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teorie e tecniche psicoterapia vittimologica

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Título del Test:
teorie e tecniche psicoterapia vittimologica

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teorie e tecniche di psicoterapia vitt

Fecha de Creación: 2026/03/28

Categoría: Otros

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Le prime elaborazioni teoriche dei padri fondatori della vittimologia risentono: Dell'influenza della Criminologia. Della centralità giuridica riconosciuta al reo. Dell'approccio giuridico ingiusto nei confronti della vittima. Dell'impostazione positivista della loro epoca.

A Benjamin Mendelsohn si devono i primi passi verso: Lo studio della psicologia di vittima e reo. Lo studio della psicologia della vittima. Il riconoscimento della vittima nei procedimenti gudiziari. L'autonomia scientifica della Vittimologia.

Su cosa si focalizzano gli studi sui casi di stupro di Benjamin Wertham?. Nessuna delle risposte. Personalità del reo. Personalità della vittima. Personalità di vittime e rei.

Quale opera è considerata il contributo maggiore alla nascita della disciplina della vittimologia?. The show of violence (Wertham). La victime, est elle coupable? (Fallah). The contribution of the victim to the genesis of the crime (Von Hentig). The criminal and his victim (Von Hentig).

Prima che nascesse la vittimologia, il focus della criminologia, sociologia e psicologia, era: Il comportamento del reo. Il rapporto tra reo e vittima. Nessuna delle risposte. Il contesto ambientale e psicologico dell'azione criminale.

In cosa si esplica il pensiero degli illuministi in merito alla figura della vittima?. In una difesa della vittima e nella necessità di provvedimenti penali per il reo. In un'analisi filosofica dei diritti umani del singolo e delle violazioni del contratto sociale. In una visione misantropa del reo in quanto disertore del contratto sociale. In una visione macroscopica di danno arrecato al bene comune della società.

Quale, tra i seguenti, attualmente si può considerare il punto di riferimento per l'area di interesse della vittimologia?. Entrambe le risposte precedenti. Il codice penale. L'insieme dei diritti umani. Il diritto penale nazionale.

Per "vittimizzazione secondaria" s'intende: I danni psicologici causati alla vittima dal procedimento penale e dagli effetti del reato. La mancanza di piani terapeutici adeguati per le vittime di reati penali minori. La mancanza di indennizzo per i danni causati alla vittima. La posizione centrale del reo rispetto alla vittima in ambito giuridico.

La vittimologia clinica deve occuparsi: Di comprendere le origini psicologiche della sofferenza della vittima. Di studiare, valutare e trattare le conseguenze psicofisiologiche del danno. Prevalentemente della terapia di recupero post danno. Del reinserimento sociale e del risarcimento della vittima.

Quand'è che la vittima ritorna al centro dell'attenzione delle varie correnti di pensiero?. Negli anni '40 del 1900. Alla fine del 1900. Tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. A metà del 1900.

In che modo la vittima può determinare il reato?. Sottovalutando, per via di una personalità poco costruita e stabile, il rischio che risiede in alcuni soggetti di ricorrere alla violenza. Nessuna delle risposte. Con un'azione ingiusta che scatena violenza nel reo. In base alla sua predisposizione biologica all'aggressività che ne influenza il comportamento.

Nei reati in cui persistono rapporti illeciti tra soggetto attivo e soggetto passivo, cosa accomuna i due soggetti?. Fattori psicologici e biologici predisponenti all'aggressività. Una storia infantile di maltrattamenti. La cultura di provenienza, improntata alla violenza. La predisposizione e l'accettazione della violenza.

Negli Stati Uniti, durante un processo, cosa può portare ad un'esclusione della responsabilità dell'imputato?. La testimonianza della vittima in sede di processo. L'immagine dell'imputato che influenza la giuria. L'infermità mentale possibilmente riscontrata nella vittima. La familiarità della vittima con i membri della giuria.

Nella prospettiva interpersonale, lo studio del comportamento umano si basa: Nessuna delle risposte. Sull'analisi delle manifestazioni della relazione tra reo e vittima. Sull'analisi del sistema motivazionale del reo. Sulle manifestazioni di personalità di vittima e reo.

