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Didattica generale 12 cfu

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Título del Test:
Didattica generale 12 cfu

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LEZ 61 - 92

Fecha de Creación: 2026/05/02

Categoría: Otros

Número Preguntas: 127

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Nel PEI fa riferimento alle capacità mnesiche, intellettive e all’organizzazione spazio-temporale: Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento. Dimensione della comunicazione e del linguaggio. Dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione. Dimensione dell’autonomia e dell’orientamento.

Lo studente segue la progettazione didattica della classe pur rimanendo garantite forme di personalizzazione nel PEI: personalizzato. semplificato. ordinario. differenziato.

Chi è responsabile della elaborazione e approvazione del PEI?. Il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO). Gruppo di Lavoro per l'Inclusione di Istituto (GLI). Il Consiglio di Classe. Il Dirigente Scolastico.

Quale è il documento progettuale redatto per gli studenti con disabilità certificata?. Il Percorso Educativo Individualizzato. Il Piano Educativo Individualizzato. Il Percorso Didattico Personalizzato. Il Piano Didattico Personalizzato.

L'elaborazione del PDP in supporto degli studenti con BES di ambito socio-economico, culturale e linguistico: è su richiesta della famiglia. è su richiesta dei servizi sociali. è a discrezione del Consiglio di classe. è obbligatoria.

Nel PDP in quale sezione inseriresti l'indicazione "incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari"?. Strumenti compensativi. Strategie metodologiche e didattiche. Strategie utilizzate dall’alunno nello studio. Valutazione.

Nel PDP occorre specificare metodologie e misure personalizzate rivolte allo studente: per le discipline pratiche. per ogni disciplina. per le discipline di base. per le discipline di indirizzo.

In una infrastruttura educativa, vengono considerati nelle pratiche d'aula: strategie, processi di leadership. processi di leadership, dotazioni strumentali. dispositivi didattici, strategie valutative. relazioni, opportunità di agency.

Nell'ambito di un ecosistema educativo, riguarda "la persona e il modo in cui gestisce se stesso e interagisce con l’ambiente circostante": exo-sistema. micro-sistema. meso-sistema. macro-sistema.

Nell'ambito di un ecosistema educativo, riguarda "la dimensione delle culture, delle politiche e delle credenze entro cui un soggetto vive, come ad esempio i valori sociali, le credenze, le usanze e i credo religiosi, le linee di governo generali": meso-sistema. exo-sistema. micro-sistema. macro-sistema.

Per favorire l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) l'UNESCO chiede di agire: a giovani e adulti. a educatori e studenti. a governi e cittadini. tutte le opzioni sono corrette.

Il concetto di infrastruttura educativa può essere utile per: descrivere i processi interni a una istituzione scolastica. visualizzare il funzionamento dei processi educativi e formativi. descrivere i processi esterni a una istituzione scolastica. identificare i princìpi chiave dei processi educativi e formativi.

Le competenze inclusive di un docente possono essere utili: per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento. per tutti gli studenti. per gli studenti con disabilità. per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali.

Quale legge italiana parla di formazione docenti come “obbligatoria, permanente e strutturale”?. Legge 104/1992. Legge 170/2010. Legge 53/2003. Legge 107/2015.

Le griglie di osservazione possono essere utili per: rendicontare attività giornaliere, analizzare situazioni problematiche. rilevare i livelli di apprendimento. monitorare processi, rendicontare attività giornaliere. monitorare processi, analizzare situazioni problematiche.

Nell'ambito delle scritture professionali, un'unità educativa rientra nei documenti: di progettazione. amministrativi. informativi. di analisi.

Nell'ambito delle scritture professionali, le griglie di osservazione rientrano nei documenti: di analisi. di rendicontazione. di progettazione. di monitoraggio e valutazione.

Nelle griglie di osservazione i "descrittori" esplicitano: la scala di rilevazione da utilizzare. gli aspetti su cui il docente deve scrivere i testi. i comportamenti bersaglio da osservare. la descrizione dei comportamenti giusti e sbagliati.

Le rubriche valutative sono una possibile modalità applicativa di: griglia di osservazione. prova semistrutturata. prova strutturata. diario di bordo.

In un focus group il moderatore: monitora e coordina gli scambi interattivi. pone domande ad ogni soggetto coinvolto. allontana intervistati sgraditi. valuta le risposte fornite.

