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Pragma 4

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Título del Test:
Pragma 4

Descripción:
Pragma 4

Fecha de Creación: 2025/06/13

Categoría: Otros

Número Preguntas: 52

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I connettivi possono essere. complementatori e pronomi relativi. congiunzioni, locuzioni, ecc. Locuzioni e sintagmi preposizionali. Preposizioni, interiezioni ecc.

Che relazione logica puoi individuare nel seguente testo: “[Micòl] Mi guardò senza dissimulare un moto di sorpresa, meravigliata di passare al contrattacco, anche se, tutto sommato, con così poca convinzione.” (Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini). relazione logica tra eventi: concessione. relazione logica tra eventi: tempo. relazione logica tra eventi: fine. di composizione testuale.

Il seguente testo “Bhe... insomma...ecco io volevo chiederti... se tu ritieni necessario – informare gli inquirenti della circostanza... non so... non so ... tu che pensi?” (dal film Indagine su un cittadino aldisopra di ogni sospetto) contiene una relazione logica. tra eventi, di tipo condizionale. tra eventi, di tipo consecutivo. tra eventi, di tipo concessivo. di composizione testuale, di tipo causale.

Non ho visto lo scalino e sono cadura. è una relazione tra processi. è una relazione espressa in modo ricco. è una relazione di aggiunta. può essere interpretata sia come relazione causale che temporale.

Individua la relazione logica dell’unità di sfondo della frase: // Questo scritto risale ad alcuni secoli prima di Cristo. //E1 / E, / proprio perché antichissimo, /UIsfondo può trovare una nuova vita interpretativa. /UInucleo //E2. esemplificazione. aggiunta. rettifica. motivazione.

"Sono uscita ed ho incontrato Giuseppe". manifesta una relazione consecutiva. esprime una relazione temporale. riguarda una relazione causale. è una relazione di aggiunta.

Nella frase "Mi ha riparato il computer. Nulla di grave: è bastato sbloccare la tastiera" è presente. una referenza diretta. una catafora. un referente non attivo. un'anafora associativa.

Le anafore associative sono chiamate anche. referenziali o esplicite. indirette o di referenza implicita. dirette o immediate. dirette o esplicite.

Nella frase "Nel cofano c'era un gatto" è presente un'espressione. anaforica associativa. anaforica parziale. anaforica sostitutiva. anaforica diretta.

Le catene anaforiche hanno origine nell'elemento. antecedente. sorgente. precedente. seguente.

Le catene cataforiche hanno origine nell'elemento. seguente. antecedente. sorgente o susseguente. precedente.

L'individuazione dell'antecedente può essere mediata da informazioni. morfo-sintattiche. morfologiche, semantiche, pragmatiche. pragmatiche. fonetiche, fonologiche.

Una catafora può essere. diretta o indiretta. estesa o ridotta. ampia o stretta. attiva o non attiva.

La concezione ristretta della catafora si realizza attraverso. pronome, articolo, aggettivo. soggetto espresso, pronome, indefiniti. soggetto sottinteso, pronome, sintagma nominale con contenuto generico. sintagma nominale, sintagma aggettivale, sintagma verbale.

In una catafora ampia un referente viene. precisato e arricchito nel cotesto precedente. aggiunto e arricchito nel cotesto successivo. precisato e arricchito nel cotesto seguente. precisato e arricchito nel contesto.

Le conoscenze enciclopediche su cui si basa l’associazione referenziale veicolata da un testo. devono essere note già all’interlocutore. devono essere necessariamente note al destinatario. non devono necessariamente essere ignorate dall'interlocutore. non devono necessariamente essere note già all'interlocutore.

La relazione tra anafora e catafora consente di dire che. non sono fenomeni speculari e l'anafora è marcata. sono fenomeni inversi e l'anafora è più marcata. sono fenomeni speculari dal punto di vista del rinvio testuale. non sono fenomeni speculari e la catafora è più marcata.

