resistenza. non rispettarono, spesso, nemmeno le forme prescritte nel condannare (a morte). non sempre usarono durezza repressiva. Forse per timore di ciò che sarebbe successo a guerra finita.

Il tribunale speciale per la difesa dello stato, a Salò',. convivrà e subirà conflitti di competenze con tribunali militari ed anche giustizia ordinaria italiana. convivrà e subirà conflitti di competenze con tribunali militari, giustizia militare tedesca ed anche giustizia ordinaria italiana. convivrà e subirà conflitti di competenze con la giustizia militare tedesca ed anche la giustizia ordinaria italiana. date le specifiche attribuzioni, non subirà competenze concorrenti di altri organi giudiziari.

con la seconda guerra mondiale, le competenze del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. rimangono sostanzialmente inalterate. si allargano anche alla punizione di tutti i reati politici e militari, nonché ai reati di disfattismo e sedizione. si allargano anche alla punizione di gravi reati comuni, commessi in connessione con la guerra, nonché ai reati di disfattismo e sedizione. diminuiscono, rispetto a quelle della giustizia militare.

Il tribunale speciale per la difesa dello stato, creato con legge del 25 marzo 1926 n. 2008 e abolito dal governo Badoglio il 29 luglio 1943, n. 668, appena quattro giorni dopo la caduta di Mussolini, fu ricostituito. dall'occupante militare tedesco mediante ordinanza 3 dicembre 1943, n.794 . Gli furono riattribuite le stesse identiche competenze di cui godeva al momento dello scioglimento. dalla neonata Repubblica sociale italiana mediante il decreto 3 dicembre 1943, n.794 . Gli furono riattribuite le stesse identiche competenze di cui godeva al momento dello scioglimento. con espresso ordine di Adolf Hitler mediante ordinanza 3 dicembre 1943, n.794 . Gli furono riattribuite le stesse identiche competenze di cui godeva al momento dello scioglimento. dalla neonata RSI mediante ordinanza 3 dicembre 1943, n.794 . Ma gli furono riattribuite minori competenze rispetto al passato.

IL T.U. di Pubblica Sicurezza, che limitava fortemente le libertà individuali, fu varato. nel 1926. Nel 1938, con le leggi razziali. nel 1931. nel 1929, a seguito dei "Patti Lateranensi" con la chiesa cattolica.

Il capo del governo fascista tra 1925 e 1926. assunse il completo controllo dell'apparato poliziesco. divenne di fatto completo titolare della funzione legislativa. divenne un primus inter pares rispetto ai suoi ministri. assunse il completo controllo della funzione giudiziaria.

l'ampliamento dei poteri istituzionali del capo del governo fascista, ben oltre la semplice funzione esecutiva. tagliò fuori dalla vita politica ogni movimento di opposizione. compresse enormemente i poteri regi e senatoriali. fu giudicato illegittimo dalla dottrina giuridica dell'epoca. esautorò il parlamento aprendo la strada allo Stato dittatoriale.

per una legge del 1926 il capo del governo poteva. controllare unilateralmente leggi emanate dal parlamento, ponendone il veto. porre il Consiglio di Stato sotto la propria tutela. richiedere la rimessa in votazione, onde approvarli se lo gradiva, di disegni di legge bocciati, e poteva emanare norme in tutta una serie di materie ora sottratte alla competenza del Parlamento. bocciare ad libitum leggi del parlamento.

Una legge del 1926, poi una circolare del 1927. configuravano il prefetto come il rappresentante del potere centrale nelle province. davano poteri straordinari a sindaco e prefetto congiuntamente, nel comune e nella provincia di competenza (senza passare per i consigli comunali/provinciali). configuravano il prefetto come il rappresentante del potere centrale nelle regioni italiane. configuravano il sindaco come il rappresentante del potere centrale nel comune.

In un discorso del 1934 Mussolini disse che. i poteri prefettizi non erano sovraordinati ma di pari grado rispetto a quelli del segretario locale del partito fascista. i poteri prefettizi erano sovraordinati anche a quelli del segretario locale del partito fascista. i poteri prefettizi erano sovraordinati anche a quelli dei sindaci del comune più importante. i poteri prefettizi erano di pari livello rispetto a quelli del questore.

Circa la magistratura, nel 1923 il fascismo. abolì l'inamovibilità dei magistrati. nominò direttamente i membri del consiglio superiore della magistratura. dispose la nomina diretta dei membri del consiglio di Stato. abolì le cassazioni locali (erano cinque: oltre a Rome, c’erano Firenze, Napoli, Milano e Torino),.

in materia economico-sociale, una legge fascista del 1926. vietò solo le serrate. vietò gli scioperi. creò la Carta del Lavoro. vietò scioperi e serrate.

Una legge del 1926 in materia di cittadinanza. la sospendeva a chi avesse compiuto fatti turbativi dell’interesse nazionale (ivi compreso il divorzio ottenuto all’estero),. la toglieva a chi avesse compiuto propaganda antinazionale all'estero. la toglieva a chi avesse compiuto fatti turbativi dell’interesse nazionale (ivi compreso il divorzio ottenuto all’estero),. la toglieva a chi avesse compiuto atti violenti contro il regime fascista.

Ed in effetti, cosa era diventato, di fatto, il Tribunale speciale alla vigilia della sua soppressione, il 29 luglio 1943?. un organo sempre meno incisivo. Era diventato un tribunale speciale e ordinario insieme, un organo jolly dalle molteplici, troppe competenze. un organo dalla scerse competenze. un organo troppo specifico e settoriale.

L'ammonizione e in confino. erano provvedimenti giudiziari, restrittivi della libertà individuale. erano provvedimenti di pura polizia, restrittivi della libertà individuale, revocabili su ricorso in giustizia. erano provvedimenti di giurisdizione amministrativa, restrittivi della libertà individuale. erano provvedimenti di pura polizia, restrittivi della libertà individuale.

la parabola storica del fascismo in tutta l'Italia finì. l'8 settembre 1943, con l'armistizio con gli angloamericani. il 25 aprile 1945. il 25 luglio 1943, con la destituzione di Mussolini. il 2 giugno 1946.

Quale composizione e quale procedura, per il Tribunale speciale?. A) militare, membri della Milizia fascista B) sommaria, secondo le norme del Codice penale per l'esercito sulla procedura penale in tempo di guerra. A) militare, membri della Milizia fascista B)secondo le norme del Codice penale per l'esercito sulla procedura penale in tempo di pace. A) militare, di membri dell'esercito B) ordinaria secondo il codice di procedura penale. A) militare B) ordinaria secondo il codice di procedura penale.

