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Fecha de Creación: 2026/02/28

Categoría: Otros

Número Preguntas: 80

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Che cos'è la linearità del significante?. 1. è un principio che regola il segno secondo Saussure. 2. è una caratteristica del significato stando a Hjelmslev. 3. è il modo in cui si relazionano espressinoe e contenuto. 4. determina il valore di un segno.

Di cosa si occupa la linguistica sincronica?. 1. di studiare l'aspetto statico della lingua. 2. di studiare l'aspetto evolutivo della linguia. 3. della funzione segnica. 4. della linearità del significante.

Di cosa si occupa la linguistica diacronica?. 1. degli aspetti evolutivi della lingua. 2. degli aspetti statici della lingua. 3. della langue. 4. della parole.

Cosa sono identità e valore di un segno linguistico?. 1. Due concetti interrelati propri del segno linguistico secondo Saussure. 2. due concetti propri della linguistica diacronica. 3. dei rapporti sintagmatici. 4. dei rapporti associativi.

Il segno è mutabile o immutabile?. 1. entrambe le cose. 2. immutabile. 3. mutabile. 4. nessuna delle due.

Louis Hjelmslev è. 1. il più grande erede diretto di Saussure. 2. il più grande erede di Barthes. 3. un linguista ginevrino. 4. in opposizione a Saussure.

Saussure propone l'esempio degli scacchi per dimostrare. 1. identità e valore. 2. sincronica e diacronica. 3. langue e parole. 4. significante e significato.

I rapporti assocativi vengono detti. 1. in absentia. 2. in prasentia. 3. di parentela. 4. asintotici.

Per spiegare i rapporti sintagmatici e associativi Saussure ricorre a: 1. L'esempio della colonna. 2. L'esempio del treno. 3. L'esempio degli scacchi. 4. L'esempio della strada.

Qual è il secondo livello dell’analisi di Barthes?. 1. Quello delle azioni. 2. Quello della narrazione. 3. Quello delle funzioni. 4. Quello degli attanti.

Qual è il terzo livello dell’analisi di Barthes?. 1. Quello della narrazione. 2. Quello delle azioni. 3. Quello delle funzioni. 4. Quello degli attanti.

A differenza di Propp, i suoi eredi rispetto alle azioni. 1. Hanno dato maggiore importanza all’ordine logico. 2. Hanno dato maggiore importanza all’ordine cronologico. 3. Non hanno dato maggiore importante all’ordine logico. 4. Non hanno creduto alla supremazia dell’azione sul personaggio.

Gli assi semantici che attraversano il racconto sono: 1. Asse della comunicazione, del desiderio e della prova. 2. Asse del contratto, della prova e del desiderio. 3. Asse della manipolazione, della performanza e della sanzione. 4. Asse della significazione del desiderio e della prova.

A livello della narrazione. 1. Si replica lo schema dello scambio che avviene all’interno del racconto. 2. Si replica uno schema differente rispetto a quello che avviene nel racconto. 3. Un mandante dà un incarico a un soggetto. 4. Un soggetto dà un incarico a un mandante.

Bremond dice che: 1. l’azione di apertura non comporta necessariamente la realizzazione dell’azione nella funzione successiva. 2. La virtualità non è prevista nel suo modello. 3. L’azione di apertura prevede una necessaria realizzazione dell’evento. 4. L’azione di chiusura si verifica sempre.

La configurazione a legatura: 1. è quella chiave del modello proppiano. 2. è centrale nel modello di Bremond. 3. non è centrale nel modello di Bremond. 4. prevede una sequenza tipo: fatto da riparare-processo di riparazione-fatto riparato.

Cos’è che garantisce l’omogeneità e quindi l’operazione di integrazione tra un livello e un altro secondo Barthes?. 1. L’isotopia. 2. La funzione. 3. La catalisi. 4. Il nucleo.

Una possibile distinzine del tempo nei racconti è quella fra. 1. Tempo della storia, tempo della narrazione, tempo del racconto. 2. Tempo della storia e tempo della narrazione. 3. Tempo del racconto e tempo della storia. 4. Tempo della storia e tempo della narrazione.

Il tempo della storia riguarda. 1. L'effettiva estensione delle vicende narrate. 2. Il momento in cui il narratore racconta. 3. Ha a che fare con i tagli. 4. Nessuna delle precedenti.

Il tempo della storia è detto. 1. Diegesi. 2. Analessi. 3. Prolessi. 4. Durata.

Il tempo della narrazione riguarda. 1. L'effettiva collocazione temporale del narratore rispetto alla storia narrata. 2. La diegesi. 3. L'effettiva durata della storia. 4. Nessuna delle precedenti.

Il tempo del racconto. 1. nessuna delle risposte. 2. è uguale alla diegesi. 3. riguarda la collocazione temporale del narratore rispetto alla storia. 4. non riguarda la trama.

La scena si ha quando. 1. Tempo del racconto e tempo della storia coincidono. 2. c'è un'elencazione per punti dei fatti narrati. 3. alcune immagini sono soppresse. 4. Collocazione temporale del narratore ed evento narrato coincidono.

