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Logica e filosofia tambolo

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Título del Test:
Logica e filosofia tambolo

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Prima parte

Fecha de Creación: 2026/11/05

Categoría: Otros

Número Preguntas: 97

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L'enunciato "Il tavolo è marrone ". è un enunciato imperativo. è falso. è un enunciato dichiarativo. è né vero né falso.

Se un ragionamento è composto da enunciati che sono tutti falsi. non è corretto o valido. è comunque valido. è falso. può comunque essere valido.

Un enunciato dichiarativo: è vero o falso. è usato per esprimere le premesse di un argomento. è valido o non valido. è corretto o scorretto.

La verità di tutti gli enunciati di cui si compone un argomento o enunciato. è una condizione necessaria della sua validità o correttezza. è una condizione necessaria della sua verità. è una condizione necessaria e sufficiente della sua verità. non è una condizione necessaria della sua validità o correttezza.

La forma della regola chiamata "modus tollendo tollens" si può esprimere scrivendo quanto segue: "Se P, allora Q; Non Q"; quindi "Non P". "Se P, allora Q; Non P"; quindi "Non Q". "Se P, allora Q; "P"; quindi "Q". "Se Q, allora P; "Q"; quindi "P".

Se le premesse di un argomento deduttivo valido sono vere. la conclusione porebbe comunque essere falsa. l'aggiunta di premesse ulteriori potrebbe rendere meno probabile la conclusione. non c'è niente che si possa aggiungere alle premesse per "rafforzare" il sostegno che queste offrono alla conclusione. si potrebbe rendere la conclusione maggiormente probabile aggiungendo altre premesse di cui sia stata accertata la verità.

Se le permesse di un argomento deduttivo valido sono vere. la conclusione potrebbe essere vera. la conclusione è corretta o valida. la conclusione è necessariamente vera. la conclusione potrebbe essere falsa.

Secondo una celebre affermazione di Frege, il compito della logica è. accertare la verità degli enunciati che compaiono negli argomenti. scoprire le cosiddette "leggi di natura". accertare la verità e la compatibilità degli enunciati che costituiscono le premesse degli argomenti. scoprire le leggi dell'esser vero.

In base al principio di determinatezza. di qualsiasi enunciato dichiarativo si può dire che è vero (falso) con un grado diverso di probabilità. i valori di verità sono due: vero o falso. ogni enunciato ha uno e un solo valore di verità. di qualsisi enunciato dichiarato si può accertare, con l'indagine empirica, la verità o falsità.

In base al principio di vero-funzionalità. sostituendo in un enunciato composto un componente dotato di un certo valore di verità con un enunciato dotato dello stesso valore di verità, l'enunciato composto risultante dalla sostituzione ha lo stesso valore di verità dell'enunciato composto di partenza. i valori di verità sono soltanto due: verità e falsità. ogni enunciato ha uno e un solo valore di verità. di qualsiasi enunciato dichiarativo si può accertare, con l'indagine empirica, la verità o falsità.

In base al principio di bivalenza. i valori di verità sono soltanto due: verità e falsità. sostituendo in un enunciato composto un componente dotato di un certo valore di verità con un enunciato dotato dello stesso valore di verità, l'enunciato composto risultante dalla sostituzione ha lo stesso valore di verità dell'enunciato composto di partenza. il valore di verità di un enunciato composto è funzione del valore di verità degli enunciati che lo costituiscono. ogni enunciato ha uno e un solo valore di verità.

P ∧ Q è vero se e solo se. P è vero e Q è vero. P è vero, e P include Q. P è incluso in Q. Q è incluso in P.

Se P è vero e Q è falso, allora P ∨ Q. è vero, sulla base della definizione di "condizionale materiale. è falso, sulla base del principio di bivalenza. è vero. è falso.

Se P è falso e Q è vero, allora P → Q. è falso, sulla base del principio di bivalenza. è vero. non è né vero né falso. è falso.

Se P è falso e Q è falso, allora P → Q. è vero. è falso. è vero, sulla base del principio di bivalenza. non è né vero né falso.

