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LETTERATURA ITALIANA CORSO SINGOLO

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Título del Test:
LETTERATURA ITALIANA CORSO SINGOLO

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PANIERE LETTERARURA ITALIANA.

Fecha de Creación: 2026/03/18

Categoría: Otros

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Si definisce "narrativa naturale": un oggetto letterario formalizzato, con personaggi e dinamiche narrative codificate. un racconto orale. un racconto che ha per protagonisti animali emblematici dei vizi e delle virtù umane. una composizione poetica informale, scritta in stile semplice e destinata a un pubblico di 'illetterati'.

Quale tra i seguenti generi letterari è il più antico?. l'epica. la novella. il romanzo. la parabola.

Il romanzo moderno supplisce: la narrativa naturale. la poesia. alcuni generi antichi non più praticati come l'epica, la commedia, l'elegia. alcuni generi antichi non più praticati come la novella, l'elzeviro, la storiografia.

Il romanzo è una composizione: breve in versi. breve in prosa. lunga in prosa o in versi. breve in prosa o in versi.

L'epica medievale è caratterizzata da: una materia mitologica legata agli eroi greci e latini. una materia lirica legata al tema amoroso. una materia comica legata al rapporto tra classi sociali differenti. una materia storica legata alle dinastie regnanti.

L'epica medievale è un genere: inventato in Italia nel XII secolo. di grande successo in Italia nel XIII secolo. scarsamente praticato in Francia nel XIII secolo. 'importato' in Italia a partire da modelli soprattutto francesi.

Il Teseida è: un romanzo in versi di Giovanni Boccaccio. un romanzo in versi di Luigi Pulci. un romanzo in prosa di Giovanni Boccaccio. un cantare di Antonio Pucci.

Il genere metrico del cantare è: l'endecasillabo. l'ottonario. l'ottava rima. la terzina di endecasillabi.

La prima attestazione scritta dell'ottava rima italiana è: nei romanzi in versi di Boccaccio. nei romanzi in versi di Pulci. nei romanzi in versi di Pucci. nei cantari di Pucci.

Nel proemio del Filostrato l'autore invoca: le Muse. Apollo. Giove. la donna amata.

«Nel mezzo del cammin di nostra vita»: equivale a 35 anni, essendo misurata in 70 anni nel Medioevo la durata di una vita compiuta. equivale a 40 anni, essendo misurata in 80 anni nel Medioevo la durata di una vita compiuta. è l'inizio della Vita nova. è l'unico verso autografo che si conserva di Dante.

Cacciaguida: è un'importante avo di Dante Alighieri, ricordato nell'Inferno. è un'importante avo di Dante Alighieri, ricordato nel Purgatorio. è un'importante avo di Dante Alighieri, ricordato nel Paradiso. è un'importante avo di Dante Alighieri, ricordato nella Vita nova.

Brunetto Latini: è il 'primo degli amici' di Cacciaguida. è il 'primo degli amici' di Dante. è riconosciuto da Dante come allievo. è riconosciuto da Dante come maestro.

Nel 1302 Dante viene condannato: in contumacia. mentre era a Firenze. perché ghibellino. perché Priore.

Dante trascorre l'esilio: esclusivamente a Ravenna. trasferendosi in diverse corti, prima di recarsi a Ravenna. esclusivamente scrivendo la Vita nova. senza comporre nulla, poiché aveva già composto tutte le sue opere più celebri.

Le narrazioni biografiche di Dante: si diffondono solo a partire dalla fine del Settecento. si articolano già all'indomani della scomparsa del Poeta. sono basate esclusivamente su notizie inventate. sono basate esclusivamente su notizie vere.

Uno dei più importanti biografi di Dante è: Giovanni Boccaccio. Brunetto Latini. Guido Cavalcanti. Guido Guinizzelli.

Nel Trecento: prende corpo la leggenda di Dante e alcuni episodi si trovano nel Trecentonovelle di Boccaccio. si ha l'oblio del Poeta. la produzione dantesca è conosciuta solo fuori da Firenze. prende corpo la leggenda di Dante e alcuni episodi si trovano nel Trecentonovelle di Franco Sacchetti.

Oggi, si ritiene che le spoglie dantesche siano: a Firenze. a Roma. a Ravenna. a Lucca.

Rispetto alle spoglie dantesche, Firenze: non è mai stata interessata al culto dantesco dopo la sua morte. è stata interessata al culto dantesco solo dopo la sua morte. dopo il successo dell'autore, le spoglie sono richieste costantemente da Firenze, con la contrarietà di Ravenna. dopo il successo dell'autore, le spoglie sono richieste costantemente da Firenze, con l'autorizzazione di Ravenna.

la Vita nova: è un'opera in quarantadue capitoli. è un'opera in trentadue capitoli. riporta i componimenti tardi di Dante. è un canzoniere.

l'incontro con Beatrice: avviene quando Dante aveva 8 anni. avviene quando Dante aveva 7 anni. è seguito da una visione onirica. è seguito da un svenimento.

Vita nova e Stilnovo: si devono entrambi a Guittone d'Arezzo. non hanno attinenza. sono fortemente intrecciati. sono la stessa cosa.

la composizione della Vita nova: è esattamente assegnabile al 1264. da alcuni riferimenti interni è assegnabile tra il 1292 e il 1293. si deve a Cino da Pistoia. si deve a Bonagiunta Orbicciani.

all'interno della Vita nova, la prosa: collega tra loro i componimenti poetici. si legge solo alla fine dell'opera. si legge solo all'inizio dell'opera. è assente.

tra i modelli della Vita nova troviamo: il Tesoretto di Brunetto Latini. il De consolatione Philosophiae di Severino Boezio. il Decameron di Giovanni Boccaccio. le vidas e le razos siciliane.

tra i modelli della Vita nova troviamo: il Decameron di Giovanni Boccaccio. il Tesoretto di Brunetto Latini. le Confessiones di Sant'Agostino. il Canzoniere di Petrarca.

nella Vita nova, la funzione dei numeri: è marginale. è centrale, e particolare importanza è riservata al numero nove, legato a Beatrice. è centrale, e particolare importanza è riservata al numero nove, legato a Cavalcanti. non è stata riscontrata dalla critica.

la Vita nova è dedicata a: Cavalcanti. Beatrice. Guinizzelli. Guittone d'Arezzo.

circa le edizioni della Vita nova: per la prima edizione a stampa ci vorrà il XVII secolo. si ha una sola edizione dell'opera nel 1942. si ha una sola edizione dell'opera nel 1932. a partire dal 1907 si ha l'edizione di Michele Barbi; si aggiungono quella di Gorni nel 1996 e di Carrai nel 2009.

Cosa si intende per 'poesia narrativa': una costellazione dai confini sfumati che ha al suo centro l'epica e il poema cavalleresco, ma che include anche altri generi difformi per tema o per dimensioni. esclusivamente l'epica e il poema cavalleresco. esclusivamente generi omogenei per tema e dimensioni. un prosimetro.

Quali sono i metri più usati per la narrazione poetica: la terzina e il sonetto. la terzina e l'ottava. l'ottava e la sestina. l'ottava e il sonetto.

La terzina: deve la sua nascita a Tasso. deve la sua nascita ad Ariosto. deve la sua nascita a Dante. deve la sua nascita a Petrarca.

La nascita dell'ottava: è certamente attribuibile a Boccaccio. è 'di padre incerto', ma la sua codifica si deve a Dante. è certamente attribuibile a Dante. è 'di padre incerto', ma la sua codifica si deve a Boccaccio.

Il Filostrato: fornisce indizi che rimandano alla stanza di canzone come possibile origine dell'ottava, con particolare riguardo a Cino da Pistoia. fornisce indizi che rimandano alla stanza di canzone come possibile origine dell'ottava, con particolare riguardo a Pulci. è l'unico poema in ottave del Trecento. non è scritto in ottave.

Antonio Pucci: opera solo nell'ambito dell'oralità. è l'unico scrittore di cantari a firmarsi come autore e scrive sia in ottave sia in terzine. è l'unico scrittore di cantari a firmarsi come autore e scrive solo in ottave. è l'unico scrittore di cantari a firmarsi come autore e scrive solo in terzine.

I due maggiori poemi quattrocenteschi: Il Filostrato di Giovanni Boccaccio e l'anonimo Cantare di Fiorio e Biancifiore. Il Morgante di Giovanni Boccaccio e l'anonimo Inamoramento de Orlando. Il Morgante di Luigi Pulci e l'Innamoramento de Orlando di Matteo Maria Boiardo. Il Filostrato di Luigi Pulci e il Cantare di Fiorio e Biancifiore di Matteo Maria Boiardo.

La novità maggiore dell'Inamoramento de Orlando: sta nell'uso della terzina anziché dell'ottava. riguarda la trasmissione solo orale del testo. sta nell'uso della corona di sonetti anziché dell'ottava. riguarda la trama e i personaggi, con l'ingresso di Angelica e dell'eros che cambia tutte le dinamiche del modello tradizionale francese delle "armi".

L'ottava di Ariosto: è equilibrata, armonica, e perfettamente bilanciata, con frequenti parallelismi, ricca di subordinate. è ritmicamente "spezzata", ricca di enjambements e di fratture tra sintassi e metro. utilizza abbondantemente il 'parlar disgiunto'. non usa varietà degli schemi.

L'ottava di Tasso: è equilibrata, armonica, e perfettamente bilanciata, con frequenti parallelismi, ricca di subordinate. è ritmicamente "spezzata", ricca di enjambements e di fratture tra sintassi e metro. è dominata dalla varietà degli schemi. non è quasi mai su misure pari.

le Rime di Dante Alighieri: sono solo quelle comprese nella Vita nova e nel Convivio. sono circa 160. sono circa sessanta componimenti tra ballate, canzoni e sonetti. sono circa sessanta sonetti.

il sonetto Non mi poriano già mai far emenda: è stato certamente scritto da Dante in bolognese. è stato certamente scritto da Dante in fiorentino. è incentrato su Beatrice. è tramandato anche nella veste bolognese dai Memoriali.

le Rime di Dante Alighieri: non sono state organizzate dall'autore in forma di canzoniere. sono state organizzate dall'autore in forma di canzoniere. sono tutte amorose. sono tutte allegoriche.

la relazione poetica tra Dante e Guido: è supposta sulla base della biografia dei due personaggi. è attestata da numerose testimonianze. si suppone sulla base di una testimonianza indiretta di Cino da Pistoia. si suppone sulla base di una testimonianza indiretta di Bonagiunta Orbicciani.

il sonetto Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io: esprime mirabilmente un senso di fuga dalla realtà e il valore dell'amicizia. si legge alla fine della Vita nova. si legge all'inizio della Vita nova. esprime l'amore per Beatrice.

Dante e Guido: manterranno immutata la loro amicizia anche dopo l'esilio di Dante. inizieranno la loro amicizia solo dopo l'esilio di Dante. giungeranno a diverse concezioni di Amore. dopo essere partiti da concezioni d'amore divergenti, giungeranno a posizioni più vicine.

il sonetto I' vegno 'l giorno a te 'nfinite volte: è inviato da Dante a Boccaccio. è inviato da Dante a Cavalcanti. è inviato da Cavalcanti a Dante, per esaltare la loro amicizia. è inviato da Cavalcanti a Dante, per invitarlo a ritornare alle maniere poetiche e di pensiero precedenti.

Dante, nei confronti di Guittone: nutre una stima reverenziale. è critico, ma si rintraccia l'influenza di Guittone soprattutto nelle poesie giovanili di Dante. è critico, ma si rintraccia l'influenza di Guittone soprattutto nelle poesie allegoriche di Dante. è tollerante.

l'eredità dei provenzali e dei siciliani: è assente nelle Rime dantesche. è rintracciabile nelle Rime dantesche solo per il lessico. è diffusa nelle Rime dantesche, come dimostra il piano linguistico e l'uso della rima siciliana. viene rifiutata da Dante.

la ballata Per una ghirlandetta: appartiene alle 'rime petrose'. è inserita nel De vulgari eloquentia. è di Cavalcanti. è di Dante e si avvicina già allo stile cavalcantiano.

Il romanzo medievale appare in Europa: nel IX secolo. tra il XII e il XIII secolo. nel XVIII secolo. tra XV e XVI secolo.

Il romanzo medievale si distingue dalle altre forme narrative contemporanee: per la materia che tratta. per il genere letterario a cui appartiene. per il fatto di essere scritto in prosa. per il fatto di essere scritto in versi.

I romanzi medievali trattano i seguenti tre temi principali, detti 'cicli': il ciclo greco, il ciclo romano e il ciclo germanico. il ciclo romano, il ciclo troiano e il ciclo tebano. il ciclo di Francia, il ciclo di Bretagna, il ciclo di Roma antica. il ciclo di Scandinavia, il ciclo di Germania, il ciclo di Francia.

A rendere anacronistico il romanzo medievale è: il crollo demografico. la progressiva crescita di nuove classi sociali (l'aristocrazia e il clero) e nuove istituzioni. l'epidemia di peste nera del 1348. la progressiva crescita di nuove classi sociali (borghesia e proletariato) e nuove istituzioni.

Buona parte della produzione letteraria italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento: è espressione della classe operaia. è un prodotto della sola aristocrazia. è un prodotto del clero. nasce in un contesto urbano e comunale.

Luigi Pulci ebbe fama di: eretico. abile mediatore. abile cavaliere. grande conoscitore dell'animo umano.

Pulci scrisse il Morgante per commissione di: Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo de' Medici. Ippolito d'Este, duca di Ferrara. Beatrice Portinari, madre di Francesco Sforza. comune di Firenze.

Il Morgante rappresenta: la celebrazione dei valori cavallereschi. la parodia dei valori cavallereschi. la affermazione dei valori cavallereschi. la satira dei costumi della chiesa.

La cultura di Matteo Maria Boiardo è: quella di un aristocratico esperto di arte militare. quella di un 'illetterato' autodidatta. quella di un aristocratico esperto classicista. quella di un borghese esperto nell'arte mercantile.

Il 'motore' narrativo nel romanzo cavalleresco è: la rivalità tra cavalieri che aspirano al comando del regno. il patriottismo. la difesa della fede cattolica. l'amore.

