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Título del test:
Letteratura

Descripción:
Letteratura ita

Autor:
FRA1969
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Fecha de Creación:
24/11/2021

Categoría:
Letras

Número preguntas: 323
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A quando risalgono le Laudes creaturarum? 1002 1250 1224 1500.
Se si considerassero scrittori italiani o solo gli scrittori in lingua propriamente italiana, quali tra i seguenti sarebbero esclusi? Bembo e Metastasio Manzoni e Collodi Manzoni e Leopardi San Francesco e Jacopone.
Quali papi fustigava Jacopone da Todi? Clemente II e Giovanni Paolo II Celestino V e Bonifacio VIII Clemente IV e Giovanni Paolo II Benedetto XVI e Alessandro VI.
Le Laudes creaturarum di Francesco d'Assisi: sono in versi liberi sono in prosa sono in versi assonanzati secondo il modello nordeuropeo sono in rima baciata.
Lo Stabat mater musicato da molti musicisti: è stato in passato attribuito a San Francesco è stato in passato attibuito a Jacopone da Todi è stato scritto da San Francesco è stato scritto da Jacopone da Todi.
Quando nasce Dante Alighieri? 1490 1265 1400 1560.
Qual è il cognome di Beatrice? Donati Saletti Marzetti Portinari.
Petrarca fu un bibliofilo e cultore degli studi classici L'affermazione è falsa L'affermazione è vera solo per l'ultima parte della vita di Petrarca L'affermazione è vera L'affermazione è falsa solo se si parla del'ultima parte della vita di Petrarca.
Nel Secretum Petrarca dialoga idealmente con San Tommaso d'Aquino San Gregorio Magno Sant'Agostino Sant'Alberto Magno.
Quali tra queste date di nascita e morte corrispondono a quelle di Francesco Petrarca? Sansevero di Foggia luglio 1304 - Viterbo luglio 1374 Arezzo 20 luglio 1304 - Arquà 19 luglio 1374 Tunisi gennaio 1204 - Viterbo 19 luglio 1274 Betlemme 25 dicembre 0 a.C. - Betlemme 33 a.C.
L'Africa di Petrarca è poema di contenuto epico in endecasillabi un poema di contenuto epico in esametri un poema di contenuto storico in esametri un poema di contenuto storico in endecasillabi.
Quando avviene l'incontro, forse di fantasia, di Petrarca con Laura? 1 gennaio 1350 15 ottobre 1974 25 dicembre 1300 6 aprile 1327.
Petrarca passò l'ultimo tratto della sua vita In Francia, presso nobili locali n Italia, tra Bologna e Roma In Italia, principalmente in Veneto In Francia, a d Avignone.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: Il Filocolo di Boccaccio è in ottave l Filostrato di Boccaccio è in versi La Teseide di Boccaccio è un'opera in prosa Il Nifale Fiesolano fu composto da Boccaccio dopo il Decameron.
Boccaccio fu amico, tra gli altri, di Francesco Petrarca Boccaccio non può aver conosciuto Petrarca L'affermazione è falsa L'affermazione è vera L'affermazione è vera solo se riferita alla prima parte della vita di Boccaccio.
La cornice del Decameron ha una propria originalità, ma non è un espediente letterario inventato da Boccaccio era stata utilizzata dal Libro dei sette savi, non però conosciuto dal Boccaccio è un espediente letterario inventato dal Boccaccio è un testo in endecasillabi.
L'Elegia di madonna Fiammetta di Boccaccio può essere definito un romanzo in versi un vero romanzo psicologico un poemetto breve un componimento epico.
I racconti fatti dai giovani nel Decameron sono venti dieci cento cinquanta.
La Istoria di Firenze, che si interrompe con il dilagare della peste, è di Piero Capponi Matteo Villani Giovanni Villani Giovanni Boccaccio.
La cronaca della storia di Firenze di Giovanni Villani fu ripresa daDino Compagni fu proseguita dal fratello Matteo e poi ripresa dal nipote Filippo Villani fu proseguita dallo storico Piero Capponi non fu più ripresa.
Modello di Giovanni Sercambi è il Ninfale Fiesolano di Boccaccio il poema epico cavalleresco il Decameron di Boccaccio il romanzo in versi della sua epoca.
Franco Sacchetti descrive la società fiorentina del XIV secolo, solo negli aspetti di vita di corte descrive la società fiorentina del XII secolo, anche negli aspetti di cultura materiale descrive la società fiorentina del XIV secolo, anche negli aspetti di cultura materiale descrive la società napoletana del XIV secolo, anche negli aspetti di cultura materiale.
Che cos'è il Trecentonovelle? Una raccolta di racconti di Franco Sacchetti Una raccolta di liriche di Franco Sacchetti Una raccolta di racconti di Giovanni Fiorentino Una raccolta di racconti di Giovanni Boccaccio.
Che cos'è il Pecorone? Una raccolta di liriche di Giovanni Boccaccio Una raccolta di novelle di Franco Sacchetti Una collezione di racconti di Giovanni Fiorentino Una collezione di racconti di Giovanni Boccaccio.
Il Pecorone trae gli elementi storici dagli scritti di Filippo Villani Giovanni Bardi Giovanni Boccaccio Giovanni Villani.
Dino Compagni, nella sua Cronica riferisce fatti dei quali ebbe conoscenza diretta rierisce fatti ascoltati da fonti sconosciute riferisce fatti di un periodo compreso tra il 1230 e il 1280 riferisce fatti di cui non ebbe esperienza diretta.
Che cos'è L'Eccerinus? Una novella di Albertino Mussato Un dramma di Enrico VII Un dramma di Albertino Mussato Una novella di Arrigo VII.
Chi era Ezzelino da Romano? Principe di Salerno Podestà di Firenze Vicario imperiale nella Marca Trevigiana Duca d'Aosta.
A quale umanista si deve il ritrovamento del De Rerum Natura di Lucrezio? Lorenzo Valla Poggio Bracciolini Coluccio Salutati Leonardo Bruni.
A quale modello classico sono improntate le lettere di Coluccio Salutati in qualità di segretario della Repubblica fiorentina? Alle epistole di Cicerone Alle epistole di Orazio Alle ecloghe di Virgilio Al De Rerum Natura di Lucrezio.
Il famoso episodio della perdita del senno di Orlando e della sua ricerca sulla luna si trova nel Morgante di Pulci si trova nell'Orlando Furioso di Ariosto si trova nella Gerusalemme Liberata di Tasso si trova nell'Orlando Innmorato di Boiardo.
L'Orlando Innmorato di Boiardo si ispira al poeti siciliani si ispira al Morgante di Pulci si ispira alle novelle Trecentesche si ispira all'Orlando Furioso di Ariosto.
Il Morgante di Pulci è un poema cavalleresco in terzine, caso eclatante di Manierismo è un poema cavalleresco in ottave, caso eclatante di Manierismo è un poema mitologico in terzine, caso eclatante di Secentismo è animato da un sentimento comico ed è popolato di giganti e mezzi giganti.
Sono opere di Poliziano La Gerusalemme Liberata e la Fabula d'Orfeo Le Stanze per la giostra di Giuliano de' Medici e la Fabula d'Orfeo Le Stanze per la giostra di Giuliano de' Medici e il Morgante Le Stanze per la giostra di Giuliano de' Medici e la Nencia da Barberino.
Il Certame coronario, gara di produzione poetica in volgare, fu organizzato da Leon Battista Alberti nel 1341 da Coluccio Salutati nel 1441 da Leon Battista Alberti nel 1441 da Brunetto Latini nel 1341.
Tra le personalità più importanti dell'Umanesimo italiano troviamo Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Coluccio Salutati Leonardo Bruni, Lorenzo Valla, Coluccio Salutati, Elio Vittorini Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Vincenzo Monti, Coluccio Salutati Leonardo Bruni, Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Antonio Canova.
L'Adone di Giovanbattista Marino è un poema mitologico in terzine, caso eclatante di Secentismo è un poema mitologico in ottave, caso eclatante di Secentismo è un poema cavalleresco in terzine, caso eclatante di Manierismo è un poema cavalleresco in ottave, caso eclatante di Manierismo.
L'Accademia dell'Arcadia ha tra i propri fondatori solo storici sconosciuti poeti e intellettuali le famiglie romane i papi del XVI secolo.
Quali delle seguenti affermazioni è falsa: Galileo Galilei scrisse solo in latino lo stile di Galileo fu apprezzato da Leopardi lo stile di Galileo fu apprezzato da Calvino Galileo Galilei scrisse opere di carattere scientifico sia in latino, sia in volgare.
Qual è il poema epico tassesco? Il Giorno La Secchia rapita La Gerusalemme liberata I Sepolcri.
Nell'Adone Marino utilizza uno stile basso e una lingua limpida e comprensibile uno stile basso e una lingua involuta uno stile ricercatissimo e una lingua limpida e comprensibile uno stile ricercatissimo e una lingua limpida e incomprensibile.
La Scienza nuova di Giambattista Vico: indaga la storia civile e letteraria d'Italia indaga la coscienza storica indaga la psicologia umana indaga le leggi universali della Storia comuni a tutte le nazioni.
Quale delle seguenti opere non è di Ludovico Antonio Muratori Rerum Italicarum Scriptores Antiquitates Italicae medii aevi Rerum novarum Annalese de Italia.
Ripano Eupilino è lo psudonimo di Ludovico Antonio Muratori Giobanbattista Marino Gaetano Filangeri Giuseppe Parini.
La Basvilliana è un poemetto in ottave di Vincenzo Monti, di fine Settecento è un poemetto in terzine di Vincenzo Monti, di fine Settecento è un poemetto in terzine di Vincenzo Monti, di fine Seiecento è un romanzo in terzine di Vincenzo Monti, di fine Settecento.
Quale tra le seguenti opere non è di Ugo Foscolo: Le Grazie I dolori del giovane Werther I Sepolcri Le ultime lettere di Jacopo Ortis.
Saul e Mirra sono: poemi epici di Torquato Tasso poemi epici di Torquato Tasso dialoghi di Guicciardini opere teatrali di Vittorio Alfieri.