Gli incapsulatori anaforici sono sintagmi che in determinate circostanze assumono il ruolo testuale di incapsulare una porzione del co-testo precedente. Che tipo di sintagmi sono?. sintagmi avverbiali. sintagmi aggettivali. sintagmi nominali. sintagmi verbali.

L'anafora è. un fenomeno possibile, frequente e onnipresente della costruzione testuale. un fenomeno basico, normale e universale della costruzione testuale. un fenomeno della costruzione testuale frequente ma con forti restrizioni. un fenomeno basico ma raro e poco diffuso della costruzione testuale.

Ci sono casi di ripetizione codificati dalla tradizione, come. la ripetizione referenziale è un modulo estraneo alla tradizione. la ripetizione referenziale a fine frase che crea un effetto eco all’interno del testo. la ripetizione referenziale a metò frase che crea un'armonia all’interno del testo. la ripetizione referenziale a inizio frase che crea un netto parallelismo all’interno del testo.

Analizza l’incipit di Memorie di un italiano: "Ecco la morale della mia vita . E siccome questa morale non fui io ma i tempi che l’hanno fatta." In questo esempio il periodo iniziale viene. isolato attraverso un incapsulatore anaforico. condensato e ripreso attraverso un incapsulatore anaforico e poi ampliato mediante l’uso della ripetizione:. condensato attraverso un incapsulatore anaforico e duplicato inutilmente:. condensato e ripreso attraverso un deittico anaforico.

Nella frase: "la iettatura la porti tu a noi....sei tu lo iettatore..." (A. Moravia Racconti Romani) la messa in evidenza è realizzata. dalla tematizzazione. dalla combinazione della ripetizione con una tematizzazione. dalla ripetizione. dalla combinazione della ripetizione con una rematizzazione.

L’anafora per ripetizione lessicale è per tradizione un modulo linguistico antipatico alla scrittura italiana. con l’eccezione dei linguaggi tecnico-scientifici. con l’eccezione dei linguaggi artistici. con l’eccezione dei linguaggi espositivi. con l’eccezione dei linguaggi burocratici.

I sintagmi nominali e aggettivali usati anaforicamente sono empatici quando nella loro semantica è. esclusa, in modo completo o parziale, una componente soggettiva. inclusa, in modo completo o parziale, una componente valutativa. consentita, in modo occasionale, una componente valutativa. esclusa, in modo universale, una componente oggettiva.

Le espressioni cataforiche rinviano. ad una sorgente enunciativa. ad un elemento anaforico. ad un elemento susseguente o sorgente. ad un elemento antecedente.

Le catafore possono essere. pronomi, avverbi , soggetti sottintesi, SA modali, SN con significato generico. proforme, soggetto nullo, SA, SV, Savv, SN con significato generico. proforme, , avverbi pronominali, soggetti sottintesi, aggettivi possessivi o modali, SN. pronomi, avverbi pronominali, soggetti sottintesi, aggettivi possessivi o modali, SN con significato generico.

Le espressionbi cataforiche più diffuse sono. i pronomi. soggetto sottinteso. SN con significato generico. avverbi pronominali.

La struttura tematica riguarda. Functional sentence perspective. Functional phrase perspective. Functional clause perspective. Syntactic sentence perspective.

Ciò di cui si parla è il. soggetto sottinteso. rema. tema. predicato.

Le informazioni rematiche sono. le informazioni meno pertinenti per l’obiettivo comunicativo. le informazioni meno dinamiche ma pertinenti per l’obiettivo comunicativo,. le informazioni più dinamiche, le più pertinenti per l’obiettivo comunicativo. le informazioni più predicibili, perché più pertinenti per l’obiettivo comunicativo,.

I fenomeni attorno a cui ruota la dimensione enunciativa sono. il discorso diretto e indiretto. il discorso riportato e la deissi. la deissi e il punto di vista. i tipi di discorso riportato.