Dante Alighieri: non interruppe mai l'attività di sperimentazione poetica. interruppe l'attività di sperimentazione poetica dopo la conclusione della Vita nova. interruppe l'attività di sperimentazione poetica dopo la conclusione del Convivio. inizia a poetare in tarda età.

le 'Rime al tempo della Vita Nuova': costituiscono una silloge a parte organizzata dallo stesso Dante. costituiscono un primo nucleo tematico ben definito all'interno delle Rime. sono incentrate sulla donna di pietra. sono incentrate su Forese Donati.

le 'Rime allegoriche o dottrinali': non sono state organizzate dall'autore in forma di canzoniere. sono state organizzate dall'autore in forma di canzoniere. sono intrecciate al Convivio. sono intrecciate alla Commedia.

per 'cantor rectitudinis' si intende: 'poeta della rettitudine', cioè che si concentra su temi amorosi. è un appellativo riferito a Forese Donati. è un appellativo riferito a Cino da Pistoia. 'poeta della rettitudine', cioè che si concentra su temi morali.

le 'rime petrose': sono sezione ben nota e definita delle Rime di Dante, costituita da 44 canzoni. sono sezione ben nota e definita delle Rime di Dante, costituita da 4 canzoni. si leggono all'inizio della Vita nova. esprimono l'amore per Beatrice.

le 'rime petrose': sono dette così dal senhal attribuito alla donna cui si riferiscono le rime. sono dette così per contrasto rispetto allo stile leggero con cui sono scritte. sono costituite da uno scambio di sonetti con Cino da Pistoia. si concentrano sulla morte di Beatrice.

tra i modelli delle 'rime petrose' troviamo: Francesco Petrarca. Guido Cavalcanti. Arnaut Daniel, come indicato anche da Cino da Pistoia. Arnaut Daniel, come indicato anche dallo stesso Dante nel De vulgari eloquentia.

Dante: scrive le sue rime solo in latino e volgare. scrive le sue rime solo in volgare e in provenzale. scrive anche una canzone trilingue in francese, latino e volgare. scrive solo in volgare.

lo scambio di rime con Cino da Pistoia: avvenne con certezza solo durante l'esilio di entrambi. prese avvio verosimilmente già prima dell'esilio di Dante. durò solo un anno. è fittizio.

lo scambio di rime con Forese Donati: appartiene alle 'rime petrose'. è caratterizzato da un registro basso e quotidiano dovuto alle offese che i due si rivolgono in rima, ricalcando motivi e tecniche tradizionali. è caratterizzato da un registro basso e quotidiano dovuto alle offese che i due si rivolgono in rima, fatto del tutto eccezionale. nasce da una reale discordia tra i due.

il Convivio: è un'opera completa in 15 trattati. si prevedeva come opera in 15 trattati, ma è rimasta incompleta, ferma al quarto trattato. si prevedeva come opera in 15 trattati, ma è rimasta incompleta, ferma al sesto trattato. è stato composto da Dante nell'età giovanile.

rispetto alla Vita nova, il Convivio: costituisce una silloge poetica a parte organizzata dallo stesso Dante. costituisce un nucleo tematico inserito all'interno della Vita nova. è profondamente diverso, ma l'opera giovanile non viene rinnegata. è incentrato sulla tematica amorosa.

la metafora del banchetto: rappresenta la finalità dell'opera, ossia 'raccogliere le briciole di conoscenza cadute dalla mensa dei sapienti per offrirle a quanti sono esclusi dal sapere'. rappresenta la finalità dell'opera, ossia 'raccogliere le briciole dell'amore per Beatrice rimaste dopo la sua morte'. è inserita alla fine del Convivio. è inserita alla fine della Vita nova.

tra i modelli del Convivio troviamo: solo le fonti provenzali e il Tesoretto di Brunetto Latini. Boezio, con il De Amore, e Sant'Agostino, con le Confessioni. solo il Tresor di Brunetto Latini. Boezio, con il De consolatione Philosophiae, e Sant'Agostino, con le Confessioni.

per Dante, la conoscenza: è un desiderio naturale dell'uomo. è un desiderio naturale pertinente solo all'uomo dotto. è un desiderio naturale pertinente solo all'uomo del volgo. è un desiderio naturale che appare solo nella seconda parte della propria esistenza.

Dante usa il volgare nel Convivio: affinché beneficino in molti del trattato, soprattutto i chierici. affinché beneficino in molti del trattato, soprattutto coloro i quali non possono accedere alla conoscenza poiché impegnati in attività pratiche. per velocità. poiché il latino non era più usato per la scrittura di trattati.

la conoscenza, per Dante: può essere raggiunta soltanto attraverso lo studio delle lettere. può essere diffusa soltanto facendo ricorso al volgare. può essere diffusa soltanto facendo ricorso all’allegoria. può essere raggiunta soltanto dai nobili.

il concetto di allegoria riportato da Dante nel Convivio: si accosta alle teorie di Sant'Agostino. si accosta alle teorie di Boezio. non verrà accettato dai posteri. verrà rinnegato dallo stesso Dante.

nel terzo trattato: troviamo la metafora del banchetto. troviamo la trattazione del tema della nobiltà. si ha la definizione dell'Amore come 'unimento spirituale de l'anima e de la cosa amata'. non troviamo nessuna canzone commentata.

il tema della nobiltà: appare nel secondo trattato del Convivio. è trattato da Dante con un atteggiamento benevolo nei confronti della classe nobiliare. è trattato da Dante con un atteggiamento antinobiliare. nasce da una reale discordia tra Dante e il ceto nobile.

Si impiega la categoria storico-critica di romanzo cavalleresco: quando si parla di componimenti come le storie dei paladini medievali della materia di Bretagna (re Artù e i cavalieri della Tavola rotonda), della materia carolingia (Carlo Magno e il suo esercito, su cui spicca Orlando) e di quella che in Francia veniva detta "matière de Rome". quando si parla delle sole storie dei paladini medievali della materia di Bretagna (re Artù e i cavalieri della Tavola rotonda). quando si parla della sola materia carolingia (Carlo Magno e il suo esercito, su cui spicca Orlando). quando si parla della sola "matière de Rome", così come definita in Francia.

L'Orlando furioso: ha un grande successo, ma solo nel secolo successivo alla morte dell'autore. ha un successo immediato e travolgente di pubblico, ma scatena anche accese polemiche rispetto alle categorie normative derivanti dalla Poetica di Aristotele. ha un successo immediato e travolgente di pubblico, ma prevalentemente in quanto volgarizzazione della Poetica di Aristotele. ha un grande successo, ma solo dopo la pubblicazione della Gerusalemme liberata di Tasso.

La Poetica di Aristotele: non era conosciuta in Italia fino alla pubblicazione dell'Orlando furioso. è un trattato nato ad uso didattico fra il 1534 e il 1530 a.C., nel quale a essere considerati e regolamentati sono i generi della tragedia e dell'epica, secondo due concetti fondamentali che sono la mimesi e la catarsi. è un trattato nato ad uso didattico fra il 334 e il 330 a.C., nel quale a essere considerati e regolamentati sono i generi della tragedia e dell'epica, secondo due concetti fondamentali che sono la mimesi e la catarsi. è stata volgarizzata da Aristotele.

Rispetto al precedente ariostesco, Tasso: applica una soluzione metrica nuova: l'uso della terza rima. non applica soluzioni narrative nuove. applica due soluzioni narrative nuove: la frammentarietà d'azione e la discontinuità narrativa. applica due soluzioni narrative nuove: l'unità d'azione e la continuità narrativa.

Il Gottifredo (o Goffredo): è un'opera del giovane Torquato Tasso. è un'opera del giovane Bernardo Tasso. è un'opera del giovane Ariosto. è un'opera del giovane Cervantes.

Per Torquato Tasso, l'esempio dell'Amadigi del padre Bernardo: non è un esempio con il quale confrontarsi. è un banco di prova eccezionale per saldare le convinzioni dei limiti del poema cavalleresco. è l'unico con il quale si confronta. è un banco di prova eccezionale per saldare le convinzioni circa il fatto che il poema cavalleresco non ha limiti.

Cosa differenzia Tasso dagli altri autori di poemi epici: l'assenza di riflessione teorica. l'uso della terza rima. la riflessione teorica. l'uso dell'ottava.

Tra i grandi temi di riflessione nei Discorsi si trova: l'uso dell'autobiografia nella poesia epica. la necessità di frammentarietà per la trama della poesia epica. l'uso della sonetto per la poesia epica. il rapporto tra verosimile e meraviglioso.

col Don Chisciotte Cervantes: innova l'idea di romanzo, mettendo in crisi la tradizione cavalleresca e aprendo la strada al romanzo moderno. riporta l'idea di romanzo alle origini, ritardando l'avvento del romanzo moderno. ribadisce l'importanza del poema eroico come unica possibilità sacra e valida di intellegere il reale. non si pone in dialogo con la tradizione cavalleresca.

la distanza tra i due modelli di poema di Ariosto e Tasso: determina la confusione tra i due autori e attribuzioni erronee delle opere. porta all'esplosione di una polemica sulla superiorità dell'Orlando furioso o della Gerusalemme liberata. determina la necessità di tradurre in latino i poemi. determina l'assoluta preminenza di Tasso su Ariosto.

Fino a pochi anni fa la biografia di Margherita Sarrocchi dipendeva da fonti: d'archivio. aneddotiche e maschiliste. dirette. letterarie.

La storiografia letteraria ha a lungo: sminuito il ruolo delle autrici donne. enfatizzato il ruolo delle autrici donne. incluso le donne nel canone degli autori italiani. riservato alle donne un ruolo di punta.

Margerita Sarrocchi cresce a: Napoli. Bologna. Roma. Parigi.

Margerita Sarrocchi riceve una educazione: strettamente umanistica. scientifica d'avanguardia. completa (sia umanistica sia scientifica), d'vangaurdia. strettamente religiosa.

Margherita Sarrocchi è molto apprezzata: da Leonardo da Vinci. da Giovan Battista Marino. da tutti gli accademici romani. da letterati importanti, come Alessandro Tassoni e Torquato Tasso.

La «Scanderbeide» è: un poema sacro. un romanzo d'avventura. un romanzo storico. un poema eroico.

Tra i modelli principali della «Scanderbeide» ci sono: L'Iliade e la Chanson de Roland. L'Iliade e la Gerusalemme conquistata. L'Eneide e il Filostrato. L'Odissea e la Gerusalemme liberata.

La prime due edizioni della «Scanderbeide» appaiono a Roma: nel 1606 e nel 1623. nel 1594 e nel 1601. nel 1623 e nel 1701. nel 1532 e nel 1701.

Il personaggio di Scanderbeg richiama esplicitamente: Alessandro Magno. Achille. Carlo Magno. Alfonso d'Aragona.

L'originalità di Margherita Sarrocchi si manifesta soprattutto: nella descrizione delle scene di guerra. nella scelta dell'ottava rima. nell'articolazione del poema in 24 canti. nella caratterizzazione delle eroine.

il De vulgari eloquentia: è un'opera completa in 4 libri. si prevedeva come opera in 4 libri, ma è rimasta incompleta, ferma al secondo libro. si prevedeva come opera in 4 libri, ma è rimasta incompleta, ferma al primo libro. è stato composto da Dante nell'età giovanile.

rispetto al Convivio, il De vulgari: costituisce una silloge poetica a parte organizzata dallo stesso Dante. costituisce un nucleo tematico inserito all'interno del Convivio. coesiste in un sistema di complementarietà che non è solo compositiva ma anche tematica. è incentrato sulla tematica amorosa.

il tema del De vulgari è: la lingua volgare. la poesia lirica volgare. la lingua latina. la poesia lirica romanza.

l'originalità del De vulgari: è a torto rivendicata da Dante. è giustamente rivendicata da Dante, infatti il trattato è molto lontano dai precedenti e coevi. è giustamente rivendicata da Dante, infatti il trattato rivoluziona le teorie d'amore precedenti. è a torto rivendicata da Dante, perché si trovano modelli simili nel mondo latino.

il volgare illustre: deve essere cardinale, aulico e curiale. è il fiorentino. è il bolognese. è il siciliano.

nel De vulgari, Dante fa risalire la nascita del linguaggio: al popolo ebraico. a Nembrot, costruttore della Torre babelica. al popolo latino. ad Adamo, che parla per la prima volta, pronunciando il nome di Dio.

la confusione babelica diede vita in Europa: alla lingua d'oïl. ai tre ceppi linguistici germanico-slavo, greco e romanzo. alla lingua d'oc. alla lingua del sì.

il ceppo linguistico romanzo: si suddivide in lingua d'oïl, lingua d'oc e lingua del sì. si suddivide in germanico-slavo, greco e romanzo. è una degenerazione del provenzale. è una degenerazione del francese.

per Dante, gli argomenti adatti alla trattazione da parte della poesia aulica sono: l'amore e la virtù. la salvezza, l'amore e la virtù. la prodezza nelle armi, la passione amorosa e la volontà di attuare il bene. la salvezza e l'amore.

tra i più importanti poeti d'amore, Dante riconosce nel De vulgari: Guido Cavalcanti. Bonagiunta Orbicciani. Cino da Pistoia. Guittone d'Arezzo.

La figura di Laura Terracina: Attirò elogi ma anche vituperi, situazione comune per le donne scrittrici nel Rinascimento italiano. Attirò elogi ma anche vituperi, situazione inusuale per le donne scrittrici nel Rinascimento italiano. Attirò esclusivamente elogi, situazione inusuale per le donne scrittrici nel Rinascimento italiano. Attirò esclusivamente vituperi, situazione comune per le donne scrittrici nel Rinascimento italiano.

La poesia di Laura Terracina: esula dalla tipicità della poesia rinascimentale che prevede la dedica come parte costitutiva. è molto spesso una poesia autenticamente di omaggio e di riconoscenza verso amici letterati o mecenati. non è mai riconoscente verso gli amici letterati o mecenati. esula dai modelli petrarchisti.

La famiglia di Laura Terracina: era di origini umili, motivo per il quale lei non ha ricevuto un'istruzione adeguata. era originaria del bresciano e ivi trascorse tutta l'esistenza. a Napoli riuscì a garantirsi una posizione di tutto rispetto, il che permise a Laura di ricevere una discreta istruzione. ripudiò la figlia, motivo per il quale la poetessa non ne condivide il cognome.

Laura Terracina: pubblicò solo a Napoli e mai a Venezia, centro nevralgico dell'editoria rinascimentale. ebbe un grande successo di stampa, ma con tutte le opere pubblicate postume. è la poetessa meno pubblicata fra le contemporanee. è la poetessa più pubblicata fra le contemporanee.

Il primo volume di poesie di Laura Terracina: ebbe molta fortuna e venne ristampato molte volte, almeno cinque nel Cinquecento e due nel secolo successivo. non ebbe molta fortuna, come dimostra l'assenza di ristampe nel secolo successivo alla sua morte. ebbe molta fortuna ma usci in un'unica stampa nel 1644. ebbe molta fortuna, ma non tanta quanto le Rime seconde.