P → Q è vero. solo se sia P sia Q sono veri. solo se P è vero. in tutti i casi, tranne quello in cui P è vero e Q è falso. solo se Q è vero.

Le formule ben formate sono. variabili enunciative. enunciati semplici. enunciati composti da enunciati semplici. le variabili enunciative e tutti i composti che si ottengono connettendo formule ben formate date, seguendo le regole di formazione.

Secondo le regole di formazione del linguaggio proposizionale. le formule ben formate possono essere connesse tra di loro utilizzando i simboli ausiliari. le formule ben formate possono essere connesse tra di loro utilizzando i connettivi logici. nessuna delle alternative presentate è corretta. le formule ben formate possono essere connesse tra di loro utilizzando i connettivi logici e i simboli ausiliari.

Quali sono i sotto-alfabeti del linguaggio proposizionale?. alfabeto logico e alfabeto supplementare. alfabeto logico, alfabeto descrittivo, alfabeto ausiliario. alfabeto logico, alfabeto descrittivo, alfabeto supplementare. alfabeto logico, alfabeto proposizionale, alfabeto ausiliario.

P → Q ∧. si deve intendere nel senso che sulla base della "forza" con cui i connettivi legano le variabili enunciative, → attrae nel suo campo Q. si deve intendere come il condizionale "Se P, allora Q", che è poi congiunto con R. si deve intendere come un bicondizionale, che ha come conseguente una congiunzione. si deve intendere come un condizionale, che ha per conseguente una congiunzione.

Quale di questi schemi di ragionamento corrisponde al modus tollendo tollens?. P → Q, ¬P / ¬Q. P → Q, ¬Q / ¬P. P → Q, Q / P. P → Q, ¬R / ¬P.

Quale dei seguenti schemi di ragionamento corrisponde alla fallacia del negare l'antecedente?. P → Q, ¬R / ¬P. P → Q, Q / P. P → Q, ¬P / ¬Q. P → Q, ¬Q / ¬P.

3. P → Q, ¬Q / ¬P. è la foma del cosiddetto "modus tollendo tollens" o "modus tollens". è la forma della fallacia del negare l'antecedente. è la forma del cosiddetto "modus ponendo ponens" o "modus ponens". è la forma della fallacia dell'affermare il conseguente.

P → Q, ¬P / ¬Q. è la forma del modus tollendo tollens. è la forma della fallacia del negare l'antecedente. è la forma della fallacia dell'affermare il conseguente. è la forma del cosiddetto "modus ponendo ponens" o "modus ponens".

¬(P ∧ ¬P). esprime il principio del terzo escluso. è una contraddizione. esprime il principio di non contraddizione. esprime il principio di identità.

P ∨ ¬P. è una contingenza. esprime il principio del terzo escluso. esprime il principio di non contraddizione. esprime il principio di identità.

P → P. esprime il principio del terzo escluso. esprime il principio di non contraddizione. è una contingenza. esprime il principio di identità.

(P → Q) → (P → Q). esprime il principio di identità. esprime il principio di non contraddizione. esprime il principio del terzo escluso. è una contraddizione.

Se all'interno di uno stesso argomento si attribuiscono, allo stesso enunciato strutturalmente ambiguo, due o più significati diversi, giungendo a una conclusione scorretta, abbiamo un esempio di. vaghezza. anfibolia. quaternio terminorum. ambiguità lessicale.

L'enunciato "La vecchia porta la sbarra". è strutturalmente ambiguo. è un esempio di quaternio terminorum. è vago. è falso, sulla base del principio di bivalenza.

Se (P1) Ogni pesce nuota in mare, (P2) I Pesci sono un segno dello zodiaco e (C) Dunque, un segno dello zodiaco nuota in mare,. l'argomento è scorretto perché (P1) è falsa: i pesci nuotano anche in acqua dolce. l'argomento è analizzabile come una contraddizione. abbiamo a che fare con una quaternio terminorum. abbiamo a che fare con una fallacia di vaghezza.

