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logica e filosofia Tambolo

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Título del Test:
logica e filosofia Tambolo

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Fecha de Creación: 2026/11/07

Categoría: Otros

Número Preguntas: 97

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Secondo Popper, l'osservazione dell'ennesimo cigno bianco. conferma l'enunciato "Tutti i cigni sono bianchi". falsifica l'enunciato "Tutti i corvi sono neri". corrobora l'enunciato "Tutti i cigni sono bianchi". rende più probabile, nel senso del calcolo della probabilità, l'enunciato "Tutti i cigni sono bianchi".

Secondo Popper, una corroborazione. aumenta la probabilità (nel senso del calcolo della probabilità) che una congettura sia vera. è una conferma della probabilità di una congettura. è un controllo superato con successo da una congettura. è una conferma della verità di una congettura.

Una teoria che ha superato con successo un alto numero di controlli severi si dice, secondo Popper. confermata dai controlli, effettuati confrontando le conseguenze della teoria con le osservazioni e i risultati degli esperimenti. dotata di un alto grado di corroborazione. resa più probabile dal fatto che ha superato i controlli. resa probabile (nel senso del calcolo della probabilità) in relazione alla severità dei controlli.

Secondo la regola del modus tollendo tollens, invocata da Popper per illustrare l'asimmetria fra verificazione e falsificazione. se A, allora B; non si dà il caso che B; dunque probabilmente non si dà il caso che A. se A, allora B; si dà il caso che A; dunque si dà il caso che B. se A, allora B; si dà il caso che A; dunque si dà il caso che A. se A, allora B; non si dà il caso che B; dunque non si dà il caso che A.

Secondo Popper, a essere passibile di analisi logica è. solo il contesto della scoperta. solo il contesto della giustificazione. il contesto della scoperta, ma non quello della giustificazione. sia il contesto della scoperta, sia quello della giustificazione.

Secondo il criterio di demarcazione di Popper, il tratto distintivo delle teorie scientifiche è. il fatto che la loro scoperta sia il risutato di osservazioni molto accurate e ripetute. il fatto che abbiano superato con successo controlli severi. il fatto che l'evidenza accumulata nel corso del tempo ne fornisca una sostanziale giustificazione. la loro controllabilità o falsificabilità.

Secondo il criterio di demarcazione di Popper, la teoria generale della relatività, la teoria di Wegener e l'omeopatia. sono tutte e tre scienze: la sola differenza è che la prima è stata corroborata, mentre le altre due sono congetture falsificate. sono tutte e tre scienze: la sola differenza è che le prime due dicono cose giuste, mentre la terza dice cose false, sul mondo. sono tutte e tre scienze: la sola differenza è che la prima è vera, le altre due sono false. sono tutte e tre scienze: la sola differenza è che la prima è probabile (nel senso del calcolo delle probabilità), le altre due no.

Alla luce del carattere olistico del controllo degli enunciati, il controllo di un enunciato Z qualsiasi richiede di assumere la verità di altri enunciati, collettivamente detti. enunciati probabilistici. assunzioni (o ipotesi) ausiliarie. enunciati universali. enunciati singolari.

Secondo Popper, gli enunciati probabilistici. in virtù dell'asimmetria tra verificazione e falsificazione, non sono falsificabili. non fanno sorgere difficoltà di sorta per la concezione falsificazionista. sono "impervi alla falsificazione stretta". in virtù dell'asimmetria tra verificazione e falsificazione, sono immediatamente falsificabili.

L'omeopatia. alla luce delle leggi della chimica, appare una teoria la cui verità non è certa, ma molto probabile. fa affermazioni in conflitto con le leggi della chimica. è compatibile con le leggi della chimica. può essere resa compatibile con le leggi della chimica.

Secondo il criterio di demarcazione di Popper, l'omeopatia. potrebbe diventare una scienza. è una scienza, ed è falsa. non è una scienza. è in ultima analisi compatibile con le leggi della chimica.

Una mossa ad hoc è, nella terminologia di Popper. una modifica apportata a una congettura al solo scopo di risolvere un problema evidenziato nel momento in cui la si è sottoposta a controllo. una garanzia a disposizione della comunità scientifica, contro il pericolo rappresentato da falsificazioni sbagliate. il segno dell'ingengosità di chi la mette in atto. una maniera di procedere legittima, che consente di risolvere uno specifico problema incontrato da una congettura nel momento in cui la si è sottoposta a controllo.

Secondo Popper, le cosiddette "asserzioni-base". costituiscono la base salda e incrollabile per il controllo delle congetture. hanno carattere ipotetico. non sono mai rivedibili, perché non hanno il carattere ipotetico delle congetture. sono osservazioni singole, isolate a casuali.

Una congettura è audace, secondo Popper, quando. gode di un elevato grado di corroborazione. si espone al rischio della confutazione perché dice molte cose sul mondo. sfida le concezioni accettate. ha superato controlli molto severi.

Se una teoria è scientifica, l'insieme dei suoi falsificatori potenziali. è non vuoto. è incluso nell'insieme dei suoi esempi confermanti. è vuoto. include l'insieme dei suoi esempi confermanti.

L'insieme dei falsificatori potenziali di una teoria T viene chiamato, nella terminologia di Popper. base di controllo di T. base empirica di T. contenuto empirico di T. insieme empirico di T.

Un "falsificatore potenziale" di una teoria T è, secondo Popper. un enunciato che falsifica T. un enunciato che, se fosse vero, falsificherebbe T. un enunciato non incluso nell'insieme delle asserzioni-base che potremmo usare per falsificare T. un enunciato non incluso nella cosiddetta "base empirica" di T.

