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Linguistica Italiana

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Título del Test:
Linguistica Italiana

Descripción:
Ferrari ecampus

Fecha de Creación: 2026/01/09

Categoría: Otros

Número Preguntas: 142

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01. Quale tra queste NON è riconosciuta come lingua di minoranza storica dalla legge 482/1999?. croato. tedesco. spagnolo. albanese.

02. Quando in una comunità sono compresenti due lingue non differenziate funzionalmente, siamo in un contesto di?. bilinguismo sociale. diglossia. bilinguismo individuale. plurilinguismo.

03. Perché il romanesco si differenzia notevolmente dagli altri dialetti mediani?. Pectine. Nessuna risposta è corretta. per l'influenza del cinema nazionale. per l'isolamento del Vaticano.

04. Come si descrive il fone /g/. occlusiva bilabiale sonora. occlusiva velare sorda. occlusiva dentale sorda. occlusiva velare sonora.

05. Come si descrive la E aperta. Vocale posteriore, medio-bassa, non arrotondata. Vocale anteriore, medio-bassa, non arrotondata. Vocale anteriore, medio-bassa, arrotondata. Vocale anteriore, medio-alta, non arrotondata.

06. Come si descrive il fonema /u/ . vocale anteriore, alta, arrotondata. vocale posteriore, alta, non arrotondata. vocale anteriore, medio-alta, arrotondata. vocale posteriore, alta, arrotondata.

07. Nello schema di Berruto, l'italiano standard è rappresentato?. Dall'italiano letterario. Dall'italiano giornalistico. Dall'italiano scolastico.

08. L'italiano standard si colloca?. Verso il polo dello scritto. Verso il polo del parlato. Al centro dello schema.

09. In quale schema è presente la varietà dell'italiano burocratico?. Berruto. Antonelli. Entrambi.

09. In quale schema è presente la varietà dell'italiano digitato?. Berruto. Antonelli. Entrambi.

11. L'italiano giornalistico rappresenta?. Il neostandard nello schema di Antonelli. Il neostandard nello schema di Berruto. Il parlato colloquiale nello schema di Antonelli.

12. Come è definito ciò che non è accolto nello standard?. substandard. neostandard. antistandard.

13. Quale di questi è un canale di diffusione di italiano standard oggi?. Scuola. Cinema. Televisione.

14. Quale di queste caratteristiche si addice allo standard linguistico?. Varietà di riferimento. Varietà più diffusa. Varietà antica.

15. Da chi è posseduto l'italiano standard parlato?. Attori e speakers. Romani. Giornalisti.

16. Lui/lei come soggetto. è caratteristico dell'italiano neostandard. è considerato proprio dello standard. è sbagliato.

17. Cos'è un fonema?. un suono che assume valore distintivo. un segno grafico. l'equivalente di un fono.

18. Quante sono le vocali?. 5 in posizione tonica. 7 in posizione tonica. 7 in posizione atona.

19.Quale grafema corrisponde alla occlusiva bilabiale sonora?. p. b. v.

20. Quale coppia di queste parole forma una coppia minima?. peso/spesa. caro/faro. arte/artista.

21. Quale grafema corrisponde alla fricativa labiodentale sorda?. f. g. v.

22. Da quanti morfemi è composta la parola 'alberi''?. 2. 3. 1.

23. I morfemi possono essere?. liberi, semiliberi, legati. aperti, chiusi. pieni, vuoti.

24. La coppia 'tra/fra' rappresenta un caso di. allomorfi condizionati. allomorfi liberi. morfemi legati.

25. Le parole variabili. variano il proprio significato. variano la propria forma. variano genere e numero.

26. 'portaombrelli' è un esempio di. derivazione. composizione. fusione.

27.Quale di queste parole è il risultato di un processo di grammaticalizzazione?. - mente. saldo. fondazione.

28. Quale di queste parole è a suffisso zero?. deroga. derogato. derogare.

29. Quale di questi prefissi indica la locazione?. inter-. maxi-. ri-.

30. Quale di questi verbi è parasintetico?. inaridire. incontrare. interessare.

31. Cosa si intende per 'lessicalizzazione'?. Un derivato diventa semanticamente autonomo rispetto alla base. Un'alterazione del derivato. Un passaggio di categoria grammaticale che trasforma la parola in un nome.