Il fraintendimento o la comprensione di un rapporto interattivo sono legati: Al significato che il soggetto attribuisce al comportamento dell'altro. Alla disfunzionalità della comunicazione tra i due soggetti. Alla mancanza di comunicazione bilaterale nel rapporto. Al tipo di relazione preesistente tra i due soggetti del rapporto.

Cosa è di particolare interesse per la sociologia, sempre in applicazione al crimine?: I meccanismi di identità sociale dietro alle figure di vittima e criminale. La sicurezza dei centri urbani. I fattori culturali che predispongono alla violenza. L'opinione pubblica in merito alla criminalità.

L'insicurezza soggettiva riguarda: Un sentimento forte di timore verso la criminalità diffusa. La paura di subire un reato, indipendentemente dal pericolo reale. La sfiducia nel sistema giuridico. La scarsa autoefficacia percepita.

A cosa ha contribuito l'affermarsi di una collaborazione a livello internazionale in fatto di attenzione alla criminalità?. Un'attenzione maggiore da parte della comunità scientifica al tema della criminalità. Una diminuzione del relativismo riguardo a devianza e criminalità. Un aumento di interesse al campo della vittimologia. Una congiunzione delle discipline di vittimologia e criminologia.

Nella prospettiva sociologica, lo studio della vittima comprende: Lo studio delle vittime di un reato penale rilevante. Lo studio del reinserimento nel contesto sociale della vittima dopo il reato. Nessuna delle precedenti. Lo studio di tutte le vittime tranne quelle di calamità naturali, non inerenti quindi ad un discorso psicosociale.

La sociologia, oltre al crimine, interpreta anche: Gli eventi sociali che impattano sull'opinione pubblica. Il contesto sociale che dà luogo alla criminalità. La psicologia del singolo individuo, sia vittima che criminale. Nessuna delle risposte.

Quand'è, nel campo della vittimologia, che si è superata la prospettiva giuridico-penale e ampliato il raggio d'azione?. All'inizio degli anni '90. Negli anni '50. Negli anni '70. Negli anni '80.

Il mettere in atto delle azioni intenzionamente provocatorie rientra nell'ambito di studio: Della psicologia attribuzionale. Della vittimologia. Della criminogenesi. Della criminodinamica.

L'identità etnica dei reati a carattere terroristico rientra nell'ambito: Della criminogenesi. Della criminodinamica. Della criminologia. Della psicologia sociale.

La criminodinamica non può prescindere: Dal rapporto intercorrente tra vittima e autore del crimine. Dai meccanismi psicologici dei singoli soggetti che determinano la genesi dell'azione di danneggiamento. Da come le azioni vengono rappresentate e interpretate dalla vittima e dal reo durante la dinamica delittuosa. Nessuna delle risposte.

Cosa sono le "vittime infungibili"?. Vittime che diventano tali in vista della loro posizione all'interno del nucleo familiare. Vittime che hanno una componente violenta latente come parte della propria personalità. Vittime predisposte al venire soggiogate da personalità più forti. Vittime che hanno un ruolo sia attivo che passivo nella dinamica dell'azione criminale.

Qual è la migliore strategia per risolvere il problema dei campioni troppo esigui per le ricerche empiriche sulla giustizia riparativa?. Scegliere il metodo dello studio trasversale. Aumentare numericamente i campioni ampliando la popolazione di riferimento. Scegliere il metodo della meta-analisi. Scegliere il metodo dello studio dei casi singoli.

Chi è che ha mostrato maggiormente resistenze ai principi della giustizia riparativa?. L'opinione pubblica. Le famiglie delle vittime. Gli autori dei crimini. Nessuna delle risposte.

Perché si criticano gli effetti dell'applicazione della giustizia riparativa?. Nessuna delle risposte. Perché non ci sono sufficienti prove empiriche a loro favore. Perché se i danni riportati dalla vittima sono troppo gravi non c'è possibilità di azione. Perché si applica solo dopo che il crimine è stato commesso.

