fuori p fil lett
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A chi si deve la paragrafatura del testo della Vita nova dantesca?. A Guglielmo Gorni in occasione della sua edizione del prosimetro (1996). A Michele Barbi in occasione della sua edizione critica del prosimetro (1907 e 1932), ma nel 1996 Guglielmo Gorni ne ha stabilita una differente sulla base della tradizione manoscritta. A Guglielmo Gorni in occasione della sua edizione critica del prosimetro (1907 e 1932), ma nel 1996 Michele Barbi ne ha stabilita una differente sulla base della tradizione manoscritta. A Michele Barbi in occasione della sua edizione critica del prosimetro (1907 e 1932). Nella poesia ungarettiana In memoria [di Moamed Sceab]. l fatto che tutte le strofe siano contraddistinte dalla presenza di punto fermo finale offre l'impressione che la parola poetica maturi come pensieri logicamente legati l'uno all'altro in una sequenza fortemente unitaria dal punto di vista argomentativo. il fatto che tutte le strofe siano contraddistinte dall’assenza di punto fermo finale offre l'impressione che la parola poetica maturi come pensieri logicamente legati l'uno all'altro in una sequenza fortemente unitaria dal punto di vista argomentativo. l fatto che tutte le strofe siano contraddistinte dalla presenza di punto fermo finale offre l'impressione che la parola poetica emerga all’improvviso e si condensi in pensieri che non si legano l’uno all’altro, ma che si giustappongono quasi fossero immagini del pensiero. il fatto che tutte le strofe siano contraddistinte dall’assenza di punto fermo finale offre l'impressione che la parola poetica emerga all’improvviso e si aggrumi in pensieri che non si legano l’uno all’altro, ma che si giustappongono quasi fossero immagini del pensiero. La rima di "more" con "amore" nel sonetto "Ciò che m'incontra nella mente more" è. imperfetta. perfetta. ricca e inclusiva. etimologica. Nell'elaborazione petrarchesca della canzone Che debb'io far? che mi consigli Amore, al v. 12, all'interno della prima trascrizione sul codice degli abbozzi è testimoniato il passaggio da "Amor, tu sai, e però teco parlo" a "Amor, tu 'l senti, ond'io teco mi doglio". - Individuate il commento variantistico appropriato. Sia sai > senti sia parlo > doglio sono esempi di desiderio di variatio. Il passaggio da sai a senti mette in evidenza la necessità di Amore di provare (senti) lui stesso il dolore per la morte di Laura, cancellando il riferimento all'attività conoscitiva (sai) del dio; un incremento di senso e di emotività è anche nel passaggio da parlo, puramente descrittivo, a doglio che connota il dialogo fra Amore e il poeta come un discorso di materia dolorosa. Di questa seconda variante, in rima, occorre rilevare la maggiore implicazione contestuale nella costruzione del testo, rispetto alla precedente variante che al limite potrebbe essere considerata come unicamente puntuale. . Sia sai > senti sia parlo > doglio sono esempi di maggiore appropriatezza . Il passaggio da sai a senti mette in evidenza la necessità di Amore di provare (senti) lui stesso il dolore per la morte di Laura, cancellando il riferimento all'attività conoscitiva (sai) del dio; un incremento di senso e di emotività è anche nel passaggio da parlo, puramente descrittivo, a doglio che connota il dialogo fra Amore e il poeta come un discorso di materia dolorosa. Della prima variante occorre rilevare la maggiore implicazione contestuale nella costruzione del testo, rispetto alla seconda che al limite potrebbe essere considerata come unicamente puntuale. Indicate qual è l'affermazione giusta. La dimostrazione della precedenza della redazione volgare del De pictura è una dimostrazione per assurdo; se la seriazione fosse viceversa si qualificherebbe l'autotraduzione come sciatta e imprecisa. La dimostrazione della precedenza della redazione latina del De pictura è una dimostrazione per assurdo; se la seriazione fosse viceversa si