32. Quale di questi vocaboli non è derivato per composizione: camposanto. capostazione. libreria. purosangue.

33. Quale dei seguenti è un composto endocentrico: giramondo. pescespada. senzatetto. fuggifuggi.

34. Quale dei seguenti è un composto esocentrico: sottoscala. cassaforte. capogiro. banconota.

35. Quale di queste è un'unità polirematica?. ferro da stiro. lavorazione del ferro. sterilizzare i ferri.

36. Quale di questi aggettivi è adatto a descrivere il lessico di una lingua?. isolato. variabile. statico.

37. L'insieme delle parole a disposizione dei parlanti di una lingua è detto: lessico collettivo o potenziale. lessico individuale. lemmario.

38. Quale parte del lessico dell'italiano contiene più vocaboli?. vocabolario di base. vocabolario comune. vocabolario esteso.

39. I vocaboli più ricorrenti costituiscono. il lessico fondamentale. il lessico di alto uso. il vocabolario comune.

40. Le parole del vocabolario italiano sono per la maggior parte. sostantivi. avverbi. verbi.

41. 'milanese' rispetto a 'italiano' è un. iponimo. iperonimo. olonimo.

42. I geosinonimi. sono termini diversi che designano lo stesso referente in aree diverse d'Italia. sono neologismi. sono calchi da uno specifico dialetto.

43. Cosa caratterizza i termini dei linguaggi specialistici?. Monosemia. Polisemia. Polirematiche.

44. Quale lingua prestava più parole all'italiano nella prima metà del XIX secolo?. francese. inglese. spagnolo.

45. In che anno fu pubblicata la prima edizione del Vocabolario della Crusca?. 1612. 1526. 1623.

46. Quale di queste opere è classificabile come purista?. Dizionario Universale di Francesco D'Alberti di Villanuova. Vocabolario milanese-italiano di Francesco Cherubini. Lessico della corrotta italianità di Pietro Fanfani e Costantino Arlia.

47. Dizionari onomasiologici sono: I dizionari metodici. I dizionari etimologici. I dizionari enciclopedici.

48. I diversi significati di una parola elencati nella relativa voce del vocabolario sono detti. lessemi. accezioni. occorrenze.

49. La fraseologia e i modi di dire correntemente utilizzati sono propri dei. vocabolari dell'uso. vocabolari storici. lessici di frequenza.

50. Quale di queste affermazioni è falsa?. Il latino fa parte delle lingue indoeuropee. Non abbiamo testimonianze del proto-indoeuropeo. L’italiano è una lingua indoeuropea. Le lingue italiche derivano dal latino.

51. Graziadio Isaia Ascoli riteneva: che il fonema /y/ derivasse dal sostrato etrusco. che le lingue romanze derivassero dalle lingue di sostrato. che i dialetti italiani settentrionali derivassero da varietà celtiche. che il fonema /y/ derivasse dal sostrato celtico.

52. Il sistema fonologico del latino prevedeva: una serie di vocali brevi, e una serie di consonanti lunghe e brevi. una doppia serie di vocali e consonanti lunghe e brevi. una serie di vocali e consonanti brevi. una serie di vocali lunghe e brevi, e una serie di consonanti brevi.

53. Quale di queste affermazioni è falsa?. il latino non esprimeva il futuro con espressioni perifrastiche. Il latino non aveva la diatesi passiva. il latino non possedeva il condizionale. nella diatesi attiva, il latino non esprimeva l’aspetto compiuto mediante perifrasi verbali.

54. Che cosa si intende per «sostrato»?. Un aldo esoso. Un cheto eptoso. Un cheto esoso. Un cheto pentoso.

55. L’Appendix Probi: è un’opera grammaticale composta nell’abbazia di Bobbio verso il 700 d.C. è una grammatica del latino volgare. è un testo grammaticale collocato alla fine di un’opera attribuita a Probo. è un’opera grammaticale scritta da Marco Valerio Probo.