Il contenuto delle rime di Laura Terracina: si colloca al di fuori dei petrarchismi, sottolineandone l'anacronismo. si colloca all'interno del petrarchismo, o meglio, dei petrarchismi, cioè dei vari modi di imitare Petrarca. è esclusivamente dedicato alla materia amorosa. è esclusivamente dedicato alla lettura dell'Orlando furioso.

Il caso di Laura Terracina: mostra come dopo l'avvento di Ariosto sia impossibile seguire il modello petrarchesco. mostra ancora una volta come i modelli di Ariosto e di Ovidio rimangano ben divisi, soprattutto in area napoletana. mostra un'altra tessera della contaminazione fra il modello di Ariosto con quello di Ovidio, soprattutto in area napoletana. mostra un altro tipo di utilizzo della terza rima al di fuori del modello dantesco.

I lamenti: sono un unicuum nella poesia del XVI secolo, trovandosi solo nelle raccolte di Laura Terracina. nbenché molto in uso nel XVI secolo, non trovano spazio nella poesia di Laura Terracina. rappresentano ottave scritte in latino all'interno di un poema scritto in volgare. rappresentano una forma che si muove tra lirica e poesia narrativa, visto che contaminano genere lirico e cavalleresco.

Cosa sono le tramutazioni di Laura Terracina?. un particolare componimento poetico, in 46 canti, esattamente quanti sono quelli dell'Orlando furioso, creato prelevando dall'opera quanto necessario da assemblare a versi nuovi, producendo in questo modo un testo diverso da quello di partenza. un particolare componimento poetico, in 100 canti, esattamente quanti sono quelli della Commedia, creato prelevando dall'opera quanto necessario da assemblare a versi nuovi, producendo in questo modo un testo diverso da quello di partenza. un particolare componimento poetico, in 317 sonetti, esattamente quanti sono quelli del Canzoniere, creato prelevando dall'opera quanto necessario da assemblare a versi nuovi, producendo in questo modo un testo diverso da quello di partenza. un particolare componimento poetico, in 20 canti, esattamente quanti sono quelli della Gerusalemme liberata, creato prelevando dall'opera quanto necessario da assemblare a versi nuovi, producendo in questo modo un testo diverso da quello di partenza.

A Napoli: la ricezione del Furioso è minore rispetto alle corti settentrionali. con molta probabilità vengono introdotte le "tramutazioni" intorno agli anni quaranta del Cinquecento. non approderanno mai le stampe di Laura Terracina. le stampe di Laura Terracina verranno messe all'indice.

la Monarchia: è un'opera completa in 4 libri. si prevedeva come opera in 4 libri, ma è rimasta incompleta, ferma al terzo libro. è un'opera completa in 3 libri. è stata composto da Dante nell'età giovanile.

la datazione della Monarchia: è univoca poiché certamente dichiarata dall'autore. è univoca poiché certamente dichiarata da Boccaccio. è destinata a rimanere sul piano ipotetico, e ruota intorno a due ipotesi (prima e dopo l'esilio). è destinata a rimanere sul piano ipotetico, e ruota intorno a tre ipotesi.

circa la fortuna della Monarchia: l'opera venne messa all'indice a partire dall'inizio del Novecento. tra gli umanisti, venne rivalutata soprattutto grazie a Coluccio Salutati. l'opera venne scoperta solo alla fine dell'Ottocento. l'opera venne conosciuta solo a Bologna.

il tema della Monarchia: è l'importanza della lingua volgare. è la storia della politica nel mondo latino. è il governo temporale. è reso chiaro solo alla fine del trattato.

il primo libro della Monarchia: risponde alla questione 'se la monarchia temporale è necessaria per il bene dell'umanità'. è incompleto. è il più lungo dei tre. è scritto in volgare.

Dante individua come fine universale dell'umanità: l'ubbidienza al potere temporale. l'ubbidienza al potere spirituale. il porre in atto in ogni momento 'tutta la potenza dell'intelletto possibile'. la salvezza e l'amore.

rispetto alla Commedia, la Monarchia: afferma tesi completamente differenti. propone argomentazioni collegate inscindibilmente. tratta argomentazioni che non sono ricomprese nella Commedia. afferma tesi completamente coincidenti.

Bonifacio VIII: aveva dichiarato il potere temporale come soggetto all'autorità spirituale e aveva avocato a sé il diritto alla traslatio imperii. dopo l'attacco della Commedia, viene riabilitato nella Monarchia. dopo l'attacco della Monarchia, viene riabilitato nella Commedia. è d'accordo con la divisione del potere temporale e spirituale.

l'immagine del sole e della luna: fu utilizzata nel XIII secolo per sottolineare la dignità del papato da un lato e la complementarietà dei due poteri sulla terra. fu utilizzata da Bonifacio VIII per sottolineare la dignità del papato da un lato e la complementarietà dei due poteri sulla terra. fu utilizzata nel mondo latino per sottolineare la dignità del papato da un lato e la complementarietà dei due poteri sulla terra. viene totalmente rifiutata da Dante nella Monarchia.

nella chiusura della Monarchia, Dante: introduce una conciliazione nei confronti del papato. rivendica definitivamente l'autonomia di papato e impero. lascia aperta la soluzione al problema posto in apertura. cambia totalmente l'argomento del discorso.

l'epistola XI: e' focalizzata sull'importanza della lingua volgare. e' scritta in volgare. e' indirizzata ai cardinali italiani, attaccandoli fortemente. e' indirizzata ai cardinali italiani, esaltando il loro operato.

secondo Dante, le accuse ai cardinali: non provengono solo da parte sua, ma sono ben note, sebbene taciute. sono da imputarsi solo alla sua visione. sono indimostrabili ma vere. sono frutto di calunnie.

l'epistola XI ai cardinali: e' tramandata da molti testimoni. e' tramandata dallo zibaldone di Boccaccio. venne scoperta solo alla fine dell'Ottocento. era indirizzata a Niccolò da Prato a nome di Dante.

l'epistola XII: e' focalizzata sull'importanza della lingua volgare. e' indirizzata da Dante a un amico fiorentino. e' andata perduta. e' stata ritrovata solo alla fine dell'Ottocento.

per tornare a Firenze, Dante: avrebbe dovuto aspettare il benestare del nipote. avrebbe dovuto patteggiare il rientro con il papa. avrebbe dovuto aspettare l'esilio dei Neri. avrebbe dovuto pagare un'ammenda e sottoporsi a un rituale infamante.

l'epistola XI, tra l'altro: e' focalizzata sull'importanza della lingua volgare. mostra come Dante fosse ancora radicato a Firenze e come avesse un suo seguito strutturato. e' scritta in voce di un'altra persona. e' stata ritrovata solo alla fine dell'Ottocento.

l'epistola a Cangrande: tratta della Commedia. e' focalizzata sull'importanza della lingua volgare. tratta esclusivamente argomentazioni politiche. e' scritta in volgare.

nella parte centrale dell'epistola a Cangrande: parla la contessa Gherardesca all'imperatrice. si ha una lacuna. si trovano molte e preziose informazioni per la comprensione della Commedia. parla Cangrande.

nella parte centrale dell'epistola a Cangrande: parlando della Commedia, Dante distingue tra piano letterale e piano allegorico. parlando della Commedia, Dante afferma che debba essere letta solo sul piano allegorico. parlando della Commedia, Dante afferma che debba essere letta solo sul piano letterale. si ha una lacuna.

l'epistola a Cangrande: e' certamente autentica. e' certamente non autentica. ha fatto discutere da sempre gli studiosi danteschi circa la sua veridicità, soprattutto per la seconda parte. ha fatto discutere da sempre gli studiosi danteschi circa la sua veridicità, soprattutto per la prima parte.

La Poetica di Aristotele: è stata riscoperta solo a fine Quattrocento con la prima traduzione latina di Giorgio Valla. è sempre stata letta e commentata durante tutto il Medioevo. è stata riscoperta solo a fine Cinquecento con la prima traduzione latina di Tasso. non è mai stata letta in Italia fino alla fine del XVII secolo.

Per quanto riguarda il romanzo cavalleresco: la prima definizione si legge nella Poetica di Aristotele. non c'era una definizione teorica perché di fatto prima del Furioso non esisteva un vero e proprio romanzo cavalleresco. la prima definizione si legge nella Poetica di Giorgio Valla. non c'era una definizione teorica e di fatto non ci sarà fino alle sistemazioni di Galileo Galilei.

Tasso: riconoscerà che Ariosto era stato il più vicino agli "epici", ma assegnerà a Gian Giorgio Trissino il ruolo di unico vero precursore dell'epica. riconoscerà che Ariosto era stato il più vicino agli "epici", ma assegnerà a sé stesso il ruolo di unico vero precursore dell'epica. riconoscerà che Ariosto era stato il più vicino agli "epici", assegnandogli così il ruolo di unico vero precursore dell'epica. non riconoscerà che Ariosto era stato il più vicino agli "epici", anche se gli assegnerà il ruolo di unico vero precursore dell'epica.

Giovan Battista Giraldi Cinzio e Giovan Battista Pigna: frequentavano come Tasso lo stesso ambiente della corte estense, ma furono contemporanei di Dante. contemporanei di Tasso, erano vicini alla corte napoletana. Frequentavano come Tasso lo stesso ambiente della corte estense, ma il secolo successivo all'autore della Liberata. contemporanei di Tasso, come lui frequentavano lo stesso ambiente della corte estense.

L'opera di Giraldi Discorso intorno al comporre de' romanzi: si occupa, prioritariamente, di chiarire la materia dei romanzi. si occupa, prioritariamente, di tradurre la Poetica di Aristotele. è una tramutazione del Furioso. non riguarda la materia dei romanzi.

Le vicende biografiche e professionali di Pigna: si intrecciano di continuo con quelle di Trissino. si intrecciano di continuo con quelle di Tasso. si intrecciano di continuo con quelle di Dante. si intrecciano di continuo con quelle di Ariosto.

Giraldi e Pigna: nei loro trattati evidenziano l'assoluta aderenza del poema ariostesco al modello della Poetica di Aristotele. nei loro trattati evidenziano la coincidenza strutturale del poema ariostesco rispetto ai modelli antichi. nei loro trattati evidenziano la diversità strutturale del poema ariostesco rispetto ai modelli antichi. nei loro trattati non si concentrano sul poema ariostesco.

Nella querelle tra tassisti e ariostisti, Tasso: non interviene mai in prima persona. interviene traducendo la Gerusalemme liberata in latino. interviene solo indirettamente. interviene con scritti importanti anche sul piano teorico, i Discorsi, poi l'Allegoria e l'Apologia.

Ufficialmente il duello tra tassisti e ariostisti: inizia nel 1584 con il Carrafa, o vero della epica poesia di Camillo Pellegrino. inizia nel 1684 con il Carrafa, o vero della epica poesia di Camillo Pellegrino. inizia nel 1585 con l'Apologia in difesa della "Gerusalemme liberata" di Tasso. inizia nel 1685 con l'Apologia in difesa della "Gerusalemme liberata" di Tasso.

Tra gli interventi che alimentano la querelle tra tassisti e ariostisti, abbiamo: quello dell'Accademia della Crusca con Dante. quello dell'Accademia della Crusca con Salviati. quello di Ariosto in difesa della sua opera. solo interventi secenteschi.

il titolo Divina Commedia: è stato proposto da Dante nell'epistola a Cangrande. è stato usato da Boccaccio nel Trattatello a stampa per la prima volta nell'edizione di Ludovico Dolce del 1555. è stato proposto da Dante nell'egloga I. è stato usato da Boccaccio nella prima edizione a stampa.

l'indicazione 'commedia' si riferisce: tra l'altro, allo stile, che è vario e spazia tra il comico e il tragico. alla vena comica che sottostà al poema. tra l'altro, allo stile, che è del tutto tragico, contrariamente al titolo. ironicamente al tema tragico dell'opera.

la composizione della Commedia: è avvenuta sicuramente a Firenze per l'Inferno e il Paradiso. è avvenuta sicuramente a Firenze per l'Inferno e il Purgatorio. è stata avviata verosimilmente tra il 1306 e il 1307. è stata avviata sicuramente nel 1320.

la Commedia: è divisa in 33 cantiche. è divisa in 33 versi ciascun canto. è divisa in 3 cantiche da 33 canti ciascuna, più due proemiali. è divisa in 3 cantiche da 33 canti ciascuna, più uno proemiale.

la numerologia nella Commedia: risponde a un'architettura molto fitta, che rimanda alla Trinità. è casuale. e stata sottolineata dalla critica contro la volontà dantesca. è assente.

l'inizio del viaggio dantesco: è collocato nel giorno di Natale del 1300. si ha il 25 marzo 1300, primo anno di esilio di Dante. si ha il 25 marzo 1321. si ha il 25 marzo 1300, primo anno giubilare.

il viaggio dantesco: dura solo 7 giorni. dura tre mesi, quante sono le cantiche. ha una durata indefinita. dura 70 giorni.

l'Aldilà dantesco: non è sufficientemente descritto nella Commedia. si dispone lungo un asse ideale che parte dal centro di Gerusalemme. si dispone lungo un asse ideale che parte dal centro di Roma. corrisponde esattamente a quello biblico.

Dante, nel Rinascimento: è individuato come il principale autore di riferimento per la lingua italiana. è conosciuto solo per il Convivio. è conosciuto solo per le opere latine. nella teoria linguistica di Bembo, è meno apprezzato di Petrarca.

il filologo tedesco Erich Auerbach: è contemporaneo di Dante. tra le altre cose, sottolinea il realismo dantesco. tradusse in latino la Commedia. ritrovò il manoscritto autografo della Commedia.

Al passaggio tra ila fine del XV e la metà del XVI secolo l'Italia vive: un periodo di grande prosperità economica e di pace. un periodo di conflitti civili e di rivolte contro le autorità comunali. uno stato di guerra permanente a causa delle campagne di conquista francesi e spagnole. un periodo di pace e fioritura delle arti.

Le signorie italiane reagiscono all'invasione straniera: disordinatamente, cercando di stringere accordi particolari con gli invasori. stringendo alleanze e organizzando una politica comune. prestando i propri eserciti, da radunare sotto un comando generale. schierando ciascuna il proprio esercito.

Le 'guerre d'Italia' determinano. un lungo periodo di crescita economica nella penisola. la perdita di molti uomini, caduti in combattimento. una crisi nella produzione artistica e letteraria. la perdita dell'autonomia e uno stato di conflitto permanente.

Nell'età delle 'guerre d'Italia' si verifica un paradosso. mentre è conquistata dalla cultura europea, l'Italia conquista l'Europa con le proprie armi. mentre l'esercito ottiene grandi successi, si sviluppa in Italia una grave crisi economica. mentre i soldati italiani combattono all'estero, le signorie italiane vengono conquistate dagli stranieri. mentre è conquistata dalle armi straniere, l'Italia conquista l'Europa con la propria cultura.