Mi trovan duro. / Anch'io lo so: / pensar li fo. / Taccia ho d'oscuro / mi schiarirà / poi libertà. Chi è che parla di sé in questi versi? Vittorio Alfieri (1748-1803) Giovanbattista Marino (1569-1625) Ugo Foscolo (1778-1827) Gianbattista Vico (1668-1774).
Il lessico della poesia di Leopardi è oscuro e latineggiante alto e classicheggiante basso ma mai oscuro alto e oscuro.
Il Romanticismo in Italia è contrario alla ricerca del vero storico e morale in favore del simbolismo e dell'irrazionale è rappresentato da Vittorio Alfieri è rappresentato dalla ricerca del vero storico e vero morale come supreme forme di bellezza è comune al Romanticismo europeo.
Lo Zibaldone di Leopardi contiene descrizioni e cosiderazioni filologiche ma non filosofiche filosofiche e filologiche filosofiche ma non filologiche né filosofiche né filologiche.
Le Operette morali di Leopardi non sono poesie dialoghi racconti in prosa.
La lingua della prosa di Leopardi si ispira soprattutto alla prosa seicentesca alla prosa quattrocentesca alla prosa cinquecentesca alla prosa trecentesca.
La struttura metrica prevalentemente utilizzata da Leopardi è la canzone, manenendo la struttura rimica a canzone, senz amantenere la rigida struttura rimica a ballata, mantenendo la struttura rimica la canzone a ballo.
I Canti di Leopardi sono una raccolta di poesie, mai rimaneggiata una raccolta di poesie, più volte rivista una raccolta di pensieri una racclta di novelle.
Quali delle seguenti affermazioni è falsa: Leopardi non conosceva il greco Leopardi studiò il latino fin da adolescente Leopardi era un erudito Leopardi era di famiglia nobile.
La peculiarità del romanzo storico di Alessandro Manzoni si può, ta le altre cose, riscontrare nella caratterizzazione dei personaggi conoscenza della peste conoscenza della cultura classica descrizione dei paesaggi.
L'idea del romanzo storico si fa risalire a Mary Shelley Wolfgang Goethe Walter Scott Ugo Foscolo.
L'ambientazione de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni si colloca: a Milano tra tra il 1840 e il 1842 in Lombardia tra il 1827 e il 1840 in Lombardia tra il 1628 e il 1630 a Lecco tra il 1628 e il 1827.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: Piero Guicciardini, padre di Francesco, fu sostenitore dei Medici e non di Savonarola Piero Guicciardini, padre di Francesco, non fu sostenitore dei Medici, ma poi lo fu di Savonarola Piero Guicciardini, padre di Francesco, non fu sostenitore dei Medici né di Savonarola Piero Guicciardini, padre di Francesco, fu sostenitore dei Medici e poi di Savonarola.
Alamanno Salviati, suocero di Guicciardini, era sostenitore di Soderini e capo del partito ottimatizio oppositore di Soderini e capo del partito popolare sostenitore di Soderini e capo del partito popolare oppositore di Soderini e capo del partito ottimatizio.
Un nuovo impulso al metodo storiografico fu data dagli umanisti Coluccio Salviati, Leonardo Bruni, Lorenzo Valla Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Lorenzo Valla Coluccio Salutati, Leonardo da Vinci, Lorenzo Valla Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Lorenzo de' Medici.
La Storia d'Italia di Francesco Guicciardini venne pubblicata un anno prima della sua morte, nel 1539 venne pubblicata tra il 1520 e la sua morte venne pubblicata vent'anni dopo la sua morte, nel 1560 venne pubblicata dieci anni dopo la sua morte, nel 1550.
Francesco Guicciardini fu governatore di Parma e poi di Piacenza di Modena e Treviso di Modena e poi anche di Reggio di Mantova e di Reggio.
Tra papa Leone X e papa Clemente VII fu papa Adriano VI, che esautorò Guicciardini dai suoi incarichi Adriano VI, che confermò Guicciardini nei suoi incarichi Adriano VII, che confermò Guicciardini nei suoi incarichi Adriano VII, che esautorò Guicciardini dai suoi incarichi.
A partire dal 1526 Francesco Guicciardini è commissario generale dell'esercito pontificio sotto Leone X Giovanni de' Medici a Firenze come membro della Signoria governatore di Modena e Reggio sotto Leone X Giovanni de' Medici a Roma come consigliere e ministro del papa Clemente VII Giulio de' Medici.
Prima di essere nominato governatore di Bologna, nel 1531, Guicciardini, dopo la caduta della Repubblica, a Firenze si occupò dell'epurazione della fazione antimedicea si occupò dell'epurazione della fazione medicea fu governatore di Modena si occupò della ristrutturazione della biblioteca.
La Relazione di Spagna fu redatta da Guicciardini nel 1501 1512 1515 1521.
Il Dialogo del reggimento di Firenze ebbe una prima stesura nel periodo in cui papa Adriano VI lo aveva esautorato dai suoi incarichi nel periodo in cui papa Leone X lo aveva esautorato dai suoi incarichi nel periodo in cui papa Adriano VI lo aveva chiamato a incarichi particolari nel periodo in cui papa Clemente VII lo aveva chiamato e poi esautorato dagli incarichi.
In tre orazioni (Consolatoria, Accusatoria e Difensoria) Guicciardini prendeva la parte dell'accusa e della difesa attorno al caso di un caro collega prendeva la parte della difesa e non dell'accusa attorno al proprio caso prendeva la parte dell'accusa e della difesa attorno al proprio caso prendeva la parte dell'accusa e non della difesa attorno al proprio caso.
Le Storie fiorentine di Francesco Guicciardini sono la continuazione delle cronache di Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini cancellieri della repubblica di Firenze vennero pubblicate nel 1532 tramite un'edizione a stampa vennero pubblicate col titolo Storia d'Italia vennero pubblicate soltanto nel 1857 tramite un'edizione a stampa.
Le Storie fiorentine di Francesco Guicciardini valorizzano il tumulto dei Ciompi come esempio di unità e concordia individuano la causa della "ruina" di Firenze nell'uso strumentale delle classi salariate da parte dei magistrati della guerra valorizzano la figura di Cosimo de' Medici come "uomo valente e dabbene" valorizzano gli "otto della guerra" come "uomini valenti e dabbene".
Il titolo Sorie fiorentine si deve all'editore del XIX secolo si deve all'editore del XVI secolo si deve a Guicciardini, anche se non lo annotò nel manoscritto si deve a Guicciardini, che lo annotò nel manoscritto.
Quale delle seguenti affermazioni sul Tumulto dei Ciompi è falsa? è il punto di partenza delle Storie fiorentine di Guicciardini coivolge i salariati del settore della lana avviene nel 1378 avviene nel 1508.
La Congiura dei Pazzi ha importanza nella storia di Firenze in quanto portò alla morte di Lorenzo de' Medici alla tirannia di Giuliano de' Medici, fratello di Lorenzo non ha alcuna importanza all'uccisione del fratello di Lorenzo de' Medici, Giuliano.
Il giudizio di Guicciardini su Lorenzo de' Medici è chiaro: Lorenzo è un tiranno ambivalente chiaro: Lorenzo è un pacificatore a noi sconosciuto.
Nel giudizio sul Tumulto dei Ciompi, Guicciardini e Machiavelli differiscono, in quanto Guicciardini vi legge uno scontro di forze economico-sociali contrapposte hanno la medesima opinione differiscono, in quanto Machiavelli vi legge un uso del popolo da parte di alcuni potenti differiscono, in quanto Machiavelli vi legge uno scontro di forze economico-sociali contrapposte.
Secondo lo studio di Felix Gilbert, i Medici avevano governato a Firenze: attraverso un'egemonia mascherata sotto le istituzioni repubblicane trecentesche abolendo il Consiglio dei settanta e il Consiglio dei Cento attraverso il Consiglio del popolo attraverso il Consiglio del Comune.
Dopo la caduta dei Medici, a Firenze il Consiglio del comune e il Consiglio del popolo furono fusi nel Senato veneziano rimasero attivi così com'erano furono sostituiti dal Consiglio dei settanta furono fusi nel Consiglio maggiore.
A Firenze il Consiglio dei settanta e il Consiglio dei cento erano composti da patrizi, nemici dei Medici erano stati introdotti dai Medici facevano gli interessi dei Medici solo in alcune circostanze erano prevalentemente favorevoli al popolo.
Nel governo di Firenze, il Consiglio del comune e il Consiglio del popolo facevano gli interessi dei Medici erano stati istituiti dai Medici erano istituzioni antiche comprendevano un solo gruppo sociale.
Il Discorso di Logrogno di Francesco Guicciardini: conosciuto come Modo di ordinare il governo popolare, venne scritto a Firenze si occupa della riforma delle istituzioni della Monarchia spagnola non è di Francesco Guicciardini venne scritto a Madrid e si occupa delle istituzioni politiche di Firenze.
Quale di questi testi non fu scritto da Guicciardini in Spagna? Diario del viaggio in Spagna Storie fiorentine Discorso di Logrogno Relazione di Spagna.
L'espressione «uomini savi», in Guicciardini, corrisponde a appartenenti alla chiesa in Firenze' appartenenti all'aristocrazia romana' appartenenti alla borghesia cittadina' appartenenti all'aristocrazia cittadina'.
La proposta di Guicciardini di un gonfaloniere a vita mirava a dare continuità e stabilità al potere della signoria dare continuità e stabilità al potere legislativo dare continuità e stabilità al potere aristocratico dare continuità e stabilità al potere esecutivo.
Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo sale al soglio pontificio nel 1523, col nome di Clemente VII sale al soglio pontificio nel 1513, col nome di Leone XII sale al soglio pontificio nel 1523, col nome di Leone X sale al soglio pontificio nel 1513, col nome di Leone X.
Il Discorso di Logrogno di Francesco Guicciardini esalta i Medici come "uomini valenti e dabbene" si occupa della riforma delle istituzioni di Firenze successive alla restaurazione dei Medici sottolinea la discontinuità del primo e del secondo governo dei Medici era stato appena terminato quando i Medici rovesciarono il governo popolare.
Machiavelli vede nella lotta patrizi/plebei della Roma antica una spinta alla flessibilità e dunque un potenziale miglioramento Guicciardini vi vede invece un motivo di stabilità Guicciardini vi vede invece un motivo di instabilità Guicciardini non vi vede invece un motivo di instabilità Guicciardini ha la stessa visione.