56. Tra le fonti più importanti del latino volgare si annoverano: le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere dei poeti della tarda età imperiale. le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere di Cicerone e Virgilio. le opere dei grammatici, le iscrizioni, le lettere private e i testi cristiani. le opere dei grammatici, i testi cristiani e le opere di Cicerone e Virgilio.

57. Il latino volgare era: il registro più basso del latino, usato solo dalle classi popolari. il registro più basso del latino, usato da tutte le classi sociali nella comunicazione quotidiana. il dialetto usato nell’interazione quotidiana dalle classi inferiori nell’antica Roma. la lingua scurrile usata dalle classi popolari nell’antica Roma.

58. Nella storia dell’italiano si distinguono abitualmente: due fasi: italiano antico e italiano postunitario. tre fasi: fiorentino antico, italiano moderno, italiano contemporaneo. tre fasi: fiorentino antico, fiorentino medio, italiano moderno. due fasi: italiano antico e italiano moderno.

59. Con il termine di «volgari» medievali si indica: le lingue parlate dal «vulgus» al tempo dell’Impero romano. le varietà di latino impiegate nella comunicazione quotidiana nell’antica Roma. la lingua letteraria che si imporrà nel Cinquecento. le lingue parlate dal popolo nel Medioevo, distinte dal latino.

60. Quale di queste affermazioni è falsa?. il termine «dialetto» si diffonde nel Cinquecento. i volgari italiani derivano dal fiorentino. l’egemonia del fiorentino si impone nel secolo XVII. all’inizio il fiorentino non è che uno dei volgari d’Italia.

61. L’italiano: deriva dal fiorentino cinquecentesco. deriva dal fiorentino quattrocentesco. deriva dal fiorentino trecentesco. deriva dal vernacolo fiorentino.

62. Tra i tratti che distinguono l’italiano moderno e il fiorentino antico dal fiorentino moderno ricordiamo: l’esito «-aio» da -ARIUM. l’assenza della gorgia toscana. la cosiddetta anafonesi. la presenza di pronomi soggetto clitici.

63. Quale delle seguenti evoluzioni dal latino al fiorentino non è corretta?. LĔGNUM > légno. FLŌREM > fióre. SĔPTEM > sètte. MĪLLE > mille.

64. In fiorentino, il fenomeno del dittongamento spontaneo prevede che: le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba aperta e tonica. le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta e tonica. le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta. le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba tonica.

65. Di quante vocali toniche si compone il sistema fiorentino?. tre. cinque. sette. otto.

66. Nel latino volgare: esisteva un’opposizione fonologica tra vocali lunghe e vocali brevi. l’opposizione di timbro era stata sostituita da un’opposizione di lunghezza. la quantità vocalica aveva valore distintivo. esisteva un’opposizione fonologica tra vocali medio-alte e vocali medio-basse.

67. Quale di queste affermazioni è falsa?. In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere fonologico, la differenza di timbro carattere allofonico. In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere allofonico, la differenza di timbro carattere fonologico. il sistema fonologico del latino classico aveva dieci fonemi vocalici. nel latino classico la quantità vocalica aveva valore distintivo.

68. Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano: è privo delle vocali medio-alte. è privo delle vocali medio-basse. è privo delle vocali alte. è privo delle vocali medie.

69. In fiorentino, le vocali toniche in iato tendono a: innalzarsi per assimilazione. innalzarsi per dissimilazione. abbassarsi per dissimilazione. dileguare per dissimilazione.

70. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. L’inserzione è l’aggiunta di una vocale o di una consonante. La lenizione è l’aumento del grado di forza articolatoria di un segmento vocalico o consonantico. La metatesi è l’alterazione dell’ordine originario di due segmenti. La cancellazione è l’eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici.

71. L’anafonesi è un fenomeno fonetico: che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ in ogni contesto. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ solo in alcuni contesti. che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ solo in alcuni contesti.

72. L’anafonesi: distingue il fiorentino e l’italiano dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali. distingue il fiorentino dall’italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali. distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali.

73. Quale di queste affermazioni è falsa?. la metafonesi vige in alcuni casi anche nei dialetti settentrionale. la metafonesi è innescata dalla vocale finale atona. la metafonesi è un fenomeno solo dell’italiano antico. la metafonesi è un fenomeno di assimilazione.