L'analessi è. 1. Un fenomeno di ordine. 2. Un fenomeno di durata. 3. Un fenomeno di frequenza. 4. un'anticipazione.

La frequenza riguarda. 1. La quantitià delle rappresentazione di un evento all'interno della storia. 2. un femoneno di durata. 3. un fenomeno di ordine. 4. L'insieme delle altre risposte.

Qual è l'idea di traduzione di Umberto Eco?. 1. La traduzione è una negoziazione. 2. La traduzione è una forma di infedeltà. 3. La traduzione è una forma di federltà. 4. La traduzione è sempre una perdita.

In "Dire quasi la stessa cosa" Eco si interessa alla traduzione detta. 1. Interlingusitica. 2. Endolinguistica. 3. Interlinguistica. 4. Intralinguistica.

La traduzione endolinguistica è detta anche. 1. Riformulazione. 2. trasmutazione. 3. intrasegnica. 4. adattamento.

La traduzione intersemiotica è quella che interessa. 1. Due sistemi di segni differenti. 2. Due sistemi di segni uguali. 3. La stessa lingua. 4. Due lingue diverse.

La traduzione intersemiotica è detta anche. 1. Trasmutazione. 2. Riformulazione. 3. Parafrasi. 4. Perifrasi.

L'adattamento cinematografico è. 1. Una forma di traduzione intersemiotica. 2. Una riformulazione. 3. Una parodia. 4. Una forma di traduzione endolinguistica.

Barthes definisce l'esca. 1. Una deviazione deliberata della verità. 2. Un misto di verità e menzogna. 3. Una menzogna. 4. Una parziale verità.

Barthes definisce l'equivoco. 1. Un misto di verità e menzogna. 2. una deviazione deliberata della verità. 3. una menzogna. 4. una parziale verità.

Barthes definisce il blocco come. 1. una dichiarazione di insolubilità del caso. 2. la fine della narrazione. 3. una mancata conclusione. 4. un finale aperto.

Tra i sintagmi dilatori Barthes annovera. 1. La risposta parziale. 2. Le richieste dell'accompagnatrice del narratore. 3. Le scene del salotto. 4. La scena dell'anello.

Tra i sintagmi dilatori Barthes annovera. 1. La risposta sospesa. 2. L'antifrasi. 3. Nessuna delle precedenti. 4. Sia la risposta sospesa che l'antifrasi.

L'appuntamento del personaggio al giorno dopo per Barthes: 1. Più che un appuntamento è un fatto di narrazione. 2. è un blocco. 3. è un equivoco. 4. è un'esca.

Il rapporto tra l'accompagnatrice e il narratore fa parte. 1. del racconto a cornice. 2. del racconto incastonato. 3. del livello discorsivo. 4. nessuna delle precedenti.

Per il trailer di Shining. 1. Si parla di trailer narrativo. 2. Si parla di trailer antinarrativo. 3. Non è possibile dire il genere di appartenenza del film. 4. Nessuna delle precedenti.

Il trailer di Shining. 1. All'inizio presenta un'immagine che sembra in oggettiva. 2. All'inizio presenta un'immagine che sembra in soggettiva. 3. All'inizio presenta un'immagine che sembra un'oggettiva irreale. 4. Fin da subito si caratterizza come un'interpellezione.

Per il trailer si Shining. 1. Si può parlare si sintesi dei tipi di sguardo. 2. Inizia come soggettiva e si conclude come tale. 3. Non potrebbe mai essere un'oggettiva irreale. 4. Non si può parlare di soggettiva.

Il trailer di Shining. 1. All'inizio sembra un'oggettiva. 2. A metà assume le sembienza di un'oggettiva irreale e una soggettiva. 3. Alla fine si caratterizza come un'interprellazione. 4. Sono vere tutte le precedenti.

La soggettiva è. 1. Una visione del personaggio. 2. Una ripresa senza l'intermediazione di un personaggio. 3. Un virtuosismo della macchina da presa. 4. difficile che preveda un'allucinazione del personaggio.

L'oggettiva. 1. Esclude l'intermediazione di un personaggio. 2. non può essere irreale. 3. indica la visione oggettiva di un personaggio. 4. tutte le precedenti.

L'interpellazione. 1. chiama in causa lo spettatore. 2. ha a che fare con il virtuosismo della macchina da presa. 3. è comunque parte di una soggettiva. 4. è una ripresa in oggettiva.

La vera natura dei personaggi viene svelata. 1. Dalle scelte che compiono sottopressione. 2. Dai loro sentimenti manifesti. 3. In un dialogo. 4. In un'azione.

L'arco del personaggio è. 1. Il ribaltamento del personaggio dall'inizio alla fine della storia. 2. Un mezzo magico. 3. L'oggetto di valore. 4. Quello che compie il personaggio durante l'esordio.

L'idea di controllo è. 1. Il signifciato ultimo della storia. 2. Una domanda iniziale. 3. La domanda finale. 4. L'idea del personaggio.

Il protagonista è plurimo quando. 1. Due personaggi hanno il medesimo desiderio. 2. i personaggi sono molteplici. 3. I personaggi non hanno lo stesso desiderio. 4. Quando c'è uno sdoppiamento caratteriale.