Se si applicano le tavole di verità all'argomento che può venire rappresentato con Q, P / R, si può accertare. che è una tautologia. che è una contraddizione. che equivale al principio del terzo escluso. che non è una tautologia.

"Allora, l'hai smessa una buona volta di fumare?". Questa domanda. è un esempio di fallacia di vaghezza. è un esempio di domanda con presupposto. è un esempio di ambiguità lessicale. è un esempio di quaternio terminorum.

In un caso di ignoratio elenchi latente. si sfrutta l'ambiguità strutturale di un enunciato per difendere o attaccare una certa affermazione. si sfrutta l'ambiguità lessicale di un termine per difendere o attaccare una certa affermazione. viene espressa solo la premessa e non la conclusione dell'argomentazione. si sfrutta la vaghezza di un termine di importanza centrale per difendere o attaccare una certa affermazione.

In una fallacia "dell'uomo di paglia". si sfrutta l'ambiguità strutturale di un enunciato per difendere o attaccare una certa affermazione. si sfrutta la vaghezza di un termine di importanza centrale per difendere o attaccare una certa affermazione. si attacca un'affermazione più difficile da abbattere, per dare l'impressione di aver confutato un'affermazione più facile da criticare. si attacca un'affermazione più facile da abbattere, per dare l'impressione di aver confutato un'affermazione più difficile da criticare.

Se qualcuno afferma che l'antiproibizionismo non è un modo efficace per ridurre al minimo la diffusione della droga. Sta sostenendo che l'antiproibizionismo non è un modo efficace per ridurre al minimo la diffusione della droga. Sta suggerendo che si dovrebbe permettere l'uso della droga da parte dei bambini. Sta commettendo la fallacia detta quaternio terminorum. sta sfuttando l'ambiguità lessicale di un termine di importanza centrale per difendere o attaccare una certa affermazione.

La fallacia ad populum e l'ignoratio elenchi. possono venire classificate entrambe come fallacie di rilevanza. fanno entrambe leva su un'ambiguità lessicale. fanno entrambe leva su un'ambiguità strutturale degli enunciati coinvolti. fanno entrambe leva sulla compassione dell'interlocutore.

Se qualcuno dice a un giornalista che continuare a indagare su un certo gruppo criminale potrebbe essere pericoloso. lo sta avvertendo di un pericolo. vuole persuaderlo a interrompere le sue indagini. forse lo sta minacciando, forse lo sta avvertendo di un pericolo. lo sta certamente minacciando.

Si può affermare che quando siamo alle prese con una fallacia ad populum,. qualcuno sta minacciando il proprio interlocutore. qualcuno sta tentando di far leva sulla compassione dell'interlocutore. l'attenzione viene distolta dalla questione davvero rilevante. qualcuno sta avvisando il proprio interlocutore di un pericolo.

. Si può affermare che quando siamo alle prese con una fallacia ad baculum. qualcuno sta sfruttando la scarsa competenza lessicale dell'interlocutore per indurlo ad accettare una certa conclusione. qualcuno sta tentanto di sfruttare un'ambiguità strutturale degli enunciati coinvolti. qualcuno sta cercando di intimidire l'interlocutore per indurlo ad accettare una certa conclusione. qualcuno sta facendo appello alla compassione dell'interlocutore per indurlo ad accettare una certa conclusione.

La differenza fra un appello all'autorità e un argomento ad verecundiam è. Nessuna delle alternative presentate è corretta. nessuna, perché entrambe fanno leva su un'ambiguità strutturale degli enunciati coinvolti. il secondo fa leva sulla compassione dell'interlocutore, il primo su una velata minaccia. la prima cerca di indurre l'interlocutore ad accettare una conclusione attraverso la minaccia, la seconda introducendo un quarto termine (quaternio terminorum).

Un argomento ad hominem può venire classificato come. una fallacia di rilevanza. una fallacia che dipende dall'ambiguità strutturale di un enunciato. un argumentum ad verecundiam. un appello all'autorità.