Secondo la posizione sposta da Popper nella “logica della scoperta scientifica”, le regole del gioco della scienza sono. Descrizioni. Vere. Convenzioni. Ipotesi sul funzionamento effettivo della pratica quotidiana della ricerca scientifica.

La cosiddetta “nuova” filosofia della scienza e emerge a partire. Contemporaneamente alla comparsa sulla scena pubblica del circolo di Vienna. Dagli anni Sessanta del Novecento. Dagli anni Trenta del Novecento. Dalla critica di Popper alle dottrine dei positivisti logici.

Secondo la posizione esposta da Popper “Logica della scoperta scientifica“, L’adozione delle regole metodologiche del falsificazionismo è giustificata, in ultima analisi. Dal loro accordo, accertato attraverso estesi studi empirici, con la pratica quotidiana della ricerca. Dal fatto che sono conformi alla pratica, fra l’altro, della psicoanalisi della psicologia individuale adleriana, nonché alla teoria marxista della storia. Da giudizi di valore su come dovrebbe essere fatta la ricerca scientifica (a cui si sono conformati diversi scienziati importanti). Dal fatto che riflettono in modo netto e la “vero” o “essenziale” scopo insito nella ricerca scientifica.

Secondo la posizione di Laudan, la metodologia è. Un’impresa in cui un ruolo essenziale è svolto da convenzioni a proposito dello scopo del gioco della scienza. Una scienza empirica al pari delle scienze di cui intende enunciare le regole. Un’impresa di carattere del tutto astratto, slegato dalla storia della scienza. Un’impresa di natura schiettamente concettuale.

La regola di pre designazione, su cui regna il disaccordo da oltre un secolo e mezzo nel momento in cui il Laudan la commenta, dice che. Le mosse ad hoc sono ammesse solo a patto che consentano previsioni di fatto sorprendenti. Bisogna preferire le teorie che fanno previsioni sorprendenti, verificate a quelle che si limitano a spiegare solo i fatti già noti. Bisogna ammettere fra le ipotesi scientifiche, solo quelle che risultano controllabili attraverso gli esperimenti e le osservazioni. Bisogna evitare le mosse ad hoc.

La fase che precede una rivoluzione scientifica è detta, in termini kuhniani,. Scienza matura. Crisi. Scienza normale. Anomalia.

Una “perdita kuhniana” (Kuhn Loss). È l’elenco dei merti disconosciuti di un paradigma ormai abbandonato. È la perdita di capacità di spiegare certi fenomeni che si registra quando un paradigma viene sostituito da un altro. Indica l’insieme dei difetti del nuovo paradigma. E l’accumularsi di contro esempi che rendono sempre più difficili sostenere la correttezza del paradigma.

Secondo Kuhn, uno studio ampio e accurato della storia della scienza. Contraddice il cumulativismo. Mostra le che le cosiddette “anomalie“ sono sempre irrilevanti. Avvalora il cumulativismo. Evidenzia l’importanza dell’atteggiamento critico dei cosiddetti “scienziati normali“ o “scienziati maturi”.

Secondo Kuhn, Uno scienziato “normale” viene valutato dai propri colleghi. Sulla base dell’efficacia dei suoi tentativi di falsificare il paradigma. Sulla base della sua capacità di risolvere problemi che, secondo il paradigma, sono difficili, ma possono essere risolti (i rompicapo). Sulla base della sua capacità di risolvere problemi non contemplati dal paradigma dominante. Sulla base della tenacia -certe volte testardaggine - con cui difende il paradigma.

Uno degli assunti fondamentali della cosmologia aristotelica-tolemaica era che. Il sole è al centro dell’universo. I corpi celesti si muovono di moto circolare uniforme. Le stelle possono attraversare le sfere concentriche che trasportano la luna, i cinque pianeti allora conosciuti e il sole. La luna è il più “esterno” dei pianeti, rispetto al centro del sistema costituito dalla terra.

Secondo la posizione di difesa da Kuhn nella “ Struttura delle rivoluzioni scientifiche”, di due paradigmi successivi si deve dire che. Il più recente obiettivamente migliore di quello che ha sostituito. Sono incommensurabili. Possono venire messi a confronto sulla base di elementi comuni, indipendenti dai paradigmi stessi. Sono confrontabili sulla base dei risultati degli esprimenti e delle osservazioni.

Con riguardo alla distinzione fra contesto della scoperta e contesto della giustificazione, nella “struttura delle rivoluzioni scientifiche” Kuhn. Sostiene, al pari dei positivisti logici, ma diversamente da Popper, che il modo in cui a una persona viene in mente un’idea rimarrà sempre imperscrutabile. Difende una posizione opposta a quella di Popper: ritiene che il contesto della scoperta sia passibile di indagine logica. Sostiene, al pari dei positivisti logici e di Popper, che il modo in cui a una persona viene in mente un’idea rimarrà sempre imperscrutabile. Sostiene, al pari di Popper, ma diversamente dai positivisti logici, che il modo in cui a una persona viene in mente un’idea rimarrà sempre imperscrutabile.

Secondo Kuhn, l’emergere di un nuovo paradigma avviene sempre. In seguito alla libera esplorazione, da parte dei ricercatori coinvolti, dei meriti delle alternative che si potrebbero contrapporre all’approccio dominante. Quando il vecchio paradigma collezionato più insuccessi che successi. In risposta a una crisi del vecchio paradigma, come tentativo di risolvere un insuccesso tecnico di quello. Nel contesto di quella che viene chiamata scienza “normale” o “matura“.

