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SALUD MENTAL test2

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Título del Test:
SALUD MENTAL test2

Descripción:
examen salud mental

Fecha de Creación: 2026/04/08

Categoría: Otros

Número Preguntas: 36

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QUALE tra questi obiettivi possiamo riscontrare in un piano asistenziale di un paziente maniacale?. Assicurare i bisogni fondamentali. assicurare esperienza che promuevano l’autostima. Effettuare una funcione contenitiva. Garantiré la SICUREZZA. Riacquisizione della responsabilità.

INDICHI QUALE tra i seguenti segni/sintomi sono presenti nel QUADRO patológico del DELÍRIUM TREMENS: Vomito. Agitazione psicomotoria. Zoopsie. 2+3. VOMITO, AGITAZIONE PSICOMOTORIA, ZOOPSIE.

LE CRITICITA’ NELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PZ CON DISTURBO BIPOLARE: Il pz spesso e insofferente nei confronto delle regole, tende a non assumera la terapia farmacologica, tende ad assumere Toni “dominanti” e mnanipolatori, puo essere agg…, vista l’elevata reattività agli stimoli. Il pz è ieperattivo, può tenderé al consumo di sostanze, manifiesta alterazioni sono-Veglia, dell’alimentazione, si senté omnipotente. Il pz e sub-eccitato, l’eloquio e disorganizzato, spesso delirante, e frenético, aggresivo. Tutte la precedenti. Nessuna delle precedenti.

I servizi psichiatrici di diagnosi e cura sono inseriti: In ospedali generali. Solo in policlinici universitari. Solo cliniche private. All’interno di ex ospedali psichiatrici. All’interno degli ospedali psichiatrici giudiziari.

L’OMS DEFINISCE LA SALUTE. Un completo benessere físico consistente in assenza di malattia e infermità. Il completo benessere físico, mentale e sociale che non consiste solamente in assenza di malattia e infermità.

L’OMS DEFINISCE LA SALUTE MENTALE COME: Un completo benessere fisico consistente in assenza di malattia e infermità. Il completo benessere fisico, mentale e sociale che non consiste solamente in assenza di malattia e infermità. Risolvere i propri conflitti in modo equilibrato. Uno stato di benessere nel quale il singolo è consapevole delle proprie capacità, sa affrontare le normali difficoltà della vita, lavorare in modo utile e produttivo ed è in grado di apportare un contributo alla comunità. Adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

53) L’ASSISTENZA IN PSICHIATRIA SI DEFINISCE COME: 1. Un processo interpersonale che richiede certe fasi, azioni, prestazioni che si sviluppano tra chi eroga e chi riceve assistenza. E’ un rapporto umano tra un individuo che è malato e bisognoso di prestazioni sanitarie e un infermiere preparato a riconoscere e rispondere al bisogno d’aiuto, dove l’attenzione deve essere diretta verso la comprensione del reale problema posto dall’individuo. 2. Un momento particolare che si estende dal primo incontro/contatto a tutto il periodo iniziale dell’inserimento e deve essere mantenuta per tutto il periodo di trattamento. 3. Un percorso che vede coinvolte tutte le figure professionali, i pazienti e i famigliari ed implica un accordo inter pares con dei contenuti definiti e una loro scansione nel tempo. 4. Identifica i modelli comportamentali adottati dall’utente per rispondere agli stimoli ambientali. 5. Nessuna delle precedenti.

54) TRA I PRINCIPI METODOLOGICI ENTRO CUI ISCRIVERE IL PROCESSO DI CURA TROVIAMO IL CONCETTO DI FOLLOW-UP, INTENDENDO: 1. Un processo interpersonale che richiede certe fasi, azioni, prestazioni che si sviluppano tra chi eroga e chi riceve assistenza. 2. La valutazione nel tempo. La valutazione degli esiti delle cure in psichiatria, ovvero delle modificazioni nel tempo dello stato di salute e della soddisfazione degli utenti richiede tempi lunghi e lunghe osservazioni e coinvolge tutti i professionisti che contribuiscono al progetto. 3. Un processo che garantisce alla persona un’assistenza mirata a risolvere i reali problemi di salute individuati. 4. Un percorso che considera la persona nel suo aspetto globale, riferendosi quindi anche al contesto in cui la persona vive. 5. Nessuna delle precedenti.

56) L’AGGRESSIVITÀ: 1. E’ potenziata dall’assunzione di sostanze disinibenti (alcol, droghe) e/o da eventi stressanti. 2. E’ un complesso di interazioni tra variabili biologiche ed ambientali. 3. E’ un comportamento che arreca danno a sé o ad altri, con intensità variabile, dalle minacce verbali all’aggressione verso oggetti o persone (auto o etero) . 4. Tutte le precedenti. 5. Nessuna delle precedenti.