L'accusa di incompetenza, discussa in una delle lezioni dedicate alle fallacie, si può inquadrare come. un esempio di argomento ad hominem. un esempio della fallacia detta "dell'uomo di paglia". un esempio di argomento ad misericordiam. un esempio di argomento ad verecundiam.

In un argomento ad verecundiam si fa appello. alla compassione dell'interlocutore. alla modestia dell'interlocutore. alla competenza lessicale dell'interlocutore. all'autorità dell'interlocutore.

In una petizione di principio. si assume o presuppone proprio ciò che si vuole dimostrare. si sostiene che se la falsità di un'affermazione non è provata, allora l'affermazione è vera. si sostiene che se la verità di un'affermazione non è provata, allora l'affermazione è falsa. si fa appello all'ignoranza condivisa dagli interlocutori circa la verità di una delle affermazioni coinvolte nel ragionamento.

Si commette una fallacia detta "falsa dicotomia" quando. si sfrutta l'ambiguità semantica di uno degli enunciati coinvolti nel ragionamento. premesso che solo una di due affermazioni può essere vera, e che una delle due è vera (falsa), si conclude che l'altra deve essere falsa (vera). si sostiene che se la falsità di un'affermazione non è provata, allora l'affermazione è vera. si sostiene che se la verità di un'affermazione non è provata, allora l'affermazione è falsa.

In una fallacia detta sippery slope (o del "pendio scivoloso", o della "china pericolosa". si abusa dell'idea di somiglianza sotto gli aspetti rilevanti di due cose o situazioni A e B. si sostiene che se la falsità di un'affermazione non è provata, allora l'affermazione è vera. si fa appello alle emozioni dell'interlocutore. si fa leva sull'ambiguità semantica di uno dei termini coinvolti nel ragionamento.

Chi al tavolo della roulette decide di puntare sull'uscita del 12, considerando che non è uscito nei precedenti dodici giri di roulette. commette una fallacia statistico-epistemica. commette una fallacia statistico-semantica. commette la fallacia statistica detta "della rappresentatività. commette la fallacia detta "dello scommettitore" o "del giocatore".

. "I ristoranti di Atene sono pessimi: ci sono stato lo scorso anno, e ho mangiato malissimo in quattro posti diversi!". Questa affermazione è un esempio. della fallacia detta "della correlazione indebita". della fallacia detta "della rappresentatività. di una fallacia di natura statistico-semantica. della fallacia detta "del giocatore" o "dello scommettitore".

. Quando si commette la fallacia detta "del due per due uguale a zero". nessuna delle alternative presentate è corretta. si fa un'affermazione altamente improbabile. si fa per forza un'affermazione falsa. nel tentativo di enfatizzare l'importanza di un dato statistico, si ragiona su numeri troppo picco.

"Alla manifestazione hanno partecipato 101.232 dimostranti". Questa affermazione si può qualificare. come un esempio della fallacia detta "del margine di approssimazione". come un esempio di fallacia statistico-semantica. come un esempio della fallacia detta "del due per due uguale a zero". come un esempio di fallacia statistico-epistemica.

Con riferimento a quanto esposto in un'apposita lezione, si può affermare che la correlazione fra due eventi o stati di cose A e B è una relazione. simmetrica. causale. transitiva. riflessiva.

Si commette una fallacia detta "post hoc, ergo propter hoc" quando. si trascura la riflessività della relazione di causalità. si sostiene che un evento B è causato da un evento A solo perché A si è verificato prima di B. si sostiene che un evento B è causato da un evento A solo perché A e B si verificano contemporaneamente. si afferma che un evento A causa un evento B solo perché c'è una certa successione temporale fra A e.

. La fallacia detta "post hoc, ergo propter hoc" si lascia classificare come. una fallacia emotiva. una fallacia statistico-epistemica. una fallacia causale. una fallacia semantic.

