PSIC3
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Título del Test:
![]() PSIC3 Descripción: LEZ 31 - 40 |



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NO HAY REGISTROS |
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Il più diffuso strumento per la rilevazione delle 3 dimensioni di base del burnout è: il Maslach Burnout Inventory (MBI):. nessuna delle alternative è corretta. il Burnout Test. il Maslach Burnout Report (MBR). Nel burnout, la ridotta realizzazione personale consiste in: declino del senso di competenza e produttività sul lavoro. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza. Il burnout è costituito da tre dimensioni: 1. Esaurimento emotivo, 2. Depersonalizzazione, 3. Scarsa realizzazione personale. Nessuna delle precedenti risposte è corretta. 1. Depersonalizzazione, 2. elevata realizzazione personale, 3. Esaurimento emotivo. 1. Scarsa realizzazione personale, 2. Depersonalizzazione, 3. Esaurimento fisico. Nel burnout, l'esaurimento emotivo consiste in: sensazione di aver esaurito le proprie risorse emotive. La persona si sente svuotata e sfinita, senza energie per affrontare un nuovo giorno di lavoro. considerare gli utenti in un modo cinico e distaccato che impedisce all'operatore di rivolgere un'adeguata attenzione ai loro bisogni. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. investimento negativo sull'utente, investimento caratterizzato da insensibilità e indifferenza. Nel burnout, la depersonalizzazione consiste in: atteggiamento caratterizzato da distacco e ostilità nella relazione professionale di aiuto, vissuta con fastidio, freddezza e cinismo. L’individuo cerca di non farsi coinvolgere. un sovraccarico emozionale che porta la persona a sentirsi svuotata e non più in grado di aiutare gli altri. la percezione che le richieste provenienti dall'ambiente lavorativo siano eccessive rispetto alle risorse che si hanno a disposizione per affrontarle. un senso pervasivo di inadeguatezza professionale, che porta a un crollo dell'autostima. Negli anni ‘90 a seguito della ricerca sul burnout: il concetto di burnout è stato esteso a tutte le professioni, non solo quelle di aiuto. non sono state effettuate ricerche sul burnout. nessuna delle alternative è corretta. il concetto non è stato più utilizzato. Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo: Tutte le risposte sono corrette. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). si fonda sulla relazione tra sforzi e ricompense. ha origine nell'ambito della sociologia medica. Nelle successive revisioni del modello sforzo/ricompensa è stata data maggiore enfasi alla componente: dello sforzo intrinseco definito overcommittment. dello sforzo fisico definito overcommittment. dello sforzo sociale definito overcommittment. dello sforzo relazionale definito overcommittment. Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo: consente di identificare differenti tipi di impiego in fuzione di due aspetti cruciali: le richieste lavorative e il grado di controllo riportato dal lavoratore. Postula che il datore di lavoro esige dai dipendenti sforzi e impegni, che possono essere intrinseci o intrinseci, e allo stesso tempo elargisce ricompense (denaro, stima, opportunità di sicurezza e carriera). Tutte le risposte sono errate. ha origine nell'ambito della sociologia medica. Il modello richieste/controllo inerente il benessere lavorativo è stato descritto da: Karasek (1979). Maslache Goldberg (1998). Bakker e Demerouti (2007). Siegrist e collaboratori. A livello individuale la principale strategia per prevenire e trattare il burnout: mira allo sviluppo e al rafforzamento di abilità utili ad affrontare lo stress (corsi con tecniche di rilassamento, gestione del tempo, esercizi di assertività, potenziamento dell’autoefficacia, sviluppo di competenze interpersonali). nessuna delle alternative è corretta. mira all'acquisizione delle conoscenze utili ad affrontare lo stress e con tecniche di memorizzazione veloce. mira all'accrescimento della propria autostima e del self-control ma anche allo sviluppo di competenze interpersonali. Al modello richieste/controllo è stato poi aggiunta la variabile: sostegno sociale. investimento emotivo. fatica fisica. sforzo cognitivo. ll "moral distress": ha una connotazione etica derivante dalla percezione di una violazione dei valori e dei compiti centrali per la persona, accompagnata dalla sensazione di essere costretti a intraprendere azioni eticamente non giustificate. nessuna delle alternative è corretta. riguarda solo i medici. decisamente non è un costrutto recente. Il modello dello squilibrio sforzo/ricompensa inerente il benessere lavorativo è stato illustrato da: Siegrist e collaboratori. Karasek (1979). Bakker e Demerouti (2007). Maslache Goldberg (1998). Jameton distinse due forme di distress: distress iniziale; distress reattivo. distress iniziale; distress finale. distress lieve; distress grave. distress iniziale; distress lavorativo. L’incertezza morale: si caratterizza per il disagio provato e gli interrogativi che una persona si pone quando non le è chiara la direzione da seguire. tutte le risposte sono corrette. fa invece riferimento a quelle situazioni in cui è chiaro quale sia l’azione eticamente corretta, ma, a causa di ostacoli istituzionali, non si è in grado di perseguirla. si ha quando la persona si trova in una situazione di ambivalenza rispetto a scelte antitetiche connotate moralmente e non sa quale direzione seguire. Tra i principali mediatori dell’impatto di un evento stressante sul bambino sono emersi: i processi attenzionali e la valutazione cognitiva. nessuna delle alternative è corretta. i processi mnestici e la valutazione cognitiva. i processi attenzionali e la valutazione emotiva. Il medico può reagire alla perdita di controllo secondo varie modalità: modalità assertiva neutra; assertività reattiva; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; proiezione negativa; resa positiva; resa lieve. modalità assertiva positiva; assertività negativa; resa positiva; resa negativa. modalità assertiva positiva; assertività neutra; resa positiva; resa negativa. La capacità dei genitori di accettare la malattia del figlio e di parlarne apertamente ha: ripercussioni positive a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. ripercussioni negative a lungo termine sul suo adattamento a essa e sul suo sviluppo psicoemotivo. conseguenze positive a breve termine ma negative a lungo termine. conseguenze negative sullo sviluppo del bambino e nell'interazione con i pari, soprattutto in adolescenza. Il carico evolutivo del burden: è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. Il carico emotivo del burden: è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. Il carico sociale del burden: considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. Il carico fisico del burden: è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato ai sentimenti di vergogna e imbarazzo provati nei confronti dei comportamenti imprevedibili e bizzarri del paziente. Lo Zarit Burden Inventory [Zarit e Zarit 1987]è uno strumento che valuta: il livello di burden del caregiver e che al tempo stesso gli permette di riflettere sulla propria esperienza attraverso la compilazione del questionario. il livello di burden del caregiver, ma solo il carico oggettivo. esclusivamente il tempo oggettivo impiegato nelle attività. nessuna delle alternative è corretta. Il carico oggettivo del burden. valuta il tempo che il caregiver dedica alla sua attività di cura. è relativo al sentirsi escluso rispetto alle aspettative e alle opportunità di vita dei propri coetanei. considera la percezione di un conflitto interiore di ruolo in ambito familiare o lavorativo. è associato all'affaticamento e ai problemi fisici derivanti dal compito di assistenza. Il termine "burden": tutte le alternative sono corrette. significa letteralmente «peso/carico», viene utilizzato in campo assistenziale per indicare lo stress percepito dal caregiver e dalla famiglia in seguito alla condizione di malattia o di sofferenza psicofisica di un suo membro. indica le ricadute psicologiche e fisiche che si manifestano in una serie di sintomi analoghi a quelli dello stress. L’utilizzo del costrutto di burden in questo ambito è relativamente recente. |





