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Non lunghe fondamenti pedagogici 0-3 anni

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Título del Test:
Non lunghe fondamenti pedagogici 0-3 anni

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Domande dí fondamenti

Fecha de Creación: 2026/01/26

Categoría: Otros

Número Preguntas: 33

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Qual’è la principale implicazione della concezione bertoliniana dell’infanzia come “orizzonte esistenziale originario”?. L’infanzia è una fase biologica da guidare con disciplina. L’infanzia è uno stadio intermedio tra natura e cultura. L’infanzia va superata rapidamente per accedere alla razionalità adulta. L’infanzia è una modalità autentica e fondativa dell’essere-nel-mondo.

Secondo la lezione, quale concezione antropologica sottende la pedagogia antica?. L’infanzia come costrutto culturale temporaneo. L’infanzia come passaggio qualitivamente distinto e degno di autonomia. L’infanzia come luogo di purezza da salvaguardare. L’infanzia come stadio privo di valore, in funzione dell’adultità futura.

Qual’è il significato pedagogico del principio “cuore, mente, mano” nella visione pestalozziana?. Un paradigma antropologico e formativo che integra affettività, razionalità e operatività. Una ripartizione funzionale delle discipline scolastiche Un modello tecnicistico per la valutazione dell’apprendimento. Un modello tecnicistico per la valutazione dell’apprendimento. Un metodo di trasmissione frontale dei contenuti.

Qual’è il nucleo strutturale dello stadio operatorio formale nella teoria di Piaget?. La ripetizione di operazioni concrete già acquisite. Il pensiero ipotetico-deduttivo, astratto e metacognitivo. L’uso esclusivo della memoria meccanica. L’acquisizione automatica di concetti tramite l’esperienza diretta.

Qual’è la virtù psicosociale che emerge positivamente dalla risoluzione del conflitto tra fiducia e sfiducia?. Il coraggio. La speranza. L’autonomia. La perseveranza.

Quale prospettiva metodologica distingue l’interpretativismo nella comprensione dell’infanzia?. L’osservazione etologica dei comportamenti in ambienti controllati. L’adozione di test standardizzati per valutare le competenze infantili. La misurazione oggettiva delle performance infantili tramite griglie predeterminate. L’accesso al punto di vista dei bambini attraverso metodi qualitativi e dialogici.

Quale tensione educativa caratterizza la condizione infantile nella società postmoderna?. La dicotomia tra gioco e studio. Il conflitto tra autorità genitoriale e autorità scolastica. La coesistenza tra adultizzazione precoce e infantilizzazione tardiva. La contrapposizione tra apprendimento spontaneo e insegnamento frontale.

Qual è la principale implicazione pedagogica del passaggio da una concezione prescrittiva a una orientativa del curricolo nella scuola dell’infanzia?. L’adozione di griglie valutative uniformi. La promozione della progettualità riflessiva e situata dell’educatore. La sostituzione degli obiettivi comportamentali con standard europei. L’incremento del numero di contenuti obbligatori.

Quale tra queste configurazioni spaziali è coerente con una rappresentazione del bambino come soggetto passivo, secondo il testo?. Ambienti immersivi costruiti su narrazioni plurime. Spazi diversificati, articolati in angoli esperienziali. Contesti simbolici con materiali estetici e manipolabili. Strutture organizzate per il controllo e la frontalità.

Secondo la lezione, Quale tra questi comportamenti adulti veicola un’immagine pedagogica implicita del bambino come dipendente e incompleto?. Esporre narrazioni culturali di gruppo all’interno dell’ambiente. Sottolineare l’importanza dell’errore come scoperta. Sorvegliare costantemente e anticipare ogni azione infantile. Offrire possibilità di scelta in contesti educativi.

Secondo la lezione, quale tra le seguenti condizioni è necessaria per costruire indicatori pedagogicamente significativi?. L’adesione alle linee guida europee sulla qualità. L’uso di strumenti osservativi a griglia standardizzata. L’analisi delle pratiche educative e del contesto specifico. La formazione obbligatoria degli educatori a livello nazionale.

Quale tra le seguenti dimensioni è associata agli indicatori organizzativi secondo il testo?. Il numero di bambini per educatore. La disposizione estetica e funzionale degli spazi. La capacità dell’educatore di ascoltare attivamente. La chiarezza del progetto pedagogico e la coerenza nella gestione quotidiana.

Quale direttrice fondante della continuità educativa implica una visione condivisa dell’infanzia e il processo educativo?. Orizzontalità relazionale. Trasversalità temporale. Coerenza pedagogica. Personalizzazione dell’intervento educativo.

Come viene definita la corresponsabilità educativa nella lezione?. Un modello organizzativo per dividere i compiti all’interno del servizio. Una condivisione occasionale delle attività educative tra genitori e insegnanti. Un principio strutturante basato su relazioni cooperative, visioni condivise e responsabilità reciproche. Un approccio utile a migliorare le performance didattiche.

Quale visione dell’infanzia sottende la valorizzazione della voce dei bambini nella progettazione educativa?. I bambini sono soggetti competenti e co-costruttori del sapere educativo. I bambini sono utenti da tutelare attraverso protocolli istituzionali. I bambini sono soggetti in formazione che devono essere guidati dagli adulti. I bambini sono fruitori passivi delle attività programmate.

Cosa si intende, nel testo, per continuità educativa nella relazione “molti-a-uno”?. La coerenza progettuale e relazionale costruita dal gruppo degli adulti. La presenza stabile di un solo educatore di riferimento per ogni bambino. La rotazione ciclica degli adulti secondo un piano organizzativo. L’esclusione di variazioni stilistiche nei comportamenti educativi.