La RSI organizzò, nel maggio del 1944, processi ai generali e agli ammiragli italiano "colpevoli" di non aver combattuto contro gli angloamericani e di essersi dissociati dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre. Tali processi furono gestiti. dai tribunali provinciali fascisti. dalla giustizia ordinaria. Dal Tribunale speciale. dallo stesso tribunale straordinario centrale che, a gennaio, aveva condannato a morte, come "traditori", sei dei diciannove votanti dell'ordine del giorno Grandi del 15 luglio 1943, causa della caduta del fascismo.

La leggi 11 giugno 1942, n. 589, e 3 dicembre 1942, n. 1549 lo autorizzarono il Tribunale speciale a punire reati tipici del tempo di guerra, che spesso commette parte della popolazione in stato di bisogno: reati alimentari ed annonari gravi (quelli lievi restavano alla giustizia ordinaria). Il Tribunale speciale avrebbe potuto punire con la morte chi distogliesse o accaparrasse grandi quantità di generi alimentari. inadempienza nelle forniture all'esercito, aggiotaggio. alimentari ed annonari, anche di lieve entità. omicidio, rapina, violenza carnale, estorsione.

La caduta del fascismo, il 25 luglio del 1943, provocò. la riduzione di organico del Tribunale speciale. la sospensione dell'attività del Tribunale speciale. lo scioglimento del Tribunale speciale. la riduzione di competenze del Tribunale speciale ai soli reati di sangue connessi con la guerra.

Il bilancio della attività repressiva di quasi un ventennio del Tribunale speciale era stato. molto considerevole, in migliaia di imputati. particolarmente feroce, con migliaia di condanne a morte emesse. deludente. apprezzabile, ma eccessivamente indulgente.

Vi furono, nella RSI, attacchi verbali e giornalistici violenti contro la presunta indulgenza della giustizia. Coma ad esempio da parte di. Roberto Farinacci. Concetto Pettinato. Alessandro Pavolini. Benito Mussolini.

Quando un reato politico di competenze del Tribunale speciale concorre con un grave crimine comune, il Tribunale non di rado. applica circostanze attenuanti. irroga una condanna a morte. irroga pene detentive perpetue. condanna a morte per decreto, sena dibattimento.

Una figura di reato "tipica", che i tribunali militari, teoricamente competenti ma sovraccarichi, cercarono di scaricare sul Tribunale speciale, fu. la propaganda sovversiva. l'associazione a delinquere. l'attività antinazionale. la banda armata.

Il "processo Perotti" fu un esempio di quanto profondamente il fenomeno resistenziale avesse preso piede. nelle Langhe. in Lombardia. in Piemonte. in Liguria.

Ben presto, ed in ogni caso nel corso dell'anno 1944, la giurisprudenza del Tribunale speciale riguardò in misura sempre maggiore. i delitti politici. i reati relativi alla repressione antipartigiana. i reati annonari gravi e i crimini gravi commessi in tempo di guerra. l'attentato al "Duce".

La difesa di Mario Griffini, ex presidente del Tribunale speciale, di fronte ai tribunali del dopoguerra fu simile a quella di molte altre personalità, di spicco e non, del fascismo (o addirittura del nazismo, o collaborazionisti). Ho compiuto il mio dovere (di soldato). Ho solo obbedito ad ordini. Ho rispettato la legge (vigente). Ho difeso la patria e ho "evitato il peggio".

Nell'immediato dopoguerra, le Corti d'assise straordinarie (CAS). erano all’opera in tutto il nord Italia. Fioccavano condanne per favoreggiamento a fascisti fuggiti e sottrattisi alla cattura…. erano all’opera in tutto il nord Italia. Fioccavano epurazioni e condanne per stragi fasciste ai danni di civili. erano all’opera in tutto il nord Italia. Fioccavano epurazioni e condanne per collaborazionismo “con il tedesco invasore". erano all’opera in tutto il nord Italia. Fioccavano epurazioni e condanne per militari tedeschi colpevoli di gravi fatti di sangue.

Mario Griffini, presidente del tribunale speciale fascista della RSI, dopo la guerra: condannato a morte dalla CAS di Bergamo, poi però amnistiato (amnistia "Togliatti", giugno 1946). assolto con formula piena dalla CAS di Bergamo già nel 1945. condannato, poi amnistiato, poi condannato un'altra volta. Infine assolto. condannato a trent'anni di reclusione in via definitiva dalla Corte d'assise straordinaria dei Bergamo.

Nella sua attività quotidiana, il Tribunale speciale incontrò svariati ostacoli. Tra questi vi fu anche. L'incompetenza o disorganizzazione della polizia giudiziaria. I bombardamenti angloamericani sulle città italiane. L'ostilità di Mussolini. L'ostilità tedesca.

Mediante il decreto penale il Tribunale speciale colpiva anche. l'associazione a delinquere. la rivolta in armi contro i poteri dello Stato. la banda armata. il vilipendio, l'offesa, la piccola propaganda "sovversiva".

L'uso frequentissimo dello strumento del decreto penale, per reati minori, farà del Tribunale speciale, di fatto. un organo sempre più spietatamente repressivo. un organo incaricato di reprimere il semplice "scherzo", la "bagatella" antifascista. un organo dalla repressione capillare e puntuale. un organo deputato ad una repressione, anche politica, "minore" (rispetto a quella che, sommaria, spesso sfuggiva alla giustizia tout court). Ma anche, paradossalmente, un organo che puniva tali reati politici "minori" in modo capillare.

Il "processo Perotti" si concluse con. ergastoli. condanna a morte per Perotti, ergastolo per gli altri. condanna a morte per Perotti, pene variabili dai dieci ai trenta anni per tutti gli altri. sette condanne a morte.

Il "processo Perotti" fu forse il più noto tra quelli celebrati nella sede di Torino del Tribunale speciale. Il generale Giuseppe Perotti era personaggio di spicco della Resistenza piemontese, di cui (come risulta agli atti) il Tribunale dimostra di conoscere vari aspetti. E tra l'altro, è la prima volta che negli atti e nei documenti della RSI appare, con riferimento alla "banda Perotti", il termine di. Resistenza. guerra partigiana. guerriglia. partigianato.

Accade di frequente che - data l'ubicazione delle formazioni partigiane e la loro maggiore forza - processi e severe condanne del Tribunale speciale contro formazioni partigiane organizzate, o gappiste, abbiano luogo. nella sede di Torino. nella sede di Bologna. nella sede di Milano. nella sede di Genova.