La storia è un disegno costituito da cinque parti, tra le quali non c'è: 1. La domanda drammaturgica. 2. L'incidente scatenante. 3. Il climax. 4. La crisi.

L'incidente scatenante è: 1. Ciò che mette in moto la storia. 2. Un atto mediano. 3. Un atto finale. 4. Un incidente vero e proprio.

Nella fase della crisi. 1. Il protagonista prende la decisione che lo porterà ad affrontare il momento di massima tensione. 2. il protagonista è statico. 3. Ci si addentra nella metà della narrazione. 4. Solitamente il protagonista non prende una decisione importante.

Il climax. 1. é un processo in crescendo che termina nell'apice della tensione. 2. viene prima della crisi. 3. viene dopo la risoluzione. 4. è nel primo atto.

Secondo Marie-Laure Ryan eistono quanti tipi di suspense?. 4. 3. 2. 5.

La suspense del chi è caratteristica delle: 1. Detective story. 2. dei romanzi di formazione. 3. Autofiction. 4. Biografie.

La suspense del cosa si articolare attorno alla domanda: 1. Che cosa accadrà. 2. Come succederà. 3. Perché succederà. 4. In che modo.

La suspense del come e del perché. 1. è legata alla curiosità rispetto a un evento dato per certo. 2. articola la domanda attorno all'azione del protagonista. 3. fa in modo che lo spettatore si concentri sul racconto del narratore. 4. è una forma di metasuspense.

Hitchcock ha fatto ampio uso di. 1. Vicarious suspense. 2. Shared Suspense. 3. Direct Suspense. 4. Nessuna delle tre.

Il macguffin è: 1. Un pretesto. 2. La motivazione della trama. 3. L'oggetto di valore. 4. L'oggetto ricercato.

Gli operatori di suspense sono due. 1. Prefigurazione ed esca. 2. Attori e attanti. 3. Mnd reading e mistero. 4. Tranello e emozione.

La prefigurazione fa uso di: 1. Immagini chiave. 2. Flashback. 3. Colonna sonora. 4. Piano-sequenza.

I connettivi determinano. 1. La plausibilità delle frasi. 2. L'solamento delle frasi. 3. l'isolamento delle coordinate. 4. L'isolamento delle suboedinate.

L'argimento di conversazione. 1. è il comune denominatore tra i parlanti. 2. è espresso sempre alla fine. 3. comprare sempre. 4. nessuna delle precedenti.

Quanti tipi di connettivi esistono. 5. 4. 3. 2.

"di conseguenza" è un tipo di connettivo detto: 1. avverbio frasale. 2. di congiunzione. 3. di subordinazione. 4. di coordinazione.

"e" è un connettivo detto di. 1. congiunzione. 2. di subordinazine. 3. di coordinazione. 4. di frase(frasale).

Tra le varie funzione proprie dei connettivi si annovera quella di. 1. causalità. 2. appropriazione. 3. topicalizzante. 4. invariante.

Analizziamo 8 1/2 di Fellini perché: 1. è un fllm circolare a sfondo autobiografico che confode i piani temporali. 2. è un film che è facile ridurre in sinossi. 3. presenta una narrazionale classica. 4. è un film imprescindibile.

Dopo "La dolce vita" Fellini: 1. Abbandona la narrazione causa-effetto. 2. Verrà influenzato da Freud. 3. Verrà influenzato da Lacan. 4. Nessuna delle tre.

La nozione di inconscio collettivo: 1. Fornisce a Fellini la chiave per rielaborare la materia cinematografica. 2. Viene messa in discussione da Fellini. 3. Non influenza la creazione di Fellini. 4. Nessuna delle tre.

titolo iniziale del film era: 1. La bella confusione. 2. La donna ideale. 3. La creazione impossibile. 4. La crisi creativa.

I temi principali del film sono: 1. La fuga delle responsabilità e la crisi creativa. 2. L'amore impossibile. 3. Il tradimento. 4. La critica cinematografica.

Quanti tipi di immagini ci sono nel film: 5. 4. 3. 2.

Le narrazioni seriali trovano il loro antenato nel: feuilleton. film classico. fotoromanzo.

Il cliffhanger è un elemento narrativo: Posto al termine della puntata precedente. Usato raramente nelle serie TV. Che marca distinzione. Che attiva sorpresa.

Tra i più importanti autori di Feulleiton si annoverano: Balzac e Dumas. Greimas e Barthes. Svevo e Calvino. Eco e Manpassant.

Quanti sono i format di serie TV conosciuti: 2. 1. 3. 5.

L'anthology plot è una storia che: Si conclude alla fine del singolo episodio. Attraversa tutta la serie. Non si conclude. Si conclude all'inizio della puntata successiva.

Il cliffhanger: È un elemento narrativo che fa da gancio per la puntata successiva. È posto solitamente a metà puntata. Ha una focalizzazione interna. Ha una focalizzazione esterna.

Il runnig plot è una storia che: Attraversa tutta la lunghezza della serie. Si conclude alla fine dell'episodio singolo. si autoconclude. Si conclude alla fine della puntata successiva.

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