Imprese e mercati (1-7)
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Título del Test:
![]() Imprese e mercati (1-7) Descripción: ecampus Lz |



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nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare. un extraprofitto. un extraprofitto o una perdita. una perdita. solo un profitto normale. In un mercato di concorrenza perfetta. la numerosità dei compratori dipende dal numero di prodotti perfetti sostituti disponibili sul mercato. sono molto numerosi solo i venditori. sono numerosi solo i compratori. sono molto numerosi sia i compratori che i venditori. In un mercato di concorrenza perfetta. i prodotti venduti sono differenziati. i prodotti venduti sono standardizzati. i prodotti venduti sono perfetti complementi. non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto. In un mercato di concorrenza perfetta. le imprese hanno come fine ultimo quello della convergenza del profitto. le imprese hanno come fine ultimo quello minimizzazione del profitto. nessuna delle precedenti alternative è corretta. le imprese hanno come fine ultimo quello della massimizzazione del profitto. nel breve periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare. un extra profitto o una perdita. un perdita. solo un extraprofitto. un profitto normale. in un mercato di concorrenza perfetta se nel breve periodo l'impresa soffre una perdita: minaccia i competitor. differenza il prodotto. si ritira dal mercato. non si ritira dal mercato ma aspetta di coprire la perdita con profitti futuri. la teoria neoclassica dell'impresa si fonda: nessuna delle precedenti alternative è corretta. su una concezione statica o dinamica della concorrenza. su una concezione dinamica della concorrenza. su una concezione statica della concorrenza. l'imprenditore descritto dagli economisti della scuola austriaca. è dinamico e innesca il processo di cambiamento. non presenta differenza dell'imprenditore shumpeteriano. risponde agli stimoli esogeni e da vita al processi di cambiamento. si limita a rispondere agli stimoli esogeni. l'imprenditore shumpeteriano: si limita a rispondere agli stimoli esogeni. non presenta differenza dell'imprenditore concepito dalla scuola austriaca. è dinamico e innesca il processo di cambiamento. risponde agli stimoli esogeni e da vita al processi di cambiamento. nel lungo periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare. un extraprofitto o una perdita. un extraprofitto. una perdita. solo un profitto normale. nel breve periodo le imprese in concorrenza perfetta riescono a realizzare. un profitto normale. un perdita. un extra profitto o una perdita. solo un extraprofitto. in un mercato di concorrenza perfetta: esiste asimmetria informativa. l'asimmetria informativa è funzione del prodotto venduto. non esiste asimmetria informativa. l'asimmetria informativa a diversi gradi di configurazione. nel paradigma SCR rientra all'interno della condotta: la diversificazione produttiva. la strategia di prodotto. il pieno impiego. le barriere all'entrata. nel paradigma SCR rientra all'interno della condotta: barriere all'entrata. il pieno impego. gli investimento in impianti. la struttura dei costi. Secondo il paradigma SCR, le politiche dei prezzi rientrano nella. condotta. performance. struttura del mercato. nessuna delle risposte. La scuola di Chicago ritiene che il mercato sia un contesto dinamico dove gli extra-profitti realizzati sono dovuti ad efficienza e/o innovazione e creatività?, e non a posizioni di rendita. Proprio per questo motivo un eventuale intervento dello Stato nel mercato determina solo inefficienze. falso. vero. SEMPRE FALSO. VERO SOLO SU ALCUNE FORME DI MERCATO. il modello Dasgupta-Stiglitz critica l'esistenza dei nessi unidirezionali mostrati dal paradigma SCR. VERO SOLO SU ALCUNE FORME DI MERCATO. SEMPRE FALSO. falso. vero. la scuola di Chicago sostiene che: il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è duraturo. il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è prima temporaneo e poi duraturo. il potere di mercato derivante dallo sfruttamento di posizioni monopolistiche è solo temporaneo. nessuna delle precedenti alternative è corretta. secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance: la diversificazione produttiva. la strategia del prodotto. l'equità. la politica dei prezzi. secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance: le barriere all'entrata. gli investimenti in impianti. la strategia del prodotto. il