Quando si osserva che il verificarsi di A è sempre seguito dal verificarsi di B. si può concludere, sulla base di una generalizzazione induttiva, che A è la causa di B. si può sempre escludere che la correlazione osservata sia dovuta a una causa comune, C. occorre considerare la possibilità che la correlazione sia dovuta a una causa comune di entrambi, C. si può concludere, sulla base di una generalizzazione statistica, che A è la causa di B.

La fallacia detta "ad populum", quella detta "ad verecundiam" e quella detta "ignoratio elenchi" hanno un tratto in comune?. In tutti e tre i casi, si fa appello alle emozioni dell'interlocutore. In tutti e tre i casi, si compie un ragionamento causale sbagliato. Nessuna delle alternative presentate è corretta. In tutti e tre i casi, si distoglie l'attenzione da quello che dovrebbe essere l'oggetto della discussione.

La fallacia detta "del tasso di base" si fonda. su un errore di natura statistico-semantica. sul fatto che si ignora l'informazione relativa all'incidenza di una certa condizione nella popolazione. sull'errata individuazione della causa del fenomeno di interesse. sul fatto che si generalizza in modo in appropriato, a partire dalle proprietà di un campione troppo piccolo.

. Nella fallacia detta "del tasso di base" si ignora. l'incidenza di una certa condizione nella popolazione. la causa comune di eventi o stati di cose A e B che presentano in realtà solo una correlazione. la probabilità che il test utilizzato per rilevare la condizione di interesse sia meno accurato di quanto si crede. un'ipotesi alternativa plausibile che può spiegare il fenomeno di interesse.

Il compito di un criterio di demarcazione è. tracciare una distinzione fra tipi diversi di scienza (per esempio, la storia, la fisica, le scienze pedaggiche. escludere le scienze pedagogiche dal novero delle scienze. tracciare una distinzione fra non-scienza e pseudoscienza. tracciare una distinzione fra scienza e non-scienza.

Dire che una certa affermazione è "scientifica" di solito significa dire che questa è. certa in modo infallibile. dotata di un valore di verità accertabile. affidabile. non emendabile.

Secondo un'affermazione spesso ripetuta, l'affidabilità della scienza dipende dal fatto che i suoi risultati. una volta stabiliti, non possono venire rimessi in discussione. sono dimostrati veri utilzzando il metodo scientifico. sono probabili oltre una soglia che si può quantificare utilizzando le percentuali: 50 per cento. sono ottenuti applicando il metodo scientifco.

Secondo la distinzione scienze della natura / scienze dello spirito proposta da Dilthey, la storia. è una scienza dello spirito, caratterizzata dal metodo della compresione. è una scienza della natura che ha carattere idiografico. è una scienza dello spirito, caratterizzata dal metodo della spiegazione. è una scienza dello spirito che ha carattere nomotetico.

Secondo la filosofa e storica della scienza Naomi Oreskes, la fallibilità della scienza. è un tratto condiviso con pseudoscienze come l'omeopatia. è un segno della sua inaffidabilità. è qualcosa di cui non ha senso parlare, poiché la scienza è affidabile in quanto è infallibile. è un segno della sua affidabilità.

Quando si parla della versione "classica" dell'empirismo, si intende riferirsi a quella esposta nelle opere di. Kant, Hegel, Heidegger. Hegel, Wittgenstein, Heidegger. Carnap, Neurath, Schlick. Locke, Berkeley, Hume.

L'empirismo è una famigia di idee che ruotano intorno al principio secondo cui. l'esperienza è l'unica fonte della conoscenza. i sensi ci consentono di apprendere le verità matematiche. le verità matematiche non sono conoscibili. la ragione è l'autentica fonte della conoscenza.

Indicare che cosa non va, secondo Reichenbach, nella seguente frase di Hegel: "La ragione è sostanza, potere illimitato, materiale infinito e base di tutta la vita naturale e spirituale; nonché, forma infinita e principio del movimento". La frase è priva di senso. La frase è falsa. La frase esprime un concetto troppo sofisticato. La frase è in parte vera, in parte falsa.