Rispetto alla grave situazione politica italiana, Ariosto assume un atteggiamento: di distacco e disimpegno. di opposizione alla politica signorile. di partecipazione alle operazioni militari. di ripiegamento malinconico.

I primi componimenti poetici di Ariosto hanno carattere per lo più: filosofico. encomiastico. moralistico. polemico.

L'«Obizzeide» è: un poema cavalleresco in ottava rima, interrotto al canto terzo. una satira contro i costumi di Obizzo III d'Este, primo signore di Ferrara. un capitolo in terza rima su Obizzo III d'Este , interrotto al verso 211. una raccolta di rime su Obizzo III d'Este, primo signore di Ferrara.

Ai tempi di Ariosto, la produzione culturale è interamente controllata: dalle Accademie. dalla Corte. dalle Università. dagli editori.

In cambio del proprio servizio il poeta di corte: riceve l'investitura delle armi, ma si vincola a un patto di lealtà rispetto al signore. riceve uno stipendio annuale e l'uso gratuito di una abitazione di proprietà del signore. riceve un beneficio ecclesiastico e l'uso di una abitazione di proprietà del signore. riceve il sostentamento e la protezione giuridico-politica del signore.

Nella Satira I Ariosto: si lamenta della corruzione dei costumi di corte e della slealtà dei cortigiani, e chiede un aumento di stipendio. si lamenta della prepotenza del signore e del servilismo dei cortigiani, e rivendica la propria autonomia personale. si lamenta delle pessime condizioni di vita e chiede un aumento di stipendio. si compiace della prodigalità del suo signore e ne canta le imprese militari e amorose.

l'inizio della composizione dell'Inferno: è avvenuto sicuramente a Firenze. è da assegnarsi verosimilmente intorno al 1304 o al 1306. è stata avviata verosimilmente tra il 1336 e il 1337. è stata avviata sicuramente nel 1320.

rispetto alla tradizione delle visiones, Dante: si dichiara totalmente estraneo. si pone in maniera conflittuale. colloca la Commedia nella stessa prospettiva ma, nello stesso tempo, anche in antitesi. dichiara la Commedia totalmente coincidente.

tra le visiones che possono essere indicate come riferimento di Dante: troviamo solamente l'Eneide. troviamo solo il Tresor di Brunetto Latini. troviamo la poesia di Orazio. troviamo l'Eneide, la seconda Epistola ai Corinzi di San Paolo e la Visio Pauli.

una delle innovazioni della Commedia rispetto alle visiones precedenti: è la divisione in 33 cantiche. è la chiara distinzione tra inferno e purgatorio. è l'uso del latino. è l'inserimento di una guida.

la struttura dell'inferno dantesco: è a forma di cono rovesciato con nove cerchi. è a forma di cono rovesciato con diciotto cerchi. è a forma di natural burella. è circolare.

la corrispondenza morale nell'Inferno è scandita: dal passare dei giorni. da tre momenti-luoghi principali: porta dell'inferno, città di Dite e rupe scoscesa. da tre momenti-luoghi principali: inferno, purgatorio e paradiso. dai racconti di Virgilio.

la spiegazione morale dell'ordinamento infernale: è posticipata al XI canto, dopo che il lettore ha sperimentato direttamente una buona parte del viaggio negli inferi. è posticipata al XI canto, per una dimenticanza di Dante. è inserita nel Purgatorio. è inserita nel Paradiso.

nella parte alta dell'inferno: vi sono gli 'incontinenti', ossia coloro i quali non sono stati in grado di controllare le proprie passioni. vi sono gli 'incontinenti', ossia coloro i quali non sono stati in grado di controllare la propria ira. vi sono i fraudolenti. vi sono i diavoli.

nella parte più bassa dell'inferno: vi sono gli 'incontinenti', ossia coloro i quali non sono stati in grado di controllare le proprie passioni. vi sono gli 'incontinenti', ossia coloro i quali non sono stati in grado di controllare la propria ira. vi sono i fraudolenti. vi sono i diavoli.

la lingua dell'Inferno: è solamente aulica. è solamente bassa e comica. si articola in una ridotta varietà di registri linguistici. si articola in un'ampia varietà di registri linguistici.

I primi decenni della scrittura di Ariosto: sono marcati da una preferenza forte per il latino e per la riscrittura dei classici, sul modello di Petrarca. sono dedicati alla sperimentazione in volgare, in particolare nelle Rime, sul modello di Tasso e dei lirici del XV secolo. privilegiano nettamente la stesura dell'Orlando furioso. vedono un intreccio fra tradizione latina e volgare, con riprese dei classici in chiave attualizzata, per esempio nel teatro.

Il periodo di Ariosto al servizio di Alfonso d'Este: si conclude nel 1522, con il trasferimento di Ariosto in Garfagnana. si conclude nel 1518 a causa del rifiuto di Ariosto di seguire il duca in Ungheria. si apre nel 1525 dopo la parentesi in Garfagnana. si apre nel 1518, dopo il rifiuto di Ariosto di seguire Ippolito in Ungheria.

Nelle opere di Ariosto le vicende della grande storia recente: sono completamente trasfigurate in chiave di astrazione fantastica. sono l'oggetto privilegiato della scrittura, che ne denuncia le brutture con disdegno. sono evocate con frequenza e lucidità di sguardo. sono del tutto assenti, per il disinteresse dell'autore.

i riferimenti cardine della narrazione, nel I canto: sono trasparenti e del tutto comprensibili anche a una prima lettura. non sono del tutto limpidi, per esempio non si sa se Dante è in un bosco o in una città. non sono del tutto limpidi, per esempio non si sa se Dante è è «pien di sonno» perché dorme oppure è il sonno della coscienza. sono due e sono espliciti: l'anno, 1323, e il giorno, 25 dicembre.

la «dritta via»: è il bene cristiano, rappresentato dal colle. è il bene cristiano, rappresentato dalla selva. è il bene cristiano, rappresentato dalla lupa. è il bene cristiano, rappresentato dalla lonza.

la lonza che appare nel canto I: rappresenta la superbia. rappresenta la lussuria. rappresenta l'avarizia. rappresenta il bene cristiano.

il leone che appare nel canto I: rappresenta la superbia. rappresenta la lussuria. rappresenta l'avarizia. rappresenta il bene cristiano.

la lupa che appare nel canto I: rappresenta la superbia. rappresenta la lussuria. rappresenta l'avarizia. rappresenta il bene cristiano.

il canto II: è il canto dei fraudolenti. è il canto dei lussuriosi. è dedicato ai dubbi di Dante, che non sa se vuole essere accompagnato da Virgilio o da qualche altra anima nel viaggio ultraterreno. è dedicato ai dubbi di Dante, che non crede di meritare questa possibilità del viaggio ultraterreno.

il canto III: è il canto dei fraudolenti. è il canto dei lussuriosi. è dedicato ai dubbi di Dante, che non sa se vuole essere accompagnato da Virgilio o da qualche altra anima nel viaggio ultraterreno. è il canto degli ignavi.

nel limbo: risiedono gli spiriti giusti che non conobbero la fede cristiana e che quindi non si poterono salvare. risiedono i lussuriosi. risiedono i fraudolenti. vi sono i diavoli.

rispetto al canone dei poeti antichi delineato nel canto IV, Dante: colloca sé stesso in una posizione diametralmente opposta. si inserisce anche tra loro presentandosi come erede della più alta tradizione classica. si inserisce anche tra loro presentandosi come migliore di loro. si rappresenta come indifferente.

nel canto V: risiedono gli spiriti giusti che non conobbero la fede cristiana e che quindi non si poterono salvare. risiedono i lussuriosi. risiedono i fraudolenti. vi sono i diavoli.

Nella satira II Ariosto critica: il tentativo del cardinale Ippolito di condurlo con sé in Ungheria, difendendo le ragioni del proprio diniego. l'arrivismo che domina la curia pontificia, rivendicando la follia di sottrarsi a tale condotta. il tentativo del cardinale Ippolito di condurlo in Ungheria, affermando le ragioni della scelta di passare al servizio del duca. l'arrivismo che domina la corte ducale, rivendicando la scelta di fuggirsene in Garfagnana.

La protagonista della Lena: è una giovane che difende il proprio amore per Flavio contro i vecchi avari e riottosi. è una fattucchiera che con i propri inganni aiuta Erofilo e Calidoro a conquistare le schiave di cui sono innamorati. è una matrona romana, che protegge l'amore di Erofilo e Licinia. è una mezzana squallida, che contrasta senza successo l'amore di Flavio e Licinia.

I Cinque canti: sono dedicati al tradimento dei cavalieri di Maganza nei confronti della corona di re Carlo. sono il primo abbozzo di poema cavalleresco composto dall'autore, e narrano di Obizzo d'Este. narrano varie vicende e costituiscono la principale integrazione dell'ultima stampa del Furioso rispetto alle precedenti. sono il primo abbozzo di poema cavalleresco composto dall'autore, a continuazione dell'Orlando innamorato di Boiardo.

il canto VI: è il canto dei fraudolenti. è il canto dei golosi, dove Dante incontra Lucifero. è il canto dei golosi, dove Dante incontra il fiorentino Ciacco. è ambientato nel 1323.

nel canto VIII Dante e Virgilio incontrano Flegiàs, che: rappresenta il bene cristiano. è favorevole al passaggio dei due pellegrini sul fiume. è un dannato fraudolento. è inizialmente ostile al passaggio dei pellegrini e l'intervento di Virgilio fa superare le remore.

l'intervento del Messo celeste nel IX canto è necessario perché: l'opposizione dei diavoli era crescente e l'intervento di Virgilio non basta a dirimere la situazione. Virgilio si rifiuta di intervenire in soccorso di Dante. la città di Dite non ha porte e non può essere varcata se non in volo. Dante non vuole più proseguire il viaggio.

nel canto X, tra gli eretici si trova Epicuro: perché egli rifiutò la fede cristiana. nonostante fosse nato prima di Cristo, perché era credenza diffusa nel Medioevo connettere all'epicureismo una forma di eresia. perché filosofo e quindi eretico. perché rappresenta il bene cristiano.

nel canto X la descrizione di Farinata e Cavalcante: appare piuttosto vaga. è lacunosa. rappresenta l'avarizia. colpisce per la perfetta descrizione dei caratteri umani dei personaggi, rispettivamente del carismatico capitano e padre preoccupato.

nel canto XIII sono puniti: i violenti contro sé stessi. i lussuriosi. i fraudolenti. i pagani nati prima della venuta di Cristo.

Pier delle Vigne: è un poeta stilnovista. secondo Dante, si suicida perché ingiustamente accusato di aver tradito Federico II. è ingiustamente condannato e verrà salvato dopo la fine dei tempi. è un poeta petrarchista.

Brunetto Latini: riconosce Dante e lo saluta affettuosamente, poiché in vita fu il suo maestro. riconosce Dante e lo saluta affettuosamente, ma Dante risponde sdegnoso. è punito tra i fraudolenti. ha un trattamento privilegiato all'interno del girone.

Brunetto Latini: si mostra indifferente rispetto alle sorti future di Dante. è scelto da Dante per una profezia sul futuro della sua famiglia. è scelto da Dante per una profezia che svolge la funzione di bilancio dell'operato politico dantesco. non è in grado di prevedere il futuro, al contrario degli altri dannati.

congedandosi, Brunetto Latini: non saluta Dante poiché scappa. raccomanda a Dante il tesoro, molto ricco e nascosto a Firenze. saluta Dante e Virgilio. raccomanda a Dante il Tesoro, la sua opera maggiore.

le Malebolge: sono divise in dieci bolge. sono quindici gironi. sono nella parte alta dell'inferno, dove sono puniti gli incontinenti. conducono al purgatorio.

i simoniaci: rappresentano il bene cristiano. sono coloro i quali hanno fatto commercio peccaminoso di beni sacri spirituali. sono nel girone dei lussuriosi. sono ostili al passaggio dei pellegrini e l'intervento di Virgilio fa superare le remore.

nel canto dei simoniaci, Niccolò III: è ingiustamente condannato. rappresenta il bene cristiano. profetizza a Dante l` arrivo di Bonifacio VIII e di Clemente V. non parla a Dante.

nel canto XX, i maghi e gli indovini: sfuggono alla logica del contrappasso. sono puniti con pene leggere. per contrappasso, predicono le loro sventure. per contrappasso, hanno la testa e il collo girati al contrario e, non potendo guardare avanti, sono costretti a camminare all'indietro.

Malebranche: è un nome biblico. è un nome collettivo coniato da Dante e indica i diavoli. è un calco su un nome latino e indica i fiumi infernali. è un nome che indica il capo dei diavoli.

Vanni Fucci: è siciliano. è un lussurioso. è pistoiese e profetizza l'ascesa dei guelfi neri a Firenze. non parla a Dante.

Ulisse: è punito tra i fraudolenti, ossia i peccatori che posero la loro acuta intelligenza al servizio della frode e dell'inganno invece che della verità. è punito tra i lussuriosi, ossia gli incontinenti. è punito ingiustamente all'inferno e alla fine dei tempi sarà salvato. è un poeta petrarchista.

le invettive politiche: sono assenti nell'Inferno. sono molto marcate nell'Inferno, costituendo quasi un 'sottogenere'. sono confinate solo nel Purgatorio. sono confinate solo nel Paradiso.

Dante: mostra di conoscere a memoria l'Odissea. conosceva certamente l'Odissea, ma se ne allontana intenzionalmente. ha scritto un volgarizzamento dell'Odissea. .non conosceva l'Odissea ma conosceva gli episodi narrati dai poeti latini.

l'Ulisse dantesco: è stato interpretato come uomo copernicano moderno che non tollera i confini della conoscenza umana, ma rimane un peccatore. raccomanda a Dante di ricordarlo nel mondo dei vivi. saluta Dante e Virgilio alla fine del canto. spinge Dante a oltrepassare le colonne d'Ercole.

Guido da Montefeltro: è punito tra i fraudolenti, por i consigli che diede a Bonifacio VIII per domare i ribelli Colonnesi. è punito tra i lussuriosi. come Dante, viaggia vivo nell'inferno. è nel Purgatorio.

Maometto: è punito tra i lussuriosi. come Dante, viaggia vivo nell'inferno. è collocato negli inferi secondo la credenza per la quale il profeta sarebbe stato inizialmente un prelato cristiano e successivamente, da uno scisma, diede vita all'Islam. è nel Purgatorio.