Nel CIPP Model l'acronimo CIPP sta per: Content, Individualization, Process, Product. Context, Inputs, Process, Product. Context, Individualization, Programme, Process. Content, Inputs, Programme, Product.

Nell'analisi SWOT l'acronimo inglese SWOT traduce: Strategie, Punti di forza, Punti di debolezza, Tecniche. Punti di forza, Punti di debolezza, Opportunità, Minacce. Punti di forza, Minacce, Opportunità, Tecniche. Strategie, Punti di debolezza, Opportunità, Tecniche.

In una Word cloud la grandezza delle parole è: direttamente proporzionale alla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista). inversamente proporzionale alla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista). non influenzata dalla frequenza con cui si presentano in un documento (es. intervista). connessa all'importanza che l'intervistatore dà ad alcune parole chiave.

Nel condurre un’intervista l’intervistatore dovrebbe avere un atteggiamento: di ascolto attivo. simpatico. giudicante. valutativo.

Il questionario è uno strumento: per approfondire giudizi e punti di vista. di verifica dei livelli di apprendimento. per rilevare informazioni e/o opinioni. per documentare la pratica professionale.

Nelle scuola si occupa di gestire il processo di autovalutazione scolastica: il Nucleo Interno di Valutazione. l'ispettorato ministeriale. l'INVALSI. il personale di segreteria.

Si attua garantendo il principio di trasparenza delle informazioni: autovalutazione. miglioramento continuo. valutazione esterna. rendicontazione sociale.

Il RAV è uno strumento di: autovalutazione delle scuole. autovalutazione dei docenti. autovalutazione degli studenti. autovalutazione del sistema scolastico nazionale.

Il RAV di ogni scuola: è pubblico sul portale "Scuola in chiaro". è ad accesso riservato negli uffici di Segreteria. è reso pubblico sulla Gazzetta Ufficiale. è ad accesso riservato solo per il personale interno.

Il Piano di Miglioramento è uno strumento di: informazione. rendicontazione. progettazione. analisi.

Il Piano di Miglioramento dovrebbe contenere: riflessioni su come raggiungere gli obiettivi del RAV. proposte operative e tempi utili per raggiungere gli obiettivi del RAV. ipotesi di obiettivi su cui lavorare nel breve, medio e lungo termine. analisi sulle criticità riscontrate nei processi di funzionamento della scuola.

Il movimento pedagogico Student Voice vede gli studenti come: giovani da incoraggiare nella crescita. persone inesperte da motivare. figure poco responsabili. potenziali agenti di cambiamento nella scuola.

Quale è il documento che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare nell’ambito del percorso formativo dello studente?. Il Patto educativo di corresponsabilità. il Bilancio sociale. Il Regolamento scolastico. Il Patto educativo di comunità.

Quale è il documento attraverso cui la scuola stringe collaborazioni con soggetti attivi sul territorio?. Il Piano Triennale dell'Offerta Formativa. Il Patto educativo di corresponsabilità. il Bilancio sociale. Il Patto educativo di comunità.

Possono essere definiti come tutti quegli interlocutori che a vario titolo sono coinvolti nelle attività svolte dalla scuola: stakeholders. contrattisti. insegnanti e formatori. collaboratori.

Nel gestire il Bilancio sociale, la scuola si rivolge: alle famiglie. alle associazioni culturali. agli Enti territoriali. a diversi stakeholders.

La capacità di una realtà di rendere conto del proprio operato viene espressa con il termine: accountability. assessment. effectiveness. evaluation.

Nel tempo gli studi sulla leadership hanno spostato l'attenzione: da modelli centrati sulla posizione gerarchica a modelli fondati sulle dinamiche relazionali. dalla valorizzazione delle competenze individuali alla centralità delle ricompense economiche. dal focus sui risultati di apprendimento al focus sul management. da approcci basati sulla collaborazione ad approcci basati sul carisma del leader.

Con ______ si intende la capacità di un leader di dare l’opportunità a tutti di divenire protagonisti attivi dei processi di gruppo. leadership autocratica. leadership diffusa. leadership situazionale. leadership permissiva.

I primi studi sulla leadership ponevano il focus ________ del leader. sul contesto di azione. sulle competenze comunicative. sui tratti di personalità. sulle capacità trasformative.

NON rientra tra gli stili di leadership teorizzati da Lewin: permissivo. autocratico. orientato al compito. situazionale.