In quale condizione un’interferenza relazionale si configura come “tensione epistemologica”?. Quando l’adulto non riconosce i bisogni immediati del bambino. Quando si verifica una crisi temporanea nell’équipe educativa. Quando il gruppo genitori è in disaccordo con la programmazione. Quando vi è incoerenza tra pratiche educative e valori dichiarati.

Cosa implica, secondo Cambi (2008), una parola educativa autenticamente pedagogica?. La rapidità nella risposta alle domande del bambino. L’adattamento ai ritmi e ai silenzi del bambino. La sovrapposizione della voce adulta a quella infantile. L’uso di un linguaggio tecnico e direttivo.

Secondo Boffo (2011), Quali caratteristiche definisce la comunicazione educativa?. L’esperienza di senso e responsabilità nel “dare significato”. La funzione regolativa e disciplinare della parola educativa. L’imparzialità e la neutralità nel messaggio trasmesso. La capacità di definire i contenuti informativi oggettivi.

Quale tra le seguenti affermazioni esprime il significato profondo della comunicazione educativa secondo la prospettiva delineata nella lezione?. È una dimensione ontologica e relazionale della pratica educativa. È un apparato funzionale alla gestione del comportamento infantile. È un insieme di tecniche finalizzate alla trasmissione efficace dei contenuti. È una strategia utile alla costruzione di routine comportamentali.

Secondo quanto sostenuto nella lezione, Cosa consente la comunicazione educativa nella prima infanzia?. L’applicazione di regole predefinite nei contesti simbolici. La strutturazione meccanica dell’interazione educativa. L’emergere della soggettività e dell’autonomia infantile. L’acquisizione automatica di linguaggi standardizzati.

Cosa caratterizza la comunicazione primaria nella prima infanzia secondo la pedagogia dell’infanzia?. È una forma marginale rispetto ai codici verbali istituzionali. È una forma originaria e strutturante della relazione educativa. È un linguaggio preliminare che precede il simbolico e ne perde rapidamente importanza. È un dispositivo tecnico finalizzato alla maturazione linguistica.

Cosa comporta assumere la comunicazione come pratica co-costruita nella relazione educativa?. La semplificazione dei codici comunicativi per favorire l’apprendimento. L’adozione di un linguaggio standardizzato da parte dell’adulto. Il controllo sistematico della comunicazione infantile. La concezione del bambino come soggetto competente e partecipante.

Secondo la lezione, cosa caratterizza una guida educativa autentica?. L’offerta discreta di sostegno orientata all’autonomia e alla co-costruzione. Il controllo costante delle scelte del bambino. L’imposizione di obiettivi predeterminati dall’adulto. L’adattamento normativo dei comportamenti infantili ai contesti educativi.

Qual è la funzione trasformativo della postura dell’ascolto?. Consentire un controllo maggiore delle dinamiche affettive infantili. Ristrutturare le dinamiche relazionali verso un’interazione paritaria. Ridefinire le regole del gruppo educativo attraverso il monitoraggio linguistico. Introdurre pratiche standardizzate di verifica educativa.

Che cosa implica considerare l’ambiente come “terzo educatore”?. Lo spazio diventa veicolo di contenuti cognitivi predefiniti. Lo spazio garantisce l’efficienza e la sicurezza dell’intervento educativo. L’ambiente sostituisce l’adulto nella trasmissione di saperi. L’ambiente partecipa alla costruzione dell’identità e delle relazioni.

Quale funzione ha l’ambiente nella promozione dell’autonomia e del benessere infantile?. Facilita l’adeguamento del bambino a modelli adulti. Limita il movimento per garantire l’ordine e la sicurezza. Supporta l’esplorazione, la decisione e l’autoregolazione. Favorisce la standardizzazione delle esperienze infantili.

In che modo si definisce la simmetria in ambito educativo secondo l’orizzonte etico delineato?. Come omologazione dell’esperienze formative nei contesti scolastici. Come equiparazione dei ruoli educativi e cognitivi tra adulto e bambino. Come orizzonte di riconoscimento e dialogo fondato sulla reciprocità. Come eliminazione delle differenze strutturali tra educatore ed educando.

Secondo la lezione, quale pratica è fondamentale per costruire relazioni educative autenticamente simmetriche?. L’adozione di modelli educativi prescrittivi. La co-costruzione di regole e significati condivisi. L’uso esclusivo di tecniche di osservazione sistematica. La definizione unilaterale dei confini educativi da parte dell’adulto.

Come si configura l’autorità educativa del quadro della simmetria responsabile?. Come guida normativa fondata su regole esterne al contesto. Come delega dell’autonomia totale del bambino. Come presenza coerente, orientante e non invasiva. Come esercizio di controllo e direzione dell’agire infantile.

In quale cornice epistemologica si inserisce la concezione del conflitto come risorsa educativa?. Nel paradigma della pedagogia della complessità. Nella teoria dello sviluppo cognitivo lineare. Nella pedagogia normativa centrata sulla disciplina. La prospettiva comportamentista centrata sul controllo.

In che modo il conflitto contribuisce allo sviluppo cognitivo del bambino?. Attiva processi di decentramento, analisi e decisione. Sollecita l’interiorizzazione passiva dei modelli adulti. Favorisce il rispetto delle regole senza consapevolezza. Riduce la necessità di confronto con la prospettiva altrui.

Cosa implica educare con il corpo, secondo la visione pedagogica proposta?. Correggere gli atteggiamenti corporei disfunzionali del bambino. Abitare la relazione in modo incarnato, intenzionale e riflessivo. Inserire esercizi corporei per la regolazione comportamentale. Integrare attività motorie alla programmazione educativa.

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