Fernanda Wittgens, curatrice della pinacoteca di Brera, insigne storica dell'arte, fu processata nel settembre 1944 per aver fatto parte di una filiera volta a favorire l'espatrio di persone di religione ebraica,. La sentenza di condanna fu mite: Il processo Wittgens costituì un caso di indulgenza “pilotata” da parte del Tribunale speciale. Un’indulgenza motivata innanzitutto dalla eccezionale personalità dell'imputata e dal timore di possibili ritorsioni contro il Tribunale stesso a guerra finita (e persa). La sentenza di condanna fu mite: Il processo Wittgens costituì un caso di indulgenza “pilotata” da parte del Tribunale speciale. La sentenza fu di assoluzione: Il processo Wittgens costituì un caso di indulgenza “pilotata” da parte del Tribunale speciale. Un’indulgenza motivata innanzitutto dalla eccezionale personalità dell'imputata e dal timore di possibili ritorsioni contro il Tribunale stesso a guerra finita (e persa). Il processo Wittgens, assolutorio, indusse i giudici a riflettere sull'impossibilità di motivare un castello accusatorio conto la Wittgens, indipendentemente dalla eccezionale personalità dell'imputata.

Non furono rari i casi in cui il Tribunale speciale fascista rinviò la causa alla magistratura ordinaria. Accadde segnatamente quando. il reato - o il danno - erano di particolare tenuità. il reato - o il danno - coinvolgevano un movente di ordine sociale, degno di rilievo ed estraneo a motivazioni turpi o criminose. il reato - o il danno - erano di particolare tenuità, o quando non si rinvenisse un nesso con il contesto bellico. il reato - o il danno - erano stati commessi da persone non imputabili.

Molto duro è il Tribunale speciale (condanna a morte) quando. col reato di banda armata concorrono quelli di strage (caso della banda Pettar). col reato di banda armata concorrono quelli di associazione a delinquere, favoreggiamento, saccheggio e devastazione (caso della banda Pettar). col reato di banda armata concorrono quelli di omicidio (caso della banda Pettar). col reato di banda armata concorrono quelli di saccheggio e devastazione (caso della banda Pettar).

Quando il Tribunale speciale si dichiara competente a conoscere del reato di banda armata (spesso concorre con altri gravi reati), accade - come successe a Milano nel settembre 1944 - che esso condanni. all'ergastolo. a trent'anni di reclusione. ad una pena variabile dai sei ai dieci anni. a morte.

la distanza e "neutralità" di parte della dottrina giuridica rispetto al fascismo distinse quest'ultimo rispetto. al franchismo. al franchismo e al salazarismo portoghese. al nazismo e allo stalinismo. al nazismo.

Artefice della dottrina fascista dello Stato fu. Costantino Mortati. Arturo Rocco. Santi Romano. Vincenzo Manzini.

Durante il fascismo, buona parte della dottrina giuridica. non credette alla propria apoliticità. collaborò convintamente con il regime. smontò il mito della apoliticità, soprattutto in sede penale. credette alla propria apoliticità, in nome del "metodo tecnico-giuridico".

Il fascismo ebbe un suo organico progetto giuridico: la fascistizzazione dello Stato, coadiuvata da segmenti di giuristi convinti. la parziale fascistizzazione dello Stato. la fascistizzazione dello Stato, nonostante l'opposizione dei giuristi. la limitazione delle garanzie giuridiche individuali.

Nel codice penale del 1930, evidente fu l'influsso fascista con. A) la reintroduzione della pena di morte, B) la previsione di una serie infinita di reati d’opinione, C) Pene severissime per i reati contro l'integrità della stripe (aborto ecc.). A) la reintroduzione della pena di morte, B) Pene severissime per i reati contro la personalità dello Stato. A) la reintroduzione della pena di morte, B) la previsione di una serie infinita di reati di stampa, C) Pene severissime per i reati contro la personalità dello Stato. A) la reintroduzione della pena di morte, B) la previsione di una serie infinita di reati d’opinione, C) Pene severissime per i reati contro la personalità dello Stato.

Un esponente della civilistica le cui teorie risentirono della contaminazione fascista fu, ad esempio,. Piero Calamandrei. Santi Romano. Alfredo Rocco. Emilio Betti.

dove più si manifestò, con nuovi testi repressivi, l'influenza fascista, fu. nel diritto dell'economia. nel diritto pubblico. nel diritto penale. nel diritto amministrativo.

Artefice della penalistica fascista fu. Arturo Rocco. Carlo Costamagna. Alfredo Rocco. Antonio Cicu.

oltre alla legge sull'incendio del Reichstag e alla legge sui pieni poteri, una terza legge completava in truce quadro dell'instaurazione della dittatura nazista: le leggi sull'amministrazione civile. La legge per la protezione del sangue tedesco e l'onore tedesco. la legge per la ricostruzione del Reich”, che scioglieva i parlamenti dei Länder (regioni federate), trasferendone i poteri legislativi e amministrativi al governo centrale. Le leggi di Norimberga.

Come fece Adolf Hitler per varare la "legge sui pieni poteri"?. ottenne l'accordo parlamentare del partito socialdemocratico. Ricorse al mero strumento del decreto legge governativo. ottenne l'accordo parlamentare del partito del Centro. ottenne l'accordo parlamentare del partito nazionale tedesco.

Il nazismo era portatrice di un'ideologia. autoritaria e monopartitica. totalitaria e basata sul concetto di "razza superiore". autoritario-repressiva. militarista.

La "legge sull'incendio del Reichstag" del 1933. creò i "campi di concentramento". autorizzavano l'arresto e la violenza contro gli ebrei. sospese la libera stampa. sospendeva i diritti civili e permetteva la repressione dell'opposizione politica.

La "legge sui pieni poteri" del 1933. sospendeva i diritti civili e permetteva la repressione dell'opposizione politica. consentiva a Hitler e al suo governo di emanare leggi (anche leggi che violano la costituzione) senza passare per il Reichstag. annullava la cittadinanza per gli oppositori politici. espelleva dalla Germania gli oppositori.

La "legge sui pieni poteri" del 1933. Nessuna delle precedenti. non abbisognava di alcuna votazione del parlamento. abbisognava di una maggioranza qualificata in seno al Reichstag stesso. abbisognava di una maggioranza semplice.

Le "leggi di Norimberga" del 1935. Autorizzavano l'arresto e la violenza contro gli ebrei. sospendevano i diritti politici ai cittadini di razza ebraica. rendevano il partito nazista partito unico. espellevano gli ebrei dalla Germania.

Un tragico evento costituì il prologo della "Shoah" in Germania…. la sospensione della costituzione di Weimar. l'incendio del Reichstag. Le leggi sui pieni poteri. La "notte dei cristalli".