pieno impego. secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance: il progresso tecnologico. la strategia del prodotto. la struttura dei costi. la ricerca e l'innovazione. secondo l'approccio SCR è un indicatore di performance: la ricerca e l'innovazione. l'efficienza economica. la strategia del prodotto. la politica dei prezzi. il paradigma SCR è attributo: alla scuola di Harwad. ai neoclassici. al pensiero keynesiano. ai classici. nel paradigma SCR rientra all'interno della condotta: efficienza economica. la struttura dei costi. la politica dei prezzi. le barriere all'entrata. rientra all'interno della struttura del mercato. equità. la numerosità dei venditori e degli acquirenti. efficienza economica. la politica dei prezzi. secondo l'approccio SCR: i comportamenti delle imprese prescindono dalle dimensioni del mercato. i comportamenti delle imprese prescindono dalla struttura del mercato. i comportamenti delle imprese si modellano solo in funzione dei risultati economici conseguiti. i comportamenti delle imprese si modellano sulla struttura di mercato in cui operano. l'approccio SCR. nasce per comprendere solo le prestazioni delle imprese. nasce per comprendere la relazione che esiste tra condizioni del mercato e prestazioni realizzate dall'impresa. nasce per comprendere solamente le condizioni del mercato. nessuna delle precedenti alternative è corretta. rientra all'interno della struttura del mercato. efficienza economica. equità. la differenziazione del prodotto. la politica dei prezzi. rientra all'interno della struttura del mercato. la politica dei prezzi. la strategia del prodotto. le barriere all'entrata. efficienza economica. nel paradigma SCR rientra all'interno della condotta: l'integrazione verticale. l'equità. la ricerca e l'innovazione. il progresso tecnologico. rientra all'interno della struttura del mercato. la politica dei prezzi. l'integrazione verticale. efficienza economica. gli investimenti in impianti. rientra all'interno della struttura del mercato. la diversificazione produttiva. la ricerca e l'innovazione. la strategia del prodotto. la politica dei prezzi. rientra all'interno della struttura del mercato. la ricerca e l'innovazione. il progresso tecnologico. gli investimenti in impianti. la struttura dei costi. Il paradigma attribuito alla scuola di Harvard è noto come SCR, cosa significa ?. struttura, comportamenti, risultati. Struttura, comportamenti, ricchezza. Struttura, comportamenti, reddito. Nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, l'integrazione verticale rientra nella. condotta. struttura del mercato. performance. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, la ricerca e innovazione rientra nella. performance. condotta. struttura del mercato. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, la diversificazione produttiva rientra nella. condotta. performance. struttura del mercato. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, le barriere all'entrata rientrano nella. performance. condotta. struttura del mercato. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, la struttura dei costi rientra nella. condotta. struttura del mercato. performance. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, il progresso tecnologico rientra nella. performance. struttura del mercato. condotta. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, gli investimenti in impianti rientrano nella. condotta. struttura del mercato. performance. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, la differenziazione del prodotto rientra nella. nessuna delle risposte. struttura del mercato. performance. condotta. Secondo il paradigma SCR, l'efficienza economica rientra nella. struttura del mercato. condotta. performance. nessuna delle risposte. Secondo il paradigma SCR, le strategie del prodotto rientrano nella. nessuna delle risposte. struttura del mercato. condotta. performance. In un mercato di concorrenza perfetta. le imprese hanno come fine ultimo quello minimizzazione del profitto. le imprese hanno come fine ultimo quello della convergenza del profitto. le imprese hanno come fine ultimo quello della massimizzazione del profitto. nessuna delle precedenti alternative è corretta. In un mercato di concorrenza perfetta. i prodotti venduti sono perfetti complementi. i prodotti venduti sono differenziati. non viene commercializzato un tipo specifico di prodotto. i prodotti venduti sono standardizzati. in un mercato di concorrenza perfetta se nel breve periodo