Un nuovo paradigma, secondo Kuhn, Quando il vecchio è in crisi, e si avvia così quella fase della scienza normale che viene detta. Scienza preparadigmatica. Scienza matura. Scienza postparadigmatica. Scienza Straordinaria.

Secondo Kuhn, un paradigma viene abbandonato dalla comunità scientifica. Solo se questa dispone di un altro paradigma che considera superiore. Quando gli insuccessi del paradigma sono superiori ai suoi successi. A seguito dell’accertamento della presenza di numerosi “rompicapo”. A seguito di ripetute falsificazioni delle previsioni derivate dal paradigma.

La caratterizzazione della ricerca scientifica offerta nella “struttura delle rivoluzioni scientifiche” ha carattere. Ha carattere solo descrittivo. Descrittivo, ma veicola anche i giudizi di Kuhn su che cos’è “Buona scienza”. Ha natura interamente convenzionale. Ha carattere sia descrittivo, sia normativo.

Kuhn usa L’espressione “invisibilità delle rivoluzioni” per riferirsi al fatto che. Le rivoluzioni non si riescono a “vedere“ nemmeno con un’indagine molto accurata della storia della scienza. Sia i classici di una disciplina, sia i manuali destinati alla formazione dei nuovi scienziati raccontano come si è giunti ai risultati stabiliti. I manuali scientifici, ma non i classici di una disciplina scientifica, raccontano come si è giunti ai risultati stabiliti della relativa disciplina. Nei manuali scientifici, non viene presentato il percorso seguito per raggiungere i risultati stabiliti della relativa disciplina.

Secondo Feyerabend, la posizione di Kuhn a proposito della ricerca condotta nell’ambito della cosiddetta apri tra virgolette, scienza normale” è. Accurata sotto il piano descrittivo. Convenzionalista. Monista. Pluralista.

Secondo Kuhn, la pratica costante della ricerca nell’ambito della cosiddetta “scienza normale”. È sconsigliabile dal punto di vista metodologico. Ostacola il verificarsi delle rivoluzioni scientifiche. Promuove il verificarsi delle rivoluzioni scientifiche. È un fatto neutro rispetto alla velocità con cui le rivoluzioni scientifiche si verificano.

Secondo Kuhn, Il progresso scientifico nell’ambito di un paradigma viene raggiunto. Con un’evoluzione a partire da un certo stato, non con il raggiungimento di una certa meta. Classificando alcuni problemi Come “anomalie” che verranno prima o poi risolte. Raggiungendo una certa meta, che però non viene specificata con chiarezza in anticipo. Con la soluzione di un numero sempre maggiore di problemi difficili (rompicapo).

Quando in “congetture e confutazioni” e “conoscenza oggettiva” Popper parla di verità, intende la nozione. In senso coerentista: a mostrare la verità di un enunciato è il suo accordo con altri enunciati. In senso pragmatico: una teoria è vera quando gode del contesto sostanziale della relativa comunità scientifica. In senso probabilistico: una teoria è vera se l’evidenza raccolta attraverso un esperimento ulteriore, rispetto a quelli già disponibili, la conferma. Nel senso di Tarski: Come corrispondenza ai fatti.

Miller e Tichy hanno dimostrato che, Sulla base della definizione del concetto di verisimilitudine proposta da Popper. Una teoria falsa non può mai essere più vicina alla verità di un’altra teoria falsa. I contenuti di verità di due teorie successive sono incommensurabili. Le teorie non hanno tutte lo stesso contenuto di falsità. Le teorie non hanno tutte lo stesso contenuto di verità.

Per la “seconda “teoria del progresso scientifico di Popper, al fine della scienza è il raggiungimento di congetture. Dotate di un elevato grado di probabilità. Meglio supportate dall’evidenza, rispetto alle precedenti. Dotate di un elevato grado di verosimiglianza. Dotate di un elevato grado di veri similitudine o approssimazione alla verità.

Secondo la “prima” teoria del progresso scientifico di Popper, di difesa nella ” “logica della scoperta scientifica”, metodo e scopo del gioco della scienza. Sono indefiniti. Sono tra loro commensurabili. Sono distinti. Coincidono.

Secondo Lakatos, una comunità scientifica abbandona un programma di ricerca. Solo se ne ha a disposizione uno migliore. Quando le falsificazioni delle previsioni derivate dalle teorie del programma sono più numerose delle corrobarazioni. Quando le difficoltà del programma di ricerca superano una certa soglia. Quando le falsificazioni delle previsioni derivate dalle teorie del programma sono più gravi o “severe” delle corroborazioni.

A quello che chiama “falsificazionismo ingenuo”, Lakatos Contrappone il proprio. Metodo dei controlli induttivi. Metodo deduttivo dei controlli. Falsificazionismo metodologico sofisticato. Metodo dell’eliminazione programmi di ricerca, sulla sola base del loro confronto con l’esperienza.

In un programma di ricerca, impedire che la freccia del modus tollero tollera Venga diretto verso, o “contro” il nucleo è. Un sottoinsieme delle conseguenze empiriche del programma. La parte inconfutabile del programma. L’euristica negativa. L’euristica positiva.

Secondo Lakatos, Un programma di ricerca. Include sia ipotesi confutabili sia ipotesi non confutabili, e le prime sono sempre più numerose delle seconde. Include solo ipotesi confutabili. Include sia ipotesi confutabili, sia ipotesi inconfutabili. Include sia ipotesi confutabili sia ipotesi non confutabili, e le seconde sono sempre più numerose delle prime.