Con il decreto presidenziale «per la protezione del popolo e dello Stato», emanato il 28 febbraio 1933, era stato. introdotto lo Schutzhaft (arresto preventivo). creato uno speciale corpo di polizia, le SA. introdotto il fermo di polizia per 72 ore. creato il confino amministrativo di polizia, sotto stretta sorveglianza.

il "Tribunale del popolo", nazista, esercitò una spietata e vasta opera di repressione in particolare. Dopo lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Durante tutta la seconda guerra mondiale (1939-1945). Dopo la presa del potere da parte di Hitler, nel 1933. Dopo l'attentato a Hitler del 20 luglio del 1944.

La giustizia, nel Terzo Reich, fu appannaggio specifico. di giudici laici, membri del partito nazista. di "tribunali speciali" composti da tre membri. di entità amministrative slegate dalla giustizia. di giudici amministrativi.

Dal 1993, il triste panorama della detenzione, nel regime nazista, prese anche le forme. del campo di concentramento. del campo di sterminio. del confino di polizia. del campo di internamento.

La “Legge sul servizio dello Stato (detta «per il rinnovo dell’amministrazione pubblica») del 7 aprile 1933 consentiva. Il licenziamento di dipendenti dai costumi e dalla vita non conformi alla morale del nazismo. il licenziamento di dipendenti non "ariani" o "pericolosi". Il licenziamento di dipendenti politicamente non allineati. Il licenziamento di dipendenti di tendenze sessuali "devianti".

La modalità di esercizio della funzione legislativa fu, durante il Terzo Reich,. quella della decretazione governativa di urgenza, ulteriormente evoluta in una produzione di atti sostanzialmente normativi ad opera di strutture extra-costituzionali costituite da “comitati” o “uffici” direttamente riferibili al Führer. quella della normazione amministrativa, ulteriormente evoluta in una produzione di atti sostanzialmente normativi ad opera di strutture extra-costituzionali costituite da “comitati” o “uffici” direttamente riferibili al Führer. quella della decretazione governativa ordinaria, ulteriormente evoluta in una produzione di atti sostanzialmente normativi ad opera di strutture extra-costituzionali costituite da “comitati” o “uffici” direttamente riferibili al Führer. quella della legislazione di urgenza, ulteriormente evoluta in una produzione di atti sostanzialmente normativi ad opera di strutture extra-costituzionali costituite da “comitati” o “uffici” direttamente riferibili al Führer.

Per reprimere l'opposizione al regime nazista, fu creato, nel 1934. Un "Tribunale del popolo" (Volksgerichtshof). un Tribunale del popolo, sezione distaccata della corte di cassazione tedesca. un Tribunale del partito nazista. un Tribunale speciale supremo.

Oltre alla revisione amministrativa delle sentenze, nei confronti della magistratura si attuò, per sorvegliarla,. un controllo ad personam da parte di SS e Gestapo. una fittissima serie di istruzioni da parte del ministri della giustizia. la reclusione in campi di concentramento di giudici dissidenti. il licenziamento immediato di giudici oppositori politici.

Per sorvegliare da vicino una magistratura cui veniva tolta ogni indipendenza, si attuò. une repressione puntuale nei confronti di giudici dissenzienti. l'espulsione di giudici "sgraditi". una revisione in via amministrativa di sentenze "sgradite" da parte dell'esecutivo. una sorveglianza strettissima sui giudici.

Nel periodo nazista, la fonte del diritto fu in realtà. la decretazione emanata dal Adolf Hitler. la normativa civile e militare varata dai vertici delle SS e della polizia segreta naziste, col beneplacito di Hitler. La volontà espressa del partito nazista. il "Fuehrerprinzip", o volontà del dittatore.

In materia civilistica, la Germania nazista progettò. la sostituzione del Codice civile (BGB) con un "codice del popolo". la sostituzione, in chiave nazista, della parte relativa alle "condizioni generali di contratto " (AVB) inserita nel codice civile (BGB). la sostituzione della parte generale del Codice civile (BGB) per introdurvi i principi del diritto nazista. una riforma legislativa profonda del Codice civile (BGB) in nome dell'ideologia nazista.

Nella concezione socialista, poi applicata nell'Unione sovietica,. La produzione giuridica è strettamente controllata da una pluralità di "Centri" ed uffici facenti però tutti capo al partito comunista al potere. La produzione giuridica è strettamente controllata dagli organi supremi del partito comunista. La produzione giuridica è strettamente controllata dal comitato centrale del partito comunista. La produzione giuridica è strettamente controllata dagli organi di governo delle repubbliche dell'URSS.

Nella concezione socialista, poi applicata nell'Unione sovietica, abbiamo un paradosso che ci ricorda l'antico assolutismo settecentesco: la volontà del "capo supremo", divenuta legge, è l'unica fonte di diritto. Stato e diritto sono considerati inscindibili, e la legge dello Stato è l'unica fonte di diritto. Stato e diritto sono inscindibili. la legge dello Stato è l'unica fonte di diritto.

Per Yevgeny Pashukanis il diritto era. un sistema effimero, destinato a scomparire con il rafforzarsi della società socialista. un sistema temporaneo dettato dalle condizioni politiche dettate dalla classe di rivoluzionari al potere. Una volta che il socialismo avesse sradicato i rapporti di forza economici, anche le forme legali sarebbero scomparse. un sistema temporaneo dettato dalle relazioni economiche. Una volta che il socialismo avesse sradicato i rapporti di forza economici, anche le forme legali sarebbero scomparse. un sistema permanente dettato dalle relazioni economiche. Una volta che il socialismo avesse sradicato i rapporti di forza economici, le forme legali non sarebbero scomparse.

Nell'ottica leninista di occupazione del potere ad oltranza da parte di una élite (comunista). lo Stato e la legge erano destinati a rappresentare lo strumento tassativo di trasmissione degli "ordini" della élite al potere. lo Stato e la legge, destinati ad essere duraturi anche in società socialista senza classi, potrebbero anch’essi durare indefinitamente. lo Stato e la legge, destinati ad essere provvisori con l'obiettivo unico di realizzare una società socialista senza classi, potrebbero anch’essi durare a lungo: fin quando durerà, appunto, un tale periodo transitorio. lo Stato e la legge, destinati ad essere provvisori con l'obiettivo unico di realizzare una società socialista senza classi, scompaiono rapidamente.

Nella visione di Lenin, che guida la presa del potere da parte dei bolscevichi in Russia nell'ottobre del 1917, il diritto. diviene necessario sin quando esisterà una società necessariamente autoritaria , guidata dalla élite dirigente di rivoluzionari di professione. diviene necessario sin quando esisterà una società di transizione verso il socialismo puro, senza classi, guidata dalla élite dirigente di rivoluzionari di professione. diviene fondamentale quale cinghia di trasmissione di ordini alla società da parte della élite dirigente di rivoluzionari di professione. rappresenta la "voce" autorevole dei rivoluzionari al potere.