Il leader deve essere capace di ispirare i followers e far aumentare in loro il senso di appartenenza al gruppo nel modello: situazionale. generativo. trasformazionale. transazionale.

Nel management educativo, quale di quelle che seguono NON è una funzione del Dirigente Scolastico?. Funzione amministrativa. Funzione politica. Funzione organizzativa. Funzione gestionale.

Nel management scolastico quale è figura volta a garantire la sostenibilità amministrativa e gestionale dell’organizzazione?. Collegio del docenti. Dirigente Scolastico. Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Consiglio di classe.

Nel management scolastico le figure di middle management rappresentano uno snodo tra: DSGA e personale ATA. consigli di classe e collegio dei docenti. corpo docente e studenti. dirigenza e corpo docente.

Quale criticità viene evidenziata riguardo al riconoscimento del middle management nella scuola italiana?. Mancanza di un inquadramento contrattuale specifico. Nomina esclusiva da parte del Dirigente Scolastico. Eccesso di autonomia decisionale. Assenza di responsabilità di ambito pedagogico-didattico.

Quale delle seguenti categorie NON fa parte delle macro-categorie di middle management individuate da Pagliuca?. Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi. Coadiutori. Funzioni strumentali. Collaboratori del Dirigente Scolastico.

Michael Fielding è lo studioso noto per aver parlato: dello Student Leadership Competencies Database. della Leadership Diffusa degli Studenti. del movimento pedagogico Student Voice. del Modello evolutivo e contestuale della leadership studentesca.

Quale tra quelle che seguono NON è una delle dimensioni costitutive del costrutto di "Leadership Diffusa degli Studenti"?. Engagement. Motivazione. Approccio allo studio. Carisma.

Quale è una delle principali differenze tra la ricerca internazionale e quella italiana sulla leadership degli studenti?. La ricerca internazionale ignora la partecipazione studentesca. In Italia esistono più programmi istituzionali. In Italia il costrutto è stato approfondito prima. La ricerca internazionale è più sistematica e strutturata.

Nella prospettiva di Fielding, Komives e Seemiller, la leadership degli studenti è interpretata in termini di: capacità di assumere ruoli e influenzare gruppi. crescita e capacità della persona nella sua interezza. capacità di gestire risorse finanziarie. crescita e stabilizzazione nelle gerarchie sociali.

Secondo Komives e Dugan, quale caratteristica distingue il modello evolutivo della leadership studentesca?. La leadership si basa prevalentemente su abilità tecniche. La leadership è una dote innata e immutabile. La leadership si sviluppa come processo graduale, relazionale e contestuale. Solo chi ricopre ruoli formali può sviluppare capacità di leadership.

Perché uno studente autoregolato ha buone basi per lo sviluppo della Leadership Diffusa degli Studenti?. Perché sa memorizzare bene contenuti e procedure. Perché è capace di dirigere chi lo circonda. Perché risponde in modo automatizzato alle richieste del docente. Perché è capace di fissare obiettivi e attuare strategie per raggiungerli.

Sono strategie di studio caratteristiche di studenti che apprendono in modo frammentario: strategie olistiche. strategie seriali. strategie mnemoniche. strategie organizzative.

Nel modello dell'apprendimento di Ramsden, NON è tra gli elementi che influenzano i risultati di apprendimento: percezioni degli studenti sulle proposte didattiche. presenza di processi inclusivi. stile di insegnamento. caratteristiche dell'ambiente.

Cosa intende De Corte con l'espressione "competenze adattive"?. Sapersi adattare a nuove situazioni. Sapersi adattare alle richieste del gruppo a cui si appartiene. Saper utilizzare flessibilmente conoscenze e competenze in diversi contesti. Saper scegliere sempre la soluzione più rapida per risolvere i problemi.

Nel modello di Kahu sull'engagement degli studenti, come interagiscono variabili strutturali e psicologiche?. Le due variabili operano in modo completamente indipendente. Le variabili psicologiche determinano quelle strutturali. Le variabili strutturali modulano quelle psicologiche, influenzandone lo sviluppo. Le due variabili si alternano in fasi successive senza sovrapposizione.

Nel modello di Kahu, NON è tra gli elementi costitutivi del costrutto di engagement: dimensione comportamentale. dimensione affettiva. dimensione cognitiva. dimensione metodologica.