Un programma di ricerca è costituito, secondo Lakatos, da diversi elementi, che includono. Una singola congettura centrale, ritenuta non falsificabile. Il nucleo (hard core) del programma, costituito da ipotesi dichiarate non falsificabili. Il paradigma, sottratto alla falsificazione. L’euristica negativa, che fornisce suggerimenti su come migliorare le parti falsificabili del programma di ricerca.

Secondo Lakatos, L’unità di analisi principale per la filosofia della scienza è costituita da. I programmi di ricerca scientifici. Ipotesi isolate altamente corroborate e poco falsificate. I paradigmi. Una serie di congetture descrivibili, per l’essenziale, in senso popperiano.

Secondo Lakatos, un criterio di demarcazione fra scienza e non-scienza. ha carattere interamente normativo. è criticabile, e dunque falsificabile, alla luce della ricostruzione della storia della scienza che "produce". ha carattere convenzionale. non è falsificabile.

Con l'espressione "metodo scientifico", nella filosofia della scienza contemporanea si indica. un insieme di regole per generare ipotesi probabili. una lista di istruzioni da seguire per creare ipotesi sorprendenti. un insieme di norme che governano, o dovrebbero governare, la scelta fra teorie rivali. un insieme di regole per generare ipotesi fallibili.

Al momento, non c'è un accordo generale su come si potrebbe formulare, in termini astratti, un criterio di demarcazione fra scienza e non-scienza. Con riguardo a tale situazione, la posizone di Lakatos era che. alla luce del lungo tempo impiegato nella ricerca di un criterio di demarcazione adeguato, l'intero progetto della demarcazione fra scienza e non-scienza è in linea di principio irrealizzabile. per conseguenza, sarebbe saggio abbandonare il progetto della demarcazione. di conseguenza, è improbabile che si trovi presto un accordo, se non unanime, almeno sostanziale. il problema della demarcazione si può comunque affrontare in modo proficuo, alla luce del fatto che c'è pieno accordo su un certo numero di episodi di buona scienza, che un buon criterio di demarcazione deve saper "ricostruire" in termini razionali.

La superiorità del programma di ricerca storiografico associato alla metodologia dei programmi di ricerca scientifici rispetto a quelli associati ad altre metodologie dipende, secondo Lakatos. essenzialmente, dal fatto che attribuisce il giusto ruolo all'influenza della metafisica nel lavoro degli scienziati. dalla sua capacità di "raccontare" in termini di storia interna, mostrandone la razionalità, tutta la storia della scienza. dalla sua capacità di ricostruire o "raccontare" in termini di storia interna, mostrandone la razionalità, un certo insieme di episodi di progresso scientifico. dalla sua capacità di eliminare qualsiasi considerazione "esterna" dalla ricostruzione della storia della scienza.

Secondo Lakatos, le migliori ricostruzioni della storia della scienza, quelle che rendono evidente la razionalità di un certo insieme di episodi importanti di progresso. riducono a una frazione trascurabile gli aspetti della storia della scienza che devono essere ricostruiti in termini di "storia interna". sono sostanzialmente compatibili con i precetti metodologici dell'induttivismo. rimangono sempre sommerse in un oceano di anomalie. riducono a una frazione trascurabile, di fatto nemmeno apprezzabile, gli aspetti della storia della scienza che devono essere ricostruiti in termini di "storia esterna".

Quando Laudan introduce il concetto di "problema empirico",. afferma che la tesi del carico teorico dell'osservazione sorge solo nell'ambito dei cosiddetti "problemi concettuali". non prende posizione rispetto alla tesi del carico teorico dell'osservazione. accetta la tesi del carico teorico dell'osservazione. respinge la tesi del carico teorico dell'osservazione, in quanto i problemi empirici costituiscono l'autentico punto di partenza dell'indagine scientifica.

Una certa proprietà di una teoria si dice accertabile se. è possibile controllarne il possesso da parte della teoria utilizzando metodi empirici. è impossibile controllarne il possesso da parte della teoria ricorrendo a metodi empirici. è possibile assumere certe proprietà della teoria (il successo empirico, per esempio) come indice del possesso, da parte della teoria, di altre proprietà desiderabili (la vicinanza alla verità, per esempio). la teoria possiede anche proprietà non accertabili, il cui possesso è indicato, fallibilmente, dalla proprietà accertabile in questione.

Laudan afferma che la verità e la vicinanza alla verità sono proprietà trascendenti, cioè chiuse all'accesso epistemico. Pertanto. non è possible operare scelte razionali fra teorie rivali. la scelta fra teorie rivali deve essere fatta confrontandole con riguardo alla loro rispettiva capacità di risolvere problemi. la scelta fra teorie rivali rimane possibile, ma è priva di autentico significato conoscitivo. è molto difficile operare scelte razionali fra teorie rivali.

Secondo Laudan, un problema è "anomalo". quando è stato risolto da una teoria, ma non dalle teorie rivali, dunque è anomalo per queste ultime, ma non in un qualche senso assoluto. quando esistono diverse soluzioni del problema, fra loro equivalenti, fornite da diverse teorie. quando nessuna teoria rivale è ancora riuscita a risolverlo. quando tutte le teorie in competizione riescono a risolverlo, ma alcune meglio di altre.

In una tradizione di ricerca nel senso di Laudan. si rilevano le stesse componenti di un programma di ricerca scientifico nel senso di Lakatos. manca il concetto di "problema anomalo" che è invece presente nella trattazione kuhniana dei paradigmi. i cosiddetti "problemi concettuali" hanno un ruolo di minore portata. manca il concetto di nucleo proprio della nozione di programma di ricerca scientifico di Lakatos.