Guicciardini dissente da Machiavelli, commentando i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, a proposito sia del metodo, sia dell'interpretazione della storia di Firenze, dell'Italia e dell'Europa del metodo, ma non dell'interpretazione della storia di Firenze, dell'Italia e dell'Europa né del metodo, né dell'interpretazione della storia di Firenze, dell'Italia e dell'Europa non del metodo, ma dell'interpretazione della storia di Firenze, dell'Italia e dell'Europa.
Guicciardini e Machiavelli vedono nello stato della Chiesa un ostacolo alla formazione di una signoria in Firenze, ma Guicciardini sottolinea che ciò ha prodotto anche la fioritura di alcune città un ostacolo alla formazione di una monarchia nazionale, ma Guicciardini sottolinea che ciò non ha prodotto anche la fioritura di alcune città un vantaggio per la formazione di una monarchia nazionale, ma Guicciardini sottolinea che ciò ha prodotto anche la fioritura di alcune città un ostacolo alla formazione di una monarchia nazionale, ma Guicciardini sottolinea che ciò ha prodotto anche la fioritura di alcune città.
Le Cose fiorentine di Francesco Guicciardini furono scritte durante il soggiorno presso la dimora di Finocchietto in Mugello furono completate nel 1527 sono composte di quattro libri completi sono incomplete e rappresentano il laboratorio del futuro storico della Storia d'Italia.
Le note ai margini delle Cose fiorentine sono esigue e poco rilevanti sono annotate in uno spazio piccolo, su fascicoli di formato esiguo sono considerate da Ridolfi vere e proprie note critiche sono annotazioni di dubbi e discordanze, ma Ridolfi non le considera vere note critiche.
Nelle Cose fiorentine Guicciardini utilizza solo fonti documentarie utilizza anche fonti documentarie non utilizza mai fonti documentarie utilizza prevalentemente fonti documentarie.
A margine delle Cose fiorentine Guicciardini cita molti storici fiorentini e non pochi storici, tutti non fiorentini solo storici fiorentini solo fonti iconografiche.
I Ricordi di Guicciardini: sono costituiti da circa 100 annotazioni erano destinati alla stampa per volere dell'autore sono stati scritti a partire dal 1512 sono stati scritti prima del 1512.
Il primo nucleo dei Ricordi è del 1521, si tratta di circa una decina è del 1512, si tratta di circa una ventina è del 1512, si tratta di circa una decina è del 1521, si tratta di circa una ventina.
Nei Ricordi di Guicciardini troviamo lo stesso intento delle ricordanze mercantili c'è più un intenso lavoro di riflessione, che un intento didattico lo scopo è puramente didattico non c'è lavoro di scavo.
Quale dei seguenti temi non è trattato nei Ricordi da Guicciardini durata delle guerre amore cortese funzionamento dello stato irrazionalità dei miracoli.
L'arrivo dei francesi di Carlo VIII in Italia era stato centrale per comprendere la storia di Firenze nelle opere precedenti di Guicciardini nella Storia d'Italia diventa importante non solo per Firenze, ma per tutta Italia nella Storia d'Italia diventa meno importante invece nella Storia d'Italia diventa importante solo per Firenze, ma per non tutta Italia nella Storia d'Italia diventa importante per tutta Italia, non per Firenze.
"...in modo che così avessi tutte le cose innanzi agli occhi chi nasce in un'età lontana come coloro che sono stati presenti" è una frase delle Cose fiorentine che si riferisce alle Considerazioni intorno ai Discorsi di Machiavelli è una frase dei Ricordi di Guicciardini che si riferisce alle Cose fiorentine è una frase della Storia d'Italia di Guicciardini che si riferisce ai Ricordi è una frase dei Ricordi di Guicciardini che si riferisce alla Storia d'Italia.
Gli eventi che aprono e chiudono la Storia d'Italia di Guicciardini sono rispettivamente la battaglia di Pavia e la morte di Leone X la battaglia di Pavia e la morte di Clemente VII la discesa di Carlo VIII in Italia e lamorte di Clemente VII la discesa di Carlo VII in Italia e lamorte di Clemente VIII.
Nella Storia d'Italia Guicciardini si ispira a un passo del De Oratore di Cicerone del De legibus di Cicerone del De re publica di Cicerone del De Officciis di Cicerone.
Nella Storia d'Italia di Guicciardini: non sono utilizzati discorsi diretti come nelle Storie fiorentine non sono utilizzati discorsi diretti come nelle Cose fiorentine agli eventi politici e militari sono aggiunti discorsi diretti dei protagonisti si rifiuta il modello retorico ciceroniano.
La Storia d'Italia di Francesco Guicciardini: tratta in dieci libri un periodo di venti anni tratta in venti libri un periodo di venti anni tratta in quaranta libri un periodo di venti anni tratta in venti libri un periodo di quaranta anni.
"Non essere vergogna alle città pleclare se dopo il corso di molti secoli cadevano finalmente in servitù, perché era fatale che tutte le cose del mondo fussino sottoposte alla corruzione" è una citazione da quale opera e riguardante quale tema? Dalle Considerazioni intorno ai Discorsi di Machiavelli, sulla decadenza nella ciclicità Dalle Storie fiorentine, riguardo la decadenza nella ciclicità Dalla Storia d'Italia, riguardo la decadenza nella ciclicità Dalla Storia d'Italia, riguardo la staticità degli imperi.
Per Guicciardini la storiografia ha un compito di sovrapporre l'ordine dell'interpretazione alla razionalità della storia sovrapporre l'ordine degli eventi all'irrazionalità della successione dei fatti sovrapporre l'ordine dell'interpretazione all'irrazionalità della storia sovrapporre l'ordine dell'interpretazione all'irrazionalità della storiografia.
Nell'idea della storia di Guicciardini c'è una teologia c'è un'idea di progresso non c'è un'idea di progresso c'è una teleologia.
La Storia d'Italia di Guicciardini: Non era destinata alla stampa per volere dell'autore Era destinata alla stampa per volere dell'autore ma non ebbe la revisione finale Era destinata alla stampa per volere dell'autoe ed ebbe due revisioni era destinata alla stampa per volere dell'autore ed ebbe sei revisioni.
Il Proemio della Storia d'Italia è in versi fu riscritto da Guicciardini molte vole, a differenza del resto dell'opera fu scritto di getto fu riscritto da Guicciardini molte volte.
Il termine 'documenti', nel Proemio della Storia d'Italia deriva dal greco vale 'fonti documentarie' vale 'insegnamenti' non c'è.
"Io ho deliberato di scrivere le cose accadute alla memoria nostra in Italia, da poi che l'armi dei franzesi, chiamate da' nostri principi medesimi, cominciorono con grandissimo movimento a perturbarla;" è l'incipit di quale opera? Della Storia d'Italia Delle Storie fiorentine Delle Considerazioni intorno ai Discorsi di Machiavelli Delle Cose fiorentine.
Nell'ultima revisione della Storia d'Italia l'allineamento ai canoni delle Prose della volgar lingua di Bembo: è deliberatamente non perseguita è completa è inapplicabile in quanto le Prose della volgar lingua sono successive all'ultima revisione della Storia d'Italia fa eccezione con termini come "cominciorono" e "deliberato" in luogo di "cominciarono" e "diliberato".
Quale delle seguenti affermazioni è vera: nell'ultima revisione della Storia d'Italia permangono alcuni latinismi e fiorentinismi nell'ultima revisione della Storia d'Italia permangono alcuni latinismi ma non fiorentinismi nell'ultima revisione della Storia d'Italia permangono alcuni fiorentinismi, ma non latinismi nell'ultima revisione della Storia d'Italia non permane alcun latinismo o fiorentinismo.
L'uso dell'aggettivo 'franzesi' per dire 'le armi dei francesi' è una figura retorica che si chiama inversione è una figura retorica che si chiama anadiplosi è una figura retorica che si chiama ipallage è una figura retorica che si chiama iperbato.
La la Rethorica ad Herennium era al tempo di Guicciardini correttamente attribuita a Cicerone erroneamente attribuita a Lucrezio erroneamente attribuita a Cicerone correttamente attribuita a Lucrezio.
Nel Proemio della Storia d'Italia l'immagine del mare calmo si riferisce alla pace creata da Lorenzo de' Medici si riferisce alle coste italiane si riferisce a ciò che Guicciardini auspica si riferisce alla situazione italiana del Trecento.
Naufragio con spettatore' è il titolo di un libro di Lucrezio è il titolo di un romanzo cinquecentesco è un paradigma interpretativo proposto da H. Blumenberg è un paradigma interpretativo proposto da Guicciardini.
Il linguaggio figurato e le metafore nella Storia d'Italia si rifanno alle immagini della salute, delle macchine da guerra e della natura benevola rappresentano la cifra stilistica dell'intera opera sono bandite si rifanno alle immagini del malato/medico, della peste/fuoco e del mare.
Quali cause vengono indicate da Guicciardini nel Proemio della Storia d'Italia come fattori che muovono la stori? Dio e la scelleratezza degli (altri) uomini, ma questa seconda emerge come fondamentale Dio e la guerra Dio e la scelleratezza degli (altri) uomini, ma questa seconda passa in secondo piano Dio e la chiesa, ma questa passa in secondo piano.
È corretto sostenere che nella Storia d'Italia si ritrova il metodo di autopsia risalente a Tucidide? No, vengono utilizzate solo fonti storiche e archivistiche Sì, con l'integrazione di fonti storiche e archivistiche Sì Non è applicabile il concetto di autopsia.
Quali sono le parole chiave nell'orizzonte concettuale che scaturisce dal proemio della Storia d'Italia? Autopsia e autore Autopsia e ricordo Scrivere e memoria Autore e memoria.
Nel Proemio della Storia d'Italia il paragone con la storia di Roma non è un abbellimento retorico il paragone con la storia di Roma è costruito senza subordinazione il paragone con la storia di Roma è un abbellimento retorico non c'è unparagone con la storia di Roma.
Nel Proemio della Storia d'Italia le subordinate conferiscono ordine ai verbi, non ai fatti storici non conferiscono ordine ai fatti storici conferiscono valore estetico ai fatti storici conferiscono ordine ai fatti storici.