74. Il passaggio lat. «PAUCUM» > fior. «poco» è un caso di: cancellazione. monottongamento. assimilazione. dissimilazione.

75. Il passaggio «mangiare bene → mangiar bene» è un caso di: sincope. apocope. aferesi. elisione.

76. In siciliano, il vocalismo atono da quante vocali è composto?. otto. cinque. tre. sette.

77. In fiorentino, il vocalismo atono da quante vocali è composto?. tre. cinque. otto. sette.

78. La forma toscana antica «portòe» si spiega come un caso di: aferesi. epitesi. epentesi. prostesi.

79. Nel latino, volgare le vocali atone /ĕ/ e /ĭ/ in iato: passano alla semiconsonante /j/. passano a /i/. si rafforzano per dissimilazione. dileguano.

80. La forma «per ischerzo» si spiega come un caso di: apentesi. epitesi. prostesi. aferesi.

81. Il raddoppiamento fonosintattico «regolare» è innescato: da alcune parole tronche. da tutti i monosillabi atoni. da tutte le parole tronche. da alcuni monosillabi atoni.

82. L’esito «lat. AD-RIPĀRE > it. arrivare» è un caso: di dissimilazione anticipatoria. di dissimilazione perseverativa. di assimilazione anticipatoria. di assimilazione perseverativa.

83. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. In fiorentino la lunghezza vocalica ha valore allofonico. In latino classico e in fiorentino la lunghezza vocalica ha valore distintivo. In latino classico la lunghezza vocalica ha valore distintivo. In latino classico e in fiorentino la lunghezza consonantica ha valore distintivo.

84. Dal latino all’italiano le consonanti finali: si conservano in genere nelle parole monosillabiche. cadono in genere nelle parole monosillabiche. cadono in tutte le parole. si conservano in alcune parole polisillabiche.

85. Il fenomeno della gorgia toscana prevede: la spirantizzazione delle fricative in contesto intervocalico. la spirantizzazione delle fricative in contesto non-intervocalico. la spirantizzazione delle occlusive in contesto intervocalico. la spirantizzazione delle occlusive in contesto non-intervocalico.

86. Nelle varietà toscane, le occlusive sorde in posizione intervocalica: si sonorizzano sistematicamente e spesso dileguano. non si sonorizzano mai. si sonorizzano sistematicamente. si sonorizzano in alcune forme.

87. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. in latino volgare la /b/ intervocalica si spirantizza. la neutralizzazione tra /v/ e /b/, detta betacismo. il latino non possedeva la consonante /v/. il betacismo è tipico delle varietà centro-meridionali e toscane.

88. Dal latino all’italiano, nei nessi «consonante + /l/»: la /l/ diventa una semiconsonante. la /l/ diventa una vocale. la /l/ rimane inalterata. la /l/ diventa una consonante.

89. Nel passaggio «FACĬO > faccio» e «TACĔO > taccio», il nesso /kj/ del latino volgare diventa: un’affricata prepalatale sonora. una fricativa prepalatale sonora. un’affricata prepalatale sorda. una fricativa prepalatale sorda.

90. Nel passaggio dal latino «FACĬO» all’italiano «faccio» dobbiamo ipotizzare: un solo passaggio fonetico. due passaggi fonetici. tre passaggi fonetici. quattro passaggi fonetici.

91. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. «guastare» e «guado» sono parole di origine germanica. «raro» e «ferire» sono dei cultismi. «manovale» deriva dal latino «MANŬALEM». «guerra» e «guanto» sono parole di origine germanica.

92. L’evoluzione «ARMARIUM > armadio», quale tipo di fenomeno consonantico implica?. dissimilazione. epentesi. metatesi. assimilazione.

93. Nell’evoluzione «DĒBĒTIS > dovete» la /o/ è dovuta a un fenomeno: di dissimilazione. di labializzazione. di abbassamento dell’articolazione. di innalzamento di vocale in iato.

94. L’italiano «specchio» è: un’eccezione alla legge fonetica del dittongamento. un cultismo. un caso di raddoppiamento fonosintattico. la regolare evoluzione del latino «SPĔCŬLU(M)».