Nella visione di Engels. il diritto è unicamente l'aspetto legale, l'immagine legale dello sfruttamento economico. il diritto è lo strumento della dittatura del proletariato. il diritto è lo strumento per la costruzione di una società socialista. il diritto è il volto legale della borghesia al potere.

Un grande teorico del comunismo dedicò al diritto ampia parte di un suo ben noto saggio…. Engels. Trockij. Lenin. Gramsci.

La dimensione giuridica. svolgeva un ruolo importante nella società borghese, ma era destinata a scomparire col socialismo. rivestiva un ruolo assai importante nell’ideologia socialista/comunista, nonostante la convinzione di Marx che non ci fosse posto per lo Stato e la legge in una società senza classi. Non rivestiva un ruolo importante nell’ideologia socialista/comunista. Era convinzione di Marx che non ci fosse posto per lo Stato e la legge in una società senza classi. avrebbe svolto un ruolo del tutto secondario anche nelle società socialiste.

Dopo l'avvento al potere di Stalin, l'Unione sovietica. ritrova le origini ideologiche del marxismo. ritrova le origini del leninismo. diviene una dittatura totalitaria e ferocemente repressiva. è governata da una élite di burocrati fedeli al dittatore.

Il volto brutale del diritto stalinista è impersonato da. Trockij. Pashukanis. Vyšinskij. Bukharin.

La repressione stalinista si attua segnatamente. con lo sterminio dei piccoli contadini indipendenti (kulak). con la repressione dei quadri militari riottosi (a Kronstadt, 1921). con lo sterminio dei proprietari terrieri ucraini e bielorussi (kulak). con lo sterminio della dirigenza comunista sovietica.

Uno scrittore come Robert Conquest è dell'avviso che nel periodo stalinista e post-stalinista. Le leggi resero ancora più spietato il “Grande Terrore”. vi fu, di fatto, una paralisi nell'uso dello strumento legislativo. Le leggi attenuarono la repressione, il “Grande Terrore”. Le leggi consentirono e furono funzionali alla repressione, al “Grande Terrore”.

Dopo la seconda guerra mondiale, altri paesi si trovarono sotto egemonia comunista e, divenute società socialiste, adottarono leggi conformi…. I paesi dell'Europa centro-orientale. Le due Coree. Cuba. La Cina.

Nell'URSS stalinista e post-stalinista, in cui la repressione fu attuata mediante strumenti anche giuridici (ordinanze ecc.). l'uso di forme legali diede origine ad ampia discussione. le forme legali condussero ad un maggiore garantismo. le forme legali furono abbandonate. le forme legali continuarono ad essere impiegate, se non altro almeno per fini di propaganda.

La scelta di creare una corte costituzionale. Si ispirava al modello austriaco. si sarebbe dimostrata fragile. avrebbe avuto esiti subito positivi sul piano legislativo. Era totalmente originale e nuova.

Nella silhouette di "testo di compromesso" sono da ricercare anche le debolezze della costituzione italiana. Come. L'accordo in assemblea sui Patti Lateranensi. L'accordo concernente il regionalismo. La nascita della figura del referendum abrogativo di leggi ordinarie. Il delineare in modo disomogeneo talune libertà fondamentali.

Tra il 1944 a il 1945, istituzionalmente,. si scelse risolutamente, a maggioranza, di proclamare la repubblica. si scelse di non mettere in discussione la forma monarchica dello Stato neanche nell'immediato dopoguerra. si scelse di conservare il vecchio Statuto albertino, emendandolo di sue parti ormai obsolete. prese corpo l'idea di una scelta, da attuarsi nel dopoguerra, circa la forma di governo e la costituzione del paese.

La costituzione repubblicana del 1° gennaio 1948. Vide prevale le istanze sociali insieme a quelle classiche, liberali e garantiste. fu varata nonostante una rilevantissima opposizione monarchica, viva nelle piazze ma anche in assemblea. Si presentò sostanzialmente come un compromesso tra le istanze di parte cattolica, quelle più accesamente sociali di parte social-comunista e quelle di tradizione liberale,attente alla salvaguardia dei diritti individuali. Si presentò sostanzialmente come un compromesso tra le istanze di parte cattolica e quelle più accesamente sociali di parte social-comunista.

Nella Assembla costituente repubblicana, scaturita dal referendum e dal voto del 2 giugno 1946,. gli esponenti della vecchia classe dirigente liberale (Nitti, Orlando, De Nicola) erano in numero considerevole. sedettero esponenti dei nuovi partiti politici democratici. presero posto rappresentanti del vecchio regime liberale insieme ad esponenti dei partiti politici democratici. sedettero esponenti dei partiti politici democratici ed anche esponenti del partito monarchico.

La costituzione italiana seppe imparare dall'esperienza del passato?. Si, poiché tradusse in atto una democrazia parlamentare compiuta. Si, poiché delineò un'abile equilibrio tra Stato centrale e autonomie locali. Si, ma l'elencazione dei diritti di libertà è troppo scarna rispetto alle enunciazioni ideologiche magniloquenti. Non sempre: per timore del vecchio fascismo, si delineò un sistema parlamentare puro che si tradusse in governi deboli ed in un premier scarsamente dotato di poteri.

Vi fu chi vide nella norme della costituzione repubblicana una debolezza: la disomogeneità e frammentarietà. la mancanza di leggi di esecuzione efficaci. il loro carattere vago e generico. il loro carattere "programmatico", di attuazione solo nel futuro.

La scelta delle autonomie locali ebbe, in assemblea costituente, un movente impellente: ammodernare l'apparato statale. arginare poteri troppo vasti dello Stato centrale. arginare il pericolo del separatismo di talune regioni. imitare il modello federale USA (da cui la Sicilia si sentiva attratta).

La scelta del referendum abrogativo di leggi ordinarie trasse origine anche: dal timore di un potere legislativo troppo centralista e ideologizzato. dalla sfiducia reciproca tra i partiti di governo e di opposizione. dal timore che uno dei due blocchi politici che si fronteggiavano potesse divenire sopraffattorio, e che quindi era utile per entrambi garantirsi spazi di resistenza contro governi centrali eventualmente sfavorevoli. Dal sincero desiderio di far spazio a forme di democrazia diretta.

Mentre la costituzione italiana prendeva corpo, un altro paese europeo avrebbe di lì a poco saputo imparare più efficacemente, con la sua carta costituzionale,dagli "errori del passato": la Spagna. l'Austria. la Francia. la Germania.