La caratterizzazione della conoscenza come un oceano di alternative, offerta da Feyerabend, può definirsi come. una forma estrema di cumulativismo. una forma molto comune di cumulativismo. una variante solo verbale sul tema del progresso scientifico, come caratterizzato da Kuhn. una variante solo verbale della caratterizzazione della conoscenza scientifica offerta da Popper.

La posizione di Feyerabend in merito alla disunità della scienza. è opposta a quella sostenuta dai positivisti logici. si fonda solo su considerazioni di natura storica. è per l'essenziale la medesima promossa dal Circolo di Vienna. si fonda solo su considerazioni di natura ontologica.

Secondo Feyerabend, la posizione di Lakatos è una forma di "anarchismo camuffato" in quanto. la metodologia dei programmi di ricerca scientifici è in conflitto con le lezioni che si possono apprendere dalla storia della scienza. la metodologia dei programmi di ricerca scientifici non riconosce l'importanza della tenacia dei ricercatori. la metodologia dei programmi di ricerca scientifici non riconosce il giusto valore alla previsione dei cosiddetti "fatti nuovi". la metodologia dei programmi di ricerca scientifici non proibisce alla comunità scientifica alcun comportamento.

"Qualsiasi cosa può andar bene" è, secondo Feyerabend. la raccomandazione di "gettare a mare" qualsiasi norma metodologica. il risultato di una riduzione all'assurdo dell'approccio dei metodologi "razionalisti". un modo sintetico per esprimere l'auspicio che ci sia una proliferazione di teorie rivali, purché queste soddisfino condizioni di adeguatezza specificate dal metodologo. un modo sintetico per esprimere l'auspicio che ci sia una proliferazione di teorie rivali.

Nel rifiuto della cosiddetta "razionalità istantanea", Feyerabend. propone una posizione meno rigida di quella di Lakatos. adotta la posizione opposta a quella di Lakatos. propone una posizione più rigida di quella di Lakatos. adotta la medesima posizione di Lakatos.

Il lavoro svolto dalla commissione Franklin-Lavoisier sarebbe stato. approvato da Popper, Kuhn, Lakatos, Laudan e Feyerabend. approvato da Popper, in quanto portò a una falsificazione di una congettura falsa, ma non dagli altri pensatori citati (Kuhn ha insistito, per esempio, sulla tenacia dei ricercatori che lavorano all'interno di un paradigma). approvato da Popper e Lakatos, ma disapprovato da Kuhn, Laudan e Feyerabend. approvato da Popper, in quanto portò a una falsificazione di una congettura falsa, ma non dagli altri pensatori citati (Lakatos, per esempio, ha insistito che bisogna tenere conto anche dei successi predittivi delle teorie, e quella del magnetismo animale ne aveva conseguiti).

L'operazione consistente nel bendare il giovane coinvolto nell'esperimento di magnetizzazione di un albicocco progettato dalla commissione Franklin-Lavoisier. era un modo per eliminare "fattori di disturbo" o "interferenze" che avrebbero potuto inficiare l'esperimento (impediva al giovane di sapere qual era l'albero magnetizzato). costituendo per il magnetismo animale una barriera fisica dalle proprietà ben note, consentiva di misurare la sua velocità di propagazione. non poteva avere effetti significativi, perché la propagazione del magnetismo animale non poteva essere ostacolata dalla bendatura. serviva a creare una barriera che il magnetismo animale non avrebbe in alcun caso potuto valicare.

Secondo la commissione Franklin-Lavoisier, l'ipotesi che gli alberi si magnetizzino fra di loro. era compatibile con quanto osservato nel corso dell'esperimento di magnetizzazione di un albicocco. era incompatibile con quanto osservato nel corso dell'esperimento di magnetizzazione di un albicocco. era contraddetta dal fatto che se fosse vera, si riscontrerebbero molti casi - di cui invece non si ha notizia - di persone che avventurandosi in una passeggiata in giardino, cadono in preda a una crisi. era avvalorata dalle notizie non frequentissime, eppure ben accessibili, relative alle persone che, avventurandosi in una passeggiata in giardino, cadono in preda a una crisi.

Quando Laudan sostiene che la giustificazione delle regole metodologiche è un compito che va affrontato adottando un approccio naturalista, intende dire che il "luogo" dove cercare la giustificazione è. la storia della scienza. la scienza stessa, perché le nostre conoscenze fattuali modellano i nostri atteggiamenti metodologici (è la concezione "reticolare" della giustificazione). uno specifico sottoinsieme, opportunamente circoscritto, delle regole che sono state usate con successo in passato. l'insieme di convenzioni (prescrizioni e proibizioni) su cui tutti gli appartenenti a una tradizione di ricerca convengono.

La concezione del metodo a cui aderiscono sia Popper sia Lakatos, ma non Laudan e Feyerabend, è chiamata. pluralismo metodologico. storicismo metodologico. necessitarismo metodologico. monismo metodologico.

Se Laudan ha ragione sul fatto che il cambiamento delle nostre conoscenze fattuali modella i nostri atteggiamenti metodologici, allora. la validità delle regole metodologiche è del tutto indipendente dall'ambito di indagine in cui le si applica. non si potrà mai mettere per iscritto la lista "definitiva" delle regole metodologiche, finché continueremo a imparare nuove cose sul mondo. si possono escogitare, utilizzando il mero ragionamento, norme sempre migliori delle precedenti. dal punto di vista metodologico, il progresso è un evento molto raro.