Dal punto di vista della sintassi, qual è la cifra del Proemio della Storia d'Italia? Utilizzo delle subordinate esplicite Utilizzo di coordinate e subordinate Utilizzo delle subordinate implicite Utilizzo di coordinate.
"...procurava con ogni studio che le cose d'Italia in modo bilanciate si mantenessero..." chi è il soggetto di questa frase nel poemio della Storia d'Italia? Giulio II Lorenzo de' Medici Urbano VIII Carlo V.
Che cosa accomuna i seguenti studiosi: Silvana Seidel Menchi, Ettore Mazzali, Felix Gilbert, Emilio Pasquini? Hanno curato edizioni illustrate della Storia d'Italia Hanno curato edizioni critiche o saggi introduttivi della Storia d'Italia Due di loro hanno curato edizioni critiche o saggi introduttivi della Storia d'Italia, gli altri due sono medievalisti I primi due hanno curato edizioni critiche o saggi introduttivi della Storia d'Italia, gli altri due no.
I brani espunti perché "sconveninti" dalla edizione della Storia d'Italia nel 1561 riguardavano solo fatti biografici della famiglia Guicciardini non sono mai stati reintrodotti sono stati reintrodotti in quella del 1564 compaiono solo nelle edizioni del XVIII secolo.
Quali stati comprendeva la confederazione in funzione antiveneziana di cui si parla nel proemio della Storia d'Italia? Il regno di Napoli, Firenze, Milano e quasi tutti i potentati minori d'Italia Il Regno di Napoli, Venezia e i potetati minori d'Italia Firenze e il Regno di Napoli Venezia, Milano, Firenze e i maggiori potentati d'Italia.
In Storia d'Italia 1,6 nella frase «non congiugneva già i collegati in amicizia sincera e fedele: conciossiacosaché, pieni tra se medesimi di emulazione» i termini «collegati» e «emulazione» valgono, rispettivamente alleati' e 'imitazione' sopraggiunti' e 'rivalità', 'invidia' alleati' e 'rivalità', 'invidia' sopraggiunti' e 'imitazione'.
In Storia d'Italia 1,6 l'espressione «sollecitamente» vale non 'velocemente', ma con 'accuratezza' presto', 'velocemente', certo non con una sfumatura di 'accuratamente' presto', 'velocemente', ma con forse una sfumatura di 'accuratamente' amorevolmente', con calma.
In Storia d'Italia 1,6 nella frase «spegnere sollecitamente tutte quelle faville che origine di nuovo incendio essere potessino» il riferimento al fuoco è un'immagine che simboleggia il potere temporale è un'immagine estranea al repertorio di Guicciardini è un'immagine estranea al repertorio di Lucrezio è un'immagine non estranea al repertorio di Lucrezio.
In Storia d'Italia 1,7 la morte di Lorenzo viene definita «incomodissima» solo per la Toscana solo per Firenze solo ironicamente non solo per Firenze, ma per tutta l'italia.
Nel proemio della Storia d'Italia, la morte di Lorenzo il Magnifico si definisce: acerba alla patria, incomodissima al resto d'italia non si parla della morte di Lorenzo il Magnifico nel proemio della Storia d'Italia acerba a lui, convenientissima al resto d'Italia acerba a lui per l'età, acerba alla patria e incomodissima al resto d'Italia.
In Storia d'Italia 1,7 la data della morte di Lorenzo è precisa, ma manca di giorno e mese, non conferisce dunque un andamento annalistic è precisa, ma inserita in una più ampia narrazione, conferisce dunque un andamento annalistic è precisa, ma inserita in una più ampia narrazione, non conferisce dunque un andamento annalistico è precisa, conferisce dunque un andamento annalistic.
Secondo il proemio della Storia dItalia, quale "intelligenza" cominciò a essere sospetta a Ludovico Sforza? La congiura dei Pazzi L'alleanza tra Aragonesi e Venezia L'intesa segreta tra Aragonesi e Piero de' Medici La confederazione antiveneziana.
La figura retorica utilizzata nell'espressione «non minore» per esprimere «maggiore» si definiscs litote ipallage iperbole inversione.
Piero de' Medici, figlio di Lorenzo, entra nella politica fiorentina e rompe gli equilibri creati dal padre e mantiene gli equilibri creati dal padre e rompe gli equilibri con Leone X e va subito da papa Leone X.
Il modo di narrare, in storiografia, influenza l'immagine dei fatti Falso: lo storico non può influire sul racconto dei fatti Falso: lo storico non può influire sul racconto dei fatti Vero: ad esempio attraverso l'ordine con il quale i fatti vengono esposti Vero, ma solo a patto che lo storico sia sufficentemente colto.
Lo studio del rapporto tra tempo e storiografia viene riassunto da Chatman con il binomio discorso e tempo storia e discorso storia e cronos tempo e storia.
Sant'Agostino fu un autore fondamentale nel mutare della concezione del tempo L'affermazione è vera solo se riferita alla seconda parte della vita di Agostino L'affermazione è vera solo se in relazione alle prime opere L'affermazione è vera L'affermazione è falsa.
G. Genette si è occupato del tempo nel racconto nel XX secolo nel XVIII secolo nel XVI secolo nel XIX secolo.
Secondo Gian Mario Anselmi la caratteristica delle narrazioni storiografiche è L'esposizione lineare dei fatti L'esposizione dei legami causali slegati dai fatti L'esposizione dei legami causali e dei fatti secondo un certo ordine L'esposizione dei fatti senza alcun legame causale.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: l'analisi dei Ricordi aiuta a comprendere la visione di Guicciardini contenuta nella Storia d'Italia l'analisi dei Ricordi distorce la comprensione della visione di Guicciardini contenuta nella Storia d'Italia l'analisi dei Ricordi non aiuta a comprendere la visione di Guicciardini contenuta nella Storia d'Italia l'analisi dei Ricordi non aiuta a comprendere la visione di Guicciardini contenuta nella Storia d'Italia.
Che cosa si intende per Ricordi in riferimento all'opera omonima di Guicciardini? Memorie Memorabilia Intermezzi Cose passate.
Nella parte finale della sua vita, Guicciardini fu governatore di Modena fu parte attiva della vita politic di Firenze si trovò escluso dalla vita politica attiva smise di scrivere.
La corrispondenza di Guicciardini a nostra disposizione è prevalentemente ufficiale, con poche inrformazioni sul suo pensiero politico è prevalentemente ufficiale, con poche inrformazioni sul suo carattere è prevalentemente personale, con poche inrformazioni sul suo pensiero politico è prevalentemente personale, con poche inrformazioni sul suo pensiero politico.
Riguardo le circostanze di stesura della Storia d'Italia, è possibile definire l'opera: un omaggio a Cosimo de' Medici un prodotto di resistenza alla storia il prodotto di un esilio involontario Un atto di provocazione.
La visione buia e scettica dell'ultima parte della vita di Guicciardini fu suscitata da Montaigne fu criticata da Montaigne fu seguita anche da Montaigne fu ammirata da Montaigne.
La fede umanistica nella lezione che la storia ci fornisce è la cifra stilistica della Storia d'Italia non appartiene a Guicciardini ha sempre caratterizzato Guicciardini ha influenzato erroneamente Guicciardini.
La ragione che muove Guicciardini a scrivere non è in nessun modo letteraria non è solo letteraria è puramente letteraria è prima di tutto letteraruia.
Dove è possibile riconoscere Guicciardini dietro un impersonale "luogotenente" nei fatti narrati? Nel proemio della Storia d'Italia Durante una congiura a Firenze immediatamente precedente il sacco di Roma narrata nel libro V della Storia d'Italia Nei Ricordi Durante la congiura dei Pazzi narrata nel libro V della Storia d'Italia.
Nella Storia d'Italia Guicciardini inserisce alcuni episodi in cui è lui stesso protagonista inserisce molti episodi in cui i suoi figli sono protagonisti non ha alcun incarico politico non parla mai di se stesso.
Nella Storia d'Italia Guicciardini definisce il proprio contributo alla vita politica con l'espressione opera di storico ingenue opere buone opere opera di cittadino.
La frase «come è più presente la ingratitudine e la calunnia» di Guicciardini, esprime sorpresa e rancore amarezza e sorpresa amarezza ma non sorpresa amarezza e rancore.
La posizione di Guicciardini rispetto agli stravolgimenti del secolo era: favorevole al cambiamento politicamente e storiograficamente conservatrice politicamente democratica, progressista come storico politicamente conservatrice, analitica del cambiamento qualità di storico.
L'entrata in Italia di Carlo VIII è per Guicciardini una fortunata coincidenza emblematica della fragilità emblematica di cambiamenti che portano con sé declino avvenuta con estremo ritardo.
Nelle cose umane Guiccirdini ravvisa princpialmente stabilità instabilità discontinuità contiguità.
Prudenza, abilità, ambizione possono dare, secondo Guicciardini, a un uomo un posto nella storia? No, solo umiltà e pazienza, se la Fortuna assiste quell'uomo Sì, ma non assicurano meccanicamente il successo, che dipende anche dalla Fortuna Sì, la Fortuna aiuta chi ha queste capacità No, solo la Fortuna decide il successo di un uomo e il suo posto nella storia.
Relativamente alle possibilità drammatiche del tipo di narrazione utilizzato nella Storia d'Italia, Guicciardini si mostra consapevole solo a tratti inconsapevole consapevole prevalentemente inconsapevole.
La breve storia del papato del Libro IV della Storia d'Italia era stata censurata nella primissima edizione censurata nella edizione del 1534 conclusa prima di scrivere il I libro conclusa prima del III libro.
La breve storia del Papato nel libro IV della Storia d'Italia: è una microstoria nella narrazione maggiore che esemplifica la tecnica narrativa focalizzata sul cambiamento è un esempio di reazione al cambiamento è una digressione dalla narrazione principale è un omaggio al papato.
Rispetto all'ambientazione geografica delle vicende narrate dala Storia d'Italia di Guicciardini prevale una monotona elencazione di corti è prevalentemente fiorentina vengono nominati pochi luoghi, tutti italiani i luoghi nominati sono molti, in tutta Italia e anche in Europa.
La questione del libero arbitrio è cruciale nella prima metà del XVI secolo è cruciale nella prima metà del XIII secolo è cruciale nel XVI secolo, ma Guicciardini la ignora non è cruciale fino alla prima metà del XVII secolo.