Tra i costituenti francesi del 1946 vi furono una trentina di deputati d'oltremare che rappresentavano i popoli colonizzati e che diedero un contributo importante ai lavori delle Assemblee. Come ad esempio. il futuro leader egiziano Nasser. il senegalese Léopold Sédar Senghor. il vietnamita Ho Chi Mihn. il tunisino Bourghiba.

Le costituzioni europee del primo dopoguerra, cui quelle post-1945 vogliono riannodarsi,. ampliavano unicamente, rispetto al passato, i "diritti sociali" (lavoro, istruzione, scuola ecc.). non contenevano novità di rilievo sul piano dell'assetto dei poteri. contenevano due novità: il catalogo dei diritti sociali e un “parlamentarismo aperto”. riprendevano, in chiave parlamentare, il costituzionalismo ottocentesco.

La concezione coloniale "aperta", della costituzione francese del 1946. riuscì in un primo tempo a produrre pace e prosperità nelle colonie francesi. fallì di fronte al conservatorismo nazionalista e alle rivolte coloniali di Indocina e Algeria. fallì di fronte al conservatorismo nazionalista della destra e dei comunisti. fallì di fronte al conservatorismo nazionalista e alle rivolte coloniali di Indocina.

Quando, nel 1958, Charles De Gaulle ritornò al potere, chiamatovi per risolvere la crisi algerina,. decretò la fine della Quarta repubblica e promosse il varo di una nuova costituzione, sempre di natura parlamentare pura. decretò la fine della Quarta repubblica e promosse il varo di una nuova costituzione, stavolta a carattere presidenzialista. decretò la fine della Quarta repubblica e promosse il varo di una nuova costituzione, sempre di natura parlamentare pura ma con elezione diretta del presidente. decretò di voler proseguire le istituzioni della Quarta repubblica ma promosse l'elezione diretta del presidente.

le costituenti dei grandi Paesi dell’Europa occidentale, Francia, Italia e il consiglio parlamentare della Germania Ovest, dopo il 1945. riprendono il filo dell’elaborazione costituzionale del primo dopoguerra ma introducono tutte dei sistemi correttivi nel sistema parlamentare. riprendono il filo dell’elaborazione costituzionale del primo dopoguerra, cercando di superare le rigidità, assimilando la lezione della storia e riproponendo da un lato un efficace catalogo di diritti sociali, dall’altro forme più o meno riuscite di sistema parlamentare (riconoscendo il ruolo dei partiti nella società democratica). rompono con l'inefficace elaborazione costituzionale del primo dopoguerra, foriera di regimi totalitari. riprendono il filo dell’elaborazione costituzionale del primo dopoguerra.

In Francia, un evento bellico giudicato "di discontinuità" indusse i politici a varare una nuova costituzione (e una nuova repubblica) invece di riassumere la costituzione della Terza repubblica: la Resistenza. il governo filotedesco di Vichy guidato dal maresciallo Pétain (1940-1944). la disfatta militare del 1940. l'occupazione tedesca durante la guerra.

il governo provvisorio francese post-bellico fu guidato, per un anno,. da Robert Schuman. da Charles De Gaulle. da Pierre Laval. da Léon Blum.

la costituzione francese dell'ottobre 1946 fu. varata in poco più di tre mesi da una assemblea costituente e sottoposta a referendum confermativo. varata in poco più di tre mesi da una assemblea costituente. varata in un anno da una assemblea costituente e sottoposta a referendum confermativo. varata in sei mesi da una assemblea costituente.

la Quarta repubblica francese, nata nel 1946,. era un sistema parlamentare con vari correttivi istituzionali, e produsse governi di lunga durata. era un sistema parlamentare puro, e produsse governi relativamente deboli e di breve durata. era un sistema semipresidenziale, ma produsse governi relativamente deboli. era un sistema parlamentare puro, e produsse governi relativamente duraturi.

La costituzione francese del 1946, liberale e parlamentare, si voleva aperta anche sul piano coloniale: Proclamò una sorta di colonialismo “consensuale”, volendo “scartare ogni sistema di colonizzazione fondato sull’arbitrio” e volendo garantire a tutti gli abitanti delle colonie “l’eguale accesso alle funzioni pubbliche e l’esercizio individuale e collettivo dei diritti e delle libertà", non accordando però, esplicitamente diritti di cittadinanza francese agli abitanti delle colonie. Proclamò una sorta di colonialismo “consensuale”, ma ribadì l'indissolubilità del legame con la madrepatria. Proclamò una sorta di colonialismo “consensuale”, volendo “scartare ogni sistema di colonizzazione fondato sull’arbitrio” e volendo garantire a tutti gli abitanti delle colonie “l’eguale accesso alle funzioni pubbliche e l’esercizio individuale e collettivo dei diritti e delle libertà". Proclamò una sorta di colonialismo “consensuale”, volendo “scartare ogni sistema di colonizzazione fondato sull’arbitrio” e "sulla forza militare".

la Quarta repubblica francese, nata nel 1946,. sarebbe durata sino alla definitiva crisi del 1968 ("maggio francese"). sarebbe durata sino alla definitiva crisi del 1958, scaturita dal problema della guerra d'Algeria. sarebbe durata sino alla definitiva crisi del 1958, originata da un colpo di Stato di Charles De Gaulle. sarebbe durata sino alla definitiva crisi del 1958, scaturita dal problema della guerra d'Indocina.

Sul piano dei diritto fondamentali, la costituzione francese del 1946. Comprime quelli "classici", di tradizione liberale rispetto a quelli sociali (solenni proclamazioni di parità uomo-donna, diritto al lavoro, diritto di asilo, di sciopero,affiliazione sindacale, tutela della famiglia e del fanciullo, rinuncia alla guerra e “limitazioni di sovranità necessarie per l’organizzazione e la difesa della pace”):. accoglie quelli consacrati dalla Dichiarazione dei diritti del 1789 nonché “i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica”. Vi si aggiungono, come complemento di carattere sociale, solenni proclamazioni di parità uomo-donna, diritto al lavoro, diritto di asilo, di sciopero, affiliazione sindacale, tutela della famiglia e del fanciullo, rinuncia alla guerra e “limitazioni di sovranità necessarie per l’organizzazione e la difesa della pace”. sostituisce un proprio elenco rispetto a quelli consacrati dalla Dichiarazione dei diritti del 1789 nonché “i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica”.Vi si aggiungono, come complemento di carattere sociale, solenni proclamazioni di parità uomo-donna, diritto al lavoro, diritto di asilo, di sciopero, affiliazione sindacale,tutela della famiglia e del fanciullo, rinuncia alla guerra e “limitazioni di sovranità necessarie per l’organizzazione e la difesa della pace”. riformula, modernizzandoli, quelli consacrati dalla Dichiarazione dei diritti del 1789. Vi si aggiungono, come complemento di carattere sociale, solenni proclamazioni di parità uomo-donna, diritto al lavoro, diritto di asilo, di sciopero, affiliazione sindacale, tutela della famiglia e del fanciullo, rinuncia alla guerra e “limitazioni di sovranità necessarie per l’organizzazione e la difesa della pace”.