Geri del Bello: è un parente di Virgilio. rappresenta il bene cristiano. profetizza a Dante l'arrivo di Bonifacio VIII e di Celestino V. è un parente di Dante.

Gianni Schicchi: sfugge alla logica del contrappasso. si sarebbe spacciato per il morente Buoso Donati e avrebbe dettato al notaio un testamento in favore di Simone Donati. è un parente di Virgilio. per contrappasso, ha la testa e il collo girati al contrario.

la rappresentazione dell'idropico nel canto XXX: viene a Dante dalle Sacre Scritture. è unicamente frutto dell'inventiva dantesca. è tratta da Dante dalle dottrine mediche coeve, compresa la similitudine con il liuto. è tratta da Dante dalle dottrine mediche coeve, ma è notevole l'originalità della similitudine con il liuto.

Nembrot: è un personaggio biblico e promosse la costruzione della Torre di Babele. è un fiorentino e promosse la costruzione della Torre di Babele. è pistoiese e profetizza l'ascesa dei guelfi neri a Firenze. non parla a Dante.

nella Caina: sono puniti i traditori dei parenti. sono puniti i lussuriosi, ossia gli incontinenti. sono puniti coloro i quali si trovano ingiustamente all'inferno e alla fine dei tempi saranno salvati. sono puniti i traditori politici.

nell'Antenora: sono puniti i traditori dei parenti. sono puniti i lussuriosi, ossia gli incontinenti. sono puniti coloro i quali si trovano ingiustamente all'inferno e alla fine dei tempi saranno salvati. sono puniti i traditori politici.

la vicenda del conte Ugolino: appartiene a tempi remoti rispetto all'orizzonte cronologico dantesco. appartiene a tempi vicini rispetto all'orizzonte cronologico dantesco. è tratta da un volgarizzamento dell'Odissea. non era nota a Dante e gli viene raccontata da Virgilio.

Lucifero: rappresenta il bene cristiano. raccomanda a Dante di ricordarlo nel Purgatorio. è connotato dalla bruttezza ed ha tre teste. spinge Dante indietro nella selva oscura.

Le pagine autografe del Furioso che ci restano: sono frammenti sparsi, relativi a passaggi nuovi o modificati dell'opera. sono quelle del manoscritto originale, fatto preparare dall'autore come modello per la stampa. sono pagine di edizioni a stampa con le correzioni scritte a mano dall'autore. sono quelle del manoscritto originale di lavoro dell'autore, piene di cancellature e riscritture.

L'edizione del Furioso del 1521: è segnata da numerosi errori, frutto di un lavoro trascurato da parte dello stampatore e di una mancata supervisione dell'autore. è allo stesso livello della prima e della terza, dal punto di vista della cura editoriale. è marcata da numerosi errori, nonostante la partecipazione di Ariosto al processo tipografico. è marcata da numerosi errori, come è logico, trattandosi di una stampa non autorizzata.

L'edizione del Furioso del 1532. è uscita postuma, grazie alle cure degli eredi di Ariosto. è stata seguita personalmente dall'autore, che ha modificato il testo anche in tipografia. è stata seguita personalmente dall'autore, che ha perseguito l'uniformità di tutte le copie. è stata seguita personalmente dall'autore nelle prime fasi, poi lo stampatore ha introdotto ulteriori modifiche.

i tempi di composizione del Purgatorio: sono certamente individuati da Dante. sono certamente individuati dai commentatori danteschi. sono definitivamente individuati da Giorgio Petrocchi tra il 1308 e il 1312. sono proposti da Giorgio Petrocchi tra il 1308 e il 1312, ma sono presenti anche altre ipotesi.

Il Purgatorio: è fortemente legato alla biografia dantesca e, nello specifico, alle peregrinazioni dell'esilio. è avulso dalla bibliografia dantesca. è fortemente legato alla biografia dantesca e, nello specifico, alla sua infanzia. è legato alla biografia dantesca solo per i canti finali.

Petrocchi afferma che il Purgatorio: è una cantica totalmente avulsa dalla Toscana. è una cantica fortemente toscana, soprattutto per la lingua in cui è composta. è una cantica meno incentrata sulla Toscana rispetto all'Inferno e al Paradiso. è una cantica fortemente toscana, soprattutto per i personaggi e i luoghi evocati.

la Commedia è caratterizzata: da un'organicità che la rende un'opera unitaria solo nel tema. da una perfetta organicità che la rende un'opera unitaria sia nel tema, sia nella forma. da un'organicità che la rende un'opera unitaria solo nella forma. dall'uso degli esametri.

l'elemento del pellegrinaggio: si manifesta con minore evidenza nel Purgatorio rispetto all'Inferno e al Paradiso. nel Purgatorio è condiviso da Dante con le anime espianti. nel Purgatorio è condiviso da Dante solo con Virgilio. nel Purgatorio è condiviso da Dante solo con Beatrice.

nella tradizione medievale precedente a Dante: il Purgatorio è il luogo dove le anime espiano le loro colpe ottenendo una purificazione attraverso pene materiali, simile all'inferno. il Purgatorio è il luogo dove le anime espiano le loro colpe in maniera totalmente differente dall'inferno. il Purgatorio è simile a quello dantesco. nel Purgatorio sono accolte solo le anime che si sono pentite in punto di morte.

rappresentazione del Purgatorio dantesco: è in linea con le rappresentazioni medievali precedenti. è del tutto originale, soprattutto per le caratteristiche fisiche. è del tutto originale, soprattutto per l'accento posto sull'aspetto spirituale. è totalmente ripresa dalle rappresentazioni medievali precedenti.

il Purgatorio si configura: come luogo di immobilismo. come luogo di movimento, perché Dante e Virgilio si muovono svelti. come luogo di movimento, alla stessa maniera dell'Inferno. come luogo di movimento poiché le anime del Purgatorio, espiando le proprie colpe, percorrono tutte le cornici.

il tema della pace: è posto da Dante alle precise estremità della Commedia. è posto da Dante al centro strutturale della Commedia. è trattato da Dante solo nel Purgatorio. è trattato da Dante solo nel Paradiso.

il tema della pace: è presente solo nella Commedia. èra già presente nella Vita nova. era già presente nella Monarchia. è secondario nel Purgatorio.

Il primo canto del Purgatorio: svolge la funzione di chiusura della cantica dell'Inferno. svolge la funzione proemiale alla cantica del Purgatorio e si rifà alle norme della retorica classica. svolge la funzione proemiale alla cantica del Purgatorio e si rifà alle norme della tradizione rinascimentale. svolge la funzione di introduzione al Paradiso.

Il personaggio principale del I canto del Purgatorio è: Catone l'Uticense. Casella. Manfredi di Svevia. Caronte.

Dante colloca Catone nel Purgatorio: perché non era a conoscenza del suo suicidio. perché secondo una tradizione medievale Catone si era convertito. perché individua in lui il simbolo della libertà dell'uomo che, per obbedire alla propria alta moralità, rifiuta i legami della vita fisica. perché era Fiorentino come lui.

Virgilio risponde a Catone: alla stessa maniera in cui rispondeva ai guardiani infernali. con adulazione, al fine di ingannarlo. con distacco e indifferenza. con una una captatio benevolentiae che riconosce a l'Uticense il suo virtuoso attaccamento alla libertà e gli ricorda l'amore e la bellezza della moglie Marzia.

Prima di continuare il percorso nel Purgatorio, Dante: deve sottoporsi a un doppio rito liturgico: lavarsi il viso e cingersi il capo con il giunco. deve sottoporsi a un doppio rito liturgico: inginocchiarsi e bruciare le vesti al fuoco. deve recitare una preghiera suggerita da Catone. deve recitare una preghiera suggerita da Virgilio.

l'angelo nocchiero: è simile ai diavoli dell'Inferno. è diverso da tutti gli altri angeli che Dante incontrerà nel Purgatorio. è una figura di altissima bellezza e sacralità, che introduce le caratteristiche che saranno ricorrenti nelle figure celesti che incontrerà Dante. è una figura di altissima bellezza e sacralità, al contrario delle altre figure celesti che incontrerà Dante.

Casella: è un personaggio inventato da Dante. è un personaggio storico, musico dalla biografia oscura. è un musico di cui si conosce perfettamente la biografia. è un retore romano.

La citazione della canzone dantesca da parte di Casella: implica che certamente la canzone era musicata. ha indotto alcuni critici a pensare che la canzone fosse musicata. è stata inserita dai commentatori della Commedia. è tramandata da un solo manoscritto.

Il personaggio principale del III canto del Purgatorio è: Catone l'Uticense. Casella. Manfredi di Svevia. Caronte.

Il discorso di Manfredi: è solamente sentimentale. è occasione per un momento di alto lirismo e dogmatismo. è indiretto. è riportato da Virgilio.

Nella carriera letteraria di Tasso: possiamo distinguere due fasi, una prima finalizzata ad educare i lettori, rivolta a una platea più ampia, e una seconda più filosofica, rivolta a lettori più elitari. possiamo distinguere due fasi, una prima più filosofica, rivolta a lettori più elitari e una seconda finalizzata ad educare i lettori, rivolta a una platea più ampia. mancano raccolte di rime. solo la Gerusalemme liberata ebbe il successo sperato.

Il Rinaldo: venne stampato nel 1562 ed è incentrato sulla gioventù dell'eroe Orlando. venne stampato nel 1562 ed è incentrato sulla gioventù dell'eroe Rinaldo. venne stampato nel 1662 ed è incentrato sulla gioventù dell'eroe Rinaldo. venne stampato nel 1662 ed è incentrato sulla gioventù dell'eroe Orlando.

L'Aminta: viene composto nella primavera del 1673. è scritta pensando alla corte napoletana. è un poema pastorale che aderisce in maniera pedissequa alla precedente tradizione. è un poema pastorale che attua un significativo rinnovamento della recente tradizione.

la fatica del salire, nel Purgatorio: è solo fisica. è solo morale. sarà una costante di tutta la cantica. si incontrerà solo nei primi canti.

Belacqua: è un notaio fiorentino. è un personaggio inventato. è un liutaio fiorentino. è un personaggio dell'antichità.

Jacopo del Cassero: viene ucciso nel 1298 sulle rive del Brenta dai sicari di Azzo. muore nella battaglia di Campaldino. muore per mano del marito Nello de' Pannocchieschi. appare solo in apertura del canto.

Bonconte da Montefeltro: viene ucciso nel 1298 sulle rive del Brenta dai sicari di Azzo. muore nella battaglia di Campaldino. muore per mano del marito Nello de' Pannocchieschi. appare solo in apertura del canto.

Pia de' Tolomei: viene ucciso nel 1298 sulle rive del Brenta dai sicari di Azzo. muore nella battaglia di Campaldino. muore per mano del marito Nello de' Pannocchieschi. appare solo in apertura del canto.

il canto VI del Purgatorio: tratta di politica, al contrario del canto VI dell'Inferno e del Paradiso. tratta di politica, analogamente al canto VI dell'Inferno e del Paradiso. tratta dell'amicizia tra Dante e Casella. tratta dell'amicizia tra Dante e Pia de' Tolomei.

la questione del suffragio: è di elevatissima importanza se contestualizzata all'interno del tema della vendita delle indulgenze. è di scarsa importanza se contestualizzata all'interno del tema della vendita delle indulgenze. è di elevatissima importanza se contestualizzata nella biografia dantesca. è rilevante solo per i fiorentini.

nell'invettiva contro l'Italia, Firenze: non viene nominata. viene chiamata in causa come esempio di virtù. viene nominata tramite parafrasi. viene attaccata violentemente.

Sordello, riconoscendo Virgilio: sostituisce all'affetto reciproco un atteggiamento di ammirazione stupita e reverenza. risponde sdegnosamente. si rifiuta di fargli da guida. arrossisce.

la porta del Purgatorio: è solo un elemento architettonico. segna anche fisicamente il passaggio delle anime nel vero regno purgatoriale. rappresenta l'ingresso nel Paradiso. è chiusa e Dante non può passare.

Il cielo più vicino a Dio è per Dante: il Primo Mobile. l'Empireo. il cielo delle Stelle Fisse. Saturno.

Dante incontra i beati: in ciascuno dei cieli a seconda del grado di beatitudine. nell'Empireo. nella Candida Rosa. non esiste per i beati una sede prestabilita.

Le macchie lunari secondo Beatrice dipendono: dalla diversa densità dei corpi celesti. dai giri dell'Empireo. dai movimenti dei cieli. dalle influenze angeliche sui diversi cieli.

Cosa vuol dire "trasumanar": uscire da se stessi. uscire dai limiti umani. compiere un'esperienza eccezionale. ascendere al cielo.

Qual è la facoltà maggiormente chiamata in causa nel Paradiso: la vista. l'estasi. l'ascesa. la profezia.

La profezia più importante del Paradiso viene pronunciata da: Beatrice. San Pietro. Cacciaguida. San Benedetto.

In che senso Dante si definisce "tetragono": per la sua facoltà di antivedere. per la sua saldezza morale. per la capacità di sopportare il suo destino di esule. per la rassegnazione alla sua sorte.

In cosa si differenzia maggiormente il Paradiso dal punto di vista stilistico: l'assenza di personaggi ben definiti. i latinismi. la solennità di tono. la varietà degli stili.

Cosa si intende per poetica dell'"ineffabile" : l'incapacità di rappresentare l'Empireo. i limiti della conoscenza umana. la poesia del Paradiso. l'impossibilità umana di raffigurare il divino.

A cosa serve a Dante l'invocazione ad Apollo: ad avere un sostegno divino. a ricollegarsi alla tradizione classica. a prefigurare l'ispirazione divina. a confermare la verità del poema.

Qual è il modello dell'incontro tra Dante e Cacciaguida: l'incontro tra Virgilio e Dante nell'Inferno. l'incontro con Sordello nel Purgatorio. l'incontro tra Enea e Anchise. l'incontro con Beatrice nel Purgatorio.

Perché le anime del primo cielo non sentono il desiderio di una maggiore beatitudine: perché mancarono ai voti. perché i beati non provano desideri. perché si appagano totalmente della volontà di Dio. perché il loro desiderio è limitato dalla volontà divina.

Di quale ordine lamenta la decadenza San Tommaso: dei Francescani. dei Domenicani. dei Benedettini. degli Antoniani.

.L'infermità di Piccarda dopo il rapimento dalla "dolce chiostra": è un'ipotesi accolta da Dante. è una leggenda non confermata dalle fonti. serve a Dante a identificare Piccarda con Santa Chiara. è attestata dai primi commentatori della Commedia.

Qual è la seconda anima presente nel cielo della Luna: Piccarda Donati. Costanza d'Altavilla. Pia de' Tolomei. Santa Chiara.