L'epidemia detta "mal francese" di cui si occupa Guicciardini è la varicella il vaiolo la peste la sifilide.
Quale parallelismo è condotto da Guicciardini tra la sifilide e la storia d'Italia? I principi italiani sono come i dottori senza i quali non vi sarebbe risanamento La sifilide è il giusto castigo alle malefatte dei principi italiani I principi italiani sono come i dottori che per ignoranza aggravano la situazione Non c'è alcuna menzione della sifilide nella Storia d'Italia.
Il ritratto di Lorenzo Magnifico come despota illuminato di Firenze è contenuto: nelle Cose firentime nelle Storie fiorentine nei Ricordi nella Storia d'Italia.
L'ambivalenza del giudizio di Guicciardini su Lorenzo de' Medici va rintracciata nella tensione tra giudizio morale e politico (è un tiranno) el'esito della sua politica di espansione nella tensione tra giudizio morale e politico (è un tiranno) e l'esito della sua politica di pacificazione nella tensione tra giudizio estetico e l'esito della sua politica di pacificazione nella tensione tra il fatto che è un fiorentino e l'esito della sua politica di pacificazione.
Il ritratto di Lorenzo il Magnifico nella prospettiva dell'equilibrio italiano è contenuta: nelle Cose fiorentine nella Storia d'Italia nei Ricordi nelle Storie fiorentine.
"Esecutore e ministro dei suoi disegni": di quali personalità sta parlando Guicciardini nella Storia d'Italia? Di Giulio II e Leone I Di Giulio II e Clemente VII Di Leone X (esecutore e ministro) e Clemente VII Di Clemente VII (esecutore e ministro) e Leone X.
Nella descrizione che Guicciardini fa di Clemente VII vige la convinzione che solo nell'esercizio della carica si mostri il vero valore di un uomo un uomo si riconosce da come arriva a ricoprire un incarico solo nella fine dell'esercizio della carica si mostri il vero valore di un uomo un papa si riconosce da come arriva a ricoprire un incarico.
La correctio è un procedimento giuridico una figura retorica che prevede l'abolizione di un elemento per modificarlo un processo storico-economico una figura retorica che prevede l'insistenza su un elemento per modificarlo.
Quale figura emerge col maggior apprezzamento di Guicciardini tra i papi Medici? Quella di Clemente VII Quella di Leone X Quella di Alessandro VI Quella di Giulio II.
Michelangelo come architetto e Guicciardini come storico stravolgono le strutture artistiche precedenti rendono dinamiche strutture artistiche precedenti utilizzano tecniche precedenti pedissequamente evitano accuratamente strutture artistiche precedenti.
Nella descrizione che Guicciardini fa di Clemente VII ciò che cambia, con l'ascesa al soglio pontificio è il carattere, non il prestigio è la capacità di prendere decisioni è il visione del mondo è la reputazione, non la personalità.
In Guicciardini sono legate al termine "impeto" la malattia dell'Italia e l'artiglieria, di cui viene tracciata una breve storia tutte le dinamiche storiche tracciate nella Storia d'Italia sia la sfida di Capponi ai francesi, sia la malattia dell'Italia sia la sfida di Capponi ai francesi, sia l'artiglieria di cui viene tracciata una breve storia.
Nella Storia d'Italia il ricorrere di quale termine sostiene il tema e la struttura narrativa del cambiamento? Malattia Fortuna Cambiamento Impeto.
Il concetto di impeto nella Storia d'Italia: è riferito alla teoria medievale del moto è riferito alla filosofia è traslato dalla fisica fino a comprendere le azioni umane è traslato dalla balistica alla filosofia.
Quale personaggio può essere esempio di un travolgente impeto nella Storia d'Italia? Cosimo de' Medici Il futuro papa Giulio II Papa Clemente VII Papa Leone X.
Quentin Skinner ha applicato un'analisi semantica alla storia medievale alla grammatica umanistica alla storia del pensiero politico all'architettura.
"I suoi significati basilari risiedono nelle definizioni": di quale linguaggio si sta parlando, nella citazione di Sidney Alexander traduttore di Guicciardini? Del linguaggio delle Storie fiorentine Del linguaggio dei Ricordi Del linguaggio della Storia d'Italia Del linguaggio di Machiavelli.
La prosa narrativa nel secolo XVI: era praticata solo dai romanzieri era un genere poco praticato non era praticata in nessun campo era praticata dagli storici.
La capacitò di Guicciardini di essere coinvolto nelle vicende che narra eppure di rimanerne fuori ci ricorda Esiodo Tucidide Eschilo Euripide.
Quale modello moralistico Guicciardini abbandona nelle pagine della sua Storia d'Italia? La storiografia classica La filosofia di Platone La storiografia didattica da Villani in avanti La filosofia di Seneca.
Qual è l'effetto desiderato da Guicciardini nell'adesione alla storiografia classica? Disordine Equilibrio Armonia Solennità.
Quali sono le convenzioni prese in prestito dalla storiografia classica in Guicciardini storico d'Italia? Manierismo nei temi Discorsi retorici e narrativa annalistica Sottolineatura etica e dimensione ideale Orizzonte municipale.
Lo storico, in senso umanista, aveva due compiti: commuovere e insegnare commemorare e declamare commemorare e insegnare commuovere e decantare.
Quali sono gli aspetti anticlassicisti nella storiografia d'Italia di Guicciardini? Non si riscontrano elementi anticlassicisti in Guicciardini storico d'Italia L'assenza di sottolineatura etica e dimensione ideale Sottolineatura etica e dimensione ideale Orizzonte municipale.
Secondo alcuni studiosi a quale ambito è possibile ricondurre gli aspetti non umanistici della storia d'Italia? Al Manierismo in letteratura Al Barocco Al Manierismo nelle arti visive Al Bembismo.
"sì che da queste cose dette, (...); sarà chiaro, che il giudicio dell'Auttor presente, è stato singolare". Chi scrive queste righe e chi è l'Auttor citato? Francesco Guicciardini commentatore di Machiavelli Francesco Guicciardini commentatore di Lorenzo Valla Tommaso Porcacchi commentatore di Guicciardini Tommaso Porcacchi commentatore di Machiavelli.
"Ch'ha da usar l'historico, perché l'historia riesca bella e commendata per li precetti dell'arte". Che cosa deve usare lo storico, secondo il Porcacchi? L'artificio retorico I latinismi Le similitudini Le riflessioni filosofiche.
Qual è il punto di forza nella scrittura di Guicciardini secondo il commentatore Porcacchi? I discorsi retorici o concioni Le riflessioni filosofiche I Latinismi Le similitudini.
"Perciocché con essa move tutti gli affetti, la maraviglia, il plauso et le voci". Di che cosa parla qui il Porcacchi commentatore di Guicciardini? La morale L'uniformità dell'eloquenza La filosofia La diversità dell'Eloquenza.
Porcacchi commentatore di Guicciardini riporta quale discorso come esempio di perfetto genere deliberativo? Le risposte di Mercurio Gattinara cancelliere di Carlo V e don Carlo di Lanoia vicerè di Napoli Il discorso del Marchese di Mantova progioniero di Venezia, liberato non per intervento del papa ma per quello di Biaiziet principe dei Turchi Le risposte di Biaiziet cancelliere di Carlo V e don Carlo di Lanoia vicerè di Napoli Nessun discorso.
Secondo il Porcacchi Guicciardini si serve di fonti autorevoli contrarie alle opinioni diffuse. Quale esempio viene riportato in merito? Nessuna fonte alternativa Il discorso di Carlo V prigioniero di Venezia, liberato non per intervento del papa ma per quello di Biaiziet principe dei Turchi Le risposte di Mercurio Gattinara cancelliere di Carlo V e don Carlo di Lanoia vicerè di Napoli Il discorso del Marchese di Mantova progioniero di Venezia, liberato non per intervento del papa ma per quello di Biaiziet principe dei Turchi.
Come si caratterizza il giudizio di Guicciardini secondo il Porcacchi? Nella misura di non lodare, adulando, nè biasimare, accusando Nella misura di lodare e biasimare Nell'adulazione e nell'accusa Secondo il Porcacchi, Guicciardini non applica il giudizio.
Il Porcacchi cita come fonte nel commentare i criteri di verità di Guicciardini una lettera del Della Rovere a Bartolomeo Cavalcanti un trattato di Niccolò Machiavelli dedicato a Cavalcanti una lettera di Niccolò Machiavelli a Bartolomeo Cavalcanti una lettera di Niccolò Machiavelli a Bartolomeo Cavalcanti.
Il Porcacchi riferisce che a Guicciardini viene rimproverato di non essere sereno nei confronti di famose famiglie veneziane di condottieri, re e principi di alcuni condottieri francesi di famiglie come gli Orsini, i Sanseverini, i Della Rovere.
Secondo il Porcacchi l'ottimo storico osserva tre idee: Bellezza, Misura, Verità Bellezza, Giustizia, Misura Bellezza, Misura, Fluidità Bellezza, Giustizia, Verità.
Quale studioso anglosassone ha lavorato sulla poesia della Commedia di Dante e in quali anni? Charles Singleton alla fine degli anni Cinquanta Charles Singleton alla fine degli anni Settanta Tommaso Porcacchi ala fine del Cinquecento Ludovico Dolce alla fine del Cinquecento.
La paternità dantesca dell'epistola latina a Can Grande Della Scala non è accettata da molti studiosi, tra cui Singleton è accettata da pochi studiosi è accettata da molti studiosi, tra cui Singleton è accettata da molti studiosi, ma non da Singleton.
La frase:"Quale la relazione di una cosa con ciò che esiste, tale la sua relazione con la verità". è di Albero Magno, rivisitazione di concetti aristotelici è sconosciuta alla concezione medievale è di Albero Magno, concetto precedentemente sconosciuto non è fatta propria da Dante.
"Fides quaerens visionem": a chi dobbiamo questa affermazione? A Ludovico Dolce commentatore di Dante A Dante A Tommaso Porcacchi A Charles Singleton studioso di Dante.
Qual è il compito di Dante poeta secondo Singleton? Mostrare le cose in uno spazio illusorio Mostrare le cose come desidereremmo che fossero Vedere cose che non esistono Mostrare la verità.