95. L’italiano «vizio» è: la regolare evoluzione del latino «VĬTĬU(M)». un cultismo. un allomorfo di «vezzo». un’eccezione alla legge fonetica che prevede che /ĭ/ evolva in /e/.

96. Alla base dell’italiano «cuore» si deve ipotizzare la forma: *CŎRE(M). CŎRDE. CŎR. *CŎRDE(M).

97. In italiano, il morfema «-o» della prima persona singolare dell’imperfetto indicativo: è dovuto a un processo analogico di livellamento. è dovuto al processo analogico del quarto proporzionale. è la regolare continuazione del morfema latino. è dovuto a un processo analogico di rianalisi.

98. Quale di queste forme non è dovuta all’analogia?. mossi. facete. essere. scrissi.

99. Quali di queste forme si deve al livellamento analogico?. cuoce. cuociamo. moriamo. muore.

100. Nell’italiano antico «tempora»: il morfema del plurale è «-a», diversamente che in latino. il morfema del plurale è «-a», come in latino. il morfema del plurale è «-ora», come in latino. il morfema del plurale è «-ora», diversamente che in latino.

101. La forma italiana «lastrico»: è dovuta a un processo analogico di livellamento. è la regolare continuazione della forma latina «*ASTRĬCU(M)». è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale. è dovuta a un processo analogico di rianalisi.

102. La forma italiana «usignolo»: è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale. è dovuta a un processo analogico di livellamento. è la regolare continuazione della forma latina «*LUSCINĬŎLU(M)». è dovuta a un processo analogico di rianalisi.

103. Quale di queste affermazioni è falsa?. La grammaticalizzazione è una conseguenza della rianalisi (o risegmentazione). La grammaticalizzazione consiste nella soppressione degli allomorfi. Lo sviluppo del suffisso avverbiale «-mente» è un caso di grammaticalizzazione. Nella grammaticalizzazione una parola lessicale diventa un morfema grammaticale.

104. I processi di retroformazione sono innescati: dal livellamento analogico. dal cambiamento semantico dei suffissi presenti nella parola. dalla grammaticalizzazione. dalla rianalisi.

105. Secondo l’ipotesi «morfologica», il morfema plurale «-e» del femminile (per es. «capre»): è di origine analogica. è la regolare continuazione dell’accusativo plurale della I declinazione latina. è la regolare continuazione del nominativo plurale della I declinazione latina. non è spiegabile.

106. Quale di queste affermazioni è errata?. In italiano, la gran parte dei nomi deriva dal nominativo latino. La IV e la V declinazione non proseguono in fiorentino antico. Il risultato dell’evoluzione del sistema nominale latino è, in fiorentino, la formazione di cinque classi di nomi. Nell’evoluzione dal latino all’italiano i morfemi flessivi dei nomi hanno perduto la funzione casuale.

107. Qual è la regolare evoluzione del latino «LIGNUM» (sing.), «LIGNA» (pl.)?. il legno, la legna. il legno, le legna. la legna, le legne. il legno, i legni.

108. Nel latino volgare, l’articolo definito: aveva valore soltanto esoforico (o extralinguistico). aveva valore endoforico (o testuale) e poteva designare una classe di elementi. aveva valore soltanto endoforico (o testuale). aveva valore sia endoforico (o testuale) che esoforico (o extralinguistico).

109. Come si comporta il sistema dei casi nel passaggio dal latino all’italiano?. hanno il gruppo –OH posizionato a SINISTRA sul carbonio chirale più distante dal carbonio carbonilico SOLO negli esosi. hanno il gruppo -OH è posizionato a DESTRA sul carbonio chirale più distante dal gruppo carbonilico MA SOLO in quelli che hanno il gruppo aldeidico (ad es. glucosio). hanno il gruppo -OH posizionato a DESTRA sul carbonio chirale più distante dal gruppo carbonilico. hanno il gruppo -OH posizionato a SINISTRA sul carbonio chirale più distante dal carbonio carbonilico.

110. Nella formazione dei composti, l’italiano: presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, come il latino. presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, diversamente dal latino. presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, diversamente dal latino. presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, come il latino.