Secondo Carnap, una pseudoproposizione è. Una proposizione in parte vera e in parte falsa. Una proposizione falsa. Una frase in cui compaiono parole prive di significato, ovvero in cui tutte le parole hanno un significato, ma sono combinate fra loro in modo contrario alle regole della sintassi. Una successione di parole che esprimono un punto di vista filosoficamente molto sofisticato.

Quale dei seguenti gruppi di autori identifica tre esponenti del cosiddetto "positivismo logico", "neopositivismo" o "neopositivismo logico"?. Schlick, Neurath, Carnap. Einstein, Mach, Wittgenstein. Kant, Carnap, Hegel. Kant, Hegel, Heidegger.

Secondo il principio di verificabilità del positivismo logico, gli enunciati della matematica. sono privi di significato fattuale, dunque sono pseudoproposizioni. sono sintetici. sono assoggettabili a controllo mediante l'osservazione, al pari di qualsiasi enunciato sintetico. sono privi di significato fattuale, ma non per questo criticabili allo stesso modo dei discorsi dei "metafisici".

Secondo il principio di verificabilità del positivismo logico, un enunciato dotato di significato fattuale. è un enunciato del tipo: "Perbacco, abbassa il volume di quella radio!". deve essere verificabile o controllabile fin dal momento in cui è stato pronunciato. deve essere verificabile o controllabile almeno in linea di principio. è sempre vero.

Un enunciato si dice "analitico" quando. la sua verità dipende da come è fatto il mondo di cui parla. si può controllare con l'osservazione. è sempre vero. è vero o falso in virtù del significato delle parole che vi compaiono, indipendentemente da come è fatto il mondo.

Un enunciato si dice "sintetico" quando. si può controllarne la verità o falsità considerando solo il significato delle parole che vi compaiono. è vero o falso sia in virtù del significato delle parole che vi compaiono sia in virtù di come è fatto il mondo. si può controllare procedendo con il solo ragionamento. è sempre falso.

Gli enunciati protocollari primitivi di Carnap. sono enunciati di natura schiettamente teorica. riportano l'"immediatamente dato" di una certa persona, e costituiscono uno strumento per garantire il collegamento fra esperienza e teoria. sono enunciati analitici. sono né veri né falsi.

La parola "olismo" indica una concezione per cui. il tutto risulta dalla somma delle parti che lo compongono. per valutare un certo insieme o sistema, è sufficiente conoscere le proprietà delle parti che lo compongono. il tutto è qualcosa di più e di diverso della somma delle parti che lo compongono. nessuna delle alternative presentate è corretta.

Supponete di voler controllare un enunciato A, e che se è A è vero, dobbiate aspettarvi di osservare B. Ma osservate che non si dà il caso che B. Quale conclusione ne dovreste trarre, tenuto conto del carattere olistico dei controlli?. Il fatto che non si dia il caso che B costituisce una debole conferma di A. Il fatto che non si dia il caso che B suggerisce che, con alto grado di probabilità, A è vero. Il fatto che non si dia il caso che B suggerisce la falsità di A. Tuttavia, a esser falso potrebbe essere non A, bensì qualche altro enunciato di cui abbiamo assunto la verità. Il fatto che non si dia il caso che B dimostra la falsità di A.

Qual è lo scopo della ricerca scientifica, secondo i positivisti logici?. Rivelare il mondo reale dietro le apparenze fenomeniche. Rintracciare gli schemi dell'esperienza. Descrivere interamente la realtà, nei suoi aspetti osservabili e non osservabili. Descrivere il mondo com'è, senza riguardo per le osservazioni, che possono trarre in inganno.

La cosiddetta "tesi di Duhem-Quine". fu sempre rigettata dai positivisti logici. era accettata anche dai positivisti logici, che però non ne seppero apprezzare l'importanza. fu avanzata per la prima volta da Herbert Feigl. fu accettata, tra i sostenitori del positivismo logico, solo da Alfred Jules Ayer.