Un efficace fattore di desistenza dal commettere ulteriori crimini diventa: Il risarcimento dei danni alla vittima ad opera del reo. La presa di coscienza del danno arrecato e la percezione di equità del reo. La sanzione detentiva. Nessuna delle risposte.

La possibilità di recidiva, dalle analisi svolte sui programmi di prevenzione, dipende: Dalla tipologia di reato compiuto dal reo. Dall'esperienza passata e successiva del reo. Dalle procedure messe in atto dal sistema della giustizia penale. Dal profilo di personalità del reo e dal suo contesto sociale di provenienza.

Nella totale dipendenza della mediazione dal sistema penale, il reo: Riceverà una pena che dipende dall'esito della mediazione. Deve essere prima giudicato idoneo al programma dal giudice in fase di processo. Dovrà comunque scontare una pena ma potrà non provvedere al risarcimento economico della vittima. Non ha la possibilità di sottrarsi alla pena.

Prima di iniziare un percorso di mediazione extra-penale, occorre: Una sentenza di condanna giudiziaria. L'approvazione della richiesta di mediazione da parte giudice in fase di processo. La confessione del reo. Un confronto iniziale tra tra reo e vittima.

La mediazione deve rappresentare una vera e propria alternativa di giustizia oppure una modalità compatibile con i modelli penali tradizionali?. Si vede la mediazione come sempre e comunque totalmente dipendente dal sistema penale. Non vi è una decisione unanime a riguardo. Si predilige la visione della mediaizone come modello indipendente. Si vede la mediazione come processo potenzialmente dipendente dal sistema penale.

Nelle mani di quale figura si trova la risoluzione del confronto?. Del mediatore. Delle due parti coinvolte nel reato. Del giudice. Della vittima.

Secondo il DPR 448/88, se il minore si impegna in attività riparative a favore della vittima: Vi è la possibilità di mutare la pena. Vi è una riduzione della pena. Viene estinta la pena. Vengono estinti reato e pena.

Il vocabolo vittima rimanda ad un concetto molto antico, connesso con: L'innocenza. Il sacrificio. Il dolore. L'ingiustizia.

Nella legislazione italiana, il vocabolo vittima viene usato per descrivere: Soggetto danneggiato da un aggressore. Persona danneggiata psicofisicamente. Persona tutelata dalla legge. Persona offesa dal reato.

Nella dottrina penalistica, come si intende la vittima?. Attore parimenti attivo e passivo nel reato. Nessuna delle risposte. Soggetto passivo del reato, offeso dalla condotta criminosa. Soggetto danneggiato nella sua identità di persona sociale e individuale.

Quando si può parlare di vittime secondarie?. Quando al reo è impedito l'accesso ai programmi di mediazione penale. Quando la vittima del reato è già di per sé vittima di pregiudizi o ingiustie sociale. Quando i soggetti prossimi alla vittima del reato subiscono di riflesso pregiudizi. Quando le vittime vengono vittimizzate doppiamente dall'imperizia del sistema giuridico.

La dottrina criminologica-vittimologica pone l'accento: Sulla possibile cooperazione della vittima nella messa in atto dell'azione criminale. Sul titolare del bene giuridico protetto dalla norma violata. Sulla persona su cui incide direttamente la condotta criminosa. Nessuna delle risposte.

Come si può definire la vittimologia di Von Hentig?. Liberale. Conservatrice. Positivista. Radicale.

Perché le vittime del senso dell'onore vengono punite?. Perché portano disonore alla loro cultura commettendo un reato. Perché rifiutano il conformismo alla loro cultura. Nessuna delle risposte. Perché infrangono regole sociali, come nel caso del delitto d'onore.

Come si potrebbero definire le vittime delle ingiustizie razziali che si stanno verificando attualmente negli Stati Uniti?. Vittime di reato. Vittime del fanatismo. Doppie vittime. Vittime che subiscono violenze sociali.

Nel caso delle vittime della suggestione e imitazione, il loro comportamento emula: Un comportamento vessante. Un comportamento deviante. Un comportamento manipolatorio. Un comportamento autoritario.