In Par. XI la figura di Francesco serve a Dante: come modello di "imitatio Christi". a deprecare la decadenza degli attuali ordini religiosi. a esaltare la povertà degli ordini religiosi. a inscenare le mistiche nozze con Madonna Povertà.

In che senso le porte del Paradiso si sono aperte due volte, per Enea e per Dante: perché entrambi furono più volte nell'oltremondo. perché entrambi sono accompagnati dalla Grazia divina. perché entrambi hanno incontrato i loro antenati. perché vi hanno avuto eccezionale accesso prima da vivi.

Rispetto alla questione del possesso di beni materiali da parte della Chiesa Dante fu: rigorista. lassista. incline al compromesso. riformista.

Alla richiesta di Dante su cosa fare di quanto appreso nell'altro mondo Cacciaguida risponde: scriverlo in un'opera. custodirlo gelosamente in sé. rivelarlo senza tema. ricoprire d'infamia i potenti.

La Commedia come fonte di fatti storici: è scarsamente attendibile. è sufficientemente attendibile. è parziale. non è quasi mai fedele.

Che cosa rappresenta l'Aquila nel canto XIX: la giustizia divina. l'integrità dei beati. l'antiveggenza dei beati. l'imperscrutabilità divina.

Il dubbio di Dante in Par.XIX riguarda: la salvezza dei peccatori. la beatitudine delle anime dei giusti. l'eternità degli spiriti. la salvezza delle anime pagane.

Che cos'è la fede nella definizione di Dante: speranza di cose vedute. speranza di cose non parventi. speranza della vita eterna. argomento di verità.

Nel Paradiso Dante viene interrogato: sulle virtù teologali. sulle virtù cardinali. sui principi di fede. sulla conoscenza delle Scritture.

Quale fu per Dante la ragione della cacciata di Adamo dal Paradiso terrestre: aver mangiato il frutto proibito. la disobbedienza. aver superato il limite. l'arroganza nei confronti di Dio.

Qual è uno degli elementi di discrepanza nella tradizione manoscritta della Commedia: la doppia presenza del nome di Dante. il verso in cui Adamo chiama Dante. l'antiveggenza dei beati. il verso in cui Adamo risale alla sua origine.

Qual è la caratteristica della lingua umana secondo Dante: è immutabile in quanto discende da Dio. è una lingua spenta cioè morta. è invariabile solo in certe epoche storiche. muta con il mutare degli uomini.

In che senso Dante si paragonerebbe ad Adamo: in qualità di primo uomo redento. per aver avuto accesso al Paradiso. perché parlano una lingua comune. per il trapassar del segno.

Con quale parola si chiude la terza cantica: amore. pace. Dio. stelle.

Qual è la principale fonte dantesca della Preghiera alla Vergine: l'Inno a Venere di Lucrezio. l'elogio ebraico e cristiano. la lauda. la Bibbia.

Il Canzoniere di Petrarca è un modello di poesia: religiosa. drammatica. lirica. epica.

La poesia lirica si distingue per: la misura lunga. la misura breve. essere raccolta in libri poetici. l'accompagnamento musicale.

La redazione definitiva del Canzoniere è documentata: da Ernest H. Wilkins. dal codice Vaticano Latino 3195. da nove manoscritti diversi. dalla pubblicazione a stampa del 1470.

Un macrotesto è un'opera letteraria costituita da: una raccolta di testi dello stesso genere. una raccolta di testi di genere diverso. una grande raccolta di più testi brevi. una raccolta di testi disposti in modo significativo.

Il Canzoniere, in quanto macrotesto, è un dispositivo di lettura che: amplifica il senso di ogni poesia. facilita la lettura di ogni poesia. complica la lettura di ogni poesia. corrisponde alla sommatoria dei testi della raccolta.

Nel macrotesto del Canzoniere le poesie sono 366 perché: rappresentano la scansione di un anno e un giorno. il sonetto proemiale è soprannumerario. la canzone finale è soprannumeraria. rappresentano la scansione di un anno bisestile.

Riferimenti cronologici interni al Canzoniere sono offerti in particolare da: le poesie di anniversario dell'innamoramento. le poesie in morte di Laura. le poesie di argomento liturgico. le poesie di argomento politico.

Nella bipartizione strutturale del Canzoniere la seconda parte ha inizio in corrispondenza: della morte di Laura. del pentimento del poeta. dell'addio di Laura. della partenza del poeta.

Nel Canzoniere l'equilibrio stilistico, specialmente nei sonetti, è frutto retorico di: figure di suono. figure di significato. figure di ordine del discorso. figure di pensiero.

La presenza di sestine nel Canzoniere conferma: il gusto dell'autore per le forme poetiche aperte. il gusto dell'autore per le forme di origine provenzale. il gusto dell'autore per le forme poetiche chiuse. l'attenzione dell'autore per le forme poetiche popolari.

Rerum vulgarium fragmenta è il titolo che Petrarca assegna al Canzoniere perché: è scritto in lingua latina. è scritto in maniera frammentaria, discontinua e disorganica. è scritto in diverse lingue volgari. rispecchia il dissidio interiore del protagonista.

La tendenza alla discontinuità dei Rerum vulgarium fragmenta di Petrarca trova un limite e un senso di misura: nella scelta del volgare. nel controllo formale. nella meditazione morale. nell'assenza di un pubblico ideale.

Il petrarchismo cinquecentesco è una tendenza: della produzione di Pietro Bembo. della critica classicistica. del costume e del gusto. degli studi su Petrarca e sul Canzoniere.

Il Canzoniere di Petrarca differisce dalla Vita nuova di Dante perché: delinea un percorso di ravvedimento univoco e risolto. è un prosimetro. traccia un percorso di elevazione ideale. è costituito di soli testi poetici.

Il Canzoniere di Petrarca segue un duplice movimento nella rappresentazione dell'esperienza amorosa: idealizza il sentimento e ne denuncia il carattere illusorio. censura la sensualità terrena ma esalta la bellezza e la virtù di Laura. esalta l'amore e lo rimpiange. condanna l'amore mondano ed esalta la carità spirituale.

Nonostante la sua bellezza e virtù, Laura nel Canzoniere non si fa tramite di un ravvedimento del poeta perché: muore di peste. è una donna sposata con un altro uomo. il poeta è frenato dalla propria accidia. il poeta riconosce i limiti terreni di Laura.

I presupposti teologici e letterari del Canzoniere di Petrarca si possono considerare già enunciati dal Secretum perché: il Secretum anticipa la riflessione sull'amore per Laura. il Secretum anticipa la riflessione sull'ambizione poetica. il Secretum contiene testi lirici che sono ripresi nel Canzoniere. il dissidio del protagonista nel Secretum rimane irrisolto come nel Canzoniere.

La durata della coscienza nel Canzoniere di Petrarca si traduce in: persistenza di immagini, desideri, ricordi. evidenza dei riferimenti cronologici. numerosità e rilevanza dei complementi di tempo. indugio riflessivo sulla vecchiaia.

Nel Canzoniere di Petrarca i procedimenti di stilizzazione conseguono a: selezione del vocabolario ed essenzialità delle immagini. varietà del vocabolario e delle immagini. semplificazione del vocabolario e delle immagini. schemi rigorosi di composizione.

La canzone Chiare, fresche et dolci acque di Petrarca modula e intreccia: registri psicologico-temporali diversi. voci verbali coniugate ai soli tempi imperfetto e passato remoto. ricordi di età diverse. visioni e sogni di età diverse.

Giovanni Boccaccio nasce da: padre mercante e madre ignota. padre ricco e madre di umili origini. padre francese e madre fiorentina. padre fiorentino e madre francese.

Da giovane Boccaccio si formò: a Napoli. a Parigi. a Firenze. a Certaldo.

In tarda età Boccaccio fu incaricato dal Comune di Firenze di: visitare la figlia di Dante in convento. inaugurare le Lecturae Dantis. ricomporre le fazioni cittadine. predisporre il proprio monumento funebre.

Giovanni Boccaccio si nutrì di diverse suggestioni culturali tra cui: i miti greci. la pittura ellenistica. la musica e la danza. la cultura classica e cortese.

Le opere di Boccaccio funsero da modello per molti generi a venire tra cui: il romanzo. l'epistolario sentimentale. la commedia. la canzonetta.

Tra Petrarca e Boccaccio i rapporti furono: di sola amicizia. di totale intesa intellettuale. inesistenti fino agli anni '50. di sintonia con alcune differenze di poetica.

Chi è Biancifiore: un'orfana. la protagonista del Filocolo. un personaggio ovidiano. la figlia del re di Francia.

Che cos'è il Filostrato. un'opera della tradizione classica. una novella di Boccaccio. un poemetto in ottave. un personaggio "vinto dall'amore".

Dove troviamo per la prima volta il personaggio di Panfilo: nel Decameron. nell'Elegia di Madonna Fiammetta. nel Filocolo. Nel Ninfale fiesolano.

Del Decameron di Boccaccio: ci resta una tradizione solo orale. abbiamo diverse copie e manoscritti, come per la Commedia di Dante. non abbiamo un testo autografo, perché fu messo all'Indice e censurato. abbiamo un manoscritto autografo, a differenza della Commedia di Dante.

Il nome di ser Ciappelletto deriva da: cappello. ceppo. ghirlanda. chiappa (=roccia).

Nel racconto della peste Boccaccio prende spunto da: Lucrezio. Epicuro. Platone. Aristotele.

La novella di Alatiel si conclude: col ripudio della fanciulla. con un proverbio. con la morte del sultano. con il ritorno in Grecia.

Madonna Filippa riesce a salvarsi dalle 'fiamme': rispondendo con un motto di spirito al podestà. grazie all'aiuto del marito. fuggendo dalla propria casa. con il cambio dello statuto.

La novella di Andreuccio serve a dimostrare: l'ingenuità dell'uomo di campagna. l'astuzia mercantile necessaria a cavarsi dai guai. i rovesci di fortuna. come la fortuna renda l'uomo furbo.

La novella della vedova e dello scolare si fonda: sull'amore non corrisposto. sulla schiavitù d'amore. sull'alternanza tra buona e cattiva sorte. sulla crudeltà del castigo che segue la colpa.

Alibech raggiunge il romito nel suo eremo: per vedere come si vive nel deserto. per imparare a rimettere il diavolo nell'Inferno. per curiosità verso la vita dei credenti. per servire Dio come i cristiani.

I fratelli di Lisabetta da Messina uccidono Lorenzo: perché Lisabetta era ossessionata dall'amore per il giovane. per difendere l'onore della famiglia. per salvaguardare il patrimonio della famiglia. per legittima difesa.

Quale autore ha riscritto la novella di Federigo degli Alberighi: Francesco Petrarca. Luigi Pirandello. Michele Mari. Giancarlo Alfano.

Quale autore ha riscritto la novella di Griselda: Vittore Branca. Michele Mari. Federigo Tozzi. Francesco Petrarca.

Quale dei personaggi del Decameron ha la libertà di non sottostare al tema scelto per la giornata: Fiammetta. Pampinea. Filomena. Dioneo.

Con quale personaggio fa pendant frate Cipolla: Madonna Oretta. Ser Ciappelletto. Madonna Filippa. Cisti fornaio.

Il tema principale della VI 10 è: la capacità di recitare. l'arte dell'imbroglio. l'abilità manipolatoria del linguaggio. la falsità delle reliquie.

Frate Cipolla e Guccio sono uniti: dall'arte dell'imbroglio. dal legame servo-padrone tipico della commedia. dalla distrazione. dall'essere gemelli.

I toponimi che frate Cipolla adopera nella predica: sono gli stessi dei viaggi in Terrasanta. sono completamente inventati. sono presi da una realtà molto vicina ai suoi interlocutori. vengono dalle leggende dei viaggiatori antichi.

Che cos'è un climax: un'esagerazione. un passaggio graduale da un concetto ad un altro più intenso. una diminuzione di intensità. un espediente retorico.

I destinatari ultimi della predica di frate Cipolla sono: gli abitanti di Certaldo. i frati del suo ordine. i due giovani beffatori. i lettori del Decameron.

Che cos'è la retorica: l'arte dell'imbroglio. l'arte della persuasione in uno specifico campo. l'uso strategico degli argomenti e delle parole. un'arte irrazionale.

Frate Cipolla riesce a persuadere la folla: con argomenti razionali. con le astuzie tipiche degli imbroglioni. con una straordinaria capacità inventiva. con un colpo di scena.

Frate Cipolla parla delle reliquie: in modo rispettoso in quanto oggetti sacri. in modo dubitativo, in quanto è incerta la loro provenienza. in modo beffardo. in modo sincero.

Riguardo all'orientamento dei criteri di valore, Umanesimo e Rinascimento appaiono per certi aspetti contrastanti perché: l'Umanesimo è rivolto agli antichi, mentre il Rinascimento è un moto culturale innovativo dei moderni. l'Umanesimo ripudia la produzione in volgare, mentre il Rinascimento ripudia quella in latino. l'Umanesimo è promosso dai chierici, mentre il Rinascimento è promosso dai laici. l'Umanesimo promuove le arti figurative, mentre il Rinascimento le pone allo stesso livello della letteratura e della filosofia.

La conquista turca di Costantinopoli nel 1453 favorisce indirettamente l'Umanesimo perché: consente la conoscenza più diretta della lingua e cultura turche. consente uno scambio più proficuo tra intellettuali italiani, greci e turchi. determina il trasferimento verso Occidente di un ingente patrimonio bibliografico. determina la migrazione verso l'Italia di intellettuali di lingua e cultura greche.

La rivoluzione culturale umanistica è conseguente a: una riscoperta della cultura antica greco-latina. un'accresciuta autonomia degli intellettuali rispetto alle fonti e ai luoghi tradizionali della cultura medievale. un accostamento della cultura ecclesiastica alla sfera mondana. una renovatio (rinnovamento) spirituale dell'esperienza religiosa tradizionale.

Nuovi importanti centri di promozione della cultura umanistica sono: i monasteri e le corti. la curia e la cancelleria pontificia. le biblioteche e le università. le accademie.

L'ambivalenza ideologico-sociale del ceto umanistico si manifesta: nella indipendenza politica dall'oligarchia signorile, che pure permette loro la sublimazione idealistica della proprie funzioni culturali. nella subordinazione politica all'oligarchia signorile e nella contestuale sublimazione idealistica della proprie funzioni culturali. nella costruzione di nuovi spazi culturali, che non acquistano però piena autonomia dalle università e delle corti. nell'esaltazione della cultura cortigiana contestuale all'esaltazione degli studi letterario-filosofici.