Nell'enbunciazione il discorso riportato riguarda. discorso diretto libero e legato. discorso diretto e indiretto. discorso diretto e indiretto, libero o legato che sia. discorso indiretto libero o legato.

Il discorso riportato riguarda. parole o pensiero in forma diretta. la citazione di parole o pensiero altrui. la presentazione di parole o pensiero del locutore. la citazione di dialogo.

La deissi testuale è legata. al cotesto. a differenze di composizione testuale. all'ongoing discourse. al grado di formalità del testo.

I pronomi "io e tu". sono a volte deittici. non sono mai deittici. sono anaforici. sono sempre deittici.

In italiano la deissi sociale si manifesta. attraverso gli allocutivi io, noi. attraverso scarse differenze regionali e di registro. dando del voi secondo l'età del locutore in determinate aree geografiche. attraverso l’impiego del pronome allocutivo tu che si oppone alle forme Lei, Ella, Voi, Loro.

Gli aggettivi dimostrativi. nessuna di queste risposte. sono sempre deittici. sono sempre anaforici. possono essere sia deittici, sia anaforici.

I dimostrativi possono codificare. la distanza. la prossimità all'interlocutore. la visibilità. tutt'e tre le risposte.

Un esempio di verbo deittico è. correre. venire. promettere. non esistono verbi deittici.

Per la deissi spaziale, l'origo coincide con. nessuna di queste risposte. la posizione occupata dall'ascoltatore. il mittente del messaggio. la posizione occupata dal parlante.

L'origo è. il centro del campo indicale. l'origine della teoria di Buhler. un avverbio deittico. una teoria pragmatica.

La deissi sociale. serve a identificare il rapporto di potere che lega i partecipanti alla comunicazione. riguarda i rapporti sociolinguistici. identifica il rapporto sociale (paritario o gerarchico) che lega tra loro i partecipanti alla comunicazione. serve a identificare il rapporto socio- pragmatico tra i partecipanti alla comunicazione.

Qui comincia l'avvventura del signor Bonaventura": "Qui" è un. deittico personale. deittico temporale. deittico testuale. deittico spaziale.

I testi possono essere. fondamentalmente orali. scritti e parlati. prototipicamente scritti. parlati.

Le lingue. sono innanzitutto parlate. hano una tradizione scritta. sono scritte e parlate. sono parlate per essere scritte.

La forma più naturale di vita e circolazione di una lingua è. il parlato mediato. il parlato scritto. il parlato. lo scritto.

Secondo la tipologia funzionale-cognitiva i testi si suddividono in. descrittivi, espositivi, argomentativi, normativi. descrittivi, narrativi, espositivi, argomentativi, istruzionali (o prescrittivi). giornalistici, narrativi, espositivi, argomentativi, prescrittivi. descrittivi, narrativi, espositivi, vincolanti.

Secondo la tipologia di Sabatini i testi possono suddividersi in. testi rigidi, testi fissi, testi morbidi. testi rigidi, testi mediamente morbidi, testi poco vincolanti. testi con discorso molto vincolante, testi con discorso mediamente vincolante, testi con discorso poco vincolante. testi con discorso vincolante, testi con discorso non vincolante, testi con discorso libero.

I testi con discorso molto vincolante sono. espositivi, divulgativi, informativi. letterari, divulgativi, espositivi. scientifici, normativi, tecnici. scientifici, normativi, informativi.

I testi poco vincolanti sono. testi personali e soggettivi. testi tecnici e scientifici. opere divulgative. opere letterarie in prosa e poesia.

Nel repertorio linguistico sono disponibili. lingua scritta e stampata. lingua trasmessa. usi scritti e parlati della lingua. lingua orale.

I testi sono centrali. nella didattica. nella pedagogia linguistica tradizionale. nei livelli di analisi. nella linguistica pragmatica.

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