Quali dei libri dell'Antico Testamento è fonte preziosa, per Dante, sul tema del viaggio? Esodo Levitico Apocalisse Rachele.
Quale paragone usa Dante all'inizio del cammino verso la porta dell'Inferno? Quello con un uomo che cammina insieme ad altri uomini Quello con un uomo che si mette in salvo sulla riva e guarda all'indietro verso il mare in cui rischiava di affogare Nessun paragone Quello con un uomo che cammina in una selva oscura.
Nella lettera a Can Grande Dante descrive il significato profondo, al di là di quello letterale di un testo come di tipo allegorico, storico oppure analettico di tipo allegorico, morale oppure anagogico di tipo religioso oppure anagogico di tipo allegorico, allitterativo oppure anagogico.
Nel poema dantesco: si possono riconoscere una dimensione soggettiva e una dimensione oggettiva si può riconoscere la dimensione delle "cose vedute" si può riconoscere una dimensione soggettiva si può riconoscere una dimensione oggettiva.
Allegoria e simbolismo nel poema dantesco: corrispondono alla dimensione di Dante "viator" corrispondono alla dimensione delle cose vedute corrispondono rispettivamente alla dimensione soggettiva e oggettiva corrispondono alla dimensione soggettiva.
L'Arcadia di Sannazzaro è divisa in dieci novelle dodici novelle dieci egloghe dodici egloghe.
L'Arcadia di Sannazzaro è un: poema epico libro di novelle romanzo pastorale romanzo epistolare.
Machiavelli nel Principe descrive, tra l'altro, l'amore e i rituali di corteggiamento le corti e i loro costumi teatrali la poetica di Dante le tipologie di governo e i modi per mantenere il potere.
La Mandragola è una tragedia di Machiavelli una commedia di Machiavelli una commedia di Poliziano una tragedia di Poliziano.
Il Dialogo del reggimento di Firenze di Francesco Guicciardini: è ambientato alla corte di Carlo V a Madrid ha come protagonisti esponenti del partito dei Ciompi ha come protagonista l'autore e Lorenzo de' Medici è ambientato nel 1494.
Il Dialogo del reggimento di Firenze di Francesco Guicciardini: è ambientato nel 1512 è ambientato tra il 1521 e il 1526 fu completato nel 1494 è stato scritto tra il 1521 e il 1526.
Nella concezione cristiana medievale Nessun oggetto nel campo visivo del pellegrino può non avere valore finale Ogni oggetto nel campo visivo del pellegrino può avere in sé valore finale Ogni oggetto nel campo visivo del pellegrino può avere in sé valore cardinale Nessun oggetto nel campo visivo del pellegrino può avere in sé valore finale.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: Nella concezione medievale le cose transeunti alludono a fatti eterni ed è Dio stesso a porre questi significati nelle cose stesse Nella concezione medievale le cose eterne alludono a fatti contingenti ed è Dio stesso a porre questi significati nelle cose stesse Nella concezione medievale le cose transeunti alludono a fatti eterni ma non è Dio stesso a porre questi significati nelle cose stesse Nella concezione medievale le cose transeunti non alludono a fatti eterni ed è Dio stesso a comprendere questi significati nelle cose stesse.
Quale posto occupa l'arte nella concezione cristiana medievale, come si evince dall'episodio di Catone che scaccia le anime intente ad ascoltare il musico Casella? Usare e non godere secondo la formulazione di Sant'Agostino "Uti" e non "frui" secondo la formulazione di San Tommaso d'Aquino "Uti" e non frui secondo la formulazione di San Gerolamo Usare e non godere secondo la formulazione di Dante.
Il viaggio che Dante compie in un tempo determinato è utilizzabile in altri tempi da chi legge le Sacre Scritture chi lo decide: Singleton parla di Whenever chiunque: Singleton parla di Whicheverman, 'Qualsiasi uomo da chi ha fede.
Nella Commedia il poeta non ha inventato la dottrina: la segue L'affermazione è falsa L'affermazione è vera solo se si parla dell'Inferno L'affermazione è vera L'affermazione è falsa solo se si parla dell'Inferno.
A quali personaggi corrispondon le "tre luci" dell'itinerario dantesco? Virgilio, Beatrice, San Bernardo Cerbero, Beatrice, San Bernardo Catone, Beatrice, Sant'Agostino Virgilio, Beatrice, Sant'Agostino.
La fine del pellegrinaggio di Dante comporta passare dalla condizione di pellegrino a quella di homo viator passare dalla condizione di homo viator a quella di homo comprehensor passare dalla condizione di homo comprehensor a quella di homo viator passare dalla condizione di viator a quella di pellegrino.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: nella concezione dantesca mediante una specifica specie di luce e di visione gli angeli conoscono Dio in un modo a loro naturale nella concezione dantesca mediante una specifica specie di luce e di visione gli angeli non conoscono Dio in un modo a loro naturale nella concezione dantesca mediante una specifica specie di luce e di visione gli animali conoscono Dio in un modo a loro naturale nella concezione dantesca mediante la luce della ragione gli angeli conoscono Dio in un modo a loro naturale.
I versi: Ma perché tanto sovra mia veduta/vostra parola disïata vola,/che più la perde quanto più s'aiuta? si collocano all'inizio del Paradiso all'inizio del Purgatorio alla fine dell'Inferno alla fine del Purgatorio.
Con quale personaggio si identifica il lume della grazia definito "della rivelazione" da San Tommaso? Virgilio Beatrice Francesca da Rimini San Bernardo .
Il verbo trasumanar coniato da Brunetto Latini, è caro a Dante è un parasintetico che Dante prende dalla tradizione cortese non è parasintetico è un parasintetico coniato da Dante.
Quale personaggio parla della grazie come "lume che accende l'amore" nel Purgatorio? Sant'Agostino San Tommaso d'Aquino San Gerolamo San Bernardo.
Il termine «conversione», per la teologia dell'epoca di Dante, ha valore di volgersi della volontà verso Dio, liminare al concetto di itinerarium ad Deum volgersi della volontà verso Dio, opposto al concetto di itinerarium ad Deum volgersi della temperanza verso Dio, liminare al concetto di itinerarium ad Deum volgersi della volontà contro Dio, liminare al concetto di itinerarium ad Deum.
Nella visione medievale ai filosofi è concessa la luce naturale della giustizia la luce naturale della ragione la luce naturale della volontà la luce soprannaturale della ragione.
Qual è il processo che si innesca dall'azione di Beatrice allegoria della grazia? Organizzar Transumanar Nessun processo Transumanar e organizzar.
A che cosa corrispondono fede e carità, virtù di Beatrice allegoria della grazia? Indistintamente alla visione e alla volontà Rispettivamente alla visione e alla volontà Indistintamente alla via e alla volontà Rispettivamente alla via e alla volontà.
Quali sono le due maggiori virtù che accompagnano Beatrice allegoria della grazia? Carità e temperanza Fede e temperanza Speranza e carità Fede e carità.
Quali sono le materie che ricevono la forma della grazia nella Commedia? La volontà e la fede La natura umana e la volontà La carità e la natura umana La natura divina e la natura umana.
Quale concetto presuppone la teoria della grazia come forma della volontà? Il concetto aristotelico di materia che riceve una forma Il concetto pelagiano che la forma riceve la materia Il concetto dantesco che la materia riceve la forma Il concetto pelagiano di generatio.
Quale guida nella Commedia svolge la funzione di "preparatio" alla grazia? San Bernardo Beatrice Cacciaguida Virgilio.
Quale ostacolo impedisce il passaggio dalla materia alla grazia? La fede La superbia L'orgoglio L'inedia.
Quale metafora accompagna il passaggio di Dante da Virgilio a Beatrice? La superbia della farfalla Nessuna metafora La larva che per superbia diventa farfalla La larva che si trasforma in farfalla.
Le espressioni "nebbia" o "velo" sono utilizzate da Dante per rappresentare impedimenti che gli atti peccaminosi depositano nella giustizia impedimenti che gli atti dolorosi depositano nell'anima o nella volontà impedimenti che le virù cardinali depositano nell'anima o nella volontà impedimenti che gli atti peccaminosi depositano nell'anima o nella volontà.
Nella Vita Nuova e nella Commedia, rispettivamente la morte e l'avvento di Beatrice a quelle di chi vengono ricondotte per analogia? A quelle di San Bernardo A quelle della Beata Vergine A quelle della Fede A quelle di Cristo.
Nell'apparire a Dante Beatrice è accompagnata da sette ancelle, che rappresentano le sette virtù: quattro teologali e tre cardinali le sette virtù teologali e sette virtù: quattro cardinali e tre teologali le sette virtù cardinali.
A quale autore medievale risale l'analogia tra Cristo e la Beata Vergine? A Dante nella Vita Nuova A Bernardo di Chiaravalle nella Vita Nuova A Bernardo di Chiaravalle nei Sermoni de tempore A Dante dei Sermoni de tempore.
Quale autore medievale e quale teoria sono alla base della concezione del tempo nella Commedia? Sant'Agostino e la teoria della Relatività San Tommaso e la teoria della Relatività Sant'Agostino e la teoria del presente nel passato, nel presente e nel futuro San Tommaso e la teoria dell'Eternità.
Secondo lo schema aristotelico della generatio, una «materia» è preparata a ricevere una forma una carità una giustizia una grazia.
Roma, nella concezione medievale di Dante, prepara l'arrivo di Cristo in quanto non porta il mondo alla giustizia in quanto porta il mondo alla giustizia in quanto porta il mondo all'ingiustizia in quanto porta il mondo alla grazia.
In quale propria opera e a quale autore si rifà Dante nel considerare l'Impero di Augusto come migliore disposizione temporale all'avvento di Cristo? Nel De Monarchia, citando il De civitate Dei di Sant'Agostino Nelle Bucoliche, citando il De Civitate Dei di Sant'Agostino Nelle Bucoliche, ai Saturnia Regna di Virgilio Nel De Monarchia, citando i Saturnia regna di Virgilio.
Accanto al senso letterale delle parole di Dante dobbiamo cercare un senso estetico, secondo una concezione prerinascimentale un senso morale, secondo la visione rinascimentale una allitterazione, secondo una concezione medievale un senso morale, secondo una concezione medievale.