l'impresa soffre una perdita: differenza il prodotto. si ritira dal mercato. non si ritira dal mercato ma aspetta di coprire la perdita con profitti futuri. minaccia i competitor. In un mercato di concorrenza perfetta. la numerosità dei compratori dipende dal numero di prodotti perfetti sostituti disponibili sul mercato. sono numerosi solo i compratori. sono molto numerosi sia i compratori che i venditori. sono molto numerosi solo i venditori. la teoria neoclassica dell'impresa si fonda: su una concezione dinamica della concorrenza. su una concezione statica o dinamica della concorrenza. su una concezione statica della concorrenza. nessuna delle precedenti alternative è corretta. La distinzione tra i modelli di mercati è effettuata sulla base: dall'esistenza di barriere all'uscita e dal grado si differenziazione del prodotto. dalla numerosità delle imprese e sul grado di sostituzione del prodotto. dalla frammentazione del mercato. della numerosità delle imprese, dall'esistenza di barriere all'entrata e all'uscita dal mercato e sul grado di differenziazione del prodotto. La teoria neoclassica dell'impresa comprende: concorrenza perfetta, monopolio e concorrenza monopolistica. solo il duopolio. solo il monopolio e la concorrenza monopolistica. solo la concorrenza perfetta. l'imprenditore descritto dagli economisti della scuola austriaca. risponde agli stimoli esogeni e da vita al processi di cambiamento. si limita a rispondere agli stimoli esogeni. non presenta differenza dell'imprenditore shumpeteriano. è dinamico e innesca il processo di cambiamento. in un mercato di concorrenza perfetta: esiste asimmetria informativa. l'asimmetria informativa è funzione del prodotto venduto. non esiste asimmetria informativa. l'asimmetria informativa a diversi gradi di configurazione. nel mercato di concorrenza perfetta, al prezzo determinato dal mercato: non esiste eccesso di offerta e di domanda. è impossibile raggiungere l'equilibrio tra domanda e offerta. non esiste eccessi di offerta ma esiste eccesso di domanda. non esiste eccesso di domanda ma esiste eccesso di offerta. l'impresa che opera in un mercato di concorrenza perfetta si confronta con: una domanda analestica. una domanda a tratti analestica. nessuna delle precedenti alternative è corretta. una domanda perfettamente elastica. Per l'impresa concorrenziale, la curva del ricavo totale assume un andamento. prima crescente poi decrescente all'aumentare della quantità prodotta. decrescente all'aumentare della quantità prodotta. lineare crescente all'aumentare della quantità prodotta. nessuna delle risposte. in un mercato di concorrenza perfetta nel breve periodo la curva di domanda individuale dell'impresa è: uguale alla curva di ricavo marginale. uguale alla curva di costo medio totale. uguale alla curva di costo medio variabile. uguale alla curva di costo marginale. In concorrenza perfetta le imprese sono: price taker. nessuna delle risposte. follower. price maker. In quale mercato la curva di domanda del mercato e dell'impresa coincidono. concorrenza perfetta. monopolio. oligopolio. nessuna delle risposte. In concorrenza perfetta, nel lungo periodo si ottiene. un profitto normale. sicuramente una perdita. nessuna delle risposte. un extraprofitto. L'esistenza di extraprofitti nel breve periodo in concorrenza perfetta comporta. l'ingresso di nuove imprese. l'uscita dal mercato di alcune imprese. la creazione di barriere legali. nessuna delle risposte. Quale mercato risulta effiente sia dal punto di vista produttivo che allocativo. il monopolio. la concorrenza perfetta. la concorrenza monopolistica. nessuna delle risposte. Quando si realizza efficienza tecnica. quando si riducono i costi nel lungo periodo. quando si produce la quantità desiderata con il minor costo possibile. quando si produce la quantità massima di output possibile. nessuna delle risposte. Quando si realizza efficienza allocativa. se P=MC. se P>MC. se P=ATC. nessuna delle risposte. Nel lungo periodo in un mercato di concorrenza perfetta: P=ATCmin. P=Mcmin. P=AVC min. nessuna delle risposte. Il mercato di concorrenza perfetta è un mercato in cui. esistono molte imprese , che offrono un prodotto differenziato e che hanno difficoltà di accesso al mercato. esistono poche imprese ed il prodotto è standard. esistono molte imprese , che offrono un prodotto standard e che hanno facilità di accesso al mercato. esistono molte imprese , che offrono un prodotto differenziato e che hanno difficoltà di accesso al