qualificherebbe l'autotraduzione come sciatta e imprecisa. La dimostrazione della precedenza della redazione volgare del De pictura avviene tramite prove stringenti e incontrovertibili di natura ecdotica e stilistica. La dimostrazione della precedenza della redazione latina del De pictura avviene tramite prove stringenti e incontrovertibili di natura ecdotica e stilistica. Nell'analisi delle varianti intercorrenti fra tradizione extravagante e tradizione organica della "Vita nova" abbiamo incontrato le seguenti tipologie di varianti. Casuale aggiunta o cancellatura del pronome "io". inversione, sostituzione lessicale, cancellature per lo più di elementi pronominali E. casuale aggiunta o cancellatura del pronome "io". sostituzione lessicale. Nel sonetto "Ciò che m'incontra nella mente more" la variante "gridin" rispetto al precedente "dican" corrisponde. ad una maggiore esplicitezza. ad un incremento di senso. a desiderio di variatio. a maggiore appropriatezza lessicale. I testi della "Vita nova" tramandati dalla tradizione extravagante che presentano probabili varianti d'autore sono. sono tredici fra canzoni e sonetti. sono tredici canzoni. tredici sonetti, di cui uno rinterzato. sono tredici sonetti più uno rinterzato. Quali e quante sono le fasi del processo di copia?. Quattro: lettura, memorizzazione, autodettatura, scrittura. Tre: lettura, autodettatura, scrittura. Tre: lettura, memorizzazione, scrittura. Quattro: lettura, autodettatura, memorizzazione, scrittura. Indicate la risposta errata. Cecil Grayson respinse l'ipotesi che nella tradizione manoscritta del De pictura si celassero varianti d'autore perché non seppe distinguere fra gli errori dei testimoni P, V, F1 e quelli eventuali dei loro antigrafi. Per dichiarare la precedenza della redazione latina del De Pictura Cecil Grayson si affidò al 'pre-giudizio' che un umanista come era Alberti non potesse in prima istanza scrivere se non in latino. Cecil Grayson interpretò le numerose varianti adiafore del De pictura volgare come rimaneggiamento di copisti. Cecil Grayson interpretò le numerose varianti adiafore del De pictura volgare come varianti d'autore. Rispetto alla redazione volgare la redazione latina del De pictura di Alberti si caratterizza come. più accurata scientificamente, più ellittica dal punto di vista sintattico, più ricca di exempla classici. più accurata scientificamente, meno ellittica dal punto di vista sintattico, meno ricca di exempla classici. più accurata scientificamente, meno ellittica dal punto di vista sintattico, più ricca di exempla. Classici meno accurata scientificamente, meno ellittica dal punto di vista sintattico, più ricca di exempla classici. Che ruolo ha la correttezza scientifica per determinare la cronologia delle due redazioni latina e volgare del De pictura?. Costituisce una prova di seriorità. Nessun rilievo perché la correttezza o la scorrettezza scientifica indicano due stadi cronologici contemporanei. Costituisce una prova di anteriorità. Non ha alcun rilievo dal punto di vista cronologico perché il testo va comunque ricondotto alla correttezza. Cosa è la segnatura di un manoscritto?. La segnatura costituisce per così dire la 'carta di identità' un codice e contiene le seguenti indicazioni: biblioteca, eventualmente fondo (sezione) e collocazione fisica (numero d'ordine). La segnatura costituisce per così dire la 'carta di identità' di un codice e contiene le seguenti indicazioni: città, biblioteca, eventualmente fondo (sezione) e collocazione fisica (numero d'ordine). La segnatura costituisce per così dire la 'carta di identità' un codice e contiene le seguenti indicazioni: città, eventualmente fondo (sezione) e collocazione fisica (numero d'ordine). La segnatura costituisce per così dire la 'carta di identità' di un codice e contiene le seguenti indicazioni: città, biblioteca, eventualmente fondo (sezione). Cosa si intende per originale in movimento?. un autografo portatore di fasi