Le vittime di incidenti stradali sono: Vittime del loro stesso comportamento. Nessuna delle risposte. Vittime di reato. Vittime del fato.

Perché è fondamentale distinguere una vittima simulatrice da una vittima immaginaria?. Per comprendere quale tipo di assistenza psicologica è necessaria. Per lo scopo che si trova dietro la loro falsa natura di vittima. Per comprendere il ruolo effetivo del reo in fase di processo. Per la gestione del caso in fase processuale.

Quale elemento ulteriore si può considerare per distinguere le vittime incredibili?. La gratuità della menzogna. Nessuna delle risposte. La falsa testimonianza. La presenza o assenza dei sensi di colpa.

Qual è la differenza tra senso di colpa e senso di responsabilità?. Nessuna delle risposte. Le conseguenze. Le conseguenze emotive che si generano nella vittima. Il valore che ha per l'individuo l'azione illecita compiuta.

Qual aspetto è importante analizzare per comprendere le motivazioni della vittima simulatrice?. Il rapporto della vittima con il criminale da loro designato. Lo status psicologico e possibilmente psicopatologico della vittima. Il background biopsicosociale dell'individuo simulatore. L'entità e la credibilità realistica della menzogna.

Qual è una proprietà fondamentale della comunicazione menzognera che distingue le false vittime?. La complessità dell'elaborazione della menzogna. La credibilità dei fatti comunicati. La stabilità e coerenza dell'eloquio durante l'esposizione della menzogna. L'intenzionalità della menzogna.

La vittima negatrice: Nega di aver subito un reato ma non è realmente convinta. Nega di aver riportato danni in seguito ad un reato ma ne riferisce l'avvenimento. Riferisce di non aver subito un reato, e ne è convinta. Nega di aver subito un reato consapevolmente per obiettivi secondari.

La vittima negatrice è vittima: Dal punto di vista oggettivo e soggettivo. Dal punto di vista oggettivo ma non da quello soggettivo. Dal punto di vista soggettivo ma non oggettivo. Nessuna delle risposte.

La negazione del reato della vittima negatrice: E' riportata all'esterno e all'interno. E' riportata all'esterno e all'interno ma non del tutto, con un'attenuazione della reale entità dei danni. E' riportata a se stessa, per proteggersi dalla gravità dei danni riportati. E' riportata solo all'esterno.

Qual è, tra le seguenti, un'importante differenza tra vittime simulatrici e immaginarie e quelle dissumulatrici e negatrici?. Il loro ruolo nella dinamica del reato. Il reale o non reale accadimento del fatto riportato. Il riferimento del fatto accaduto. Nessuna delle risposte.

Qual è la differenza tra le vittime simulatrici e immaginarie e quelle dissumulatrici e negatrici?. Il grado di gravità della loro menzogna. La veridicità di quanto riportato. Il loro ruolo nella diade criminale-vittima. Nessuna delle risposte.

Quale fra i seguenti autori elaborò una tipologia generale di vittime all'interno della quale inserì i minori, le donne, gli anziani, i mentalmente instabili e gli anziani?. Nessuna delle risposte. Mendelsohn. Gullotta. Fattah.

I tratti psicosociali si possono definire, in merito ai fattori di rischio di vittimizzazione: Fattori biopsicosociali. Fattori sociali. Disposizioni innate. Predisposizioni acquisite.

Una prima classificazione di vittime si basa sulla distinzione tra: Predisposizioni innate e disposizioni psicosociali. Disposizioni innate e predispozioni psicologiche. Predisposizioni innate e disposizioni psicologiche. Predisposizioni acquisite e disposizioni innate.

Secondo Von Hentig, esistono delle persone che esercitano un'attrazione del tutto particolare sul criminale, facilitandone l'azione. Si tratta: Delle vittime bloccate. Delle vittime latenti. Delle vittime inconsapevoli. Delle vittime dissimulatrici.

Von Hentig stila un elenco di tipi psicologici a suo parere più inclini a divenire vittime: quali sono?. Il depresso, l'avido, l'inconsapevole, il solitario, il tormentatore, la vittima bloccata. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il solitario, il tormentatore, la vittima bloccata. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il solitario, il tormentatore, la vittima latente. Il depresso, l'avido, l'irresponsabile, il tormentatore, la vittima latente.