Nella Spagna di Franco, uscita dalla sanguinosa guerra civile, ove le "Cortes" saranno ricostituite solo nel 1942 e nominate con sistema corporativo,. Non vi sarà una vera e propria costituzione, ma un insieme di leggi costituzionali. saranno adottate "leggi organiche", ma sempre revocabili ad libitum da Franco. Verrà varata una nuova costituzione nel 1939. non sarà adottata alcuna legge costituzionale di rilievo.

dopo la seconda guerra mondiale, Austria e Germania. sono entrambe suddivise in zone di occupazione, ma i loro percorsi politici divergeranno profondamente. sono entrambe suddivise in zone di occupazione. L'Austria potrà darsi una nuova costituzione solo nel 1955. sono entrambe suddivise in zone di occupazione, ed entrambe potranno darsi nuove costituzioni democratiche. sono entrambe suddivise in zone di occupazione, ma la Germania potrà darsi una nuova costituzione nel 1949.

Nella costituzione tedesca del 1949 si tenta di ridurre al minimo, con un correttivo, il rischio di maggioranze impossibili: per questo, lo strumento della mozione di sfiducia, continua ad esistere, ma. è subordinato alla condizione di avere l'assenso del presidente della repubblica prima che il cancelliere in carica venga rimosso dai suoi uffici (principio di sfiducia costruttiva). è subordinato alla condizione di trovare una nuova maggioranza parlamentare prima che il cancelliere venga rimosso dai suoi uffici (principio di sfiducia costruttiva). è subordinato alla condizione di trovare un nuovo programma di governo prima che il cancelliere in carica venga rimosso dai suoi uffici (principio di sfiducia costruttiva). è subordinato alla condizione di trovare un nuovo esecutivo prima che il precedente venga rimosso dai suoi uffici (principio di sfiducia costruttiva).

Nel sistema costituzionale tedesco ed in quello austriaco, due istituti divergono nettamente: A) il cancelliere, puramente rappresentativo in Germania, e B) il federalismo, più accentuato in Germania. A) il presidente della repubblica, puramente rappresentativo in Austria, e B) il federalismo, più accentuato in Germania. A) il presidente della repubblica, puramente rappresentativo in Germania, e B) il federalismo, più accentuato in Austria. A) il presidente della repubblica, puramente rappresentativo in Germania, e B) il federalismo, più accentuato in Germania.

Nella costituzione austriaca, il presidente della repubblica. assunse poteri più forti (scioglimento delle camere, nomina del cancelliere ecc.) dalla riforma del 1929 che ne dispose l'elezione popolare diretta. Gode di attribuzioni incisive (es. scioglimento delle camere) suscettibili di porlo in rotta di collisione con le funzioni del cancelliere. ebbe sin da subito (1920) attribuzioni più consistenti (scioglimento delle camere, nomina del cancelliere ecc.) in concomitanza con la sua elezione popolare diretta. assunse poteri più forti (scioglimento delle camere, nomina del cancelliere ecc.) solo a partire dal 1955.

La "legge fondamentale" tedesca del 1949 risente molto della volontà di non ripetere gli errori del passato totalitario. Per questo, due grandi principi campeggiano in primo piano: Quello della libertà e quello dell'eguaglianza. Quello di "perennità" della costituzione e quello di legalità. Quello della rigidità della costituzione e quello della dignità personale (e del diritto di resistenza all'arbitrio). Quello di "perennità" della costituzione e quello della dignità personale (e del diritto di resistenza all'arbitrio).

Una figura costituzionale fu delineata, nella costituzione tedesca del 1949, in modo sostanzialmente diverso: e questo, a causa della triste esperienza di Weimar: il cancelliere, ore semplice "primus inter pares". il governo, ora regolamentato nei dettagli. la magistratura, ora indipendente ed inamovibile. il presidente della repubblica, ora dotato di funzioni puramente notarili e moderatrici.

Nella costituzione tedesca del 1949 si tenta di ridurre al minimo, con un correttivo, il rischio di maggioranze impossibili, problema tipico della repubblica di Weimar in cui spesso gli affari politici diventavano ingestibili a causa delle dozzine e dozzine di partiti rappresentati in Parlamento: lo sbarramento elettorale del cinque per cento. un sistema elettorale maggioritario a due turni. un sistema elettorale maggioritario. il sistema del "doppio voto".

Il sistema costituzionale franchista (1939-1975). era un sistema parlamentare puro, e produsse governi relativamente duraturi. era un sistema istituzionale che, inizialmente autoritario, finì poi per avviarsi sulla strada di una crescente liberalizzazione. potrebbe definirsi un sistema "presidenziale", pur considerandosi Franco stesso come una sorte di "reggente" in vista di una futura restaurazione monarchica. era un sistema sostanzialmente autoritario, imperniato sulla figura istituzionale del "caudillo" (Franco stesso).

Germania e Austria si daranno forme di governo parlamentare, dopo la seconda guerra mondiale,. ma l'Austria ripercorrerà lo stesso cammino costituzionale d'anteguerra. ma nella costituzione austriaca i "correttivi" al sistema parlamentare saranno più accentuati. e molto simili saranno i profili istituzionali che entrambe creeranno. ma nella costituzione tedesca i "correttivi" al sistema parlamentare saranno più accentuati.

la CEE fu costituita: col Trattato di Nizza, 2004. coi Trattati di Roma, 1957. coi Trattati di Parigi, 1952. coi Trattati di Maastricht, 1992.

. Secondo Jean Monnet, Schuman e gli altri ispiratori dell'integrazione europea, la CECA avrebbe dovuto configurarsi, nei limiti delle competenze stabilite dal Trattato di Parigi, come. un'entità di diritto internazionale a pieno titolo. una sorta di entità sovranazionale. un'unione intergovernativa. una sorta di entità federale.

tra gli artefici della costruzione di un vero e proprio "diritto europeo" vi furono senza dubbio. i membri del servizio legale della Commissione della CEE. i due avvocati generali della corte di giustizia della CEE. i giudici della corte di giustizia della CEE. i membri del servizio legale della corte di giustizia della CEE.