Perché la "capacità di ricevere feedback" è rilevante per uno studente leader?. Perché garantisce voti più alti nelle valutazioni successive. Perché la valutazione esterna aiuta a limitare la necessità di autovalutazione. Perché permette di prendere coscienza delle proprie capacità e mancanze e di stringere legami. Perché riduce la responsabilità individuale nel processo di apprendimento.

Nel modello di Leadership Diffusa degli Studenti elaborato da Giuliani, uno "studente leader" dovrebbe padroneggiare: competenze individuali che riguardano la propria autonomia. un insieme integrato di competenze individuali e sociali. competenze tecniche disciplinari. abilità relazionali utili alla gestione dei gruppi.

Quale è il ruolo della valutazione nella promozione della Leadership Diffusa degli Studenti?. Risorsa per l’apprendimento e leva trasformativa. Strumento di controllo. Metodo per classificare i potenziali leader. Processo di attribuzione di un giudizio.

Secondo Biggs, quale attività favorisce maggiormente l’apprendimento?. Vedere. Insegnare ad altre persone. Leggere. Parlare con altre persone.

Quale delle seguenti strategie aiuta a mantenere alta la concentrazione degli studenti durante una lezione?. Utilizzare soprattutto presentazioni visive. Alternare momenti di spiegazione a brevi attività pratiche e discussioni. Assegnare molti compiti a casa propedeutici al tema della lezione. Parlare senza interruzioni per fornire un quadro chiaro sui concetti.

Quale progetto europeo ha sviluppato un toolkit per la leadership scolastica?. Comenius. European Policy Network on School Leadership. Student Voice. National Clearinghouse for Leadership Programs.

Nella ricerca di Giuliani sulla Leadership Diffusa degli Studenti, quale criterio è stato utilizzato per selezionare gli studenti da coinvolgere nella ricerca?. La provenienza geografica. La media degli esami raggiunta nell'anno accademico precedente. La frequenza ad insegnamenti caratterizzati da pratiche didattiche dialogiche, collaborative e riflessive. L’età degli studenti.

Nella ricerca di Giuliani, quale attività è emersa come efficace per promuovere la Leadership Diffusa degli Studenti?. Test a risposta multipla. Attività di gruppo. Jigsaw. Lezioni frontali.

Nella ricerca di Giuliani sulla Leadership Diffusa degli Studenti, i compiti di realtà sono stati somministrati: solo alla fine del percorso. la domanda non è pertinente, in quanto non sono stati utilizzati compiti di realtà. all'inizio e alla fine del percorso. solo all'inizio del percorso.

Nelle teorie sull'apprendimento organizzativo, cosa si intende con "apprendimento adattivo"?. La capacità dell'organizzazione di adattare i suoi documenti alle competenze chiave di cittadinanza. La capacità dell'organizzazione di adattarsi ai bisogni di tutti i suoi membri. La capacità dell'organizzazione di creare nuove modalità di azione, immaginando futuri possibili. La capacità dell’organizzazione di rispondere ai cambiamenti esterni per mantenere la sua efficacia.

Quando un'organizzazione corregge le discrepanze tra i risultati attesi e quelli ottenuti senza mettere in discussione i propri assunti di fondo si parla di: deutero-learning. single-loop learning. lifelong learning. double-loop learning.

Diventa possibile quando le esperienze, le riflessioni e gli errori individuali vengono riconosciuti, discussi e trasformati in patrimonio collettivo: apprendimento autodiretto. apprendimento consapevole. apprendimento organizzativo. apprendimento strategico.

Per Senge i modelli mentali influenzano l'apprendimento organizzativo in quanto: fanno parte del single-loop learning. consentono di vedere le interconnessioni tra le diverse parti dell'organizzazione. tutti i membri dell'organizzazione dovrebbero condividere obiettivi, valori e missioni. le caratteristiche e le disposizioni individuali influenzano i processi interni a un'organizzazione.

Nelle istituzioni scolastiche, gli studenti sono tra gli attori dell'apprendimento organizzativo?. Sì, sempre. Raramente. No, mai. Sì, ma solo se fanno parte degli organi collegiali.

Perché nella scuola la riflessione individuale dovrebbe intrecciarsi con quella collegiale?. Per dare modo ai Dirigenti Scolastici di comprendere chi lavora e in che modo. Per generare conoscenza condivisa e rafforzare la coesione professionale. Perché è una richiesta che proviene dalla normativa. Per favorire la competizione tra docenti e stimolare il miglioramento individuale.