Quali autori hanno elaborato il cosiddetto "modello di vittimizzazione basato sullo stile di vita o sull'esposizione al rischio", e quando?. Nessuna delle risposte. Hindelang, Gottfredson, Garofalo nel 1968. Hindelang, Gulotta, Garofalo nel 1978. Hindelang, Gottfredson, Garofalo nel 1977.

Dopo i primi studi pioneristici, la vittimologia ha sviluppato nuove linee di ricerca che attribuiscono maggiore importanza: Alle dinamiche della relazione tra autore e vittima. Ai fattori biologici di predispozione al crimine in entrambi i soggetti del reato. Ai fattori psicologici individuali predisponenti alla vittimizzazione. Alle situazioni e al contesto sociale che facilitano la vittimizzazione.

Rispetto al focus degli studi pioneristici, gli studi della fine degli anni '70 e degli anni '80 danno maggiore impulso ad uno studio della vittima da un punto di vista: Sociologico. Biopsicosociale. Psicologico. Giuridico-penale.

La teoria dell'attività routinaria appare piuttosto centrata: Sulla prospettiva dell'autore del reato. Sulla prospettiva dello stile di vita della vittima e del criminale. Sulla prospettiva di entrambi i soggetti della diade criminale-vittima. Sulla prospettiva della vittima.

Secondo la teoria dell'attività routinaria, il crimine è il risultato di quali elementi: Assenza di un guardiano e presenza di obiettivi appetibili. Presenza di un autore possibili e di obiettivi appetibili. Presenza di un guardiano che non riesce ad impedire il reato, assenza di obiettivi appetibili e presenza di probabili autori motivati. Presenza di probabili autori e obiettivi appetibili, e assenza di un guardiano che impedisca il reato.

Le relazioni affettive che riguardano direttamente il bambino nell'infanzia in che modo condizionano il suo sviluppo?. Creando una disregolazione emotiva e una distorsione del sistema di attaccamento. Creando una distorsione nella regolazione delle emozioni e nella percezione della violenza. Creando una disregolazione del sistema di attaccamento e di concettualizzazione della realtà. Creando aspettative irrealistiche nei confonti del mondo esterno e delle altre persone.

Con il termine "violenza domestica" si fa riferimento: La violenza che ha luogo in una relazione affettiva di tipo familiare. La violenza che ha luogo all'interno delle mura domestiche. Ogni forma di violenza che ha luogo in una relazione affettiva. La violenza che ha luogo in un nucleo familiare.

Dove hanno origine i comportamenti abusanti o violenti in ambito familiare?. Nel tipo di relazione disfunzionale esistente tra i partner. Nessuna delle risposte. Nelle radici socioculturali del contesto in cui la famiglia risiede. Nelle relazioni primarie dell'individuo.

Dove trova le sue radici la violenza perpetrata nelle famiglie violente?. Nelle famiglie d'origine dei due partner. Negli aspetti disfunzionali caratterizzanti i due partner, come psicopatologia, criminalità, dipendenza da sostanze e alcol, e abusi fisici. Nei comportamenti disfunzionali relativi ad abusi sessuali e fisici. Nei comportamenti disfunzionali relativi ad abusi sessuali e fisici e dipendenza da alcol e sostanze.

Dalle ricerche, è emerso che le relazioni improntate sull'aggressività possono ritrovarsi: Dalle ricerche, è emerso che le relazioni improntate sull'aggressività possono ritrovarsi:. In ogni contesto familiare. Nei contesti familiari in cui i partner hanno una forte dipendenza dall'alcol o da sostanze. Nei contesti familiari socioculturalmente svantaggiat, vicini alla criminalità.

A quando risale la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere?. 1975. 1987. Nessuna delle risposte. 1984.

Qual è il primo strumento normativo dell'Unione Europea emanato a tutela delle vittime dei reati?. La Decisione Quadro 2001/202/Giustizia e Affari interni. La Decisione Quadro 2000/220/Giustizia e Affari interni. La Decisione Quadro 2002/202/Giustizia e Affari Interni. La Decisione Quadro 2001/220/Giustizia e Affari interni.