In quale opera Virgilio parla dell'arrivo di un "puer" interpretato successivamente come l'avvento di Cristo? Nelle Georgiche, libro IV Nell'Eneide, libro IV Nelle Bucoliche, Egloga IV Nell' Eneide,sia nel IV libro, sia nel III.
Quale epoca aveva mostrato la migliore disposizione all'avvento di Cristo nella Storia? L'impero Bizantini L'età di Carlo Magno L'età repubblicana L'eà di Augusto.
In quale luogo del paesaggio ultraterreno della Commedia Dante incontra Beatrice? Sul monte dell'Eden alla fine del Purgatorio (canto XXX) Sulla montagna Sacra all'inizio del Paradiso (canto I) Sul monte dell'Eden all'inizio del Paradiso (canto I) Sul monte dell'Eden all'inizio del Purgatorio (canto I).
A quale opera di Aristotele attingevano i medievali ragionando sulla felicità? all'Ethica Nichomachea, nella versione di Socrate all'Ethica Nichomachea all'Ethica Nichomachea, del IV sec. a.C all'Ethica Nichomachea, del IV sec. d.C.
In quale propria opera e a quale autore Dante si rifà nella concezione della felicità? Nel quarto libro del Convivio, al primo libro dell'Etica Nicomachea di Aristotele Nel quarto libro del Convivio, al quarto libro del De Civitate Dei di Sant'Agostino Nel quarto libro del Convivio, al primo libro del De Civitate Dei di Sant'Agostino Nel primo libro del Convivio, al quarto libro dell'Etica Nicomachea di Aristotele.
Come nella storia Roma è il presupposto e la preparazione dell'avvento di Cristo, nella concezione dantesca nell'anima la grazia prepara l'avvento della giustizia nell'anima Cristo prepara la grazia e la giustizia nell'anima la grazia e la giustizia preparano l'avvento di Cristo nell'anima la giustizia prepara l'avvento della grazia.
Come si definisce la cupidigia nel Paradiso? Tempesta nella volontà disordinata Volontà della tempesta Disordine della tempesta Naufragio nel desiderio.
A quale autore medievale si rifà Dante nell'interpretazione figurale di Lia e Rachele rispettivamente come Vita attiva e Vita contemplativa? San Tommaso d'Aquino Sant'Agostino San Bernardo di Chiaravalle Brunetto Latini.
Nella visione medievale Adamo pecca per desiderio di contemplazione per cupidigia, mentre era stato creato per la contemplazione per cupidigia, rinunciando così alla dimensione del lavoro nonostante Dio non lo avesse lasciato libero di peccare.
Nello schema delle tre luci, la guida di Beatrice rappresenta un passaggio per la volontà umana a un orientamento che eccede la natura umana analogo al passaggio da Rachele a Lia a una dimensione simboleggiata dal ruolo di Virgilio a un orientamento in cui la carità viene dalla grazia.
Quale parallelismo è possibile condurre tra le guide della Commedia e l'interpretazione biblica figurale di Lia e Rachele? Virgilio e Rachele, vita contemplativa; Beatrice e Lia, vita attiva Virgilio e Lia, Vita attiva; Beatrice e Rachele, Vita contemplativa San Bernardo e Rachele, vita contemplativa; Virgilio e Lia, vita attiva San Bernardo e Rachele, vita contemplativa; Beatrice e Lia, vita attiva.
Le virtù che accompagnano Beatrice possono essere ricondotte: Alla vita attiva Alla vita attiva e contempativa insieme Alla vita contempativa Alla fede.
L'idea che la mente o l'anima salissero alla regione soprastante il cerchio della luna arriva a Dante attraverso l'epicureismo di Posidonius d'Apamée può essere fatta risalire a dottrine pitagoriche dei primi secoli d.C. arriva a Dante attraverso dottrine pitagoriche può essere fatta risalire a Posidonius, neopitagorico del III sec. a.C.
Di che colore sono le vesti delle Virtù che accompagnano Beatrice e che cosa rappresenta? Bianco, la carità Rosso, la carità Rosso, l'amore Bianco, la fede.
A quale interpretazione medievale del Paradiso Terrestre si rifà Dante nella Commedia? A quella letterale di Sant'Agostino, San Tommaso, Sant'Ambrogio A quella allegorica dei Padri della Chiesa A quella letterale di Origene e Filone A quella allegorica di Origene e Filone.
Come si caratterizza il paesaggio dell'Eden e di che cosa sono segno questi elementi? Assenza di perturbazioni atmosferiche, dolce aura mattutina; segni del contrasto Assenza di perturbazioni atmosferiche, aura dolce mattutina; segni dell'immortalità Perturbazioni atmosferiche, vento freddo della sera; segni dell'immortalità Perturbazioni atmosferiche, vento freddo della sera; segni del contrasto.
L'Eden e Gerusalemme sono, rispettivamente il centro di uno stesso emisfero il centro dell'emisfero meridionale e settentrinale il centro l'uno e la terminazione l'altra dell'emisfero meridionale il centro dell'emisfero settentrionale e meridionale.
Le quattro stelle di Inferno I, 22-27 corrispondono allegoricamente alle quattro virtù cardinali corrispondono allegoricamente ai peccati capitali corrispondono alle virtù teologali per antonomasia corrispondono alle virtù e ai vizi.
Prima della Commedia era stato definito "sacrato poema" il poema di Virgilio, da Macrobio il poema di Omero, da Lucrezio il poema di Virgilio, da Lucrezio il poema di Omero, da Macrobio.
Per Dante l'umiltà (anche stilistica) nel mondo cristiano è un valore irrilevante è un valore supremo non è un valore supremo è un valore supremo, ma solo come imitazione del sistema di valori del mondo greco.
In quale proprio scritto e a quale autore Dante si appella a proposito dell'innalzamento dello stile da comico a tragico nella Commedia? Nella Vita Nuova; a Orazio Nell'Epistola a Cangrande della Scala; a Orazio Nella Vita Nuova; a Cristo Nell'Epistola a Cangrande della Scala; a Cristo.
L'esistenza e i discorsi di quale personaggio giustificano per Dante l'utilizzo dello stile tragico applicato alla materia umile? Di Cristo Di Cangrande della Scala Di Orazio Di Beatrice.
Cavalcante de' Cavalcanti è il padre di un amico di gioventù di Dante: il filosofo Carlo Cavalcanti il poeta Guido Cavalcanti il filosofo tomista Guido Cavalcanti il poeta Guido Guinizzellii.
In Inferno X Dante informa Cavalcante che la cacciata dei guelfi non ha portato in realtà vantaggio ai ghibellini ha portato in realtà vantaggio sia ai guelfi, sia ai ghibellini ha portato in realtà vantaggio solo ai guelfi ha portato in realtà vantaggio solo ai guelfi.
Entrati nel sesto cerchio dell'Inferno, quali personaggi si rivolgono a Dante? Farinata degli Uberti e Cacciaguida Cavalcante Cavalcanti e Cacciaguida Guido Cavalcanti e Farinata degli Uberti Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti.
In quanti atti si può dividere la scena del Sesto girone infernale nel canto X e quale espediente virnr utizzato nei passaggi? In tre atti, corrispondenti ai tre discorsi della scena In tre atti, corrispondenti ai tre personaggi della scena In quattro atti, scanditi dalle interruzioni dei discorsi In quattro atti, scanditi dalle interruzioni di Virgilio.
Erich Auerbach è un filologo francese che si occupò di Dante nel XX secolo è un filologo francese che si occupò di Dante nel XXI secolo è un filologo tedesco che si occupò di Dante nel XX secolo è un filologo tedesco che si occipò di Dante nel XXI secolo.
Il discorso di Virgilio di Inferno X, 31-33 contiene solo proposizioni principali contiene solo proposizioni subordinate contiene principali e subordinate solo causali contiene solo verbi all'imperativo.
L'espressione «et ecce» si incontra molte volte, ma mai nella Bibbia nella Vulgata, episodio di Abramo e Isacco nella Vulgata, episodio di Cavalcante moltissime volte, nella letteratura cortese.
Il termine "magnanimo" usato in Inferno X è arrivato a Dante dalla terminologia aristotelica e tomistica, forse attraverso Brunetto Latini da una etimologia greca da Brunetto Latini che la prese dai greci dalla terminologia tomistica, ma non certo attraverso Brunetto Latini.
A quale modello stilistico e linguistico è possibile ricondurre il netto e drammatico passaggio dato dall'"allor surse" del v. 52? All'uso convenzionale nella letteratura volgare precedente tranne la Memorie delle Crociate di Villehardouin Ad un uso convenzionale nella letteratura latina di stile elevato All'uso convenzionale nella letteratura volgare precedente tranne la Chanson de Roland Allo stile sublime della Vulgata con la resa Et ecce.
Dante stesso parla in molti luoghi di quanto si senta debitore agli antichi per lo stile illustre della lingua volgare: lo esplicita sia nella Commedia, sia nel De vulgari eloquentia per lo stile illustre della lingua volgare, lo esplicita solo nel De vulgari eloquentia per lo stile illustre della lingua volgare, ma non lo esplicita nella Commedia o nel De vulgari eloquentia per lo stile basso della lingua volgare, lo esplicita sia nella Commedia, sia nel De vulgari eloquentia.
A quale registro linguistico è possibile ricondurre il "da" nella locuzione "da me stesso" (v. 61)? Allo stile tragico All stile sublime A nessun registro Al parlato.
Lo stile complessivo nel canto X è: sublime come quello di Orazio sublime secondo il modello degli antichi sulime come quello di Guido Cavalcanti medio e riconducibile al parlato.
I temi «salus, venus, virtus» e cioè fatti d'arme, amore e virtù sono riferiti alla sola prosa da Dante nel De vulgari eloquentia sono quelli enumerati da Dante nel De Monarchia sono definiti insufficienti da Dante nel De vulgari eloquentia sono quelli enumerati da Dante nel De vulgari eloquentia.
Come si articola e a chi si deve una definizione completa dello stile della Commedia? Nella compresenza di stile tragico e comico secondo Isidoro di Siviglia Nella compresenza di stile tragico, satirico e comico secondo Boccaccio Nella compresenza di stile tragico e comico secondo lo stesso Dante nella lettera a Cangrande della Scala Nella compresenza di stile tragico, satirico e comico secondo Benvenuto da Imola.