In che modo la riflessione metacognitiva, secondo Mortari, arricchisce la pratica riflessiva del docente?. Orienta verso la scelta di strumenti operativi più facili da utilizzare in contesto. Induce a concentrarsi soprattutto sugli aspetti tecnici della gestione d’aula. Favorisce la ripetizione di pratiche consolidate, senza necessità di pensarne di nuove. Aiuta a portare alla luce le convinzioni implicite che guidano l’azione educativa.

Una Ricerca-Azione in ambito educativo parte sempre: dall'individuazione di una situazione problematica o emblematica da gestire. dall'utilizzo di strategie e metodi ritenuti utili per gestire la situazione di riferimento. dall'analisi dei documenti ufficiali della scuola di appartenenza. da percorsi formativi propedeutici in cui familiarizzare con strategie innovative.

È una forma riflessiva che consente di rispondere in tempo reale alle situazioni imprevedibili della pratica educativa: riflessione metacognitiva. riflessione consapevole. riflessione sull'azione. riflessione nell’azione.

Chi è l'autore noto per aver parlato di "professionista riflessivo"?. Donald Schön. Etienne Wenger. Peter Senge. Jack Mezirow.

Quale principio progettuale di Wenger mira a evitare l’autoreferenzialità della comunità?. Limitare l’accesso a membri con competenze già consolidate. Innescare un dialogo tra prospettive interne ed esterne. Imprimere un ritmo alle interazioni comunitarie. Valorizzare i contributi individuali più innovativi.

Nella "fase evolutiva" del ciclo di vita di una comunità di pratica, il compito principale è: nutrire le relazioni emergenti e costruire fiducia reciproca. formalizzare i ruoli e le norme di partecipazione. definire confini chiari che rendano possibile distinguersi da altri gruppi. ridurre il confronto interno per evitare conflitti.

Quale tra quelli che seguono è un tratto distintivo delle comunità di pratica rispetto a un semplice gruppo di lavoro?. La composizione stabilita tramite criteri formali e amministrativi. L’assenza di ritualità o momenti ricorrenti. La necessità di raggiungere uno specifico obiettivo a breve termine. La continuità temporale e le interazioni ricorrenti nel tempo.

Chi sono gli autori noti per aver parlato di "comunità di pratica"?. Wenger e Mezirow. Schön e Mezirow. Lave e Wenger. Schön e Wenger.

NON rientra nei principi di base per la costituzione di una comunità di pratica: impresa comune. inquadramento professionale. dimensione riflessiva. repertorio condiviso.

La dimensione identitaria nelle comunità di pratica scolastiche potrebbe contribuire a: omologare maggiormente le prestazioni degli studenti. rafforzare la motivazione e il senso di appartenenza degli studenti. ridurre la necessità di incentivare le interazioni tra pari. limitare le difficoltà emotive degli allievi nelle pratiche scolastiche.

Una delle principali criticità nella creazione di comunità di pratica tra insegnanti riguarda: la mancanza di tempi istituzionalmente riconosciuti per la collaborazione. l’obbligo imposto ai docenti di partecipare a comunità esterne. la rigidità strutturale delle piattaforme digitali che possono essere usate per la condivisione. l’eccessiva presenza di spazi di confronto professionale.

Nel modello della classe come comunità di pratica, il ruolo dell’insegnante è principalmente quello di: facilitatore dei processi partecipativi e riflessivi. trasmettitore unidirezionale di contenuti. controllore del rispetto delle regole disciplinari. valutatore esterno delle performance degli studenti.

Nella comunità di pratica "Teaching and Learning Community" neozelandese, la differenziazione dei livelli di partecipazione si osserva soprattutto nel fatto che: gli insegnanti esperti assumono ruoli di tutoraggio formale nella piattaforma. molti membri si limitano a fruire delle risorse senza produrne. la partecipazione è regolata da criteri selettivi basati sulle competenze digitali. i nuovi membri partecipano soltanto per un tempo minimo obbligatorio.

Uno degli elementi che distingue le comunità professionali efficaci da quelle deboli è: la raccolta di materiali in un repository condiviso, al di là del loro utilizzo. l’assenza di tensioni o conflitti tra punti di vista differenti. la capacità di trasformare le esperienze individuali in risorse collettive per la pratica. la presenza di incontri frequenti indipendentemente dalla loro qualità.

Quale tra quelli che seguono NON è tra i metodi connessi all'apprendistato cognitivo?. engagement. modeling. coaching. scaffolding.