Nella Convenzione della Comunità Europea del 1999 si ribadisce una normativa già stabilita dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere: quale?. Il risarcimento dello Stato verso i danni della vittima in caso di impossibilità del reo. Il risarcimento della vittima da parte del reo. La tutela giuridica e psicologica garantita alle vittime di reati gravi come il tentato omicidio o i reati sessuali. La tutela dello Stato verso i danni della vittima anche quando il danno non è fisico ma psicologico.

Una prima dimostrazione di interesse verso le normative riguardanti le vittime si ha con la comunicazione: Della Commissione del 1999 al Consiglio del Parlamento Europeo. Del Parlamento Europeo del 1998 alla Commissione Europea. Della Commissione del 1997 al Consiglio del Parlamento Europeo. Del Parlamento Europeo del 1999 alla Commissione Europea.

Quale tra queste opzioni meglio sintetizza la descrizione di vittima fatta dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sulle vittime del crimine e dell'abuso di potere?. Persone tutelate dalla legge e danneggiate nella loro integrità. Persone che hanno subito un coinvolgimento in un procedimento penale. Persone che hanno sofferto una lesione. Nessuna delle risposte.

Quale modello di vittimizzazione viene teorizzato da Emilio Viano?. Modello circolare. Modello ciclico. Modello lineare. Modello della consapevolezza.

La vittima simulatrice può diventare: Vittima fittizia. Vittima immaginaria. Vittima ingiusta. Vittima falsa.

Il "presunto autore di reato" è vittima di: Una sua distorta immagine di colpevolezza. Un'ingiusta accusa. Noncuranza istituzionale. Nessuna delle risposte.

Qual è l'autore che teorizza il modello lineare di vittimizzazione?. Hans Von Hentig. Marco Monzani. Elena Bertoli. Nessuna delle risposte.

Secondo il modello di vittimizzazione di Emilio Viani, qual è il primo passo per uscire dalla situazione di vittimizzazione?. La consapevolezza della situazione vittimizzante. La richiesta d'aiuto. La presa di coscienza della non responsabilità del proprio dolore. La consapevolezza della propria innocenza.

Come si definisce lo stato d'ansia e di angustia che nella vittima spesso insorge nel corso del tempo?. Stress da vittimizzazione. Stress post traumatico. Nessuna delle risposte. Stress psicologico da reato.

Con quale termine si fa riferimento al complesso degli effetti pregiudizievoli di natura fisica, psicologica, economica e sociale prodotti sulla vittima dal reato?. Nessuna delle risposte. Vittimizzazione indiretta. Vittimizzazione diretta. Vittimizzazione secondaria.

Come si chiama il processo per il quale la vittima diventa più vulnerabile e a rischio di subire ancora fatti penalmente rilevanti?. Vittimizzazione circolare. Vittimizzazione secondaria. Vittimizzazione reiterata. Vittimizzazione primaria.

Come si definiscono le conseguenze negative, emotive e relazionali, che possono derivare alla vittima dall'impatto con l'apparato giudiziario?. Vittimizzazione primaria. Vittimizzazione indiretta. Vittimizzazione reiterata. Vittimizzazione secondaria.

Chi, negli anni '40 del secolo scorso, aveva già denunciato i rischi di vittimizzazione secondaria per le vittime di reati?. Mendelsohn. Von Hentig. Emilio Viano. Marco Monzani.

Da chi è stato coniato il concetto di "colpevolizzazione della vittima", con il libro intitolato "Blaming the victim"?. Mendelsohn. Nessuna delle risposte. Viano. Von Hentig.

Quale opera fondamentale, criticante le teorie sulla formazione dei ghetti e della povertà intergenerazionale, dà forma al concetto di "colpevolizzazione della vittima"?. "Blaming the victim". "The victim's invisible fight". "The victim's fault". "The victim's responsibility".

In quali anni, con alcuni episodi storici, si sono verificati casi rilevanti di colpevolizzazione della vittima?. Negli anni '60. Negli anni '70. Negli anni '50. Negli anni '80.