redazionali diverse in corrispondenza di momenti diversi dell'elaborazione testuale. l'archetipo di un testo con varianti d'autore. un originale pubblicato dall'autore in più di un'occasione e in fasi redazionali diverse. un testo, comunque trasmesso (autografo, idiografo, conservati o meno), sul quale l'autore ha depositato varianti redazionali diverse in corrispondenza di momenti diversi dell'elaborazione. Quali escamotages grafici sono utilizzati da Riccardo Folli nella sua edizione sinottica delle edizioni Ventisettana e Quarantana dei Promessi sposi?. a) due corpi (dimensioni), di caratteri rispettivamente grande e piccolo per la Quarantana e la Ventisettana; b) tre caratteri (tondo, corsivo e grassetto) rispettivamente per quanto era tondo e corsivo nell'edizione, mentre il grassetto indica le aggiunte della Quarantana; c) l'apice per indicare una vocale finale cancellata per apocope nella Ventisettana. a) tre corpi (dimensioni), di caratteri rispettivamente grande e piccolo e grandissimo per la Quarantana e la Ventisettana; b) tre caratteri (tondo, corsivo e grassetto) rispettivamente per quanto era tondo e corsivo nell'edizione, mentre il grassetto indica le aggiunte della Quarantana; c) l'apice per indicare una vocale finale cancellata per apocope nella Quarantana. a) due corpi (dimensioni), di caratteri rispettivamente grande e piccolo per la Quarantana e la Ventisettana; b) tre caratteri (tondo, corsivo grassetto) rispettivamente per quanto era tondo e corsivo nell'edizione, mentre il grassetto indica le aggiunte della Quarantana; c) l'apice per indicare una vocale finale cancellata per apocope nella Quarantana. a) due corpi (dimensioni), di caratteri rispettivamente grande e piccolo per la Quarantana e la Ventisettana; b) tre caratteri (tondo, corsivo e grassetto) rispettivamente per quanto era tondo e corsivo nell'edizione, mentre il grassetto indica le aggiunte della Ventisettana; c) l'apice per indicare una vocale fina! cancellata per apocope nella Quarantana. Cosa sappiamo delle abitudini di Alberti riguardo alla divulgazione delle proprie opere?. Alberti consentiva la lettura e la copia dei propri scritti scientifici e letterari ad amici e conoscenti ma solo quando essi erano ormai finiti. Alberti consentiva la lettura e la copia dei propri scritti scientifici e letterari ad amici e conoscenti anche quando essi erano ancora in fase di elaborazione. Alberti consentiva la lettura e la copia dei propri scritti (ma solo quelli letterari) ad amici e conoscenti, mentre era più restio a mostrare quelli che segnalavano le sue scoperte scientifiche o tecniche. Alberti consentiva la lettura e la copia dei propri scritti (ma solo quelli scientifici) ad amici e conoscenti anche in una fase elaborativa non definitiva, mentre era più restio a mostrare quelli letterari di cui limava fino all'ultimo la forma. indicate qual è l’affermazione giusta. La dimostrazione della precedenza della redazione volgare del De Pictura avviene tramite prove stringenti e incontrovertibili di natura ecdotica e stilistica. La dimostrazione della precedenza della redazione latina del De Pictura avviene tramite prove stringenti e incontrovertibili di natura ecdotica e stilistica. La dimostrazione della precedenza della redazione latina del De Pictura è una dimostrazione per assurdo; se la seriazione fosse viceversa si qualificherebbe l’autotraduzione come sciatta e imprecisa. La dimostrazione della precedenza della redazione volgare del De pictura è una dimostrazione per assurdo; se la seriazione fosse viceversa si qualificherebbe l’autotraduzione come sciatta e imprecisa. Nel verso 2 del sonetto "Ciò che m'incontra nella mente more" della Vita nova, l'esplicitazione del soggetto (io) che troviamo nella tradizione organica "quand'i' vegno a veder voi, bella gioia" rispetto alla tradizione extravagante "quando vegno a veder voi, bella gioia". è un fenomeno che ricorre altre volte nella opposizione fra tradizione