Perché nell'apprendimento situato la conoscenza viene definita tacita?. Perché la conoscenza è sempre immediatamente generalizzabile a qualsiasi contesto. Perché l’apprendimento avviene solo attraverso la memorizzazione di procedure formali. Perché il soggetto non deve interrogarsi su ciò che sta apprendendo. Perché alcune cose non possono essere insegnate o imparate con metodi espliciti.

Il coaching è una forma di apprendistato cognitivo in cui: l'esperto fornisce supporti che vengono gradualmente rimossi. l'esperto rende visibili i propri processi cognitivi mentre svolge un compito. lo studente verbalizza i propri processi cognitivi. l'esperto osserva e supporta lo studente mentre pratica.

Vygotskij è ritenuto importante in relazione alla prospettiva dell’apprendimento situato in quanto: ha sostenuto che lo sviluppo cognitivo procedesse in modo autonomo rispetto all’interazione con gli altri. ha affermato che l’apprendimento efficace avviene solo attraverso compiti individuali. ha definito la cognizione un processo biologico e indipendente dal contesto culturale. ha evidenziato il ruolo della mediazione sociale nelle possibilità di apprendimento del soggetto.

È un costrutto che considera la conoscenza legata alle pratiche e ai contesti in cui viene generata e utilizzata: apprendimento situato. apprendimento organizzativo. apprendimento autodiretto. apprendimento trasformativo.

Che cosa distingue l’apprendimento trasformativo dall’apprendimento tradizionale?. L'innalzamento della capacità di eseguire compiti pratici. La possibilità di memorizzare molte più conoscenze. La revisione critica dei significati e delle prospettive personali. La possibilità di apprendere dalla relazione con i pari.

Cos’è un “dilemma disorientante” nella teoria di Mezirow?. Una regola molto rigida imposta dall’insegnante. Un evento che destabilizza le cornici di riferimento e stimola la riflessione critica. Una sfida cognitiva da risolvere in autonomia. Una prova tecnica di competenze disciplinari.

Nella teoria dell'apprendimento trasformativo, Freire rispetto a Mezirow pone maggiormente l'accento: sulla dimensione riflessiva e individuale del cambiamento. sulla dimensione sociale che influenza le trasformazioni. sull'importanza di saper memorizzare e ripetere i contenuti della propria conoscenza. sulle competenze tecniche specifiche indispensabili per gestire i cambiamenti.

Per Mezirow sono "configurazioni immediate che comprendono atteggiamenti, convinzioni e reazioni emotive connesse a specifiche situazioni": prospettive di significato. schemi di significato. strutture di significato. cornici di riferimento.

Nella teoria dell’apprendimento trasformativo, perché il dialogo e la relazione con gli altri sono fondamentali nel processo di cambiamento?. Perché il dialogo consente di condividere informazioni, anche se non influenza le prospettive di significato. Perché permettono di mettere in discussione le proprie convinzioni e favoriscono una riflessione critica autentica. Perché la relazione con gli altri consente di sostituire la riflessione individuale. Perché l’apprendimento avviene prevalentemente attraverso la ripetizione di contenuti trasmessi dagli altri.

Nel processo di ricerca previsto dall’EBE, quale è la prima fase?. Analisi del contesto di riferimento e implementazione. Riflessione con il gruppo di lavoro. Ricerca di fonti che contengono evidenze. Formulazione del quesito di indagine.

Quale è l’obiettivo principale dell’Evidence Based Education?. Fornire protocolli standardizzati di azione per i docenti. Promuovere lo sviluppo di pratiche innovative, per superare quelle tradizionali. Trasmettere contenuti standardizzati a tutti gli studenti senza differenziazione. Fondare le decisioni didattiche su evidenze scientifiche rigorose, superando pratiche non verificate.

Chi ha introdotto il concetto di Evidence Based Education in Italia?. La Commissione Europea attraverso il Piano d’azione per l’istruzione digitale. David Sackett e John Hattie. La RAI con la trasmissione “Non è mai troppo tardi”. Antonio Calvani e il suo gruppo di ricerca.

Si basa sull'idea che sia possibile identificare relazioni causali tra interventi educativi e risultati di apprendimento attraverso metodi di ricerca rigorosi: approccio Logico-deduttivo. approccio Cognitivista. approccio Costruttivista. approccio Evidence-based.