In cosa consiste la colpevolizzazione della vittima?. Nel ritenere la vittima di un crimine responsabile di ciò che le è accaduto. Nell'ignorare le necessità della vittima non ritenendole gravi abbastanza. Nel ritenere che la vittima abbia voluto rendersi tale con un secondo fine. Nel ritenere che la vittima non abbia fatto niente per evitare ciò che le è accaduto.

Con quale opera viene introdotto e sviluppato il concetto di colpevolizzazione della vittima?. "The victim's responsibility". "The victim's fault". "Blaming the victim". "The victim's struggle".

Lerner, secondo la sua teoria del mondo giusto, afferma che la società vede la sofferenza della vittima come meritata: a cosa fa riferimento?. La teoria del conflitto sociale. La neutralizzazione della vittima. La vittimizzazione terziaria. La vittimizzazione secondaria.

Quale tra le seguenti opzioni definisce una reazione a una minaccia nei confronti della fiducia in un mondo giusto?. Nessuna delle risposte. La vittimizzazione terziaria. La vittimizzazione diretta. La vittimizzazione secondaria.

La Bielief in a Just World Theory è una teoria che fa parte: Della psicologia del lavoro. Della psicologia sperimentale. Della psicologia cognitiva. Della psicologia sociale.

La Belief in a Just World Theory è una teoria formulata da: Von Hentig. Nessuna delle risposte. Viano. Mendelsohn.

Quale tra le seguenti opzioni meglio spiega a cosa ricollega, Lerner, il principio di giustizia alla base della teoria del mondo giusto?. Nessuna delle risposte. Ad un contratto sociale per il quale l'individuo vuole mantenere inalterato l'equilibrio socioculturale di appartenenza. Ad un meccanismo sociale per il quale la vittima spesso è attrice attiva nel proprio processo di vittimizzazione. Ad un contratto personale per cui l'individuo rinuncia a forme immediate di gratificazione per investire le proprie energie nel raggiungimento di altri obiettivi.

Le esperienze traumatiche legate alla violenza rappresentano maggiormente un attacco a: Stabilità psicologica. Integrità psicofisica. Senso di autostima. Autosufficienza.

In seguito ad un esperienza traumatica, la vittima può percepire gli altri principalmente come: Pericolosi e inaffidabili. Caotici e ingestibili. Disinteressati e noncuranti. Aggressivi e malintenzionati.

Le esperienze traumatiche legate alla violenza rappresentano maggiormente una frattura di: Funzionamento del sé. Stabilità psicologica. Senso e coerenza del sé. Unitarietà della coscienza.

In seguito ad un esperienza traumatica, la vittima può sviluppare un senso d'identità basato su percezioni di sé come: Estraneo. Incapace di reagire. Sporco e fuori controllo. Insensibile.

In seguito ad un esperienza traumatica, la vittima può percepire il mondo principalmente come: Disinteressato e indifferente. Negativo e vuoto. Ingiusto e ingestibile. Pericoloso e rischioso.

Nella testimonianza di una vittima, la sua età: Più è elevata e più aumenta l'accuratezza. Determina i possibili errori della memoria, come la falsificazione del ricordo. Non è un fattore che incide particolarmente sull'accuratezza del ricordo. Pregiudica la precisione dei ricordi entro la giovane età adulta.

Quali sono le funzioni psicologiche di base che costituiscono il processo testimoniale?. Percezione di stimoli ambientali, codifica, immagazzinamento, rievocazione. Percezione, elaborazione, rievocazione. Identificazione, percezione, rielaborazione, immagazzinamento. Codifica, immagazzinamento, rievocazione.

Il contenuto di una testimonianza dipende: Nessuna delle risposte. Dall'interazione tra contenuto di memoria, contenuto dell'evento e processi decisionali sui ricordi. Dall'interazione tra ricordi distorti e ricordi reali, mediati dai processi decisionali sui ricordi. Dall'unione di falsi dettagli e memorie accurate, la cui proporzione dipende dall'intervallo di tempo trascorso dall'evento.

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