Negli esperimenti controllati semplici, in singolo cieco e in doppio cieco, il gruppo detto "sperimentale" e quello detto "di controllo". sono costruiti in modo da non far emergere le loro rispettive, diverse risposte al trattamento. non sono mai troppo simili fra loro, in modo da garantire che le differenze rilevanti emergano con chiarezza. devono essere tra loro identici sotto ogni aspetto. devono essere tra loro simili sotto gli aspetti rilevanti.

Secondo Laudan, le regole metodologiche. esprimono una connessione necessaria fra l'uso di certi mezzi e il perseguimento di certi fini. esprimono imperativi categorici relativi ai mezzi da utilizzare nella valutazione delle teorie scientifiche. esprimono una connessione convenzionale fra l'uso di certi mezzi e il perseguimento di certi fini. esprimono una connessione contingente fra l'uso di certi mezzi e il perseguimento di certi fini.

Le rispettive posizioni di Worrall e Laudan a proposito dell'esistenza di regole metodologiche di livello molto generale (per esempio: "Controlla le tue teorie in modo severo"). sono incompatibili, perché Worrall nega l'esistenza di simili regole, mentre Laudan ne sostiene l'esistenza. sono incompatibili, perché Laudan nega l'esistenza di simili regole, mentre Worrall la sostiene. sarebbero compatibili in linea di principio, ma Laudan nega che simili regole possano in effetti essere enunciate. sono compatibili.

La regola di predesignazione trova un'esemplificazione da manuale. nella versione della teoria del magnetismo animale proposta da Deslon, che costituisce un raffinamento di quella di Mesmer. nel caso della teoria della deriva dei continenti di Wegener. nel caso della teoria del magnetismo animale di Mesmer. nel caso della tavola periodica degli elementi.

Secondo Worrall, il passaggio dalla regola R alla regola R* e poi alla regola R**, nel caso del discusso da Laudan dell'effetto placebo. costituisce un esempio di cambiamento metodologico di maggiore portata, che mette seriamente in discussione il monismo metodologico. non è un esempio di cambiamento metodologico, perché le vere regole metodologiche sono immutabili. risulta del tutto inspiegabile alla luce del monismo metodologico. costituisce un esempio di cambiamento metodologico di minore portata, che non intacca l'essenza del monismo.

Secondo Worrall, l'errore commesso da Laudan nella discussione del caso dell'effetto placebo (e del passaggio dalla regola R alla regola R* e poi alla regola R**). è un errore derivante dall'avere attribuito all'evidenza empirica rilevante un peso superiore a quello che in effetti le spetta. è un errore che mostra comunque il giusto apprezzamento, da parte di Laudan, dell'essenza del monismo metodologico. è un errore di categoria, poiché tratta alla stregua di regole metodologiche delle cose che non lo sono. è un errore di natura empirica, che dipende dall'aver preso in considerazione evidenza non rilevante.

Secondo Laudan, quello commesso da Worrall nell'analisi del passaggio dalla regola R alla regola R* e poi alla regola R** è un errore. che ha natura empirica, e dipende dall'aver preso in considerazione evidenza non rilevante. che deriva dall'aver attribuito all'evidenza empirica rilevante un peso superiore a quello che in effetti le spetta. che dipende dall'infondata pretesa di chiamare "regole metodologiche" solo quelle di livello più generale, trascurando quelle di minore generalità, che gli scienziati a giusta ragione chiamano "regole metodologiche" o "metodi. che conduce a un esito incompatibile con tutte le opinioni espresse da Laudan a proposito del metodo scientifico.

Le critiche di Feyerabend agli altri metodologi hanno sempre la stessa forma o struttura, e cioè: Feyerabend fa notare che l'adozione della regola raccomandata dal metodologo criticato promuoverebbe la realizzazione dello scopo della scienza individuato dal metodologo in questione. Feyerabend fa notare che l'adozione della regola proposta dal metodologo criticato ostacolerebbe (o avrebbe ostacolato) il conseguimento di quello che il metodologo criticato considera lo scopo del gioco della scienza. Feyerabend fa notare che anche regole metodologiche rivali a quelle proposte dal metodologo criticato promuoverebbero il raggiungimento dello scopo della scienza individuato dal metodologo in questione. Feyerabend fa notare che lo scopo della scienza non è quello individuato dal metodologo che critica.

Tutti gli autori coinvolti nella discussione sulla giustificazione delle regole metodologiche convengono sul fatto che. qualsiasi fine si scelga come "proprio" della ricerca scientifica (congetture audaci, programmi di ricerca progressivi ecc.) può venire conseguito usando qualsiasi insieme di regole metodologiche. quando si parla di metodo scientifico, il fine giustifica i mezzi, cioè quello che si ritiene essere lo scopo della ricerca scientifica influenza in modo decisivo la scelta dei mezzi idonei a perseguirlo. la scienza è un'attività dotata di uno scopo proprio, intrinseco per così dire, come si può accertare studiandone la storia. ci sono diversi insiemi di regole metodologiche che hanno la stessa accertata efficacia nel promuovere il raggiungimento dello scopo della scienza.

Sulla base di quanto esposto nella lezione dedicata alla metametodologia, come definireste, in generale, un metodo?. Come una lista di regole costruita a partire dalla considerazione dei successi conseguiti in passato. Come una lista di regole costruita a partire da considerazioni di natura astratta. Come una lista di regole che con certezza conducono alla realizzazione di un fine. Come la via presumibilmente più spedita e affidabile per raggiungere una certa meta.