Nell'approccio Evidence-based il docente ha margine di flessibilità per scegliere le strategie da adottare in aula?. Sempre. Non è importante quanto emerso dalla ricerca, ma le sue convinzioni personali. Mai. Il docente non ha autonomia didattica e deve rispettare ciò che prevede la sua scuola di appartenenza. Sempre. Dovrebbe agire solo dopo aver analizzato le caratteristiche del proprio contesto di riferimento. Mai. La ricerca prescrive chiaramente ciò che funziona meglio per ogni fascia di età.

Quale è una delle principali criticità connesse all'approccio Evidence-based in educazione?. Rendere l’insegnante progressivamente sempre più autonomo nel prendere decisioni. Eliminare la necessità di sperimentare direttamente strategie didattiche. Garantire risultati di apprendimento troppo uniformi per gli studenti. Trascurare le differenze culturali e le caratteristiche dei contesti educativi reali.

Quale è la funzione delle meta-analisi e delle revisioni sistematiche nell’EBE?. Promuovere forme di collaborazione inter-istituzionale. Formare dei gruppi sperimentali e di controllo per verificarne gli esiti di apprendimento. Osservare le dinamiche temporali degli apprendimenti e valutare la persistenza degli interventi. Esaminare molti studi insieme per capire quali interventi funzionano con maggiore frequenza.

Quale tra le seguenti non è considerata un’abilità di studio efficace secondo Hattie?. Gestione del tempo. Utilizzo di organizzatori grafici. Sottolineatura indiscriminata. Presa di appunti.

Dal punto di vista di J. Hattie, sono docenti efficaci quelli che: monitorano l'effetto delle proprie azioni didattiche. utilizzano prevalentemente attività di gruppo. progettano attività con i colleghi. privilegiano le lezioni euristiche.

Sono le strategie che gli studenti utilizzano per pianificare, monitorare e riflettere sul proprio apprendimento: strategie cognitive. strategie autovalutative. strategie metacognitive. strategie gestionali.

Chi è l'autore noto per gli studi sul cosiddetto "Visible learning"?. Jerome Bruner. Giovanni Bonaiuti. John Hattie. Pier Cesare Rivoltella.

Quali tra le strategie analizzate da Hattie consentono la creazione di un ambiente di apprendimento sicuro e motivante?. Quelle cooperative. Quelle connesse alle relazioni insegnante-studente. Quelle connesse all'autovalutazione. Quelle metacognitive.

Per Hattie un feedback è efficace quando: invita lo studente ad autovalutarsi per capire come è stata la sua prestazione. viene fornito in forma scritta. consente allo studente di collocarsi in una graduatoria. fornisce agli studenti informazioni utilizzabili per migliorare.

Quale tipo di feedback è considerato meno efficace da Hattie?. Feedback sulla persona. Feedback sul compito. Feedback sull’autoregolazione. Feedback sul processo.

Che cosa misura il fattore “Self-Reported Grades” (Autovalutazione) secondo Hattie?. La valutazione sommativa alla fine dell’anno. La capacità degli studenti di stimare accuratamente i propri voti. La capacità degli insegnanti di valutare i propri studenti. La motivazione degli studenti a partecipare in classe.

Nel contesto della progettazione didattica, l’Intelligenza Artificiale Generativa può essere considerata come: partner cognitivo e progettuale, anche di supporto per riflessione e creatività. software utile per la gestione delle prove di verifica. strumento per velocizzare la scrittura di materiali di studio e prove di verifica. valido sostituto per la stesura automatica di materiali didattici.

L’obiettivo dell’educazione all’IA nei contesti scolastici non è tanto insegnare a usare gli strumenti, quanto: arricchire le pratiche d'aula con un nuovo applicativo digitale. concentrare l’insegnamento sulle funzionalità tecniche dei software. integrare l’IA come sostituto delle decisioni didattiche. comprendere le logiche, i limiti e le implicazioni etiche dell'IA.

L’AI-literacy rappresenta: una nuova forma di alfabetizzazione culturale. una tecnica per programmare sistemi di IA. una competenza chiave per l'apprendimento permanente. un'estensione della competenza digitale.

I framework di riferimento sull'Intelligenza Artificiale sottolineano l'importanza: di una formazione tecnica, critica ed etica, capace di comprendere, usare e valutare l’IA responsabilmente. di insegnare principalmente l’uso operativo degli strumenti di IA. di puntare sulla familiarizzazione con gli strumenti digitali, al di là delle capacità di giudizio critico. di concentrarsi sulla capacità degli studenti di produrre contenuti creativi attraverso l'utilizzo dell'IA.