organica e extravagante ma che non ha alcun rilievo nella determinazione dell'autoriali delle varianti •. è un fenomeno che ricorre altre volte nella opposizione fra tradizione organica e extravagante e che allude alla presenza di una personalità unica, presumibilmente quella dell'autor. è un fenomeno che non compare mai altrove nella opposizione fra tradizione organica e extravagante. è la dimostrazione inconfutabile che tradizione organica e tradizione extravagante risalgono al medesimo archetipo. Quale dei seguenti commentatori o critici del Cinquecento può essere indicato come anticipatore della moderna disciplina della critica delle varianti?. Virginio Ariosto. Giovan Battista Pigna. Bernardino Daniello. Aldo Manuzio. Cosa si intende per tradizione attiva e tradizione quiescente?. La tradizione attiva modifica i nomi dei personaggi, la tradizione quiescente no. La tradizione attiva è quella che tende a correggere gli errori del testo che sta copiando, la tradizione quiescente quella che accetta passivamente gli errori del testo che sta copiando. La tradizione attiva è quella che tende a riformulare e modificare il testo, la tradizione quiescente quella che rispetta (fatte salve le innovazioni inconsapevoli) il testo che sta copiando. La tradizione attiva è quella costituita da molti manoscritti, quella quiescente da pochi. L’edizione di un testo con varianti d’autore secondo la tecnica editoriale così detta in colonna: riserva all’apparato solo commenti dell’editore di carattere paleografico riguardanti la conservazione del manufatto. riserva all’apparato solo commenti di carattere letterario perché le informazioni filologiche sono interamente rappresentate a testo. non fa uso di apparato. riserva all’apparato quanto non può essere espresso con chiarezza tramite escamotages tipografici direttamente nel testo. Complessivamente la lettura di Giovan Battista Pigna delle varianti ariostesche della prima ottava dell Orlando Furioso. è pienamente accettabile ancor oggi. è, alla sensibilità filologica di oggi, tutta da rigettare. è disordinata e incomprensibile. mette in evidenza elementi di raffinamento formale (introduzione di un chiasmo), introduzione di elementi di richiamo intertestuale con i classici dell’epica latina, ma talvolta cerca di spiegare i movimenti varinatistici creando passaggi non documentati. Che cos'è il Giornale di lavoro che è allegato alla lezione 41 del corso?. È la trascrizione di un quadernetto su cui Manzoni appuntava le principali tappe della scrittura del romanzo. È la trascrizione di un quadernetto redatto da Ermes Visconti, nel quale l'amico del Manzoni appuntava le sue impressioni di lettura del romanzo man mano che gli veniva sottoposto ed è dunque di fondamentale importanza per ricostruire la cronologia della composizione. È la trascrizione di notizie di origine diversa relative alla cronologia del romanzo manzoniano (fra Seconda minuta e Copia per la censura), raccolte da Giovanni Sforza agli inizi del Novecento. È la trascrizione di notizie di origine diversa relative alla cronologia del romanzo manzoniano (fra conclusione della Prima minuta e avvio della Seconda), raccolte da Dante Isella. L’archetipo in senso filologico esiste in tutte le tradizioni?. La presenza dell’archetipo in senso filologico sì, ma non è altrettanto vero per quanto riguarda l’accezione storica del concetto di archetipo. La presenza dell'archetipo in senso filologico è difficilmente conciliabile con la presenza nella tradizione di fasi redazionali d'autore. si. La presenza dell'archetipo in senso filologico è logicamente inconciliabile con la presenza nella tradizione di varianti d'autore anche se episodiche. Nella tradizione di copia le varianti adiafore consistenti nell'inversione in quale fase del processo di copia avvengono?. Scrittura. Memorizzazione. Autodettatura e scrittura. Lettura. Quali sono le ricadute interpretative generali della più recente cronologia proposta