57) INDICHI LA DEFINIZIONE CHE IDENTIFICA LA FASE SCATENANTE DEL CICLO DELL’AGGRESSIVITÀ: 1. Elaborazione da parte del paziente dell’accaduto in maniera più lucida e critica. 2. Elaborazione da parte del paziente dell’accaduto. 3. Massimo eccitamento. agito violento. 4. Stato di attivazione/ allerta. 5. Aumento dell’agitazione, minacce ad alta voce.

58) L’AGGRESSIVITÀ TRAE ORIGINE DA FATTORI LEGATI: 1. Alle caratteristiche di personalità del soggetto. 2. Può essere il risultato della interazione fra il soggetto e l’ambiente a lui circostante. 3. Trae origine da fattori interni l’aggressore (psicologici, sociali e culturali). 4. Trae origine da fattori legati alla patologia. Tutte le precedenti.

69) COSA SI INTENDE PER DISAGIO PSICHICO?. 1. Condizione di intensa sofferenza psichica che permane nel tempo ed è accompagnata da sintomi psichiatrici specifici. 2. Condizione di disturbo protratto nel tempo e spesso complicato da “cure” improprie. 3. Condizione caratterizzata da un buon livello di soddisfazione dei bisogni, insieme a una soddisfacente qualità della vita. 4. Condizione di sofferenza psichica nei momenti evolutivi critici e nelle situazioni ambientali difficili senza sintomi specifici. 5. Nessuna delle precedenti.

70) IL DIPARTIMENTO ASSISTENZIALE INTEGRATO DI SALUTE MENTALE E DIPENDENZE PATOLOGICHE (DAISM/DP) DI PARMA SI COMPONE DELLE SEGUENTI AREE DISCIPLINARI: 1. Psichiatria Adulti e Dipendenze Patologiche. 2. Psichiatria Adulti e Neuropsichiatria Infantile. 3. Psichiatria Adulti, Neuropsichiatria Infantile e Dipendenze Patologiche. 4. Psichiatria Adulti, Neuropsichiatria Infantile, Dipendenze Patologiche, Programma di Psicologia Clinica e di Comunità. 5. Psichiatria Adulti, Dipendenze Patologiche, Programma di Psicologia Clinica e di Comunità.

78) QUALE TRA LE SEGUENTI DEFINIZIONI DESCRIVE L’EMPATIA: 1. Capacità di attuare le attività di counselling. 2. Capacità di instaurare una relazione d’aiuto. 3. Capacità di cogliere i sentimenti dell’altro.

79) I FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE MENTALE SI RIFERISCONO: 1. I momenti critici del ciclo vitale (i passaggi da un’età all’altra, in particolare l’adolescenza). 2. I momenti critici e di passaggio della vita familiare (fidanzamento, matrimonio, gravidanza, nascita dei figli, separazione, divorzio, allontanamento dai figli, presenza di anziani da sostenere, morte di uno dei coniugi). 3. Eventi di vita stressanti. 4. Disagio sociale (disoccupazione, emigrazione, difficoltà abitative, malfunzionamento dei sistemi scolastici, assenza o malfunzionamento del servizio sociale e sanitario). 5. Tutte le precedenti.

QUALI TRA QUESTE CARATTERISTICHE È RISCONTRABILE NELLA PSICOSI: 1. Origine psicogena. 2. Alterazione della personalità. 3. Alterazioni sensoriali. 2 + 3.

86) OSSESSIONI E COMPULSIONI: 1. sono presenti esclusivamente nel disturbo ossessivo-compulsivo. 2. non sono necessariamente presenti nel disturbo ossessivo-compulsivo. 3. sono caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo ma non esclusive di questo. 4. sono da considerare disturbi del contenuto del pensiero come i deliri. 5. non sono disturbi del pensiero ma della volontà.

93) L’ACCERTAMENTO IN AMBITO PSICHIATRICO VA EFFETTUATO SOSTENZIALMENTE: Al primo contatto con l’utente. Al primo contatto con l’utente e in ogni altro momento di interazione con lui. Attraverso il colloquio. Con il supporto dello psichiatra. Nessuna delle precedenti.