111. I pronomi liberi «lui» e «loro»: in italiano moderno hanno soltanto funzione di soggetto. in fiorentino antico raramente avevano funzione di soggetto. in italiano moderno raramente hanno funzione di soggetto. sia in fiorentino antico, sia in italiano moderno spesso hanno funzione di soggetto.

112. Quale di queste affermazioni non è corretta?. «Ella» deriva dal nominativo «ĭlla». «Loro» deriva dal genitivo «ĭllōrum». «Egli» deriva dal nominativo «ĭlle». «Noi» deriva dal nominativo/accusativo «nos».

113. Le forme singolari dei pronomi clitici italiani (mi, ti, lo, gli, la, le) derivano: dal nominativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dal dativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dal nominativo e dal dativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD». dall’accusativo e dal genitivo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD».

114. Nell’espressione della comparazione: si passa da un sistema di tipo analitico (latino) a uno di tipo sintetico (italiano). il sistema di tipo analitico latino si conserva in italiano. si passa da un sistema di tipo sintetico (latino) a uno di tipo analitico (italiano). il sistema di tipo sintetico latino si conserva in italiano.

115. La forma italiana «quello» deriva da: «CU(M) ĬLLU(M)». «QUĬLLU(M)». «QUĒLLU(M)». «ECCU(M) ĬLLU(M)».

116. La forma italiana «questo» deriva da: «CU(M) ĬSTU(M)». «QUĬSTU(M)». «ECCU(M) ĬSTU(M)». «QUĒSTU(M)».

117. Quale di queste affermazioni è falsa?. Il morfema «-no» di III plurale si è esteso da «essere» alle altre coniugazioni. La forma «siete» del verbo «essere» deriva da un ipotetico «*SĔTIS». Il morfema «-o» di «sono» (I pers. del verbo «essere») è analogico su quello delle coniugazioni regolari («am-o», «legg-o», ecc.). La forma «sei» del verbo «essere» è la regolare continuazione del latino «ĔS».

118. La desinenza di I plurale «-iamo»: proviene dal congiuntivo presente della II e IV coniugazione. è la regolare continuazione della desinenza del presente indicativo di I coniugazione «-ĀMUS». è la continuazione della desinenza del presente indicativo di IV coniugazione «-ĪMUS ». è la continuazione della desinenza del presente indicativo di II coniugazione «-ËMUS».

119. Le coniugazioni in italiano: sono tre come in latino. sono quattro, mentre in latino erano tre. sono quattro come in latino. sono tre, mentre in latino erano quattro.

120. Il passaggio di un verbo da una coniugazione all’altra è detto: metaplasmo. metatesi. cataplasmo. metalessi.

121. Il presente indicativo «vedo»: è analogico su quelle della I e della III coniugazione. è la regolare continuazione del latino «vĭdo». è la regolare continuazione del latino «vĭdeo». è analogico su quella della IV coniugazione.

122. Il morfema «-a» del congiuntivo presente di «dare» e «stare»: è analogico su quello del congiuntivo presente di «essere». è analogico su quello dell’indicativo presente della I coniugazione. è la regolare continuazione del congiuntivo latino di «DARE» e «STARE». è analogico su quello del congiuntivo presente della II-IV coniugazione.

123. Quale di queste modalità di costruire il perfetto si continua solo sporadicamente in italiano?. raddoppiamento della sillaba radicale. cambiamento della vocale radicale. aggiunta di «-u-» tra la radice e la desinenza. aggiunta di «-s-» tra la radice e la desinenza.

124. Il congiuntivo imperfetto italiano: deriva dall’indicativo piuccheperfetto latino. deriva dal congiuntivo imperfetto latino. deriva dal congiuntivo piuccheperfetto latino. deriva dal congiuntivo presente latino.

125. Il futuro e il condizionale italiano sono diventati forme sintetiche a causa: di un processo di rianalisi e grammaticalizzazione. di livellamento analogico. di coalescenza. di composizione e derivazione.

126. Il condizionale italiano: era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal perfetto dell’ausiliare «avere». era in origine una forma sintetica formata dall’imperfetto dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo. è la regolare continuazione dell’indicativo piuccheperfetto latino. è la regolare continuazione del congiuntivo imperfetto latino.