L'etica aristotelico-tomista prevedeva, tra l'altro che i peccatori venissero collocati all'Inferno conformemente alla gravità delle azioni commesse che i peccatori venissero prima collocati all'inferno e poi nel purgatorio che i beati andassero prima all'inferno, poi nel purgatorio, assegnati infine al paradiso che i beati non arrivassero al paradiso secondo le azioni commesse.
Il viaggio di Dante costituisce per le anime dei morti l'unica possibilità di parlare con un vivo l'unica possibilità di redenzione l'unica possibilità di conoscere il futuro l'unica possibilità di ricordare il passato.
Nella Commedia lo stile illustre: è determinato dall'unità degli ordini morale e storico politico è determinato dall'unità degli ordini morale, fisico e storico politico è determinato dall'ordine storico-politico è determinato dall'ordine morale.
In che modo Farinata e Cavalcante rappresentano il realismo dantesco? Agiscono come defunti nell'immutabilità Agiscono come viventi nel cambiamento Agiscono come viventi pur nella loro condizione di defunti Agiscono come puri spiriti.
Farinata e Cavalcante hanno chiara visione di presente e futuro, ma non del passato hanno chiara visione di passato e presente, ma non del futuro hanno chiara visione di passato, presente e futuro hanno chiara visione di passato e futuro, ma non del presente.
Quale delle seguenti affermazioni è vera: La creazione è per Dante una continua moltiplicazione e irradiazione del moto amoroso divino La creazione non è per Dante una continua moltiplicazione e irradiazione del moto amoroso divino La creazione è per Dante una continua moltiplicazione e irradiazione del moto divino contro l'uomo La concinnitas è per Dante una continua moltiplicazione e irradiazione del moto amoroso divino.
Il carattere terreno delle anime nella Commedia: non esiste. Le anime hanno solo un carattere ultraterreno non subisce influenze dal giudizio divino è attenuato e implicito nella collocazione eterna ricevuta dal giudizio divino è estrinsecato e accentuato nella collocazione eterna ricevuta dal giudizio divino.
La concezione dantesca della storia: coincide con un moto progressivo verso la fine del mondo è identica a quella generalmente diffusa nel mondo moderno coincide con l'evoluzione terrena presuppone un'interazione simultanea in verticale e in orizzontale col divino.
Un esempio di come secondo Dante l'avvento del Regno di Dio è stato preannunicato è la monarchia universale di Roma l'uccisione di Cesare la caduta di Gerusalemme la salita al soglio pontificio di un Medici.
Il realismo dantesco oltre l'interpretazione figurale consente: che l'aldilà sia senza mutamento e senza tempo e nondimeno pieno di storia che la storia sia senza tempo e senza mutamento che l'aldilà e la storia siano senza tempo e senza mutamento che l'aldilà sia senza tempo e senza mutamento.
La presenza di quale personaggio e dove è giustificata dall'interpretazione figurale? Del cristiano Catone alla porta del Purgatorio Del pagano Catone alla porta del Purgatorio Del cristiano Cerbero alla porta dell'Inferno Del mostro mitologico Cerbero alla porta dell'Inferno.
Secondo l'interpretazione figurale: l'uomo è figura nell'aldilà e compimento sulla terra dell'ordime divino l'uomo è figura sulla terra e compimento nell'aldilà dell'ordine divino l'ordime divino si manifesta solo nell'aldilà l'ordine divino si manifesta solo sulla terra.
Come risultato del realismo dantesco rispetto all'interpretazione figurale: il compimento serve a dare maggior rilievo alla figura il compimento e la figura non comunicano la figura serve a dare maggior rilievo alla figura la figura presuppone il compimento.
Il realismo dantesco: coincide con l'interpretazione allegorica spinge oltre il realismo figurale fino a rendere indipendente dalla cornice il mondo di personaggi e passioni terrene nell'aldilà si inserisce pienamente nel realismo figurale non ha nulla a che fare col realismo figurale.
Quali personaggi sono il risultato del realismo dantesco che presuppone il realismo figurale cristiano? Tutti i personaggi compresi i pagani nel Limbo Il pagano Catone e Francesca da Rimini I cristiani Brunetto Latini e Pier della Vigna I cristiani Farinata e Cavalcante.
La citazione biblica dei primi tre versi del canto è tratta da: Cantico dei Cantici Non vi è alcuna citazione biblica Genesi Isaia.
Il codice metrico dei primi tre versi del canto è: aristocratico riconducibile alle canzoni riconducibile ai sonetti riconducibile al sirventese.
Nei primi tre versi del canto la fonetica è: estrema e armoniosa uniforme armoniosa estrema e disordinata.
Il fonosimbolismo del verso 4 del canto: è tipico del russo corrisponde alla situazione psicologica in cui si trova l'uomo in disgrazia di Dio corrisponde al cambiamento di soggetto da plurale a singolare non ha alcun legame con il significato.
La forma passiva del verso 5 (era smarrita) del canto: riproduce linguisticamente e grammaticalmente un tabù ha per oggetto la salvezza è svincolata dal significato ha per soggetto Dante.
Il contatto del predicativo (cosa dura) con il soggetto (esta selva selvaggia e aspra e forte) nel verso 4 del canto: non è normale in russo è un prestito dal russo è normale nelle lingue romanze non è affatto normale in una lingua romanza.
Il tabù sotteso alla forma passiva del verso 5 (era smarrita) del canto esprime uno stato di distruzione della salvezza la paura degli orsi uno stato di grazia il disordine fonosimbolico.
Sull'asse jakobsoniano della combinazione troviamo nel canto, in progressione orizzontale: rime al mezzo espressiome linguistica di un tabù alliterazioni e ripetizioni fonosimbolismo del disordine.
Quale parola è ripetuta ben cinque volte in poco più di cinquanta versi iniziali del canto? Paura Tabù Smarrita Via.
La temibilità che accomuna le fiere presenti del canto è resa, sul piano jacobsoniano della combinazione: non compaiono fiere nel canto dal fonosimbolismo dei disordine dall'allitterazione delle iniziali dalla leggerezza della lonza.
Sono definibili casi di inversione compositiva: l'uso transitivo di cibare e maritarsi l'uso transitivo di cibare e ammogliarsi in luogo di maritarsi l'uso intransitivo di cibare e maritarsi l'uso intransitivo di cibare e ammogliarsi invece di maritarsi.
In Inferno I, 14 si parla di "quella valle" in riferimento alla valle del verso 1 nonostante non ne sia ancora stata nomitata alcuna dato che era appena stata nominata nonostante non ci sia alcuna valle.
Sull'asse della combinazione, quali eventi linguistici sono definibili una violenza sulla lingua operata da Dante? L'impressionante ricorrere di termini concreti in luogo di astratti Lo sporadico ricorrere di termini astratti in luogo di concreti Non si riconosce alcuna violenza sulla lingua da parte di Dante L'impressionante ricorrere di termini astratti in luogo di concreti.
In Inferno I, 7 possiamo trovare allusioni ai testi biblici: ad alcuni libri profetici ma nessun libro neotestamentario a Geremia e solo ad altri libri profetici Ezechiele, Osea, altri profeti ma non libri sapienziali Siracide, Geremia, Apocalisse.
La visione nella Commedia, rispetto a quella del Roman de la Rose, si connota: non vi è differenza tra le due visioni come un evento profetico sulla scorta della citazione biblica come un evento biblico come il semplice racconto di un sogno.
Sulla scorta della tradizione manoscritta della Commedia, in quale altra opera romanza è possibile riconoscere la miniatura iniziale, raffigurante il racconto di un sogno? Nella Chanson de Roland Nel Roman de Tristan Nel Roman de la Rose di Guillaume de Lorris Nel Roman de Troyes.
Un importante studio di A. Momigliano riguarda il rapporto tra Guicciardini e Machiavelli Il concetto pelagiano di generatio il paesaggio dell'Inferno di Dante il rapporto tra Guicciardini e Dante.
Il volgere dell'ora nel Purgatorio, rispetto all'eternità dell'Inferno, si caratterizza: Anche il Purgatorio si caratterizza per l'immobilità del tempo c come un evento fisico ome morale più che materiale come materiale.
Quali delle seguenti affermazioni è falsa: Il sistema tolemaico era già superato ai tempi di Dante Il sistema tolemaico è geocentrico Il sistema tolemaico è il sistema astronomico che Dante conosce Il sistema tolemaico è precedente quello copernicano.
Nel Paradiso di Dante l'aumento di luce corrisponde alla lontananza dall'inferno, ma non da purgatorio alla difficoltà di Dante di capire i personaggi alla lontanza dal purgatorio, ma non dall'inferno al percorso della Grazia come descritto dalla filosofia tomista.
La solenne parabola del sole nel paesaggio del Purgatorio, rispetto all'Inferno, esprime un austero insegnamento: non vi è scorrere del tempo nel Purgatorio la perfezione nell'eternità la filosofia l'iesorabilità dello scorrere del tempo.
Nello stesso verso: è possibile riscontrare al massimo due figure metriche che modificano il computo delle sillabe grammaticali è possibile riscontrare più figure metriche che modificano il computo delle sillabe grammaticali è possibile riscontrare al massimo una figura metrica che modifica il computo delle sillabe grammaticali sillabe grammaticali e sillabe metriche coincidono.
Sono figure metriche che interessano il computo delle sillabe all'interno di parola: sinalefe e dialefe sinesi e dialefe dieresi e sinalefe sineresi e dieresi.
Sono figure metriche che interessano il legame tra parole contigue: sinalefe e dialefe sinesi e dialefe dieresi e sinalefe sineresi e dieresi.
Il computo metrico dell'endecasillabo: non è modificato da figure metriche corrisponde al computo grammaticale delle sillabe tiene conto delle figure metriche nel computo delle sillabe corrisponde al computo grammaticale delle parole.
L'endecasillabo canonico prevede: un accento principale obbligato in decima posizione un accento principale in quarta o sesta posizione un accento principale obbligato in quarta posizione un accento principale obbligato in sesta posizione.
L'endecasillabo è: un verso di undici sillabe con accento principale obbligato in decima posizione un verso di undici sillabe con accento principale non obbligato in decima posizione un verso di dieci sillabe con accento principale obbligato in quarta posizione un verso di dieci sillabe con accento principale non obbligato.
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