96) QUALE PARADIGMA TEORICO RISULTA ESSERE FONDANTE PER SPIEGARE L’ETIOPATOGENESI E LE CONSEGUENZE DEL DISTURBO MENTALE E UTILIZZATO, ALTRESÌ, COME MODELLO ATTUATIVO D’INTERVENTO E VALUTAZIONE?. 1. Il modello biologico che si basa sulla nozione che la malattia è dovuta ad una alterazione specifica di un organo, viene quindi identificata una causa, un’alterazione anatomica che dà origine a segni rilevabili e a sintomi specifici. 2. Il modello bio-psico-sociale, la cui assunzione fondamentale è che ogni condizione di salute o malattia è la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali che interagiscono e si influenzano reciprocamente. Quindi le condizioni di salute e malattia sono meglio comprese se si considerano specifici fattori in ciascuno dei tre principali domini e come questi fattori si integrano tra loro e influenzano il nostro benessere. 3. Il modello psicologico che concentra il suo interesse sui meccanismi di crescita dell’individuo, sull’apprendimento, sul dipanarsi delle sue relazioni, sullo svolgersi della sua intima e privata, sul ricorrere degli eventi significativi. 4. Il modello sociologico che chiama in causa soprattutto il contesto, l’ambiente, gli squilibri e le disarmonie che accadono e talvolta irrompono nella vita di ogni individuo in conseguenza di grandi e piccoli fenomeni sociali. 5. Il modello psicologico e il modello sociologico.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA CON UN PAZIENTE CON DISTURBO BIPOLARE (PIÙ RISPOSTE)?. 1. Prescrizione della terapia farmacologica e monitoraggio dell’assunzione, funzione direttiva rispetto all’osservanza delle regole, vicinanza emotiva di tipo “amicale” che consente l’instaurarsi di una maggiore fiducia nella relazione di cura. 2. Portare il paziente a riconoscere i dati di realtà, sia con un atteggiamento “competitivo” che permette di far capire al paziente i suoi limiti e quindi accettarli, sia con un atteggiamento di “sostituzione” utile a sopperire alla sua mancanza di gestire la quotidianità. 3. Sul territorio, supporto ai familiari rispetto all’importanza della corretta e continua assunzione della terapia, del riconoscimento di segni e sintomi che preludono a momenti di crisi ipomaniacale, all’importanza di garantire ritmi regolari nella quotidianità per quanto riguarda alimentazione, sonno-veglia, impegni, igiene personale. 4. Favorire, insieme al medico, la permanenza in ambito ospedaliero del paziente, perché solo un lungo periodo di ricovero risulta utile alla compliance del paziente rispetto alla terapia farmacologica e si può esercitare un maggiore controllo sulle dinamiche patologiche del comportamento. 5. L’ascolto e il rispetto dei tempi del paziente sono fondamentali, evitare le ambiguità su tempi e modalità di interazione, favorire un atteggiamento vicendevolmente empatico e cercare di contenere le dinamiche dilaganti sul piano relazionale del paziente.

Il LINGUAGGIO NON VERBALE: 1. E’ la modalità principale attraverso cui vengono prese le decisioni in comune. 2. Riguarda il contenuto del processo comunicativo tra esseri umani. 3. E’ considerato una delle componenti marginali del processo comunicativo tra esseri umani. 4. E’ considerato una delle componenti essenziali del processo comunicativo ed è il principale canale di trasmissione di stati d’animo, sentimenti ed emozioni.

Il sentimento della mancanza del sentimento e: Tutte sono vere. 1. Una condizione di indifferenza emotiva. 2. Una condizione di angoscia espressa per la perdita della capacità di provare esperienze emotive. 3. Un sintomo tipico della depressione nell'anziano. 4. Un sintomo scarsamente riscontrabile nelle sindromi depressive.

B. VIENE RICOVERATO PER UN TENTATO SUICIDIO, È FORTEMENTE DEPRESSO E LAMENTA SENTIMENTI DI COLPA E VERGOGNA. QUALE INTERVENTO PRIORITARIO DEVE ESSERE ATTUATO?. 1. Ridurre il rischio di suicidio con una coercizione fisica. 2. Stretta osservazione del paziente. 3. Instaurare una relazione tesa a migliorare l’autostima. 4. Rassicurare il paziente sul fatto che si trova in un luogo sicuro. 5. Ridurre il livello di ansia.

LA COMPROMISSIONE DEL FUNZIONAMENTO SOCIALE È ASSOCIATO: Ai sintomi negativi e al deficit cognitivo. 2. Ai sintomi positivi. 3. All'ambiente sociale. 4. Agli effetti della terapia sé indipendente.