per le redazioni latina e volgare del De pictura?. La precedenza della redazione latina su quella volgare induce a ritenere che a muovere Alberti alla scrittura del trattato sia stata un’istanza elitaria, indifferente ai bisogni di artisti e di pittori, e rivolta ad un pubblico umanistico latino. La precedenza della redazione latina su quella volgare induce a ritenere che a muovere Alberti alla scrittura del trattato sia stata un’istanza “democratica”, la volontà cioè di incidere sulla società a lui contemporanea fatta di artisti e di pittori dotati di grandi capacità tecniche e manuali, ma ignoranti di latino e di teoria. La precedenza della redazione volgare su quella latina induce a ritenere che a muovere Alberti alla scrittura del trattato sia stata un’istanza “democratica”, la volontà cioè di incidere sulla società a lui contemporanea fatta di artisti e di pittori dotati di grandi capacità tecniche e manuali, ma ignoranti di latino e di teoria. Non essendoci rilevanti differenze di contenuti nelle due redazioni, la questione della precedenza della redazione volgare rispetto a quella latina o della precedenza della redazione latina rispetto a quella volgare ha scarso rilievo dal punto di vista dell’interpretazione complessiva del testo. che cosa è una variante adiafora?. È una lezione che diverge da un’altra comunque attestata nel medesimo luogo del testo, che rispetto a quella non si dimostra palesemente erronea (fra le due è impossibile decidere quale risalga all’originale). -. Il concetto filologico di archetipo coincide con l’esemplare di diffusione?. Dal punto di vista storico può essere solo una delle sue possibili concretizzazioni. -. Che cos’è l’originale?. il testo come lo ha immaginato l'autore. -. Che tipo di variante indica la formula inter scribendum?. Una variante immediata. -. La formula di terminus post quem t quem. Indica una datazione relativa, in particolare un periodo anteriore ad una certa data. -. I primi autori italiani di romanzi storici dell’Ottocento. Credono nell’utilità della letteratura come strumento educativo. -. Nell’elaborazione petrarchesca della canzone che debb’io far? Che mi consigli Amore, al v. 12, all’interno della prima trascrizione sul codice degli abbozzi è testimoniato il passaggio da “amor, tu sai, e però teco parlo” a “Amor, tu ‘l senti, ond’io teco mi doglio”. Individuate il commento variantistico appropriato. ll passaggio da sai a senti mette in evidenza la necessità di Amore di provare (senti) lui stesso il dolore per la morte di laura, cancellando il riferimento all’attività conoscitiva (sai) del dio; un incremento di senso e di emotività è anche nel passaggio da parlo, puramente descrittivo, a doglio che connota il dialogo fra Amore e il poeta come un discorso di materia dolorosa. Della prima variante occorre rilevare la maggiore implicazione contestuale nella costruzione del testo, rispetto alla seconda che al limite potrebbe essere considerata come unica puntuale. -. Nel sonetto tanto gentile e tanto onesta pare, la tradizione extravagante delle rime dantesche legge ai vv. 5-8: “ella se n va, sentendosi laudare, / benignamente d’umiltà vestuta:/ credo che sia una cosa venuta/di cielo in terra a miracol mostrare”. Mentre nella tradizione organica della vita nova presenta le varianti evidenziate dal sottolineato: “ella si va, sentendosi laudare, /benignamente d’umiltà vestuta:/ e par che sia una cosa venuta/da cielo in terra a miracol mostrare. Da cielo. Individuate il commento appropriato. È rischioso commentare in termini di critica delle varianti sen va/si va e di cielo/da cielo perché riguardano usi possibili della lingua duecentesca, ma nell’alternanza credo e e par si intravede una volontà autoriale che da una formulazione di pertinenza esclusivamente soggettiva (credo ‘ritengo, reputo’) passa ad una formulazione che insiste sulla piena evidenza di quanto affermato (e par ‘si dimostra, appare agli occhi di tutti’). -. |