mercato. Nel breve periodo in un mercato concorrenziale le imprese: possono realizzare o un profitto o una perdita. possono realizzare una perdita. possono realizzare un profitto. realizzano una perdita. In concorrenza perfetta se P>min AVC: l'impresa cessa l'attività. l'impresa continua a produrre. per l'impresa è indifferente cessare l'attività o continuare a produrre. nessuna delle risposte. Se il costo marginale è maggiore del ricavo marginale, l'impresa per aumentare il profitto dovrebbe. diminuire la produzione. aumentare la produzione. lasciare invariata la produzione. aumentare il prezzo. L'impresa realizza una perdita se: P=ATC. P<ATC. nessuna delle risposte. P>ATC. In concorrenza perfetta l'impresa espande la sua produzione fino a quando: MR=MC. MR>MC. MR>AVC. nessuna delle risposte. La curva di domanda della singola impresa che opera in un mercato concorrenziale presenta. E = ∞. Ed=0. Ed=1. nessuna delle risposte. nel mercato di concorrenza perfetta gli operatori sono: price maker o price taker in funzione del prodotto venduto. price maker. price teker. price maker se il bene prodotto è perfetto sostituto. In un mercato perfettamente concorrenziale, la curva di domanda è. rigida rispetto al prezzo. Nessuna delle risposte. perfettamente elastica rispetto al prezzo. anelastica. Caratteristiche del mercato di concorrenza perfetta. Quale, tra le risposte, non è esatta?. Standardizzazione del prodotto. E' caratterizzato da un numero elevato di compratori e di venditori. Esistenza di informazioni imperfetta. Non ha barriere all'entrata e all'uscita. Per l'impresa concorrenziale, la curva del ricavo totale assume un andamento. decrescente all'aumentare della quantità prodotta. lineare crescente all'aumentare della quantità prodotta. prima crescente e poi decrescente all'aumentare della quantità prodotta. prima decrescente e poi crescente all'aumentaredella quantità prodotta. Se parliamo di equilibrio di breve periodo in concorrenza perfetta, la parte della curva al di sopra del livello in cui MC = ATC si chiama. Funzione di costo medio. Funzione di offerta dell'impresa. Funzione di Ricavo Marginale. Funzione di domanda dell'impresa. In quale mercato la curva di domanda si presenta elastica. oligopolio. concorrenza monopolistica. monopolio. nessuna delle risposte. Quando si realizza efficienza allocativa?. Quando MC = MR. Quando P > MC. Quando P = MC. Quando P < MC. Quando si realizza la massimizzazione del profitto. quando MR>MC. quando MC<MR. quando MC=MR. nessuna delle risposte. In concorrenza perfetta, nel breve periodo, se il prezzo è maggiore del costo medio totale, si ha. un extraprofitto. un profitto normale. una perdita. Nessuna delle risposte. Nel mercato in concorrenza perfetta, in corrispondenza del prezzo determinato dal mercato. Nessuna delle risposte. non esiste eccesso di offerta e di domanda. esiste un eccesso di domanda rispetto all'offerta. esiste un eccesso di offerta rispetto alla domanda. in un mercato di monopolio. è presente un unico venditore e molti compratori. sono presenti molti venditori e molti compratori. sono presenti molti venditori e un unico compratore. nessuna delle precedenti alternative è corretta. Il monopolista si collocherà nel punto in cui: MR=MC. MR>MC. MR<MC. nessuna delle risposte. Il monopolista realizza una perdita ogni volta che: P=ATC. P>ATC. P<ATC. nessuna delle risposte. In concorrenza perfetta l'indice di Lerner è. 1. compreso tra 0 e 1. -1. 0. Cosa misura l'indice di Lerner?. il potere di mercato esercitato dai consumatori. il potere di mercato esercitato da un gruppo di venditori. il potere di mercato esercitato da un venditore. Nessuna delle risposte. In monopolio. l'impresa realizza sempre profitti economici positivi. nel lungo periodo la curva del ricavo marginale si posiziona sempre al di sopra della curva del ricavo medio. la curva di domanda dell'impresa coincide con la curva di domanda di mercato. nessuna delle risposte. Il monopolio è un mercato in cui esistono molti compratori ed un solo venditore. Qual è la relazione che esiste tra domanda di mercato e quella di impresa?. quando la domanda di mercato cresce, quella dell'impresa decresce. entrambe sono crescenti. nessuna relazione. coincidono. Si ha equilibrio dell'impresa monopolistica quando. il prezzo è uguale al ricavo medio. il ricavo marginale supera il costo marginale. il costo marginale è uguale al ricavo marginale. nessuna delle risposte. Il monopolista ritiene profittevole: vendere una minore quantità