Quale tra quelle che seguono NON è una delle dimensioni dell’AI-literacy individuate da Long e Magerko?. Dimestichezza con i sistemi di coding. Disposizione etica all’uso responsabile e inclusivo dell'IA. Comprensione dei principi di base dell’IA. Consapevolezza critica dei limiti e delle implicazioni sociali dell’IA.

Quale caratteristica distingue l’Intelligenza Artificiale Generativa dalle fasi precedenti dell’IA?. Esecuzione di compiti specifici. Uso esclusivo di algoritmi simbolici. Capacità di creare contenuti nuovi e coerenti. Capacità di calcoli numerici e predizioni.

Indica l’insieme di conoscenze, abilità e atteggiamenti che permettono di comprendere, utilizzare e valutare in modo critico i sistemi di intelligenza artificiale: Competenza digitale avanzata. AI-literacy. Competenza multimediale. AI-competence.

Quale tra quelli che seguono NON è un elemento chiave per la definizione del prompt da fornire a un sistema di Intelligenza Artificiale Generativa?. Esplicitazione del numero di studenti che dovrà svolgere l'attività. Chiarimento di eventuali vincoli da rispettare. Scopo del prodotto richiesto. Specifica del contesto di riferimento.

In che modo l'Intelligenza Artificiale può favorire la personalizzazione dell'apprendimento per gli studenti?. L'IA adatta automaticamente i contenuti senza che lo studente debba fare richieste specifiche. Gli studenti possono richiedere semplificazioni, esempi, analogie o spiegazioni alternative. Gli studenti possono delegare all'IA la scelta dei contenuti da studiare. L'IA garantisce che lo stesso contenuto standardizzato sia fornito a tutti gli studenti.

Quale tra questi NON è un esempio di task critico proposto nel testo per l'uso dell'Intelligenza Artificiale?. Far svolgere esercitazioni su come funziona l'IA e come il prompt cambia le risposte. Chiedere all'IA bozze o griglie-base per poi arricchirle personalmente. Usare l'IA come facilitatore di discussioni confrontando le risposte con altre fonti. Utilizzare l'IA per svolgere interamente verifiche e test al posto degli studenti.

Cosa si intende per "fase di familiarizzazione" in aula con i sistemi di Intelligenza Artificiale?. Una fase avanzata in cui si progettano task autentici e complessi con l'IA. Un momento in cui il docente utilizza l'IA senza coinvolgere direttamente gli studenti. Una fase di avvicinamento in cui gli studenti comprendono cosa sono i sistemi di IA, come operano e le loro implicazioni etiche. Un periodo in cui gli studenti utilizzano l'IA esclusivamente per svolgere i compiti a casa.

Perché il lavoro sulla formulazione dei prompt per i sistemi di Intelligenza Artificiale è considerato un'attività formativa di grande valore?. Perché permette agli studenti di ottenere sempre risposte corrette dai sistemi di IA. Perché garantisce che gli studenti, se imparano a dialogare con l'IA, non debbano più studiare autonomamente. Perché consente di mettere a fuoco la dimensione linguistica, cognitiva e intenzionale del dialogo con l'IA. Perché sostituisce completamente le competenze di scrittura tradizionale.

In che occasione l’Intelligenza Artificiale Generativa può diventare un catalizzatore di creatività didattica?. Quando viene utilizzata per la correzione automatica di esercizi e verifiche. Quando consente al docente di fare copia-incolla dei contenuti generati. Quando sostituisce il docente nella stesura dei materiali didattici. Quando viene usata per ipotizzare prototipi da adattare al proprio contesto di riferimento.

In che modo è possibile ottenere prodotti di qualità utilizzando sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa?. Impostando il prompt con tutti i dettagli possibili fin dall’inizio, senza adattare richieste in itinere. Dialogando con il sistema dalla fase del prompt iniziale al suo perfezionamento progressivo. nessuna delle opzioni proposte. Senza dare vincoli iniziali, affinando la formulazione del prompt dopo aver ricevuto un primo output.

Rappresenta l’istruzione che l’utente formula per ottenere una risposta dai modelli di Intelligenza Artificiale Generativa: disposizione. task. consegna. prompt.

Denunciar Test