127. Il futuro italiano: era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal presente dell’ausiliare «avere». era in origine una forma sintetica formata dal presente dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo. è la regolare continuazione del futuro latino. è la regolare continuazione dell’infinito latino.

128. Il perfetto indicativo latino: esprimeva un aspetto verbale aoristico. esprimeva un aspetto verbale aoristico o compiuto a seconda dei contesti. esprimeva un aspetto verbale compiuto. esprimeva un aspetto verbale sia aoristico sia compiuto.

129. Quale di queste affermazioni è falsa?. il latino esprimeva il passivo soltanto attraverso forme sintetiche. l’italiano esprime il passivo soltanto attraverso forme analitiche. il condizionale italiano era in origine un costrutto verbale analitico. già nel latino volgare erano scomparsi i verbi deponenti.

130. Quale dei seguenti ordini è quello fondamentale in italiano?. Sintagma Nominale-Genitivo, diversamente che in latino. Nome-Aggettivo, come in latino. Aggettivo-Nome, diversamente che in latino. Sintagma Nominale-Genitivo, come in latino.

131. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. La preposizione italiana «da» deriva dalla fusione delle preposizioni latine «DE» e «AB». Il latino esprimeva alcune funzioni sintattiche sia attraverso i casi, sia attraverso le preposizioni. La preposizione latina «AD» introduceva l’Oggetto indiretto. In latino c'erano preposizioni che potevano reggere due casi diversi.

132. In italiano si ha la proclisi: con tutti i modi finiti del verbo. con tutti i modi non-finiti del verbo. con tutti i modi finiti del verbo tranne che coll’imperativo. con tutti i modi non-finiti del verbo tranne che coll’infinito, che ammette anche l’enclisi.

133. In italiano antico la proclisi si verifica: quando il verbo è in posizione iniziale di frase. quando il verbo non è in posizione iniziale. quando il verbo è al modo imperativo. quando il verbo è preceduto dalle congiunzioni «e, ma, o».

134. Il passaggio dal lat. «HOMO» ‘essere umano’ all’it. «uomo» ‘essere umano di sesso maschile’ deriva: da un’associazione per contiguità tra i significati. da un’associazione per similarità tra i significati. da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole). da un’associazione per similarità tra i referenti.

135. Quale di queste affermazioni è falsa?. abbiamo cambiamento semantico quando il significato di un lessema muta da uno stato all’altro di una lingua. In latino «DOMUS» significava «padrone». in latino «CABALLUS» significava «ronzino». in latino «BUCCA» significava «guancia», analogamente a «GENA».

136. Il cambiamento semantico si attua attraverso tre passaggi: associazione, neoformazione, lessicalizzazione. associazione, innovazione, neoformazione. associazione, innovazione, lessicalizzazione. associazione, innovazione, polisemia.

137. Il cambiamento semantico dal lat. «COXA» ‘anca’ all’it. «coscia» deriva: da un’associazione per contiguità tra i significanti (le parole). da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole). da un’associazione per similarità tra i referenti. da un’associazione per contiguità tra i referenti.

138. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. i cultismi non fanno parte del lessico ereditario. i cultismi sono stati introdotti nella lingua dai dotti. i cultismi si sono evoluti secondo le leggi fonetiche. il lessico ereditario è stato trasmesso per via orale.

139. Quale delle seguenti affermazioni è falsa?. la /i/ di «il» deriva da un fenomeno di prostesi. l’articolo definito «lo» deriva dalla seconda sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM». la forma più arcaica dell’articolo in fiorentino è «lo». l’articolo definito «il» deriva dalla prima sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM».

140. La forma «venir» nel verso dantesco «Ed ecco verso noi venir per nave» è un caso di: elisione. aferesi. sincope. troncamento.

141. La forma «isperate» nel verso dantesco «non isperate mai veder lo cielo» è un caso di: prostesi di /i/. epitesi di /i/. aferesi di /i/. epentesi di /i/.

142. Nella frase del Decameron «a cena l’arostisse e governassela», la legge Tobler-Mussafia: è rispettata solo dalla forma «governassela». è sempre rispettata. è rispettata solo dalla forma «l’arostisse». non è mai rispettata.

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