La nuova concezione della Storia promossa dall'Umanesimo si manifesta in: un confronto con la perdita di molte opere del patrimonio filosofico-letterario antico. un confronto con la complessità filologica della ricostruzione dei testi antichi. un confronto con l'alterità greco-latina antica, senza filtri o distorsioni derivanti dal paradigma culturale cristiano. un confronto con il ritrovamento di molte opere del patrimonio filosofico-letterario antico.

Il paradosso del principio d'autorità professato dal classicismo umanistico consiste nel ritenere che: il primato etico-culturale degli antichi possa essere riconosciuto dalle generazioni presenti, che pure vivono in un'epoca di decadenza politico-civile. il primato etico-culturale dei moderni sugli antichi imponga la necessità di ritornare allo studio del patrimonio filosofico-letterario classico. il primato etico-culturale spetti agli antichi ma il loro insegnamento possa essere attuato e rinnovato nel presente. il valore etico-culturale degli antichi possa essere recuperato e superato dalle generazioni presenti.

Il trattato di Lorenzo Valla De falso credita et ementita Constantini donatione (1440) dimostra che: la donazione di Costantino era creduta falsa ma ha ragioni di attendibilità storica e filologica. la donazione di Costantino, pur essendo creduta vera, non ha ragioni di attendibilità storica né filologica. la donazione di Costantino è un documento giuridico-diplomatico successivo all'anno 1000. la donazione di Costantino è un documento giuridico-diplomatico risalente all'epoca di papa Silvestro.

La creazione del libro umanistico è frutto di: una collaborazione tra tipografi e dotti veneziani di formazione classicistica. una collaborazione tra tipografi provenienti da area tedesca e dotti italiani di formazione classicistica. una applicazione alla stampa delle consuetudini compositive caratteristiche della produzione di manoscritti quattrocentesca. una specializzazione dei tipografi italiani che imitano i processi produttivi della stampa tedesca.

Nel '500 la letteratura in lingua volgare torna a essere diffusamente praticata dagli intellettuali perché: recepisce e rielabora la nuova concezione del mondo di matrice umanistica, già amplificata attraverso la stampa. è supportata dalla pubblicazione a stampa come la letteratura in lingua latina. viene posta sullo stesso piano di dignità rispetto alla letteratura scritta in latino. permette di adattare gli insegnamenti umanistici al mondo contemporaneo e può contare sulla pubblicazione a stampa.

In età umanistico-rinascimentale l'enciclopedismo provvidenzialistico passa in secondo piano a favore degli studia humanitatis perché: la cultura del tempo si specializza negli ambiti delle discipline umanistiche. nella cultura del tempo i legami tra le diverse discipline del sapere appaiono più complessi e meno immediati. tra Quattrocento e Cinquecento cala l'interesse per lo studio della natura. viene riconosciuto il valore etico-estetico autonomo della cultura classica.

La letteratura didascalica gode in età umanistico-rinascimentale di un importante sviluppo perché: il ceto intellettuale pone come prioritari gli obiettivi di informare e educare. la formazione carente dei ceti dirigenti richiede interventi educativi diffusi e articolati. le discipline umanistiche diventano per definizione la base della cultura di tutti i ceti sociali. le altre forme della letteratura incorrono in una fase critica di ridimensionamento.

La trattatistica di età umanistico-rinascimentale assume di preferenza la veste del dialogo perché: il confronto tra le diverse voci dei personaggi istruisce il lettore alla disputa e alla confutazione. delineando tesi diverse mediante le voci dei personaggi, l'autore può esimersi dal prendere posizione per una tesi specifica in modo risoluto ed esclusivo. il processo di elaborazione della verità può contare sul confronto e sul dibattito in divenire tra i personaggi. si impone anche nell'ambito della lettura il modello del dialogo teatrale.

Tra Quattrocento e Cinquecento alcune delle opere trattatistiche più importanti assumono forma di dialogo, come esemplificato da: Leonardo Bruni, Lorenzo Valla, Luigi Pulci, Lorenzo il Magnifico. Leonardo Bruni, Leon Battista Alberti, Pietro Bembo, Pietro Aretino, Galileo Galilei. Leonardo Bruni, Leon Battista Alberti, Pietro Bembo, Baldassarre Castiglione, Pietro Aretino. Pietro Bembo, Pietro Aretino, Anton Francesco Doni, Galileo Galilei.

Giovanni Pico della Mirandola nella Oratio de hominis dignitate sostiene che: il modello più apprezzabile di letteratura è fornito dalla poesia antica di tema mitologico. il modello più apprezzabile di filosofia è quello che si avvale di simboli e personaggi mitologici. la peculiarità distintiva della creatura umana è data dalla sua libertà di autodeterminazione. la facoltà umana del libero arbitrio trova un limite invalicabile nel disegno provvidenziale di dio.

Nel dibattito epistolare sull'imitazione sostenuto con Paolo Cortese (1490 ca.), Angelo Poliziano sostiene che: bisogna imitare nella scrittura il sommo e vario esempio di Cicerone. per conseguire risultati apprezzabili nella scrittura, bisogna confrontarsi liberamente con più modelli della tradizione antica, all'insegna della docta varietas. il modello di scrittura offerto da Cicerone risulta troppo arduo per garantire frutti apprezzabili allo sforzo dell'imitatore. Cicerone è un modello secondario fra i maestri di scrittura antichi.

Nel Libro del cortegiano di Baldassarre Castiglione, le doti più apprezzabili della "donna di palazzo" sono: le stesse che si richiedono alla donna del volgo, in particolare la pudicizia e la castità. le stesse che si richiedono alla donna del volgo, in particolare la "sprezzatura" e la discrezione. le stesse che si richiedono al "perfetto cortigiano", ma tra di esse acquistano speciale evidenza la bellezza esteriore e la piacevolezza nell'uso della parola. le stesse che si richiedono al "perfetto cortigiano", ma tra di esse acquistano speciale evidenza la "sprezzatura" e la perizia nell'uso delle armi.

Nel Libro del cortegiano di Baldassarre Castiglione si delinea un orizzonte di valore che: fissa in un modello astratto e assoluto l'ideale della corte. ipotizza l'evoluzione dell'ideale della corte in base al mutare degli avvenimenti storico-sociali. è percorso dallo struggimento per il tramonto di un ideale della corte surclassato dalla Storia. punta a ricomporre le tensioni e i rischi di contraddizione del mondo della corte all'insegna dell'equilibrio.

Nelle Sei giornate Pietro Aretino opera un rovesciamento parodico del dialogo morale di impianto pedagogico: infatti il valore della relazione educativa è mantenuto, ma il suo obiettivo è il perfezionamento del malcostume. infatti le protagoniste prostitute si insegnano l'una con l'altra la virtù attraverso la sguaiataggine. infatti le protagoniste prostitute si insegnano l'una con l'altra il malcostume attraverso la bellezza. infatti il valore della relazione educativa è disatteso e il perfezionamento del malcostume non viene attuato.

Nelle Sei giornate di Pietro Aretino prevalgono: la vitalità istintuale e la volontà di autodeterminazione delle prostitute. il compiacimento della provocazione e la ricerca del successo editoriale. lo scetticismo provocatorio e la visione pessimistica dei comportamenti umani. il protagonismo delle prostitute e la loro tendenza a replicare modelli maschili di comportamento.

L'Orlando Furioso ha come precedente diretto: la poesia di corte. le commedie greco-latine. l'Orlando innamorato. i romanzi cavallereschi.

I principali temi dell'Orlando Furioso sono: l'amore e la guerra. le vicende politiche e la guerra. la vita presso la corte estense. la pazzia di Orlando e il senno ritrovato.

L'ironia di Ariosto è: un modo per sminuire i personaggi. un espediente per variare i toni del poema. un cambiamento di prospettiva sulle vicende. uno strumento per smascherare le contraddizioni umane.

Chi ha definito l'Orlando Furioso "poema dell'armonia": lo stesso autore. la critica rinascimentale. Stefano Jossa. Benedetto Croce.

La posizione dell'autore nei confronti dell'Orlando Furioso è: di assoluto distacco. di compartecipazione alle vicende dei personaggi. dialettica narrativa e presenza diretta. defilata rispetto ai personaggi ma non alla trama.

La presenza dell'autore nell'Orlando Furioso è avvertibile soprattutto: negli episodi di massima tensione drammatica. nei proemi ai singoli canti. nei cambi di scena e nelle novelle. nel finale di ogni ottava.

Oltre al Furioso Ariosto è autore di: tragedie. commedie. odi. romanzi.

Il capitolo in terza rima è: un componimento satirico. una parte di romanzo in versi. un componimento in terzine diffuso tra 500 e 800. un testo che imita la Commedia di Dante.

Le Commedie di Ariosto: sono un diversivo rispetto all'opera maggiore. sono testi in prosa scritti per il Carnevale. sono imitazioni della commedia latina. sono andate perdute.

Ariosto dedicò il Furioso: a Ippolito d'Este. alla donna amata. a Orlando e Angelica. a Virgilio e Ovidio.

I temi principali del Furioso sono: i cavalieri e le dame. l'amore e la guerra. l'invenzione e la fantasia. l'ironia e l'entrelacement.

La pazzia di Orlando: è il tema principale dell'opera. è un effetto della gelosia. è un motivo occasionale dell'opera. è il riflesso della pazzia dell'autore.

L'amore di Fiordispina per Bradamante è considerato impossibile perché: appartengono a due eserciti diversi. professano due religioni diverse. non è corrisposto. sono due donne.

Il tema della guerra nel Furioso: segna il passaggio dal romanzo all'epica. serve all'autore come sfondo del poema. è secondario rispetto all'amore. recupera la tradizione cavalleresca.

Nel Furioso l'autore incolpa delle proprie sventure in amore: le donne. i tempi avversi. il caso. la propria indole.

Orlando scopre l'amore fra Angelica e Medoro: trovandone tracce scritte ovunque. avendone notizia da Rinaldo. leggendo l'arabo. dalla confessione di Angelica.

La battaglia di Ravenna di cui si parla nel Furioso fu combattuta: tra saraceni e cristiani. tra Orlando e Ferraù. tra francesi e ferraresi. tra ferraresi e veneziani.

La "bestia" del XXVI canto del Furioso rappresenta: la lussuria. la cupidigia. l'avarizia. l'ira.

Il modello di Ariosto nella rappresentazione dell'amore passionale è: Virgilio. Dante. Boccaccio. Boiardo.

Ginevra viene salvata da Rinaldo: dalla condanna per adulterio. da un amore infelice. dall'inseguimento di Ferraù. dall'assalto dei saraceni.

Nella lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513, Niccolò Machiavelli descrive: la sua esperienza di diplomatico della Repubblica fiorentina. il modo di contrastare il clan de' Medici, appena tornato al potere in Firenze. la sua vita nella tenuta di Sant'Andrea in Percussina, dove è costretto all'isolamento dopo il ritorno dei Medici in Firenze. l'ideazione delle sue opere politiche, teatrali e poetiche.

Nella lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513, Niccolò Machiavelli delinea due modi di riscattarsi: con la lettura della poesia e gli intrattenimenti paesani. con la corrispondenza epistolare e il conforto dell'amicizia. con lo studio umanistico e la scrittura trattatistica. con la fiducia dei Medici e una rete di amicizie maturata durante la propria esperienza diplomatica.

Nella lettera del 10 dicembre 1513 Niccolò Machiavelli annuncia all'amico Francesco Vettori di aver composto: una lettera dedicatoria a Lorenzo di Piero de' Medici. una lettera dedicatoria a Giuliano de' Medici. un trattato De Principatibus. il trattato Il Principe e i Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio.

Componendo in tempi ravvicinati sia Il Principe sia i Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, Machiavelli attesta: il suo opportunismo politico. la sua spregiudicatezza culturale. la sua convinzione repubblicana. il suo doppio gioco politico.

Sia nel Principe sia nei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio Machiavelli illustra: le dinamiche di rafforzamento, sviluppo e crisi degli Stati. la tipologia dei principati. la tipologia delle repubbliche. la costruzione della pace internazionale.

Nei confronti del genere speculum principis, Il Principe di Machiavelli instaura un rapporto di: imitazione e proseguimento. ripresa e rovesciamento. caricatura e satira. contrasto e polemica.

Nel capitolo VII del Principe Machiavelli ricorre all'esempio di Cesare Borgia per illustrare: la costruzione di un principato ecclesiastico mediante il favore della Fortuna. la crisi di un principato ecclesiastico costruito con le armi altrui. il successo di un'azione politica crudele e risoluta. la fragilità di un principato costruito con il favore della Fortuna e delle armi altrui.

Nella terza parte del Principe Machiavelli dimostra: che il principe deve sapersi servire di comportamenti "non buoni". che il principe deve sapersi servire anche degli adulatori. che il principe deve sapersi servire di uomini e animali. che il principe deve assecondare le proprie attitudini caratteriali native.

Nei capitoli XV-XXIII del Principe Machiavelli dimostra: che il principe deve accrescere il proprio consenso mediante il rispetto delle credenze comuni e della morale ufficiale. che il principe deve sapersi adattare alle circostanze e sfruttare le occasioni. che il principe deve rafforzare il proprio potere mediante la liberalità. che il principe deve rafforzare il proprio potere mediante l'odio e la menzogna.

Nel capitolo conclusivo del Principe Machiavelli assume una prospettiva utopica perché: intende smentire le tesi che ha sostenuto nei capitoli precedenti. intende mostrare una visione dei problemi politici diversa rispetto a quella che prevale negli altri capitoli dell'opera. la politica deve essere alimentata anche da slancio visionario, non solo da pragmatismo utilitario. intende ingraziarsi i Medici e concludere il trattato con effetti retorici suggestivi.

Nel caso della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso il criterio filologico dell'ultima volontà dell'autore non è pertinente perché: Tasso stesso ripropone l'originaria versione del suo poema eroico, Gerusalemme liberata, mettendone da parte il rifacimento, Gerusalemme conquistata. ha la meglio la volontà dei revisori critici del poema, incaricati dallo stesso autore di rielaborare l'opera. ha la meglio la volontà del pubblico nel prediligere la Gerusalemme liberata rispetto alla Gerusalemme conquistata. la volontà dell'autore e la volontà dei revisori critici del poema trovano un punto d'incontro e di compromesso nella rielaborazione dell'opera.

Nel 1579 l'espulsione di Torquato Tasso dalla corte estense e la relegazione forzata nell'Ospedale di Sant'Anna attestano: la patologia psichica dell'autore. la volontà del Duca Alfonso d'Este di tutelare lo scrittore. l'irrisolto contrasto tra autonomia espressiva e integrazione conformistica nella società cortigiana. la maturazione di una sensibilità antagonistica nell'intellettuale cortigiano.