Quando di parla della "tesi di Duhem-Quine", si fa riferimento all'affermazione secondo cui. gli esperimenti consentono il controllo degli enunciati. il controllo degli enunciati è sempre impossibile. non è possibile controllare un enunciato isolato, ma solo una congiunzione di enuciati, e il controllo empirico indica solo che almeno uno dei congiunti è falso. gli enunciati sono sempre controllabili attraverso l'osservazione.

Un'inferenza abduttiva si può caratterizzare come un tipo di ragionamento che. conduce dall'universale al particolare. consente la spiegazione di un certo fatto C supponendo la verità di un qualche R tale che, se R fosse vero, allora l'osservazione di C sarebbe un'ovvietà. è sempre vero con certezza. consente la spiegazione di un certo fatto C supponendo la verità di un qualche R tale che, se R fosse vero, allora l'osservazione di C sarebbe sorprendente.

In un'inferenza induttiva. la verità delle premesse garantisce quella della conclusione. la conclusione segue necessariamente dalle premesse. premesse e conclusione hanno il medesimo grado di certezza. la verità delle premesse non garantisce quella della conclusione.

Sulla base di quanto appreso nella lezione su deduzione, induzione e abduzione, una proiezione è un'inferenza tale che. la conclusione ha carattere più generale di una generalizzazone universale. la conclusione riguarda ogni aspetto rilevante del futuro. la conclusione ha carattere meno generale di una generalizzazione universale. la conclusione riguarda tutti i casi ancora non osservati.

Si consideri quanto appreso nella lezione su deduzione, induzione, abduzione. Le sole inferenze nelle quali la verità delle premesse garantisce quella della conclusione sono. le inferenze abduttive. le inferenze induttive. le inferenze deduttive. le inferenze deduttive, ma anche quelle abduttive.

Si supponga che sia stata accertata la verità di tutte le premesse di un'induzione enumerativa. In questo caso, dal punto di vista logico si avrebbe la garanzia. solo della verità delle premesse. della verità delle premesse e della falsità della conclusione. della verità sia delle premesse che della conclusione. della verità della conclusione.

Sulla base di quanto appreso nella lezione dedicata al paradosso di corvi, appare appropriato sostenere che l'enunciato "Questo corvo è nero". può costituire una genuina conferma dell'ipotesi che "Tutti i corvi sono neri", ma forse anche no, a seconda delle circostanze in cui si emette l'enunciato. non costituisce mai una conferma di "Tutti i corvi sono neri". conferma sempre l'ipotesi "Tutti i corvi sono neri". costituisce una conferma di "Tutti i corvi sono neri" solo se viene emesso prima della formulazione dell'ipotesi che tutti i corvi siano neri.

Secondo Carl Gustav Hempel, è pacifico che. se l'evidenza E conferma l'ipotesi H, E conferma anche tutte le ipotesi logicamente equivalenti ad H. se l'evidenza E conferma l'ipotesi H, conferma anche l'ipotesi K*, che equivale alla negazione di H*. se l'evidenza E conferma l'ipotesi H, conferma anche le ipotesi logicamente equivalenti ad H, se sono soddisfatte certe condizioni ulteriori. se l'evidenza E conferma l'ipotesi H, conferma anche qualsiasi ipotesi H*.

Si dice che ci si trova davanti a un paradosso quando. a partire da premesse ritenute accettabili, e ragionando in modo che appare corretto, si giunge a una conclusione che appare inaccettabile. si sono adottate premesse che apparivano "giuste", ma non lo sono. il ragionamento svolto è certmente sbagliato: si è commesso un qualche tipo di errore logico. la conclusione, sebbene appaia inaccettabile, è in effetti vera.

Il cosiddetto "paradosso dei corvi" consiste nel fatto che, adottando principi corretti come la legge dell'equivalenza logica, si giunge a una conclusione paradossale, per cui. l'osservazione di un corvo nero non conferma né disconferma l'enunciato "Tutti i corvi sono neri". l'osservazione di un corvo nero conferma l'enunciato "Tutti i corvi sono neri". l'osservazione di un corvo nero disconferma l'enunciato "Tutti i corvi sono neri". tutte le cose non-nere che sono non-corvi confermano la generalizzazione universale per cui "Tutti i corvi sono neri".