Secondo il principio di tenacia difeso da Feyerabend. La difesa di una teoria può essere legittimamente protratta molto a lungo nonostante le difficoltà, a patto che la teoria continui a risolvere problemi empirici. La difesa di una teoria può essere legittimamente protratta molto a lungo nonostante le difficoltà, a patto che la teoria continui a generare previsioni verificate di fatti nuovi. Non bisogna abbandonare una teoria alla prima difficoltà; anzi, in effetti non la si deve mai abbandonare. Non si deve abbandonare una teoria alla prima difficoltà.

Secondo Poincaré, il profano che osservando il succedersi delle teorie scientifiche trae la conclusione che chiama "fallimento della scienza". sta compiendo un'inferenza induttiva sulla sorte futura delle teorie appartenenti a specifiche discipline. sta compiendo un'inferenza induttiva sulla sorte futura di una specifica teoria. sta compiendo un'inferenza induttiva sulla sorte futura della maggioranza delle teorie. si fa un'impressione errata e superficiale dello sviluppo del sapere scientifico.

L'induzione pessimistica è chiamata anche "metainduzione pessimistica" perché. è un ragionamento la cui conclusione ha la stessa probabilità di essere vera che si può attribuire alla conclusione di un'inferenza induttiva semplice. è un ragionamento la cui conclusione ha una probabilità di essere vera superiore alla probabilità che si può attribuire alla conclusione di un'inferenza induttiva semplice. è un ragionamento la cui conclusione ha una probabilità di essere vera inferiore alla probabilità che si può attribuire alla conclusione di un'inferenza induttiva semplice. è un'inferenza di livello più generale di quelle ordinariamente utilizzate nella ricerca scientifica: riguarda le teorie, non gli oggetti di cui queste parlano.

Se l'induzione pessimistica, o "metainduzione pessimistica", è un ragionamento la cui conclusione è vera. ci sono differenze fra la sorte toccata alle teorie del passato e quella che toccherà alle nostre teorie attuali, perché le nostre teorie attuali sono migliori di quelle del passato: è questo il motivo per cui le adottiamo. non c'è nessuna differenza fra la sorte toccata alle teorie del passato e quella che toccherà alle nostre teorie attuali. alle nostre teorie di oggi toccherà una sorte diversa da quella toccata alle teorie del passato, perché le nostre teorie attuali sono tutte approssimativamente vere. gli elementi di fatto su cui si fonda l'accettazione, da parte degli scienziati, delle nostre teorie attuali sono molto rilevanti, quando si tenta di prevedere la sorte futura di tali teorie.

Secondo il cosiddetto "atteggiamento ontologico naturale" raccomandato da Fine. non è chiaro se a conclusione dell'induzione pessimistica sia più probabilmente vera o falsa. occorre accettare l'induzione pessimistica. bisogna respingere l'induzione pessimistica perché la sua conclusione è falsa. bisognerebbe abbandonare il progetto di elaborare interpretazioni globali della scienza, prendendo quest'ultima "nei suoi stessi termini".

Il realismo scientifico è una famiglia di dottrine che riguardano, in particolare,. il valore da riconoscere ai prodotti della ricerca scientifica, a proposito dei quali il realista è di norma piuttosto ottimista (sono approssimativamente veri). il probabile successo delle teorie scientifiche future, a proposito delle quali il realista scientifico è di norma piuttosto ottimista (saranno approssimativamente vere). lo scopo "intrinseco" della ricerca scientifica (la produzione di teorie approssimativamente vere). il successo conseguito dalle teorie del passato (che sono state in larga parte approssimativamente vere).

Secondo la tesi semantica del realismo scientifico. le teorie scientifiche fanno affermazioni approssimativamente vere sul mondo. il mondo di cui le teorie scientifiche parlano esiste indipendentemente dalle menti di coloro che creano e usano le teorie. le teorie scientifiche fanno affermazioni sul mondo prive di valore di verità, cioè che sono vere o false. le teorie scientifiche fanno affermazioni sul mondo che hanno valori di verità, cioè sono vere o false.

Di norma, l'antirealista critica. la tesi epistemica e la tesi semantica del realismo scientifico. la tesi epistemica del realismo scientifico. la tesi ontologica o metafisica e la tesi semantica del realismo scientifico. la tesi ontologica o metafisica, ma non la tesi semantica del realismo scientifico.

Per il realista scientifico tipico, la verità approssimata delle teorie. è una conseguenza induttiva del successo delle teorie. è una conseguenza deduttiva del successo delle teorie. è indicata, in modo fallibile, dal successo predittivo delle teorie. è la causa certa del successo predittivo delle teorie.

La cosiddetta "tesi epistemica", ingrediente centrale del realismo scientifico, viene giustificata ricorrendo. a un argomento induttivo-probabilistico. a un'induzione per enumerazione semplice. a un argomento abduttivo. a un argomento deduttivo.

Secondo Lange, concludere sulla base della lista di teorie presentata da Laudan che la maggior parte delle nostre teorie attuali verranno abbandonate perché ne scopriremo la falsità. significa commettere la fallacia dell'affermare il conseguente. significa commettere la fallacia del turnover. significa commettere una petizione di principio. significa commettere la fallacia del tasso di base.