La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso incontra da subito il successo presso i lettori perché: è sostenuta dalla disseminazione spontanea del testo e da stampe non autorizzate. è sostenuta dalla pubblicazione autorizzata da parte dello scrittore. è sostenuta dalla pubblicazione autorizzata da parte dei revisori critici incaricati dallo scrittore. è un'opera più equilibrata e riuscita della Gerusalemme conquistata.

Nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso la strofe basilare dell'ottava rima (ABABABCC) attesta: la continuità rispetto al genere del poema cavalleresco rinascimentale. il contrasto rispetto al genere del poema cavalleresco rinascimentale. l'evoluzione rispetto al genere del poema cavalleresco rinascimentale. un motivo di contrapposizione rispetto alla Gerusalemme conquistata.

Nella Gerusalemme liberata l'osservanza delle unità compositive aristoteliche evidenzia: l'efficacia estetica della revisione condotta da Tasso sulla propria opera. l'influenza del genere tragico sul genere epico entro la produzione di Tasso. l'adesione di Tasso al modello del poema cavalleresco rinascimentale. l'adesione di Tasso al gusto del pubblico coevo.

Nella visione di Tasso il poema eroico deve essere basato su: materia storica, rielaborazione poetica verisimile, favola unitaria, meraviglioso cristiano. materia leggendaria, rielaborazione poetica estrosa, meraviglioso cristiano, tono solenne. materia fantastica, virtù cristiana, rappresentazione solenne ma tono scettico e ironico. materia cristiana, rappresentazione verisimile, meraviglioso cavalleresco, parlar disgiunto.

La Gerusalemme conquistata si differenzia dalla Gerusalemme liberata per le seguenti caratteristiche: incremento del testo, sopressione degli episodi erotici, maggiore consequenzialità. riduzione del numero di canti, maggiore consequenzialità, maggiore omogeneità metrico-stilistica. incremento del testo, maggior apporto del meraviglioso, contrapposizione manichea tra gli schieramenti militari. introduzione di nuovi episodi guerreschi, promiscuità degli schieramenti militari, revisione della coerenza teologica.

Nella Gerusalemme liberata di Tasso la cotrapposizione ideologico-religiosa tra Crociati e Pagani è mitigata da: tradimenti e cambi di schieramento. relazioni amorose tra combattenti di opposta appartenenza. fermenti di turbamento e tensioni tragiche tra amore e morte. tentativi di pacificazione e compromesso.

Nella Gerusalemme liberata di Tasso i nemici dei Crociati sono denominati in maniera variabile e generica (pagani, saracini, Turchi, Arabi, Persi) perché: i loro diversi nomi evidenziano la pluralità delle etnie e delle fedi non cristiane. i loro diversi nomi testimoniano la mancanza di un ideale comune. il conflitto simbolico rappresentato non sussiste tra cultura europea e cultura extraeuropea, ma è interno alla cultura europea. non c'è nel poema un autentico interesse a conoscere e rappresentare l'altro, il diverso, lo straniero.

Nella Gerusalemme liberata di Tasso il conflitto tra Crociati e Pagani evoca il conflitto tra: amore e guerra. imperialismo europeo da una parte e imperialismo ottomano dall'altra. umanesimo laico e pluralista da un lato, istanze culturali autoritarie e integraliste dall'altro. l'ironia cavalleresca di Ariosto da un lato e il classicismo epico di Tasso dall'altro.

Il carme Dei Sepolcri è pubblicato: a Venezia nel 1806, dall'editore Stella. a Milano nel 1807, dall'editore Stella. a Brescia nel 1807, dall'editore Bettoni. a Firenze nel 1806, dall'editore Bettoni.

Dei Sepolcri di Ugo Foscolo rappresenta un approfondimento: dell'editto napolenonico di Saint-Cloud. della discussione sulle sepolture avuta con Ippolito Pindemonte e Isabella Teotochi Albrizzi. del poemetto di Ippolilto Pindemonte I cimiteri. della poesia cimiteriale britannica.

Dei Sepolcri di Ugo Foscolo si evince un'analogia tra: la funzione delle tombe e quella delle fosse comuni riguardo agli usi sepolcrali. la funzione del culto funebre e quella della poesia riguardo alla fondazione della civiltà. la funzione della legislazione napoleonica e quella del diritto romano a proposito di ordinamenti civili. la funzione del materialismo illuministico e quella della tradizione religiosa in proposito di sepolture.

La denominazione di epistola attribuita ai Sepolcri da Ugo Foscolo evidenzia che: il componimento è rivolto alla collettività dei lettori. il componimento è un carme. il componimento riguarda le iscrizioni funebri. il componimento è rivolto a un destinatario, che ha nome Pindemonte.

Dei Sepolcri di Ugo Foscolo ha un carattere metaletterario perché: è una poesia sul senso della poesia. è un'espistola sul senso della scrittura epistolare. è un epitaffio che vale come un saluto nei confronti dei defunti. è un poemetto filosofico.

Il carme Dei Sepolcri di Ugo Foscolo è composto: in ottave, come il poemetto I cimiteri di Pindemonte. in terzine come la poesia di argomento etico-civile medievale. in endecasillabi sciolti, come Il Giorno di Parini. in pentametri giambici, come Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray.

La novità più significativa dei Sepolcri di Foscolo rispetto alla poesia cimiteriale britannica si ritrova: nel retroterra filosofico materialistico. nel retroterra filosofico spiritualistico. nell'istanza esemplificativa e dimostrativa a cui sono improntate le immagini poetiche. nell'istanza espressiva e sentimentale a cui è improntato il discorso poetico.

Nella terza parte dei Sepolcri di Foscolo si sviluppa: una ricognizione storica sugli usi e costumi funebri. una riflessione sull'utilità delle tombe e dei riti funebri. una rivisitazione dell'antichità greca, dalla battaglia di Maratona al mito di Troia. il confronto tra valore privato e valore pubblico delle sepolture, come attestato a Firenze nella basilica di Santa Croce.

Nei Sepolcri di Foscolo la sintassi della frase conferisce articolazione intensa al pensiero anzitutto attraverso: le inversioni logiche. il polisindeto. l'enjambement. l'iperbato.

Nei Sepolcri di Foscolo il tracciato dell'esposizione e argomentazione razionale ammette anche: gli sviluppi di un'immaginazione suggestiva e tenebrosa. la fondatezza delle credenze metafisico-religiose. l'esistenza di un'anima collettiva. deviazioni verso l'irrazionalismo sfrenato.

Il genere romanzo, ancora al tempo dei Promessi sposi, appare sospetto alla cultura ufficiale perché: portatore di una visione nazionale, invisa ai dominatori stranieri. di origine socioculturale subalterna. portatore di una visione realistica. causa di scompensi e disordini familiari.

Il romanzo I promessi sposi fornisce un apporto fondamentale alla democratizzazione socioculturale dell'Italia perché: mette in scena personaggi popolari. attribuisce a personaggi nobiliari il ruolo di antagonisti. illustra il malgoverno dei dominatori stranieri. comprende nel proprio pubblico i ceti popolar-borghesi.

Il romanzo I promessi sposi si regge su un paradosso perché: promuove una visione borghese moderna, ma è imperniato su personaggi popolari. attribuisce ai suoi personaggi il linguaggio fiorentino, estraneo all'ambientazione storico-geografica della vicenda. promuove la libertà critica dei lettori, ma impone loro la guida di un narratore onnisciente. promuove una visione borghese moderna, ma esprime una intransigente appartenenza ideologico-religiosa.

Il romanzo I promessi sposi si differenzia da numerosi altri romanzi romantici perché: sviluppa il tema amoroso come uno dei temi portanti. intreccia il tema amoroso con il tema storico-sociale. non sviluppa il tema amoroso. non sviluppa il tema storico-sociale.

Nel romanzo I promessi sposi i personaggi di Don Rodrigo e della monaca di Monza sono interpreti: del tema morale in chiave di prevaricazione. del tema amoroso in chiave di trasgressione. del tema sociale in quanto esponenti della nobiltà privilegiata. del tema amoroso in chiave libertina.

Nel romanzo I promessi sposi l'ottica dominante è quella: dei personaggi popolari, portatori di spontaneo buon senso. dei personaggi di collocazione sociale intermedia, portatori di meditato buon senso. del narratore autoriale, aderente a posizioni cattolico-liberali. dell'autore del manoscritto ritrovato, che rileva il disordine dei fatti umani.

Nel romanzo I promessi sposi, di fronte al disordine delle cose umane il narratore autoriale è capace: di ricostruire la concatenazione causale dei fatti per filo e per segno. di formulare recise condanne. di infondere nel lettore rassicurata persuasione. di sollecitare la comprensione e il perdono.

Il romanzo I promessi sposi nel 1840 è pubblicato a dispense: per incrementare i guadagni dell'autore-editore. per contenere le perdite economiche dell'autore-editore. per agevolare il lungo lavoro degli incisori. per agevolare gli acquirenti.

L'indole inclusiva del romanzo I promessi sposi è dimostrata dalle illustrazioni di Francesco Gonin perché: le illustrazioni rappresentano spesso personaggi popolari e personaggi di collocazione sociale intermedia. le illustrazioni coadiuvano la comprensione e il godimento del testo. le illustrazioni sono accostate al testo con una funzione esornativa. le illustrazioni favoriscono l'accostamento al romanzo anche da parte degli analfabeti.

Nell'edizione quarantana dei Promessi sposi l'illustrazione dell'antiporta di Francesco Gonin: suggerisce le relazioni simmetriche che sussistono tra le figure dei personaggi principali. presenta un ritratto dell'autore, attorniato dai personaggi principali. presenta l'immagine di un altare, adornato dalle figure dei personaggi principali. mostra le figure dei personaggi come in un ritratto di gruppo, articolato nei diversi ordini sociali.

Da chi fu edito lo Zibaldone di Leopardi: da Antonio Ranieri. dall'editore Stella. da Giosuè Carducci. dagli amici toscani.

Il suicidio di Bruto minore è: un'affermazione dello scacco della virtù. una reazione dell'eroe sconfitto. un gesto di sconfitta. il simbolo della crisi repubblicana.

Le Operette morali sono: dei dialoghi alla maniera di Platone. dei dialoghi socratici. dei testi in prosa. dei testi di contenuto mitologico.

Cosa sono le 'magnifiche sorti e progressive': le credenze illusorie del suo tempo secondo Leopardi. è un’espressione ironica tratta dalle Operette. è un verso dell'ultima poesia di Leopardi. è un verso della Palinodia.

Alla richiesta di Leccafondi i topi dell'Ade rispondono: con un silenzio di morte. con una risata. con una profezia. con una falsa promessa.

Quante sono le Operette morali: 20. 24. 32. 21.

Cosa sono gli Idilli leopardiani: componimenti classici. componimenti con sfondo naturale. componimenti in prosa. componimenti che esprimo l'interiorità del poeta.

Cosa celebra la canzone Ad Angelo Mai: l'erudizione e la ricerca. la virtù del protagonista. il ritrovamento di un'opera di Cicerone. l'eroismo in battaglia.

Cos'è la 'doppia vista': un raddoppiamento sensoriale. un'illusione percettiva. un disturbo della vista. una finzione consapevole.

Il titolo Zibaldone si deve: allo stesso Leopardi. a Giosuè Carducci. ai posteri. all'editore Stella.

La prima edizione delle Operette morali esce: nel 1831 per l'editore Piatti. nel 1827 per l'editore Stella. nel 1845 a cura di Ranieri. postuma.

Le Operette morali furono censurate per: per il loro contenuto fortemente ostile alle credenze dell'epoca. per la presenza di elementi filosofici. per volontà della Chiesa. per gli attacchi alla religione.

La Storia del genere umano: è un mito di fondazione. è una favola ispirata ai miti cosmogonici. è un'operetta sarcastica. è una narrazione simbolica.

Cosa fa Giove nella Storia del genere umano per aiutare gli uomini a vincere il tedio: assegna loro dei precisi compiti e attività. introduce elementi di varietà nel paesaggio. manda dei fantasmi tra cui l'Amore. alterna la vita e la morte.

Il Parini di Leopardi ritiene la gloria impossibile da conseguire: perché non coincide mai col talento individuale. per l'estrema mutevolezza delle opinioni. per l'impossibilità di riconoscere il merito. per le difficoltà di comprensione da parte del volgo.

Le Operette morali sono: un libro di prosette satiriche. una parodia dei dialoghi lucianei. un insieme di dialoghi e di trattati. un libro di sogni poetici, d'invenzioni e di capricci malinconici.

Nel Dialogo di Timandro ed Eleandro il primo si oppone: al progresso del genere umano. all'idea di perfettibilità e di miglioramento delle condizioni della specie. alla poesia come inganno. alle magnifiche sorti e progressive.

Nel Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo si inscena: la vanità dell'uomo. la disputa tra uomo e altre creature. una distopia. l'estinzione dell'umanità.

Nel Dialogo della Natura e di un Islandese la prima si dimostra: matrigna. volta al male di ogni singola creatura. indifferente alle sorti del singolo esistente. ostile all'uomo e a tutto il creato.

Come si conclude il Tristano: con una ritrattazione. con la serena accettazione del destino. col proposito di morire. con la speranza di una morte ravvicinata.

Qual è il componimento più breve dei Canti: A se stesso. L'infinito. Consalvo. Alla luna.

In quale edizione dei Canti viene introdotto Il passero solitario: Piatti. Starita. nella postuma. è presente fin dalla prima.

Cos'è L'infinito: una canzone. un sonetto. un idillio. un madrigale.

Il ciclo di Aspasia deve il suo nome: a un amore infelice. una cortigiana del V sec. a. C. Fanny Targioni Tozzetti. alla crudeltà della donna.

"Lungo/ la speme e breve ha la memoria il corso" è un verso di: A se stesso. L'infinito. Alla luna. Il pensiero dominante.

Il libro dei Canti si chiama così perché: la poesia era anticamente canto. perché prevedeva una partitura. a imitazione dei greci. perché è composto da Canzoni.

Che cos'è l'enjambement. una cesura in mezzo al verso. una spezzatura del ritmo. una frattura tra metrica e sintassi. un continuum versale.

Chi ha evidenziato i "segnali dell'Infinito": Walter Binni. Gino Tellini. Luigi Blasucci. Pier Vincenzo Mengaldo.

Di cosa è simbolo la ginestra di Leopardi: della solitudine dell'uomo. della minaccia della natura. della "social catena". della fragilità di tutte le creature.

Qual è l'ultimo canto dell'edizione del '45: la Palinodia. lo Scherzo. La ginestra. Il tramonto della luna.

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