Il metodo seguito per dar corpo e sostanza, e vita, ad un diritto europeo non semplicemente limitato alle norme dei Trattati CECA e CEE e alla normativa derivata fu quello di. emanare raccomandazioni e direttive volte all'armonizzazione dei sistemi e principi giuridici degli Stati membri. emanare atti normativi europei di portata generale, vincolanti. rinvenire "principi di fondo comuni" proprio del patrimonio giuridico (storico-giuridico) degli Stati membri. ritracciare una normativa (civile, commerciale) di tipo codicistico comune agli Stati membri.

Alla base della creazione del diritto europeo di oggi, vi fu un interessante laboratorio giuridico: il consiglio dei ministri europeo. il parlamento europeo. la Commissione europea. la Corte di giustizia europea.

Il diritto europeo, dalla sua creazione negli anni Cinquanta,. si sarebbe sviluppato grazie alla frenetica attività legislativa del parlamento europeo. si sarebbe sviluppato essenzialmente grazie alle direttive della CEE. si sarebbe sviluppato grazie anche ad una interessante costruzione giurisprudenziale. si sarebbe sviluppato grazie ad un'intensa opera di normazione codicistica.

Dagli anni Cinquanta, la costruzione europea. sarebbe proseguita, seppure con lentezza. avrebbe inevitabilmente finto per arenarsi di fronte alle resistenze opposte dagli Stati membri, gelosi della loro sovranità. avrebbe alternato stasi e slanci in avanti. sarebbe proseguita costantemente.

Anche della CEE si disse che era un'entità europea federale, sovraordinata agli Stati membri, in quanto, come per la CECA. i suoi atti potevano ricadere direttamente nella sfera giuridica dei cittadini degli Stati membri. gli Stati membri concordemente avevano accettato di sottoporsi a tale entità esplicitamente federale. le costituzioni degli Stati membri previdero tutte, esplicitamente, di essere parte di un'entità europea federale identificata sia nella CECA che nella CEE. i suoi atti potevano ricadere direttamente nella sfera giuridica dei cittadini degli Stati membri, e questi ultimi limitavano la propria sovranità nelle materie previste dal trattato.

I primi avvocati generali in servizio presso la Corte di giustizia della CEE, già dal 1952, furono. Karl Roemer e Maurice Lagrange. Karl Roemer e Michel Gaudet. Karl Roemer e Maurice Chevalier. Paul Reuter e Maurice Lagrange.

l'Alta Autorità della CECA, guidata da Jean Monnet, era. l'organo esecutivo. l'organo giudiziario. un consesso di ministri dei paesi membri. l'organo legislativo.

Gli avvocati generali della corte di giustizia della CEE furono, e sono ancora. una sorta di PM, legati agli Stati membri che li hanno nominati e chiamati a sorvegliare l'applicazione del diritto. magistrati “neutrali”, chiamati ad esporre conclusioni motivate nel puro interesse del diritto: figure super partes slegate da interessi settoriali e al servizio del diritto. coadiutori dei giudici delle corte, chiamati a dar loro pareri ed assistenza in ogni caso che contenga questioni giuridiche complesse e ardue tecnicamente. magistrati dipendenti dagli Stati membri, chiamati ad esporre conclusioni motivate nel puro interesse del diritto.

Il 18 aprile 1951, a Parigi, fu firmato il Trattato europeo CECA tra: Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo. Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Regno Unito. Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Regno Unito. Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo.

Quale fu l'intento della Dichiarazione Schuman” del 9 maggio 1950?. Porre le basi di un’Europa di libero scambio, economica. Porre le basi di un’Europa politica, federale, da costruire in tempi brevi. Porre le basi di un’Europa politica futura, federale, ma a costruzione graduale e pragmatica. Porre le basi di un’Europa capace di difendersi e far fronte alle due superpotenze, USA e URSS.

Lo scopo della CECA era quello di. mettere in comune tra gli Stati membri le risorse derivanti dallo sfruttamento di carbone e acciaio. creare un'area federale nei settori della politica, difesa, politica estera, economia ecc. mettere in comune tra gli Stati membri le risorse derivanti dall'attività economica, creando un'area di libera circolazione di merci, servizi, persone, capitali. mettere in comune tra gli Stati membri le risorse, in uomini e mezzi, per una difesa europea comune.

Nacque nel 1952, per iniziativa di Jean Monnet e Robert Schuman, una importantissima entità sovranazionale europea: la FAO. il Parlamento europeo. la CEE. la CECA.

il frutto più importante della primissima fase di costruzione europea, fine anni Quaranta, fu. la CED. la CECA. il Consiglio d’Europa. la CEE.

Il primo appello a favore di una unità tra popoli e nazioni europee, dopo la seconda guerra mondiale, lo lanciò. Jean Monnet. Robert Schuman. Winston Churchill. Alcide De Gasperi.

Ci si è chiesti se il rinnovato e neonato diritto europeo rappresenti una rinascita dell'antico "diritto comune" (ius commune) medievale-moderno: non può esserlo, in linea generale: ma solo sotto il profilo della ricerca di taluni "principi di base", concordanti e comuni ai sistemi giuridici nazionali. Non può esserlo in nessun caso, data la diversità di contesti, di portata e di sviluppo dei due diritti. può esserlo, ma solo negli ambiti ristretti alla competenza delle istituzioni europee (mentre il diritto comune aveva valenza universale). può esserlo a tutti gli effetti, per la sua genesi e il suo sviluppo.

la Corte di giustizia delle Comunità europee fu inaugurata solennemente. a Bruxelles, dicembre 1952. a Bruxelles, gennaio 1958. nel Lussemburgo, dicembre 1952. a Strasburgo, dicembre 1951.

Una specifica sentenza della Corte di giustizia dichiarò, negli anni sessanta, la superiorità e completezza del diritto europeo rispetto al diritto degli Stati membri: Macchiorlati/Dalmas, 1965. Costa/Enel, del 1964. Cassis de Dijon, 1979. Van Gend/Loos, 1963.

Una specifica sentenza della Corte di giustizia dichiarò, negli anni sessanta, l'avvenuta maturità del diritto europeo (ordinamento giuridico di nuovo genere, a favore del quale gli stati membri hanno rinunziato, se pure in settori limitati, ai loro poteri sovrani): Muller/Commissione, del 1964. Kergall/Assemblea parlamentare, del 1955. Costa/Enel, del 1964. Van Gend/Loos, del 1963.

Come viene compiuta, dalla Corte di giustizia, la creazione in diritto europeo dei concetti di "sviamento di potere", "responsabilità", "principio di legalità" e "revoca di atti giuridici"?. Attingendo, mediante analisi comparative, al patrimonio comune dei sistemi giuridici degli Stati membri in tali specifici settori. Ricorrendo all'opera legislativa del parlamento europeo (all'epoca denominato "assemblea parlamentare europea"). Creando un'intelaiatura normativa comune, sovranazionale. mediante la creazione di direttive europee a portata generale.

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