Sulla base del suggerimento di Lange, che propone una "riscrittura" dell'induzione pessimistica sulla storia della scienza, i momenti o periodi in cui possiamo suddividere la storia della scienza. non contano tutti allo stesso modo, quando valutiamo la probabile sorte futura delle nostre teorie attuali, perché il più lontano dall'oggi è il più significativo. contano tutti allo stesso modo, quando valutiamo la probabile sorte futura delle nostre teorie attuali. non contano tutti allo stesso modo, perché ciascun periodo successivo conta più di quello che lo precede. non contano tutti allo stesso modo, quando valutiamo la probabile sorte futura delle nostre teorie attuali, perché quello più vicino all'oggi è il più significativo.

Le considerazioni svolte da Lange a proposito del carattere problematico dell'inferenza tratta dalla lista di Laudan, che comporta il fatto di commettere la fallacia del turnover. si applicano anche a un'inferenza induttiva la cui premessa suona: "Per la maggior parte dei periodi della storia della scienza, la maggior parte delle teorie accettate in ognuno dei momenti rilevanti si è rivelata in seguito falsa, ed è dunque stata abbandonata". non si applicano solo alle induzioni pessimistiche sulla storia della scienza, ma a tutte le induzioni pessimistiche in cui si usino nelle premesse "dati di partenza" come quelli proposti da Laudan. si applicano solo alle induzioni pessimistiche sulla storia della scienza, alla luce della peculiarità dei "dati di partenza" proposti da Laudan. si applicano a qualsiasi inferenza induttiva, senza riguardo per il contenuto informativo veicolato dalle premesse.

Secondo Lange, se si potesse dimostrare che nella maggior parte dei periodi passati della storia della scienza, la maggior parte delle teorie abbracciate dalle relative comunità scientiche sono poi state abbandonate perché si è scoperto che sono false. se ne potrebbe concludere con certezza che la stessa sorte toccherà a tutte le nostre teorie attuali. se ne potrebbe concludere che nei periodi o momenti della storia della scienza più vicini a noi il numero delle teorie che sono state abbandonate è stato tendenzialmente minore che nei periodi più distanti dall'oggi. se ne potrebbe concudere che la stessa sorte toccherà a tutte le nostre teorie attuali. se ne potrebbe concludere che la stessa sorte toccherà alla maggior parte delle nostre teorie attuali.

Secondo Fahrbach, la crescita della scienza è un fenomeno. che si può definire esponenziale sulla base della stima della crescita esponenziale del numero di persone che svolgono il mestiere di scienziati. che si può definire non esponenziale sulla base della stima della crescita di altre due grandezze: la quantità di articoli pubblicati e il numero di persone che svolgono il mestiere di scienziati. che si può definire esponenziale sulla base della stima della crescita esponenziale della quantità di articoli pubblicati. che si può definire esponenziale sulla base della stima della crescita esponenziale di altre due grandezze: la quantità di articoli pubblicati e il numero di persone che svolgono il mestiere di scienziati.

Secondo Devitt, perché l'induzione pessimistica possa funzionare bisognerebbe assumere. che la nostra capacità di descrivere il mondo nei suoi aspetti non osservabili sia sostanzialmente migliorata nel corso del tempo. che la nostra capacità di descrivere il mondo nei suoi aspetti osservabili e non osservabili sia rimasta sostanzialmente invariata (o addirittura sia peggiorata) nel corso del tempo. che la nostra capacità di descrivere il mondo nei suoi aspetti osservabili e non osservabili sia sostanzialmente migliorata nel corso del tempo. che il fenomeno della crescita esponenziale della scienza non abbia le "dimensioni" stimate da Fahrbach.

Secondo Wray, l'argomento di Fahrbach per cui la crescita esponenziale della ricerca scientifica pone fine al fenomeno del cambiamento teorico. non è convincente, poiché scienziati appartenenti a epoche precedenti avrebbero potuto ragionare allo stesso modo, e sappiamo che nei casi in cui hanno ragionato nel modo indicato da Fahrbach, i fatti hanno smentito la loro conclusione. è contraddetto da altre stime, molto più plausibili di quelle di Fahrbach, relative alla grandezza fondamentale coinvolta nel ragionamento, cioè il lavoro scientifico. non è sostenuto da stime credibili della grandezza fondamentale coinvolta nel ragionamento, cioè il lavoro scientifico. è avvalorato dal fatto che, secondo Wray, la stima della grandezza fondamentale coinvolta nel ragionamento è sostanzialmente corretta.

Secondo Godfrey-Smith, l'induzione pessimistica. è un esercizio futile, poiché le teorie scientifiche non sono oggetti su cui abbia senso esercitarsi con delle induzioni. è un argomento le cui premesse forniscono ragioni eccellenti a favore della verità della conclusione. è un argomento screditato dalla crescita esponenziale della scienza, ogni quindici-vent'anni, negli ultimi trecento. è un argomento avvalorato dal fatto che pur diverse tra loro, le teorie scientifiche sono comunque sufficientemente simili perché le si possa trattare alla stessa stregua di oggetti come i corvi.

Secondo le stime riportate da Fahrbach, la crescita esponenziale della scienza è legata. al raddoppio, ogni quindici-vent'anni negli ultimi trecento, della quantità di articoli pubblicati su riviste scientifiche e del numero di persone che svolgono la professione di scienziati. al raddoppio, ogni quindici-vent'anni negli ultimi seicento, della quantità di articoli pubblicati su riviste scientifiche e del numero di persone che svolgono la professione di scienziati. al raddoppio, ogni sessant'anni negli ultimi duecento, della quantità di articoli pubblicati su riviste scientifiche e del numero di persone che svolgono la professione di scienziati. al raddoppio, ogni cinquant'anni negli ultimi trecento, della quantità di articoli pubblicati su riviste scientifiche e del numero di persone che svolgono la professione di scienziati.

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