ad un prezzo più basso rispetto alla concorrenza. vendere una maggiore quantità ad un prezzo più basso rispetto alla concorrenza. vendere maggiori quantità dei concorrenti. vendere una minore quantità ad un prezzo più alto rispetto alla concorrenza. Come si calcola l'indice di Lerner?. L= P - MC/P. L = MC - P/MC. L = P - P/MC. Nessuna delle risposte. in un mercato di monopolio. la funzione di domanda del mercato non coincide con quella dell'impresa. la funzione di domanda dell'impresa non coincide con quella di mercato. funzione di domanda dell'impresa e del mercato coincidono. nessuna delle precedenti alternative è corretta. I monopoli naturali. si creano per la forte presenza di barriere all'entrata, che si concretizzano nell'esistenza di economia di scala. si creano per l'assenza di beni sostituti. si creano quando per legge è riservata ad un soggetto una posizione di esclusività. si creano quando le altre imprese non riescono a produrre a bassi costi. in un mercato di monopolio. esistono notevoli barriere all'entrata. le barriere all'entrata possono essere superate. non sono presenti barriere all'entrata. nessuna delle precedenti alternative è corretta. in un mercato di monopolio. il bene fornito è complementare. il bene fornito è sostituibile. il bene fornito è omogeneo. il bene fornito è unico e senza sostituti. il monopolista: può decidere il prezzo al quale vendere il bene fornito. è price maker. entrambe le risposte. nessuna delle precedenti alternative è corretta. il monopolista: può decidere la quantità da produrre. piò realizzare un extraprofitto. può decidere il prezzo al quale vendere il bene fornito. tutte le alternative sono corrette. il monopolista: può decidere la quantità da produrre solo nel caso di beni complementari. solo in alcuni casi può decidere la quantità da produrre. può decidere la quantità da produrre. nessuna delle precedenti alternative è corretta. l'extraprofitto del monopolista rappresenta: un profitto solo nel caso in cui il monopolista riesca a vendere una maggiore quantità rispetto ai competitor. non è un vero e proprio profitto. un profitto superiore a quello normale proprio del mercato di concorrenza perfetta. nessuna delle precedenti alternative è corretta. In Monopolio, l'indice di Lerner assume un valore. Pari a -1. Pari a 0. Maggiore di 0. Compreso tra 0 e 1. il potere di mercato esercitato da un venditore può essere misurato attraverso: l'indice di Lerner. come media geometrica delle quote di mercato del singolo in funzione della totalità. l'indice di Gini. indice di intensità del mercato. in un mercato di monopolio. rappresenta il giusto compromesso tra prodotte e non produrre. la perdita secca rappresenta la perdita di benessere per il consumatore rispetto al mercato di concorrenza perfetta. la perdita secca rappresenta la perdita di benessere per il produttore. nessuna delle precedenti alternative è corretta. l'indice di lerner assume valori: inferiori di zero. compresi tra zero e uno. solo maggiori di uno. infinitesimali. Il surplus del produttore è misurato. Dall'area compresa tra la curva di offerta ed il livello del prezzo. Dall'area compresa tra la curva di domanda ed il livello di prezzo. Dall'area al di sopra del ATC. Dall'area al di sopra del CM. Il surplus del consumatore. E' la differenza tra il prezzo pagato al venditore ed il costo da lui sostenuto. E' la differenza tra il prezzo che un compratore è disposto a pagare ed il prezzo effettivamente pagato. E' la differenza tra il costo sostenuto ed il prezzo effettivamente pagato. Nessuna delle risposte. Il surplus del consumatore rispecchia. Il benessere economico. La razionalità del consumatore. Le preferenze del consumatore. Nessuna delle risposte. Il surplus del produttore. Entrambe le risposte sono esatte. E' la differenza tra il prezzo pagato al venditore ed il costo da lui sostenuto. E' il prezzo pagato dal compratore. Nessuna delle risposte. Il livello di produzione che massimizza il profitto del monopolista. E' individuato nel punto in cui P=MC. E' individuato nel punto in cui MC = MR. E' individuato nel punto in cui P = MR. Nessuna delle risposte. il monopolio: è efficiente sia dal punto di vista produttivo che dal punto di vista allocativo. non è efficiente dal punto di vista allocativo ma lo è dal punto di vista produttivo. non è efficiente dal punto di vista produttivo ma lo è dal punto di vista allocativo. non è efficiente ne dal punto di vista produttivo ne dal punto di vista allocativo. |