LA FOBIA SOCIALE SI CARATTERIZZA PER: Il timore di commettere un'azione in pubblico per la quale si è biasimati, criticati, Derisi. 2. Commettere un'azione sbagliata in pubblico. Vergognarsi di esibirsi in pubblico. 4. Temere di essere coinvolto in azioni imbarazzanti. 5. Difficoltà ad uscire in gruppo.

INDICHI LA CORETTA DEFINIZIONE DI IRREQUIETEZZA PSICOMOTORIA: Diminuzione dell'attività motoria, azioni lente, senza interesse. 3. Eccessiva e inadeguata att motoria, gesti ripetuti e a-finalistici. 2. Inibizione dell'att. motoria, immobilità prolungata, a-reattività. 4. Aumento dell'att motoria, difficoltà a mantenere a lungo la stessa posizione.

INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI RALLENTAMENTO PSICOMOTORIO: 1. Diminuzione dell'attività motoria, azioni lente, senza interesse. 2. Inibizione dell'att motoria, immobilità prolungata, a-reattivitá. 3. Eccessiva e inadeguata att motoria, gesti ripetuti e a-finalistici.

INDICHI LA CORRETTA DEFINIZIONE DI PSICOSI REATTIVE: sono cosi denominate perché non è riscontrabile una causa scatenante l'evento patologico. Insorgono in seguito a un grave trauma di carattere psichico e non organico, provocato da eventi esterni come le psicosi gravidiche, da lutto, da shock.

LA TERAPIA DELLA SCHIZOFRENIA CONSISTE DI: Farmaci antipsicotici somministrati solo nelle fasi acute. Farmaci antipsicotici somministrati il più a lungo possibile. Farmaci stabilizzatori dell'umore somministrati cronicamente. La schizofrenia è una patologia cronica e pertanto non esiste una terapia. 5. Nessuna delle precedenti.

ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PZ SCHIZOFRENICO DOVREBBE PREVEDERE?. 1. Rassicurare il pz sulla possibilità di una rapida guarigione legata all’assunzione della tp. Garantire al pz la possibilità di riprendere il prima possibile autonomie, funzionalità relazionale ideazioni deliranti, porsi come un elemento mediatore tra delirio e realtà, non essere svalutativi nei confronti dell’importanza che il pensiero delirante ha per il pz. 3. Favorire al pz il più la permanenza in strutture di ricovero ospedaliero, riabilitative e comunitarie, in quanto diventa estremamente difficile e spesso dannosa la convivenza con i suoi familiari. 4. Mantenere il pz all’oscuro rispetto la sua patologia, minimizzare le dinamiche deliranti cercando il più possibile di orientare il pensiero del pz al dato di realtà, avere un atteggiamento direttivo e, se occorre, coercitivo per supplire all’incapacità dell’igiene, dell’alimentazione, del ritmo sonno-veglia. 5. Tutte le precedenti.

NON È UN FATTORE DI RISCHIO PER LO SVILUPPO DI UN EPISODIO DI DEPRESSIONE MAGGIORE: 1. Il sesso femminile. 2. Il puerperio. 3. L’aver sofferto di disturbi ansiosi. 4. Avere una personalità di tipo dipendente-insicura. 5. Nascita prematura.

È CARATTERISTICA DELLA DISTIMIA?. 1. Il delirio. L’ipomania. Le frequenti lamentele di non essere compresa e aiutata dagli altri. L’inibizione psicomotoria. La durata di circa un anno.

LA PAURA TIPICA DELL’AGORAFOBIA È?. Il timore di essere umiliati in pubblico. Il timore di avere un attacco di panico o sintomi tipo panico. Il timore di essere mal giudicati e/o perseguitat. Il timore di essere abbandonati e lasciati soli. 5. Tutte le precedentI.

I TRATTI PRE-MORBOSI PIÙ COMUNI TRA COLORO CHE SVILUPPANO UN DISTURBO SCHIZOFRENICO SONO?. Irritabilità e aggressività verso i coetanei. Estroversione e facilità ad avere relazioni sociali. Introversione e difficoltà ad avere relazioni sociali. Nessuna delle risposte precedenti è vera. La prima e la terza risposta sono vere.

IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI D’ANSIA SI AVVALE DELLA?. Tp farmacologica con serotoninergici. Psicotp cognitivo-comportamentale. 1°+2° nei casi più gravi. 4. Tutte le precedenti. 5. Tp ansiolitica al bisogno.

È CARATTERISTICA DELLA DISTIMIA? . 1. Il delirio. L’ipomania. Le frequenti lamentele di non essere compresa e aiutata dagli altri. L’inibizione psicomotoria. La durata di circa un anno.

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