Secondo Goodman, quale delle seguenti coppie di predicati gode della proprietà del trinceramento: verde e blerde. blerde e verdlù. verde e blu. verdlù e blu.

Secondo Goodman, la caratteristica essenziale dei predicati detti "proiettabili" è che questi. sono stati costruiti in modo da contenere specifici riferimenti alla dimensione temporale. possono venire utilizzati con successo nell'ambito di inferenze induttive in quanto sono radicati nella storia della pratica di una specifica comunità linguistica. sono stati costruiti in modo da non contenere riferimenti alla dimensione temporale. possono venire utilizzati con successo nell'ambito di inferenze induttive in quanto sono radicati nella stessa struttura logica del linguaggio.

Il nuovo "enigma" dell'induzione di Nelson Goodman. mostra l'impossibilità di risolvere il problema dell'induzione sollevato da David Hume. è una nuova versione del problema dell'induzione sollevato da David Hume. apre a strada alla soluzione del problema dell'induzione di David Hume. non è una nuova versione del "vecchio" problema dell'induzione sollevato da David Hume.

Il trinceramento di un predicato dipende, secondo Goodman. dal fatto che la definizione del predicato è formulata senza un riferimento alla dimensione temporale. dal fatto che la definizione del predicato è formulata con riferimento alla dimensione temporale. dal fatto che la definizione del predicato è formulata con un riferimento solo implicito, e non esplicito, alla dimensione temporale. dalla storia del suo uso da parte di una certa comunità linguistica.

Secondo Goodman, il "nuovo" enigma dell'induzione mostra. l'impossibilità di elaborare una teoria, o logica, della conferma induttiva nel senso immaginato dai positivisti logici. l'impossibilità di procedere al controllo delle generalizzazioni universali. l'impossibilità di formulare inferenze induttive affidabili. la possibilità di controllare solo alcuni dei casi futuri che una generalizzazione universale "copre".

Quando si parla di "sottodeterminazione delle teorie" si intende che. l'evidenza consente di discriminare, dal punto di vista logico, fra le teorie vere e quelle false. tutte le teorie sono ugualmente compatibili con qualsiasi corpus di evidenza. dato un certo corpo di evidenza, c'è sempre più di una teoria logicamente compatibile con esso. l'evidenza consente di giustificare in modo conclusivo le teorie.

Si dice che due teorie sono empiricamente equivalenti quando queste. sono state elaborate a partire dalle stesse osservazioni empiriche. dicono le stesse cose sul mondo, eppure logicamente non sono mai equivalenti. hanno il medesimo valore cognitivo. hanno le stesse conseguenze empiriche o osservative.

Il ragionamento svolto da Wegener per spiegare i fatti rilevanti quando introdusse l'idea della deriva dei continenti si può descrivere come. un esempio di inferenza abduttiva. un esempio di inferenza deduttiva. una proiezione a partire dai dati osservati. una generalizzazione costruita a partire dalle osservazioni.

Un elemento decisivo a favore della mobilità laterale dei continenti era costituito, secondo Wegener, da. il fatto che non si ravvisano somiglianze significative tra la fauna e la flora osservate sulle coste americana e africana. il fatto che le linee costiere di Africa e America meridionale concidono. la prova della mobilità attuale della Groenlandia. il fatto che non ci fossero prove dell'esistenza dei cosiddetti "ponti continentali".

La teoria di Wegener è nel complesso. falsa, perché contiene sia elementi veri, sia elementi falsi. vera, perché i continenti si muovono lateralmente e questa è la sola cosa che conta. smentita dall'esistenza dei cosiddetti "ponti continentali". avvalorata dal fatto che individua in modo convincente la forza responsabile dei movimenti laterali dei continenti.

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